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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Ramon Labañino</title>
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		<title>L’Italia incontra Ramon Labañino e il pensiero di Fidel Castro</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Mar 2017 20:50:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’occasione della visita di Ramon Labañino in Italia è un giro di conferenze in diverse città (Napoli, Bologna, Milano, Pisa, Roma) per presentare il volume “Yo Soy Fidel! Il pensiero politico ed economico”, un libro scritto a più mani da diverse personalità cubane e curato da Ramon Labañino e Luciano Vasapollo in collaborazione con la Rete dei Comunisti che ricostruisce l’elaborazione politica e teorica di un gigante della storia come il Comandante Fidel Castro. “Dal punto di vista economico, i suoi contributi per lo sviluppo del Paese e per comprendere il complesso mondo dell’economia internazionale, sono inestimabili” recita la presentazione del volume appena pubblicato in Italia e che nei prossimi mesi verrà distribuito anche a Cuba.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9805" alt="labanino" src="/files/2017/03/labanino.jpg" width="580" height="242" />Da lunedì è in Italia Ramon Labañino Salazar, uno dei Cinque patrioti cubani per molti anni – circa 16 &#8211; prigionieri nelle carceri statunitensi, a lungo in condizione di isolamento pressoché totale. </strong></p>
<p>L’occasione della sua visita in Italia è un giro di conferenze in diverse città (Napoli, Bologna, Milano, Pisa, Roma) per presentare il volume “Yo Soy Fidel! Il pensiero politico ed economico”, un libro scritto a più mani da diverse personalità cubane e curato da Ramon Labañino e Luciano Vasapollo in collaborazione con la Rete dei Comunisti che ricostruisce l’elaborazione politica e teorica di un gigante della storia come il Comandante Fidel Castro. “Dal punto di vista economico, i suoi contributi per lo sviluppo del Paese e per comprendere il complesso mondo dell’economia internazionale, sono inestimabili” recita la presentazione del volume appena pubblicato in Italia e che nei prossimi mesi verrà distribuito anche a Cuba.</p>
<p>La Rete dei Comunisti si è attivata per organizzare insieme ad altre realtà (La Villetta a Bologna e a Roma, il Fronte Popolare a Milano) momenti di incontro e confronto pubblico con Ramon Labañino ma anche per discutere nel merito il lascito politico e storico di Fidel Castro.</p>
<p>Lunedì sera Ramon Labañino e il personale dell’Ambasciata di Cuba sono stati graditissimi ospiti di una cena sociale organizzata dai compagni romani della RdC. E’ stata l’occasione, unica per molti, di conoscere direttamente Ramon Labañino, compagno di una solidità impressionante che ha saputo resistere 16 anni nelle peggiori carceri di massima sicurezza Usa &#8211; nel “ventre della bestia” &#8211; senza mai perdere identità e dignità politica e umana. Si è potuto verificare cosa significhi avere di fronte un “rivoluzionario di professione”.</p>
<p>Oggi Ramon è un ricercatore dell’Anec (l’associazione degli economisti cubani) a conferma della duttilità di quei rivoluzionari che sanno maneggiare la teoria e adeguarsi alle condizioni sul campo, anche quelle più ostili e proibitive.</p>
<p>Martedì mattina Ramon Labañino ha avuto un incontro ufficiale con il Rettore dell’Università La Sapienza, successivamente è stato ospite di un incontro alla sede nazionale dell’USB per poi partire per Napoli, prima tappa di un giro che lo porterà a Bologna, Milano, Pisa e poi di nuovo a Roma. Occasioni preziose per comprendere “en vivo” l’esperienza rivoluzionaria di Cuba, del suo gruppo dirigente che ha perso recentemente il Comandante Fidel Castro ma che dimostra di saper affrontare la nuova fase storica, e degli uomini e donne che questa esperienza l’hanno saputa difendere, mantenere e sviluppare.</p>
<p>da Rete dei Comunisti   www.retedeicomunisti.org</p>
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		<title>Chavez ha trasformato l&#8217;America Latina, afferma Ramon Labañino</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2015 23:31:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ramon Labañino, uno dei Cinque cubani, ha affermato oggi a Caracas che l'America latina non è oramai il patio posteriore degli Stati Uniti, realtà resa possibile grazie all'opera dello scomparso presidente venezuelano Hugo Chavez. Ci sono molte cose da perfezionare, ma l'unità regionale cresce, ha assicurato Labañino, che è arrivato questo pomeriggio alla Caserma della Montaña insieme all'antiterrorista Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez; è qui dove riposano i resti mortali di Chavez. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8600" alt="" src="/files/2015/05/Cinco580.jpg" width="580" height="329" />Ramon Labañino, uno dei Cinque cubani, ha affermato oggi a Caracas che l&#8217;America latina non è oramai il patio posteriore degli Stati Uniti, realtà resa possibile grazie all&#8217;opera dello scomparso presidente venezuelano Hugo Chavez.  </strong></p>
