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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; René González</title>
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		<title>Testo sui Cinque tra le proposte della XXVI Feria del Libro</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2017 00:25:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il libro “Quello che giace attraverso il mare. La vera storia dei Cinque cubani”, del canadese Stephen Kimber, è stato presentato oggi a L’Avana nella Fiera Internazionale del Libro (FIL).  Gli antiterroristi Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero e Renè Gonzalez, oltre all'intellettuale cubano Ricardo Alarcon, hanno presentato il lancio che ebbe come sede il Salone di Maggio del Pabellon Cuba.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9788" alt="Kimber" src="/files/2017/02/Kimber.jpg" width="350" height="467" />Il libro “Quello che giace attraverso il mare. La vera storia dei Cinque cubani”, del canadese Stephen Kimber, è stato presentato oggi a L’Avana nella Fiera Internazionale del Libro (FIL).  Gli antiterroristi Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero e Renè Gonzalez, oltre all&#8217;intellettuale cubano Ricardo Alarcon, hanno presentato il lancio che ebbe come sede il Salone di Maggio del Pabellon Cuba.  </strong></p>
<p>Durante l&#8217;incontro, Alarcon ed i lottatori ringraziarono per l&#8217;appoggio brindato dall’autore del libro, che conobbe il caso dei Cinque mentre realizzava una visita turistica sull&#8217;isola e si arruolò da quel momento nella lotta per la loro liberazione.</p>
<p>“Questo libro è stato il risultato che noi abbiamo sempre cercato nelle persone attorno al mondo. E’ il processo che soffre una persona onesta che si trova davanti alla verità e si decide a diffonderla”, aggregò Renè Gonzalez.</p>
<p>Da parte sua Alarcon sottolineò quanto è stato determinante l&#8217;appoggio internazionale per il ritorno da Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero e Ramon Labañino, il 17 dicembre 2014.</p>
<p>Il governo degli Stati Uniti si vide obbligato a modificare la sua posizione per la pressione della solidarietà internazionale.</p>
<p>La presentazione dell&#8217;opera di Kimber si iscrive nelle attività che chiudono la 26º edizione della FIL e che hanno come obbiettivo denunciare il bloqueo che mantengono gli Stati Uniti contro Cuba.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Renè e Gerardo hanno partecipato alla conferenza dei delegati britannici</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 01:16:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli Eroi di Cuba, Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez, hanno partecipato ad una conferenza dell'Unione dei Delegati nel Regno Unito e sono saliti sul palco per dirigersi agli assistenti all'atto. I lottatori antiterroristi si trovano nel paese europeo invitati da parlamentari e sindacalisti per realizzare il “Tour della Libertà per i Cinque di Miami” (Miami Five Freedom Tour).  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9414" alt="Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-eino-unido-1" src="/files/2016/07/Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-eino-unido-1.jpg" width="580" height="435" />Gli Eroi di Cuba, Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez, hanno partecipato ad una conferenza dell&#8217;Unione dei Delegati nel Regno Unito e sono saliti sul palco per dirigersi agli assistenti all&#8217;atto. I lottatori antiterroristi si trovano nel paese europeo invitati da parlamentari e sindacalisti per realizzare il “Tour della Libertà per i Cinque di Miami” (Miami Five Freedom Tour).  </strong></p>
<p>Inoltre, Gerardo, vice rettore dell&#8217;Istituto Superiore di Relazioni Internazionali e Renè, vicepresidente della Società Culturale Josè Martì, si riunirono con attivisti che li appoggiarono durante il loro incarceramento negli Stati Uniti. Li ringraziarono per la solidarietà dimostrata e per le forze che hanno dato loro per resistere tanti anni in prigione.</p>
<p>In un video condiviso nelle reti sociali dalla Campagna di Solidarietà con Cuba nel Regno Unito (Cuba Solidarity Campaing), Gerardo si dirige agli attivisti che si riunivano di fronte all&#8217;ambasciata degli Stati Uniti a Londra:</p>
<p><em>  “La prima volta che vidi una foto di una delle molte riunioni di fronte all&#8217;ambasciata degli Stati Uniti a Londra, ricordo che era oscuro. Si poteva vedere un mare di piccole luci delle candele. Ricordo anche la pioggia.  </em><br />
<em>  </em><br />
<em>    Domandai ad un amico fuori dal carcere se poteva fotocopiare ed inviare l&#8217;immagine e l&#8217;incominciai ad utilizzare per i miei biglietti di auguri, affinché la gente sapesse come molti di voi, perfino sotto la pioggia e nella neve si mobilizzavano.  </em><br />
