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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Polizia</title>
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		<title>Polizia statunitense ha ucciso 385 persone dall&#8217;inizio dell&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2015 23:21:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Polizia statunitense ha ucciso almeno 385 persone dall'inizio dell'anno, fatto che rappresenta la morte di più di due persone al giorno, secondo un'analisi del Washington Post. Il quotidiano ha sottolineato che questa cifra è doppia rispetto a quella delle sparatorie mortali che riportano le statistiche ufficiali del governo negli ultimi dieci anni, un numero che le autorità stesse riconoscono che è incompleto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8673" alt="" src="/files/2015/06/Policia-EEUU.jpg" width="580" height="330" />La Polizia statunitense ha ucciso almeno 385 persone dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, fatto che rappresenta la morte di più di due persone al giorno, secondo un&#8217;analisi del Washington Post.</strong></p>
<p>Il quotidiano ha sottolineato che questa cifra è doppia rispetto a quella delle sparatorie mortali che riportano le statistiche ufficiali del governo negli ultimi dieci anni, un numero che le autorità stesse riconoscono che è incompleto.</p>
<p>&#8220;Non riusciremo mai a ridurre il numero di sparatorie della polizia se non incominciamo a seguire correttamente queste informazioni&#8221;, ha dichiarato Jim Bueerman, presidente della ONG “Fondazione Polizia”, che ha come obbiettivo quello di migliorare l&#8217;azione delle forze dell’ordine.</p>
<p>La pubblicazione di questo rapporto giunge in un momento di dibattito nazionale sull&#8217;uso della forza eccessiva da parte della polizia contro le minoranze, in seguito alla morte di diversi neri disarmati, che hanno provocato proteste di massa.</p>
<p>Il Washington Post ha spiegato che dall&#8217;inizio di quest&#8217;anno ha fatto una base di dati che include tutte le sparatorie di polizia dove ci sono stati dei morti, oltre alla morte di agenti colpiti.</p>
<p>Il giornale ha incluso nelle statistiche solo le morti del 2015 per spari, escludendo altre cause come le pugnalate o la morte dei detenuti in custodia della polizia.</p>
<p><span style="color: #ff0000">La maggior parte sono uomini</span></p>
<p>La stragrande maggioranza dei morti, fino a 365, erano uomini, mentre 20 erano donne. 180 dei morti erano bianchi, mentre 105 erano neri e 57 ispanici. La fascia di età era compresa tra i 16 e gli 83 anni.</p>
<p>Circa l&#8217;80% degli uccisi erano armati con oggetti potenzialmente letali, per lo più con armi, anche se hanno registrato anche coltelli e machete.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Aiuto per problemi domestici</span></p>
<p>Un altro problema discusso è stata la causa della sparatoria che ha portato alla morte di alcuni di coloro che erano coinvolti. Nella maggior parte dei casi, la polizia stavano rispondendo ad una richiesta di assistenza per problemi domestici od altri problemi sociali.</p>
<p>La maggior parte dei morti erano di classe bassa e avevano precedenti penali, per lo più per reati minori. Inoltre, 92 dei morti, che rappresentano quasi un quarto di tutti quelli riportati, sono stati dichiarati dalle autorità o dai loro parenti mentalmente squilibrati.</p>
<p><span style="color: #ff0000">La responsabilità della polizia</span></p>
<p>Secondo la legge degli Stati Uniti, la polizia è autorizzata ad uccidere un sospetto quando rischia la sua vita o quella degli altri. Secondo i dati contenuti nella presente relazione, in tre dei casi analizzati un poliziotto è stato accusato di aver commesso un crimine.</p>
<p>Diversi agenti di polizia, in attivo e pensionati, hanno detto al giornale che le forze di sicurezza dovrebbero essere processate per questi decessi e che molti si avrebbero potuto evitare con una migliore attitudine della polizia.</p>
<p>&#8220;Abbiamo bisogno di comprendere i fenomeni che ci sono dietro questi eventi fatali&#8221;, ha detto Bueerman. &#8220;C&#8217;è un bisogno sociale imperativo di ciò, ma vi è una mancanza di volontà politica di farlo accadere&#8221;, si è lamentato.</p>
<p>foto: TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8674" alt="" src="/files/2015/06/racismo-cifras.jpg" width="580" height="669" /></p>
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		<title>Polizia statunitense uccide giovane che ha superato il veicolo della polizia</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Oct 2012 23:08:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[abuso di potere]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia]]></category>
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		<description><![CDATA[Un mal sorpasso è costato la vita ad un newyorchese che ha ricevuto una pallottola di un poliziotto, dopo che questo aveva fermato la sua automobile. L'incidente è accaduto venerdì quando Noel Polanco, di 22 anni, e due dei suoi amici andavano in automobile verso casa. Noel, che stava al volante, ha superato un'automobile senza scritte speciali, che è risultata essere un veicolo della polizia.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_5812" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-5812" src="/files/2012/10/policia-eeuu.jpg" alt="Auto della polizia a New York" width="300" height="250" /></strong><p class="wp-caption-text">Auto della polizia a New York</p></div>
<p>Un mal sorpasso è costato la vita ad un newyorchese che ha ricevuto una pallottola di un poliziotto, dopo che questo aveva fermato la sua automobile. </strong></p>
<p>L&#8217;incidente è accaduto venerdì quando Noel Polanco, di 22 anni, e due dei suoi amici andavano in automobile verso casa. Noel, che stava al volante, ha superato un&#8217;automobile senza scritte speciali, che è risultata essere un veicolo della polizia.</p>
<p>Dopo, come segnalano i suoi amici, l&#8217;automobile li ha raggiunti e hanno visto i poliziotti che facevano gesti offensivi e gridando insulti verso di loro. Gli ufficiali, con le armi sfoderate, hanno ordinato che fermassero l&#8217;automobile ed alzassero le mani.</p>
<p>Nonostante, sempre secondo la versione dei passeggeri dell&#8217;automobile di Polanco, subito si è sentito uno sparo, prima che l&#8217;autista avesse tempo di togliere le mani dal volante.</p>
<p>L&#8217;ufficiale che ha sparato a Polanco attraverso lo sportello aperto è stato riconosciuto come Hassan Hamdy, di 39 anni.</p>
<p>Secondo la versione della poliza, Hamdy ha sparato al giovane dopo che questi estendesse una mano sotto il sedile: mentre gli amici di Polanco affermano che le sue mani stavano sul volante.</p>
<p>Il portavoce del dipartimento, al quale appartiene Hamdy, Paul J. Browne, ha detto al quotidiano ‘The New York Times &#8216; che l&#8217;informazione della quale dispone indica che si sono prodotti certi movimenti dentro il veicolo di Polanco che potevano avere provocato dei sospetti che l&#8217;autista fosse armato. “Cerchiamo un’arma, ma non troviamo niente. L&#8217;unica cosa che abbiamo trovato è stato un trapano”, ha segnalato.</p>
<p>I parenti del giovane assassinato chiedono giustizia.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Viene diffuso un video della polizia israeliana aggredendo un bambino palestinese</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jul 2012 22:19:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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		<description><![CDATA[Un video diffuso dalla Ong israeliana Betselem mostra un agente della Polizia di Frontiera israeliano nell'atto di aggredire un bambino palestinese mentre un collega lo mantiene fermo, in un nuovo caso di violenza delle forze di sicurezza israeliane contro i palestinesi.
