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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; referendum</title>
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		<title>Correa sul referendum in Ecuador: &#8220;Non ha validità. E&#8217; un colpo di stato e Moreno andrebbe perseguito politicamente e giuridicamente&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Feb 2018 00:58:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
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		<description><![CDATA[Nonostante la sconfitta, Correa ha dichiarato che il voto ha mostrato che i suoi sostenitori mantengono un sostegno significativo. "Congratulazioni a tutti i nostri attivisti! Nessun movimento nella parte del si può ottenere il 36%. Raggiunto in un breve periodo di tempo e in una lotta così impari. La lotta continua. Non possiamo accettare di violare l'ordine costituzionale secondo lo stato di diritto. Sempre avanti alla vittoria! "]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10382" alt="Correa" src="/files/2018/02/Correa.jpg" width="580" height="326" />Secondo il presidente del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), Nubia Villacis, la vittoria del &#8220;Sì&#8221; nei sette quesiti referendari svoltisi domenica in Ecuador si attesta tra il 64 e il 75 percento. Lo riporta TeleSur</p>
<p>La partecipazione popolare ha visto un&#8217;astensione maggiore rispetto alle tornate precedenti. Ha votato circa il 75% degli aventi diritto.</p>
<p>Il voto è stato al centro di un&#8217;aspra disputa tra Moreno e l&#8217;ex presidente Rafael Correa, leader storico della Revolucion Ciudadana, motore della vittoria elettorale di Moreno e che ha guidato la campagna &#8220;No&#8221;.</p>
<p>Nonostante la sconfitta, Correa ha dichiarato che il voto ha mostrato che i suoi sostenitori mantengono un sostegno significativo. &#8220;Congratulazioni a tutti i nostri attivisti! Nessun movimento nella parte del si può ottenere il 36%. Raggiunto in un breve periodo di tempo e in una lotta così impari. La lotta continua. Non possiamo accettare di violare l&#8217;ordine costituzionale secondo lo stato di diritto. Sempre avanti alla vittoria! &#8221;</p>
<p>Attraverso il referendum di ieri, si è istituito un limite di rielezione possibile, impedendo di fatto a Correa, ancora così popolare nel paese, di potersi candidare di nuovo come presidente.</p>
<p>Gli altri quesiti, inoltre, compromettono molti degli aspetti di controllo popolare e di partecipazione dei cittadini nel controllo delle cariche pubbliche. Uno dei cardini della Revolucion ciudadana.</p>
<p>La legge per la tassazione delle plusvalenze sulla proprietà, inoltre, verrà eliminata a vantaggio degli sviluppatori immobiliari e degli speculatori del territorio.</p>
<p>In una mossa che ha di fatto spaccato il suo partito Alianza Pais, Moreno ha annunciato il referendum &#8211; definito &#8220;consultazione popolare&#8221; &#8211; in ottobre, abbracciato da tutte le destre che avevano guidato il paese nella famigerata fase del paese sotto protettorato del Fondo Monetario Internazionale.</p>
<p>Il 29 novembre, sostenendo che la Corte ha superato i 20 giorni per presentare la sua sentenza &#8211; che alcuni esperti legali e avversari del concorso &#8211; Moreno ha bypassato la valutazione obbligatoria della Corte Costituzionale sulla costituzionalità delle domande per il referendum e ha emesso un decreto presidenziale che invita il Consiglio elettorale nazionale a fissare una data per il voto referendario.</p>
<p>Per tutte queste ragioni, nel commentare il voto referendario, Correa ha definito la mossa di sopprimire la rielezione indefinita come un &#8216;colpo di stato&#8217;.</p>
<p>In un&#8217;intervista a TeleSur, Correa ha definito &#8220;incostituzionale&#8221; la consultazione e ha sottolineato che Moreno dovrebbe essere perseguito &#8220;politicamente e penalmente&#8221; per il suo provvedimento. A suo parere, le domande contemplate non hanno avuto l&#8217;approvazione della Corte costituzionale e quindi non hanno alcuna validità.</p>
<p>&#8220;Sappia l&#8217;America Latina, perché il popolo ecuadoriano non lo sa, che nelle domande della consultazione popolare e del referendum, la seconda è retroattiva, e la terza è un colpo di stato&#8221;, ha detto a Telesur.</p>
<p>&#8220;Quando si tratta di una legge retroattiva come nella seconda domanda, nessun paese, nessuno stato di diritto può passare tale questione e quando si tratta di un colpo di stato come nella domanda tre, che mira ad accumulare tutti i poteri, durante un anno, nel presidente, uno stato di diritto non può permettere una domanda del genere&#8221;, ha precisato l&#8217;ex Presidente.</p>
<p>Correa, che ha governato l&#8217;Ecuador tra il 2007 e il 2017, afferma che Moreno, il suo vicepresidente tra il 2007 e il 2013, con questo referendum cerca di screditare il suo governo e squalificarlo. L&#8217;ex capo di stato accusa il suo successore nella presidenza, di &#8220;traditore&#8221; e di allearsi con l&#8217;opposizione per screditare la sua eredità.</p>
