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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Resistenza</title>
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		<title>Festa della liberazione italiana contro il fascismo: 76 anni di una vittoria</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 20:44:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile 1945]]></category>
		<category><![CDATA[Crema]]></category>
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		<category><![CDATA[Festa della Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Stefania Bonaldi, sindaca di Crema - in Lombardia - ha condiviso sul suo account Facebook il suo discorso per la festa nazionale: “Capire lo spirito del 25 aprile diventa sempre più complicato, più ci si allontana dal giorno nel quale è scaturito".
"Questo è il secondo 25 aprile di pandemia, il secondo anno in cui cerchiamo la liberazione dalla COVID-19, durante il quale abbiamo sperimentato una forma di oppressione sconosciuta e minacciosa ma nello stesso tempo, un pò come i resistenti di allora, abbiamo esercitato il coraggio e il diritto di opporci, giungendo quasi alla meta". E ha aggiunto: "Manca un piccolo pezzo di strada, lo percorriamo spronati anche dagli esempi dei resistenti di allora".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12073" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-12073" alt="Stefania Bonaldi" src="/files/2021/04/Stefania-Bonaldi.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">Stefania Bonaldi</p></div>
<p><strong>L&#8217;Italia ha commemorato questo 25 aprile il 76° anniversario della liberazione dal nazifascismo, avvenuta nel 1945. Come nel 2020, la pandemia ha impedito la celebrazione di questa emblematica festa nazionale come molti avrebbero voluto. Perché non è una festa qualsiasi: è il Giorno della Liberazione.</strong></p>
<p>E in difesa di quella libertà, molte famiglie hanno perso la vita, a un prezzo altissimo. La vittoria di 76 anni fa è una pagina orgogliosa della storia d&#8217;Italia, così come lo è oggi nei paesi che hanno dovuto subire le atrocità fasciste.</p>
<p>Stefania Bonaldi, sindaca di Crema &#8211; in Lombardia &#8211; ha condiviso sul suo account Facebook il suo discorso per la festa nazionale: “Capire lo spirito del 25 aprile diventa sempre più complicato, più ci si allontana dal giorno nel quale è scaturito&#8221;.<br />
&#8220;Questo è il secondo 25 aprile di pandemia, il secondo anno in cui cerchiamo la liberazione dalla COVID-19, durante il quale abbiamo sperimentato una forma di oppressione sconosciuta e minacciosa ma nello stesso tempo, un pò come i resistenti di allora, abbiamo esercitato il coraggio e il diritto di opporci, giungendo quasi alla meta&#8221;. E ha aggiunto: &#8220;Manca un piccolo pezzo di strada, lo percorriamo spronati anche dagli esempi dei resistenti di allora&#8221;.</p>
<p>Al fattore sociale che impone necessariamente questa data per scoprire le sfide attuali, Bonaldi ha portato nel dibattito i temi chiave: &#8220;Ogni tre giorni viene uccisa una donna, vittima di una cultura non ancora raggiunta dai valori della Liberazione, una cultura violenta e misogina, alimentata da megafoni insospettabili, compreso il garante di un movimento politico nazionale che minimizza le gesta di un piccolo branco, lasciando filtrare ignobili allusioni sulla vittima dello stesso&#8221;. Di seguito ha avvertito: &#8220;la politica troppo spesso diventa veicolo di violenza culturale, dalla quale scaturisce quella che viola i diritti dei più esposti&#8221;. &#8220;Cos’è, se non violenza, l’intollerabile balletto di distinguo intorno al disegno di legge Zan, sulla tutela dei diritti, primo tra tutti quello all’incolumità, delle persone omosessuali. Che possono unirsi civilmente, ma ancora devono mendicare il proprio diritto alla genitorialità e quello dei loro figli a vedere riconosciuti dalle Istituzioni i propri legami affettivi. Un tradimento dello spirito e della lettera della Costituzione&#8221;.</p>
<p>L&#8217;alta funzionaria di Crema &#8211; proprio dove i medici cubani hanno combattuto in zona rossa contro la COVID-19, insieme a medici e tecnici italiani &#8211; ha anche esortato: “Il 25 aprile, apra la sua tutela anche sulla vita di tutte le creature del Pianeta, piccole e grandi, nella consapevolezza che i diritti di una specie non interferiscono con quelli di un’altra&#8221;.</p>
