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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Playa Giron</title>
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		<title>Fidel: oggi è un giorno glorioso che nulla o nessuno potrà cancellare dalla storia</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2021 19:20:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il fatto che Playa Girón ritornasse nelle nostre mani, 66 ore dopo che gli esploratori della forza invaditrice calpestassero le coste della nostra patria, dimostra il vigore del fulminante contrattacco con cui gli invasori furono costretti a scontrarsi. Si lottò incessantemente giorno e notte senza un solo minuto di tregua. A 3 miglia, dalla costa, una ben allestita squadra statunitense, che includeva una portaerei e truppe di marines pronti a intervenire, osservava gli sviluppi della controfensiva rivoluzionaria ed il susseguersi dei fatti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12059" alt="Fidel-Castro-Bahia-Cochinos-Giron_EDIIMA20161126_0201_19-580x395" src="/files/2021/04/Fidel-Castro-Bahia-Cochinos-Giron_EDIIMA20161126_0201_19-580x395.jpg" width="580" height="395" />DISCORSO PRONUNCIATO DAL COMANDANTE IN CAPO FIDEL CASTRO RUZ, PRESIDENTE DEI CONSIGLI DI STATO E DEI MINISTRI DELLA REPUBBLICA DI CUBA, IN OCCASIONE DEL 40 ANNIVERSARIO DEI COMBATTIMENTI DI GIRON E DELLA PRIMA GRAN SCONFITTA DELL’IMPERIALISMO IN AMERICA, EFFETTUATO A PLAYA GIRON, IL 19 APRILE 2001</strong></p>
<p>Familiari dei caduti;</p>
<p>Combattenti di Playa Girón;</p>
<p>Compatrioti:</p>
<p>Tre giorni fa abbiamo commemorato la proclamazione del carattere socialista della Rivoluzione, e abbiamo reso omaggio ai giovani artiglieri caduti in combattimento mentre respingevano il vile e improvviso attacco degli aerei appartenenti al governo degli Stati Uniti, mascherati con i colori dell’aviazione cubana. Oggi ricordiamo due avvenimenti importanti: la schiacciante vittoria delle forze rivoluzionarie e la prima sconfitta dell’imperialismo in America.</p>
<p>Il fatto che Playa Girón ritornasse nelle nostre mani, 66 ore dopo che gli esploratori della forza invaditrice calpestassero le coste della nostra patria, dimostra il vigore del fulminante contrattacco con cui gli invasori furono costretti a scontrarsi. Si lottò incessantemente giorno e notte senza un solo minuto di tregua. A 3 miglia, dalla costa, una ben allestita squadra nordamericana, che includeva una portaerei e truppe di marines pronti a intervenire, osservava gli sviluppi della controfensiva rivoluzionaria ed il susseguersi dei fatti, ad un ritmo tale che, se avesse avuto l’ordine di attaccare, non avrebbe trovato né forza invaditrice da appoggiare né pista sicura dove un governo fantoccio potesse atterrare.</p>
<p>Non serve entrare nei dettagli. Nella recente conferenza intitolata &#8220;Girón: 40 anni dopo&#8221;, si è fatta una descrizione abbastanza particolareggiata degli eventi, che venne trasmessa a tutto il popolo, per nove giorni, negli spazi delle Tavole Rotonde. Si sono scritti nuovi libri, ed altri si scriveranno. Due generazioni di cubani avevano bisogno di conoscere, nella forma più viva e più realistica possibile, avvenimenti di grande importanza a cui parteciparono personalmente, i loro padri e i loro nonni o li vissero da molto vicino.</p>
<p>Dopo questa conferenza, e nel momento esatto dell’anniversario di Girón, questa sete di sapere è notevolmente cresciuta. Senza dubbio, conoscere attraverso coloro che ancora possono narrare la storia con i loro ricordi ancora freschi e i documenti necessari, non è lo stesso che ricevere notizie attraverso i freddi racconti e relazioni su quanto accadde, per esempio, quando gli inglesi presero l’Avana, o sulla sconfitta di Napoleone a Waterloo.</p>
<p>Dopo il trionfo della Rivoluzione nel 1959, nessun fatto ha segnato tanto il destino ed il futuro del nostro popolo quanto la battaglia di Girón.</p>
<p>Lunedì parlavamo di ciò che ha significato il socialismo per la nostra patria come processo rivoluzionario, che ci ha collocato al vertice della storia odierna delle nazioni latinoamericane e caraibiche. In questo momento sento una necessità speciale di ricordare ed invocare José Martí. Quando scrisse la sua famosa lettera, che non potè concludere, confessò che tutto quello che aveva fatto fino a quel giorno, e che avrebbe fatto in seguito, lo aveva fatto per evitare, con l’indipenza di Cuba che gli Stati Uniti si gettassero con più forza sulle nostre terre d’America. In quel momento non poteva sapere che, poche ore dopo, sarebbe morto. E morì fisicamente, per rinascere trasformato in idee e per continuare a fare ciò che aveva detto che avrebbe fatto: non solo per impedire in tempo che Cuba diventasse parte di una forza che sarebbe caduta sopra i popoli d’America, ma perché la stessa si trasformasse in trincea di idee ed in inespugnabile fortezza di fronte al nemico dei popoli latinoamericani, e i cui figli, nel momento di servire la loro altra patria, che egli chiamava umanità, serviranno anche alla causa di molti altri popoli del mondo (Esclamazioni ed applausi).</p>