<p>Lenin Moreno, in un breve discorso televisivo subito dopo l&#8217;annuncio dei risultati da parte del CNE, ha dichiarato che &#8220;questa schiacciante vittoria per tutti noi dimostra che il futuro non sarà fermato&#8221;.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Presentano denuncia contro Uribe ed altri politici per presunta frode nel plebiscito</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 02:19:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[accordo di pace]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli avvocati Jorge Molano e Elmer Montaña hanno denunciato oggi l'ex presidente colombiano, Alvaro Uribe, ed alcuni dei membri del suo partito per una presunta frode nel plebiscito di domenica scorsa, nel quale è stato respinto l'accordo di pace tra il governo e le FARC.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9540" alt="Álvaro-Uribe-580x384" src="/files/2016/10/Álvaro-Uribe-580x384.jpg" width="580" height="384" />Gli avvocati Jorge Molano e Elmer Montaña hanno denunciato oggi l&#8217;ex presidente colombiano, Alvaro Uribe, ed alcuni dei membri del suo partito per una presunta frode nel plebiscito di domenica scorsa, nel quale è stato respinto l&#8217;accordo di pace tra il governo e le FARC.  </strong></p>
<p>Questi giuristi hanno presentato come prova presso la Corte Suprema di Giustizia alcune rivelazioni polemiche dell&#8217;ex senatore Juan Carlos Velez sulla forma in cui si è svolta la campagna per promuovere il “NO” nel plebiscito.</p>
<p>Velez, che è stato direttore della campagna del Centro Democratico, il partito di destra radicale che dirige Uribe, ammise in un&#8217;intervista che la strategia dei difensori del rifiuto del patto con le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) si basò su tergiversazioni e nel fomentare l&#8217;indignazione.</p>
<p>“Le affermazioni fatte dal direttore della campagna del Centro Democratico che hanno detto menzogne all&#8217;elettore evidenzia che c’è stata una frode”, assicurò Molano.</p>
<p>Il giurista aggregò che Uribe sarebbe incluso nella frode a giudicare da un messaggio che scrisse in Twitter dopo le dichiarazioni del suo direttore di campagna.</p>
<p>“Il Twitter che ha inviato il senatore Alvaro Uribe dove fa un appello alla prudenza ed ad occultare le comunicazioni all&#8217;interno del partito permette di concludere che conosceva queste manovre fraudolente”, disse l&#8217;avvocato.</p>
<p>Secondo Molano, il Centro Democratico ha fatto “una campagna sistematica di menzogne, di inganni, per generare paura, timori ed incertezza nei colombiani, che hanno ottenuto che si portasse a termine la frode che si commise.”</p>
<p>Da parte sua, l&#8217;avvocato Montaña elevò la denuncia penale non solo contro Uribe, ma anche contro altri dirigenti del Centro Democratico come Paloma Valencia, Maria Fernanda Cabal, Josè Obdulio Gaviria ed Alfredo Ranger, che parteciparono nella campagna a favore del “NO.”</p>
<p>In dichiarazioni al quotidiano “La Repubblica”, Velez ha detto che la campagna contro l&#8217;accordo di pace “è stata la più economica ed effettiva della storia”, rivelò i nomi delle aziende che la finanziarono ed ammise che né gli stessi promotori del “NO” si aspettavano la vittoria.</p>
<p>Secondo Velez, la strategia ha incluso un forte uso delle reti sociali per non spiegare il contenuto reale degli accordi ed invece di ciò fomentare l&#8217;indignazione.</p>
<p>“Alcuni strateghi panamensi e brasiliani ci dissero che la strategia era smettere di spiegare gli accordi per centrare il messaggio sull&#8217;indignazione”, ha detto Velez.</p>
<p>Interrogato su quale è stato il messaggio che diffuse la campagna per il “NO”, Velez rispose: “L&#8217;indignazione. Stavamo cercando che la gente uscisse a votare arrabbiata”.</p>
<p>Inoltre, il politico ha ammesso che la campagna che diresse incorse in tergiversazioni dell&#8217;accordo di pace.</p>
<p>“La Repubblica” gli domandò: “Perché tergiversarono messaggi per fare campagna?”, e Velez rispose: “abbiamo fatto la stessa cosa che fecero quelli del ‘SI&#8217;.”</p>
<p>Velez disse che i promotori del “NO” usarono al massimo le reti sociali, fatto che facilitò la propagazione di messaggi contro l&#8217;accordo che cercava mettere punto finale a 52 anni di confronto armato ed ora è sospeso per il risultato del plebiscito.</p>
<p>Il politico, che ha presentato le sue dimissioni ai dirigenti del Centro Democratico per le sue dichiarazioni, ha raccontato che la campagna nella radio si realizzò in funzione degli strati socioeconomici. Nel caso delle classi più depresse, la campagna mirava a diffondere che il Governo avesse piani per eliminare i sussidi per finanziare il post-conflitto.</p>
<p>Le rivelazioni di Velez non sono piaciute ai dirigenti del Centro Democratico che assicurano che dal un principio si sono opposti all&#8217;accordo di pace “esponendo argomenti.”</p>
<p>Uribe scrisse un messaggio in Twitter nel quale segnalò: “Ci danneggiano i compagni che non si preoccupano delle comunicazioni.”</p>
<p>L&#8217;accordo di pace tra il governo e le FARC, negoziato durante quasi quattro anni in Cuba, è stato respinto nel plebiscito col 50,21% dei voti, di fronte ad un 49,78% che si pronunciò a favore della sua implementazione.</p>
<p>La campagna a favore della vidimazione dell&#8217;accordo con le FARC ha segnalato che gli oppositori diffusero “falsità.”</p>
<p>Alcune di queste affermazioni indicavano che i guerriglieri avrebbero ricevuto grandi somme di denaro, mentre nelle classi popolari circolava la diceria che se si votava per il “SI” le FARC sarebbero arrivate al potere col loro massimo leader, Timoleon Jimenez, come presidente.</p>
<p>Membri di chiese cristiane hanno segnalato che il giorno anteriore al plebiscito vari pastori chiesero nelle loro funzioni che si votasse per il “NO”, perché l&#8217;accordo promuoveva le relazioni omosessuali, perché in un punto del patto si diceva che si deve rispettare la diversità sessuale e che non devono essere tollerati gli attacchi contro la comunità LGTBI.</p>
