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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; prigione di Guantanamo</title>
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		<title>Cuba-USA in Pictoline: divertenti illustrazioni e innocenti sciocchezze o volgare propaganda?</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 00:43:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
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		<category><![CDATA[prigione di Guantanamo]]></category>
		<category><![CDATA[propaganda anticubana]]></category>
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		<description><![CDATA["Pictoline" è una popolare piattaforma in Internet che "propone semplificare le notizie di (...) attualità sotto forma di illustraziioni". Giunge, ogni giorno, a milioni di persone attraverso le reti sociali, e a migliaia di lettori di quotidiani digitali che riproducono le sue illustrazioni e caricature.
Pochi giorni fa "Pictoline" ha presentato una breve animazione, in formato GIF, dal titolo "Perché gli USA hanno un carcere a Cuba?".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9177" alt="leccionesdemanipulacion294" src="/files/2016/03/leccionesdemanipulacion294.jpg" width="300" height="168" />&#8220;Pictoline&#8221; è una popolare piattaforma in Internet che &#8220;propone semplificare le notizie di (&#8230;) attualità sotto forma di illustraziioni&#8221; (1).</strong></p>
<p>Giunge, ogni giorno, a milioni di persone attraverso le reti sociali(2), e a migliaia di lettori di quotidiani digitali che riproducono le sue illustrazioni e caricature (3).</p>
<p>Pochi giorni fa &#8220;Pictoline&#8221; ha presentato una breve animazione, in formato GIF, dal titolo &#8220;Perché gli USA hanno un carcere a Cuba?&#8221; (4).</p>
<p>In essa, leggiamo che la base navale di Guantanamo esiste perché, &#8220;dopo l&#8217;indipendenza (di Cuba) entrambi i paesi (Cuba e USA) firmarono l&#8217;Emendamento Platt&#8221;, per cui il governo cubano &#8220;accettò affittare la baia di Guantanamo agli USA, in modo perpetuo, in cambio di 2000 monete d&#8217;oro l&#8217;anno&#8221;(5).</p>
<p>Non c&#8217;è da stupirsi nel leggere questa sciocchezza storica -ripetizione della propaganda ufficiale USA- se si considera che la fonte per l&#8217;illustrazione è il noto giornale di destra &#8220;The Washington Post&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Emendamento Platt che menziona -ricordiamo- non fu un accordo &#8220;firmato da entrambi i paesi.&#8221; Fu un piccolo testo, composto da 8 articoli, aggiunti alla prima Costituzione della Repubblica di Cuba, nel 1901, per imposizione del governo USA, che aveva occupato militarmente l&#8217;isola dal 1898. L&#8217;Emendamento Platt concedeva a Washington il diritto a re-intervenire militarmente nel paese in qualsiasi momento così come occupare terre &#8220;per carboniere o stazioni navali&#8221;. Solo accettando questa appendice alla Costituzione cubana, gli USA avrebbero ritirato le loro truppe (6).</p>
<p>L&#8217;Assemblea Costituente di Cuba non &#8220;accettò affittare la Baia di Guantanamo agli USA&#8221;, come dice l&#8217;illustrazione, ma fu costretta a ciò dalla forza militare (7).</p>
<p>L&#8217;animazione comprende una seconda sciocchezza storica, nello stesso tono da propaganda &#8220;anche se Fidel Castro non voleva gli statunitensi nell&#8217;isola -leggiamo-, quando giunse al potere permise loro di rimanere per timore di essere invaso&#8221;.</p>
<p>Ma come Fidel Castro &#8220;gli permise rimanere&#8221;? Il Governo cubano richiese la restituzione del territorio appena due mesi dopo il Trionfo della Rivoluzione, il 5 marzo 1959 (8). Da allora, ha respinto la riscossione di qualsiasi quantità per un presunto &#8220;affitto&#8221;. E ha denunciato, ripetutamente, l&#8217;illegalità della Base Navale, invocando l&#8217;articolo 52 della Convenzione di Vienna del 1969, che dichiara abolito un trattato se si è utilizzato, per esso, la forza o l&#8217;intervento militare (9). Il Governo cubano ha utilizzato tutte le vie possibili, legali e politiche, nella sua denuncia.</p>
<p>Pochi giorni prima, la stessa piattaforma Pictoline pubblicava un&#8217;altra illustrazione, intitolata la &#8220;Breve storia del conflitto tra USA e Cuba&#8221;, che individua, con precisione, l&#8217;origine e la causa dello stesso (10). &#8220;Tutto è iniziato -leggiamo- con il trionfo della Rivoluzione cubana e l&#8217;arrivo di Fidel Castro al potere&#8221; che &#8220;espropriò diverse imprese USA&#8221;.</p>