<em>  </em><br />
<em>    Quando vedi cose come questa, non solo ti senti energico, ma anche pensi: “devo resistere perché non posso deludere questa gente” e questo sì, dà molta forza.  </em><br />
<em>  </em><br />
<em>    Cosicché stiamo oggi qui, ringraziandovi. Non solo per il fatto che voi avete aiutato a liberarci o perché avete fatto tutto il possibile affinché ci dessero i visti, ma anche perché c&#8217;aiutò a non farci impazzire in prigione”.  </em><br />
<em> </em><br />
Un&#8217;altra delle attività realizzate dagli Eroi è stata inaugurare una fotografia ed una targa in omaggio al Comandante in Capo Fidel Castro nella Biblioteca Karl Marx. Gli antiterroristi ritirarono una bandiera del 26 luglio per svelare il tributo al leader storico della Rivoluzione.</p>
<p>Inoltre, Renè e Gerardo hanno visitato la tomba del filosofo tedesco Karl Marx, partecipato in manifestazioni di operai e sono stati ricevuti dai parlamentari del Partito Laburista.</p>
<p>Il Tour della Libertà per i Cinque di Miami è cominciato agli inizi di luglio e finirà il 17 dello stesso mese. Gonzalez ed Hernandez sono accompagnati dalle loro mogli, Olga Salanueva ed Adriana Perez, rispettivamente. Si trovano anche la piccola Gemma ed Irma, la figlia di Renè. Questa notte visiteranno la città scozzese di Glasgow.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Cuba Solidarity Campaing/ Facebook</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubadebate.cu/noticias/2016/07/13/rene-y-gerardo-participan-en-conferencia-de-delegados-britanicos-fotos-y-videos/" >per vedere i video</a></p>
<p><img class="alignleft  wp-image-9419" alt="Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-eino-unido" src="/files/2016/07/Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-eino-unido.jpg" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9415" alt="tour-Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-reino-unido" src="/files/2016/07/tour-Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-reino-unido.jpg" width="580" height="824" /><img class="alignleft size-full wp-image-9416" alt="Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes" src="/files/2016/07/Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes.jpg" width="580" height="435" /><img class="alignleft size-full wp-image-9417" alt="Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-26-de-julio" src="/files/2016/07/Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-26-de-julio.jpg" width="580" height="435" /><img class="alignleft size-full wp-image-9418" alt="Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-reino-unido-fidel-foto" src="/files/2016/07/Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-reino-unido-fidel-foto.jpg" width="580" height="773" /></p>
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		<title>Renè Gonzalez Sehwerert eletto Vicepresidente della Società Culturale Josè Martì</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 01:25:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la consultazione dei membri del Comitato Nazionale della Società Culturale Josè Martì, in compimento di quanto stabilito negli Statuti di questa Organizzazione, e su proposta del suo presidente il Dr. Armando Hart Davalos, è stato eletto e designato vicepresidente della stessa l'Eroe della Repubblica di Cuba, compagno Renè Gonzalez Sehwerert.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9342" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9342" alt="Renè Gonzalez" src="/files/2016/05/René.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Renè Gonzalez</p></div>
<p><strong>Dopo la consultazione dei membri del Comitato Nazionale della Società Culturale Josè Martì, in compimento di quanto stabilito negli Statuti di questa Organizzazione, e su proposta del suo presidente il Dr. Armando Hart Davalos, è stato eletto e designato vicepresidente della stessa l&#8217;Eroe della Repubblica di Cuba, compagno Renè Gonzalez Sehwerert.  </strong></p>
<p>Il Dr. Hector Hernandez Pardo, Primo Vicepresidente della Società Culturale Josè Martì, ha dato formalmente il benvenuto al famoso lottatore rivoluzionario nell&#8217;atto di presentazione di Renè al collettivo della sede nazionale dell&#8217;Organizzazione, e sottolineò l&#8217;onore e l&#8217;allegria che rappresenta per i suoi soci in tutto il paese, per le istituzioni martiane e per tutti quelli che lavorano per affermare nell&#8217;anima e nella condotta di ogni cubano il lascito del Maestro, contare con la presenza attiva e l&#8217;appoggio di un combattente della taglia di Gonzalez Sheweret, uno dei Cinque Eroi che con la sua resistenza indistruttibile nelle viscere del mostro hanno portato in alto il valore delle idee.</p>