<p>Con informazioni di DPA</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Quattro milioni di colombiani non hanno potuto votare a causa dell’uragano Matthew</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2016 02:32:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Missione di Osservazione Elettorale della Colombia (MOE) assicurò questo lunedì che le piogge provocate dall'uragano Matthew hanno ostacolato che almeno quattro milioni di persone potessero votare nel plebiscito sull'accordo di pace raggiunto tra le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito del Popolo (FARC-EP) ed il governo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9533" alt="colombia-plebiscito-1" src="/files/2016/10/colombia-plebiscito-1.jpg" width="580" height="329" />La Missione di Osservazione Elettorale della Colombia (MOE) assicurò questo lunedì che le piogge provocate dall&#8217;uragano Matthew hanno ostacolato che almeno quattro milioni di persone potessero votare nel plebiscito sull&#8217;accordo di pace raggiunto tra le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito del Popolo (FARC-EP) ed il governo.  </strong></p>
<p>In un bilancio emesso sul referendum, presentato in Colombia, dove ha vinto l&#8217;opzione del NO, la MOE informò che il fenomeno meteorologico ha colpito il suffragio nella maggioranza dei dipartimenti della costa caraibica colombiana.</p>
<p>Solo nella città di Santa Marta ed altri sei municipi della giurisdizione della Magdalena, il Consiglio di Gestione del Rischio dovette decretare calamità naturale, mentre si registrarono 73340 persone disastrate.</p>
<p>Un&#8217;altra osservazione fatta dall&#8217;organismo è stata che solamente il 61% dei seggi contava con la giuria di votazione designata al momento dell&#8217;apertura delle scuole questa domenica alle 08H00 (ora locale).</p>
<p>Fa anche presente che nei seggi ispezionati, solo il 65% dei testimoni elettorali avevano elementi di pubblicità favorevoli ad entrambe le alternative di voto.</p>
<p>La MOE precisò che, in generale, nella giornata tutto si realizzò con normalità, senza problemi d&#8217;ordine pubblico e non ci sono stati disturbi violenti associati alle votazioni.</p>
<p>Il 49,78% dei colombiani votò SI ed il 50,22% votò NO nel plebiscito sull&#8217;accordo di pace firmato dal governo e dalle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia–Esercito del Popolo (FARC–EP), dopo più di quattro anni di trattative.</p>
<p>Si registrò una partecipazione del 37% ed un 63% di astensione. Nei dipartimenti di confine, dove c&#8217;è un maggiore impatto del conflitto armato da più di 52 anni, ha vinto l&#8217;opzione del SI.</p>
<p>preso da TeleSur</p>
<p>foto: EFE</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Dilma in una lettera al popolo brasiliano: “Sono innocente”</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2016 01:40:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In una lettera aperta al popolo brasiliano, la presidentessa sospesa Dilma Rousseff affermò questo martedì di essere “innocente” e chiese al Senato che smetta con il processo di impeachment che potrebbe far terminare il suo mandato alla fine del mese. “Sarà necessario che il Senato chiuda il processo di impeachment, riconoscendo davanti alle prove irrefutabili che non c’è stato nessun crimine di responsabilità, che sono innocente”, segnalò Rousseff leggendo la lettera davanti alla stampa, nel Palazzo di Alvorada.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9405" alt="dilma-rousseff-580x362" src="/files/2016/07/dilma-rousseff-580x362.jpeg" width="580" height="362" />In una lettera aperta al popolo brasiliano, la presidentessa sospesa Dilma Rousseff affermò questo martedì di essere “innocente” e chiese al Senato che smetta con il processo di impeachment che potrebbe far terminare il suo mandato alla fine del mese.  </strong></p>
<p>“Sarà necessario che il Senato chiuda il processo di impeachment, riconoscendo davanti alle prove irrefutabili che non c’è stato nessun crimine di responsabilità, che sono innocente”, segnalò Rousseff leggendo la lettera davanti alla stampa, nel Palazzo di Alvorada.</p>
<p>La mandataria promise che se non è destituita nella tappa finale del giudizio che comincerà il 25 agosto, e che si estenderà per cinque giorni, convocherà ad un plebiscito affinché i brasiliani decidano se vogliono anticipare le elezioni presidenziali, previste per il 2018.</p>
<p>“Sono convinta della necessità e darò il mio appoggio irrevocabile alla convocazione di un plebiscito con l&#8217;obiettivo di consultare la popolazione sulla realizzazione anticipata delle elezioni”, annunciò Rousseff nel suo Messaggio al Senato ed al popolo brasiliano.</p>
<p>“Se si consuma l&#8217;impeachment senza crimine di responsabilità, avremmo un golpe di Stato. Il collegio elettorale di 110 milioni di elettori sarebbe sostituito da 81 senatori”, disse.</p>
<p>La prima donna a presiedere il Brasile è accusata di violare la Costituzione autorizzando delle spese alle spalle del Congresso e fu rimpiazzata temporaneamente dal suo vicepresidente, l&#8217;impopolare Michel Temer.</p>
<p>Rousseff accusa Temer di essere un “traditore” per articolare un arco oppositore che, come indicano tutti i sondaggi nel Senato, finirà col ciclo di più di 13 anni del Partito dei Lavoratori, legalmente eletto nel potere.</p>
<p>con informazioni di AFP</p>
<p>traduzione di Ida Garberi<br />
foto: www.irishtimes.com</p>