"L'incidente è avvenuto nella zona che circonda la Tomba del Patriarca ad Hebron, che si trova in un quartiere palestinese dove i bambini giocano per le strade e ci sono molti Poliziotti di Frontiera tristemente famosi ", dichiarò oggi ad EFE Sarit Michaeli, portavoce di Betselem.

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5160" src="/files/2012/07/pales.jpg" alt="" width="350" height="212" />Un video diffuso dalla Ong israeliana Betselem mostra un agente della Polizia di Frontiera israeliano nell&#8217;atto di aggredire un bambino palestinese mentre un collega lo mantiene fermo, in un nuovo caso di violenza delle forze di sicurezza israeliane contro i palestinesi.</p>
<p>&#8220;L&#8217;incidente è avvenuto nella zona che circonda la Tomba del Patriarca ad Hebron, che si trova in un quartiere palestinese dove i bambini giocano per le strade e ci sono molti Poliziotti di Frontiera tristemente famosi &#8220;, dichiarò oggi ad EFE Sarit Michaeli, portavoce di Betselem.</p>
<p>&#8220;Secondo testimonianze ottenute attraverso l&#8217;organizzazione dei residenti nella zona, aggressioni come questa sono molto comuni&#8221;, aggiunge.</p>
<p>Nel video (che compare nella pagina <a rel="nofollow" href="http://www.btselem.org/video/201200629_soldier_kicks_boy"  target="_blank">www.btselem.org/video/201200629_soldier_kicks_boy</a>) si vede come un soldato afferra con forza il minorenne e gli dice: &#8220;Perchè stai facendo casino?”, mentre il ragazzino urla.</p>
<p>Un altro agente si avvicina e gli da un calcio, dopo di che, lo lasciano libero ed il minorenne fugge via correndo.</p>
<p>L&#8217;incidente accadde Domenica scorsa e le immagini furono riprese da un volontario, che aveva ricevuto una videocamera dalla Ong per poter riprendere e quindi denunciare tali situazioni.</p>
<p>Lo stesso ragazzino, che ha solamente 9 anni, sporse una denuncia proprio a Betselem circa un mese dopo essere stato colpito da un soldato mentre rientrava da scuola. Il minorenne dichiarò che, prima dell&#8217;incidente, si era recato ad un posto di controllo militare con un amico, e che questi aveva tirato una pietra contro i soldati.</p>
<p>&#8221; E`una zona di grandi tensioni ed una situazione difficile per la comunità che lamenta abusi di potere da parte dei poliziotti ed attacchi ai suoi figli, mentre la polizia si lamenta che i bambini gli lancino pietre&#8221;, dice Michaeli.</p>
<p>Ma il portavoce di Betselem ricorda che &#8220;questo tipo di comportamento è assolutamente proibito sotto tutti gli aspetti, oltre quello che un bambino possa o non possa fare&#8221;, ed assicura che &#8220;esistono altri modi di gestire gli attriti con i minorenni &#8220;.</p>
<p>Betselem ha denunciato i fatti e consegnato le prove al Ministero di Giustizia.</p>
<p>Negli ultimi anni, l&#8217;organizzazione ha diffuso decine di video che mostrano aggressioni ai palestinesi nei territori occupati dalla polizia, dai soldati e dai coloni israeliani.</p>
<p>Il portavoce della Polizia, Miki Rosenfeld, ha dichiarato a EFE che &#8221; l&#8217;incidente è sotto esame da parte degli ufficiali della Polizia di Frontiera&#8221; e assicurò che &#8220;questo tipo di comportamento è inaccettabile tanto nella Polizia di Frontiera che in qualsiasi altra unità&#8221;.</p>
<p>Preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>Traduzione di Paola Flauto</p>
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		<title>Vicepresidente boliviano assicura che si sviluppò un golpe di Stato</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/06/27/vicepresidente-boliviano-assicura-che-si-sviluppo-un-golpe-di-stato/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jun 2012 00:40:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Boliva]]></category>
		<category><![CDATA[golpe di stato]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia]]></category>

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		<description><![CDATA[In Bolivia si sviluppò un golpe di Stato a partire dall'ammutinamento poliziesco iniziato la settimana scorsa con l’occupazione dell'Unità Tattica di Operazioni, ha assicurato oggi il vicepresidente Alvaro Garcia Linera. Il funzionario menzionò, in una conferenza stampa, almeno sei elementi che dimostrano che si cercò di alterare l'ordine costituzionale nel paese, a partire dalla mobilitazione di poliziotti, influenzati da attori politici della destra.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_5119" style="width: 236px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-5119" src="/files/2012/06/Álvaro-García.jpg" alt="Alvaro Garcia" width="236" height="300" /></strong><p class="wp-caption-text">Alvaro Garcia</p></div>
<p>In Bolivia si sviluppò un golpe di Stato a partire dall&#8217;ammutinamento poliziesco iniziato la settimana scorsa con l’occupazione dell&#8217;Unità Tattica di Operazioni, ha assicurato oggi il vicepresidente Alvaro Garcia Linera. </strong></p>
<p>Garcia Linera menzionò, in una conferenza stampa, almeno sei elementi che dimostrano che si cercò di alterare l&#8217;ordine costituzionale nel paese, a partire dalla mobilitazione di poliziotti, influenzati da attori politici della destra.</p>
<p>Il presidente dell&#8217;Assemblea Legislativa ha fatto notare che nessuno di questi sei elementi sono un&#8217;invenzione del Governo, bensì materiali di rottura dell&#8217;ordine interno, di rottura del funzionamento istituzionale della democrazia nel nostro paese.</p>
<p>I politici infiltrati si approfittarono di una richiesta legittima di carattere economico dei poliziotti per portare improvvisamente la situazione verso fasi scaglionate di golpe di Stato contro la democrazia, manifestò il vicepresidente.</p>
<p>Tra gli elementi menzionati dal vice mandatario, ci sono la rottura dello Stato democratico da parte della Polizia, l’occupazione di istituzioni, la paralisi del funzionamento del Governo e gli attacchi dinamitardi all&#8217;Assemblea Legislativa ed al Palacio Quemado, sede del governo.</p>
<p>Inoltre, la distruzione delle apparecchiature di Radio Bolivia, con dinamite, ed il registro di comunicazioni tra alcuni poliziotti che pianificavano il golpe contro il Governo del presidente Evo Morales.</p>
<p>Garcia Linera ha insistito in che l&#8217;opposizione non lo riconoscerà, ma gli argomenti sono palpabili, facili da identificare, dopo analizzare quanto accaduto nel paese dopo l’occupazione dell&#8217;Unità Tattica di Operazioni Poliziesche, da parte di un gruppo di agenti incappucciati, giovedì scorso.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Un&#8217;altra volta, Chicago</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/06/13/unaltra-volta-chicago/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jun 2012 23:26:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia]]></category>