<p>Renè, che immediatamente cominciò a compiere un programma di incontri con differente istituzioni martiane, e con i Ministeri di Cultura, Educazione Superiore ed Educazione, svolgerà, nella Società Culturale, tra le altre cose, il lavoro coi bambini e giovani, come il lavoro dei club martiani, con i consigli municipali e con le Giunte Provinciali della Società Culturale.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto di Ricardo Lopez Hevia</p>
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		<title>Corte di Appello britannica da ragione a Renè Gonzalez</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 23:45:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una sentenza storica della Corte di Appello britannica aprì le porte all'antiterrorista cubano Renè Gonzalez, affinché visiti Regno Unito, dopo che il governo di questo paese gli rifiutasse il visto in due occasioni. Come informò oggi la Cancelleria, l'Eroe della Repubblica Renè Gonzalez -uno dei Cinque cubani che hanno ricevuto una lunga ed ingiusta condanna negli Stati Uniti per ostacolare atti terroristici contro l'isola - era stato invitato al paese europeo da un gruppo di deputati britannici. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8996" alt="" src="/files/2015/11/René-González2.jpg" width="580" height="330" />Una sentenza storica della Corte di Appello britannica aprì le porte all&#8217;antiterrorista cubano Renè Gonzalez, affinché visiti Regno Unito, dopo che il governo di questo paese gli rifiutasse il visto in due occasioni.</strong></p>
<p>Come informò oggi la Cancelleria, l&#8217;Eroe della Repubblica Renè Gonzalez -uno dei Cinque cubani che hanno ricevuto una lunga ed ingiusta condanna negli Stati Uniti per ostacolare atti terroristici contro l&#8217;isola &#8211; era stato invitato al paese europeo da un gruppo di deputati britannici.</p>
<p>Tutto ciò, affinché assistesse ad una riunione del Parlamento sul caso dei Cinque, precisa la nota del ministero cubano di Relazioni Estere.</p>
<p>Come spiega il testo, dopo che il governo britannico gli rifiutasse il visto per la seconda occasione, 28 deputati -includendo l&#8217;attuale leader del Partito Laburista, Jeremy Corbyn, ed il portavoce della Tesoreria dell&#8217;opposizione, John McDonnell &#8211; interposero un ricorso in appello.</p>
<p>In questo ricorso, si accusava la Ministra dell&#8217;Interno di violare l&#8217;Accordo Europeo dei diritti umani.</p>
<p>Davanti a tale situazione, la Corte di Appello constatò all&#8217;unanimità che i rifiuti di concedere a Gonzalez un visto violavano il diritto alla libertà di ricevere ed impartire informazione secondo l&#8217;Articolo 10 dell&#8217;Accordo Europeo dei diritti umani.</p>
<p>Inoltre i giudici hanno vietato alla Ministra dell&#8217;Interno la possibilità di interporre un ricorso in appello alla Corte Suprema contro quest’ultima sentenza.</p>
<p>Dopo la decisione storica, il direttore della Campagna di Solidarietà con Cuba, Rob Miller, si dichiarò molto soddisfatto con la sentenza ed allegò che costituiva una grande vittoria per tutti quelli che hanno fatto parte della campagna per la giustizia e per la libertà dei Cinque Antiterroristi.</p>
<p>Inoltre aggregò che, speriamo che grazie a questa sentenza, potremo dare molto presto un caloroso benvenuto nel Regno Unito a René Gonzalez, come a Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez ed Antonio Guerrero, insieme alle loro famiglie.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione Ida Garberi</p>
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		<title>Chavez ha trasformato l&#8217;America Latina, afferma Ramon Labañino</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2015 23:31:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ramon Labañino, uno dei Cinque cubani, ha affermato oggi a Caracas che l'America latina non è oramai il patio posteriore degli Stati Uniti, realtà resa possibile grazie all'opera dello scomparso presidente venezuelano Hugo Chavez. Ci sono molte cose da perfezionare, ma l'unità regionale cresce, ha assicurato Labañino, che è arrivato questo pomeriggio alla Caserma della Montaña insieme all'antiterrorista Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez; è qui dove riposano i resti mortali di Chavez. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8600" alt="" src="/files/2015/05/Cinco580.jpg" width="580" height="329" />Ramon Labañino, uno dei Cinque cubani, ha affermato oggi a Caracas che l&#8217;America latina non è oramai il patio posteriore degli Stati Uniti, realtà resa possibile grazie all&#8217;opera dello scomparso presidente venezuelano Hugo Chavez.  </strong></p>
