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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Repsol</title>
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		<title>Repsol inizia azioni legali contro l&#8217;Argentina per nazionalizzazione di YPF</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 21:58:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Repsol ha iniziato azioni legali appoggiata dal Diritto Internazionale affinché si condanni l'Argentina alla riparazione integrale dei danni per l'espropriazione della sua filiale YPF, ha annunciato questo martedì l'industria petrolifera.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4427" src="/files/2012/05/repsol-ypf.jpg" alt="" width="300" height="250" />Repsol ha iniziato azioni legali appoggiata dal Diritto Internazionale affinché si condanni l&#8217;Argentina alla riparazione integrale dei danni per l&#8217;espropriazione della sua filiale YPF, ha annunciato questo martedì l&#8217;industria petrolifera. </strong></p>
<p>L&#8217;industria petrolifera considera che l&#8217;Argentina ha violato diverse regole del Trattato di Promozione e Protezione di Investimenti, tra queste l&#8217;obbligo di non nazionalizzare od espropriare gli investimenti di Repsol.</p>
<p>Repsol ha sottolineato che l&#8217;espropriazione dei suoi investimenti è “illecita” e non è stata accompagnata da nessuna delle garanzie reclamate da questo Trattato, “né tanto almeno da quella che contempla il pagamento di un&#8217;indennità adeguata e senza esitazione a qualunque misura di espropriazione.”</p>
<p>La compagnia spagnola ha notificato alla presidentessa dell&#8217;Argentina, Cristina Fernandez, la dichiarazione di esistenza di controversia sotto il Trattato di Promozione e Protezione di Investimenti che dovrà dirimersi in un arbitraggio internazionale davanti al Centro Internazionale di Aggiustamento di Differenze Relative ad Investimenti della Banca Mondiale (CIADI).</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Senato argentino dice sì alla nazionalizzazione di YPF</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 00:03:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All'alba di questo giovedì, i senatori argentini hanno dato uno schiacciante appoggio alla proposta governativa di nazionalizzare il 51% delle azioni dell'industria petrolifera YPF, nelle mani della spagnola Repsol. Il progetto passerà ora alla discussione della Camera dei Deputati che si pensa lo trasformi in legge la prossima settimana.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4165" src="/files/2012/04/senado-argentino.jpg" alt="" width="300" height="250" />All&#8217;alba di questo giovedì, i senatori argentini hanno dato uno schiacciante appoggio alla proposta governativa di nazionalizzare il 51% delle azioni dell&#8217;industria petrolifera YPF, nelle mani della spagnola Repsol. </strong></p>
<p>Il progetto passerà ora alla discussione della Camera dei Deputati che si pensa lo trasformi in legge la prossima settimana.</p>
<p>La proposta di mettere sotto controllo statale YPF, la maggiore industria petrolifera argentina, ha avuto l&#8217;appoggio maggioritario del governo e dell&#8217;opposizione, ed ha ottenuto il voto positivo di 63 senatori, mentre solo tre votarono contro e quattro si sono astenuti.</p>
<p>L&#8217;espropriazione di YPF, una decisione della presidentessa Cristina Fernandez per fare fronte alla diminuzione della produzione di greggio e di gas dell&#8217;Argentina, di cui il Governo responsabilizza la ditta spagnola, ha aperto una crisi diplomatica tra Buenos Aires e Madrid.</p>
<p>In un&#8217;estesa sessione che è terminata con la media approvazione del Senato al progetto della Fernandez, legislatori che 13 anni fa hanno approvato la vendita delle azioni dell&#8217;industria petrolifera argentina a Repsol espressero il loro pentimento.</p>
<p>“La privatizzazione di YPF è stato uno dei grandi errori di un&#8217;epoca, di un tempo storico. Il modello di Repsol è stato altamente depredatore”, ha detto il leader del blocco filo-governativo nel Senato, Miguel Pichetto, prima di votare.</p>