<p>Secondo Bonaldi, siamo ancora in trincea nel 2021, anche quando la guerra sta volgendo al termine: “la vera vittoria però sarebbe un cambiamento del cuore e della cultura, un cambiamento capace di aprire i nostri occhi sulla vita degli altri e di renderla immagine preziosa quanto la nostra, assetata di rispetto e di diritti quanto lo siamo noi. Proviamoci.<br />
E sia buona Liberazione a tutte e tutti!&#8221;.</p>
<p>di Sheyla Delgado Guerra di Silvestrelli</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-12074" alt="178705521_3753961721396635_2757858885991394756_n" src="/files/2021/04/178705521_3753961721396635_2757858885991394756_n.jpg" width="720" height="432" /></p>
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		<title>Intervento di Angela Davis alla Women’s March anti-Trump, Washington 21 gennaio 2016</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2017 00:27:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Davis]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[marcia anti-Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[In un momento difficile della nostra storia, dobbiamo ricordare a noi stessi che noi le centinaia di migliaia, i milioni di donne, transessuali , uomini e giovani che siamo qui alla Marcia delle donne, noi rappresentiamo le potenti forze del cambiamento che sono determinate a evitare che le culture morenti del razzismo, dell’etero-patriarcato risorgano di nuovo. Noi riconosciamo che siamo agenti collettivi della storia e che la storia non può essere cancellata come le pagine web. Sappiamo che ci riuniamo oggi pomeriggio sulla terra indigena e noi seguiamo l’esempio dei primi popoli che nonostante la massiccia violenza genocida non hanno mai rinunciato alla lotta per la terra, l’acqua, la cultura, la loro gente. Noi in particolare salutiamo oggi i Sioux di Standing Rock.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9726" alt="angeladavis" src="/files/2017/01/angeladavis.jpg" width="580" height="305" />In un momento difficile della nostra storia, dobbiamo ricordare a noi stessi che noi le centinaia di migliaia, i milioni di donne, transessuali , uomini e giovani che siamo qui alla Marcia delle donne, noi rappresentiamo le potenti forze del cambiamento che sono determinate a evitare che le culture morenti del razzismo, dell’etero-patriarcato risorgano di nuovo.</strong></p>
<p>Noi riconosciamo che siamo agenti collettivi della storia e che la storia non può essere cancellata come le pagine web. Sappiamo che ci riuniamo oggi pomeriggio sulla terra indigena e noi seguiamo l’esempio dei primi popoli che nonostante la massiccia violenza genocida non hanno mai rinunciato alla lotta per la terra, l’acqua, la cultura, la loro gente. Noi in particolare salutiamo oggi i Sioux di Standing Rock.</p>
<p>Le lotte per la libertà dei neri che hanno plasmato la natura stessa della storia di questo paese non possono essere cancellate con il movimento di una mano. Non possiamo dimenticare che le vite dei neri contano. Questo è un paese ancorato alla schiavitù e al colonialismo, il che significa che nel bene e nel male la storia stessa degli Stati Uniti è una storia di immigrazione e riduzione in schiavitù. Diffondere la xenofobia, lanciare accuse di omicidio e stupro e la costruzione di muri non cancellerà la storia.<br />
Nessun essere umano è illegale.</p>
<p>La lotta per salvare il pianeta, per fermare i cambiamenti climatici, per garantire l’accessibilità all’acqua dalle terre degli Standing Rock Sioux, a Flint, Michigan, alla West Bank della Cisgiordania e a Gaza. La lotta per salvare la nostra flora e fauna, per salvare l’aria – questo è il ground zero della lotta per la giustizia sociale.<br />
Questa è una marcia delle donne e questa marcia delle donne rappresenta la promessa di un femminismo contro i poteri perniciosi della violenza di stato.</p>
<p>E il femminismo inclusivo e intersezionale che invita tutti noi a unirci alla resistenza al razzismo, alla islamofobia, all’antisemitismo, alla misoginia, allo sfruttamento capitalistico.</p>