<p>Ci sono molte cose da perfezionare, ma l&#8217;unità regionale cresce, ha assicurato Labañino, che è arrivato questo pomeriggio alla Caserma della Montaña insieme all&#8217;antiterrorista Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez; è qui dove riposano i resti mortali di Chavez.</p>
<p>Il leader bolivariano è stato uno dei principali propulsori della campagna mondiale per la liberazione dalle carceri statunitensi del citato gruppo, conosciuto internazionalmente come i Cinque.</p>
<p>Labañino ha affermato che lui ed i suoi compagni avevano un debito con Chavez per tutto l&#8217;appoggio che aveva offerto loro.</p>
<p>Ha aggiunto che sono venuti in Venezuela per compierlo e, pertanto, si sentono soldati della Rivoluzione bolivariana.</p>
<p>Da parte sua, il vicepresidente venezuelano Jorge Arreaza, che ha accompagnato gli antiterroristi nella loro visita al mausoleo, ha sottolineato che per Chavez la causa dei Cinque era quella dell&#8217;America Latina.</p>
<p>Oggi deve essere felice di ricevere qui cinque dei suoi figli, come lo è il presidente Nicolas Maduro, ha osservato.</p>
<p>La lotta è valsa la pena, è valso la pena torcere il braccio all&#8217;impero, ha concluso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Il sacrificio è stato per la vita, ha affermato Ramon Labañino, uno dei Cinque cubani</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Sep 2013 00:15:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ramon Labañino, uno dei Cinque cubani, condannato ingiustamente a Miami a 30 anni di prigione, che compie in un carcere federale del Kentucky, negli Stati Uniti, ha affermato che ha sacrificato tutto per la vita e per il bene comune. “Sola, questa idea dà una forza enorme di volontà ed interezza contro tutte le contrarietà e gli avversari”, ha detto Labañino in risposta ad un questionario di Prensa Latina.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_7053" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-7053" src="/files/2013/09/Ramon-Labanino.jpg" alt="Ramon Labañino" width="300" height="250" /></strong><p class="wp-caption-text">Ramon Labañino</p></div>
<p>Ramon Labañino, uno dei Cinque cubani, condannato ingiustamente a Miami a 30 anni di prigione, che compie in un carcere federale del Kentucky, negli Stati Uniti, ha affermato che ha sacrificato tutto per la vita e per il bene comune. </strong></p>
<p>“Sola, questa idea dà una forza enorme di volontà ed interezza contro tutte le contrarietà e gli avversari”, ha detto Labañino in risposta ad un questionario di Prensa Latina.</p>
<p>Prossimo a compiersi il 12 settembre, il 15° anniversario dell&#8217;arresto dei Cinque cubani, cioè Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Renè Gonzalez, e lui, Ramon, il cubano ha affermato che ha la convinzione di fare quanto è corretto.</p>
<p>Ha aggiunto che si sono dedicati a difendere una causa umana e che non hanno mai fatto male a nessuno, né distrutto nulla di materiale.</p>
<p>Quando è stato arrestato quell&#8217;alba del 1998 aveva 35 anni ed è già vicino ai 50, e per questo motivo riflette sulle dimensioni del tempo, che considera un concetto relativo.</p>
<p>Se penso a me –ha osservato&#8211;credo che il tempo non è passato. Quando vedo le mie figlie fatte donne, quando mi vedo negli occhi della mia Eli amata, il tempo diventa infinito, duramente implacabile.</p>
<p>Benché i Cinque siano confinati in carceri distanti, dalla loro detenzione, “io” è diventato “noi” e la causa di uno ha acquistato un carattere collettivo.</p>
<p>Così l’hanno assunta fin dall&#8217;inizio ed ogni volta che un loro messaggio arriva, il saluto finale, invariabilmente, sono cinque abbracci, ricorda Ramon in queste righe inviate dal penitenziario di Ashland, nel Kentucky.</p>
<p>Mi sono molto divertito nei miei anni dell&#8217;università, mi piace studiare e fare sport e lì ho potuto sviluppare ampiamente le due attività, ha esposto Labañino, ricordando che è anche stato alunno aiutante di Statistica Matematica dal secondo anno del corso.</p>
