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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Rafael Correa</title>
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		<title>Carone il furioso o l&#8217;ira imperiale</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Dec 2019 01:53:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mauricio Claver-Carone è andato via precipitoso e furioso da Buenos Aires. Quello che aveva visto era troppo per la sua prepotenza imperiale. Era arrivato alla capitale argentina dirigendo la delegazione ufficiale degli Stati Uniti alla presa di possesso di Alberto Fernandez e Cristina Fernandez. Ma ha sofferto un attacco di bruciore allo stomaco al sapere della presenza del vicepresidente del governo venezuelano Jorge Rodriguez e dell'ex presidente ecuadoriano Rafael Correa.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11250" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11250" alt="Mauricio Claver Carone" src="/files/2019/12/Mauricio-Claver-Carone-580x341.jpg" width="580" height="341" /><p class="wp-caption-text">Mauricio Claver Carone</p></div>
<p><strong>Mauricio Claver-Carone è andato via precipitoso e furioso da Buenos Aires. Quello che aveva visto era troppo per la sua prepotenza imperiale. Era arrivato alla capitale argentina dirigendo la delegazione ufficiale degli Stati Uniti alla presa di possesso di Alberto Fernandez e Cristina Fernandez. Ma ha sofferto un attacco di bruciore allo stomaco al sapere della presenza del vicepresidente del governo venezuelano Jorge Rodriguez e dell&#8217;ex presidente ecuadoriano Rafael Correa.  </strong></p>
<p>Il direttore dei temi dell&#8217;Emisfero Occidentale nel Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti non ha potuto sopportare nemmeno fino al momento della cerimonia presidenziale ed ha inoltre cancellato la sua riunione col Presidente Fernandez e con il suo ministro di Relazioni Estere. “Sfortunatamente, dovuto ad alcuni inviti ed ad alcune sorprese che abbiamo ricevuto arrivando, ho deciso di non andare e vado via presto. Non parteciperò alle riunioni di lavoro che avevo programmate per domani”, ha detto a Clarin il funzionario yankee, prima della sua partenza intempestiva.</p>
<p>Carone ha segnalato che ha trasmesso il suo dispiacere ed il suo messaggio e quello di Trump al nuovo segretario dei Temi Strategici dell&#8217;Argentina, Gustavo Beliz.</p>
<p>Il rappresentante dell&#8217;Imperatore non poteva ammettere simili sfide al suo potere. Era già di per sé abbastanza il percorrere migliaia di chilometri per rendere onori ad un binomio presidenziale che ha sconfitto chiaramente il delfino di Washington nella lite elettorale.</p>
<p>Benché non l’abbia detto pubblicamente -sarebbe stato umiliante -, il tale Carone deve avere considerato un pugno in faccia, la presenza di successo e molto seguita del Presidente cubano Miguel Diaz-Canel e l&#8217;evocazione frequente dello storico viaggio di Fidel in Argentina nell&#8217;anno 2003. Carone, di origine cubana, è uno dei furibondi macchinatori della raffica di misure anti-cubane promosse dal 2017 per l&#8217;amministrazione Trump. Il suo odio viscerale contro la Rivoluzione Cubana l&#8217;ha versato con accanimento contro il nostro popolo.</p>
<p>“&#8230;Abbiamo le migliori intenzioni di avere una relazione produttiva per aiutare Argentina a progredire ed affinché lui abbia successo (cioè il presidente Fernandez). Tuttavia, queste distrazioni non portano nessun beneficio all&#8217;Argentina”, ha dichiarato il funzionario imperiale, tra il contrariato ed il minacciante. “Jorge Rodriguez e Maduro non portano nessun beneficio all&#8217;Argentina. Evo Morales non porta nessun beneficio all&#8217;Argentina. Rafael Correa non porta nessun beneficio all&#8217;Argentina. Al contrario. Tolgono beneficio all&#8217;Argentina, e sfuocano quello che deve essere la priorità dell&#8217;Argentina, che è il benessere del popolo, e mi chiedo come possono lavorare bilateralmente con noi e con altri alleati”.</p>
<p>Carone, che è stato rappresentante statunitense nel vilipeso Fondo Monetario Internazionale, aveva offerto i suoi favori per propiziare la relazione di Alberto Fernandez con l&#8217;organismo finanziario. “Ma credo che debba sapere (sempre Fernandez) che, o ci mettiamo a fuoco nella relazione bilaterale, per aiutare i due paesi a prosperare, a promuovere la democrazia, i diritti umani e la crescita economica, o permettiamo che tutti questi dittatori di seconda e terza categoria continuino a minacciare ed a sequestrare l&#8217;emisfero e la politica dell&#8217;emisfero”, ha ammonito.</p>
<p>Per la Washington di Trump non è tempo di cerimonie. O si sta con lui o si sta contro di lui. Claver-Carone è un buon riflesso dei vigneti dell&#8217;ira che imperano nelle proprietà dell&#8217;impero. Dicono che ieri mattina l’hanno visto col viso rosso ed i denti stretti quando è atterrato in Argentina l&#8217;aeroplano che trasportava Evo Morales, ricevuto come rifugiato politico in questo paese. Ci sono governi genuflessi nella regione, eccome se ci sono!, ma rimane anche dignità ed una buona saggezza per questi lari.</p>
