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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; povertà</title>
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		<title>L&#8217;enciclica verde</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2015 23:05:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In omaggio a San Francesco di Assisi, il papa Francesco ha appena pubblicato un'enciclica olistica, “Lodato sia”, nella quale associa la degradazione ambientale all’aumento della povertà mondiale. Il testo costituisce un appello urgente all'umanità per uscire dalla “spirale dell'autodistruzione.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8727" alt="Papa Francesco" src="/files/2015/06/Papa-Francisco-Bergoglio-580x335.jpg" width="580" height="335" />In omaggio a San Francesco di Assisi, il papa Francesco ha appena pubblicato un&#8217;enciclica olistica, “Lodato sia”, nella quale associa la degradazione ambientale all’aumento della povertà mondiale. Il testo costituisce un appello urgente all&#8217;umanità per uscire dalla “spirale dell&#8217;autodistruzione.”  </strong></p>
<p>Il capo della Chiesa Cattolica condanna l&#8217;attuale modello di sviluppo focalizzato sul consumismo e sull&#8217;ottenimento di lucro immediato. Denuncia “l&#8217;incoerenza di chi lotta contro il traffico di animali in pericolo di estinzione ma rimane assolutamente indifferente davanti al traffico di persone, si disinteressa dei poveri o cerca di distruggere un altro essere umano che non gli piace.”</p>
<p>Salvare il pianeta è salvare i poveri, afferma Francesco. Loro sono le principali vittime delle sequele derivate dalle invasioni di terre indigene, distruzione di selve, inquinamento di fiumi e mari, uso abusivo di agrotossici e di energia fossile.</p>
<p>Il testo ricorda l&#8217;interazione biblica tra l&#8217;essere umano e la natura e fa un mea culpa in quanto al modo come la Chiesa interpretò il mandato divino di “dominare” la Terra. Amplia anche il significato di “non ammazzerai”: “il 20% della popolazione mondiale consuma risorse in una misura tale che rubano alle nazioni povere ed alle generazioni future quello che gli serve per sopravvivere.”</p>
<p>Non ci sono sviluppo sociale né avanzamento scientifico positivi, allerta il papa, senza l’appoggio dell&#8217;etica e della centralità del bene comune in tutto quanto si investiga e si pianifica.</p>
<p>Il combattimento all&#8217;idolatria del mercato è enfatico, affermando che la fame e la miseria non finiranno “semplicemente con la crescita del mercato. Il mercato, per sé stesso, non garantisce lo sviluppo umano integrale né l&#8217;inclusione sociale.”</p>
<p>Oltre a criticare come inutili tutte le riunioni importanti della cupola mondiale sulla questione ambientale, perché i buoni propositi restano sulla carta, Francesco amplia il concetto di ecologia sottolineando “l’ecologia integrale”, “l’ecologia culturale” e “l’ecologia della vita quotidiana.”</p>
<p>Nessuna altra enciclica contiene tanta poesia. Francesco afferma che “tutto l&#8217;Universo materiale è un linguaggio dell&#8217;amore di Dio”. E per la prima volta un&#8217;enciclica stima la contribuzione dell&#8217;opera di Teilhard de Chardin, censurato da Roma in tutta la prima metà del secolo scorso.</p>
<p>di Frei Betto</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: EFE</p>
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		<title>Spagna, primo posto d’Europa nell’Indice Mondiale della Miseria</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2014 23:33:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Spagna occupa l’undicesimo posto nell’Indice Mondiale della Miseria, essendo il primo paese europeo che figura nella lista. Il principale fattore che spiega tale posizione nella classifica è il tasso di disoccupazione. La Spagna è il primo paese europeo che figura nell’Indice Mondiale della Miseria (WMI, per il suo acronimo in inglese), che valuta la situazione di 109 paesi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8243" alt="" src="/files/2014/11/España-miseria.jpg" width="580" height="326" />La Spagna occupa l’undicesimo posto nell’Indice Mondiale della Miseria, essendo il primo paese europeo che figura nella lista. Il principale fattore che spiega tale posizione nella classifica è il tasso di disoccupazione.</strong></p>