<p>“A volte davo ripassi e classi ai compagni di anni inferiori o del nostro stesso anno, è qualcosa che mi piace fare: l’insegnamento”, ha affermato.</p>
<p>Labañino ha riferito che fa sport per piacere, anche per la necessità di liberare tanto stress, e perché “mi sento molto meglio ed utile dopo ogni giornata”.</p>
<p>Rispondendo a chi piacerebbe assomigliare, ha detto: Tento di essere me stesso guidato dall&#8217;esempio dei grandi, perché è impossibile raggiungere le icone; ma ho ammirato molto e tenterei di essere come lui, Ernesto Che Guevara.</p>
<p>In dicembre del 2009 quando è entrato in un tribunale della città statunitense di Miami per essere sentenziato nuovamente, (caricava ancora sulle spalle la sanzione di un ergastolo più 18 anni di carcere), aveva le braccia in alto, in simbolo di vittoria.</p>
<p>Poi ha saputo che la nuova sentenza, sempre ingiusta, lo avrebbe privato di 30 anni della sua vita, però l&#8217;anima e lo spirito, i suoi carcerieri non hanno potuto rinchiuderli.</p>
<p>Tuttavia, Ramon Labañino non si abbatte e confida sul ritorno. È che di natura sono un uomo ottimista, ha confessato.</p>
<p>Per questo motivo all&#8217;interrogante che se chiudeva gli occhi, che immagine si solleva davanti a lui, ha risposto che vedeva Cuba, una spiaggia azzurra pulita, abbagliante.<br />
Vedo Eli, le mie figlie, tutta la mia famiglia, il mio popolo. Vedo risate, allegria, eternità. Così è come la mia libertà diventa tangibile e reale. E so che è sicura.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Uno dei Cinque: “Siamo infaticabili lottatori per la vita”</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Aug 2013 23:42:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Il miglior modo che abbiamo noi di festeggiare date importanti come questa è con la nostra instancabile lotta per la vita”, ha affermato Ramon Labañino, uno dei Cinque cubani condannati a scontare lunghi anni in prigione negli Stati Uniti, nonostante abbiano combattuto il terrorismo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_6924" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-6924" src="/files/2013/08/ramon-labanino.jpg" alt="Ramon Labañino" width="300" height="292" /></strong><p class="wp-caption-text">Ramon Labañino</p></div>
<p>“Il miglior modo che abbiamo noi di festeggiare date importanti come questa è con la nostra instancabile lotta per la vita”, ha affermato Ramon Labañino, uno dei Cinque cubani condannati a scontare lunghi anni in prigione negli Stati Uniti, nonostante abbiano combattuto il terrorismo.</strong></p>
<p>Labañino, che sconta una pena di 30 anni in una prigione del Kentucky, ha inviato un messaggio a proposito del 57º compleanno del suo compagno Renè Gonzalez, questo 13 agosto.</p>
<p>Il testo ha sottolineato anche che i Cinque, come sono identificati a livello mondiale Labañino, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez Sehewerert, saranno sempre vicini alle cause che aspirano ad un mondo migliore, di pace.</p>
<p>Ha espresso, addirittura, il suo ottimismo per quanto riguarda il momento in cui torneranno a Cuba, liberi e circondati di tutti i loro familiari, popolo e fratelli e sorelle del mondo, “Sicuramente sarà un giorno grande”, ha enfatizzato.</p>
<p>Labañino ha reiterato la sua gioia perché Renè si trova sull’isola, dove festeggia questo “nuovo anno di vita, di lotta”.</p>
<p>I Cinque sono stati arrestati nella città di Miami il 12 settembre 1998, mentre monitoravano i progetti di gruppi criminali d’origine cubana che con totale impunità hanno operato da lì contro la nazione antillana per più di 50 anni.</p>
<p>Un panello dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ha concluso a maggio del 2005 che la detenzione di questi uomini è illegale ed arbitraria, ma la Casa Bianca, finora, non ha fatto nulla per trovare una soluzione.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Rompendo il silenzio: Libertà per i Cinque!</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Sep 2012 23:29:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Toronto, 21 settembre 2012   
  
“Innanzi tutto vogliamo ringraziare, a nome dei Cinque Eroi, dei loro parenti e del popolo cubano in generale, lo sforzo delle organizzazioni di solidarietà e le personalità che hanno organizzato ed appoggiato questo importante evento “Rompendo il silenzio: Libertà per i Cinque”, come a tutte le personalità che hanno deciso unire le loro voci a beneficio della libertà dei nostri mariti.  
