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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; repressione</title>
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		<title>Situazione tesa in Honduras per repressione</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2014 00:28:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[congresso]]></category>
		<category><![CDATA[Honduras]]></category>
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		<category><![CDATA[partito Libre]]></category>
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		<description><![CDATA[Honduras vive oggi una situazione tesa dopo che ieri forze antisommossa hanno sloggiato violentemente dalle installazioni del Congresso, con uso di sfollagente e gas lacrimogeni, i deputati e militanti di sinistra del partito Libertà e Rifondazione (Libre). ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7836" alt="" src="/files/2014/05/zelaya130514b.jpg" width="300" height="200" />Honduras vive oggi una situazione tesa dopo che ieri forze antisommossa hanno sloggiato violentemente dalle installazioni del Congresso, con uso di sfollagente e gas lacrimogeni, i deputati e militanti di sinistra del partito Libertà e Rifondazione (Libre).  </strong></p>
<p>L&#8217;azione repressiva è accaduta dopo che leader e deputati di Libre, che è la seconda forza parlamentare in Honduras, con 37 seggi, abbiano esatto di essere tenuti in considerazione nelle discussioni di temi dalla Direzione del Congresso, che ostacola e non permette al partito di presentare iniziative di legge, oltre a negar loro la parola.</p>
<p>Venerdì scorso la direzione del Congresso ha fatto giurare illegalmente nuovi membri della Tribunale Supremo Elettorale (TSE) senza prendere in considerazione l&#8217;opinione di Libre, ha raccontato alla stampa il deputato di questo partito Rasel Tomè, che ha criticato inoltre che le autorità impediscano al popolo di accedere alla sede del legislativa.</p>
<p>Il leader di Libre, l&#8217;ex presidente Manuel Zelaya, ha accusato direttamente di questa aggressione il mandatario Juan Orlando Hernandez, che ha definito come apprendista dittatore e poi ha scritto nella rete sociale Twitter: la dittatura cadrà, vogliamo democrazia e pace, No alla frode!</p>
<p>Il violento incidente di ieri è accaduto mentre esiste un nuovo sistema di sicurezza interna, impiantato dalla dirigenza nel Parlamento, che stabilisce che la rotta di accesso per i deputati è attraverso un ascensore e proibisce di accedere ai politici con armi o con la scorta alla sede del legislativo.</p>
<p>Succede anche un giorno dopo che il consigliere comunale della capitale, Rafael Barahona, del partito Libre, fosse ferito da pallottole alla mano sinistra, in un attentato perpetrato da sconosciuti, mentre il politico si dirigeva nella sua auto, verso casa.</p>
<p>Inoltre succede due giorni dopo che un guardaspalle militare approfittasse di un incidente di transito per colpire duramente il direttore dell&#8217;organizzazione non governativa Casa Alleanza, Guadalupe Ruelas, che è perseguitato per denunciare l&#8217;assassinio di bambini e giovani.</p>
<p>Organismi dei diritti umani hanno denunciato ieri in un forum sulla riforma il sistema di sicurezza e giustizia, che Honduras ha retrocesso nel processo di smilitarizzazione della società per una politica sbagliata, che lo mantiene tra i paesi più violenti del mondo.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Democrazia alla cilena: 25 detenuti in manifestazione contro Pinochet</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jun 2012 00:11:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
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		<description><![CDATA[La polizia cilena fermò domenica 25 persone che si manifestavano contro l'ex dittatore Augusto Pinochet (1973-1990) in mezzo ad un evento celebrato dai sostenitori dell'ex presidente con l'obiettivo di rendergli omaggio. Al meno 3.000 detrattori di Pinochet si riunirono di fronte al teatro Caupolican, nel quale era previsto esibire il documentario “Pinochet” del fautore Ignacio Zegers, per ostacolare l'entrata dei partecipanti all'evento e dopo esprimere il loro ripudio all'ex dittatore con il grido di “Assassino.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4779" src="/files/2012/06/chile-democratico.jpg" alt="" width="359" height="289" />La polizia cilena fermò domenica 25 persone che si manifestavano contro l&#8217;ex dittatore Augusto Pinochet (1973-1990) in mezzo ad un evento celebrato dai sostenitori dell&#8217;ex presidente con l&#8217;obiettivo di rendergli omaggio. </strong></p>
<p>Al meno 3.000 detrattori di Pinochet si riunirono di fronte al teatro Caupolican, nel quale era previsto esibire il documentario “Pinochet” del fautore Ignacio Zegers, per ostacolare l&#8217;entrata dei partecipanti all&#8217;evento e dopo esprimere il loro ripudio all&#8217;ex dittatore con il grido di “Assassino.”</p>
<p>L&#8217;Intendenza (governo) di Santiago informò inoltre che circa 16 persone sono risultate ferite, tra questi reporter e poliziotti, dopo che 500 carabinieri hanno represso con gas lacrimogeni e getti d’acqua la manifestazione.</p>