<p>Ci sono molte cose da perfezionare, ma l&#8217;unità regionale cresce, ha assicurato Labañino, che è arrivato questo pomeriggio alla Caserma della Montaña insieme all&#8217;antiterrorista Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez; è qui dove riposano i resti mortali di Chavez.</p>
<p>Il leader bolivariano è stato uno dei principali propulsori della campagna mondiale per la liberazione dalle carceri statunitensi del citato gruppo, conosciuto internazionalmente come i Cinque.</p>
<p>Labañino ha affermato che lui ed i suoi compagni avevano un debito con Chavez per tutto l&#8217;appoggio che aveva offerto loro.</p>
<p>Ha aggiunto che sono venuti in Venezuela per compierlo e, pertanto, si sentono soldati della Rivoluzione bolivariana.</p>
<p>Da parte sua, il vicepresidente venezuelano Jorge Arreaza, che ha accompagnato gli antiterroristi nella loro visita al mausoleo, ha sottolineato che per Chavez la causa dei Cinque era quella dell&#8217;America Latina.</p>
<p>Oggi deve essere felice di ricevere qui cinque dei suoi figli, come lo è il presidente Nicolas Maduro, ha osservato.</p>
<p>La lotta è valsa la pena, è valso la pena torcere il braccio all&#8217;impero, ha concluso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Da quando il terrorismo non è tanto perverso</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2014 00:23:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una mattina dell'autunno del 1962 la città de L'Avana ha albeggiato sotto la scossa di detonazioni, risultato degli spari fatti da un'imbarcazione che proveniente da Miami ha lanciato, con un cannone di 20 millimetri, una raffica contro un hotel della città. Mentre gli aggressori ritornavano in Florida tra applausi e titolari esultanti dei quotidiani, nei miei primi ricordi da studente della scuola elementare, la commozione tra la cittadinanza rimarrebbe registrata per sempre. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8150" alt="" src="/files/2014/10/René.jpg" width="580" height="330" />Una mattina dell&#8217;autunno del 1962 la città de L&#8217;Avana ha albeggiato sotto la scossa di detonazioni, risultato degli spari fatti da un&#8217;imbarcazione che proveniente da Miami ha lanciato, con un cannone di 20 millimetri, una raffica contro un hotel della città. Mentre gli aggressori ritornavano in Florida tra applausi e titolari esultanti dei quotidiani, nei miei primi ricordi da studente della scuola elementare, la commozione tra la cittadinanza rimarrebbe registrata per sempre.  </strong></p>
<p>Prima che potessi conoscere Josè Basulto personalmente a Miami, autore degli spari, 28 anni dopo, altri ricordi traumatici passerebbero a fare parte della mia esperienza di vita. Sequestro o assassinio di pescatori al nord di Cuba. Attacchi a villaggi costieri col risultato di cittadini innocenti morti o mutilati. Sabotaggi contro asili infantili che hanno messo a rischio la vita di bambini innocenti. Assassinio di educatori da parte di bande controrivoluzionarie. L&#8217;esplosione di un aeroplano di Cubana di Aviazione in pieno volo, di fronte alle coste delle Barbados, col saldo di 73 persone assassinato freddamente.</p>
<p>Questa storia, sconosciuta dal resto del pianeta, è fissata tuttavia nella memoria collettiva dei cubani. Prima con allenamento, organizzazione o appoggio materiale e finanziario della CIA. Poi con livelli capricciosi di complicità con l&#8217;agenzia. Sempre con la complice negligenza delle autorità legali e della polizia nordamericane, gli atti terroristici contro Cuba sono stati una costante da quando il 1° gennaio 1959 la Rivoluzione nell&#8217;isola ha riscattato per sempre le aspirazioni di sovranità del suo popolo fino ad allora mutilate.</p>
<p>E’ stata questa stessa memoria quella che mi ha spinto senza vacillare all&#8217;accettazione della missione che mi ha fatto conoscere l&#8217;artefice di quell&#8217;atto terroristico dei miei primi ricordi. Come un cubano in più, per me è stato un fatto naturale il dovere di evitare il terrorismo, infiltrandomi nei gruppi violenti che pascolano ancora a Miami. Lo stesso senso del dovere ha spinto altri quattro dei miei compatrioti, tre dei quali rimangono ancora incarcerati negli Stati Uniti per il crimine di proteggere la vita umana; molto pregiata per qualunque sistema legale mediamente civilizzato.</p>
