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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; protesta</title>
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		<title>Scavano tombe nella spiaggia di Rio de Janeiro come protesta contro Bolsonaro</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2020 23:59:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Brasiliani critici della risposta ambigua del loro governo alla pandemia del coronavirus hanno scavato giovedì 100 tombe ed hanno piantato lo stesso numero di croci nere nella sabbia della spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro, in un tributo per le circa 40 mila persone che sono morte nel paese per la COVID-19 fino al momento. Le tombe sono state scavate durante la notte nella spiaggia di fronte all'elegante Hotel Copacabana nell’ambito di una protesta dell'organizzazione non governativa Rio de Paz.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11607" alt="tumbas-rio-de-janeiro-580x324" src="/files/2020/06/tumbas-rio-de-janeiro-580x324.jpg" width="580" height="324" />Brasiliani critici della risposta ambigua del loro governo alla pandemia del coronavirus hanno scavato giovedì 100 tombe ed hanno piantato lo stesso numero di croci nere nella sabbia della spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro, in un tributo per le circa 40 mila persone che sono morte nel paese per la COVID-19 fino al momento.  </strong></p>
<p>Le tombe sono state scavate durante la notte nella spiaggia di fronte all&#8217;elegante Hotel Copacabana nell’ambito di una protesta dell&#8217;organizzazione non governativa Rio de Paz.</p>
<p>Brasile si è trasformato in epicentro della pandemia del coronavirus, con 39.680 morti e più di 770 mila casi confermati fino a mercoledì, il peggiore focolaio nel mondo dopo gli Stati Uniti.</p>
<p>Il presidente Jair Bolsonaro ha sottratto importanza alla gravità della pandemia e ha fatto pressioni sui governi locali affinché tolgano le misure di quarantena, inviando segni contraddittori ai brasiliani sul fatto di usare le mascherine e praticare la distanza sociale.</p>
<p>Il presidente non si è reso conto che questa è una delle crisi più drammatiche nella storia del Brasile, ha detto l&#8217;organizzatore Antonio Carlos Costa, che ha criticato Bolsonaro per non dimostrare solidarietà con quelli che soffrono la pandemia.</p>
<p>Le famiglie stanno piangendo migliaia di morti, e ci sono disoccupazione e fame, ha affermato.</p>
<p>Non tutti sono stati d’accordo con la protesta.</p>
<p>Un uomo arrabbiato strappava le croci e gridava contro il tributo simbolico. Un altro uomo che ha detto che suo figlio di 25 anni è morto per la COVID-19, continuava a rimpiazzare le croci cadute.</p>
<p>È una gran tragedia, ha detto Marcia Lucia Dias, una passante. È terrificante vedere le croci. Ma questo sta succedendo realmente. Le nostre autorità si contraddicono e non sappiamo che cosa dobbiamo fare.</p>
<p>Con informazione de La Jornada</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: AFP</p>
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		<title>Sessanta Lulas nella Camera: deputati aggregano “Lula” al loro nome ufficiale nel Congresso</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2018 03:05:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Sessanta Lulas nella Camera”. Così ha intitolato il Partito dei Lavoratori (PT) brasiliano il comunicato col quale ha informato che tutti i suoi deputati incorporano “Lula” ai loro nomi ufficiali nel parlamento in protesta per la detenzione del loro leader la settimana scorsa. “Sollecito che sia realizzata la sostituzione nella Camera bassa del nome parlamentare di Paulo Pimienta per quello di Paulo Lula Pimienta”, secondo la richiesta presentata dal leader del blocco del PT al presidente della Camera dei Deputati, Rodrigo Maia, al quale ha avuto accesso AFP.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10462" alt="Todos-somos-Lula-580x369" src="/files/2018/04/Todos-somos-Lula-580x369.jpg" width="580" height="369" />“Sessanta Lulas nella Camera”. Così ha intitolato il Partito dei Lavoratori (PT) brasiliano il comunicato col quale ha informato che tutti i suoi deputati incorporano “Lula” ai loro nomi ufficiali nel parlamento in protesta per la detenzione del loro leader la settimana scorsa.  </strong></p>