<p>“E’ accaduto il paradosso, che nessuno capisce. Hanno difeso gli apologisti del genocidio, del terrorismo; e si attaccò la popolazione civile che andava a lottare per costruire un paese che abbia nel centro i Diritti Umani” denunciò la presidentessa del gruppo dei Familiari dei Detenuti Scomparsi (AFDD), Lorena Pizarro, che ha diretto le proteste in rifiuto all&#8217;ex dittatore.</p>
<p>“Questo è l&#8217;atto dei genocidi, dei violentatori dei diritti umani” ha dichiarato Pizarro.</p>
<p>All&#8217;evento celebrato in omaggio al morto ex dittatore cileno c’erano personaggi come Miguel Mendez, nipote di Blas Piñar, quello che è stato ministro dell&#8217;ex dittatore spagnolo, Francisco Franco; nonostante, nessun politico della destra governante cilena che appoggiò la dittatura, era presente.</p>
<p>L&#8217;attuale portavoce del Governo del presidente Sebastian Piñera, Andres Chadwick, che ha occupato la carica di presidente della Federazione degli Studenti dell&#8217;Università Cattolica durante la dittatura del Cile, indicò domenica in un&#8217;intervista teletrasmessa di essere pentito di avere appoggiato la dittatura.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Honduras: gorilla facendo funzioni di polizia reprimono una manifestazione di giornalisti</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 20:48:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[assassinato]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[Honduras]]></category>
		<category><![CDATA[impunità]]></category>
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		<description><![CDATA[Più di mezzo centinaio di giornalisti di mezzi alternativi che marciavano pacificamente per esigere giustizia per l'uccisione di quasi una ventina di comunicatori sociali dal golpe di stato assassino del 2009, sono stati soffocati con gli sfollagente e bombe lacrimogene da parte della guardia di onore presidenziale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_2355" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2355" src="/files/2011/12/HondurasGiornalisti.jpg" alt="Manifestazione dei giornalisti davanti alla Casa Presidenziale" width="300" height="175" /><p class="wp-caption-text">Manifestazione dei giornalisti davanti alla Casa Presidenziale</p></div>
<p>Più di mezzo centinaio di giornalisti di mezzi alternativi che marciavano pacificamente per esigere giustizia per l&#8217;uccisione di quasi una ventina di comunicatori sociali dal golpe di stato assassino del 2009, sono stati soffocati con gli sfollagente e bombe lacrimogene da parte della guardia di onore presidenziale. </strong></p>
<p>La marcia che partì alle nove dalla mattina di ieri dalle vicinanze dell&#8217;Università Pedagogica Nazionale Francisco Morazan, si dirigeva alla casa presidenziale con l&#8217;unico obiettivo di reclamare al presidente Porfirio Lobo per la mancanza di investigazione delle morti violente di almeno 17 giornalisti, assassinati durante il suo mandato.</p>
<p>Quando i comunicatori sociali si avvicinavano alla casa di governo, un gruppo di militari assegnati alla guardia di onore presidenziale accerchiò la strada con una rete metallica, azione che causò malessere nella stampa indipendente che immediatamente ruppe la barriera per continuare il suo percorso ed obbligò i militari a retrocedere.</p>
<p>Con la forza delle armi i militari riuscirono ad imporsi davanti ai comunicatori e senza riuscire ad arrivare alla casa del governo, i giornalisti dovettero sviluppare durante il tragitto un atto per ricordare la memoria delle vittime.</p>
<p>“Sangue di martiri, seme di libertà” e “siamo colpiti, ma non umiliati”, sono alcuni degli slogan che gridarono i comunicatori sociali che trasportarono manifesti, striscioni ed una bara per ricordare alle autorità che la morte dei 17 giornalisti non deve rimanere impune.</p>
<p>La mancanza di capacità dell&#8217;esercito per trattare con la popolazione rimase evidenziata un&#8217;altra volta, quando i militari senza parlare e dimostrando nervosismo, furono tanto incompetenti nel manipolare le bombe lacrimogene che trasportavano, da mettere in pericolo la vita non solo di loro stessi, ma anche quella dei manifestanti che facevano pressione affinché li lasciassero passare.</p>
<p>L&#8217;inettitudine dei membri dell&#8217;esercito provocò che una bomba lacrimogena esplodesse loro nelle mani e che almeno quindici elementi della truppa soffrissero immediatamente per gli effetti del gas tossico che colpì anche i giornalisti che manifestavano il loro scontento per la mancanza di investigazione delle morti dei loro compagni.</p>
<p>Benché in molte occasioni si sia denunciato l&#8217;incapacità dei militari per l&#8217;esercizio di pattugliamenti, il Congresso Nazionale approvò recentemente una riforma costituzionale che dà loro potestà per portare a termine compiti di sicurezza interna.</p>
<p>preso da www.revistazo.biz</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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