<p>di Randy Alonso Falcon</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Ecuador cancellerà tutti gli accordi di salute con Cuba, annuncia ministra di governo</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Nov 2019 02:19:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Almeno 400 medici cubani saranno rimpiazzati da professionisti ecuadoriani, dopo il termine dell'accordo tra il governo ecuadoriano ed il governo cubano, in temi di salute, come ha dichiarato ieri la ministra di Governo dell'Ecuador, Maria Paula Romo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11199" alt="ministraromo-1211-2019-580x391" src="/files/2019/11/ministraromo-1211-2019-580x391.jpg" width="580" height="391" />Almeno 400 medici cubani saranno rimpiazzati da professionisti ecuadoriani, dopo il termine dell&#8217;accordo tra il governo ecuadoriano ed il governo cubano, in temi di salute, come ha dichiarato ieri la ministra di Governo dell&#8217;Ecuador, Maria Paula Romo.  </strong></p>
<p>Nel Ministero di Salute Pubblica questi accordi si stavano rimpiazzando. Questa ultima decisione si riferisce approssimativamente a 400 posti di lavoro, ha dettagliato Romo.</p>
<p>Gli accordi tra Ecuador e Cuba risalgono all&#8217;anno 2013, dopo una visita realizzata a Cuba per l&#8217;allora presidente Rafael Correa.</p>
<p>Il Ministro di Governo ha sottolineato in una conferenza stampa dal Palazzo di Carondelet che nei giorni precedenti alla crisi dell’ottobre scorso, sono entrate in Ecuador circa 250 persone di nazionalità cubana con passaporti ufficiali.</p>
<p>Secondo la ministra avrebbero verificato con l&#8217;ambasciata di Cuba e nella maggior parte dei casi il dato fa riferimento ai medici cubani che sono nel paese a proposito di questo tipo di accordo.</p>
<p>testo e foto de El Universo</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Perché la vittoria del movimento indigenista non è totale in Ecuador?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 22:07:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[D'altra parte, è cominciata la domanda su che cosa si era ottenuto esattamente. Si era trattato di una deroga immediata ed effettiva, come ha annunciato ed ha celebrato la CONAIE, o di una sostituzione senza data determinata, come ha annunciato nel suo account di Twitter il presidente Lenin Moreno?  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11146" alt="ecuador-afp-580x387" src="/files/2019/10/ecuador-afp-580x387.jpg" width="580" height="387" />Ci sono alcune celebrazioni in Ecuador. Sono cominciate la serata della domenica quando il governo nazionale ed il movimento indigeno, centralmente attorniato nella Coordinatrice delle Nazionalità Indigene dell&#8217;Ecuador (CONAIE) hanno annunciato di essere giunti ad un accordo rispetto al decreto 883, quello che ha tolto i sussidi alla benzina.  </strong></p>
<p>La reazione è stata doppia. Da una parte, le strade si sono riempite di euforia dopo quello che è stato considerato come una vittoria dopo 11 giorni di proteste confrontate con una forte repressione. Lo scenario di battaglia del centro di Quito è stato di applausi, clacson, camion carichi di gente con bandiere dell&#8217;Ecuador, tassisti, feste nei quartieri popolari.</p>
<p>D&#8217;altra parte, è cominciata la domanda su che cosa si era ottenuto esattamente. Si era trattato di una deroga immediata ed effettiva, come ha annunciato ed ha celebrato la CONAIE, o di una sostituzione senza data determinata, come ha annunciato nel suo account di Twitter il presidente Lenin Moreno?</p>
<p><em>Parte della risposta è stata chiarita dal comunicato delle Nazioni Unite dell’Ecuador, organismo mediatore nel dialogo, che ha affermato che “si lascia senza effetto il decreto 883” e “si procederà in maniera immediata a lavorare nell&#8217;elaborazione di un nuovo decreto, che permetta una politica di sussidi, con una messa a fuoco integrale, che prevenga che questi non si destinino al beneficio di persone con maggiori risorse ed ai contrabbandieri, con criteri di razionalizzazione, focalizzazione e settorializzazione”.  </em></p>
<p>La stessa notte della domenica si è installata la commissione per, ha informato la CONAIE, “la redazione del decreto che lo rimpiazza -il 883 – e questo non finisce fino a quando l&#8217;accordo non si concreti completamente”.</p>
<p>In questo modo, si è ottenuta una vittoria parziale dentro l&#8217;insieme di misure accordate tra il governo ed il Fondo Monetario Internazionale, essendo il decreto 883 quello di maggiore impatto nell&#8217;economia e nella battaglia simbolica. Il risultato finale di questa parzialità dipenderà dal nuovo decreto che si sta preparando.</p>
<p>Esternamente allo spazio di dialogo c’è anche, fino ad ora, un accordo sul procedimento per investigare le attuazioni e gli abusi delle forze di sicurezza dello Stato, che è costato almeno 7 morti, 1152 detenuti e 1340 feriti.</p>
<p>Esisteva la possibilità di ottenere una vittoria maggiore? Questa domanda riunisce i principali punti interrogativi. Secondo i protagonisti delle giornate, cioè la CONAIE, non era possibile. E le mobilitazioni, sebbene non sono state unicamente del movimento indigeno, sono ricadute principalmente nella sua capacità di azione, sia in Quito come nei blocchi delle strade nel paese.</p>
<p>Un altro scenario preoccupante in parallelo al dibattito sul decreto: la persecuzione contro i dirigenti della Rivoluzione Cittadina, lo spazio politico dell&#8217;ex presidente Rafael Correa. Quell&#8217;azionare era stato annunciato da Moreno, scaricando la responsabilità dei fatti di violenza accaduti sulle spalle di Correa. La tattica del governo è stata quella di riconoscere gli indigeni come interlocutori legittimi e criminalizzare il “correismo”.</p>