<p>La sua Rivoluzione, ricominciata lo stesso anno del suo centenario2 da noi che abbiamo avuto il privilegio di ricevere la luce inspiratrice del suo infinito patriottismo, riuscendo, volta per volta, a superare pesanti insuccessi e montagne di ostacoli che sembravano insormontabili, entrò vittoriosa nel nuovo millennio.</p>
<p>Resistendo 42 anni al blocco ed alla guerra economica, imposti da quella potenza che non ha potuto appropriarsi di Cuba; sopportando imperturbabili, senza cedere di un passo dai nostri principi, non solo sabotaggi, terrorismo, tentativi di assassinio nei confronti dei suoi dirigenti, aggressioni biologiche, includendo i rischi di una guerra nucleare; soffrendo 10 anni terribilmente duri di periodo speciale, nel momento in cui altri smisero di compiere i sacri doveri che, come un grande privilegio, aveva concesso loro la storia dell’umanità; senza vacillare e seguendo avanti quando si vide sola di fronte all’impero che Martí aveva predetto, trasformato ora in una superpotenza egemonica, che impiegò contro essa tutto il suo potere politico, ideologico ed economico per isolare il suo popolo, asfissiarlo e farlo arrendere per fame e malattie; Cuba non è stata vinta dal potente impero (Applausi ed esclamazioni dI: &#8220;E non lo sarà mai!&#8221;).</p>
<p>Il giorno che entrammo nel terzo millennio, il primo gennaio del 2001, all’ ora esatta in cui inizia ogni nuovo anno, carico di incancellabili ricordi e ricco di un simbolismo insuperabile per la Rivoluzione Cubana, davanti agli occhi dell’America e del mondo, abbiamo assestato all’imperialismo la sua seconda grande sconfitta (Applausi).</p>
<p>Per la storia e per sempre, Patria e Umanità si sono unite inseparabilmente, nella mente e nel cuore del popolo cubano (Applausi).</p>
<p>Martí, le tue idee, che si sono innestate in noi con quelle di colui che, come ci dicesti, meritava onore per essersi messo dal lato dei poveri, e quelle dell’altro gigante che studiò a fondo e descrisse con prove inconfutabili ciò che tu scopristi per primo e chiamasti imperialismo, nel suo senso più moderno del concetto, hanno dimostrato essere più forti di tutto il potere del più grande impero che sia mai esistito. A te consacriamo questo 40 anniversario della prima vittoria! (Esclamazioni). Davanti a te giuriamo di lottare fino all’ultima goccia di sangue per la patria e per l’umanità. Davanti a te giuriamo che i sacrifici di coloro che caddero da La Demajagua a Girón, e di coloro che diedero le loro vite giovani, generose e nobili combattendo in pianure, montagne e in città di qualunque angolo della piccola patria, o in altre terre del mondo che chiedevano il concorso dei loro modesti sforzi, in angoli lontani della grande patria, non furono né saranno invano. (Esclamazioni di: &#8220;Giuriamo&#8221;!). Nemmeno furono né saranno mai invano il sudore ed il sacrificio di milioni di eroi ignoti che con il loro lavoro ed il loro sforzo sono stati capaci di costruire e preservare la splendida Cuba di oggi, e di legare alle generazioni future la Cuba ancora più splendente di domani (Esclamazioni).</p>
<p>Oggi riceveranno le onorevoli distinzioni quali Eroi della Repubblica di Cuba, 11 compagni che hanno servito la Rivoluzione, la Patria ed il Socialismo per più di 40 anni, combattenti o meno di Girón, perché ognuno di loro porta con sé alcuni o molti pezzi della nostra storia lunga quasi mezzo secolo, dall’assalto alla caserma Moncada il 26 luglio del 1953, fino a oggi 19 aprile del 2001. Non lo hanno mai chiesto, forse mai lo hanno pensato, nessuno di loro sa che riceveranno un onore così grande, però vogliamo insignirli qui, in questo 40 anniversario della gran vittoria, come tributo a tutti coloro che, in quei giorni decisivi, seppero lottare e seppero morire per la vita e per il destino degli 11 milioni di cubani che oggi popolano la nostra isola, per i cento milioni di latinoamericani e caraibici, per le migliaia di milioni di esseri umani, oggi saccheggiati e sfruttati, di paesi che ieri furono colonie fornitrici di schiavi, di materia prima e di oro, ed oggi forniscono mano d’opera a basso costo e risorse materiali non rinnovabili sotto il peso insoportabile del giogo imperialista.</p>