<p>Sì, salutiamo la lotta per il salario minimo orario di 15 dollari. Noi ci dedichiamo alla resistenza collettiva. Resistenza ai miliardari profittatori delle ipoteche e gentrificatori. Resistenza ai corsari dell’assistenza sanitaria. Resistenza agli attacchi contro i musulmani e gli immigrati. Resistenza agli attacchi contro le persone disabili. Resistenza alla violenza di stato perpetrata dalla polizia e attraverso il complesso industriale carcerario. Resistenza alla violenza di genere istituzionale e intima, in particolare contro le donne trans di colore. I diritti delle donne sono diritti umani in tutto il pianeta ed è per questo che diciamo libertà e la giustizia per la Palestina. Noi celebriamo il rilascio imminente di Chelsea Manning. E di Oscar López Rivera. Ma diciamo anche liberate Leonard Peltier. Liberate Mumia Abu-Jamal. Liberate Assata Shakur.</p>
<p>Nel corso dei prossimi mesi e anni saremo chiamati a intensificare le nostre rivendicazioni di giustizia sociale, a diventare più militanti nella nostra difesa delle popolazioni vulnerabili. Coloro che ancora difendono la supremazia dell’etero-patriarcato del maschio bianco farebbero meglio a fare attenzione.<br />
I prossimi 1.459 giorni dell’amministrazione Trump saranno 1.459 giorni di resistenza: resistenza sulle strade, resistenza nelle aule scolastiche, resistenza sul posto di lavoro, resistenza nella nostra arte e nella nostra musica.<br />
Questo è solo l’inizio e con le parole dell’inimitabile Ella Baker, ‘Noi che crediamo nella libertà non possiamo riposare fino a quando non arriva’. Grazie.</p>
<p>traduzione di Maurizio Acerbo</p>
<p>da www.rifondazione.it</p>
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		<title>Resistenze</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/12/30/resistenze/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2016 00:01:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[No]]></category>
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		<description><![CDATA[Resistere è dire No. No al disprezzo. No all'arroganza: No alla polverizzazione economica. No ai nuovi padroni del mondo. No ai poteri finanziari. No al G8. No al “Consenso di Washington”. No al mercato totalitario. No al libero scambio integrale. No al poker del male (Banca Mondiale, FMI, OCSE, OMC). No alla super produttività. No alle privatizzazioni permanenti. No all'infinita estensione del settore privato. No all'esclusione. No al sessismo. No alla regressione sociale. No allo smantellamento della previdenza sociale. No alla povertà. No alle disuguaglianze. No alla dimenticanza del Sud. No alla morte, ogni giorno, di trenta mila bambini poveri. No alla distruzione dell'ecosistema. No all'egemonia militare di una sola superpotenza. No alla guerra preventiva. No alle guerre di invasione. No al terrorismo. No agli attentati contro le popolazioni civili. No ai razzismi. No all'antisemitismo. No alla fobia contro l’Islam. No alla vigilanza generalizzata. No alla diminuzione culturale. No alle nuove censure. No ai mezzi di comunicazione che mentono. No ai mass media che ci manipolano.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9669" alt="si-el-presente-es-de-lucha-el-futuro-es-nuestro-580x356" src="/files/2016/12/si-el-presente-es-de-lucha-el-futuro-es-nuestro-580x356.jpg" width="580" height="356" />Resistere è dire No. No al disprezzo. No all&#8217;arroganza: No alla polverizzazione economica. No ai nuovi padroni del mondo. No ai poteri finanziari. No al G8. No al “Consenso di Washington”. No al mercato totalitario. No al libero scambio integrale. No al poker del male (Banca Mondiale, FMI, OCSE, OMC). No alla super produttività. No alle privatizzazioni permanenti. No all&#8217;infinita estensione del settore privato. No all&#8217;esclusione. No al sessismo. No alla regressione sociale. No allo smantellamento della previdenza sociale. No alla povertà. No alle disuguaglianze. No alla dimenticanza del Sud. No alla morte, ogni giorno, di trenta mila bambini poveri. No alla distruzione dell&#8217;ecosistema. No all&#8217;egemonia militare di una sola superpotenza. No alla guerra preventiva. No alle guerre di invasione. No al terrorismo. No agli attentati contro le popolazioni civili. No ai razzismi. No all&#8217;antisemitismo. No alla fobia contro l’Islam. No alla vigilanza generalizzata. No alla diminuzione culturale. No alle nuove censure. No ai mezzi di comunicazione che mentono. No ai mass media che ci manipolano.  </strong></p>
