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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Radio Martì</title>
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		<title>Presentano progetto in Congresso degli USA contro trasmissioni illegali verso Cuba</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2015 00:36:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La congressista democratica statunitense Betty McCollum ha presentato un disegno di legge che prevede eliminare il presupposto per l'Ufficio di Trasmissioni a Cuba che dirige le stazioni di radio e televisione Martì. La legislatrice ha segnalato che queste stazioni radio, denunciate come illegali dalle autorità cubane, sono strumenti antiquati della Guerra Fredda e costituiscono un metodo obsoleto nel nuovo contesto che esiste per le relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8366" alt="" src="/files/2015/01/tomy-tv-marti.jpg" width="300" height="250" />La congressista democratica statunitense Betty McCollum ha presentato un disegno di legge che prevede eliminare il presupposto per l&#8217;Ufficio di Trasmissioni a Cuba che dirige le stazioni di radio e televisione Martì.  </strong></p>
<p>La legislatrice ha segnalato che queste stazioni radio, denunciate come illegali dalle autorità cubane, sono strumenti antiquati della Guerra Fredda e costituiscono un metodo obsoleto nel nuovo contesto che esiste per le relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba.</p>
<p>McCollum ha detto che i contribuenti nordamericani non devono finanziare questi mezzi di propaganda il cui costo medio supera i 27 milioni di dollari annuali.</p>
<p>Nelle ultime tre decadi le stazioni hanno speso più di 770 milioni di dollari, ha precisato la legislatrice annunciando questo mercoledì la presentazione della sua proposta nel Campidoglio.</p>
<p>McCollum ha ricordato il suo appoggio alla decisione annunciata il 17 dicembre 2014 dal presidente Barack Obama di ristabilire le relazioni diplomatiche con L&#8217;Avana.</p>
<p>Ha aggiunto che lavorerà nel Congresso per togliere il bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto contro Cuba da più di cinque decadi.</p>
<p>Altri leader politici statunitensi contrari a queste trasmissioni argomentano che le stazioni radio sono molto poco ascoltate in Cuba per mancanza di interesse dell&#8217;udienza nei temi che abbordano e perché dalla loro fondazione i segnali sono bloccati dalle autorità cubane.</p>
<p>Il presidente cubano, Raul Castro, ha segnalato ieri nel Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (Celac) che devono cessare le trasmissioni radio e televisive illegali secondo le norme internazionali, per ottenere la normalizzazione dei vincoli bilaterali.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba resiste sotto la valanga propagandistica degli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2012 22:41:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[attacco mediatico]]></category>
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		<description><![CDATA[Radio e televisione Martì, che emettono in spagnolo 24 ore al giorno, hanno la loro sede a Miami, malgrado il loro auditorium sia a Cuba. A dispetto delle numerose proteste del Governo dell'isola, questo canale non ha mai interrotto le sue trasmissioni. Le autorità dello Stato caraibico considerano queste azioni come una vera offensiva informativa contro la loro nazione. Agli inizi del 2012 le autorità cubane denunciarono davanti alla comunità internazionale l'incremento dell'aggressione radio-elettronica da parte degli Stati Uniti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4602" src="/files/2012/05/tv-marti.jpg" alt="" width="300" height="250" />Recentemente, il canale governativo degli USA Josè Martì, che emette verso Cuba, generò una gran polemica tra gli specialisti. Mentre i dirigenti della stazione radio affermano che il loro obiettivo è offrire ai cubani un&#8217;informazione alternativa, alcuni specialisti in comunicazioni considerano che la meta è abbattere il Governo dell&#8217;isola caraibica. </strong></p>
<p>Radio e televisione Martì, che emettono in spagnolo 24 ore al giorno, hanno la loro sede a Miami, malgrado il loro auditorium sia a Cuba. A dispetto delle numerose proteste del Governo dell&#8217;isola, questo canale non ha mai interrotto le sue trasmissioni. Le autorità dello Stato caraibico considerano queste azioni come una vera offensiva informativa contro la loro nazione. Agli inizi del 2012 le autorità cubane denunciarono davanti alla comunità internazionale l&#8217;incremento dell&#8217;aggressione radio-elettronica da parte degli Stati Uniti.</p>