<p>Grazie alle divertenti ed innocenti illustrazioni di Pictoline, migliaia di persone ora sanno che il colpevole del contenzioso Cuba-USA non fu la superpotenza che aveva sei decenni di dominio neocoloniale su un piccolo paese povero e arretrato (11). L&#8217;istigatore della lotta fu quest&#8217;ultimo, a cui un giorno si ribellò contro tanto furto e sfruttamento. E anche rivendicare un pezzo del suo territorio rubato sessanta anni prima.</p>
<p>Per inciso, se la fonte informativa per la prima illustrazione è stato il quotidiano conservatore &#8220;The Washington Post&#8221;, sapete quale fu di questa seconda? Il Council on Foreign Relations (12), uno dei centri di consulenza della politica estera della Casa Bianca (13).</p>
<p>Così è come milioni di persone, nel mondo, soprattutto giovani, sono informati, in forma piacevole, leggera, spensierata e innocente circa la vera storia del conflitto Cuba-USA.</p>
<p>José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación TV</p>
<p>Traduzione di Francesco Monterisi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/67602-cuba-eeuu-iamenas-ilustraciones-e-inocentes-disparates-o-la-mas-vulgar-de-las-propagandas" >per vedere il video</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(1) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.monitornacional.com/sabes-que-es-pictoline/" >http://www.monitornacional.com/sabes-que-es-pictoline/</a></p>
<p>(2) <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.facebook.com/pictoline/posts/1682518838673921" >https://www.facebook.com/pictoline/posts/1682518838673921</a></p>
<p>(3) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.meltybuzz.es/pictoline-el-medio-de-comunicacion-que-informa-a-traves-de-ilustraciones-a158301.html" >http://www.meltybuzz.es/pictoline-el-medio-de-comunicacion-que-informa-a-traves-de-ilustraciones-a158301.html</a></p>
<p>(4) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://elcomercio.pe/redes-sociales/facebook/facebook-que-eeuu-tiene-carcel-cuba-noticia-1882732" >http://elcomercio.pe/redes-sociales/facebook/facebook-que-eeuu-tiene-carcel-cuba-noticia-1882732</a></p>
<p>(5) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://pictoline.com/1901-obama-anuncio-que-ahora-si-cerrara-guantanamo-aqui-la-historia-de-la-carcel-mas-polemica-de-estados-unidos/" >http://pictoline.com/1901-obama-anuncio-que-ahora-si-cerrara-guantanamo-aqui-la-historia-de-la-carcel-mas-polemica-de-estados-unidos/</a></p>
<p>(6) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.ecured.cu/Enmienda_Platt" >http://www.ecured.cu/Enmienda_Platt</a></p>
<p>(7) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/64229-icomo-que-cuba-acepto-ceder-la-base-de-guantanamo-la-distorsion-de-la-historia-convertida-en-informacion" >http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/64229-icomo-que-cuba-acepto-ceder-la-base-de-guantanamo-la-distorsion-de-la-historia-convertida-en-informacion</a></p>
<p>(8) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.rebelion.org/hemeroteca/imperio/040506franklin.htm" >http://www.rebelion.org/hemeroteca/imperio/040506franklin.htm</a></p>
<p>(9) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.telesurtv.net/telesuragenda/Base-ilegal-de-Guantanamo--20150215-0027.html" >http://www.telesurtv.net/telesuragenda/Base-ilegal-de-Guantanamo&#8211;20150215-0027.html</a></p>
<p>(10) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://elcomercio.pe/redes-sociales/facebook/facebook-que-tan-importante-visita-obama-cuba-noticia-1880206" >http://elcomercio.pe/redes-sociales/facebook/facebook-que-tan-importante-visita-obama-cuba-noticia-1880206</a></p>
<p>(11) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.ecured.cu/Conflicto_Estados_Unidos_-_Cuba" >http://www.ecured.cu/Conflicto_Estados_Unidos_-_Cuba</a></p>
<p>(12) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cfr.org/" >http://www.cfr.org/</a></p>
<p>(13) <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://es.wikipedia.org/wiki/Council_on_Foreign_Relations" >https://es.wikipedia.org/wiki/Council_on_Foreign_Relations</a></p>