		<category><![CDATA[repressione del popolo]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Era l'estate del 1968, quando migliaia di nordamericani che protestavano contro la guerra in Vietnam arrivarono a Chicago, luogo della Convenzione Nazionale del Partito Democratico. I Democratici si erano riuniti per nominare il Vicepresidente Hubert H. Humphrey come candidato alla presidenza degli Stati Uniti, ma la maggioranza ricorda quella Convenzione per le proteste di massa, per la violenza e l'ammutinamento della polizia.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_4834" style="width: 272px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-4834" src="/files/2012/06/mumia-abu-jamal.jpg" alt="Mumia Abu Jamal" width="272" height="224" /></strong><p class="wp-caption-text">Mumia Abu Jamal</p></div>
<p>Era l&#8217;estate del 1968, quando migliaia di nordamericani che protestavano contro la guerra in Vietnam arrivarono a Chicago, luogo della Convenzione Nazionale del Partito Democratico. I Democratici si erano riuniti per nominare il Vicepresidente Hubert H. Humphrey come candidato alla presidenza degli Stati Uniti, ma la maggioranza ricorda quella Convenzione per le proteste di massa, per la violenza e l&#8217;ammutinamento della polizia. </strong></p>
<p>Studenti, cittadini che protestavano contro la guerra, giornalisti, fotografi e gente comune che passava semplicemente per di lì, furono colpiti dalla polizia con eccesso selvaggio.</p>
<p>Sono passate generazioni, ed i movimenti di protesta contro la guerra e contro la NATO ci mostrano che alcune cose non cambiano.</p>
<p>Violenza della polizia… un&#8217;altra volta.</p>
<p>Come potrebbero cambiare le cose se il sistema è lo stesso?</p>
<p>Come possiamo aspettare ragionevolmente un cambiamento quando la polizia –sia nel 1968 o nel 2012–ancora “serve e protegge” i ricchi –l’1%? La polizia, oggi come ieri, continua a realizzare la stessa funzione sociale.</p>
<p>A volte, avvenimenti degli anni scorsi ci mostrano il cambiamento sociale in forma di massa.</p>
<p>E questo c&#8217;indica a volte che manca ancora molto da fare.</p>
<p>scritto da Mumia Abu-Jamal</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Quando l’economia statunitense va al collasso, prende forma uno stato di polizia per una “nuova normalizzazione”</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/opinioni/2011/09/18/quando-leconomia-statunitense-va-al-collasso-prende-forma-uno-stato-di-polizia-per-una-nuova-normalizzazione/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/opinioni/2011/09/18/quando-leconomia-statunitense-va-al-collasso-prende-forma-uno-stato-di-polizia-per-una-nuova-normalizzazione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 18:06:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando i grandi feudatari delle imprese multinazionali si saranno impadroniti anche di quel poco che resta della rete di protezione sociale ormai ridotta a brandelli (adieu Servizio Sanitario Statale per la cura degli anziani e per i meno abbienti! Previdenza Sociale? Au revoir!), l’amministrazione Obama si sta muovendo a rotta di collo per espandere ed intensificare i programmi di stato di polizia in precedenza impostati dal governo Bush. Dopo tutto, con le quotazioni azionarie preda di vortici selvaggi, occupazione e salari in una spirale mortale, e fondi pensione e patrimoni pubblici inghiottiti completamente dagli speculatori e dalla feccia dei possessori di rendite e dei grandi patrimoni, lo Stato rispolvera, migliorandoli, i piani di emergenza, per paura che il “contagio” dalla Grecia, Spagna o Gran Bretagna si estenda dai mitici lidi della “vecchia Europa” e vada ad infettare questo popolo timorato di Dio, qui nella sua Heimat, nella sua cara patria che sono gli Stati Uniti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Tom Burghardt </strong></p>
<p><span> Traducido por <strong> Curzio Bettio</strong></span></p>
<p><span><strong>(Tlaxcala)</strong></span></p>
<div><img class="alignleft size-full wp-image-1793" src="/files/2011/09/economia-polizia.jpg" alt="" width="300" height="250" />Niente paura, coloro che detengono il potere possiedono formule magiche, a cui hanno conferito entusiasticamente il titolo di <span style="text-decoration: underline">Civil Disturbances: Emergency Employment of Army and Other Resources</span>, (<em>Disordini civili: impiego dell’esercito e di altre risorse in situazioni emergenziali</em>),  diversamente note come Disposizioni per l’Esercito 500-50, riguardanti  alle “politiche, responsabilità, e direttive per il Ministero della  difesa relative alla pianificazione di operazioni che vedono l’uso delle  strutture dell’esercito in funzione del controllo di disordini civili  in atto, o per la loro <em>prevenzione</em>.”</div>
<div>Quando i politici della Gran Bretagna, sull’onda delle rivolte londinesi, esigono un <em>clampdown</em>,  vale a dire provvedimenti restrittivi nei confronti dei mezzi di  comunicazione sociali, e quando l’agenzia Bay Area Rapid Transit (BART) a  San Francisco, nell’ultima settimana, ha interrotto in modo clandestino  il servizio telefonico mediante cellulari per agevolare la repressione  di una protesta contro la violenza della polizia, allora nelle  cosiddette “democrazie occidentali” stanno diventando di norma tattiche  di controllo autoritario, che scimmiottano quelle impiegate in Egitto e  in Tunisia (che così tanto bene hanno funzionato!).</div>
<p><strong>Legge segreta, programmi segreti </strong></p>
<div>Intanto, sulla Collina del Campidoglio, il Congresso ha fatto la  sua parte per difenderci da questa fastidiosa Carta Costituzionale dei  diritti del cittadino; questo è avvenuto prima che 81 dei “nostri”  Rappresentanti eletti – quasi un quinto dei Rappresentanti – se ne  andassero in Israele per visite ufficiali pagate dall’AIPAC. (1)</div>
<div><em>Secrecy News</em> ha riferito che la Commissione Servizi  Informativi del Senato “aveva respinto un emendamento che avrebbe dovuto  imporre al Ministro della giustizia e sovrintendente ai procuratori  distrettuali, e al Direttore dei servizi informativi nazionali, di  affrontare il problema della ‘normativa sulla segretezza’, per cui  agenzie governative dipendono legalmente da autorità poco o nulla  conosciute dall’opinione pubblica.”</div>
<div>Questo emendamento, proposto dai Senatori Ron  Wyden (D-OR) e Mark Udall (D-CO) veniva respinto con voto espresso  verbalmente, ed inoltre venivano assegnati rafforzati poteri di  sorveglianza senza precedenti ad agenzie del Settore Esecutivo, come  l’FBI e la NSA [<em>Ufficio investigativo federale e Agenzia per la sicurezza nazionale</em>].</div>
<div>Come precedentemente riportato da <em>Antifascist Calling</em>, la Electronic Frontier Foundation (<em>Fondazione per la Frontiera Elettronica</em>)  ha intentato una causa al fine di ottenere un provvedimento legislativo  sulla libertà di informazione contro il Ministero della giustizia, “per  ingiungere la pubblicazione di un memorandum legale segreto volto a  giustificare la possibilità di accesso dell’FBI alle registrazioni  telefoniche degli Statunitensi, anche in assenza di un qualsiasi  processo o di tutela di natura legale.”</div>
<div>Il Ministero della giustizia ha fatto  opposizione ed ora si assiste ad un Senato che ha affermato come la  “normativa sulla segretezza” dovrebbe stare all’interno dei  principi-guida della nostra ex Repubblica.</div>