  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_5718" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-5718" src="/files/2012/09/a-adriana-elizabeth.jpg" alt="Adriana Perez (a sinistra) ed Elizabeth Palmeiro" width="300" height="189" /></strong><p class="wp-caption-text">Adriana Perez (a sinistra) ed Elizabeth Palmeiro</p></div>
<p>Adriana Perez ed Elizabeth Palmeiro, mogli di due dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti, hanno ringraziato gli organizzatori di un tribunale ed un&#8217;assemblea popolare per denunciare le violazioni giudiziali commesse contro di loro, che si sta svolgendo in Canada. </strong></p>
<p>Le due donne hanno manifestato la loro gratitudine ai partecipanti nei due eventi, che si svolgeranno fino a domenica nel municipio di Toronto, come parte della campagna mondiale di appoggio ai loro coniugi, Gerardo Hernandez e Ramon Labañino, e dei loro compatrioti Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez.</p>
<p>Sul tribunale e l&#8217;assemblea organizzati dagli attivisti, il primo avrà come oggettivo divulgare le irregolarità del processo legale contro i Cinque ed emetterà una dichiarazione basata sulle attestazioni delle sentenze, il pagamento ai giornalisti, il trattamento inumano che hanno ricevuto in prigione ed il rifiuto dei visti ai loro parenti per visitarli.</p>
<p>Mentre, l&#8217;assemblea elaborerà ed approverà un piano di azione per fare pressione sul governo del Canada e sul presidente statunitense, Barack Obama, per liberare i Cinque e permettere loro di ritornare alla loro terra natale.</p>
<p>Domani, i partecipanti si concentreranno di fronte al consolato degli Stati Uniti a Toronto per esigere la scarcerazione immediata ed incondizionata dei lottatori cubani.</p>
<p>Nell’incontro sono presenti personalità come l&#8217;attore Danny Glover; Lemelin Denis (presidente del Sindacato Canadese dei Lavoratori Postali); il sindacalista britannico Tony Woodley e le attiviste Cindy Sheehan e Gloria La Riva (coordinatrice del Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque cubani), tra gli altri.</p>
<p>Di seguito riportiamo il testo integrale della dichiarazione di Adriana ed Elizabeth:</p>
<p>Toronto, 21 settembre 2012</p>
<p>“Innanzi tutto vogliamo ringraziare, a nome dei Cinque Eroi, dei loro parenti e del popolo cubano in generale, lo sforzo delle organizzazioni di solidarietà e le personalità che hanno organizzato ed appoggiato questo importante evento “Rompendo il silenzio: Libertà per i Cinque”, come a tutte le personalità che hanno deciso unire le loro voci a beneficio della libertà dei nostri mariti.</p>
<p>Questo 12 settembre sono trascorsi 14 anni di ingiusta reclusione per Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Gerardo Hernandez, e malgrado la giustizia e la ragione stiano dal nostro lato, i loro diritti umani più elementari continuano essendo calpestati, anno dopo anno, senza che il governo degli USA decida di mettere fine a questa aberrazione giudiziale.</p>
<p>Oggi il caso dei Cinque continua ad essere un tema ovviato, taciuto dai grandi mass media, ed ignorato dall&#8217;opinione pubblica internazionale. Di lì l&#8217;importanza che si realizzino eventi come questo, dove la stampa possa ascoltare gli argomenti di prima mano, e dove gli amici abbiano l&#8217;opportunità di dissipare incognite su questo caso, piuttosto manipolato dal potere mediatico.</p>
<p>In questi momenti, l&#8217;ultima risorsa legale che abbiamo per difendere i Cinque Eroi è l’Habeas Corpus, in attesa di revisione della stessa giudice che li condannò. Si sono presentate nuove evidenze del pagamento del governo nordamericano a vari giornalisti, affinché inquinassero la sede dove si realizzò il giudizio, quello che impossibilitò che gli accusati cubani ricevessero un giudizio giusto ed imparziale a Miami.</p>
<p>Allo stesso modo, si continua ad esigere al governo degli Stati Uniti che riveli l&#8217;informazione relativa ai radar, dato che l’accusa più grave, la più crudele di cui è imputato Gerardo, è quella di cospirazione per commettere assassinio. Tuttavia, lì stanno le prove che dimostrano che lui non ha niente a che vedere col destino degli aerei da turismo.</p>
<p>Il Procuratore Generale degli Stati Uniti ha la potestà di sollecitare alla giudice Joan Lenard, di Miami, che annulli le accuse contro i Cinque cubani condannati nel 1998 in questa città; nonostante, questo non è successo fino al giorno di oggi.</p>
<p>In questi 14 anni di ingiusto incarceramento, anche noi, parenti dei Cinque, siamo stati vittime dell&#8217;odio irrazionale di un segmento della comunità cubana nella Florida e delle autorità nordamericane. La prolungata separazione ci ha impedito di godere in famiglia momenti meravigliosi, o di abbracciarci e piangere insieme la morte di un essere amato.</p>
<p>I figli sono cresciuti senza i loro genitori, e le madri sono invecchiate senza vedere i loro figli, alcune di loro sorpassano gli 80 anni e temono di non vederli ritornare. Gerardo non ha potuto assistere alla funzione funebre di sua madre, che passò gli ultimi quattro anni della sua vita senza vedere suo figlio. Recentemente Renè ha perso suo fratello, vittima del cancro, ed  appena ha potuto vederlo negli ultimi momenti della sua vita ed ora è privato di poter compartire la maternità di sua figlia maggiore.</p>