<p>Resistere è anche potere dire Sì. Sì alla solidarietà tra i sette mila milioni di abitanti del nostro pianeta. Sì al diritto delle donne. Sì all&#8217;esistenza di un’ONU rinnovata. Sì ad un nuovo piano Marshall per aiutare l&#8217;Africa. Sì allo sradicamento definitivo dell&#8217;analfabetismo. Sì ad un&#8217;offensiva internazionale contro la frattura digitale. Sì ad una moratoria internazionale per la preservazione dell&#8217;acqua potabile. Sì alle medicine essenziali per tutti. Sì ad azioni decisive contro l&#8217;AIDS. Sì alla preservazione delle culture minoritarie. Sì al diritto degli indigeni. Sì alla giustizia sociale ed economica. Sì ad un’Europa più sociale e meno mercantilista. Sì ad un tassa Tobin per l’aiuto ai cittadini. Sì ad una tassa sulla vendita delle armi. Sì alla soppressione del debito dei paesi poveri. Sì alla proibizione dei paradisi fiscali.</p>
<p>Resistere è sognare che un altro mondo è possibile e contribuire a costruirlo.</p>
<p>(Preso da Le Monde Diplomatique)</p>
<p>tradotto da Ida Garberi</p>
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		<title>Denunciano detenzione di attivista politico honduregno</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/02/28/denunciano-detenzione-di-attivista-politico-honduregno/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 23:55:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[attivista arrestato]]></category>
		<category><![CDATA[Bajo Aguan]]></category>
		<category><![CDATA[Honduras]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras (COPINH) denunciò oggi che i poliziotti catturarono un testimone importante per la Commissione Interamericana dei diritti umani sulla repressione nel Bajo Aguan. Il gruppo civile definì arbitrario ed illegale l'irruzione degli agenti nella casa di Rudy Hernandez, integrante della Resistenza contadina e dell'Osservatorio Permanente dei diritti umani in quella zona del nord del paese.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_3311" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-3311" src="/files/2012/02/rudy_hernandez_muca4.jpg" alt="Rudy Hernandez" width="300" height="334" /><p class="wp-caption-text">Rudy Hernandez</p></div>
<p>Il Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras (COPINH) denunciò oggi che i poliziotti catturarono un testimone importante per la Commissione Interamericana dei diritti umani sulla repressione nel Bajo Aguan. </strong></p>
<p>Il gruppo civile definì arbitrario ed illegale l&#8217;irruzione degli agenti nella casa di Rudy Hernandez, integrante della Resistenza contadina e dell&#8217;Osservatorio Permanente dei diritti umani in quella zona del nord del paese.</p>
<p>L&#8217;attivista sociale è stato condotto alla stazione della polizia di Tocoa, principale città del dipartimento di Colon, in Honduras.</p>
<p>COPINH ha chiesto di appoggiare la battaglia per il rispetto all&#8217;integrità fisica ed emozionale del lavoratore della Fondazione San Ignacio Alonzo, la cui vita corre pericolo perché da molto tempo ha ricevuto minacce di ogni tipo.</p>
<p>Ha fatto un appello anche ad esprimere solidarietà con Hernandez attraverso differenti azioni ed ad esigere la sua liberazione immediata.</p>
<p>L&#8217;arresto di Hernandez si iscrive in un contesto marcato per la repressione al movimento contadino nella regione, dove le autorità rinforzarono la presenza militare e della polizia da agosto del 2011.</p>
<p>Il Bajo Aguan è scenario da vari anni della lotta dei contadini per fare rispettare il loro diritto sulle terre dove vissero sempre e dalle quali i latifondisti pretendono sloggiarli, con l&#8217;appoggio di forze inviate dal governo a partire dal golpe di Stato del 2009.</p>
<p>Attivisti sociali concordano in che la zona, dove i poliziotti assassinarono approssimativamente 134 persone nell&#8217;ultimo triennio, divenne un campo di permanente persecuzione e di violazione dei diritti umani per l&#8217;affanno di espellere i contadini e le loro famiglie.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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