<div>Inoltre, <em>Secrecy News</em> ha reso di dominio pubblico che la  Commissione ha respinto un secondo emendamento per una norma di  autorizzazione che avrebbe impegnato l’Ispettorato Generale del  Ministero della giustizia “nella valutazione del numero degli  Statunitensi che avevano avuto i contenuti delle loro comunicazioni  sottoposti a controllo, in violazione del FISA Amendments Act del 2008  [FAA].”  (2)</div>
<div>Come puntualizzato svariate volte, il FAA è un frammento pernicioso  di quel detrito legislativo bushista che legalizzava i programmi  segreti spionistici della passata amministrazione, da allora abbelliti  dal nostro attuale Presidente “<em>speranza e cambiamento</em>”.</div>
<div>Durante il periodo precedente l’approvazione del FAA, i Democratici  del Congresso, compreso l’allora senatore Barack Obama, e i suoi  colleghi Repubblicani di corridoio, avevano dichiarato che la legge  costituiva un “compromesso” tra i diritti alla privacy dei cittadini  degli Stati Uniti e le necessità delle agenzie per la sicurezza di  “bloccare i terroristi” in procinto di aggredire il paese.</div>
<div>Se questo era il motivo, perché il popolo usamericano non poteva rendersi consapevole se i suoi diritti erano stati compromessi?</div>
<div>Forse, come suggeriscono recenti documenti di <em><span style="text-decoration: underline">Truthout</span></em> ed altre pubblicazioni, l’ex “zar” del controterrorismo degli Stati  Uniti Richard Clarke aveva sollevato “accuse esplosive contro tre ex  funzionari al vertice della CIA &#8212; George Tenet, Cofer Black e Richard  Blee – imputando loro di non avere condotto, in tutta complicità,  un’opportuna azione di intelligence …su due dei terroristi dell’11/9 che  erano entrati negli Stati Uniti ben un anno prima degli attacchi.”</div>
<div>Le accuse di Clarke seguivano strettamente l’inchiesta dei giornalisti di “<em>Truthout</em>”, Jeffrey Kaye e Jason Leopold.</div>
<div>“Sulla base di documenti ottenuti sotto l’egida del Freedom of Information Act (<em>Legge sulla libertà di informazione</em>)  e di una intervista con un ex ufficiale di alto grado del  controterrorismo,” Kaye e Leopold si erano resi conto che “una ristretta  unità del servizio di intelligence militare, sconosciuta alle varie  strutture investigative sugli attacchi terroristici, era stata comandata  da funzionari governativi superiori di bloccare le ricerche su Osama  bin Laden e i movimenti di al-Qaeda prima dell’11/9.”</div>
<div>Come i lettori sanno perfettamente, la  provocazione dell’11/9 ha costituito il pretesto usato dallo Stato  capitalista per intraprendere guerre aggressive per le risorse, e nel  contempo imporre negli Stati Uniti norme repressive come il Patriot Act e  il FISA Amendments Act, che avevano come obiettivo i diritti  democratici del popolo usamericano.</div>
<div>Comunque, il FAA ha fornito legittimità a programmi illegali.  Inoltre ha offerto immunità retroattiva e copertura economica a giganti  delle telecomunicazioni come AT&amp;T e Verizon, che hanno tratto comodi  profitti effettuando controlli per il governo, e ottenendo schermature  dallo stesso in caso di risarcimenti monetari, come risultato di un  fiume di azioni legali come quella di <em><span style="text-decoration: underline">Hepting v. AT&amp;T</span></em>. (3)</div>
<div>Sorge una nuova questione: esistono <em>altre </em>compagnie negli  Stati Uniti, ugualmente protette dall’essere indagate a fondo tramite  allegati segreti presenti nel FAA o nel Patriot Act, che stanno  cancellando la privacy negli Stati Uniti?</div>
<p><strong>Echelon elevato al cubo</strong><sup><br />
</sup></p>
<div>
<div>La settimana scorsa, <em><span style="text-decoration: underline">Softpedia</span></em> rivelava che “Google ha ammesso di avere accondisceso alle richieste da  parte di agenzie di intelligence usamericane di accedere a dati  conservati nei suoi centri dati europei, molto probabilmente in  violazione alle norme dell’Unione Europea sulla protezione delle  informazioni.”</div>
</div>
<div>Il reporter Lucian Constantin ha scritto: “Al centro di questo  problema sta il PATRIOT ACT, che stabilisce che le compagnie registrate  negli Stati Uniti devono consegnare le informazioni amministrate dalle  loro filiali all’estero, se richiesto.”</div>
<div>La pubblicazione ribadiva che “non si tratta solo di questo; le  imprese possono essere costrette al segreto, in modo da evitare  inchieste attive di denuncia e la messa in allerta di coloro che  risultano obiettivo delle indagini.”</div>
<div>In altre parole, malgrado leggi che  tutelano in modo stretto la privacy, che esigono che le compagnie che  operano all’interno dell’Unione Europea conservino la riservatezza dei  dati personali dei cittadini, documenti rivelano che le imprese  statunitensi, che agiscono secondo un protocollo legale del tutto <em>differente</em>,  secondo leggi statunitensi sullo spionaggio integrate da clausole di  segretezza e consegne bavaglio, giocano le leggi e le norme di legge  delle altre nazioni.</div>
<div>Dato lo spionaggio ampiamente esercitato  dalle imprese, messo in atto secondo il programma ormai decennale di  intercettazioni delle comunicazioni <span style="text-decoration: underline">Echelon</span> della National Security Agency (NSA), le compagnie degli Stati Uniti  come Google, Microsoft, Apple o Amazon possono sicuramente essere  divenute complici consapevoli delle agenzie segrete statunitensi,  rovistando nelle informazioni riguardanti i cittadini europei, o  statunitensi, con “un’azione di spionaggio sicuramente processabile”.</div>
<div>Infatti, un decennio fa, l’Unione Europea emetteva un suo documento  definitivo sulla struttura spionistica di Echelon e concludeva che il  programma veniva usato per lo spionaggio industriale e di impresa, e che  i dati sgraffignati alle imprese europee venivano girati alle compagnie  statunitensi.   Nel 2000, la BBC riportava che secondo investigatori  europei “il buon esito in affari condotti dal Ministero del commercio  degli Stati Uniti poteva essere attribuito ai poteri di filtraggio delle  informazioni da parte di Echelon.”</div>
<div>Duncan Campbell, un giornalista britannico ed esperto di intelligence, assieme al giornalista della Nuova Zelanda <span style="text-decoration: underline">Nicky Hager</span>,  contribuiva a fare saltare la copertura di Echelon, fornendo due esempi  di spionaggio di compagnie statunitensi negli anni’90, quando  l’amministrazione Clinton di nuova elezione dava seguito alle promesse  di “aggressiva pubblica difesa” in favore delle imprese statunitensi  “impegnate in contratti con l’estero”.</div>
<div>Secondo Campbell, la  NSA “si era impossessata illecitamente di  tutti i fax e le chiamate telefoniche tra Airbus, la compagnia aerea  nazionale saudita e il governo saudita” per ottenere informazioni. In un  secondo caso portato alla luce, Campbell documentava come “Raytheon  usava informazioni raccolte dalla NSA, che spiava per assicurare un  contratto da 1,4 miliardi di dollari per fornire un sistema radar al  Brasile invece che alla francese Thomson-CSF.”</div>