<p>I reiterati rifiuti di visti per Adriana Perez ed Olga Salanueva, mogli di Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, rispettivamente, costituiscono una flagrante violazione dei diritti umani.  Mentre, il governo degli USA insiste nel mantenere quest’ultimo in territorio nordamericano, dove la sua vita corre pericolo in una libertà vigilata divenuta prigione domiciliare.</p>
<p>Tutto questo è stato il prezzo da pagare per tanti anni di accanimento, per questo che chiediamo alla comunità internazionale che aumenti i suoi sforzi e le azioni per avere influenza sulla decisione del presidente Obama, affinché faccia uso delle sue prerogative e metta fine a questa ingiustizia”.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Procuratore Generale può esigere alla giudice che annulli il caso dei Cinque, affermano avvocati</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Sep 2012 23:13:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In una conferenza via internet Washington-L’Avana, i giuristi spiegarono l'importanza della Mozione, ancora sospesa, della decisione della giudice per poter annullare le condanne che pesano contro Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez, ed il sollecito al Tribunale affinché permetta un discovery (esibizione di documenti) con nuove evidenze sulla condotta negativa del governo nordamericano, di fronte a questo processo giudiziale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_5692" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-5692" src="/files/2012/09/Vista-General.jpg" alt="Videoconferenza stampa nel teatro Camilo Cienfuegos del Ministero degli Affari Esteri de L'Avana" width="580" height="286" /></strong><p class="wp-caption-text">Videoconferenza stampa nel teatro Camilo Cienfuegos del Ministero degli Affari Esteri de L&#039;Avana</p></div>
<p>Il Procuratore Generale degli Stati Uniti ha la potestà di sollecitare alla giudice Joan Lenard, di Miami, che annulli le condanne contro i Cinque cubani arrestati nel 1998 in quella città, assicurarono, questo lunedì, avvocati nordamericani. </strong></p>
<p>In una conferenza via internet Washington-L’Avana, i giuristi spiegarono l&#8217;importanza della Mozione, ancora sospesa, della decisione della giudice per poter annullare le condanne che pesano contro Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez, ed il sollecito al Tribunale affinché permetta un discovery (esibizione di documenti) con nuove evidenze sulla condotta negativa del governo nordamericano, di fronte a questo processo giudiziale.</p>
<p>I Cinque cubani sono rimasti per 14 anni ingiustamente imprigionati negli Stati Uniti e continuano essendo privati dei diritti umani più elementari, hanno riconosciuto i partecipanti in questo scambio aperto alla stampa, che ebbe anche l&#8217;opportunità di fare domande ai pannellisti.</p>
<p>Il governo nordamericano –ha sottolineato l&#8217;avvocato di Gerardo Hernandez, Martin Garbus -, pagò certi giornalisti affinché inquinassero la sede dove si realizzò il giudizio, fatto che impossibilitò che gli accusati cubani ricevessero un giudizio giusto ed imparziale a Miami.</p>
<p>“Un fatto così non è mai successo nella storia della giurisprudenza degli USA. Molti di questi giornalisti erano stati incarcerati in Cuba per terrorismo ed anche, negli USA. Ho bisogno solo di un’ora per dimostrare alla giudice che il governo degli USA ha avvelenato la giuria”, ha aggiunto Garbus.</p>
<p>L&#8217;avvocato di Gerardo Hernandez, che ha rappresentato tra gli altri, Nelson Mandela, Samuel Becket, Al Pacino e Lenny Bruce, assicurò che “stiamo chiedendo al governo (degli USA) che ci dia il resto dei documenti sul pagamento ai giornalisti, relazioni che hanno Radio Martì ed il Dipartimento di Stato.”</p>
<p>Garbus assicurò che la giudice Lenard aveva ordinato che nessuno dei contendenti commentasse sul caso: “Tuttavia, lei non sapeva che gli USA stavano pagando certi giornalisti per dire bugie su Cuba ed i Cinque. Molti degli articoli di questi giornalisti sembrano essere stati scritti da una sola persona e firmati da varie”, commentò.</p>
<p>“Il processo contro i Cinque è una vendetta politica, e la campagna di propaganda politica che orchestrò il governo contro di loro lo dimostra chiaramente. Contribuì a quello che, un pannello di tre giudici di Atlanta, chiamò una ‘tempesta perfetta di pregiudizi &#8216; che violò i diritti costituzionali al dovuto processo di legge nel caso dei Cinque cubani”, segnalò l&#8217;avvocato Josè Pertierra, moderatore del pannello a Washington.</p>
<p>Raymond Steckle, avvocato internazionale, riconobbe che “questo ha a che vedere con la libertà di stampa ed anche con il diritto costituzionale ad un giudizio imparziale e giusto. “Gerardo Hernandez vs. United States” è un caso che illustra la corruzione del nostro governo. Questa corruzione è un&#8217;offesa contro Gerardo e contro la nostra società. È indignante che la Procura si sia opposta al cambiamento di sede, mentre il suo cliente (il governo) stava pagando i giornalisti affinché inquinassero il processo.”</p>
<p>Ramsey Clark, ex Procuratore Generale degli Stati Uniti, assicurò che il processo eseguito contro Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez è “una corruzione della giustizia. Il governo stava avvelenando il pozzo, mentre i procuratori avevano l&#8217;obbligo di fare un giudizio giusto.”</p>