<p>Nell&#8217;anno 1998 sembrava che una porta permettesse l&#8217;azione congiunta tra i governi di entrambi i paesi per mettere fine a tali azioni terroristiche che, sia negli Stati Uniti come a Cuba, avevano lasciato una montagna di morti. In giugno di quell&#8217;anno una delegazione dell’FBI ha visitato L&#8217;Avana, ricevendo un espediente in cui si descrivevano i piani terroristici forgiati a Miami, ed informazione sui suoi perpetranti. La gestione dell’accordo si era fatta strada con una visita personale di Gabriel Garcia Marquez a Washington un mese prima, nella quale aveva consegnato un messaggio personale di Fidel Castro per Bill Clinton. Gli ufficiali dell’FBI dopo la riunione de L&#8217;Avana sono ritornati al nord dopo aver promesso alla loro controparte cubana che avrebbero agito di conseguenza, non senza ringraziare per la collaborazione dei rappresentanti di Cuba. Sono passati meno di tre mesi affinché agissero. Sono passati 16 anni e noi cubani speriamo ancora che lo facciano in modo conseguente.</p>
<p>All&#8217;alba del 12 settembre 1998, in vari luoghi della città di Miami, squadre dell’FBI hanno preso d’assalto le case in cui risiedevamo quelli che stavamo proporzionando informazione per neutralizzare i gruppi terroristici.</p>
<p>Preceduta da un ambiente di isteria incominciava, nel novembre del 2000, la bugia del giudizio più lungo della storia degli Stati Uniti, che sarebbe stato misteriosamente coperto dopo il suo inizio dal più assoluto silenzio delle corporazioni mediatiche. Previamente, nel marzo di quell&#8217;anno, i pubblici ministeri avevano emesso una mozione affinché non si  introducesse la copiosa evidenza di terrorismo contro Cuba: “Combattere il terrorismo era la motivazione degli accusati, e le motivazioni non devono ventilarsi davanti alla giuria”. E’ risultata molto innovativa la teoria giuridica presentata dagli accusatori affinché non si toccasse il tema del terrorismo e la complicità dello stato. E’ stato molto opportuno il silenzio della stampa nordamericana che fino ad allora aveva alzato le sue antenne per condannare ferocemente le “pericolose spie di Castro.”</p>
<p>Con una giuria spaventata, in una sede dove il più elementare buonsenso sapeva che non si avrebbe mai potuto garantire un giudizio giusto; l&#8217;utilizzo delle condizioni di confino, arma di punizione e di privazioni nella preparazione della difesa; sotto uno schema di manipolazione dell&#8217;evidenza che appena ci ha permesso di studiarla prima del giudizio, ed affrontando una stampa locale che dopo anni si è scoperto che era stata pagata copiosamente dall&#8217;ufficio di trasmissioni a Cuba del governo nordamericano; il verdetto non ha potuto essere altro che quello di colpevolezza per tutte le accuse. Per completare, alcune sentenze draconiane, nelle quali la giudice ha scaricato un odio irrazionale e razzista sugli accusati, non senza prima cedere al sollecito della procura affinché ci “inabilitasse” durante gli anni di libertà vigilata, consegnandoci un gioiello di saggia giurisprudenza:</p>
<p>“Sia che il terrorismo si commetta contro persone innocenti negli Stati Uniti od a Cuba, Israele o Giordania, Irlanda del Nord od in India, è diabolico ed è perverso, ma gli atti terroristici commessi da altri non possono giustificare la condotta sbagliata ed illegale degli imputati o di qualunque altro.”</p>
<p>E dopo “l’inabilitazione”:</p>
<p>“L’accusato dovrà compiere anche le seguenti condizioni addizionali di libertà vigilata:</p>
<p>Si proibisce all’accusato di associarsi con o visitare luoghi specifici dove ci sono o che frequentino individui o gruppi tali riconosciuti come terroristi, membri di organizzazioni che patrocinano la violenza, o figure del crimine organizzato.”</p>
<p>Così, improvvisamente, in una corte nordamericana si è certificato il diritto dei terroristi a non essere disturbati. Secondo alcuni il terrorismo non è tanto perverso.</p>
<p>A sedici anni dai nostri arresti il caso dei Cinque, come è conosciuto, ha ottenuto il ripudio di organizzazioni di avvocati, tanto nazionali come internazionali; il rifiuto di 10 premi Nobel, la condanna di parlamenti in pieno o di gruppi di parlamentari, una sentenza di condanna del Comitato di Detenzioni Arbitrarie della Commissione dei diritti umani dell&#8217;ONU; l&#8217;opposizione di Amnesty International e di centinaia di personalità in tutto il mondo.</p>
<p>Fortunatamente non tutti pensano che il terrorismo non sia tanto perverso.</p>
<p>pubblicato nel quotidiano El Universal, del Messico</p>
<p>foto Ricardo Lopez Hevia</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Nuova generazione di cubani difende la pace e la liberazione dei Cinque</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 00:33:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bambini e giovani di differenti livelli di insegnamento e professioni si sono manifestati oggi a L’Avana per difendere il diritto dei popoli del mondo a vivere in pace senza il fantasma del terrorismo e per la libertà dei Cinque cubani. Nell'avanguardia della marcia, alunni della Federazione degli Studenti della scuola media trasportavano striscioni con fotografie di persone che hanno perso la vita a causa di azioni terroriste organizzate e finanziate in suolo nordamericano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8133" alt="" src="/files/2014/09/grupo.jpg" width="580" height="363" />Bambini e giovani di differenti livelli di insegnamento e professioni si sono manifestati oggi a L’Avana per difendere il diritto dei popoli del mondo a vivere in pace senza il fantasma del terrorismo e per la libertà dei Cinque cubani.  </strong></p>