<p>Avevamo promesso di parlare di cose interessanti riferite alla vittoria di &#8220;Pirro&#8221; o, se preferiamo, alla sconfitta morale degli Stati Uniti a Ginevra. Il nostro popolo ha ricevuto ieri le prime notizie. Venerdì comincerà l’analisi più approfondita. L’impero e i suoi alleati, dovranno ascoltare molte cose.</p>
<p>Oggi è un giorno di gloria che niente e nessuno potrà cancellare dalla storia. Ricordando le gesta, ricordando i caduti, ricordando i figli umili del popolo che assestarono, all’orgoglio e alla prepotenza dell’impero, un colpo demolitore, in questo luogo sacro e pieno di simbolismo, non diremo questa volta &#8220;Patria o Morte&#8221; &#8220;Socialismo o Morte&#8221;; diremo, dal più profondo dei nostri cuori:</p>
<p>Evviva la Patria! (Esclamazioni di: &#8220;Evviva!&#8221;)</p>
<p>Evvira il Socialismo! (Esclamazioni di: &#8220;Evviva!&#8221;)</p>
<p>Evviva la vittoria! (Esclamazioni di: &#8220;Evviva!&#8221;)</p>
<p>Esclamazioni di: &#8220;Evviva Fidel!&#8221;.</p>
<p>Versioni Stenografiche del Consiglio di Stato</p>
<p>da Fidel Soldato delle Idee</p>
<p>foto: Granma</p>
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		<title>Le battaglie di Girón</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 19:46:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il bombardamento si è sentito in tutta la città. Proveniva dall'ovest della capitale. In fretta, i miliziani lasciavano le loro case e cercavano di raggiungere il luogo dove sembrava concentrarsi il pericolo maggiore. Dopo la rottura delle relazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e Cuba, era evidente che la minaccia di un'invasione incombeva sul paese. A L'Avana erano state attivate le misure di sorveglianza. C'erano pezzi di artiglieria installati in luoghi strategici. Negli edifici più alti i miliziani facevano la guardia. Il bombardamento degli aeroporti indicava che l'attacco era iniziato.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12045" alt="Playa-Giron" src="/files/2021/04/Playa-Giron.jpg" width="580" height="486" />Il bombardamento si è sentito in tutta la città. Proveniva dall&#8217;ovest della capitale. In fretta, i miliziani lasciavano le loro case e cercavano di raggiungere il luogo dove sembrava concentrarsi il pericolo maggiore. Dopo la rottura delle relazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e Cuba, era evidente che la minaccia di un&#8217;invasione incombeva sul paese.</strong></p>
<p>A L&#8217;Avana erano state attivate le misure di sorveglianza. C&#8217;erano pezzi di artiglieria installati in luoghi strategici. Negli edifici più alti i miliziani facevano la guardia. Il bombardamento degli aeroporti indicava che l&#8217;attacco era iniziato.</p>
<p>Radunati allo stadio dell&#8217;università e guidati da José Elías Entralgo, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, vestito con abito grigio, camicia bianca e cravatta nera, gli studenti universitari si stavano preparando a marciare per combattere. È noto che la rapida mobilitazione, l&#8217;efficace strategia militare e l&#8217;eroismo manifestato determinarono la sconfitta degli invasori in meno di 72 ore.</p>
<p>Tuttavia, ai tempi di Girón, furono combattute contemporaneamente diverse battaglie decisive. Una delle più fertili si è verificata nel campo delle idee. Di fronte alla minaccia di invasione, si è forgiata l&#8217;unità di un intero popolo, comprese le azioni di alcuni che fino ad allora avevano osservato il processo rivoluzionario da una distanza critica.</p>
<p>A livello concettuale, gli eventi hanno stabilito chiaramente i confini. La nozione di indipendenza nazionale ha acquisito un contenuto emancipatore e decolonizzante, orientato verso un progetto di giustizia sociale, a seguito delle misure adottate a partire dal trionfo della Rivoluzione, soprattutto dall&#8217;applicazione della Legge di Riforma Agraria.</p>
<p>Era la realizzazione di un&#8217;ideologia che si stava formando durante la Repubblica Neocoloniale, un&#8217;aspirazione frustrata dall&#8217;intervento statunitense nella guerra contro Spagna e dall&#8217;ingerenza imperiale nel processo che seguì il rovesciamento della tirannia di Machado.</p>
<p>Nel suo progetto integrale, l&#8217;attacco perpetrato a Girón ha portato con sé una campagna di propaganda internazionale volta a mascherare l&#8217;invasione con il pretesto di un&#8217;operazione a sostegno di presunte manifestazioni di insurrezione interna. Gli aerei che hanno partecipato all&#8217;azione, dal bombardamento degli aeroporti, avevano delle insegne cubane false.</p>