<p>Davanti alla domanda cosa sarebbe successo se un caso simile fosse stato presentato quando lui era Procuratore Generale degli USA, Clark assicurò: ”Si io fossi oggi il Procuratore Generale e vengo a sapere di questa campagna di propaganda durante il processo dei Cinque, dovrei annullare le accuse. Qualsiasi Procuratore Generale dovrebbe fare la stessa cosa”, assicurò.</p>
<p>Pertierra commentò che “dall&#8217;inizio, il governo ha detto che questo non era un caso politico. Questi documenti che ha presentato Garbus denudano la verità, dimostrano che il governo degli Stati Uniti a proposito inquinò la città di Miami con propaganda contro i Cinque. Abbiamo un&#8217;espressione nella legge che dice: “res ipsa loquitur” &#8211; il fatto è di per sé eloquente. Questi documenti parlano da soli.”</p>
<p>Gloria la Riva, coordinatrice del Comitato Nazionale degli Stati Uniti per la liberazione dei Cinque ed organizzatrice della conferenza, sollecitò la comunità internazionale a studiare il documento legale del caso, esporlo, portarlo ai mezzi di comunicazione ed esigere giustizia per i Cinque cubani.</p>
<p>DA L&#8217;AVANA</p>
<p>La giornalista Aleida Godinez completò con i suoi ricordi quanto esposto da Garbus, allegando che il governo statunitense conosceva molto bene che classe di giornalisti stava contrattando per compiere il suo mandato di influenzare negativamente i membri della giuria nel giudizio contro i Cinque.</p>
<p>Visibilmente emozionata, Adriana Perez O’Connor, moglie di Gerardo Hernandez, condannato a due ergastoli più quindici anni, espresse che era “eccessivamente doloroso parlare del tema dei Cinque” perché non avrebbe mai creduto che dopo quattordici anni si avrebbero potuto dichiarare e denunciare tutti gli arbitri accaduti nel caso dei Cinque.</p>
<p>Adriana ricorse al presidente Obama per “pulire l&#8217;immagine della giustizia statunitense” ed analizzare e decidere sulla vita di Gerardo, che è condannato a morire in prigione, e su quella dei suoi quattro compagni.</p>
<p>Tra i presenti c’erano i familiari dei Cinque Eroi, membri del Corpo Diplomatico accreditato a L&#8217;Avana, personalità della cultura cubana e giornalisti.  Il giornalista e professore universitario Raul Garces moderò il pannello nella capitale cubana.</p>
<p>GLI USA SI RIFIUTANO DI NEGOZIARE</p>
<p>Cuba è disposta a dialogare con gli Stati Uniti per cercare una soluzione al caso del nordamericano Alan Gross, condannato qui per atti contro l&#8217;integrità del governo dell&#8217;isola, ha confermato durante la videoconferenza Josefina Vidal, direttrice della sezione degli Stati Uniti del Ministero delle Relazioni Estere.</p>
<p>Vidal assicurò che fino al momento “non abbiamo ricevuto risposte”; abbiamo ascoltato solo alcune dichiarazioni pubbliche nelle quali il governo statunitense dice di non avere niente da conversare al riguardo.</p>
<p>“Con questa posizione Washington lascia chiaro che non è Cuba quella che non dimostra disposizione ad abbordare il tema”, ha aggiunto la funzionaria della Cancelleria, che considerò la proposta dell&#8217;isola come un primo passo avviato a cercare una soluzione al caso di Gross.</p>
<p>Gross, condannato nel 2011 a 15 anni per il delitto di “Atti contro l&#8217;Indipendenza e l&#8217;Integrità Territoriale dello Stato”, mantiene una salute normale e realizza regolarmente intensi esercizi fisici.</p>
<p>La funzionaria informò inoltre che il prigioniero ha ricevuto tre visite di sua moglie nei primi giorni del mese in corso.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>Foto: Marcelino VAZQUEZ HERNANDEZ/ AIN<br />
traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_5693" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-5693" src="/files/2012/09/Vidal.jpg" alt="Josefina Vidal del Min Rex cubano" width="580" height="313" /><p class="wp-caption-text">Josefina Vidal del Min Rex cubano</p></div>
<div id="attachment_5694" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-5694" src="/files/2012/09/Adriana.jpg" alt="Adriana Perez" width="580" height="397" /><p class="wp-caption-text">Adriana Perez</p></div>
<div id="attachment_5695" style="width: 399px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-5695" src="/files/2012/09/Pertierra.jpg" alt="Gli avvocati Josè Pertierra (sinistra) e Martin Garbus durante la videoconferenza" width="399" height="600" /><p class="wp-caption-text">Gli avvocati Josè Pertierra (sinistra) e Martin Garbus durante la videoconferenza</p></div>
<div id="attachment_5696" style="width: 389px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-5696" src="/files/2012/09/Gloria.jpg" alt="Gloria La Riva e Ramsey Clark durante la videoconferenza" width="389" height="600" /><p class="wp-caption-text">Gloria La Riva e Ramsey Clark durante la videoconferenza</p></div>
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		<title>Sollecitano respingere gli appelli dei Cinque cubani negli USA</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 22:21:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[appello giudiziario]]></category>
		<category><![CDATA[Cinque cubani]]></category>
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		<description><![CDATA[Il governo statunitense ha sollecitato alla Corte del Distretto Meridionale della Florida che respinga gli appelli collaterali di Ramon Labañino e Fernando Gonzalez, due dei Cinque cubani incarcerati in questo paese dal 1998.   