<p>Nell&#8217;avanguardia della marcia, alunni della Federazione degli Studenti della scuola media trasportavano striscioni con fotografie di persone che hanno perso la vita a causa di azioni terroriste organizzate e finanziate in suolo nordamericano.</p>
<p>Irma Gonzalez, figlia di Renè, uno dei Cinque cubani, ha aperto la marcia, ringraziando i presenti ed infondendo forza agli studenti.</p>
<p>Universitari hanno espresso a Prensa Latina il loro rifiuto alla politica di doppia morale di Washington, il cui governo bandisce la lotta contro il terrorismo, ma per i suoi viali porta a spasso liberamente Luis Posada Carriles, autore intellettuale confesso dell&#8217;esplosione in plenum volo di un aeroplano cubano nel 1976.</p>
<p>La marcia è terminata con un concerto nella conosciuta Tribuna Antimperialista ed ha reclamato il ritorno rapido di tre dei Cinque cubani prigionieri politici degli Stati Uniti da 16 anni.</p>
<p>René e Fernando, i due del gruppo che sono già tornati al loro paese dopo completare integralmente le loro rispettive condanne, hanno diretto la manifestazione, che è partita dall’Università de L’Avana.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto dal Facebook di Olga Salanueva, sposa di Renè Gonzalez</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8134" alt="" src="/files/2014/09/ReneOlga.jpg" width="580" height="870" /><img class="alignleft size-full wp-image-8135" alt="" src="/files/2014/09/FernandoColmenita.jpg" width="580" height="387" /><img class="alignleft size-full wp-image-8136" alt="" src="/files/2014/09/ReneColmenita.jpg" width="580" height="870" /><img class="alignleft size-full wp-image-8137" alt="" src="/files/2014/09/ReneIgnacio.jpg" width="580" height="870" /></p>
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		<title>Non rinunceremo mai a denunciare l&#8217;ingiustizia, afferma Renè Gonzalez</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2014 00:07:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Renè Gonzalez, uno dei Cinque cubani, che domenica ha partecipato in Portogallo nel Festival del giornale comunista Avante, ha dichiarato che la sua priorità è lottare per la liberazione dei tre compagni che sono ancora prigionieri politici negli Stati Uniti. Renè, insieme ad Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Gerardo Hernandez sono stati fermati]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8102" alt="" src="/files/2014/09/Rene-Gonzalez.jpg" width="580" height="330" />Renè Gonzalez, uno dei Cinque cubani, che domenica ha partecipato in Portogallo nel Festival del giornale comunista Avante, ha dichiarato che la sua priorità è lottare per la liberazione dei tre compagni che sono ancora prigionieri politici negli Stati Uniti.</strong></p>
<p>Renè, insieme ad Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Gerardo Hernandez sono stati fermati negli Stati Uniti nel settembre del 1998, sottomessi ad un giudizio piagato di irregolarità e condannati a sproporzionate pene, per mettere in allerta la loro patria sugli atti terroristici della mafia di Miami.</p>
<p>Renè e Fernando sono già a Cuba dopo avere compiuto integralmente le loro pene, ma Ramon, Gerardo ed Antonio rimangono ancora in prigione.</p>
<p>“Non rinunceremo mai al diritto di continuare a denunciare l&#8217;ingiustizia che si è commessa”, ha detto Renè in un&#8217;intervista esclusiva a Prensa Latina, che trasmettiamo di seguito.</p>
<p>P-I Cinque sono stati arrestati 16 anni fa a Miami e condannati a lunghe pene. Potrebbe parlarci delle circostanze in cui si è sviluppato il processo?</p>
<p>Renè: Il processo si è portato a termine in un ambiente che si potrebbe paragonare ad un circo romano. Un ambiente terrorizzante, di propaganda opprimente contro i Cinque che -secondo quanto si è saputo dopo anni – è stato creato dai giornalisti pagati dal governo nordamericano.</p>
<p>Si è svolto a Miami, la città sbagliata, l&#8217;unico posto al mondo dove non poteva ottenersi una giuria imparziale e non poteva realizzarsi un giudizio giusto.</p>
<p>Questo è stato riconosciuto da molti organismi dei diritti umani, che hanno denunciato la violazione di tutte le leggi internazionali, compresa la stessa Costituzione degli Stati Uniti. Da lì il suo risultato.</p>