<p>Lo scontro armato è stato completato da una brillante battaglia diplomatica combattuta a New York all&#8217;interno delle Nazioni Unite. Con una solida formazione intellettuale, dotato di un&#8217;ampia cultura, una profonda conoscenza della storia dell&#8217;America Latina e delle scienze sociali, Raúl Roa era stato uno degli attori del movimento rivoluzionario degli anni &#8217;30, quando vide la caduta di Rafael Trejo, ha sofferto il carcere, è stato imprigionato e ha avuto l&#8217;amara delusione dell&#8217;esito finale.</p>
<p>Alla conoscenza dei libri si è aggiunta una ricca esperienza di vita. Possedendo una vasta capacità verbale, era un polemista con una parola d&#8217;acciaio. Di fronte ad Adlai Stevenson, noto politico democratico statunitense, è stato in grado di dimostrare la verità dei fatti in modo inconfutabile. La vittoria diplomatica è stata raggiunta in giorni di estrema tensione.</p>
<p>Qualche settimana prima, vittima di un infarto, Manuel Bisbé, il nostro rappresentante in quella sede, è crollato nei corridoi delle Nazioni Unite. Era stato il mio insegnante di greco. Evocando i classici, lo abbiamo chiamato il biondo Menelao.</p>
<p>A quel tempo era un rappresentante alla Camera per il Partito del Popolo Cubano (o Ortodosso). Nonostante la sua intensa attività politica, adempì rigorosamente alle sue responsabilità di insegnamento. Sempre puntuale, a volte sudato, ha mostrato tutta la sua passione nello sforzo di introdurci alla laboriosa traduzione dell&#8217;Anabasi, dove Senofonte raccontava che, nell&#8217;antica Persia, Dario e Parisatide avevano due figli. Senza soffermarsi sulla sua salute già incrinata, ha dato il suo ultimo respiro per la difesa della nazione.</p>
<p>Diverse generazioni convergono nella lotta a favore della patria socialista. C&#8217;erano quelli nati con il XX secolo, testimoni e partecipanti alla Rivoluzione degli anni 30, insieme a coloro che facevano parte della Generazione del Centenario e ai giovani ancora senza barba che, sul fronte di guerra, erano incaricati dei pezzi di artiglieria.</p>
<p>Hanno fatto causa comune quelli che hanno affrontato la tirannia di Batista tra le fila delle diverse organizzazioni che hanno agito nella Sierra Maestra e in pianura, insieme a uomini e donne dalle origini più diverse che hanno aderito al processo di trasformazione in atto. C&#8217;erano perfino dei giovani adolescenti. Sono stati loro, ancora scolari che, nell&#8217;ambito dello stesso progetto di emancipazione, hanno proseguito la Campagna di Alfabetizzazione.</p>
<p>di Graziella Pogolotti</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Trump si vanta di ricevere un presunto premio dei mercenari cubani sconfitti a Playa Giron</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2020 19:25:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Come un premio alla sconfitta” ha qualificato il cancelliere di Cuba, Bruno Rodriguez, l'onorificenza Baia dei Porci che si suppone sarebbe stata concessa al presidente statunitense, Donald Trump. “Qualunque onorificenza in #EEUU sulla Baia dei Porci è un premio alla sconfitta. Chi onora così il presidente, lo marca come un fallito”, ha sottolineato Rodriguez nel suo account di Twitter, in allusione all'orgoglio di Trump per questo premio, che rappresenta la fallita invasione mercenaria sull'isola in aprile del 1961. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11733" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11733" alt="Fidel Castro, Playa Larga, 17 aprile 1961" src="/files/2020/09/fidel_giron-580x330.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Fidel Castro, Playa Larga, 17 aprile 1961</p></div>
<p><strong>“Come un premio alla sconfitta” ha qualificato il cancelliere di Cuba, Bruno Rodriguez, l&#8217;onorificenza Baia dei Porci che si suppone sarebbe stata concessa al presidente statunitense, Donald Trump.  </strong></p>
<p>“Qualunque onorificenza in #EEUU sulla Baia dei Porci è un premio alla sconfitta. Chi onora così il presidente, lo marca come un fallito”, ha sottolineato Rodriguez nel suo account di Twitter, in allusione all&#8217;orgoglio di Trump per questo premio, che rappresenta la fallita invasione mercenaria sull&#8217;isola in aprile del 1961.</p>
<p>“Il macchinario politico anti-cubano del sud della Florida è corrotto e disonesto, consiglia malamente il presidente dirigendolo verso una rotta isolata e reietta”, ha aggiunto il capo della diplomazia dell’isola ribelle.</p>
<p>Conosciuta come la prima grande sconfitta dell&#8217;imperialismo in America Latina, l&#8217;invasione di Playa Giron (Baia dei Porci) è stata preceduta da bombardamenti simultanei a tre basi aeree militari cubane, il 15 aprile 1961.</p>
