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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; proibizione</title>
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		<title>Presidente Correa firma petizione di Oxfam contro i paradisi fiscali</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 00:48:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
		<category><![CDATA[Oxfam]]></category>
		<category><![CDATA[paradisi fiscali]]></category>
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		<description><![CDATA[Il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, firmò una petizione dell'organizzazione internazionale Oxfam per eliminare i paradisi fiscali, informò oggi il cancelliere del paese sud-americano, Guillaume Long. Come ha sottolineato il capo della diplomazia ecuadoriana nel suo account di Twitter, Correa è il primo capo di Stato che appoggia l’appello fatto da questa confederazione di entità umanitarie ai leader del mondo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3158" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-3158" alt="Rafael Correa" src="/files/2012/02/Rafael.jpg" width="300" height="205" /><p class="wp-caption-text">Rafael Correa</p></div>
<p><strong>Il presidente dell&#8217;Ecuador, Rafael Correa, firmò una petizione dell&#8217;organizzazione internazionale Oxfam per eliminare i paradisi fiscali, informò oggi il cancelliere del paese sud-americano, Guillaume Long.  </strong></p>
<p>Come ha sottolineato il capo della diplomazia ecuadoriana nel suo account di Twitter, Correa è il primo capo di Stato che appoggia l’appello fatto da questa confederazione di entità umanitarie ai leader del mondo.</p>
<p>“@mashirafael, primo capo di Stato a firmare lettera @Oxfam contro paradisi fiscali, insieme a centinaia di economisti”, scrisse Long in twitter, dove collocò anche un link alla pagina ufficiale di Oxfam.</p>
<p>D’accordo con l&#8217;organizzazione internazionale, tra le 355 personalità di diverse parti del mondo che espressero già il loro appoggio all&#8217;iniziativa si aggiungono l&#8217;insegnante di Economia Latinoamericana dell&#8217;Università di Tulane Nora Lustig e Josè Antonio Ocampo, ex ministro delle Finanze della Colombia ed attuale presidente della Commissione Indipendente per la Riforma delle Finanze Internazionali delle Corporazioni.</p>
<p>Oxfam assicura inoltre che Correa, economista di professione, si compromise a dirigere i cambiamenti necessari nel suo governo per eliminare i paradisi fiscali, ed in questo senso annunciò che solleciterà che il tema sia compreso nell&#8217;agenda dell&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite.</p>
<p>Dobbiamo creare un&#8217;istituzionalità mondiale che elimini i paradisi fiscali, nella quale il capitale non ha viso né responsabilità. Sollecitiamo che si aggiunga questo tema fondamentale nell&#8217;agenda dell&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Coordineremo coi paesi del G77 per proibire i paradisi fiscali, dichiarò il governante ecuadoriano, citato dall&#8217;organizzazione internazionale.</p>
<p>Secondo il leader ecuadoriano, può essere che sia legale investire le ricchezze personali nelle chiamate imprese offshore, ma senza dubbio è qualcosa di immorale.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>tradotto da Ida Garberi</p>
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		<title>Israele proibisce ai calciatori palestinesi di disputare la finale di Coppa a Gaza</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2015 23:43:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'Associazione di Calcio Palestina (AFP) ha posticipato la partita di andata della finale della Coppa di Calcio Palestina, che si doveva disputare ieri, domenica, dopo che Israele ha proibito che i giocatori di Cisgiordania viaggiassero a Gaza. L'AFP ha spiegato in un comunicato di stampa emesso ieri sera che la finale era disputata dal club sportivo di Hebron, di Cisgiordania, col club sportivo Shuyahia, nella Striscia di Gaza, ma per la restrizione israeliana si sono visti obbligati a posticiparlo. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8824" alt="" src="/files/2015/08/Selección-de-fútbol-de-Palestina-580x298.jpg" width="580" height="298" />L&#8217;Associazione di Calcio Palestina (AFP) ha posticipato la partita di andata della finale della Coppa di Calcio Palestina, che si doveva disputare ieri, domenica, dopo che Israele ha proibito che i giocatori di Cisgiordania viaggiassero a Gaza. L&#8217;AFP ha spiegato in un comunicato di stampa emesso ieri sera che la finale era disputata dal club sportivo di Hebron, di Cisgiordania, col club sportivo Shuyahia, nella Striscia di Gaza, ma per la restrizione israeliana si sono visti obbligati a posticiparlo.  </strong></p>
<p>“L&#8217;Associazione ha deciso di annullare la partita dopo che le autorità israeliane proibissero ai calciatori di Hebron di attraversare dalla Cisgiordania fino a Gaza, attraverso Israele”, indica la nota. Il testo precisa inoltre che Israele ha respinto di permettere l&#8217;uscita della squadra dello Shuyahia da Gaza affinché la finale si potesse disputare in Cisgiordania.</p>
<p>“Immediatamente l&#8217;AFP ha diretto lettere di protesta con carattere urgente alla FIFA ed ai suoi dirigenti, oltre che all&#8217;Unione Europea ed ad unioni calcistiche arabe ed asiatiche”, aggiunge.</p>
<p>L&#8217;Associazione palestinese reitera che le misure e pratiche svolte da Israele sul terreno “urgono che la comunità sportiva internazionale assuma responsabilità ed aiuti lo sport palestinese a raggiungere i suoi diritti legittimi.”</p>
<p>Il documento insiste in che l&#8217;AFP seguirà il caso della proibizione di spostamento alle due squadre “per denunciare le misure irregolari contro gli sportivi palestinesi.”</p>
<p>I due club, una della città cisgiordana di Hebron, e l&#8217;altro di Gaza, dovevano disputare due partite, uno di andata ed un altro di ritorno, per decidere il vincitore della Coppa Palestina. Si tratta della prima volta che una squadra di Gaza ed un altra di Cisgiordania si affrontino per il titolo.</p>
<p>Questa non è la prima volta che Israele si scaglia contro lo sport in Palestina, infatti in maggio di questo anno sono state denunciate presso la FIFA le misure che proibiscono agli sportivi realizzare spostamenti “per ragioni di sicurezza”, benché in seguito sia stata ritirata la denuncia.</p>
<p>La Prima Divisione di calcio palestinese si consolidò nel 1977, ma appena sono riusciti a concretare sette stagioni dovuto al conflitto con Israele.</p>
<p>con informazioni di TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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