<p>Lo spiegamento persecutorio è cominciato durante i giorni della mobilitazione: la membro dell&#8217;assemblea Gabriela Rivadeneira ha dovuto rifugiarsi nell&#8217;ambasciata del Messico e l&#8217;ex sindaco Alexandra Arce è stata arrestata. All&#8217;alba del lunedì è stata fermata nella sua casa la prefetta di Pichincha, Paola Pabon, ed in mattinata è stata perquisita la casa dell&#8217;ex membro dell&#8217;assemblea Virgilio Hernandez.</p>
<p>Questi arresti e persecuzioni attraverso il potere giudiziale articolato alla condanna mediatica si sono sommati con casi anteriori, come quello dell&#8217;ex vicepresidente Jorge Glas, quello dell&#8217;ex cancelliere Ricardo Patiño, rifugiato in Messico, e quello dello stesso Correa.</p>
<p>In questo modo, Ecuador avanza su vari temi simultaneamente: quello della celebrazione della vittoria parziale della CONAIE e la mobilitazione popolare che è durata undici giorni, quello della persecuzione del “correismo” come parte dell&#8217;attacco politico di Moreno al suo avversario, e quello dello stesso governo che ha dovuto cedere sul decreto 883, ma che cerca come non modificarlo sostanzialmente.</p>
<p>Dentro questo quadro si sottolinea un elemento di maggiore complessità: le differenze tra una parte della direzione della CONAIE ed il “correismo” che durano da vari anni, che sono state risaltate via Twitter durante i giorni di protesta, e sono rimaste in primo piano durante il dialogo, quando il presidente del movimento indigeno Jaime Vargas si è scagliato contro la Rivoluzione Cittadina.</p>
<p>Ecuador, che ha albeggiato oggi nel suo primo giorno con decompressione delle mobilitazioni, vive uno scenario complesso. Il governo di Moreno non si tratterrà nel suo tentativo di neoliberalizzazione dell&#8217;economia che ha, nell’FMI, un punto di profondità, come nel suo allineamento con gli Stati Uniti, come epicentro della sua politica estera. Quali saranno i prossimi passi della CONAIE? Che cosa farà il “correismo” davanti alla persecuzione politica? I pezzi sono in movimento.</p>
<p>di Marco Teruggi</p>
<p>preso da Pagina 12</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: AFP</p>
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		<title>Polemica sul voto nullo in Ecuador. Di cosa si tratta?</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2019 21:13:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A due giorni dalla data prevista per le elezioni amministrative e locali in Ecuador, il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) ha esaminato un progetto di riforma del processo di conteggio dei voti nulli nell'elezione delle componenti e dei componenti del Consiglio di Partecipazione Cittadina e Controllo Sociale (Cpccs). Questo mercoledì i membri del CNE non hanno approvato il cambiamento, però sì una mozione affinché questo venga esaminato dall'istanza superiore, nel Tribunale del Contenzioso Elettorale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10891" alt="CNE-Ecuador" src="/files/2019/03/CNE-Ecuador.jpg" width="580" height="353" />La Costituzione in vigore dal 2008, all&#8217;articolo 117, dice che “è vietato realizzare riforme legali in materia elettorale nell&#8217;anno precedente allo svolgimento delle elezioni”.</strong></p>
<p>A due giorni dalla data prevista per le elezioni amministrative e locali in Ecuador, il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) ha esaminato un progetto di riforma del processo di conteggio dei voti nulli nell&#8217;elezione delle componenti e dei componenti del Consiglio di Partecipazione Cittadina e Controllo Sociale (Cpccs). Questo mercoledì i membri del CNE non hanno approvato il cambiamento, però sì una mozione affinché questo venga esaminato dall&#8217;istanza superiore, nel Tribunale del Contenzioso Elettorale.</p>
<p>Durante la sessione sono stati ascoltati gli argomenti dei consiglieri ed è stato messo in votazione il progetto di cambiamento, che non è stato approvato per due voti contrari, un&#8217;astensione e due voti favorevoli. Verdesoto ha proposto la mozione per l&#8217;invio della proposta al Tribunale del Contenzioso Elettorale, che potrebbe ribaltare la decisione entro il 24 marzo.</p>
<p>&#8220;Nel frattempo le regole del gioco continuano ad essere le stesse per le elezioni di questa domenica&#8221; ha sostenuto Dioana Atamaint, Presidente del CNE.</p>
<p>Questa sessione è stata necessaria dopo che un mezzo d&#8217;informazione locale ha riportato martedì che l&#8217;organo statale aveva già definito che ogni scheda annullata avrebbe avuto il valore di tre voti nulli anziché uno, proposta presentata dal Consigliere Luis Verdesoto. In caso di vittoria dei voti nulli la normativa comporta una nuova elezione e i candidati non potranno ripresentarsi.</p>
<p>Senza dubbio e indipendentemente dalla data di approvazione, questo cambiamento comporterebbe un atto incostituzionale da parte del CNE. La Costituzione ecuadoriana vigente dal 2008 prevede all&#8217;articolo 117 che  è vietato realizzare riforme legali in materia elettorale durante l&#8217;anno precedente lo svolgimento delle elezioni, qualunque sia la natura della riforma.</p>
<p>Per questa ragione, l&#8217;annuncio ha provocato le critiche di molti legislatori, degli utenti delle reti sociali e anche dell&#8217;ex presidente Rafael Correa, con l&#8217;hashtag #CNEesFraude, che è diventato la seconda tendenza di Twitter, subito dopo a #PorelNulo, promosso da vari settori politici dell&#8217;Ecuador.</p>
<p>Questo attacco si è rafforzato negli ultimi giorni, con l&#8217;obiettivo di porre in dubbio la legittimità dell&#8217;organismo e di conseguenza fare pressione per ottenere una consultazione popolare che riformi o cancelli l&#8217;istituzione. Una proposta che le fazioni della destra ecuadoriana desiderano realizzare e alla quale ha dato il suo appoggio l&#8217;attuale presidente del Cpccs-Provvisorio, Julio Cesar Trujillo.</p>