<p>Il presidente si è vantato questa domenica di avere ricevuto il premio dei mercenari cubani e l&#8217;usò per attaccare il suo rivale democratico nell&#8217;importante stato decisivo della Florida.</p>
<p>Tuttavia, vari mezzi di stampa hanno reso noto che il premio menzionato da Trump in realtà non esiste.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: Prensa Latina/ Sitio Fidel Soldado de las Ideas</p>
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		<title>L&#8217;Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba compie 59 anni dalla sua fondazione</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 22:09:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba ha compiuto il fine settimana scorso 59 anni di fondazione, data che coincide con la vittoria del popolo cubano contro i mercenari che sono stati protagonisti dell'invasione statunitense di Playa Giron. In un comunicato emesso nella capitale italiana, l'organizzazione ricorda i giorni 17 e 19 aprile 1961, quando molti cittadini italiani sono scesi spontaneamente in piazza nelle principali città dal paese per manifestare la loro solidarietà con la Rivoluzione Cubana.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11466" alt="asociacion-nacional-de-amistad-italia-cuba-580x287" src="/files/2020/04/asociacion-nacional-de-amistad-italia-cuba-580x287.jpg" width="580" height="287" />L&#8217;Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba ha compiuto il fine settimana scorso 59 anni di fondazione, data che coincide con la vittoria del popolo cubano contro i mercenari che sono stati protagonisti dell&#8217;invasione statunitense di Playa Giron.  </strong></p>
<p>In un comunicato emesso nella capitale italiana, l&#8217;organizzazione ricorda i giorni 17 e 19 aprile 1961, quando molti cittadini italiani sono scesi spontaneamente in piazza nelle principali città dal paese per manifestare la loro solidarietà con la Rivoluzione Cubana.</p>
<p>Questi sono stati i primi nuclei che posteriormente avrebbero formato l&#8217;organizzazione che oggi conta con 60 circoli e circa 3500 membri in tutta la nazione europea.</p>
<p>Con quasi sei decadi di esistenza, l&#8217;ANAIC è una delle più antiche e dinamiche organizzazioni di solidarietà con Cuba in Europa, con un lavoro ininterrotto in difesa dell&#8217;Isola e delle sue principali cause.</p>
<p>Durante questi anni di lavoro, i suoi membri sono riusciti a sommare alla difesa di Cuba differenti settori della società italiani, compresi leader sindacali, politici, oltre ad artisti riconosciuti ed intellettuali.</p>
<p>Sottolineiamo la lotta contro il bloqueo statunitense, il ritorno di Elian Gonzalez e la libertà dei Cinque Eroi cubani che sono stati incarcerati ingiustamente negli Stati Uniti per più di 15 anni. Inoltre, l&#8217;associazione si è sommata alla difesa della Rivoluzione Bolivariana del Venezuela e di altri processi rivoluzionari latinoamericani.</p>
<p>In una lettera alla presidentessa dell&#8217;Associazione, Irma Dioli, l&#8217;ambasciatore cubano in Italia, Josè Carlos Rodriguez, ha qualificato l&#8217;ANAIC “come un baluardo instancabile della solidarietà del popolo italiano verso il popolo di Cuba e verso altre cause nobili e popolari che in America Latina e nei Caraibi, od in altre latitudini, hanno combattuto e combattono la disuguaglianza e le ingiustizie, che oggi continuano a lacerare il nostro mondo”.</p>
<p>Il diplomatico ha esteso la sua gratitudine ed ha esortato l&#8217;organizzazione a continuare a lavorare insieme alla Rivoluzione Cubana ed al suo popolo contro il bloqueo, nell&#8217;impegno di edificare una società socialista, prospera e sostenibile.</p>
<p>da Redazione Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Fidel Castro: “noi abbiamo scelto il socialismo perché è un sistema giusto”</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2018 23:33:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[16 aprile 1961]]></category>
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		<category><![CDATA[Playa Giron]]></category>
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		<description><![CDATA[Fidel Castro:  “Compagni operai e contadini: questo è la rivoluzione socialista e democratica degli umili, con gli umili e per gli umili. E per questa rivoluzione degli umili, con gli umili e per gli umili, siamo disposti a dare la vita.”]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10466" alt="Fidel-297" src="/files/2018/04/Fidel-297.jpg" width="580" height="486" />Il 16 aprile 1961 il Comandante in Capo Fidel Castro ha parlato al popolo congregato nell’angolo di 23 e 12 nel quartiere del Vedado, a L’Avana.</p>
