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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Rete Caracas ChiAma</title>
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		<title>Il Venezuela ha sconfitto la fame perché è socialista!</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 22:46:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[FAO]]></category>
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		<description><![CDATA[Il vicepresidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela s’incontra con i movimenti popolari di sinistra in Italia, a latere della premiazione da parte della FAO dovuto al grande successo del paese sud americano nell’aver sconfitto completamente il problema della fame nel Paese. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8707" alt="" src="/files/2015/06/arreaza21.jpg" width="300" height="166" />Il Vicepresidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, il compagno Jorge Arreaza, ha tenuto un incontro sul Monte Sacro a Roma insieme ai movimenti politici e popolari italiani e nello specifico con la “Rete Caracas ChiAma”, costituita da un eterogeneo blocco popolare di forze squisitamente di sinistra; nonché, riflesso di quella preziosa cristalleria politica che è la solidarietà e l’amicizia tra i popoli.  </strong></p>
<p>In questo incontro – accompagnato da una sottile pioggia – Arreaza ha parlato del premio ricevuto dalla FAO per l’ottimo risultato ottenuto dalla Repubblica Bolivariana del Venezuela nell’eliminazione della fame nel Paese e ha dialogato con i più degni rappresentanti dei movimenti popolari e rivoluzionari italiani. Ha lanciato, inoltre, l’appello a moltiplicare gli sforzi nella costruzione di un Fronte Internazionale di forze progressiste e rivoluzionarie in difesa della Rivoluzione Bolivariana; dinanzi ad una campagna mediatica che non pochi esperti definiscono come la guerra psicologica degli Stati Uniti contro il Venezuela bolivariano.</p>
<p>«Sono venuto qua a Roma, in nome del Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, del Primo Presidente Operaio della nostra Grande Patria Latinoamericana, il compagno Nicolás Maduro, che vi saluta calorosamente; sono qui in nome del popolo venezuelano, di quel popolo lavoratore che oggi difende il processo rivoluzionario iniziato dal nostro Eterno Comandante Hugo Rafael Chávez Frías; sono qui perché la FAO, organizzazione facente parte delle Nazioni Unite, ha deciso di premiarci con il più alto riconoscimento che un governo popolare e rivoluzionario possa ottenere: aver eliminato il problema della fame nei tempi prefissati; ovvero, nel 2015. In realtà avrebbero dovuto premiarci da molto tempo prima, fin dal 2012, giacché tale metà l’abbiamo raggiunta proprio quell’anno».</p>
<p>Il Vicepresidente Arreaza ha rilevato che «tali risultati non sono nient’altro che il riflesso della politica interna impostata dal primo giorno dell’avvento al potere del governo rivoluzionario e socialista del Presidente Hugo Chávez, là dove sono state messe in moto non poche politiche economiche e sociali basate sullo sviluppo dei servizi di base; in difesa di quei diritti umani collettivi (e non solo individuali!) che sono – tra i tanti – il diritto a vivere in una casa dignitosa, a ricevere tre pasti al giorno, a poter lavorare dignitosamente, ad un servizio nazionale medico gratuito e di alto livello, ad un istruzione pubblica e gratuita per tutto il popolo venezuelano».</p>
<p>«Tutti questi traguardi e la premiazione alla FAO si devono non solo al Nostro Comandante Infinito Hugo Chávez e all’invitto popolo venezuelano, ma anche alla solidarietà dei popoli del mondo e in particolare del popolo cubano e del suo governo rivoluzionario; di Fidel e Raul, che con l’apporto di migliaia di lavoratori della salute e dell’educazione hanno contribuito fino ad oggi a rafforzare la nostra Resistenza popolare contro la guerra economica e le ingerenze di Washington».</p>
<p>Il vicepresidente venezuelano, durante il suo incontro con i movimenti sociali italiani ha posto l’accento sull’amicizia e la solidarietà tra i popoli e lo ha fatto in quello che – di certo – è un luogo sacro per il popolo venezuelano e per tutti quelli che lottano ogni giorno per la costruzione di un mondo basato sulla pace con giustizia ed eguaglianza sociale; verso il socialismo del XXI secolo. Proprio qui sul Monte Sacro, infatti, Simón Bolívar – di fronte al suo amico e maestro Simón Rodríguez – prestò il suo giuramento romano nel 1805 nel quale ebbe a dire: <strong><em>«Giuro per il Dio dei miei genitori, giuro per il mio onore e per la mia Patria, che non darò riposo al mio braccio né pace alla mia anima finché non avrò rotto le catene che ci opprimono per volontà del potere spagnolo».</em></strong></p>
<p>«Voglio ringraziare l’invito a partecipare a tal evento così importante, che ha come obiettivo quello di rafforzare l’amicizia tra i popoli», ha affermato il vicepresidente di fronte a centinaia di attivisti sociali giunti da ogni angolo della penisola italiana per dare il benvenuto a uno dei più alti rappresentanti della patria di Bolívar e Chávez.</p>
<p>Nel suo emozionante discorso il vicepresidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, ha spiegato che per eliminare completamente la fame e la povertà nel pianeta è necessario moltiplicare i nostri sforzi nella costruzione di un mondo basato sulla solidarietà e l’amicizia tra i popoli e che, pertanto, bisogna essere consapevoli di quali sono i pericoli o i modelli (economici) che rappresentano <em>il</em> principale ostacolo a tale progetto.</p>
<p>In questo senso, ha segnalato come oggi non è il Venezuela della Rivoluzione Bolivariana a rappresentare una minaccia per gli Stati Uniti, ma che, semmai, proprio questi ultimi, a causa del loro modello economico e sociale – per la loro sete di consumare le risorse del pianeta – sono un pericolo per la stabilità della pace nel mondo e per l’esistenza stessa della specie umana. Per questo la necessità di rafforzare attraverso progetti politici e culturali l’amicizia tra i popoli – e in questo caso con il popolo italiano – con la <em>ratio</em> di svelare, così, le menzogne che i mezzi di comunicazione diffondono contro la Rivoluzione Bolivariana e mostrare ai popoli che lavorano in tutto il mondo che uscire dalla crisi imposta dalle banche e dai padroni è possibile. Che oltre al neoliberalismo e al capitalismo ci sarà ancora vita e che il modello economico e sociale per l’emancipazione dell’uomo si chiama: Socialismo.</p>
<p>di Alessandro Pagani per ALBAinformazione</p>
<p>&nbsp;</p>
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