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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; prigione</title>
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		<title>Lula, 500 giorni davanti alle avversità</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Aug 2019 00:59:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si sono compiuti i 500 giorni di prigionia di Luiz Inacio Lula da Silva il 20 agosto 2019, nel mezzo di una crisi politica-economica di grandi dimensioni che sta vivendo Brasile. Le rivelazioni di Glenn Greenwald hanno dimostrato che Lava Jato è stato lo strumento giudiziario per una doppia operazione a forma di tenaglia]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11100" alt="Lula-getty-580x340" src="/files/2019/08/Lula-getty-580x340.jpg" width="580" height="340" />Si sono compiuti i 500 giorni di prigionia di Luiz Inacio Lula da Silva il 20 agosto 2019, nel mezzo di una crisi politica-economica di grandi dimensioni che sta vivendo Brasile. Le rivelazioni di Glenn Greenwald hanno dimostrato che Lava Jato è stato lo strumento giudiziario per una doppia operazione a forma di tenaglia: l&#8217;uscita del Partito dei Lavoratori dal governo, attraverso l&#8217;impeachment dell&#8217;allora presidentessa Dilma Roosseff e la prigione, con successiva inabilitazione di Lula, che, prima di essere arrestato, dominava tutti i sondaggi sulla corsa presidenziale nel suo paese. A causa di questa deformazione è stato eletto l&#8217;estremista di destra Jair Messias Bolsonaro: il triste risultato dell&#8217;annichilimento delle leve politiche nell&#8217;idea di cancellare il PT dalla mappa.</strong></p>
<p>Lula è cresciuto misurandosi con le avversità: quelle della sua infanzia, con tutte le rinunce che si possono immaginare in un nordest di esclusione; quelle di una giovane vedovanza a Sao Paulo, dove poi ha conosciuto Marisa Leticia, la sua compagna storica; quelle della prigione della dittatura militare per aver guidato gli scioperi nell&#8217;ABC di Sao Paulo; quelle dei potenti di fronte alla creazione della Centrale Unica dei Lavoratori (CUT) e poi del Partito dei Lavoratori (PT); quelle della sconfitta in molte elezioni consecutive alla presidenza del suo paese. Questi 500 giorni sono un altro tratto del cammino di queste avversità, però ora in un capitolo più avanzato della sua biografia, dove per di più ha perso sua moglie e suo nipote Arthur. In ogni caso ha la pelle indurita: sa che Bolsonaro non è altro che una congiuntura in più nello zigzagare politico e ideologico del Brasile, così come lo è Marcri in Argentina.</p>
<p>La lunga storia di rapine del nostro continente conserverà come una vera vergogna questo episodio che mantiene condannato e detenuto senza prove il principale leader politico-sociale di questo continente. “Non è strano, è quello che sempre succede. Cos&#8217;è successo con San Martin? E con Artigas? Cos&#8217;è successo con tutto quello che funzionava in America Latina? Che merda è successo? Ah, 50 anni dopo era una cosa meravigliosa, però, mentre la vivevano, come è stata?” ha detto Josè Mujica un mese fa, dalla sua fattoria a Rincon del Cerro, per parlare del suo punto di vista sulla prigione del suo amico, che è stato due volte presidente del Brasile.</p>
<p>Non l’ha detto chiunque: Mujica ha sofferto dodici anni e mezzo di privazione, prigioniero e confinato nelle peggiori circostanze che un essere umano possa attraversare. Poi ha ritrovato il suo spazio, si è unito al Frente Amplio, ha vinto le elezioni parlamentari, ha aiutato a costruire la vittoria di Tabarè Vazquez e alla fine è stato eletto presidente del suo paese. Però prima di passare le consegne a Tabarè non ha lasciato la politica: ora fa campagna elettorale perché Ernesto Talvi, un erede della Scuola di Chicago, non finisca con il ciclo del FA, cosa alla quale aspira anche Lacalle Pou.</p>
<p>“Lottare, vincere, cadere. Alzarsi, lottare, vincere, cadere, alzarsi. Fino a quando non finisca la vita: questo è il nostro destino”, ha detto durante una visita in Argentina il vicepresidente dello Stato Plurinazionale della Bolivia, Alvaro Garcia Linera, raccontando delle privazioni che subiscono quelli che vogliono modificare lo status quo.</p>