<p>La Spagna è il primo paese europeo che figura nell’Indice Mondiale della Miseria (WMI, per il suo acronimo in inglese), che valuta la situazione di 109 paesi.</p>
<p>Questo indice, che è stato creato da Steve H. Hanke, professore di Economia Applicata nell’Università Johns Hopkins di Baltimore ed ex-membro del Consiglio di Assessori Economici degli Stati Uniti, si calcola sommando l’inflazione, la disoccupazione ed i tipi di interessi sui mutui, e sottraendo al risultato l’incremento percentuale del Prodotto Interno Lordo pro capite.</p>
<p>Con questa forma di calcolare il grado di impoverimento dei cittadini di un paese, la Spagna ottiene un punteggio di 36,9 punti, situandosi all’undicesimo posto nella lista, a due decimi dal decimo paese (Armenia) ed a 110,5 punti dal primo (Siria).</p>
<p>Allo stesso modo, la classifica possiede un paragrafo che indica il maggior fattore che contribuisce a che un paese occupi il corrispondente posto, essendo nel caso della Spagna il tasso di disoccupazione. “Inoltre, in Spagna incide anche la restrizione del credito. Questo è il grande problema”, dichiara l’autore al quotidiano economico “La Celosia”.</p>
<p>Lo scorso maggio, l’economista Hanke ha elaborato un indice simile per 90 paesi, nel quale la Spagna occupava il settimo posto con un valore di 37,6 punti, ancora una volta con il tasso di disoccupazione come principale fattore ed era superata solo dalla Serbia, tra i paesi europei.</p>
<p>Lo scorso 30 ottobre, le ONG Caritas e Intermon Oxfam, sostenute da altre organizzazioni come l’UNICEF, hanno pubblicato un rapporto sulla situazione spagnola nel quale si presentavano realtà inquietanti come l’esistenza di 11 746 000 persone escluse, di 36,3% di povertà infantile o il fatto che “le 3 persone più ricche della Spagna hanno una ricchezza equivalente a più del doppio del 20% dei più poveri”.</p>
<p>preso da Russia Today</p>
<p>Foto:Reuters</p>
<p>traduzione di Vincenzo Basile</p>
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		<title>Cresce la cifra di persone senza tetto negli USA</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 23:40:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
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		<description><![CDATA[Ogni anno nella città di New York, ci sono 100.000 abitanti che non hanno una casa  per dormire. Come registra il gruppo Coalition for the Homeless, (Coalizione per i senza tetto), tutte le notti 38.000 newyorchesi dormono nei rifugi della città; includendo 16.000 bambini e 8.000 adulti. Benché molti di più dormano in strade e spazi pubblici, come chiarisce lo stesso gruppo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8165" alt="" src="/files/2014/10/pobreza-eeuu.jpg" width="580" height="383" />Ogni anno nella città di New York, ci sono 100.000 abitanti che non hanno una casa  per dormire.</strong></p>
<p>Come registra il gruppo Coalition for the Homeless, (Coalizione per i senza tetto), tutte le notti 38.000 newyorchesi dormono nei rifugi della città; includendo 16.000 bambini e 8.000 adulti. Benché molti di più dormano in strade e spazi pubblici, come chiarisce lo stesso gruppo.</p>
<p>Il 90% dei “senza tetto”, sono afro-americani e latini; tra il 40 ed il 50% sono colpiti da problemi psicologici. Ma non tutti hanno la “fortuna” di ricorrere ai rifugi, poiché la capacità di questi è totalmente satura e molti devono ricorrere ad altri sistemi di rifugi.</p>
<p>Un articolo realizzato dal The New York Post, ha fatto riferimento agli “uomini talpe” che vivono nei tunnel dei treni della città; benché non si sappia che quantità di persone vivono lì, sì si conosce che la maggioranza di loro soffrono malattie mentali.</p>
<p>Ma non solo New York sperimenta questi problemi, in New Jersey più di 100 persone hanno stabilito un accampamento dove condividono le loro penurie e vi partecipano latini, afro-americani e bianchi.</p>
