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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; presentatrice televisiva</title>
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		<title>I “diritti umani” nella nuova Libia: assassinano presentatrice di televisione a favore di Gheddafi</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 22:54:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hala Misrati, la presentatrice della televisione libica che saltò alla fama per la sua entusiasta propaganda a beneficio di Muamar El Gheddafi e per la sua difesa radicale del suo regime davanti alle telecamere, è stata assassinata in un carcere della Libia. Il suo nome si unisce a quello di molte altre vittime della violenza commessa dalle milizie che, dopo la caduta e morte di Gheddafi, dominano il paese davanti all'impotenza del governo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3196" src="/files/2012/02/libia-presentadora-tr.jpg" alt="" width="300" height="250" />Hala Misrati, la presentatrice della televisione libica che saltò alla fama per la sua entusiasta propaganda a beneficio di Muamar El Gheddafi e per la sua difesa radicale del suo regime davanti alle telecamere, è stata assassinata in un carcere della Libia. Il suo nome si unisce a quello di molte altre vittime della violenza commessa dalle milizie che, dopo la caduta e morte di Gheddafi, dominano il paese davanti all&#8217;impotenza del governo. </strong></p>
<p>Come informano mezzi locali, l&#8217;assassinio di Misrati, di 31 anni, ha avuto luogo il 17 febbraio, giorno del primo anniversario del sollevamento contro Gheddafi. Nonostante, le autorità non hanno commentato niente al riguardo.</p>
<p>Hala Misrati apparve per l’ultima volta davanti alle camere il 30 dicembre dell&#8217;anno scorso. Nella sequenza la si vedeva in silenzio, tenendo in mano un foglio con la data indicata, e col viso pieno di lividi. Gli spettatori hanno supposto che le avevano tagliato la lingua. Dopo questo fatto nessuno seppe più niente di lei fino a che informarono sul suo assassinio.</p>
<p>Il passato mese di agosto, quando i ribelli combattevano a Tripoli, Misrati diede il “do di petto” nel suo programma quando, brandendo una pistola e con lo sguardo provocatorio inchiodato nella telecamera ha affermato: “con questa arma oggi morrò o ammazzerò… non vi impadronirete del controllo del canale, né quello di Tripoli, né con quello della Libia. Proteggerò i miei compagni e ci trasformeremo in martiri.”</p>
<p>Quando i ribelli fermarono la giornalista, la sua cattura è stata celebrata dalla popolazione come se si trattasse di un parente del dittatore. Relazioni non confermate diffuse dai sostenitori di Gheddafi assicurano che la giornalista è stata violentata ripetutamente in prigione dai soldati ribelli.</p>
<p>Il Consiglio Nazionale Transitorio (CNT) non annunciò mai ufficialmente quali erano le accuse contro lei né incominciò un processo giudiziario. L&#8217;organizzazione pro-diritti umani Amnesty International sottolinea che il nuovo governo è incapace di promuovere la democrazia e controllare le milizie che mantengono a oltre 8000 persone in centri di detenzione dove sono sottomessi a torture.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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