<p>La perdida elettorale del “macrismo” è una buona notizia per Lula e una molto cattiva per Bolsonaro: dimostra i limiti dei governi che vogliono restringere la cittadinanza nel nome di una libertà di mercato che è sempre più messa in discussione in scala globale. Una buona notizia, 500 giorni dopo che una delle ingiustizie più grandi che abbia visto questo continente. Lontano dal volontarismo umiliato, Lula continua a resistere. E da questa trincea prepara il suo ritorno alla politica del Brasile, dalla quale hanno voluto cancellarlo. “Lottare, vincere, cadere. Alzarsi, lottare, vincere, cadere, alzarsi” direbbe ancora Garcia Linera. E&#8217; la storia dell&#8217;America Latina. E anche quella di Lula.</p>
<p>di Juan Manuel Karg</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
<p>Foto: Getty Images</p>
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		<title>Chelsea Manning potrebbe restare fino a 18 anni in prigione per non testimoniare contro Assange</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Aug 2019 17:13:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anthony J. Trenga, giudice di un tribunale federale di Alexandria in Virginia, Stati Uniti, ha confermato questo lunedì che Chelsea Manning, che rimane imprigionata da marzo per rifiutarsi di testimoniare sulle sue relazioni col fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, potrebbe ricevere fino a 18 anni di prigione per non volere comparire davanti alla gran giuria. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11068" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11068" alt="Chelsea Manning davanti al tribunale federale di Alexandria, USA, il 16 maggio 2019. Foto: AP." src="/files/2019/08/Chelsea-580x330.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Chelsea Manning davanti al tribunale federale di Alexandria, USA, il 16 maggio 2019. Foto: AP.</p></div>
<p><strong>Anthony J. Trenga, giudice di un tribunale federale di Alexandria in Virginia, Stati Uniti, ha confermato questo lunedì che Chelsea Manning, che rimane imprigionata da marzo per rifiutarsi di testimoniare sulle sue relazioni col fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, potrebbe ricevere fino a 18 anni di prigione per non volere comparire davanti alla gran giuria.</strong></p>
<p>Inoltre, Trenga ha detto che non ci sono stati motivi ragionevoli per riconsiderare la sua decisione anteriore di multare Manning con 500 dollari per ogni giorno di silenzio e questa volta ha aumentato la multa fino a mille dollari al giorno, che potrebbero sommare circa 440 mila dollari.</p>
<p>All&#8217;accusata possono scontarle circa due mesi della condanna, periodo che ha già passato dietro le sbarre per disobbedienza allo stesso ordine di testimoniare, ma di un altro giudice. Formalmente, la condanna che affronta Manning non si considera punitiva, bensì coercitiva.</p>
<p>Dal punto di vista della legge, possono solo imprigionarla nella cornice di un tentativo del tribunale di incoraggiarla a testimoniare. Tuttavia, il gruppo legale dell&#8217;informatrice di WikiLeaks insiste in che questa condanna non può considerarsi coercitiva e non sarà più che una punizione, poiché la sua cliente ha dimostrato che questo tipo di sanzioni sono inefficienti per farla parlare.</p>
<p>Chelsea Manning, ex analista di intelligenza dell&#8217;Esercito degli USA e soldato prima conosciuto come Bradley, ha filtrato a WikiLeaks nel 2010 migliaia di dati classificati delle guerre dell&#8217;Afghanistan e dell’Iraq. Ha trascorso sette anni in un carcere militare per le sue filtrazioni, fino a che l&#8217;allora presidente Barack Obama le ha concesso la libertà.</p>
<p>Dal momento che Assange è stato arrestato e contro di lui pesano le accuse di violare la Legge di Spionaggio, Manning sostiene che la sua testimonianza non è più necessaria, poiché la gran giuria può investigare solo i casi nei quali le accuse non sono state ancora stabilite.</p>
<p>I procuratori generali, tuttavia, hanno detto che “la sua testimonianza è rilevante ed essenziale per un&#8217;investigazione ancora in corso” oltre a quella  a cui fa riferimento il fondatore di WikiLeaks.</p>
<p>(da Russia Today, in Cubadebate)</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Gli USA approvano legge per boicottare la chiusura della prigione a Guantanamo</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 01:16:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un pannello della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato oggi un disegno di legge che ostacolerà le intenzioni del presidente Barack Obama di chiudere il polemico carcere della base navale di Guantanamo.  