<p>“Sollecito che sia realizzata la sostituzione nella Camera bassa del nome parlamentare di Paulo Pimienta per quello di Paulo Lula Pimienta”, secondo la richiesta presentata dal leader del blocco del PT al presidente della Camera dei Deputati, Rodrigo Maia, al quale ha avuto accesso AFP.</p>
<p>Richieste simili sono state inviate a tutte le legislature che abbiano un pannello elettronico, comprese quelle degli stati e dei municipi, ha spiegato un portavoce del partito questo mercoledì.</p>
<p>“È una forma di solidarizzarsi con l&#8217;ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva (2003-2010)”, ha detto prima di citare che anche la presidentessa del partito, la senatrice Gleisi Hoffmann, ha aderito.</p>
<p>Lula Hoffmann, ora, ha avuto un gran protagonismo durante quasi 48 ore nelle quali Lula si è rifugiato in un sindacato prima di consegnarsi alla polizia sabato scorso. Inoltre, la senatrice ha pubblicato nei suoi account delle reti sociali una foto dell&#8217;ex mandatario, con impresso il suo nome Lula ed una lettera “t” aggiunta che forma la parola “luta” (lotta in portoghese).</p>
<p>di AFP</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Docenti messicani continuano a manifestarsi contro la violenza ad Oaxaca</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2016 00:34:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Docenti della Coordinatrice Nazionale dei Lavoratori dell'Educazione (CNTE) continuano decisi a manifestarsi contro la riforma educativa spinta da Enrique Peña Nieto, ma questa volta la loro lotta va più in là. Si concentreranno su El Zocalo di Oaxaca in rifiuto alla brutale repressione della polizia messicana. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9381" alt="cnte-foto-bandera-alberto-buitre" src="/files/2016/06/cnte-foto-bandera-alberto-buitre1.jpg" width="580" height="329" />Docenti della Coordinatrice Nazionale dei Lavoratori dell&#8217;Educazione (CNTE) continuano decisi a manifestarsi contro la riforma educativa spinta da Enrique Peña Nieto, ma questa volta la loro lotta va più in là. Si concentreranno su El Zocalo di Oaxaca in rifiuto alla brutale repressione della polizia messicana.   </strong></p>
<p>Dopo una plenaria realizzata dalla Sezione 22, la CNTE dispose di bloccare questo martedì le strade in almeno otto regioni dello stato, in protesta per gli otto morti, 22 desaparecidos, quasi 90 feriti ed altri 20 detenuti in forma arbitraria, d’accordo con dati ufficiosi.</p>
<p>Sotto gli slogan di resistenza, le concentrazioni dei maestri sono previste dalla mattina e si realizzerà un meeting di 17 ore ne El Zocalo a partire dalle 05H00 del pomeriggio locale, come informò la corrispondente di TeleSur in Messico, Aissa Garcia.</p>
<p>Inoltre, la corporazione considera occupare l&#8217;auditorium “Guelaguetza” come misura di ripudio alla violenza poliziesca e dell&#8217;Esercito.</p>
<p>La CNTE informò che dentro le azioni di protesta si contempla anche bloccare gli uffici del Governo locale e Federale, oltre a rompere il dialogo e le relazioni politiche col governatore di Oaxaca, Gabino Cuè, per occultare la vera cifra dei morti.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Posizione del Governo  </span></p>
<p>Un giorno dopo i fatti violenti, il presidente messicano inviò parole di “solidarietà” ai parenti delle vittime dello sgombro violento al sud del paese svoltosi questa domenica.</p>
<p>Inoltre, Peña Nieto manifestò che lo Stato si incaricherà di investigare i presunti responsabili degli assassini e sparizioni dei docenti, situazione che mantiene furiosa la popolazione, dovuto all&#8217;antecedente del caso Ayotzinapa.</p>