<div>Come riportato da <em>Softpedia</em>, i centri di “cloud computing”  di base negli Stati Uniti che operano oltremare hanno posto “le  compagnie e le agenzie governative europee che stanno usando i loro  servizi…in una posizione difficile.” (4)</div>
<div>Con l’avvento delle piattaforme di  comunicazione a fibra ottica, programmi come Echelon hanno assunto una  portata ben superiore, e molto più insidiosa.</div>
<div>L’informatore AT&amp;T Mark Klein metteva  in evidenza il diffuso spiegamento da parte dell’Agenzia per la  Sicurezza Nazionale NSA di splitter (5) e “secret rooms” a fibra ottica presso imprese statunitensi di telecomunicazioni:</div>
<div>“Quello che spicca quando si va ad esaminare in concreto questa  organizzazione è che la NSA sta agendo come un ‘aspirapolvere’ su tutto  ciò che scorre nel grande flusso Internet: e-mail, letture web, chiamate telefoniche Voice-Over-Internet, immagini, registrazioni video.</div>
<div>Lo splitter non ha alcuna intelligenza  nell’operare, può fare solo copie alla cieca. Non dovrebbe essere  possibile l’autorizzazione legale per tutto questo, dato che le  autorizzazioni secondo il Quarto Emendamento devono essere specifiche  ‘particolarmente nella descrizione del sito che deve essere ispezionato,  e le persone e le cose che devono essere poste sotto sequestro.’…</div>
<div>Siamo in presenza di una massiccia  duplicazione alla cieca delle comunicazioni di milioni di persone,  straniere e domestiche, mescolate insieme a casaccio.</div>
<div>Da un punto strettamente legale, non  esiste giustificazione che si possa invocare per continuare le attività  nelle “segrete stanze”, la violazione ha già superato il punto di  rottura!</div>
<div>(Mark Klein, <em>Wiring Up the Big Brother Machine&#8230; </em><em>And Fighting It – Installarsi nella macchina del Grande Fratello…e combatterla</em>, Charleston, South Carolina: BookSurge, 2009, pp. 38-39.)</div>
<div>Qual è stata la risposta di Google?</div>
<div>In una dichiarazione alla pubblicazione tedesca <em><span style="text-decoration: underline">WirtschaftsWoche</span></em> un portavoce della compagnia Google affermava: “ Come compagnia  rispettosa della legge, noi ci conformiamo con i procedimenti di legge, e  questo – come per ogni compagnia con sede negli Stati Uniti – significa  che i dati raccolti fuori degli Stati Uniti possono essere soggetti al  legittimo controllo da parte del governo degli Stati Uniti. Comunque,  noi siamo impegnati a proteggere la privacy degli utenti quando ci  troviamo ad affrontare istanze di imposizioni legali. Noi abbiamo una  lunga storia di patrocini legali a difesa della privacy degli utenti a  fronte di tali richieste, ed esaminiamo a fondo queste istanze per  assicurarci che aderiscano alla lettera e allo spirito della legge prima  di accondiscendere.” (traduzione per gentile concessione di <span style="text-decoration: underline">Public Intelligence</span>)</div>
<div>Il risoluto rifiuto da parte della Commissione Servizi Informativi  del Senato a rendere pubblici documenti e comunicazioni segrete legali,  che quasi certamente prendono di mira cittadini usamericani, allora  costituisce un altro sfacciato esempio di eccezionalità intesa a  proteggere dall’essere smascherate come spie aziendali che agiscono per  conto del governo le imprese degli Stati Uniti che operano all’estero?</div>
<div>Come se la NSA non si fosse mai occupata di fare proprio questo all’interno dello Stato!</div>
<div>Come riportava il <em>The New York Times </em>nel 2009, “in mesi  recenti, l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale ha intercettato privati  messaggi e-mail e chiamate telefoniche di Statunitensi su una dimensione  che va ben oltre i larghi limiti di legge stabiliti dal Congresso  l’anno scorso.”</div>
<div>Con riferimento a questa questione delle “superintercettazioni” e  delle “difficoltà tecniche”, funzionari di intelligence e legali  dell’amministrazione in modo anonimo dichiaravano ai giornalisti</div>
<div>Eric Lichtblau e James Risen che “sebbene la pratica fosse significante e sistemica…era possibile fosse non-intenzionale.”</div>
<div>Una intelligence tanto…  “non-intenzionale”, da costruire le motivazioni per scatenare una guerra  di aggressione contro l’Iraq, gonfio di petrolio!</div>
<div>In un articolo seguente, il <em>Times</em> rivelava che la NSA “a quanto pare, ha tollerato una significativa  raccolta di messaggi domestici e-mail, sottoposti ad esame senza  autorizzazioni.”</div>
<div>Un ex analista dell’NSA “documentato” sul programma illegale dichiarava a Lichtblau  e Risen che lui e “altri analisti nel 2005 erano stati addestrati ad  usare un database segreto, nome in codice Pinwale, per archiviare  messaggi e-mail esteri e domestici.”</div>
<div>E-mail sollecitamente consegnate da  Google, Microsoft o altre compagnie, “sottoposte ad accesso legittimo”  da parte della satrapia spionistica del Pentagono?</div>
<div>Una fonte anonima del <em>Times</em> ha  affermato che “Pinwale permetteva agli analisti della NSA di leggere  rilevanti volumi di messaggi e-mail, per-e-da Statunitensi, per quanto  entro certi limiti – egli si ricordava non più del 30% per ogni ricerca  database – e gli Statunitensi non venivano esplicitamente selezionati  nelle ricerche.”</div>
<div>Comunque, non venivano nemmeno esclusi da queste pratiche illecite!</div>
<div>Come Jane Mayer ha pubblicato nel <em>The New Yorker</em>, “controlli della privacy” e “configurazioni assicuranti l’anonimato” di un programma denominato ThinThread (<em>Filo Sottile</em>),  che avrebbe dovuto garantire l’osservanza della legge se le  comunicazioni degli Statunitensi fossero state “scrutate” dalle  gigantesche reti di intercettazione della NSA, venivano respinti in  favore del “flop da 1,2 miliardi di dollari” denominato Trailblazer (<em>Pioniere</em>). (6)</div>
<div>E, come riferito in precedenza, quando Wyden e Udall hanno chiesto  informazioni all’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale  (DNI), proprio su quanti Statunitensi avessero avuto controllate le loro  comunicazioni, il DNI si produceva in ostruzionismi dichiarando che  “non è ragionevolmente possibile identificare il numero delle persone  residenti negli Stati Uniti le cui comunicazioni potevano essere state  sottoposte a controllo sotto autorizzazione.”</div>
<div>Perché? Precisamente perché tali programmi agiscono come una  gigantesca spugna elettronica e assorbono, e i database scavano ed  ispezionano immensi volumi delle nostre comunicazioni.</div>
<div>Infatti, un responsabile della programmazione informatica della NSA  e creatore del programma ThinThread, Bill Binney, ha dichiarato al <em>The New Yorker</em>,  che “una piccola parte del programma…era stata modificata a diversa  orientazione” e veniva “usata per intercettare comunicazioni di tutto il  mondo.”</div>
<div>Tre anni dopo che Barack Obama aveva  promesso di mettere un freno agli “eccessi” dell’amministrazione Bush, i  programmi di sorveglianza illegale continuano a svilupparsi sotto la  sua vigilanza.</div>