Con una votazione 59-2, la maggioranza repubblicana nel Comitato dei servizi armati ha dato il via a questa normativa, che cerca di mantenere aperta la prigione ed impedisce al Dipartimento della Difesa di spendere denaro per costruire o modificare le prigioni del paese settentrionale, per ricollocare gli attuali 166 prigionieri del territorio usurpato illegalmente a Cuba.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6736" src="/files/2013/06/guantanamo.jpg" alt="" width="300" height="200" />Un pannello della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato oggi un disegno di legge che ostacolerà le intenzioni del presidente Barack Obama di chiudere il polemico carcere della base navale di Guantanamo. </strong></p>
<p>Con una votazione 59-2, la maggioranza repubblicana nel Comitato dei servizi armati ha dato il via a questa normativa, che cerca di mantenere aperta la prigione ed impedisce al Dipartimento della Difesa di spendere denaro per costruire o modificare le prigioni del paese settentrionale, per ricollocare gli attuali 166 prigionieri del territorio usurpato illegalmente a Cuba.</p>
<p>Inoltre, questa legislazione pretende evitare che il Pentagono destini fondi per trasferire i detenuti ai loro paesi di origine, tuttavia, però autorizza 247 milioni di dollari per rimodellare il centro militare, installato in un territorio usurpato a Cuba da più di un secolo.</p>
<p>Detta iniziativa passerà in estate ad entrambe le camere del Congresso per sottometterla a votazione.</p>
<p>I legislatori repubblicani hanno deciso questo passo dopo che Obama ha insistito recentemente nelle sue pretese di chiudere la prigione di Guantanamo, considerato dagli analisti come un moderno campo di concentrazione.</p>
<p>Il mandatario democratico ha ripreso questa promessa incompiuta a causa dell’aggravamento di uno sciopero della fame iniziato il passato 6 febbraio da almeno 130 reclusi, in rifiuto a severe misure disciplinari, il maltrattamento ed il confino solitario per tempo indefinito.</p>
<p>Inoltre, ha tolto la moratoria sul trasferimento dei carcerati nello Yemen ed ha affermato che la situazione di ogni interno sarà analizzata in maniera individuale.</p>
<p>Il carcere di Guantanamo ha una spesa annuale di 903614 dollari per imputato, un presupposto superiore a quello assegnato alle prigioni statunitensi di massima sicurezza, che destinano all&#8217;anno circa 70000 dollari per ogni detenuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Ex guardia di Guantanamo chiede la liberazione dei confinati dagli USA</title>
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		<pubDate>Thu, 30 May 2013 23:22:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ex guardia statunitense della prigione di Guantanamo si è convertito all'Islam ed ora reclama la libertà degli stranieri sequestrati da Washington nell'installazione militare caraibica. Terry Holdbrooks, residente di Phoenix, in Arizona, ha cambiato religione nel 2003 inspirato dalla fede dei reclusi ed ha affermato che ha ricevuto minacce di morte dopo essere stato etichettato come traditore dai suoi compatrioti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3408" src="/files/2012/03/guantanamo11.jpg" alt="Prigione di Guantanamo" width="300" height="250" />Un ex guardia statunitense della prigione di Guantanamo si è convertito all&#8217;Islam ed ora reclama la libertà degli stranieri sequestrati da Washington nell&#8217;installazione militare caraibica. </strong></p>
<p>Terry Holdbrooks, residente di Phoenix, in Arizona, ha cambiato religione nel 2003 inspirato dalla fede dei reclusi ed ha affermato che ha ricevuto minacce di morte dopo essere stato etichettato come traditore dai suoi compatrioti.</p>
<p>Inoltre Holdbrooks ha pubblicato un libro nel quale parla della sua conversione mistica e narra le atrocità di cui è stato testimone nel carcere installato arbitrariamente nell&#8217;estremo oriente di Cuba.</p>
<p>L&#8217;ex soldado di 29 anni è portavoce dell&#8217;organizzazione non governativa Muslim Legale Fund of America ed ha diretto una campagna di attivismo civico attraverso vari stati nordamericani col proclama Truth about Gitmo (La verità su Guantanamo).</p>
<p>Holdbrooks ha lavorato nel polemico penitenziario tra il 2003 ed il 2004 ed in molte occasioni ha scortato i reclusi fino alle sale degli interrogatori. All&#8217;inizio pensava che era una missione neutrale, ma Guantanamo gli ha cambiato la vita. Ha visto atrocità commesse da colleghi militari statunitensi che non aveva mai immaginato fossero possibili, ha manifestato.</p>
<p>Il collettivo di attivisti informatici conosciuto come Anonymous ha annunciato una campagna internazionale in solidarietà con i carcerati in sciopero della fame nel carcere statunitense di Guantanamo.</p>