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		<title>Fidel si congratula con Tsipras per la “brillante vittoria politica”</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 00:34:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il suo paese, specialmente la sua prodezza nella congiuntura attuale, sveglia l’ammirazione tra i popoli latinoamericani e caraibici di questo emisfero vedendo come la Grecia, davanti ad aggressioni estere, difende la sua identità e la sua cultura. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8768" alt="" src="/files/2015/07/grecia-referendo5-580x421.jpg" width="580" height="421" />“Excmo. Sig.. Alexis Tsipras, Primo Ministro della Grecia:</p>
<p>mi congratulo calorosamente per la sua brillante vittoria politica i cui dettagli ho seguito da vicino nel canale TeleSur.</p>
<p>La Grecia è molto familiare per i cubani. Ella c&#8217;insegnò Filosofia, Arte e Scienze dell&#8217;antichità quando studiavamo a scuola e, con queste, la più complessa di tutte le attività umane: l&#8217;arte e la scienza della politica.</p>
<p>Il suo paese, specialmente la sua prodezza nella congiuntura attuale, sveglia l’ammirazione tra i popoli latinoamericani e caraibici di questo emisfero vedendo come la Grecia, davanti ad aggressioni estere, difende la sua identità e la sua cultura. Non ho neanche dimenticato che un anno dopo l&#8217;attacco di Hitler alla Polonia, Mussolini ordinò alle sue truppe di invadere la Grecia, e questo paese coraggioso ha respinto l&#8217;aggressione ed ha fatto retrocedere gli invasori, fatto che obbligò lo spiegamento di unità blindate tedesche in direzione della Grecia, deviandole dall&#8217;obiettivo iniziale.</p>
<p>Cuba conosce il valore e la capacità combattiva delle truppe russe che unite alle forze del suo poderoso alleato la Repubblica Popolare Cina, ed altre nazioni del Medio Oriente ed Asia, tenteranno sempre di evitare la guerra, ma non permetteranno mai nessuna aggressione militare senza risposta contundente e devastatrice.</p>
<p>Nell&#8217;attuale situazione politica del pianeta, quando la pace e la sopravvivenza della nostra specie pendono da un filo, ogni decisione, più che mai, deve essere elaborata accuratamente ed applicata, in modo che nessuno possa dubitare dell&#8217;onestà e della serietà con la quale molti dei dirigenti più responsabili e seri lottano oggi per affrontare le calamità che minacciano il mondo.</p>
<p>Le auguriamo, stimato compagno Alexis Tsipras, il più grande dei successi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fraternamente,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fidel Castro Ruz</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5 luglio 2015</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>8: 12 p.m”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: AP</p>
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		<title>Grecia, un NO che significa SI’</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 00:22:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 28 giugno 2015: Il governo greco di Syriza, diretto da Alexis Tsipras, decreta un controllo dei capitali e la chiusura delle banche per una settimana, con l'impossibilità di tirare fuori più di 60 euro giornalieri dai bancomat. Domenica 5 luglio, una settimana dopo: Nonostante la campagna mediatica contro il governo e la manipolazione sulle possibili conseguenze del controllo dei capitali, il NO nel referendum greco è travolgente, si impone in tutte le regioni della Grecia con più del 61% dei voti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right"><em><img class="alignleft size-full wp-image-8741" alt="" src="/files/2015/06/tsipras-entrevista.jpg" width="600" height="400" />“Con maggiore abbondanza, l&#8217;incremento del debito pubblico interessava direttamente la frazione borghese che governava e legiferava attraverso le Camere. Il deficit dello Stato era precisamente il vero oggetto delle sue speculazioni e la fonte principale del suo arricchimento. Ogni anno, un nuovo deficit. Ogni quattro o cinque anni, un nuovo prestito pubblico. Ed ogni nuovo prestito pubblico offriva all&#8217;aristocrazia finanziaria una nuova occasione di truffare artificialmente uno Stato mantenuto sull&#8217;orlo della bancarotta; questo non aveva nessuna soluzione se non trattare con i banchieri nelle condizioni più sfavorevoli”. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: right"><em>Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850 (Karl Marx)</em></p>
<p><strong>Domenica 28 giugno 2015: Il governo greco di Syriza, diretto da Alexis Tsipras, decreta un controllo dei capitali e la chiusura delle banche per una settimana, con l&#8217;impossibilità di tirare fuori più di 60 euro giornalieri dai bancomat. </strong></p>
<p>Domenica 5 luglio, una settimana dopo: Nonostante la campagna mediatica contro il governo e la manipolazione sulle possibili conseguenze del controllo dei capitali, il NO nel referendum greco è travolgente, si impone in tutte le regioni della Grecia con più del 61% dei voti.</p>
<p>Dopo il terrorismo mediatico esercitato contro il governo di Syriza per 7 giorni, e della scommessa per il SI’ dei principali leader politici europei, qualcuno dovrebbe domandarsi perché il popolo greco in maniera maggioritaria ha votato per il NO, che ha ottenuto una vittoria molto superiore a quella ottenuta da Synaspismos Rizospastikis Aristeras (Coalizione della Sinistra Radicale) nelle elezioni parlamentari di gennaio dove è stato il partito più votato; mentre la destra di Nuova Democrazia, la socialdemocrazia del PASOK ed i liberali di To Potami, le tre grandi ideologie che hanno collocato l&#8217;Europa nel luogo che si trova, erano uniti chiedendo il voto contrario, per il SI’.</p>