<p><strong>Uno “Stato di Eccezione” permanente </strong></p>
<div>Nella nostra condizione politica attuale, gli “stati di eccezione” e  le “emergenze” di sicurezza nazionale sono divenuti caratteristiche  permanenti della vita sociale.</div>
<div>Intere classi di cittadini e non-cittadini allo stesso modo vengono  ora sospettati; anarchici, comunisti, immigrati, musulmani, attivisti  sindacali, i dissidenti politici in generale, sono tutti soggetti a  livelli di controlli minuziosi e di sorveglianza senza precedenti.</div>
<div>Dai “rinforzati controlli di sicurezza” agli aeroporti, alla  massiccia espansione di database privati e statuali che archiviano le  nostre abitudini di spesa, con chi noi parliamo e dove andiamo, in  maniera sempre crescente, quando il sistema capitalista sta implodendo e  milioni di persone stanno di fronte alla prospettiva di una rovina  economica, l’ex Repubblica usamericana sta assumendo le caratteristiche  di uno stato di polizia corporativo.</div>
<div>
<div>Il ricercatore ed analista di questioni sulla sicurezza, Christopher Soghoian, ha riportato sul suo blog  <em><span style="text-decoration: underline">Slight Paranoia</span></em> che “<strong><em>secondo  un documento ufficiale del Ministero della giustizia sulle consuetudini  “emergenziali”, le richieste senza autorizzazioni agli Internet Service  Provider (ISP) per visionare il contenuto delle comunicazioni degli  utenti sono balzate alle stelle per più del 400% in un solo anno.</em></strong>”(7)</div>
<div>Questa non è una questione di poco conto!</div>
<div>Così, il mese scorso <span style="text-decoration: underline">CNET News</span> ha divulgato: “Gli Internet Provider sarebbero costretti a conservare  registrazioni delle attività dei loro utenti per un anno – nel caso la  polizia volesse controllarle in futuro – secondo una normativa di legge  che una commissione della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha  approvato oggi.”</div>
<div>Declan McCullagh ha riportato che “il  voto di 19 a 10 rappresenta una vittoria per i conservatori  Repubblicani, che hanno fatto della conservazione dei dati la loro più  importante iniziativa di natura tecnologica dopo le ultime elezioni di  autunno.”</div>
<div>Significativamente, CNET ha osservato che questa è una “vittoria”  anche per i designati Democratici al Ministero della giustizia di Barack  Obama, “che hanno tranquillamente fatto pressioni per le nuove esigenze  di controlli a tappeto.”</div>
<div>Secondo CNET, una “riscrittura del disegno di legge dell’ultimo  minuto allarga l’ambito di applicazione, per cui i fornitori di Internet  commerciali sono tenuti a conservare, per potere poi fagocitarli e  controllarli, i nomi dei clienti, indirizzi, numeri di telefono, numeri  di carte di credito, numeri di conto bancario, e indirizzi IP  temporaneamente assegnati.”</div>
<div>Peraltro, “con un voto di 7 contro 16, la commissione ha respinto  un emendamento che avrebbe puntualizzato che dovevano essere conservati  solo gli indirizzi IP.”</div>
<div>Consideriamo le implicazioni preoccupanti di questo disegno di  legge sui controlli a tappeto. Mentre i Repubblicani dell’ultra-destra “<em>Tea Party</em>”  giuravano di gettarsi “il governo alle nostre spalle”, nel caso si  fosse ficcato illecitamente il naso nei fatti altrui da parte dei  “sicurocrati”, la cui unica fedeltà è quella di un’auto-perpetuazione  della burocrazia securitaria, e da parte dei truffatori della difesa,  che sono al loro servizio (e che fanno assegnamento su questi del “Tea  Party” per ottenere posizioni di privilegio dopo il “pensionamento” di  questo governo), <strong><em>tutti i nostri dati privati </em></strong><strong><em>​​sono pronti per essere afferrati. </em></strong></div>
<div>Il disegno di legge, secondo la  Rappresentante Zoe Lofgren (D-CA), che ha guidato l’opposizione al  provvedimento, se approvato, consentirebbe la creazione di “una banca  dati di qualsiasi movimento digitale di ogni Usamericano, con la  potenzialità di individuare quali siti Web ogni singolo Statunitense sia  andato a visitare.”</div>
<div>Per rendere la vita più difficile agli  oppositori di questo disegno di legge, a costoro è stata offerta una  pillola avvelenata dai proponenti, che hanno denominato la legge,  pensate un po’, “Protecting Children From Internet Pornographers Act of  2011 – <em>Legge del 2011 per la protezione dei bambini dai pornografi in Internet</em>”,  sebbene, come la CNET ha sottolineato, “i registri obbligatori  sarebbero accessibili alla polizia nel corso di indagini di natura  criminologica, e forse ad avvocati impegnati in controversie civili in  materia di divorzio, frode assicurativa, come pure in altri casi di tale  natura.”</div>
<div>Come la Electronic Frontier Foundation (EFF) ha messo in luce lo scorso anno, <em>nominati di parte politica</em> presso il Ministero per la Sicurezza Nazionale e presumibilmente altre  segrete satrapie di Stato, avevano ordinato “un ulteriore livello di  revisione della normativa espressa dalla Legge sulla libertà di  informazione. (FOIA)”.</div>
<div>EFF ha rivelato l’esistenza di un  memorandum politico del 2009 emanato dal Direttore dell’ufficio  responsabile dell’applicazione della Legge sulla libertà di informazione  e Direttore dell’ufficio sulla privacy del Ministero della giustizia,  Mary Ellen Callahan, per cui ai componenti del Ministero per la  sicurezza interna (DHS) “era stato richiesto di riferire su ‘attività  significative, nell’ambito della Legge sulla libertà di informazione’,  in relazioni settimanali da inviare all’Ufficio sulla privacy, che le  avrebbe integrate nella sua relazione settimanale all’Ufficio di  presidenza della Casa Bianca.”</div>
<div>Fra le cosiddette “attività  significative, nell’ambito della Legge sulla libertà di informazione”  venivano comprese le richieste provenienti “da qualsiasi membro di un  qualsiasi gruppo di attivisti, di organizzazioni di comitati di  controllo, di gruppi di interesse speciali, ecc.”, e “la richiesta di  documentazione, che avrebbe attirato l’attenzione dei media o stava  ricevendo l’attenzione dei media.”</div>
<div>Nonostante l’<em>apparenza </em>di  individuare situazioni di “emergenza”, spiando le richieste alle  commissioni del Congresso, presumibilmente supervisionando segretamente  le attività dello Stato (una assunzione generosa nella migliore delle  ipotesi), “<strong><em>è chiaro</em></strong>” asserisce Soghoian, “<strong><em>che le statistiche del Ministero della Giustizia non riferiscono adeguatamente sulla portata di questa forma di sorveglianza</em></strong>” e “<strong><em>sottovalutano queste appropriazioni di dati di diversi ordini di grandezza</em></strong>.”</div>
<div>Come tale, “la legge attuale è in gran  parte inutile.” Essa non si applica alle “forze dell’ordine statali e  locali, che rivolgono decine di migliaia di richieste senza mandato agli  Internet Service Provider ogni anno”, ed è inapplicabile nei confronti  delle “agenzie federali per l’ordine pubblico, esterne al Ministero  della giustizia.”</div>