<p>Il Cpccs-provvisorio è stato approvato nella consultazione popolare del 4 febbraio 2018, ed è stata l&#8217;Assemblea Nazionale dell&#8217;Ecuador (Parlamento) che ha designato i sette membri principali, la cui azione durante quest&#8217;anno è stata quella di destituire tutti i funzionari pubblici considerati sostenitori dell&#8217;ex presidente Correa.</p>
<p>“Si sono fatti le regole e adesso, siccome non sono di loro convenienza, le cambiano. Questo è un comportamento farsesco. E&#8217; ancora peggio, perché  a considerare ogni voto nullo come tre si creano elettori di prima categoria e di seconda categoria, calpestando i diritti cittadini, perché chi voterà nullo conterà per tre”. Così ha commentato Kinnto Lucas, ex vice ministro degli esteri ecuadoriano ed analista politico.</p>
<p>Il capo della missione degli osservatori dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OSA), Kevin Casas, ha chiesto mercoledì 20 che si decida il più in fretta possibile come conteggiare i voti nulli per l&#8217;elezione dei componenti del Consiglio di Partecipazione.</span></p>
<p>testo e foto TeleSur</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
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		<title>Ex vicepresidente ecuadoriano Jorge Glass si dichiara in sciopero della fame: “Questo è un grido al mondo”</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2018 01:38:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sciopero della fame]]></category>
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		<description><![CDATA[L'ex vicepresidente ecuadoriano Jorge Glass, detenuto da ottobre del 2017, si è dichiarato in sciopero della fame per le condizioni in cui è stato privato della libertà ed il trasferimento della carcere al quale è stato sottomesso senza motivo. “Il mondo non può essere indolente davanti alla persecuzione politica contro i leader progressisti in America latina”, afferma in un messaggio che riproduce Cubadebate. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10695" alt="glas-latacunga-678x381" src="/files/2018/10/glas-latacunga-678x381.jpg" width="580" height="326" />L&#8217;ex vicepresidente ecuadoriano Jorge Glass, detenuto da ottobre del 2017, si è dichiarato in sciopero della fame per le condizioni in cui è stato privato della libertà ed il trasferimento della carcere al quale è stato sottomesso senza motivo. “Il mondo non può essere indolente davanti alla persecuzione politica contro i leader progressisti in America latina”, afferma in un messaggio che riproduce Cubadebate.</strong></p>
<p>Il suo avvocato, Eduardo Franco Loor, ha messo in allerta sulle condizioni “deplorevoli e disumane” in cui si trova Glass.</p>
<p>In un tweet, Franco Loor ha responsabilizzato le autorità per la sicurezza fisica e per la vita di Glass, condannato a sei anni di prigione per il supposto delitto di corruzione vincolato con la costruttrice brasiliana Odebrecht.</p>
<p>Glass, ha detto l’avvocato ai giornalisti, “si trova in un stato delicato di salute.”</p>
<p>“Ha in questo momento una gastrite cronica molto severa, si trova con febbre, ha un&#8217;ipertensione arteriale molto accentuata e fondamentalmente durante il trasferimento da Quito a Latacunga, (carcere di massima sicurezza) non ha potuto prendere le medicine che gli sono state prescritte”, ha denunciato.</p>
<p>Il governo di Lenin Moreno ha informato domenica che Glass è stato trasferito dal Carcere 4 di Quito, di minima sicurezza, fino al carcere di Latacunga, per ragioni di sicurezza.</p>
<p>Tuttavia, il suo avvocato ha sottolineato che le autorità avrebbero dovuto avvisare “con almeno 48 ore di anticipo del cambiamento di centro penitenziario”. Ha denunciato questo lunedì che il trasferimento “violenta il suo diritto di vicinanza, dal momento che il processo si trova in ricorso per cassazione” ed ha aggiunto che non aveva potuto comunicarsi con la sua famiglia né con la sua difesa.</p>
<p>Messaggio di Jorge Glass:</p>
<p>“Cittadini del mondo.</p>
<p>Sono un prigioniero politico. Per l&#8217;odio senza limiti mi hanno trasferito dal carcere senza motivo, solo per umiliarmi, solo per vendetta. La mia vita corre pericolo.</p>
<p>Qualcuno nel mondo deve fare qualcosa, la Santa Sede, l&#8217;ONU, l&#8217;OSA, la Corte Interamericana, la Corte de L&#8217;Aia, Giuristi del mondo, Organismi di difesa dei diritti umani.</p>
<p>La giustizializzazione politica deve essere considerata un delitto di lesa umanità. Usano delitti come l&#8217;associazione illecita, per condannare senza prove.</p>
<p>Continuerò affinché entità e giuristi del mondo vengano ad Ecuador per constatare quello che succede, un paese con un presidente della Corte dei Conti senza nomina, un procuratore generale “addetto” cioè nominato e non eletto, un Consiglio della Magistratura nominato e non eletto.</p>
<p>Chiedo al mondo che venga a constatare la situazione del mio caso, quello di Rafael Correa, ed altri compagni. Qualcuno deve fermare questa macelleria politica.</p>
<p>Mi dichiaro in sciopero della fame indefinito, fino a che vengano a vedere quello che succede in Ecuador.</p>
<p>Fermate la macelleria politica!</p>
<p>Il mondo non può essere indolente davanti alla persecuzione politica contro tutti i leader progressisti in America latina.</p>
<p>Basta Già!</p>
<p>Lo faccio per me, e per i miei compagni.</p>