<p>Marx diceva che la storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa. Con questo risultato, il popolo greco ostacola la continuazione della farsa in cui si era trasformata la tragedia greca e dà un NO rotondo alle politiche di austerità spinte da quella Europa a due velocità che configurò un asse del Sud da poter continuare a sfruttare per mantenere i tassi di guadagni nel Nord. Un NO all’istituzione conosciuta come Troika ed un NO definitivo, ad un modello neoliberale di un saccheggio selvaggio dei beni comuni e dei diritti sociali, che impone un terrorismo economico contro tutto un popolo senza importargli le conseguenze sulle maggioranze sociali.</p>
<p>Ma in realtà, questo risultato, benché sembri un ossimoro, è un NO che significa SI’. Sì ad un&#8217;altra Grecia possibile, lontana dai dettami di alcune elite politiche ed economiche in Germania; Sì a Syriza; Sì ad Alexis Tsipras e Yannis Varoufakis; Sì, in definitiva, ad una Europa sociale e dei popoli, dove non si ritaglino le pensioni od i salari.</p>
<p>La prima conseguenza del referendum è stata la dimissione di Antonis Samaras, principale difensore del SI’ e firmatario del memorandum di intendimento con la Troica per il secondo riscatto che soffrì la Grecia per 230.000 milioni di euro. Ma mentre in Grecia la destra affronta il fatto di avere perso, non ci saranno dimissioni in Germania, Francia, Italia, la Banca Centrale Europea o il Fondo Monetario Internazionale.</p>
<p>A partire da qui, il governo greco ha un mandato forte. Sapendo chiaramente che il trionfo del NO non implica una decisione di rottura con l&#8217;Europa, bensì contro le misure di austerità, la scommessa continua ad essere di negoziare con le istituzioni europee da una posizione di un po&#8217; più di forza, ma sapendo che continuano ad essere necessarie alcune riforme se vogliono ottenere una ristrutturazione del debito ed un condono parziale della stesso.</p>
<p>I progetti futuri della Troika non sono tanto chiari. Sembra che, dopo che Washington costringesse la pubblicazione della relazione nella quale l’FMI riconosce che il debito pubblico greco del 177% del PIL è insostenibile, si potrebbe avere, questa settimana, un avvicinamento sulla ristrutturazione del debito in cambio di riforme. L&#8217;altra opzione, quella del Grexit, con la quale magari hanno sognato alcuni leader europei negli ultimi giorni, sembra che si allontani, per quanto i mezzi di comunicazione vogliano disegnarci un&#8217;altra realtà, a meno che la Banca Centrale Europea (su istruzione della Germania), decida di tagliare il flusso di liquidità alle banche greche questa stessa settimana, col quale si creerebbe una spirale pericolosa per la Grecia, ma soprattutto per il concetto di Unione Europea.</p>
<p>Quello che è chiaro è che la Grecia ha detto NO al concetto neoliberale di privatizzare i guadagni e socializzare le perdite, e questo risultato è un forte appoggio per il primo governo di sinistra reale in Europa dopo molte decadi (smettiamo di considerare sinistra la socialdemocrazia neoliberale o la sinistra light), oltre a segnare una possibilità del principio di un cambiamento di epoca per l&#8217;Europa.</p>
<p>Il risultato del referendum greco dimostra che la storia la fanno i popoli, ed è un avvertimento per le elite politiche ed economiche europee. Non ci sono molte ragioni per grandi celebrazioni, la strada che rimane al popolo greco da percorrere è ancora sinuosa e piagata di ostacoli; vengono tempi duri e difficili, ma contemporaneamente tempi di speranza. Ed almeno per questa settimana, la parole Democrazia, Sovranità e Dignità si iscrivono con G della Grecia, S di Syriza e T di Tsipras.</p>
<p>di Katu Arkonada</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Grecia sotto il terrorismo dell&#8217;UE</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2015/07/03/grecia-sotto-il-terrorismo-dellue/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 00:06:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2009 esplose uno scandalo enorme quando si seppe che il debito ed il deficit pubblico greci erano molto maggiori di quello che per anni, consigliato dall'influente banca di investimento statunitense Goldman Sachs(GS), aveva informato all'Unione Europea(UE) il governo neoliberale del partito Nuova Democrazia. Curiosamente, Mario Draghi, presidente fino all'attualità della Banca Centrale  Europea (BCE) aveva lasciato in data vicina la vicepresidenza europea di quell'entità finanziaria. Non conosceva questo signore questo colossale maneggio fraudolento in un tema tanto strategico della sua area di competenza?  