<p>P-Cosa vi ha aiutato a mantenervi tanto fermi durante tutti questi anni?</p>
<p>Renè: Io credo che sia la morale. Sapere che avevamo una statura morale di fronte ai pubblici ministeri, che loro non avranno mai, ci ha dato molta forza. Oltre alla correttezza di quello che stavamo facendo. Non si può giudicare nessuno per proteggere la vita umana, che è il bene più pregiato.</p>
<p>Questa combinazione di fattori ci ha dato la forza necessaria e ce la segue dando. A questo, si aggiunge la nostra formazione, essere figli di una Rivoluzione che ci ha inculcato l&#8217;attaccamento alla dignità umana.</p>
<p>P &#8211; Lei e Fernando Gonzalez siete già ritornati a Cuba, ma rimangono ancora tre dei suoi compagni in prigione. Qual’è la loro situazione giuridica?</p>
<p>Renè: Tutta la soluzione giuridica poggia sul fatto che la giudice si pronunci sulla mozione 2255 o “habeas corpus” che dopo -se è necessario &#8211; percorrerebbe tutto il tortuoso cammino dalla corte del distretto fino alla corte suprema.</p>
<p>Questa è una risorsa extragiudiziale, perché le risorse giudiziali sono già finite. Il processo è arrivato fino alla fine quando la corte suprema si è rifiutata arbitrariamente di rivederlo.</p>
<p>La cosa importante è che si sappia che questo è un caso determinato da ragioni politiche e la soluzione è stata programmata dai calcoli politici che hanno fatto la giudice ed il governo nordamericano.</p>
<p>Di lì l&#8217;importanza che diamo alla solidarietà, affinché esiga al governo nordamericano che si faccia giustizia.</p>
<p>Nella misura in cui il caso diventi incomodo per loro ed il fatto di mantenere i compagni incarcerati si possa percepire come ignobile dall’opinione pubblica, soprattutto dalla nordamericana, prenderanno la decisione politicamente corretta, che non è altro che applicare le loro leggi alla mozione 2255 ed in questo caso i compagni ritorneranno a Cuba.</p>
<p>P &#8211; Parlando della solidarietà. Qual’è la sua opinione della posizione di tante personalità e movimenti del mondo a beneficio della liberazione dei Cinque?</p>
<p>Renè: Per prima cosa dobbiamo ringraziare per tutta questa solidarietà. Dopo un lavoro arduo di molti anni è riuscita a rompere quel muro di silenzio dei mezzi di comunicazione e molte persone oneste nel mondo si sono incorporate alla causa dei Cinque.</p>
<p>È necessario potenziare la solidarietà, moltiplicarla e soprattutto lanciarla su Washington, sull&#8217;establishment nordamericano, che alla fine è quello che prende la decisione e necessitiamo che tutta questa energia si metta a fuoco su di loro, affinché prendano la decisione corretta.</p>
<p>P: Se voi, i Cinque, avete avuto un atteggiamento coraggioso, lo è stato anche quello delle vostre famiglie. Immagino che tutto ciò vi ha fortificati molto, in tutto questo tempo.</p>
<p>Renè: Naturalmente il ruolo della famiglia è incommensurabile. Le mogli, i figli che hanno continuato a crescere, i nostri genitori e fratelli, tutti hanno svolto un ruolo importante in questa lotta.</p>
<p>Loro hanno rappresentato degnamente la causa all’estero. Non ci si può dimenticare che io sono uscito un anno e mezzo fa, ma durante quasi 15 anni sono stati i parenti che hanno sostenuto la battaglia politica, la battaglia pubblica.</p>
<p>L&#8217;hanno fatto bene, con gran dignità. Ognuna delle loro vittorie è stata anche per noi una fonte di resistenza. Io credo che siano eroi in questa storia.</p>
<p>P- Come si sente adesso che è tornato al suo paese?</p>
<p>Renè: Mi sento felice, realizzato, onesto, inoltre per il privilegio che i cubani mi offrono ogni volta che camminiamo per le strade de L&#8217;Avana e ci salutano e vengono dove stiamo noi. Mi sento anche compromesso coi miei tre fratelli che alla fine stavano difendendoli, anche loro.</p>
<p>P: Qual’è ora la sua missione?</p>
<p>La mia priorità è lottare perché loro escano dalla prigione e ritornino a Cuba.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>di Amilcar Morales, inviato speciale</p>
<p>foto di Ladyrene Perez/Cubadebate<br />
traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Renè Gonzalez ringrazia il popolo portoghese per la sua solidarietà</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2014 00:34:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Renè Gonzalez ha ringraziato oggi, arrivando in Portogallo, per le dimostrazioni di solidarietà espresse da decenni verso il suo paese dal popolo portoghese, ancora nei tempi in cui questa nazione europea era sottomessa ad una ferrea dittatura. “Quelli che sono amici nei tempi difficili lo sono davvero”, ha detto qui Renè in un incontro nella sede dell'Associazione di Amicizia Portogallo- Cuba.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8094" alt="" src="/files/2014/09/rené-gonzález.jpg" width="580" height="435" />Renè Gonzalez ha ringraziato oggi, arrivando in Portogallo, per le dimostrazioni di solidarietà espresse da decenni verso il suo paese dal popolo portoghese, ancora nei tempi in cui questa nazione europea era sottomessa ad una ferrea dittatura.</strong></p>