<p>Le sue parole erano un tributo alle vittime del bombardamento crudele da parte degli aeroplani nordamericani in distinti punti della Repubblica di Cuba, in queste, riaffermava il carattere socialista della Rivoluzione quando esprimeva:</p>
<p><em> “Compagni operai e contadini: questo è la rivoluzione socialista e democratica degli umili, con gli umili e per gli umili. E per questa rivoluzione degli umili, con gli umili e per gli umili, siamo disposti a dare la vita.”</em></p>
<p>Fidel, come studioso delle idee “martiane”, marxiste-leniniste e l&#8217;ideologia di Engels ha avuto sempre la premessa che il popolo è l&#8217;unico che dirige e governa un paese, evidenziandosi come la chiave dei successi della Rivoluzione Cubana, di lì le sue parole il 2 dicembre 1976, nella costituzione dell&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare:</p>
<p><em>“Il socialismo, elevato alla sua più alta espressione con le idee di Marx, Engels e Lenin, ci ha insegnato anche le leggi che dirigono lo sviluppo della società umana e le strade che conducono al trionfo definitivo della nostra specie, su tutte le forme di schiavitù, sfruttamento, discriminazione ed ingiustizia tra gli uomini.”</em></p>
<p>Su perché abbiamo scelto il socialismo, il 3 febbraio 1991, ha dichiarato:</p>
<p><em>“… noi abbiamo scelto il socialismo perché è un sistema giusto, un sistema molto più umano, un sistema di vera uguaglianza…”</em></p>
<p>Nelle sue parole durante il 40º anniversario della dichiarazione del carattere socialista della Rivoluzione Cubana ha affermato:</p>
<p><em>“Senza il socialismo Cuba, benché senza pretenderlo, non si sarebbe trasformata in esempio per molte persone nel mondo e nella portavoce leale e costante delle cause più giuste.”</em></p>
<p><em> “Senza il socialismo le famiglie cubane non potrebbero vedere crescere i loro figli sani, istruiti, preparati, senza paura di che qualcuno li induca alla droga, od al vizio, o possano morire nelle loro scuole con l&#8217;intervento dei loro stessi compagni. Senza il socialismo Cuba non sarebbe, come lo è oggi, la più solida barriera nell&#8217;emisfero contro il traffico di droga, a favore, perfino, della società nordamericana.”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Testo e Foto: <strong></strong><a href="http://www.fidelcastro.cu/es/inicio"  target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>Fidel Soldado de las Ideas</strong></a><strong></strong></p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Che Guevara: Playa Giron è un simbolo per i popoli oppressi</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 01:06:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poco tempo dopo la fallita invasione della Baia dei Porci, il leader guerrigliero Ernesto “Che” Guevara, rappresentando il governo di Cuba, denunciava l'ipocrisia del governo degli Stati Uniti, durante il suo famoso discorso di Punta del Este. Così parlò il Che sugli eventi di Playa Giron]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9904" alt="El-Che-Guevara-580x389" src="/files/2017/04/El-Che-Guevara-580x389.jpg" width="580" height="389" />Poco tempo dopo la fallita invasione della Baia dei Porci, il leader guerrigliero Ernesto “Che” Guevara, rappresentando il governo di Cuba, denunciava l&#8217;ipocrisia del governo degli Stati Uniti, durante il suo famoso discorso di Punta del Este. Così parlò il Che sugli eventi di Playa Giron:</strong></p>
<p>Fonte: Ernesto Guevara, “Discorso a Punta del Este, Uruguay”, 16 agosto 1961, in Ernesto Che Guevara, Opere 1957-1967, Tomo II, Casa de las Americas, 1970, p. 427.</p>
<p>“Il giorno 13 marzo 1961, il presidente Kennedy parlava dell&#8217;Alleanza per il Progresso. (…) In questo discorso che non dubito diventerà memorabile, Kennedy parlava anche che sperava che i popoli di Cuba e della Repubblica Dominicana, per i quali lui manifestava una gran simpatia, potessero entrare nel seno delle nazioni libere. Dopo un mese si produsse Playa Giron… (…) Il giorno 13 aprile il presidente Kennedy, un&#8217;altra volta, prendeva la parola ed affermava categoricamente che non avrebbe invaso Cuba e che le forze armate degli Stati Uniti non sarebbero intervenute mai nei temi interni di Cuba. Due giorni dopo, aeroplani sconosciuti bombardavano i nostri aeroporti e riducevano in cenere la maggioranza della nostra forza aerea, vecchia, ed il rimanente di quello che avevano lasciato i “batistianos” nella loro fuga. Il signor Stevenson, nel Consiglio di Sicurezza, diede una sicurezza enfatica che erano piloti cubani, della nostra forza aerea, scontenti col regime di Castro, quelli che avevano