<p>Questo è un grido al mondo. Sono una persona, ho una famiglia, stanno violando tutti i miei diritti umani.</p>
<p>Mi dispiace molto per il dolore che sto causando alla mia famiglia con questa decisione, ma ci sono cause per le quali vale la pena morire.</p>
<p>Hasta la Victoria Siempre!”</p>
<p>Jorge Glas Espinel</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Ecuador, Rafael Correa: &#8220;Assange è già stato consegnato agli Stati Uniti&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Oct 2018 01:29:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
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		<description><![CDATA[L'ex presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, ha denunciato il grave peggioramento dello stato di salute dal fondatore di Wikileaks, e giornalista, Julian Assange. Correa ha evidenziato che la circostanza non è casuale, ma parte di un accordo tra il suo successore, Lenin Moreno, e il governo degli Stati Uniti, con la scopo di giungere alla conclusione che vede protagonista il giornalista australiano. Visto che gli Stati Uniti che cercano in tutti i modi di catturarlo. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10663" alt="CorreaAssange" src="/files/2018/10/CorreaAssange.jpg" width="580" height="290" />L&#8217;ex presidente dell&#8217;Ecuador, Rafael Correa, ha denunciato il grave peggioramento dello stato di salute dal fondatore di Wikileaks, e giornalista, Julian Assange. Correa ha evidenziato che la circostanza non è casuale, ma parte di un accordo tra il suo successore, Lenin Moreno, e il governo degli Stati Uniti, con la scopo di giungere alla conclusione che vede protagonista il giornalista australiano. Visto che gli Stati Uniti che cercano in tutti i modi di catturarlo. </strong></p>
<p>«Julian è già stato consegnato agli Stati Uniti. Hanno concordato quando Mike Pence, vicepresidente degli Stati Uniti, ‘ha visitato’ l&#8217;Ecuador (quando si sono accordati anche su Chevron)», ha scritto Correa tramite il suo account Twitter.</p>
<p>Correa ha poi aggiunto che «siccome il costo politico per tiralo fuori dall&#8217;ambasciata è molto alto, stanno cercando di annichilirlo psicologicamente», in riferimento alle recenti notizie sulla salute di Assange.</p>
<p>La settimana passata, l&#8217;avvocato Jennifer Robinson, che rappresenta Assange, ha espresso preoccupazione per la salute del giornalista, rifugiato presso l&#8217;Ambasciata dell&#8217;Ecuador nel Regno Unito dal 2012.</p>
<p>«Siamo molto preoccupati per la sua salute: è stato rinchiuso nell&#8217;ambasciata per più di sei anni, senza un adeguato accesso alle cure mediche», ha avvertito il difensore del giornalista australiano.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Antonio Ingroia in Ecuador come difensore di Correa nel processo Balda</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2018 01:27:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 18 settembre viene sospesa l’udienza preliminare per il caso Balda. L’ha disposto la giudice Daniella Camacho. La decisione è stata presa affinché le parti processuali abbiano più tempo per analizzare le prove presentate dalla Procura Generale per due dei sei imputati. All’udienza preliminare, realizzatasi presso la Corte Costituzionale di Quito, erano presenti gli avvocati internazionali che, in nome del Presidente Rafael Correa (uno dei sei imputati), assistono alle fasi processuali. Tra gli avvocati c’era anche l’ex pm di Palermo, Antonio Ingroia che oggi esercita la professione di avvocato di diritto penale in varie città italiane.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10649" alt="Ingroia" src="/files/2018/09/Ingroia.jpg" width="580" height="290" />Martedì 18 settembre viene sospesa l’udienza preliminare per il caso Balda. L’ha disposto la giudice Daniella Camacho. La decisione è stata presa affinché le parti processuali abbiano più tempo per analizzare le prove<i> </i>presentate dalla Procura Generale per due dei sei imputati.</strong></p>
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<div id="beacon_c470f8e04b"><img alt="" src="https://ads.tcsemotion.com/www/delivery/lg.php?bannerid=647&amp;campaignid=324&amp;zoneid=743&amp;loc=https%3A%2F%2Fwww.lantidiplomatico.it%2Fdettnews-antonio_ingroia_in_ecuador_come_difensore_di_correa_nel_processo_balda%2F82_25439%2F&amp;referer=https%3A%2F%2Fl.facebook.com%2F&amp;cb=c470f8e04b" width="0" height="0" /></div>
</div>
<p align="justify">All’udienza preliminare, realizzatasi presso la Corte Costituzionale di Quito, erano presenti gli avvocati internazionali che, in nome del Presidente Rafael Correa (uno dei sei imputati), assistono alle fasi processuali. Tra gli avvocati c’era anche l’ex pm di Palermo, Antonio Ingroia che oggi esercita la professione di avvocato di diritto penale in varie città italiane.</p>
<p align="justify">
Da qualche mese è componente di un pool di osservatori internazionali composto da: Christophe Marchand, Jacopo Buffarini, Caupolicán Ochoa, David Araméndiz, i quali stanno analizzando gli atti d’accusa contro l’ex Presidente della Repubblica dell’Ecuador, in relazione al presunto sequestro di persona nei confronti del politico F. Balda.</p>
<p align="justify">
Ingroia, dopo aver analizzato le carte processuali, dichiara di non incontrare – nella sostanza &#8211; nessuna prova che accerti la responsabilità penale di Rafael Correa per il reato presuntamente commesso. <i>“Non ci sono intercettazioni telefoniche, non ci sono tracce che confermino che la responsabilitá di Correa nel presunto sequestro. Invece, c’è una manipolazione del diritto penale, del diritto processuale e del diritto della prova. C’è una chiara strumentalizzazione politica della giustizia nei confronti dell’ex leader dell’Ecuador. Ci troviamo di fronte ad un’accusa grave e per di più fragile”</i>.</p>