<p>Poi il mandatario disse che diede istruzioni per risolvere il conflitto nella cornice della legge, tuttavia, non è la prima volta che il Governo promette un tavolo di dialogo senza cedere nella petizione dei docenti di rivedere la costituzione di una riforma che, a loro giudizio, li obbliga a competere in maniera sleale.</p>
<p><span style="color: #ff0000">In contesto  </span></p>
<p>A Nochixtlan, Oaxaca, la polizia federale ha represso questa domenica i maestri della Coordinatrice Nazionale dei Lavoratori dell&#8217;Educazione (CNTE) che mantenevano delle barricate per ostacolare il passaggio delle forze di sicurezza alla capitale del paese.</p>
<p>La CNTE informò in una conferenza stampa che almeno 8 persone sono state uccise, 22 rimangono scomparse ed altre 90 risultarono ferite per il brutale assalto della polizia.</p>
<p>Il magistero messicano mantiene sit-in e blocchi delle strade da settimane, in varie parti del paese, in rifiuto ad una riforma educativa imposta dal governo del presidente Enrique Peña Nieto.</p>
<p>preso da TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: losangelespress.org</p>
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		<title>Studenti esigono istruzione gratuita per le strade di Londra</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 23:50:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Studenti di varie università del paese hanno marciato dalla sede centrale dell’Università King’s College London verso il parlamento britannico esibendo manifesti in cui si chiedeva “Istruzione gratuita” e “L’educazione è un diritto”, in atto di manifestazione contro le misure di austerità del governo. La manifestazione “Free Education” si è conclusa di fronte alle porte del parlamento di Westminster che ospita il famoso Big Ben.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8239" alt="" src="/files/2014/11/protesta-educación-en-londres-580x323.jpg" width="580" height="323" />Studenti di varie università del paese hanno marciato dalla sede centrale dell’Università King’s College London verso il parlamento britannico esibendo manifesti in cui si chiedeva “Istruzione gratuita” e “L’educazione è un diritto”, in atto di manifestazione contro le misure di austerità del governo.</strong></p>
<p>La manifestazione “Free Education” si è conclusa di fronte alle porte del parlamento di Westminster che ospita il famoso Big Ben.</p>
<p>La manifestazione è la prima del suo genere dal 2010 quando migliaia di studenti realizzarono una serie di manifestazioni di protesta per l’incremento delle tasse universitarie nelle università pubbliche da 3.000 a 9.000 sterline all’anno (approssimativamente da 4.700 a 14.000 dollari).</p>
<p>La marcia è stata fortemente vigilata dalla Polizia Metropolitana e da poliziotti in tenuta antisommossa.</p>
<p>Durante l’evento si sono avuti scontri con la polizia e una persona è stata arrestata dopo che alcuni manifestanti hanno superato il cordone di sicurezza.</p>
<p>informazioni di agenzie</p>
<p>traduzione di Vincenzo Basile</p>
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		<title>Decine di manifestanti difendono il diritto alla contraccezione negli USA</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2014 22:53:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Decine di manifestanti si sono riuniti questo martedì nelle vicinanze della Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington, dove si realizzerà un'udienza relazionata col diritto di un imprenditore a limitare l'accesso ai suoi impiegati alla contraccezione, per ragioni religiose. “Il controllo della natalità non è un assunto del mio capo”, assentivano militanti femministe, mentre attivisti omosessuali sostenevano uno striscione gay con una scritta dove si leggeva: “L'intolleranza mascherata con la libertà religiosa continua ad essere intolleranza.” ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7740" alt="" src="/files/2014/03/anticoncepttivo-1-580x290.jpg" width="580" height="290" />Decine di manifestanti si sono riuniti questo martedì nelle vicinanze della Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington, dove si realizzerà un&#8217;udienza relazionata col diritto di un imprenditore a limitare l&#8217;accesso ai suoi impiegati alla contraccezione, per ragioni religiose.  </strong></p>