<p>YPF, la maggiore impresa argentina, è stata statale per 70 anni fino alla sua privatizzazione parziale nel 1992. Nel 1999 Repsol è entrata nella ditta comprando la maggioranza delle sue azioni.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>E’ cominciato il dibattito nel senato argentino per ottenere sovranità energetica</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/04/25/e-cominciato-il-dibattito-nel-senato-argentino-per-ottenere-sovranita-energetica/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 00:00:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il senato argentino cominciò oggi il dibattito del disegno di legge spinto dal Governo per espropriare il 51% delle azioni dell'industria petrolifera YPF alla spagnola Repsol ed ottenere la sovranità energetica del paese. L'iniziativa, inviata al Parlamento il passato 16 aprile, ha l'appoggio dei legislatori del governo e di vari partiti dell'opposizione. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4152" src="/files/2012/04/ypf1.jpg" alt="" width="300" height="250" />Il senato argentino cominciò oggi il dibattito del disegno di legge spinto dal Governo per espropriare il 51% delle azioni dell&#8217;industria petrolifera YPF alla spagnola Repsol ed ottenere la sovranità energetica del paese. </strong></p>
<p>L&#8217;iniziativa, inviata al Parlamento il passato 16 aprile, ha l&#8217;appoggio dei legislatori del governo e di vari partiti dell&#8217;opposizione.</p>
<p>Secondo il senatore Marcelo Fuentes che presiede la commissione di Temi Costituzionali, la sola espropriazione non risolve il problema, ma è l&#8217;inizio della soluzione per dare sovranità energetica allo Stato argentino, fatto di cui sono coscienti i parlamentari filo-governativi.</p>
<p>La proposta governativa non è un atto capriccioso né un atto isolato, ma fa parte di un processo iniziato nel 2003, con la presidenza di Nestor Kirchner, ha calcolato Fuentes.</p>
<p>Il progetto è un prodotto conseguente ed una necessità imperiosa di concretare in materia energetica la reversione fondamentale dei paradigmi che caratterizzarono i tempi con preminenza neoliberale, enfatizzò.</p>
<p>La proposta del governo ha raggiunto la settimana scorsa un giudizio di maggioranza delle commissioni dei Temi costituzionali, Presupposto ed il Fisco; e Settore minerario, energia e combustibili, e si aspetta che riesca ad ottenere senza contrattempi l’approvazione della camera alta.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Brava, Cristina!</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/04/19/brava-cristina/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 22:42:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il decreto inviato al Congresso da Cristina, la cui approvazione conterà con importanti voti oppositori, espropria quasi la totalità delle azioni della nominalmente spagnola Repsol in Giacimenti Petroliferi Fiscali(YPF) -il 51% -, dichiara di “interesse pubblico” il risultato “dell’auto-fornitura della produzione di idrocarburi ed anche i compiti “di sfruttamento, industrializzazione, trasporto e commercializzazione.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4073" src="/files/2012/04/ypf-argentina1.jpg" alt="" width="300" height="200" />La decisione di nazionalizzare il petrolio presa dalla presidentessa Cristina Fernandez di Kirchner è un passo trascendentale nella conquista della seconda indipendenza dell&#8217;Argentina e di tutta l&#8217;America Latina. L&#8217;idrocarburo è stato controllato dallo Stato dal primo governo di Hipolito Irigoyen fino alla sua privatizzazione, da parte dell’ultra-neoliberale Carlos Menem (1992). </strong></p>
<p>Il decreto inviato al Congresso da Cristina, la cui approvazione conterà con importanti voti oppositori, espropria quasi la totalità delle azioni della nominalmente spagnola Repsol in Giacimenti Petroliferi Fiscali(YPF) -il 51% -, dichiara di “interesse pubblico” il risultato “dell’auto-fornitura della produzione di idrocarburi ed anche i compiti “di sfruttamento, industrializzazione, trasporto e commercializzazione.”</p>
<p>Colloca legalmente la parola fine alla supremazia del capitale su una risorsa il cui carattere finito, di sicurezza nazionale ed obietto di smisurata speculazione, come la sua condizione di leva dello sviluppo, esige come nessuno di rimanere sotto il totale controllo dello Stato. YPF, fondata nel 1922 dal leggendario generale Enrique Mosconi, che è stato suo architetto e direttore per otto anni, è stata un&#8217;entità pubblica per la quale gli argentini provarono sempre un enorme orgoglio, non solo per la sua fornitura al mercato nazionale, ma anche per la sua ostensibile contribuzione allo sviluppo economico e sociale e per la sua condizione di simbolo della sovranità.</p>