<p align="justify">
Secondo l’avvocato italiano il processo &#8211; contro l’ex Presidente &#8211; rappresenta un colpo di stato giuridico. In America Latina nello stesso periodo vengono processati i massimi rappresentanti dei governi progressisti che hanno ostacolato le potenti lobby legate alle oligarchie locali ed internazionali. È accaduto in Ecuador con i casi Glass e Correa ed è avvenuto in altri paesi del continente come in Brasile (casi Lula e Rousseff), in Argentina (caso C. Kirchner) e in Paraguay (caso F. Lugo).</p>
<p align="justify">
Rafael Correa viene accusato del reato di sequestro semplice dell’ex parlamentare Fernando Balda. Il sequestro sarebbe avvenuto in territorio colombiano il 13 agosto del 2012 con il coinvolgimento di agenti di inteligence ecuatoriani infiltrati e di un ufficiale di polizia colombiano che avrebbero agito sotto i comandi dell’ex Presidente Correa.</p>
<p align="justify">
<i>Secondo il principio di colpevolezza e secondo il diritto penale internazionale una persona può essere processata quando si riscontrano elementi che accertino la responsabilità dello stesso accusato. Qui c’è una violazione di tale diritto</i>. <i>In tal caso,</i> <i>bisogna rispondere in due modi. Innanzitutto, si deve attivare una mobilitazione dell’opinione publica internazionale, e poi bisogna evitare la politicizzazione della magistratura. Attualmente lo stato di diritto in Ecuador, è in pericolo”, </i>conclude Ingroia.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">di Davide Matrone, da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Rafael Correa denuncia la brutale guerra economica contro il Venezuela</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/09/13/rafael-correa-denuncia-la-brutale-guerra-economica-contro-il-venezuela/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Sep 2018 03:03:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[guerra economica]]></category>
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		<description><![CDATA[L’ex presidente ecuadoriano è stato intervistato agli inizi di settembre dall’eurodeputato spagnolo e giornalista Javier Couso. Una conversazione che gli ha permesso di mettere in luce le conquiste del continente latinoamericano in materia economica e sociale. In un tornante cruciale per il futuro del Sudamerica. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10641" alt="Correa" src="/files/2018/09/Correa.jpg" width="580" height="290" />«Il Venezuela è sottoposto a una brutale guerra economica, misure che vanno contro il diritto internazionale e provocano sofferenze alla popolazione, ma nessuno può negare i progressi sociali in Venezuela, Ecuador, Brasile, Bolivia e Argentina». A parlare è Rafael Correa, economista, ma soprattutto ex presidente dell’Ecuador. Un paese rinato grazie a Correa e la Revolucion Ciudadana da lui promossa. Un processo politico e sociale adesso a forte rischio visto che il nuovo presidente Lenin Moreno ha effettuato un clamoroso voltafaccia politico. Poco a poco, infatti, sta smantellando quanto era stato costruito sotto la gestione di Correa. ‘La decada ganada’ come si suol dire in Ecuador, in contrapposizione alla ‘larga noche neoliberal’ che aveva devastato il paese.</strong></p>
<p>L’ex presidente ecuadoriano è stato intervistato agli inizi di settembre dall’eurodeputato spagnolo e giornalista Javier Couso. Una conversazione che gli ha permesso di mettere in luce le conquiste del continente latinoamericano in materia economica e sociale. In un tornante cruciale per il futuro del Sudamerica.</p>
<p>Grazie ai governi socialisti e progressisti della regione, afferma Correa, «siamo divenuti leader mondiali nella trasformazione della matrice energetica, della riforma fiscale, dell&#8217;università e del progresso educativo». Sottolineando le virtù dei governi socialisti della regione, impegnati per affermare i diritti dei popoli e gli interessi fondamentali delle masse popolari. Un vero e proprio movimento di liberazione dell’intera regione, il cui precursore fu il Comandante Hugo Chávez.</p>
<p>Risultati particolarmente evidenti proprio in Ecuador dove, spiega Rafael Correa, «abbiamo raddoppiato le dimensioni dell&#8217;economia, siamo passati dall&#8217;essere un paese a basso reddito a un reddito medio secondo la Banca Mondiale». Mentre adesso, con la nuova gestione di Moreno, il paese rischia di fare un balzo indietro di vent’anni, quando l’Ecuador si trovava sottoposto ai guasti provocati dalle scellerate politiche neoliberiste. Un vero e proprio flagello per l’intera regione.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://youtu.be/1Zg62xmJ4G8" >per vedere il video clikka qui</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Rafael Correa a Roma: &#8220;In Ecuador c&#8217;è un colpo di stato. Non c&#8217;è più stato di diritto e ci sono prigionieri politici ma all&#8217;Europa non interessa&#8221;</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/05/18/rafael-correa-roma-in-ecuador-ce-un-colpo-di-stato-non-ce-piu-stato-di-diritto-e-ci-sono-prigionieri-politici-ma-alleuropa-non-interessa/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2018 02:45:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rafael Correa]]></category>