<p>Anonymous, il forum Code Pink, ed altri gruppi di azione politica hanno spiegato che la mobilitazione è per marcare i più di 100 giorni di proteste dei reclusi, rinchiusi da Washington senza mediazione di un giudizio e del dovuto processo.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Prigione di Guantanamo in cifre</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2013/01/18/prigione-di-guantanamo-cifre/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 01:10:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I prigionieri nella base navale degli Stati Uniti a Guantanamo, territorio illegalmente occupato a Cuba, compiono undici anni dai primi trasferimenti a questo centro di detenzione nella cornice della discussa guerra contro il terrorismo. Dati ufficiali raccolti dall'organizzazione Amnesty International affermano che dei 779 detenuti che sono stati reclusi, la maggioranza di questi sono arrivati senza nessuna accusa, e non hanno avuto un giudizio penale, informa il quotidiano Granma.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6240" src="/files/2013/01/prision-de-guantanamo.jpg" alt="" width="300" height="250" />I prigionieri nella base navale degli Stati Uniti a Guantanamo, territorio illegalmente occupato a Cuba, compiono undici anni dai primi trasferimenti a questo centro di detenzione nella cornice della discussa guerra contro il terrorismo. </strong></p>
<p>Dati ufficiali raccolti dall&#8217;organizzazione Amnesty International affermano che dei 779 detenuti che sono stati reclusi, la maggioranza di questi sono arrivati senza nessuna accusa, e non hanno avuto un giudizio penale, informa il quotidiano Granma.</p>
<p>Circa 600 sono stati trasferiti da Guantanamo ad altri paesi dal 2002, secondo le autorità statunitensi, e di 166 che restano, quasi la metà sono cittadini yemeniti.</p>
<p>Circa 12 persone recluse a Guantanamo sono arrivate alla base quando non avevano ancora 18 anni di età.</p>
<p>Nel settembre del 2012, le autorità hanno reso pubblica una lista di 55 prigionieri che sono ancora reclusi, benché fossero stati autorizzati al trasferimento.</p>
<p>Una sentenza emessa da un tribunale federale degli USA in ottobre dell&#8217;anno anteriore ha identificato che il 56% degli imprigionati ha un’autorizzazione per essere trasferito fuori dalla base.</p>
<p>A Guantanamo hanno recluso centinaia di persone per essere suppostamente dei talebani benché le loro detenzioni fossero arbitrarie, inoltre la maggioranza di questi sono stati sottomessi a maltrattamenti fisici, torture fisiche e psicologiche, con una totale violazione dei loro diritti umani.</p>
<p>con informazioni dell&#8217;AIN e di Granma</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Figlio di Gheddafi dalla prigione: “Non ho avuto accesso ad un avvocato”</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 18:30:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[figlio di Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Muamar El Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[prigione]]></category>

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		<description><![CDATA[È la prima intervista di Saif al Islam concessa dalla prigione. Un assessore di Human Rights Watch, Fred Abrahams, ha avuto accesso al figlio di Gheddafi ed ascoltò di prima mano i dettagli di come funzionano le cose in Libia dopo “l’intervento umanitario.”]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_2519" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2519" src="/files/2011/12/FiglioGheddafi.jpg" alt="Figlio di Gheddafi" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Figlio di Gheddafi</p></div>
<p>È la prima intervista di Saif al Islam concessa dalla prigione. Un assessore di Human Rights Watch, Fred Abrahams, ha avuto accesso al figlio di Gheddafi ed ascoltò di prima mano i dettagli di come funzionano le cose in Libia dopo “l’intervento umanitario.”</strong></p>
<p>“Il gran problema è il mio totale isolamento. Non ho accesso alla stampa, né alla radio, né alla televisione” &#8211; disse Islam. “Devo contattare la mia famiglia o i miei amici per trovare un avvocato” &#8211; aggregò.</p>
<p>Benché le autorità occupanti abbiano promesso un giudizio con tutte le garanzie a Saif al Islam, la cosa certa è che evidenze provenienti della Libia rivelano sempre di più un ambiente di malgoverno e violazioni sistematiche dei diritti umani.</p>
<p>La stessa organizzazione Human Rights Watch, insieme ad Amnesty International, denunciarono recentemente detenzioni arbitrarie, maltrattamenti e perfino torture praticate a migliaia di detenuti, da parte dei chiamati ribelli. HRW denunciò il ritrovamento di 53 cadaveri in decomposizione appartenenti a truppe leali a Gheddafi, massacrati con assoluta impunità dai loro avversari.</p>
<p>Secondo Abrahams, lo stesso figlio di Gheddafi l&#8217;intimò di visitare ad alcune delle 10 mila persone leali a suo padre fermate a Bengasi, Misrata, Tripoli, Zawiya e Zintan. “Ci sono torture” &#8211; concluse.</p>
<p>La stessa maniera in cui Muamar El Gheddafi è stato assassinato il passato 20 ottobre, alzò la condanna di buona parte della comunità internazionale per quello che, chiaramente, risultò essere un crimine di guerra. Tuttavia, la richiesta che il cadavere fosse esaminato per redigere evidenze non è stata ascoltata dal Consiglio Nazionale di Transizione. ”Non ci sarà autopsia né oggi né un altro giorno. Nessuno aprirà il corpo di Gheddafi”, dichiarò in quel momento all&#8217;AFP il portavoce del consiglio militare di Misrata, Fathi Bachagha.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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