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8761" alt="" src="/files/2015/07/Grecia-Unión-Europea.png" width="580" height="330" />Nel 2009 esplose uno scandalo enorme quando si seppe che il debito ed il deficit pubblico greci erano molto maggiori di quello che per anni, consigliato dall&#8217;influente banca di investimento statunitense Goldman Sachs(GS), aveva informato all&#8217;Unione Europea(UE) il governo neoliberale del partito Nuova Democrazia. Curiosamente, Mario Draghi, presidente fino all&#8217;attualità della Banca Centrale  Europea (BCE) aveva lasciato in data vicina la vicepresidenza europea di quell&#8217;entità finanziaria. Non conosceva questo signore questo colossale maneggio fraudolento in un tema tanto strategico della sua area di competenza? </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I titoli di debito di Atene sono stati dichiarati spazzatura dal genocida qualificatore di rischio. La Troika (Commissione Europea, BCE e FMI), per suppostamente aiutare il paese in difficoltà ad uscire dall&#8217;indebitamento, ha ordinato una delle più feroci operazioni di saccheggio di una nazione. Pagare con alti interessi l&#8217;astronomico debito e deficit pubblici accumulati, tradotto nella diminuzione dei salari e pensioni, soppressione di diritti sociali, privatizzazioni alla Yeltsin ed aumento considerabile di imposte per quelli più poveri, non i ricchi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Risultato: dal primo piano di riscatto applicato nel 2010, il debito pubblico greco lontano da diminuire, è aumentato. Se nel 2009 ascendeva al 126% del PIL, attualmente è aumentato vertiginosamente fino al 180% (circa 317 mille milioni di euro) dopo i ritagli della spesa pubblica implementati, i maggiori in un paese europeo in settanta anni. Il PIL è caduto un 25%, la disoccupazione è la più alta dell&#8217;Europa e la disoccupazione giovanile raggiunge un livello da brivido, il 60%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è chiaro quale sarà la conclusione del teso e drammatico momento che affronta il governo del primo ministro della Grecia, Alexis Tsipras, coi saccheggiatori dell&#8217;UE. È impossibile calcolare, quando scrivo queste linee, l&#8217;impatto che possa avere sul risultato del referendum del 5 luglio la feroce campagna di terrore mediatico puntata contro i greci fatta dagli abominevoli e mediocri leader dell&#8217;UE. Secondo loro, un “no” nel referendum equivarrebbe all&#8217;uscita automatica della Grecia dall&#8217;Unione Europea (UE) e dall&#8217;euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma economisti molto celebri, tra loro il Nobel Paul Krugman e Joseph Stiglitz, affermano che per la Grecia l&#8217;opzione più favorevole sarebbe precisamente l&#8217;uscita dall&#8217;UE ed il ritorno alla dracma, perché le sue esportazioni ed il settore turistico si vedrebbero beneficati per la svalutazione della moneta nazionale davanti all&#8217;euro ed il paese ellenico riprenderebbe la crescita economica in circa due anni. Invece, se rimane dentro l’euro, ci si può aspettare solo una recessione senza fine, nuovi ritagli ed imposte ed un aumento maggiore del debito coi creditori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, benché Syriza abbia un piano B, Tsipras ha assicurato sempre che la sua intenzione è rimanere nell&#8217;UE e sottolineatura che l&#8217;obiettivo del referendum è che i greci votino “no”, cioè, che respingano l&#8217;ultima e draconiana proposta dei creditori, affinché il giorno dopo, fortificata la sua posizione come negoziatore da questo avallo democratico, continuare il dialogo con l&#8217;Eurogruppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;UE, divenuta una coalizione di docili amanuensi della banca, specialmente della tedesca e dell&#8217;impresentabile FMI, non solo tentò di ostacolare il trionfo elettorale di Syriza ma gli dichiarò soprattutto una guerra oscura quando arrivò al governo, quando si rese conto che Tsipras non perse un minuto nell’iniziare il compimento delle sue promesse della campagna elettorale, che includevano un progetto di crescita economica ed una giusta ridistribuzione della ricchezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Benché l&#8217;affanno di lucro facile dei banchieri sia sempre di più insaziabile oggigiorno, quello che cerca principalmente l&#8217;UE in Grecia non è riscuotere nessun debito bensì abbattere il governo di Tsipras con l&#8217;espediente dell&#8217;asfissia economica. Lo considerano un cattivo esempio, sommamente pericoloso in una zona economica i cui paesi del sud stanno essendo sottomessi senza pietà a crescenti ritagli della spesa pubblica. Quale è l&#8217;aspetto dell&#8217;ultima proposta di Tsipras a cui gli spaventati creditori privati e governi dell&#8217;UE si oppongono più chiaramente affinché non si applichi?  L&#8217;imposizione di imposte ai più ricchi invece di continuare a spogliare la maggioranza dei greci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il referendum tanto discusso è la misura più democratica che poteva prendere un governante degno e rispettoso dell&#8217;opinione dei suoi compatrioti. Ma nell&#8217;UE governa la dittatura del capitale finanziario e quello che Tsipras tenta è che lo facciano i popoli. La vera democrazia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Angel Guerra Cabrera</p>
<p>preso da La Jornada</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Alexis Tsipras: Per la sovranità e la dignità del nostro popolo</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2015 00:19:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi momenti critici dobbiamo tutti ricordare che l’Europa è la casa comune dei suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. Grecia è e rimarrà una parte imprescindibile dell’Europa, e l’Europa è parte imprescindibile della Grecia. Tuttavia un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza bussola.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8741" alt="" src="/files/2015/06/tsipras-entrevista.jpg" width="600" height="400" />Discorso integro del primo ministro greco annunciando il referendum davanti al ricatto dei creditori</p>
<p>“<strong>Compatrioti greci,</strong><br />