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		<description><![CDATA[“In Ecuador un anno fa ha vinto la Revolucion Ciudana grazie a 10 anni di nostri successi straordinari, ma alla guida del paese c’è oggi un traditore che applica il programma delle destre, distrugge tutte le nostre conquiste sociali e si macchia di arresti arbitrari. In Ecuador sono tornati i prigionieri politici”. L’ex Presidente dell’Ecuador e una delle figure più carismatiche della stagione d’oro del progressismo in America Latina, Rafael Correa era a Roma nella giornata di ieri, giovedì 17 maggio, per denunciare l’arresto anticostituzionale di Jorge Glas e per partecipare ad una cena di raccolta fondi per le spese legali del suo ultimo vice-presidente. “Gli danno del corrotto. Ma per le spese legali servono soldi. Lo hanno arrestato senza una prova. Dove sono i soldi? Per la difesa serve lo sforzo di tutti per questo sono qui, per una cena di raccolti di fondi”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10526" style="width: 612px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10526" alt="Rafael Correa" src="/files/2018/05/Correa.jpeg" width="612" height="340" /><p class="wp-caption-text">Rafael Correa</p></div>
<p>“In Ecuador un anno fa ha vinto la Revolucion Ciudana grazie a 10 anni di nostri successi straordinari, ma alla guida del paese c’è oggi un traditore che applica il programma delle destre, distrugge tutte le nostre conquiste sociali e si macchia di arresti arbitrari. In Ecuador sono tornati i prigionieri politici”. L’ex Presidente dell’Ecuador e una delle figure più carismatiche della stagione d’oro del progressismo in America Latina, Rafael Correa era a Roma nella giornata di ieri, giovedì 17 maggio, per denunciare l’arresto anticostituzionale di Jorge Glas e per partecipare ad una cena di raccolta fondi per le spese legali del suo ultimo vice-presidente. “Gli danno del corrotto. Ma per le spese legali servono soldi. Lo hanno arrestato senza una prova. Dove sono i soldi? Per la difesa serve lo sforzo di tutti per questo sono qui, per una cena di raccolti di fondi”.</p>
<p>Su Lenin Moreno, suo primo vice-presidente e oggi il principale nemico della Revolucion Ciudadana, solo parole di fuoco. “E’ un traditore. E’ un bugiardo. Mi definiva il miglior presidente della storia dell’umanità e oggi sono un corrotto, un autoritario. E’ un bugiardo. Sta distruggendo tutti i nostri risultati, le nostre istituzioni, il nostro partito. Perché non lo ha detto prima che era contro? E’ un bugiardo. Contro di me si sono aperti dei procedimenti penali che sono un assurdo e il tutto solo per arrivare ad una condanna di peculato che possa impedire di ricandidarmi. In soli due mesi hanno arrestato in modo anti-costituzionale il vice-presidente Glas e per la parola di un noto corrotto senza presentare una singola prova, è stato destituito sempre in modo anti-costituzionale il Fiscal General, e si applicano leggi in modo retroattivo. Non c’è più uno stato di diritto in Ecuador. Non c’è più democrazia perché non c’è più separazione di poteri nel paese. E’ in corso un colpo di stato”.</p>
<p>Sui suoi ex collaboratori, amici e sostenitori che hanno deciso di seguire la virata a destra di Moreno, Correa ha dichiarato come sia “davvero duro per me vedere persone con cui ho collaborato negli anni precedenti, che devono la loro posizione ai nostri successi, che oggi mi danno dell’autocrate. Ed è poi duro anche combattere ogni giorno contro le fake news che creano contro di me”, ha proseguito Correa.</p>
<p>Riprendendo anche il caso di Lula – “se fosse successo in Venezuela che il candidato sicuro di vincere venisse arrestato senza prove avremo avuto l’invasione il giorno stesso” – Correa non ha paura di dire che in America Latina “è in corso un nuovo Piano Condor.&#8221; In questo nuovo Piano Condor un ruolo importante lo hanno i mezzi di stampa. “Se sei dalla loro parte, sei un democratico anche se ci sono giornalisti e attivisti arrestati ogni giorno, se applichi politiche di sinistra che eliminano dalla povertà 92 milioni di persone sei invece un dittatore. Se Temer in Brasile fa un colpo di stato e Lula viene arrestato sicuro di vincere le sue elezioni tutto è democratico. Se Lenin Moreno sceglie politiche di destra e rompe l’ordine costituzionale c’è indifferenza dei media. Perché? Perché è passato dalla loro parte. Fosse successo in Venezuela un caso Lula o un caso Glas avreste avuto tutti i giorni le prime pagine per mesi che chiedevano interventi politici. Le grandi corporazioni dell’informazioni sono parte di questo nuovo Piano Condor”.</p>
<p>Il caso Assange, i 4 morti nella frontiera nord con la Colombia e la richiesta di aiuto alle organizzazioni internazionali da parte di Moreno, venendo alla politica internazionale Correa non ha dubbi sul “riallineamento” dell’Ecuador di oggi. “Moreno sta tradendo la Revolucion Ciudadana in politica estera”.</p>
<p>In America Latina è inutile nasconderlo c’è un cambio geopolitico in corso. Con l’appoggio della stampa internazionale, della speculazione e con diversi colpi di stato “blandi” è tornato il neo-liberismo. “Hanno distrutto l’Unasur con 6 paesi della destra che sono usciti, la Celac è congelata e tutte le straordinarie conquiste sociali sono a rischio. Abbiamo tirato fuori dalla povertà 92 milioni di persone. Semplicemente non lo hanno tollerato”. Sul futuro e sul “pendolo dell’America Latina” Correa non ha dubbi. “Torneremo a vincere. La Revolucion Ciudana vincerà nuovamente. Ma il problema è quando? Mi preoccupa il paese che troveremo e credo che solo una nuova Assemblea Costituente potrà rimarginare le ferite attuali”.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Correa sul referendum in Ecuador: &#8220;Non ha validità. E&#8217; un colpo di stato e Moreno andrebbe perseguito politicamente e giuridicamente&#8221;</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/02/05/correa-sul-referendum-ecuador-non-ha-validita-e-un-colpo-di-stato-e-moreno-andrebbe-perseguito-politicamente-e-giuridicamente/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Feb 2018 00:58:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