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		<title>Lo stesso giorno</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/02/24/lo-stesso-giorno/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 01:07:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente Barack Obama ruppe i ceppi e, nella retta finale del suo doppio mandato, presentò un piano per chiudere l'infame carcere che il suo paese ha mantenuto per 14 anni nella Basi Navale di Guantanamo; dove sono state detenute 779 persone in condizioni ripudiabili.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9151" alt="Guantanamo" src="/files/2016/02/carcel-de-guantánamo-1.jpg" width="580" height="435" />Finalmente Barack Obama ruppe i ceppi e, nella retta finale del suo doppio mandato, presentò un piano per chiudere l&#8217;infame carcere che il suo paese ha mantenuto per 14 anni nella Basi Navale di Guantanamo; dove sono state detenute 779 persone in condizioni ripudiabili.  </strong></p>
<p>Fu una delle sue promesse elettorali del 2008; e nonostante poco dopo aver preso il comando della Casa Bianca firmasse un decreto ed aprì un Ufficio per la chiusura della prigione, condotto dal prestigioso avvocato Greg Craig, da allora non è avanzato nulla.</p>
<p>Questa volta bisognerebbe vedere fino a dove può arrivare Obama nel suo proposito molto logico, in mezzo ad un Congresso oppositore, parte del quale si è lanciato già come un branco affamato per squalificare la proposta.</p>
<p>Il fatto curioso per noi è che l&#8217;annuncio della Casa Bianca arriva lo stesso giorno in cui, 113 anni fa (23 febbraio 1903), Tomas Estrada Palma firmò il Trattato cubano–statunitense che propiziava l&#8217;affitto perpetuo di porzioni di terra e d’acqua del nostro territorio al poderoso vicino del Nord, affinché stabilisse basi militari in Cuba.</p>
<p>Nell&#8217;Articolo I del Trattato si stabilisce: “La Repubblica di Cuba affitta nel presente agli Stati Uniti per il tempo di cui ne avrà bisogno con l’obbiettivo di stabilire in queste stazioni carbonifere o navali, le estensioni di terra e d’acqua situate nell&#8217;isola di Cuba che di seguito si descrivono: (…)”.</p>
<p>Nell&#8217;Articolo III si plasmò: “Sebbene gli Stati Uniti riconoscono da parte loro la continuazione della sovranità definitiva della Repubblica di Cuba sulle estensioni di terra e d’acqua sopra descritte, la Repubblica di Cuba consente, da parte sua, che, durante il periodo in cui gli Stati Uniti occupino queste aree a tenore delle stipulazioni di questo accordo, gli Stati Uniti esercitino giurisdizione e domini completi su dette aree (…)”.</p>
<p>Si santificava così l&#8217;occupazione che avevano fatto le truppe nordamericane della migliore porzione della baia di Guantanamo dal 1898; situazione che si è mantenuta così per più di un secolo, nonostante dal Trionfo della Rivoluzione, Cuba ha denunciato il funesto trattato ed ha chiesto la chiusura della Base.</p>
<p>Il Presidente Obama ha detto oggi che “Per molti anni è stato chiaro che il Centro di detenzione in Guantanamo non migliora la nostra sicurezza nazionale. La colpisce”.</p>
<p>Non fa neanche molto bene a questa nazione mantenere la Base Navale contro la volontà del popolo cubano. È una condizione indispensabile affinché ci sia una normalizzazione reale delle relazioni tra i due paesi.</p>
<p>Speriamo che il dibattito che generi il Piano Obama per la chiusura della prigione, metta anche in evidenza davanti alla società statunitense l’illegalità e l’ignominia di questa reliquia imperiale; benché il Presidente abbia detto pubblicamente che non pretende consegnare a Cuba il territorio che gli appartiene.</p>
<p>di Randy Alonso Falcon</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Pinstake.com</p>
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		<title>L&#8217;asilo, pratica viva in America Latina</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 00:47:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si sta dando un processo in uno dei paesi della Nostra America che, almeno in Messico, sembra stare passando inosservato: la petizione che Barack Obama, il presidente della nazione più poderosa, quella che generalmente impone le sue decisioni e difende i suoi interessi con superbia e forza, ha fatto, a quattro occhi, a José Mujica, mandatario della Repubblica Orientale dell'Uruguay, una delle nazioni più piccole territorialmente, una, anche, dove maggiore validità ha lo stato di diritto e dove sono più effettivi il rispetto e l'esercizio dei diritti della gente.