commesso tale fatto ed affermò avere conversato con loro. Il giorno 17 aprile si produce la fallita invasione dove il nostro popolo intero, compatto e sul piede di guerra, dimostrò un&#8217;altra volta che ci sono forze maggiori che quelle della propaganda generalizzata, che ci sono forze maggiori che la forza brutale delle armi, che ci sono valori più grandi dei valori del denaro, e si lanciò in truppe attraverso gli stretti vicoli che conducevano al campo di battaglia, mentre massacravano molti di loro durante il tragitto per la superiorità aerea nemica. Nove piloti cubani furono gli eroi di quella giornata, coi vecchi aerei. Due di loro persero la vita; sette sono testimoni eccezionali del trionfo delle armi della libertà. Finì Playa Giron e, per non dire nient&#8217;altro su questo, perché “con la confessione di una delle parti, la controparte non ha bisogno di prove”, signori Delegati, il presidente Kennedy prese su di sé la responsabilità totale dell&#8217;aggressione. Magari in quel momento non ricordò le parole che aveva pronunciato pochi giorni prima .”</p>
<p>Ernesto “Che” Guevara</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Miliziano: “Sono qui oggi, aspettando per ciò che sia necessario”</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2016 04:23:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell'interminabile fila di quelli che aspettano di avvicinarsi al Memorial Josè Martì, da ben presto, alcune persone risaltavano tra i presenti: bambini un po' inquieti, giovani con gran entusiasmo, e tra i non tanto giovani emergeva una persona molto peculiare.  
Indossava un'uniforme di miliziano un pó consumata per l'uso, benché sembrasse impeccabile. Aveva inoltre, sulla tasca sinistra, un'immagine di Fidel. “Una foto di quel giorno memorabile in cui parlò al popolo da Città Libertà ed una colomba si posò sulla sua spalla.”]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9628" alt="miliciano-rinde-tributo-a-Fidel-3-580x330" src="/files/2016/11/miliciano-rinde-tributo-a-Fidel-3-580x330.jpg" width="580" height="330" />Nell&#8217;interminabile fila di quelli che aspettano di avvicinarsi al Memorial Josè Martì, da ben presto, alcune persone risaltavano tra i presenti: bambini un po&#8217; inquieti, giovani con gran entusiasmo, e tra i non tanto giovani emergeva una persona molto peculiare.  </strong></p>
<p>Indossava un&#8217;uniforme di miliziano un pó consumata per l&#8217;uso, benché sembrasse impeccabile. Aveva inoltre, sulla tasca sinistra, un&#8217;immagine di Fidel. “Una foto di quel giorno memorabile in cui parlò al popolo da Città Libertà ed una colomba si posò sulla sua spalla.”</p>
<p>Juan Martinez Morè fu combattente di Playa Giron. Appartenne al Battaglione 174. “Nell&#8217;uniforme ho solo qualche medaglia ed alcuna onorificenza che ho ricevuto, perché non voglio che pensino che ne faccio sfoggio.”</p>
<p>“Nei giorni di Giron, ho visto molto da vicino Fidel, benché una sola volta gli diedi la mano. Non ebbi l&#8217;opportunità di salutarlo benché conosca alcuni compagni che condivisero tre o quattro volte con lui”, si lamenta.</p>
<p>“Il Che non ho mai potuto salutarlo, tuttavia sono stato vicino a Camilo, quando fece il percorso da Oriente ad Occidente. Già con 82 anni quello che mi rimane di loro sono ricordi, per questo motivo sono qui oggi, sotto il sole e aspettando per ciò che sia necessario”, aggrega.</p>
<p>Benché ora sia in pensione, porta l&#8217;uniforme di miliziano perché, “è una tradizione, è quello che io sono stato, e sarò sempre, e benché la indosso solo in certe circostanze, in questa occasione dovevo usarla per rendere tributo al Comandante.”</p>
<p>testo e foto: Cinthya García Casañas</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9629" alt="miliciano-rinde-tributo-a-Fidel-5-580x376" src="/files/2016/11/miliciano-rinde-tributo-a-Fidel-5-580x376.jpg" width="580" height="376" /></p>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-9630" alt="miliciano-rinde-tributo-a-Fidel-4" src="/files/2016/11/miliciano-rinde-tributo-a-Fidel-4.jpg" width="386" height="580" /></p>