La petizione -realizzata il passato 6 dicembre - allega che gli argomenti branditi da entrambi non hanno meriti legali per essere considerati da questa corte.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_2331" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2331" src="/files/2011/12/Fernando-Gonzalez-e-Ramon-Labañino.jpg" alt="Fernando Gonzalez e Ramon Labañino" width="300" height="244" /><p class="wp-caption-text">Fernando Gonzalez e Ramon Labañino</p></div>
<p>Il governo statunitense ha sollecitato alla Corte del Distretto Meridionale della Florida che respinga gli appelli collaterali di Ramon Labañino e Fernando Gonzalez, due dei Cinque cubani incarcerati in questo paese dal 1998. </strong><br />
<strong>La petizione -realizzata il passato 6 dicembre &#8211; allega che gli argomenti branditi da entrambi non hanno meriti legali per essere considerati da questa corte. </strong></p>
<p>Il governo ha affermato che l&#8217;argomento sul pagamento governativo ai giornalisti locali di Miami, prima e durante il giudizio contro i Cinque per creare un clima di ostilità contro di loro e pregiudicare la giuria -presente in entrambi gli appelli -, non costituisce una violazione del dovuto processo.</p>
<p>Altrettanto -precisa il sito antiterroristas.cu &#8211; obiettarono i restanti argomenti ed hanno chiesto alla giudice che li disistimi.</p>
<p>La mozione del governo risponde agli appelli presentati dagli avvocati della difesa di Ramon Labañino e Fernando Gonzalez l’8 agosto ed il 12 settembre 2011 rispettivamente, precisa la nota.</p>
<p>Corrisponde ora alla difesa presentare la sua replica a questa mozione, cosa che dovrà prodursi agli inizi del prossimo anno e col quale finirà il processo di documentazione degli appelli davanti alla Corte.</p>
<p>Rimarrà in attesa la decisione da adottare dalla giudice che non ha un termine specifico di tempo per farlo, puntualizza il testo.</p>
<p>Labañino e Gonzalez insieme a Antonio Guerrero, Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez sono stati condannati in maniera severa per informare su piani di azioni violente contro Cuba forgiati da gruppi terroristi radicati in territorio nordamericano.</p>
<p>Il passato 7 ottobre Renè Gonzalez ottenne la libertà condizionale e la decisione di una giudice di Miami lo forza a rimanere tre anni vigilato negli Stati Uniti dopo compiere la sua condanna.</p>
<p>Tale situazione mette la sua vita a rischio e costituisce una punizione addizionale per lui ed i suoi famigliari.</p>
<p>Secondo la giudice, Renè Gonzalez dovrà rispettare la condizione speciale di non avvicinarsi a luoghi frequentati da conosciuti terroristi.</p>
<p>Tra i terroristi che passeggiano liberamente per le strade degli Stati Uniti c’è Luis Posada Carriles.</p>
<p>Posada Carriles -tra gli altri fatti di sangue &#8211; è autore intellettuale dell&#8217;esplosione in plenum volo di un&#8217;imbarcazione di Cubana di Aviazione nel 1976, di fronte alle coste delle Barbados, dove persero la vita 73 civili.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cubani antiterroristi compiono 13 anni carcerati negli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 18:31:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Cinque cubani antiterroristi carcerati negli Stati Uniti compiono oggi 13 anni di reclusione in carceri di quel paese per allertare attività di organizzazioni violente contro Cuba. Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González sono stati arrestati in settembre del 1998 per le autorità nordamericane ed immediatamente li hanno isolato in celle di punizione per 17 mesi prima del giudizio. Accusati del carico di cospirazione contro gli Stati Uniti, a Gerardo, Ramón ed Antonio, gli è stato addizionata l'accusa di cospirazione per commettere spionaggio, benché non gli occupassero nessun documento classificato.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1769" src="/files/2011/09/cinco-heroes-candado.jpg" alt="" width="300" height="250" />I Cinque cubani antiterroristi carcerati negli Stati Uniti compiono oggi  13 anni di reclusione in carceri di quel paese per allertare attività  di organizzazioni violente contro Cuba. Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero  e René González sono stati arrestati in settembre del 1998 per le  autorità nordamericane ed immediatamente li hanno  isolato in celle di  punizione per 17 mesi prima del giudizio.</p>
<p>Accusati del carico  di cospirazione contro gli Stati Uniti, a Gerardo, Ramón ed Antonio,  gli è stato addizionata l&#8217;accusa di cospirazione per commettere  spionaggio, benché non gli occupassero nessun documento classificato.</p>