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7793" alt="" src="/files/2014/04/MujicaObama.jpg" width="350" height="197" />Si sta dando un processo in uno dei paesi della Nostra America che, almeno in Messico, sembra stare passando inosservato: la petizione che Barack Obama, il presidente della nazione più poderosa, quella che generalmente impone le sue decisioni e difende i suoi interessi con superbia e forza, ha fatto, a quattro occhi, a José Mujica, mandatario della Repubblica Orientale dell&#8217;Uruguay, una delle nazioni più piccole territorialmente, una, anche, dove maggiore validità ha lo stato di diritto e dove sono più effettivi il rispetto e l&#8217;esercizio dei diritti della gente.  </strong></p>
<p>Alcune settimane fa il presidente statunitense ha sollecitato al mandatario di Uruguay che ricevesse nel suo paese cinque o sei persone che saranno scarcerate dalla prigione di Guantanamo, e Josè Mujica ha risposto affermativamente, esponendo al suo omologo, come gesto di reciprocità che il governo della sua nazione liberasse tre cittadini cubani, detenuti e incarcerati negli Stati Uniti accusati di supposti atti di spionaggio: Antonio Guerrero (la sua liberazione è prevista per settembre del 2017), Ramon Labañino (che potrà abbandonare il carcere in ottobre del 2024) e Gerardo Hernandez (che ha ricevuto la sentenza di due ergastoli).</p>
<p>Questa decisione e progetto del governante Josè Mujica meritano un fraterno e solidale ringraziamento.</p>
<p>Accogliere in Uruguay gli scarcerati di Guantanamo merita un riconoscimento degli amanti delle libertà, perché un popolo ed un paese staranno aprendo le loro braccia e le loro porte a coloro che, per una decisione arbitraria ed inumana del governo statunitense, anche se saranno liberati, non saranno restituiti alle patrie di origine, e dato che questo governo non li accoglierebbe nel suo territorio né ha sollecitato che siano ricevuti da nessuna altra nazione, non avrebbero nessuna possibilità di dirigersi a nessuna altra parte del mondo. Uruguay o Mujica, accettando gli scarcerati di Guantanamo, non stanno chiedendo per loro nulla in cambio.</p>
<p>Con questa decisione di Mujica, Uruguay ed il suo governo staranno dando a tutti i governi del mondo un bel esempio di solidarietà umana, ricevendo senza condizionamenti politici o di un altro ordine, che non sia quello di dargli una vita di lavoro, persone che per circostanze esterne sono rimaste senza nessuna possibilità di ritornare alle loro famiglie, comunità e luoghi di origine.</p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti dell&#8217;America, sollecitando al mandatario della Repubblica Orientale dell&#8217;Uruguay che riceva nel suo paese il gruppo di prigionieri liberati, sta riconoscendo lo spirito generoso del popolo uruguaiano, l&#8217;attaccamento del suo governo ai compromessi internazionali di solidarietà, amicizia e cooperazione, e la certezza che nella nuova terra i liberati troveranno non solo ospitalità, bensì rispetto per le loro persone ed opportunità di rifarsi una vita con lavoro e dignità.</p>
<p>Inoltre, esigendo il presidente Josè Mujica al mandatario Barack Obama che, con le facoltà che possiede, conceda la liberazione di Antonio Guerrero, Ramon Labanino e Gerardo Hernandez, fortifica con la sua autorità morale la petizione giusta ed umanitaria che da tempo e nello stesso senso hanno fatto distinte istanze dello Stato e della popolazione di Cuba, oltre a numerose organizzazioni civili e cittadine di molte altre nazionalità. Questo sollecito sarà sicuramente rinforzato nella riunione che sosterranno i presidenti dell&#8217;Uruguay e degli Stati Uniti in maggio prossimo. Aspettiamo risultati favorevoli per tutti.</p>
<p>di Cuauhtemoc Cardenas</p>
<p>preso da La Jornada</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Guantanamo: il doppio affronto</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 00:30:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ammucchiati in un archivio rimangono dal Trionfo della Rivoluzione cubana gli assegni magri ed ignominiosi con cui gli Stati Uniti pretendono pagare l'affitto infinito, convertito in occupazione illegale, di una porzione significativa della baia e del territorio di Guantanamo.  