<p>“Il controllo della natalità non è un assunto del mio capo”, assentivano militanti femministe, mentre attivisti omosessuali sostenevano uno striscione gay con una scritta dove si leggeva: “L&#8217;intolleranza mascherata con la libertà religiosa continua ad essere intolleranza.”</p>
<p>Dall&#8217;altro lato della strada, a dispetto della nevicata che cadeva, un gran gruppo di manifestanti anti-aborto difendeva “la fede e la famiglia.”</p>
<p>I nove giudici della Corte Suprema devono considerare se un imprenditore, difendendosi dietro le credenze religiose, può privare i suoi impiegati, in maniera deliberata, dell&#8217;accesso gratuito alla pillola del giorno dopo, alla quale hanno diritto mediante l&#8217;assicurazione medica.</p>
<p>Il governo di Obama che ha già esentato congregazioni religiose da questo obbligo legale, considera che una ditta con fini di lucro non può nascondersi dietro lo stesso diritto costituzionale della libertà religiosa, come una persona.</p>
<p>Hobby Lobby, questa ditta che si occupa d’arte con sede in Oklahoma, ed anche la sua libreria religiosa Mardel, come Conestoga, un fabbricante di armadi in Pennsylvania, di confessione mennonita, si rifiutano di compiere questo requisito della legge, arrischiando di ricevere una multa.</p>
<p>con informazioni di TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Pioggia di scarpe e pietre su Ban Ki-moon a Gaza</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 22:33:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, si dispiacque oggi della situazione dei prigionieri palestinesi nelle carceri di Israele, dopo essere stato bersaglio di scarpe e pietre lanciate dagli abitanti della Striscia di Gaza. Il titolare dell'ONU realizza questo giovedì una visita a questo territorio, dopo avere avuto un colloquio ieri a Gerusalemme col presidente israeliano, Shimon Peres, ed il primo ministro, Benjamin Netanyahu. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2961" src="/files/2012/02/manifestantes-palestinos-co.jpg" alt="" width="300" height="225" />Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, si dispiacque oggi della situazione dei prigionieri palestinesi nelle carceri di Israele, dopo essere stato bersaglio di scarpe e pietre lanciate dagli abitanti della Striscia di Gaza. </strong></p>
<p>Il titolare dell&#8217;ONU realizza questo giovedì una visita a questo territorio, dopo avere avuto un colloquio ieri a Gerusalemme col presidente israeliano, Shimon Peres, ed il primo ministro, Benjamin Netanyahu.</p>
<p>Una nota dell&#8217;ufficio del portavoce ufficiale dell&#8217;organizzazione mondiale indica che rappresentanti della società civile di Gaza cancellarono un incontro programmato col titolare dell&#8217;ONU per protestare contro la situazione dei prigionieri palestinesi in Israele.</p>
<p>Il segretario generale si dispiace della perdita di questa opportunità per un importante scambio con membri della società di Gaza, sottolinea il comunicato.</p>
<p>Espressa che Ban Ki-moon è preoccupato con il tema dei carcerati palestinesi e che ieri sera sostenne una riunione col ministro israeliano incaricato di questo tema, Issa Karake.</p>
<p>Il massimo responsabile dell&#8217;ONU e la sua comitiva riceverono oggi una pioggia di scarpe e pietre arrivando a Gaza da parte dei manifestanti che l&#8217;accusavano di essere parziale a beneficio di Israele.</p>
<p>Il funzionario finisce in questo territorio un viaggio che cominciò ad Addis Abeba, dove partecipò ad un Incontro dell&#8217;Unione Africana, e continuò verso la Giordania ed Israele.</p>
<p>In queste due ultime tappe ha insistito sulla necessità di riannodare le conversazioni di pace tra israeliani e palestinesi, paralizzate da due anni per l&#8217;intransigenza di Tel Aviv nel continuare la costruzione di insediamenti di coloni nelle terre occupate.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
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