<p>“Quelli che sono amici nei tempi difficili lo sono davvero”, ha detto qui Renè in un incontro nella sede dell&#8217;Associazione di Amicizia Portogallo- Cuba.</p>
<p>Questa organizzazione è sorta ufficialmente il 26 luglio 1974, appena due mesi dopo il trionfo della Rivoluzione dei Garofani, sebbene i nessi con Cuba si venivano costruendo da molto prima.</p>
<p>“Ci hanno accompagnato da molto tempo, ed io direi che sono precursori del futuro che necessitiamo, perché questo mondo deve migliorare e cambiare”, ha detto l’Eroe della Repubblica di Cuba.</p>
<p>Ha anche fatto riferimento al lavoro paziente e costante realizzato dall&#8217;associazione per fare conoscere il caso dei Cinque cubani ingiustamente condannati negli Stati Uniti.</p>
<p>Renè ha denunciato il muro di silenzio costruito dalle grandi corporazioni mediatiche su questa ingiustizia ed ha aggiunto che “grazie a persone come voi, a poco a poco si è diffusa la verità”.</p>
<p>In dichiarazioni a Prensa Latina, il presidente dell&#8217;associazione, Augusto Fidalgo, ha detto che per loro è un&#8217;occasione speciale ricevere l&#8217;Eroe cubano, accompagnato da sua moglie, Olga Salanueva.</p>
<p>“Qui in Portogallo abbiamo una gran ammirazione per il lavoro, la volontà e la convinzione del popolo cubano, e contare sulla visita di qualcuno che incarna questi valori è un onore impossibile da descrivere con le parole”, ha detto Fidalgo.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8096" alt="" src="/files/2014/09/rené-gonzález-portugal.jpg" width="580" height="436" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8095" alt="" src="/files/2014/09/rené-gonzález2.jpg" width="454" height="580" /></p>
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		<title>Renè Gonzalez: “Ci sono coincidenze che esaltano”</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2014 00:25:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“È un onore essere nato lo stesso giorno del Comandante Fidel Castro, sono coincidenze che esaltano” ha detto a Radio Habana Cuba, Renè Gonzalez Sehwerert, uno dei Cinque cubani, che celebra il suo compleanno anche lui il 13 agosto. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8038" alt="" src="/files/2014/08/ReneFidel.jpg" width="580" height="294" />“È un onore essere nato lo stesso giorno del Comandante Fidel Castro, sono coincidenze che esaltano” ha detto a Radio Habana Cuba, Renè Gonzalez Sehwerert, uno dei Cinque cubani, che celebra il suo compleanno anche lui il 13 agosto.  </strong></p>
<p>Su Fidel Castro, che questo mercoledì ha compiuto 88 anni, l&#8217;Eroe della Repubblica di Cuba, ha detto:</p>
<p>“Abbiamo bisogno di persone come Fidel di questi tempi, il mondo lo esige con urgenza, Fidel ha dedicato la sua vita a seminare coscienza davanti al pericolo della stessa distruzione dell&#8217;essere umano, è per questo motivo che voglio augurargli tutta la felicità e che compia molti anni in più con il nostro popolo”.</p>
<p>Da parte sua in una certa occasione, Fidel ha detto di sentirsi privilegiato per condividere la data di nascita con Renè, il primo dei Cinque cubani che ha compiuto completamente la sua sentenza ed è ritornato a Cuba, e compie questo mercoledì 58 anni sentendosi bene – ha imparato ad avere un corpo sano nel carcere facendo ginnastica – ed è impegnato in molti progetti e lavorando ogni giorno per la libertà dei suoi altri tre fratelli incarcerati negli Stati Uniti.</p>
<p>Renè, non smette di parlare di Gerardo, Ramon ed Antonio, mentre sottolinea che è un momento importante per esercitare pressione sui centri di potere statunitensi, perché ogni giorno che i suoi fratelli passano in prigione è un crimine e bisogna ridurre le condanne affinché possano ritornare immediatamente.</p>
<p>“Anche loro meritano di celebrare il compleanno in famiglia, hanno passato troppo tempo lontani ed in condizioni difficili, anche il popolo cubano che ha regalato loro tanta solidarietà, che merita questa vittoria”, ha commentato.</p>
<p>Questo 13 agosto è stata una giornata di omaggio, riconoscimento ed augurio per il nostro Fidel Castro che per essere un referente imprescindibile dei giovani nel mondo, permette con la sua esistenza che crescano uomini come Renè, Fernando, Gerardo, Ramon ed Antonio.</p>
<p>di Mariela Samper</p>
<p>da Radio Habana Cuba</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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