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2649" src="/files/2012/01/Guantanamo.jpg" alt="" width="300" height="250" />Ammucchiati in un archivio rimangono dal Trionfo della Rivoluzione cubana gli assegni magri ed ignominiosi con cui gli Stati Uniti pretendono pagare l&#8217;affitto infinito, convertito in occupazione illegale, di una porzione significativa della baia e del territorio di Guantanamo. </strong></p>
<p>Carente da diverso tempo di importanza militare per gli USA, la Base Navale di Guantanamo rimane come un pugnale infilato nel cuore del territorio cubano ed un affronto alla nostra sovranità.</p>
<p>Da esattamente 10 anni, l&#8217;enclave yankee si è trasformata nella più famosa prigione nordamericana. Centinaia di imputati sono arrivati fino lì dall’Afghanistan, dal Pakistan o da altre parti del mondo, con le mani incatenate alla vita, dalla vita alle caviglie e da queste al pavimento degli aeroplani che li trasportarono, come hanno raccontato alcuni di loro. Le tute arancioni con cui li foderarono dal loro arrivo, si trasformarono in simboli dell&#8217;ignominia.</p>
<p>Protetto dal terrore di una chiamata “politica antiterrorista”, gli Stati Uniti strutturarono una prigione dell&#8217;orrore. Colpi, interrogatori, musica stridente, interminabili, isolamenti solitari prolungati, temperature gelide e calore estremi, giorni di forzata insonnia, tutto questo hanno sofferto gli imputati nell&#8217;enclave.</p>
<p>Attraverso le gabbie o le pareti di questo campo di concentrazione moderno, di circa 115 chilometri quadrati, sono passate 779 persone di 23 paesi, ed ancora 171 rimangono sul luogo. Solo 4 di loro sono stati sottomessi ai Tribunali Militari, contraddicendo le norme del diritto internazionale. Tutti gli altri sono rimasti confinati per anni senza nessuna accusa ufficiale.</p>
<p>Da quando nel 2008 Barack Obama lanciò la sua candidatura presidenziale ha discusso il suo desiderio di chiudere la prigione nella Base Navale di Guantanamo dal trascorrere un anno, dopo la sua assunzione. Un periodo completo di governo sta per trascorrere ed il chiamato Presidente del “cambiamento” non ha potuto chiudere il carcere scandalo che riflette più di tutto l&#8217;essenza inumana e spietata dell&#8217;impero.</p>
<p>Lontano dal far smettere il terrore, Obama approvò alcuni mesi fa un documento che legalizza il diritto dei militari nordamericani a fermare senza un ordine giudiziario per periodi illimitati le persone sospettose di crimini in qualunque parte del mondo. Un apporto fondamentale del Nobel della Pace alla giustizia universale.</p>
<p>Il doppio affronto degli Stati Uniti nella Baia illegalmente occupata di Guantanamo provoca il rifiuto praticamente unanime a livello universale. Ma Washington continua ad ignorare la denuncia dell&#8217;umanità.</p>
<p>articolo di Randy Alonso Falcon</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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