<div>“Infine,” Soghoian ribadisce, “la  normativa non si applica alle rivelazioni, per motivi di emergenza, di  informazioni non significative, come dati geo-localizzanti, informazioni  su elenchi abbonati (come nome e indirizzo), o gli indirizzi IP  utilizzati.”</div>
<div>E con il Congresso pronto ad emanare la  normativa sulla conservazione dei dati con la possibilità in seguito di  esaminarli a tappeto, dovrebbe essere chiaro che le “riserve” espresso  da membri del Congresso sono semplici foglie di fico a copertura di una  illegalità sancita dallo Stato</div>
<p><strong>Guerra al terrorismo : saccheggio dell’economia globale</strong></p>
<p><span> </span></p>
<div>Il comportamento criminale da parte delle  agenzie incaricate della sicurezza interna è da collegarsi alle guerre  di aggressione illegali degli Stati Uniti e allo stato di guerra  economica del capitalismo contro la classe operaia, che ora viene  posizionata accanto ai “terroristi islamici”, come una minaccia alla  “sicurezza nazionale.”</div>
<div>Nonostante gli sforzi da parte dell’amministrazione Obama e dei  leader repubblicani del Congresso per far “quadrare i conti” sulle  spalle del popolo usamericano attraverso tagli massicci di bilancio,  come l’economista Michael Hudson ha sottolineato su <em>Global Research</em>, la crisi confezionata ad arte “di un debito alle stelle” costituisce un imbroglio enorme.</div>
<div>Il <em><span style="text-decoration: underline">World Socialist Web Site</span></em> ha affermato  che “i timori per una recessione sempre più profonda negli Stati Uniti e  la crisi del debito in Europa hanno fatto precipitare in un abisso i  mercati globali – giovedì 4 agosto, l’indice Dow Jones Industrial  Average ha visto una flessione mai così accentuata di 512 punti &#8211;  analisti ed esperti di finanza nei mezzi di comunicazione di massa   hanno sviluppato una nuova narrazione. La preoccupazione che a  Washington manchi la “volontà politica” di tagliare di netto i programmi  che assicurano diritti consolidati ha costituito la causa  dell’esacerbazione dell’“incertezza del mercato”. (8)</div>
<div>Jerry Bianco, della sinistra critica, ha osservato che “in realtà, i  nuovi tagli intensificheranno solamente la crisi economica, mentre i  tagli dei buoni pasto, dell’indennità di disoccupazione, dell’assistenza  sanitaria e dei finanziamenti all’istruzione pubblica elimineranno i  programmi essenziali per la sopravvivenza, ora più che mai.”</div>
<div>Infatti, come l’economista marxista Richard Wolff ha sottolineato nel <em>The Guardian</em>,  mentre “la crisi del sistema capitalistico negli Stati Uniti, che ha  avuto inizio nel 2007, può avere fatto piombare milioni di persone in  una acuta sofferenza economica e nell’indigenza, del ‘recupero’, che ha  avuto inizio nel 2009, ha beneficiato solo quella minoranza che è stata  la maggior responsabile della crisi: banche, le grandi imprese e i  ricchi che possiedono la parte preponderante dei capitali. La cosiddetta  “ripresa” non ha nemmeno ‘lambito’ la maggioranza del popolo degli  Stati Uniti, le persone che lavorano e che dipendono solo dal loro  impiego e dal loro salario.”</div>
<div>E nonostante le dichiarazioni mendaci da parte di funzionari  politici, e dei media allo stesso modo, il Pentagono se la passerà bene,  anche quando gli Usamericani saranno costretti a sostenere l’onere  finanziario delle avventure imperiali statunitensi in un futuro sempre  più cupo.</div>
<div>Il <em>Washington Post</em> riportava che il Ministro della difesa  Leon Panetta “giovedì, ha messo in guardia per le terribili conseguenze  se il Pentagono venisse costretto a effettuare tagli al suo bilancio,  oltre i 400 miliardi di dollari di risparmi previsti per il prossimo  decennio.”</div>
<div>Il <em>Post </em>sottolineava come “alti funzionari del Pentagono  hanno lanciato un’offensiva negli ultimi due giorni per convincere i  legislatori che ulteriori riduzioni della spesa del Pentagono avrebbero  messo in pericolo la sicurezza del paese”.</div>
<div>“Invece di tagli alla difesa”, Panetta ha esortato i legislatori a  “fare riferimento su aumenti delle tasse e su riduzioni alle spese non  ‘indispensabili’, come quelle per il servizio sanitario e la previdenza  sociale, per ottenere il risparmio necessario.”</div>
<div>Ma, come Michael Hudson puntualizza, “è stata la guerra la causa principale di un debito nazionale sempre crescente.”</div>
<div>Dopo tutto, è stata addirittura l’icona borghese Adam Smith a  sostenere che “controlli dei parlamenti sulla spesa pubblica sono stati  designati per impedire ai governanti ambiziosi di scatenare la guerra.”.</div>
<div>Hudson scrive che “se la gente provasse sulla propria pelle  l’impatto economico della guerra immediatamente &#8211; invece di  procrastinare i suoi effetti con l’indebitamento finanziario &#8211; sarebbero  probabilmente meno propensi a sostenere l’avventurismo militare.”</div>
<div>Ma qui sta il guaio!</div>
<div>Dal momento che “l’avventurismo militare è l’unico settore in  crescita” di un’economia capitalista che sta implodendo, comunque sarà  tenuto aperto indefinitamente il rubinetto pubblico che finanzia tutto,  dai jet da combattimento invisibili ai radar dal costo devastante, ai  satelliti spia da molti miliardi di dollari, accanto ad un sistema  nazionale di sorveglianza dalla spesa fuori controllo.</div>
<div>Su questo punto, l’ipocrisia dei nostri governanti abbonda,  soprattutto quando si tratta del mantra per cui “noi non dobbiamo vivere  al di sopra dei nostri mezzi.”</div>
<div>Come Richard Wolff afferma, “quando mai si è sentita quella frase,  quando Washington ha deciso di spendere per un esercito immenso (anche  dopo essere diventata l’unica superpotenza nucleare), o di spendere per  guerre sicuramente costose in Iraq, Afghanistan, Pakistan e Libia (ora  tutte in corso allo stesso tempo)? No, allora il discorso era solo  incentrato sulla sicurezza nazionale, necessaria per salvarci dagli  attacchi.”</div>
<div>“Attacchi,” dovremmo debitamente prenderne atto, “che potrebbero aver avuto il permesso di accadere”, come il <em>World Socialist Web Site</em> recentemente riportava.</div>
<div>Enfatizzando l’argomento che la guerra, e non gli investimenti per  il sociale e le infrastrutture, ha alimentato il deficit, Hudson ha  ribadito che “l’attuale aumento del debito del Tesoro degli Stati Uniti è  il risultato di due forme di stati di guerra.</div>
<div>La prima è la ‘Guerra per il Petrolio’ manifestamente di natura militare nel Vicino Oriente, dall’Iraq all’Afghanistan (<em>Pipelinistan</em>), fino alla Libia ricca di petrolio. Queste avventure finiranno per costare tra i 3 e i 5 bilioni di dollari.”</div>
<div>“La seconda, ancora più costosa”, ha osservato l’economista, “è la  ‘Guerra Economica’, più segreta, ma ancora più costosa, di Wall Street  contro il resto del sistema economico nel suo complesso, esigendo che le  perdite delle banche e delle istituzioni finanziarie vengano trasferite  sul bilancio di esercizio del governo (<strong><em>&#8216;i contribuenti</em></strong> &#8216;.) Il salvataggio finanziario e il ‘generoso pasto’ per Wall Street &#8211;  non a caso, il numero uno dei contribuenti per la campagna elettorale  del Congresso &#8211; costano 13 bilioni di dollari.”</div>