<p>Conviene ricordare che le imprese d’origine spagnola hanno goduto di pieni poteri in America Latina durante le decadi neoliberali mediante contratti corrotti con funzionarucoli dei governi che apertamente, o segretamente, hanno consegnato i beni pubblici e le risorse naturali alle voracità straniere. Alcune hanno comprato facendo degli affaroni per rapidamente convertirsi in smaglianti multinazionali, come è il caso di Repsol che deve la sua trasformazione in grande industria al saccheggio dell&#8217;Argentina, o delle banche BBV o Santander, da cui dipendono gli utili delle sue filiali nella regione.</p>
<p>Il governo argentino responsabilizza Repsol con la caduta del 54% e del 97% rispettivamente della produzione del greggio e del gas tra il 1998 ed il 2011, come risultato della sua politica di sfruttamento massimo dei pozzi già esistenti, quando si privatizzò YPF.  Repsol-YPF quasi non ha investito in tutto questo tempo nell&#8217;esplorazione e nello sviluppo di nuovi giacimenti ed infrastrutture, perché tanto trasmetteva alla sua casa madre il grosso dei benefici (13 426 milioni di dollari) e seguiva un&#8217;arbitraria politica di prezzi, altamente lesiva per l&#8217;economia argentina. Rimproverata da Buenos Aires anteriormente, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il  quantitativo di combustibili che il paese australe si vide obbligato ad importare nel 2011, per un valore di 9 397 milioni di dollari, una grave minaccia per la sua bilancia commerciale. Con l&#8217;alta crescita del PIL, che ha resistito nove anni e mezzo alla profonda crisi energetica e dell&#8217;economia capitalista mondiale, per l&#8217;Argentina è indispensabile assicurare l&#8217;auto-fornitura e perfino l&#8217;esportazione di combustibile, come argomenta il decreto. Cristina ha segnalato che la misura fa parte dell&#8217;integrazione e sicurezza energetica sud-americana che si riafferma, disse, con l&#8217;entrata del Venezuela al Mercosur.</p>
<p>L&#8217;iniziativa ha preveduto lo stimolo dell&#8217;investimento straniero privato nel settore energetico e le alleanze con ditte pubbliche d’altri paesi. È completamente falso che scaccerà dall&#8217;Argentina gli investitori, come affermano i neoliberali. Esiste un enorme interesse del capitale internazionale per associarsi col paese di Rio de la Plata, le cui riserve di greggio non tradizionale si calcolano in 116 milioni di barili.</p>
<p>L&#8217;Argentina ha detto che pagherà Repsol secondo le sue leggi, ma la multinazionale esige una quantità smisurata che Buenos Aires ha già respinto. Il governo di Rajoy, in un sorpassato atteggiamento colonialista non ha cessato di lanciare minacce contro la Casa Rosada. Invece di fare qualcosa per migliorare la drammatica situazione degli spagnoli, che cominciano ad emigrare in Argentina, Rajoy continua affondando la Spagna in un&#8217;insondabile catastrofe sociale. Ma questo sì, difende un&#8217;industria riconosciuta come evasore fiscale in Spagna con una maggioranza di capitale non spagnolo, che non da nessun beneficio agli abitanti del regno. Mentre Brasile, Venezuela, Uruguay e Bolivia hanno espresso la loro solidarietà con l&#8217;Argentina -come lo faranno altri governi ed i popoli della Nostra America &#8211; Washington si unisce alle destre ispano-americane nella difesa di Repsol. Perché sarà?</p>