<strong>da sei mesi il governo greco conduce una battaglia in condizioni di asfissia economica mai vista, con l’obiettivo di applicare il vostro mandato del 25 gennaio a trattare con i partner europei, per porre fine all’austerity e far tornare il nostro paese al benessere e alla giustizia sociale. Per un accordo che possa essere durevole, e rispetti sia la democrazia che le comuni regole europee e che ci conduca a una definitiva uscita dalla crisi.</strong></p>
<p>In tutto questo periodo di trattative ci è stato chiesto di applicare gli accordi di memorandum presi dai governi precedenti, malgrado il fatto che questi stessi siano stati condannati in modo categorico dal popolo greco alle ultime elezioni. Ma neanche per un momento abbiamo pensato di soccombere, di tradire la vostra fiducia.</p>
<p>Dopo cinque mesi di trattative molto dure, i nostri partner, sfortunatamente, nell’eurogruppo dell’altro ieri hanno consegnato una proposta di ultimatum indirizzata alla Repubblica ed al popolo greco. Un ultimatum che è contrario, non rispetta i principi costitutivi e i valori dell’Europa, i valori del nostro progetto comune europeo. È stato chiesto al governo greco di accettare una proposta che carica nuovi e insopportabili pesi sul popolo greco e minaccia la ripresa della società e dell’economia, non solo mantenendo l’insicurezza generale, ma anche aumentando in modo smisurato le disuguaglianze sociali.</p>
<p>La proposta delle istituzioni comprende misure che prevedono una ulteriore deregolamentazione del mercato del lavoro, tagli alle pensioni, nuove diminuzioni dei salari del settore pubblico e anche l’aumento dell’IVA per i generi alimentari, per il settore della ristorazione e del turismo, e nello stesso tempo propone l’abolizione degli alleggerimenti fiscali per le isole della Grecia.</p>
<p>Queste misure violano in modo diretto le conquiste comuni europee e i diritti fondamentali al lavoro, all’eguaglianza e alla dignità; e sono la prova che l’obiettivo di qualcuno dei nostri partner delle istituzioni non era un accordo durevole e fruttuoso per tutte le parti ma l’umiliazione di tutto il popolo greco.</p>
<p>Queste proposte mettono in evidenza l’attaccamento del Fondo Monetario Internazionale a una politica di austerity dura e vessatoria, e rendono più che mai attuale il bisogno che le leadership europee siano all’altezza della situazione e prendano delle iniziative che pongano finalmente fine alla crisi greca del debito pubblico, una crisi che tocca anche altri paesi europei minacciando lo stesso futuro dell’unità europea.</p>
<p>Compatrioti greci,</p>
<p>in questo momento pesa su di noi una responsabilità storica davanti alle lotte ed ai sacrifici del popolo greco per garantire la Democrazia e la sovranità nazionale, una responsabilità davanti al futuro del nostro paese. E questa responsabilità ci obbliga a  rispondere all’ultimatum secondo la volontà sovrana del popolo greco.</p>
<p>Poche ore fa si è tenuto il Consiglio dei Ministri al quale avevo proposto un referendum perché sia il popolo greco sovrano a decidere. La mia proposta è stata accettata all’unanimità.</p>
<p>Domani si terrà l’assemblea plenaria del parlamento per deliberare sulla proposta del Consiglio dei Ministri riguardo la realizzazione di un referendum domenica 5 luglio che abbia come oggetto l’accettazione o il rifiuto della proposta delle istituzioni.</p>
<p>Ho già reso nota questa nostra decisione al presidente francese, alla cancelliera tedesca e al presidente della Banca Europea, e domani con una mia lettera chiederò ai leader dell’Unione Europea e delle istituzioni un prolungamento di pochi giorni del programma per permettere al popolo greco di decidere libero da costrizioni e ricatti come è previsto dalla Costituzione del nostro paese e dalla tradizione democratica dell’Europa.</p>
<p>Compatrioti greci,</p>
<p>a questo ultimatum ricattatorio che ci propone di accettare una severa e umiliante austerity senza fine e senza prospettiva di ripresa sociale ed economica, vi chiedo di rispondere in modo sovrano e con fierezza, come insegna la storia dei greci. All’autoritarismo e al dispotismo dell’austerity persecutoria rispondiamo con democrazia, sangue freddo e determinazione.</p>
<p>Grecia è il paese che ha fatto nascere la democrazia, e perciò deve dare una risposta vibrante di Democrazia alla comunità europea e internazionale.</p>
<p>E prendo io personalmente l’impegno di rispettare il risultato di questa vostra scelta democratica qualsiasi esso sia.</p>
<p>E sono del tutto sicuro che la vostra scelta farà onore alla storia della nostra patria e manderà un messaggio di dignità a tutto il mondo.</p>
<p>In questi momenti critici dobbiamo tutti ricordare che l’Europa è la casa comune dei suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. Grecia è e rimarrà una parte imprescindibile dell’Europa, e l’Europa è parte imprescindibile della Grecia. Tuttavia un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza bussola.</p>
<p>Vi chiamo tutti e tutte con spirito di concordia nazionale, unità e sangue freddo a prendere le decisioni di cui siamo degni. Per noi, per le generazioni che seguiranno, per la storia dei greci.</p>
<p>Per la sovranità e la dignità del nostro popolo”.</p>