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		<description><![CDATA[Nonostante la sconfitta, Correa ha dichiarato che il voto ha mostrato che i suoi sostenitori mantengono un sostegno significativo. "Congratulazioni a tutti i nostri attivisti! Nessun movimento nella parte del si può ottenere il 36%. Raggiunto in un breve periodo di tempo e in una lotta così impari. La lotta continua. Non possiamo accettare di violare l'ordine costituzionale secondo lo stato di diritto. Sempre avanti alla vittoria! "]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10382" alt="Correa" src="/files/2018/02/Correa.jpg" width="580" height="326" />Secondo il presidente del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), Nubia Villacis, la vittoria del &#8220;Sì&#8221; nei sette quesiti referendari svoltisi domenica in Ecuador si attesta tra il 64 e il 75 percento. Lo riporta TeleSur</p>
<p>La partecipazione popolare ha visto un&#8217;astensione maggiore rispetto alle tornate precedenti. Ha votato circa il 75% degli aventi diritto.</p>
<p>Il voto è stato al centro di un&#8217;aspra disputa tra Moreno e l&#8217;ex presidente Rafael Correa, leader storico della Revolucion Ciudadana, motore della vittoria elettorale di Moreno e che ha guidato la campagna &#8220;No&#8221;.</p>
<p>Nonostante la sconfitta, Correa ha dichiarato che il voto ha mostrato che i suoi sostenitori mantengono un sostegno significativo. &#8220;Congratulazioni a tutti i nostri attivisti! Nessun movimento nella parte del si può ottenere il 36%. Raggiunto in un breve periodo di tempo e in una lotta così impari. La lotta continua. Non possiamo accettare di violare l&#8217;ordine costituzionale secondo lo stato di diritto. Sempre avanti alla vittoria! &#8221;</p>
<p>Attraverso il referendum di ieri, si è istituito un limite di rielezione possibile, impedendo di fatto a Correa, ancora così popolare nel paese, di potersi candidare di nuovo come presidente.</p>
<p>Gli altri quesiti, inoltre, compromettono molti degli aspetti di controllo popolare e di partecipazione dei cittadini nel controllo delle cariche pubbliche. Uno dei cardini della Revolucion ciudadana.</p>
<p>La legge per la tassazione delle plusvalenze sulla proprietà, inoltre, verrà eliminata a vantaggio degli sviluppatori immobiliari e degli speculatori del territorio.</p>
<p>In una mossa che ha di fatto spaccato il suo partito Alianza Pais, Moreno ha annunciato il referendum &#8211; definito &#8220;consultazione popolare&#8221; &#8211; in ottobre, abbracciato da tutte le destre che avevano guidato il paese nella famigerata fase del paese sotto protettorato del Fondo Monetario Internazionale.</p>
<p>Il 29 novembre, sostenendo che la Corte ha superato i 20 giorni per presentare la sua sentenza &#8211; che alcuni esperti legali e avversari del concorso &#8211; Moreno ha bypassato la valutazione obbligatoria della Corte Costituzionale sulla costituzionalità delle domande per il referendum e ha emesso un decreto presidenziale che invita il Consiglio elettorale nazionale a fissare una data per il voto referendario.</p>
<p>Per tutte queste ragioni, nel commentare il voto referendario, Correa ha definito la mossa di sopprimire la rielezione indefinita come un &#8216;colpo di stato&#8217;.</p>
<p>In un&#8217;intervista a TeleSur, Correa ha definito &#8220;incostituzionale&#8221; la consultazione e ha sottolineato che Moreno dovrebbe essere perseguito &#8220;politicamente e penalmente&#8221; per il suo provvedimento. A suo parere, le domande contemplate non hanno avuto l&#8217;approvazione della Corte costituzionale e quindi non hanno alcuna validità.</p>
<p>&#8220;Sappia l&#8217;America Latina, perché il popolo ecuadoriano non lo sa, che nelle domande della consultazione popolare e del referendum, la seconda è retroattiva, e la terza è un colpo di stato&#8221;, ha detto a Telesur.</p>
<p>&#8220;Quando si tratta di una legge retroattiva come nella seconda domanda, nessun paese, nessuno stato di diritto può passare tale questione e quando si tratta di un colpo di stato come nella domanda tre, che mira ad accumulare tutti i poteri, durante un anno, nel presidente, uno stato di diritto non può permettere una domanda del genere&#8221;, ha precisato l&#8217;ex Presidente.</p>
<p>Correa, che ha governato l&#8217;Ecuador tra il 2007 e il 2017, afferma che Moreno, il suo vicepresidente tra il 2007 e il 2013, con questo referendum cerca di screditare il suo governo e squalificarlo. L&#8217;ex capo di stato accusa il suo successore nella presidenza, di &#8220;traditore&#8221; e di allearsi con l&#8217;opposizione per screditare la sua eredità.</p>
<p>Lenin Moreno, in un breve discorso televisivo subito dopo l&#8217;annuncio dei risultati da parte del CNE, ha dichiarato che &#8220;questa schiacciante vittoria per tutti noi dimostra che il futuro non sarà fermato&#8221;.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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