<p>“Noi vediamo questa azione come aggressione contro la sovranità del paese. Perché ogni Stato ha la sua sovranità. Nessuno che si rispetti, accetta che un paese vicino lo obblighi ad una radiodiffusione che non vuole”, afferma Carlos Martinez Albuerne, direttore generale dell&#8217;Agenzia di Controllo del Ministero dell&#8217;Informatica e delle Comunicazioni.</p>
<p>La televisione Martì appartiene al Governo statunitense ed il suo segnale si diffonde via satellite. Inoltre, per due ore al giorno si emette da un&#8217;aeronave in plenum volo col fine di ampliare la sua portata. A parte il canale di televisione, questo servizio statale dispone di una stazione radiofonica, oltre che di una pagina web nella quale si pubblicano le notizie più importanti della programmazione. Mentre i dirigenti della ditta affermano che il loro obiettivo è offrire ai cubani un&#8217;informazione alternativa, alcuni specialisti in comunicazioni considerano che la meta sia un&#8217;altra: abbattere al Governo del paese antillano.</p>
<p>Il presupposto annuale del consorzio nordamericano che dirige il canale è di circa 30 milioni di dollari. Ma nonostante queste abbondanti spese, secondo alcune stime fatte dagli USA, le emissioni arrivano solamente al 2% della popolazione cubana. Per alcuni, si tratta di un caso chiaro nel quale un paese non misura nelle spese per raggiungere i suoi obiettivi ideologici.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Tutta una tradizione di “lotta” nelle onde</span></p>
<p>Benché la stazione radiofonica Martì si lanciò nel 1985, l&#8217;irruzione nordamericana nello spazio informativo della nazione vicina incominciò molto prima: la guerra mediatica tra Washington e L&#8217;Avana conta con più di cinquanta anni di storia. Secondo Carlos Martinez Albuerne, la propaganda di questo tipo cominciò trionfando la Rivoluzione a Cuba: “C&#8217;era una stazione della CIA che si chiamava Radio Swan. Dicevano ‘Bhe, stanno attaccando in quel luogo, i cubani si stanno arrendendo, stanno passando alle file delle brigate mercenarie’. Tutto era una bugia. Questo si sa e la vita lo dimostrò.”</p>
<p>Mentre nell&#8217;ambito economico l&#8217;isola affronta un gran deficit a causa del bloqueo, il flusso di produzione mediatica è perfino eccessivo. Oggigiorno il paese nordamericano emette più di 2.000 ore settimanali verso questo territorio caraibico, qualcosa che per il Governo cubano è una chiara dimostrazione che non c&#8217;è posto per tregue in questa lunga battaglia nelle onde.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Radio e TV Martì non riescono a sapere che udienza hanno in Cuba</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 21:00:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TV e Radio Martì, non riescono a sapere con certezza quale sono la loro udienza sull'isola a causa delle difficoltà per fare un sondaggio, informò questo martedì una relazione del Gruppo di Controllo del Congresso (GAO). L'ultima volta che entrambe le stazioni radio sono riuscite a fare uno studio relativamente affidabile mediante chiamate telefoniche alle case cubane è stato tra il 2003 ed il 2008.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2359" src="/files/2011/12/tomy-tv-marti.jpg" alt="" width="300" height="250" />TV e Radio Martì, non riescono a sapere con certezza quale sono la loro udienza sull&#8217;isola a causa delle difficoltà per fare un sondaggio, informò questo martedì una relazione del Gruppo di Controllo del Congresso (GAO). </strong></p>
<p>L&#8217;ultima volta che entrambe le stazioni radio sono riuscite a fare uno studio relativamente affidabile mediante chiamate telefoniche alle case cubane è stato tra il 2003 ed il 2008.</p>
<p>Suppostamente solo un 2% degli intervistati si collegava con alcuna delle due stazioni radio in quell&#8217;epoca, secondo la relazione della GAO che citò dati del consiglio di amministrazione che soprintende l&#8217;Ufficio di Emissioni per Cuba.</p>
<p>Un altro metodo di raccolta dei dati più recente è stato un sondaggio tra i cubani che arrivano in territorio statunitense. Di un totale di 667 intervistati, il 40% assicurò che ascoltavano regolarmente Radio Martì ed un 6% che vedevano almeno TV Martì una volta alla settimana.</p>
<p>Tuttavia, questi dati non sono affidabili per questo che l&#8217;Ufficio non ha ottenuto ancora il modo di applicare praticamente nessuna delle riforme che la GAO ha raccomandato un anno e mezzo fa, si dispiacque il Gruppo di Controllo.</p>
<p>La GAO raccomandò una fusione dei servizi di Radio e TV Martì col servizio in spagnolo di Voce dell&#8217;America.</p>
<p>Radio e TV Martì, stazioni radio governative, sono state create nel 1983 durante la presidenza di Ronald Reagan come parte della campagna di guerra sporca contro Cuba.</p>
<p>preso da www.cubdebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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