<p>di Alexis Tsipras</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Crimea si auto-proclama indipendente dall’Ucraina</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2014 23:32:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Crimea ha dichiarato oggi la sua indipendenza dall’Ucraina come passo previo alla riunificazione con la Russia, un'opzione che dovrà essere vidimata dalla popolazione della autonomia ribelle ucraina nel referendum convocato per la prossima domenica 16. “Il ritorno della Crimea in Ucraina è impossibile. Approvando la dichiarazione, ci siamo dichiarati una repubblica, e come tale entreremo a fare parte della Russia “, ha detto ai giornalisti il presidente del Parlamento della Crimea, Vladimir Konstantinov.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/2014/03/ucrania-580x294.jpg" alt="" width="580" height="294" class="alignleft size-full wp-image-7706" /><strong>Crimea ha dichiarato oggi la sua indipendenza dall’Ucraina come passo previo alla riunificazione con la Russia, un&#8217;opzione che dovrà essere vidimata dalla popolazione della autonomia ribelle ucraina nel referendum convocato per la prossima domenica 16.  </strong></p>
<p>“Il ritorno della Crimea in Ucraina è impossibile. Approvando la dichiarazione, ci siamo dichiarati una repubblica, e come tale entreremo a fare parte della Russia “, ha detto ai giornalisti il presidente del Parlamento della Crimea, Vladimir Konstantinov.  </p>
<p>La dichiarazione di indipendenza, approvata dal Parlamento regionale della penisola, “è un documento necessario” per la formalizzazione giuridica dell&#8217;integrazione di Crimea alla Russia ed “affinché il processo di entrata si riconosca come legittimo”, ha precisato.  </p>
<p>Il documento, approvato grazie al voto di 78 dei 100 deputati della Crimea, allude al precedente del Kosovo che ha proclamato la sua indipendenza dalla Serbia nonostante le proteste di Belgrado, per giustificare la sua decisione.  </p>
<p>Il Parlamento della Crimea ha preso “in considerazione la conferma del tribunale internazionale dell&#8217;ONU in relazione al Kosovo, del 22 luglio 2010, sulla dichiarazione unilaterale dell&#8217;indipendenza di una parte di uno Stato non viola le norme del diritto internazionale”, sostiene la dichiarazione.  </p>
<p>Mosca non ha tardato a qualificare “secondo la legge” la dichiarazione di indipendenza della Crimea ed ha ricordato che “rispetterà completamente l&#8217;opinione del popolo di Crimea espresso nel referendum” sull&#8217;adesione all’unificazione con Russia.  </p>
<p>A Kiev, il primo ministro ucraino, Arseni Yatseniuk, ha fatto notare all&#8217;auto-proclamato Governo della Crimea che il referendum sulla riunificazione con la Russia non sarà riconosciuto dalla comunità internazionale.  </p>
<p>In un intervento nella Rada Suprema (Legislativo) di Ucraina, il capo del governo ha ricordato che in Crimea non esiste attualmente nessun potere legittimo, ed ha detto che lì il Governo a favore della Russia installato è “un gruppo di delinquenti che ha usurpato il potere in maniera anticostituzionale e che è appoggiato dai militari russi.”  </p>
<p>Mentre, il ministro di Difesa ucraino, Igor Teniuj, ha riconosciuto che le Forze Armate dell’Ucraina non hanno mezzi per rispondere all&#8217;intervento militare della Russia ed è dispiaciuto che solamente 6.000 soldati dei 41.000 che integrano le truppe dell&#8217;Esercito di Terra ucraino sono preparati per il combattimento.  </p>
<p>“Abbiamo messo in allerta massima tutte le forze armate. Tutte le forze armate si sono spiegate tanto secondo il piano di manovre nell&#8217;est come nel sud (del paese, dove Ucraina condivide la frontiera con Russia), ma il risultato è deludente”, si è lamentato Teniuj.  </p>
<p>Il ministro ha sottolineato che le FFAA ucraine non possono fare fronte ai più di 220.000 soldati spiegati dalla Russia vicino alla frontiera con Ucraina, un&#8217;eventualità che supera in numero tutti i militari dell&#8217;Esercito ucraino.  </p>
<p>Solo in Crimea sono presenti in questo momento “almeno 18.800 militari russi”, secondo il direttore della Politica Informativa del Ministero della Difesa ucraino, Yevgueni Perebiynis.  </p>
<p>D&#8217;altra parte, la compagnia aerea di bandiera Linee Aeree Internazionali dell’Ucraina (AIU) si è dispiaciuta della cancellazione tra ieri ed oggi di due dei suoi voli tra Kiev e Simferopol, la capitale della Crimea, “per circostanze di forza maggiore.”  </p>
<p>L&#8217;aeroporto della capitale di Crimea ha risposto attraverso la sua web ufficiale che “funziona con normalità” e che darà copertura ai voli del pomeriggio tra le due città, operati da AIU.  </p>
<p>Gli abitanti della Crimea sono stati convocati alle urne per rispondere a due domande: “Lei è d’accordo con la riunificazione della Crimea con la Russia come soggetto della Federazione Russa?” e “Lei è d’accordo che ritorni in vigore la Costituzione della Crimea del 1992 e dello status di Crimea come parte dell’Ucraina?.”  </p>
<p>In Crimea, penisola bagnata dal Mar Nero, vive quasi un 60% di russi, a cui si somma un 25% di ucraini, oltre ad una minoranza tartara, del 12%.  </p>
<p>Sempre oggi, come risposta, il governo degli Stati Uniti ha ignorato la dichiarazione di indipendenza promossa dal Parlamento della Repubblica Autonoma Ucraina di Crimea. Gli Stati Uniti hanno anche ignorato, nei giorni scorsi, la convocazione al referendum del 16 marzo, nel quale si deciderà sull&#8217;eventuale incorporazione di Crimea alla Federazione della Russia.  </p>
<p>Washington vuole che qualsiasi conversazione sul futuro della Crimea si realizzi col nuovo governo di Kiev -che appoggia -, sorto dopo la destituzione con la forza del presidente legittimo Viktor Yanukovich, che ha reiterato che è stato vittima di un golpe di stato.  </p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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