<p>articolo di Angel Guerra Cabrera, giornalista de La Jornada</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>L&#8217;espropriazione di YPF si discute nel Senato argentino</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/04/17/lespropriazione-di-ypf-si-discute-nel-senato-argentino/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 23:42:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la presenza del ministro di Pianificazione e revisore dei conti di YPF, Julio De Vido, la Camera alta ha dibattuto nel plenario delle commissioni il disegno di legge inviato dal governo affinché il 51% delle azioni di Repsol nell'industria petrolifera argentina passi allo Stato. Il vice revisore Axel Kicilloff affermò che gli ex titolari di Repsol “occultavano” i numeri reali del valore della compagnia ed anticipò che, per ciò, “i numeri devono essere rivisti”, così come “gli aspetti nascosti dei contratti e l’informazione segreta che l'impresa maneggiava.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4034" src="/files/2012/04/ypf-argentina.jpg" alt="" width="300" height="250" />Con la presenza del ministro di Pianificazione e revisore dei conti di YPF, Julio De Vido, la Camera alta ha dibattuto nel plenario delle commissioni il disegno di legge inviato dal governo affinché il 51% delle azioni di Repsol nell&#8217;industria petrolifera argentina passi allo Stato. </strong></p>
<p>Il vice revisore Axel Kicilloff affermò che gli ex titolari di Repsol “occultavano” i numeri reali del valore della compagnia ed anticipò che, per ciò, “i numeri devono essere rivisti”, così come “gli aspetti nascosti dei contratti e l’informazione segreta che l&#8217;impresa maneggiava.”</p>
<p>Durante il suo intervento, il vice ministro di Economia Kicillof giustificò l&#8217;espropriazione segnalando che il Governo nazionale “non può darsi il lusso di aspettare che il gruppo Repsol si sieda a discutere che cosa fa col gas, col petrolio e con il prezzo dei combustibili”. Spiegò che il Potere Esecutivo non poteva “lasciare nelle mani” di un gruppo economico che “non confidò sul fatto che l&#8217;Argentina avrebbe potuto dimostrare robustezza economica” la conduzione di “una risorsa tanto strategica.”</p>
<p>Inoltre, Kicillof considerò che “YPF servì da fonte di risorse per sostenere l&#8217;espansione internazionale” del gruppo spagnolo e “colpì” direttamente l&#8217;ex titolare di YPF: “Imprenditori come Antonio Brufau, che cosa capiscono di quello che stiamo facendo quando stanno pensando all&#8217;espansione multinazionale di un gruppo che l&#8217;ha fatto a scapito delle risorse ottenute dalla nostra compagnia petrolifera”, manifestò.</p>
<p>“Repsol -aggiunse &#8211; è una compagnia che ha cercato di massimizzare il suo beneficio, è legale, ma in questa ricerca gli interessi del gruppo si scontrano con gli interessi del modello di crescita argentina, con inclusione sociale ed  è difficile continuare a convivere.”</p>
<p>presa da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Piattaforma petrolifera arrivò alla costa nord occidentale di Cuba</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 23:22:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La piattaforma italiana di perforazione petrolifera in alto mare Scarabeo 9 arrivò oggi alla costa nord ovest di Cuba per iniziare esplorazioni nelle acque della zona economica della nazione caraibica.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_2769" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2769" src="/files/2012/01/cuba-scarabeo1.jpg" alt="La piattaforma Scarabeo 9" width="300" height="213" /><p class="wp-caption-text">La piattaforma Scarabeo 9</p></div>
<p>La piattaforma italiana di perforazione petrolifera in alto mare Scarabeo 9 arrivò oggi alla costa nord ovest di Cuba per iniziare esplorazioni nelle acque della zona economica della nazione caraibica.</strong></p>
<p>Il passaggio della piattaforma nelle acque vicine alla capitale è stato visibile dal Malecon de L&#8217;Avana, ha riportato la pubblicazione digitale Cubadebate, che pubblicò varie fotografie scattate durante il transito.</p>
<p>Le esplorazioni saranno realizzate nella Zona Economica Speciale di Cuba nel Golfo del Messico che copre un&#8217;area di 112 mila chilometri quadrati, divisi dalla prospezione in 59 blocchi, d’accordo con relazioni già pubblicate.</p>
<p>Autorità statunitensi annunciarono recentemente che la piattaforma petrolifera gestita dalla compagnia spagnola Repsol YPF per esplorare acque profonde sotto la giurisdizione di Cuba compie le condizioni internazionali di sicurezza.</p>
<p>Fino al momento varie compagnie straniere hanno manifestato il loro interesse nell’operare in questa regione, tra queste PDVSA, PetroVietnam, Repsol-YPF, Statoil ed ONGC.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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