<p>Il caso dei Cinque -come sono conosciuti i lottatori nella campagna  internazionale per la sua liberazione &#8211; si è portato a giudizio a Miami,  ambiente che una corte federale di appelli descriverebbe come un  “temporale perfetto” di pregiudizi.</p>
<p>Quel processo ha durato  più di sei mesi, il più lungo negli Stati Uniti fino a quel momento, e  si hanno presentato attestazioni di tre generali ritirati dell&#8217;esercito,  i quali hanno coinciso in che non esisteva evidenza di spionaggio.</p>
<p>Sette mesi dopo all&#8217;accusa iniziale gliele è addizionato un nuovo  carico a Gerardo Hernández: cospirazione per commettere assassinio, come  risultato di una campagna pubblica con l&#8217;intenzione di vendicare la  maceria da parte della Forza Aerea Cubana di due aerei di turismo di un  gruppo estremista nel 1996.</p>
<p>Gli aerei di turismo  appartenevano ad un&#8217;organizzazione che nei 20 mesi anteriori alla  maceria aveva penetrato lo spazio aereo cubano 25 volte, oggetto di  proteste reiterate di Cuba.</p>
<p>Alla fine del giudizio, il  governo nordamericano ha riconosciuto per iscritto che era fallito in  provare il carico di cospirazione per commettere assassinio imposto a  Hernández.</p>
<p>Tuttavia, la giuria ha trovato colpevole, tanto a  Gerardo come ai suoi compagni, di tutti i carichi dopo essere stati  messi sotto un&#8217;intensa pressione da parte dei mezzi di stampa locali.</p>
<p>(Prensa Latina)</p>
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		<title>Ucraina raccoglie firme per liberazione dei Cinque cubani</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 15:02:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Antonio Guerrero]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>

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		<description><![CDATA[Rappresentanti di diverse organizzazioni politiche e sociali dell’Ucraina consegnarono oggi all'ambasciatore cubano Felix Leon Carballo, 40 mila firme raccolte nella campagna europea “Un milione di firme per la libertà dei Cinque”. In una cerimonia solenne, sotto al busto dell'Eroe Nazionale cubano Josè Martì, situato nei giardini della missione cubana in Ucraina, hanno partecipato anche attivisti della solidarietà con Cuba e del Comitato Nazionale per la libertà dei Cinque. I presenti esposero le loro ragioni per aver dato la loro firma ed esigere al presidente statunitense, Barack Obama, la liberazione di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez ed Antonio Guerrero.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1635" src="/files/2011/06/cinco-heroes.jpg" alt="" width="300" height="250" />Rappresentanti di diverse organizzazioni politiche e sociali  dell’Ucraina consegnarono oggi all&#8217;ambasciatore cubano Felix Leon  Carballo, 40 mila firme raccolte nella campagna europea “Un milione di  firme per la libertà dei Cinque”.    In una cerimonia solenne, sotto al busto dell&#8217;Eroe Nazionale cubano Josè  Martì, situato nei giardini della missione cubana in Ucraina, hanno  partecipato anche attivisti della solidarietà con Cuba e del Comitato  Nazionale per la libertà dei Cinque.</p>
<p>I presenti esposero le loro  ragioni per aver dato la loro firma ed esigere al presidente  statunitense, Barack Obama, la liberazione di Gerardo Hernandez, Renè  Gonzalez, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez ed Antonio Guerrero.</p>
<p>I  Cinque compiono dal 1998 severe sanzioni nelle carceri degli Stati Uniti  per mettere in allerta il loro paese da azioni violente forgiate in  territorio nordamericano.<br />
Inoltre, l&#8217;occasione è stata propizia  affinché Manuel Lopez, Coordinatore del Comitato Nazionale per i Cinque,  spiegasse la marcia della campagna europea e denunciasse un&#8217;altra volta  l&#8217;ingiusta ed immorale prigione che soffrono i lottatori  antiterroristi.</p>
<p>Lopez reiterò l’esigenza di mettere in libertà i  Cinque al governo nordamericano, smascherò il cinismo e la politica di  doppia facciata di Washington.<br />
Ciò si evidenziò un&#8217;altra volta con  l&#8217;assoluzione del terrorista internazionale Luis Posada Carriles a El  Paso, in Texas, il passato 8 aprile, ha denunciato Lopez.<br />
Inoltre,  il coordinatore del comitato per i Cinque ha fatto un appello ai  presenti a raddoppiare gli sforzi mentre quasi sono già 13 anni di  reclusione il prossimo 12 settembre.</p>
<p>Gli attivisti più distaccati  in questa prima fase della campagna hanno ricevuto un diploma di  riconoscimento a nome del Comitato Nazionale per la Liberazione dei  Cinque.</p>
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