<div>Ancora, Michael Hudson ha scritto:</div>
<div>“Ora che la finanza è la nuova forma di guerra, dove risiede il  potere che potrà costringere il Tesoro e la Federal Reserve ad impegnare  i contribuenti a salvare gli interessi finanziari al vertice della  piramide economica? E poiché i tagli nella distribuzione delle entrate  federali colpiranno duramente le amministrazioni delle città e degli  Stati, costringendoli a vendere ancora più terreni, strade e altri beni  del patrimonio pubblico per coprire i loro deficit di bilancio, allora  l’economia usamericana sprofonderà ulteriormente nella depressione. Il  Congresso ha appena aggiunto deflazione fiscale alla deflazione del  debito, con il conseguente rallentamento dell’occupazione, ancora  maggiore.”</div>
<div>Mentre l’economia globale sta prosciugando le risorse, con tagli  sempre più dolorosi ai programmi “a difesa dei diritti” destinati ad  attutire l’odierno crollo sul tagliere, i signori delle imprese e della  politica che spadroneggiano stanno affilando i coltelli, per modellare  strumenti di sorveglianza amministrativi e burocratici, per meglio  nascondere a tutti noi la “mano invisibile” che ci schiaffeggia.</div>
<div>E chiamano tutto questo “Libertà”!</div>
<div><strong><em>Note del Traduttore:</em></strong></div>
<div>(1) &#8211; <em>L’AIPAC, American Israel  Public Affairs Committee, è un gruppo di pressione statunitense noto per  il forte appoggio allo Stato di Israele. È considerato il più potente e  influente gruppo di interesse a Washington. L’AIPAC si definisce “la  lobby statunitense pro-Israele” ed è un&#8217;organizzazione di massa i cui  componenti comprendono democratici, repubblicani e indipendenti.  L&#8217;associazione è autofinanziata.</em></div>
<div>
<p>(2) &#8211; <em>Questo FAA ha lo scopo di  emendare il Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA) del 1978, la  legge sul controllo delle comunicazioni con metodi spionistici, che  stabilisce un protocollo per autorizzare l’acquisizione di certe  informazioni a scopi di intelligence e per altri intendimenti. Questa  norma FAA è stata promulgata da George Bush</em></p>
<p>(3) -<strong><em> Hepting v. AT&amp;T</em></strong><em> è un’azione legale “class action” intentata negli Stati Uniti nel  gennaio 2006 dalla Electronic Frontier Foundation (EFF) contro la  compagnia per telecomunicazioni AT&amp;T, in cui la  EFF asseriva che  AT&amp;T permetteva e dava assistenza alla NSA, l’Agenzia per la  Sicurezza Nazionale, nel monitorare in completa illegalità le  comunicazioni in tutti gli Stati Uniti, comprese quelle dei clienti  dell’AT&amp;T, delle imprese e di terzi le cui comunicazioni venivano  inviate tramite la rete di AT&amp;T, così come le chiamate telefoniche  presso “Voice over IP” venivano trasferite via Internet.</em><em> Questo caso è separato, ma è attinente alla controversia sui controlli  senza autorizzazione messi in atto dalla NSA, per cui l’agenzia del  governo federale bypassava i permessi dei tribunali nelle attività di  controllo delle chiamate telefoniche negli Stati Uniti, senza fornire  alcuna garanzia.</em></p>
<div><em>“Hepting v. AT&amp;T” non prevedeva il governo federale come parte in causa. </em></div>
<div><em>Nel luglio 2006, la Corte  distrettuale degli Stati Uniti per la  California settentrionale, presso  la quale la causa era stata intentata, respingeva una mozione del  governo federale che invocava il rigetto del caso. La mozione di  rigetto, che invocava lo “State Secrets Privilege”, il diritto statuale  alla segretezza, argomentava che qualsiasi esamina del tribunale su una  supposta collaborazione fra il governo federale e AT&amp;T avrebbe  creato pregiudizio alla sicurezza della nazione.</em><em> Immediatamente,  del caso veniva interessata la Nona Circoscrizione, che il 3 giugno 2009  rigettava la causa, citando retroattivamente la legislazione specifica  del Foreign Intelligence Surveillance ACT (FISA).</em></div>
<p>(4) -<em> Anni fa, Internet veniva  spesso rappresentata nei diagrammi come una nuvola (cloud): una sorta di  gigantesco etere nel cielo, ben al di là della propria residenza o  ufficio. Si trattava di una metafora decisamente buona: attualmente i  dati e i programmi non devono necessariamente risiedere all’interno del  proprio PC; possono infatti essere “ospitati” (o memorizzati) su  Internet o, come si suol dire, “in the cloud”.</em></p>
<div><em>Cloud computing significa semplicemente gestire esternamente (online) le applicazioni e le attività. I vantaggi non sono pochi.</em></div>
<div><em>Per prima cosa, un “hosting  service provider” esperto gestisce tutta l’architettura informatica. Ciò  significa che tutto quello che bisogna fare è accedere ai propri  documenti e programmi via Internet. Quindi, non è necessario investire  ingenti capitali in tecnologia, i servizi in hosting consentono di  beneficiare di servizi IT normalmente riservati solo alle grandi aziende  a costi decisamente inferiori. Ci sono già versioni &#8220;cloud&#8221; (o in  hosting) dei più diffusi programmi, quali CRM per la gestione delle  relazioni con i clienti, Exchange per la posta elettronica, SharePoint  per il portale aziendale e così via.</em></div>
<div>(5) &#8211; <em>Un programma flop può  consentire un controllo pressoché totale sulle attività sul Web degli  utenti, trasformandosi in un vero e proprio strumento di censura online.</em></div>
<div>(6) &#8211; <em>Un Internet Service  Provider , un “fornitore di servizi Internet”, è costituito da una  struttura commerciale o da un’organizzazione che offre agli utenti  (residenziali o imprese), dietro la stipulazione di un contratto di  fornitura, la fornitura di servizi specifici di Internet, come l’accesso  allo stesso Internet e il servizio di posta elettronica.</em></div>
<div><em>(7) </em><em>- L’indice <strong>Dow Jones</strong> (nome completo Dow Jones Industrial Average) è il più noto indice della  borsa di New York (il NYSE – New York Stock Exchange) ed è stato creato  negli Stati Uniti per valutare i ritmi di crescita dell’economia  americana. Deve la sua paternità a Charles Dow, padre dell’analisi  tecnica e fondatore del Wall Street Journal. </em></div>
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<div><em>L’indice è calcolato, a  differenza di altri indici che tengono conto della capitalizzazione (e  quindi del peso relativo delle varie società), soppesando il prezzo dei  principali 30 titoli di Wall Street.</em></div>
<div><em>Il Dow Jones Industrial Average,  replica l’andamento di un portafoglio composto dalle maggiori 30 imprese  industriali statunitensi, raggruppate in un rapporto pesato in base al  loro prezzo.</em></div>
<div><em>La scelta di limitarne la  composizione a solo 30 “Blue Chips” ha fatto sì che nel corso del tempo,  l’indice abbia perso molta della sua importanza perché non è più in  grado di riflettere l’intero andamento del listino azionario americano.</em></div>
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