<p>Questi accampamenti, chiamate “Obamavilles”, sono distribuiti in tutto il paese, sono circa 60 e danno rifugio ad oltre 100.000 persone. Il più grande si trova nello stato della Florida, vicino a Disneyland, dove vivono circa 300 persone.</p>
<p>Città come Las Vegas e Kansas albergano centinaia di persone che vivono sotto i tunnel e nelle gallerie sotterranee.</p>
<p>Purtroppo non è la prima volta che il paese affronta una crisi e molti dei suoi abitanti devono vivere dove possano.</p>
<p>Negli anni 30, durante la gran depressione e sotto la presidenza di Herbert Hoover, migliaia di americani trovarono rifugi nelle chiamate “Hoovervilles”, chiamate così perché incolpavano il presidente per la crisi.</p>
<p>Mentre l&#8217;iniquità continua in aumento in questo paese, e secondo L&#8217;Ufficio del Censimento degli Stati Uniti, uno di ogni sei statunitensi vivono nella povertà e non hanno accesso ad un&#8217;abitazione. Intanto, la rivista Forbes promuove la vendita dell’appartamento più caro nella città di New York per 130 milioni di dollari, ancora senza averlo costruito.</p>
<p>Mentre questo succede, nella stessa città e nel paese, come contrasto, un milione di bambini, non hanno una casa propria dove ritornare quando escono dalla scuola.</p>
<p>Preso da Rebellion</p>
<p>tradotto da Ida Garberi</p>
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		<title>Michael Moore: “Gli USA sono stati fondati sul genocidio e sulla schiavitù”</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:07:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un pannello sulla povertà nell'Università George Washington, Michael Moore dichiarò che la classe ricca imprenditoriale negli USA necessita la povertà per sopravvivere, specialmente della gente di colore.”  “I suoi stivali hanno calpestato i colli delle persone di colore da quando cominciamo ad esistere”, ha detto Michael Moore mentre l'udienza dell'Università George Washington applaudiva. “Questa è una nazione fondata sul genocidio e costruita sulle spalle degli schiavi, bene, cosicché cominciamo col problema razziale”, ha affermato.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_2805" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2805" src="/files/2012/01/michael-moore.jpg" alt="Michael Moore" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Michael Moore</p></div>
<p>In un pannello sulla povertà nell&#8217;Università George Washington, Michael Moore dichiarò che la classe ricca imprenditoriale negli USA necessita la povertà per sopravvivere, specialmente della gente di colore.” </strong></p>
<p>“I suoi stivali hanno calpestato i colli delle persone di colore da quando cominciamo ad esistere”, ha detto Michael Moore mentre l&#8217;udienza dell&#8217;Università George Washington applaudiva. “Questa è una nazione fondata sul genocidio e costruita sulle spalle degli schiavi, bene, cosicché cominciamo col problema razziale”, ha affermato.</p>
<p>“Questo paese non avrebbe avuto mai la ricchezza che ha, se non avesse avuto la schiavitù per circa duecento anni”, ha aggiunto. Moore rispondeva ai commenti formulati dagli alunni e dal professore di Princeton, Cornel West, che ha definito la povertà negli USA come “moralmente oscena”, ha recensito Patria Grande.</p>
<p>“Se si trattasse solo di una questione di negra o gialla o rossa (gente), saremmo voci nel deserto”, disse West, “Perché mentre c&#8217;è un viso di colore negro o giallo nella povertà, non lo consideriamo (…) Se c&#8217;è un viso bianco di classe media, allora è ‘Oh, abbiamo adesso un problema, dobbiamo combattere con alcune cose!.”</p>
<p>West espresse che il movimento ‘Occupy &#8216; mostrò la possibilità di alzarsi e parlare del tema della povertà e la disuguaglianza economica. Durante l&#8217;evento West e Moore si alternarono per promuovere la rivoluzione sociale e politica contro le imprese statunitensi.</p>
<p>Il pannello è stato patrocinato dal presentatore di televisione Travis Smiley della rete televisiva PBS e trasmesso nella televisione pubblica agli inizi della settimana scorsa.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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