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		<title>Dossier segreto della CIA su Playa Giron svela guerra interna nell&#8217;agenzia</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 02:22:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La declassificazione di una parte della relazione segreta della CIA sull'invasione militare a Cuba provocata da una brigata mercenaria nel 1961, mise allo scoperto le lotte intestine dentro l'agenzia di spionaggio statunitense. Secondo David Barrett, professore di scienze politiche dell'Università Villanova, in Pennsylvania, la rivelazione del contenuto del volume V di questa investigazione, che si mantenne segreto per molti anni, ci permette di conoscere “la guerra interna dentro la CIA, su chi aveva la colpa del fallimento dell'invasione” a Playa Giron, dal 17 al 19 aprile 1961.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9593" alt="cia-agencia-central-de-inteligencia-eeuu2" src="/files/2016/11/cia-agencia-central-de-inteligencia-eeuu2.jpg" width="300" height="250" />La declassificazione di una parte della relazione segreta della CIA sull&#8217;invasione militare a Cuba provocata da una brigata mercenaria nel 1961, mise allo scoperto le lotte intestine dentro l&#8217;agenzia di spionaggio statunitense.  </strong></p>
<p>Secondo David Barrett, professore di scienze politiche dell&#8217;Università Villanova, in Pennsylvania, la rivelazione del contenuto del volume V di questa investigazione, che si mantenne segreto per molti anni, ci permette di conoscere “la guerra interna dentro la CIA, su chi aveva la colpa del fallimento dell&#8217;invasione” a Playa Giron, dal 17 al 19 aprile 1961.</p>
<p>Durante più di 30 anni, la CIA si rifiutò di rendere pubblico il volume V dell&#8217;investigazione, a dispetto delle reiterate richieste e su sollecito da parte della Legge di Libertà di Informazione (Freedom of Information Act).</p>
<p>Il Volume V è stato scritto da Jack B. Pfeiffer, storiografo interno della CIA, e presentato al Centro di Studio di Intelligenza dell&#8217;agenzia di spionaggio statunitense il 18 aprile 1984.</p>
<p>Pfeiffer suggerisce che “la ragione per cui i documenti furono mantenuti segreti era per la paura che gli stracci sporchi dell&#8217;agenzia (CIA) salissero alla luce del sole, più che per contenere qualche informazione significativa di sicurezza”.</p>
<p>Nel documento appena declassificato, Pfeiffer responsabilizzò del fallimento dell&#8217;invasione militare a Cuba il governo di John F. Kennedy, e denuncia inoltre che il dossier del direttore generale Lyman Kirkpatrick era “parziale ed incompetente”.</p>
<p>Rivela anche nomi dei principali ufficiali della CIA, destinati a redigere l’informazione per l&#8217;investigazione, tra i quali sottolinea William Gibson Dildine, Robert D. Shea e Robert B. Shaffer</p>
<p>La discussione negli Stati Uniti su chi è stato il responsabile della sconfitta nelle spiagge della Baia dei Porci, in aprile del 1961 dura da più di cinque decadi, intorno ad una supposta “infelice decisione politica” del presidente Kennedy di non aver dato copertura militare aerea alle forze mercenarie della Brigata 2506. E proprio per questo, le forze congiunte dell&#8217;Esercito Ribelle, la Polizia Nazionale Rivoluzionaria e le milizie popolari cubane, col comandante in capo Fidel Castro alla direzione, sconfissero il tentativo di invasione in appena 72 ore, lasciando 114 mercenari morti nella spiaggia, e circa 1100 catturati e messi a disposizione della giustizia cubana.</p>
<p>Inoltre, questa relazione, recentemente messa a disposizione del popolo, conferma la partecipazione e la responsabilità degli Stati Uniti nei piani aggressivi contro Cuba.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>La sconfitta dei mercenari a Cuba: Playa Girón</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2015 21:44:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il piano d’invasione armata fu approvato dal presidente statunitense Dwight D. Eisenhower, che il 17 marzo 1960 dispose il reclutamento di mercenari d’origine cubana, incaricati dello sbarco presso la provincia occidentale di Matanzas.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8551" alt="" src="/files/2015/04/playa-giron-5.jpg" width="300" height="216" />Il piano d’invasione armata fu approvato dal presidente statunitense Dwight D. Eisenhower, che il 17 marzo 1960 dispose il reclutamento di mercenari d’origine cubana, incaricati dello sbarco presso la provincia occidentale di Matanzas.</strong></p>
<p align="left">Secondo i documenti storici, ad ogni mercenario furono offerti 225 dollari al mese, più 50 per il primo figlio e 25 per i restanti. In totale, vennero inizialmente stanziati 4,4 milioni dollari, una cifra che venne poi incrementata.</p>
<p align="left">La CIA istituì 13 campi di addestramento disseminati in Guatemala, Nicaragua, Stati Uniti e presso le basi militari statunitensi in Puerto Rico e nella zona del Canale di Panama.</p>
<p align="left">Dopo le elezioni negli Stati Uniti, il 18 Novembre 1960, la CIA illustrò i dettagli del piano al Presidente eletto John F. Kennedy, che diede la sua approvazione.</p>
<p align="left">Il 15 aprile 1961, mentre il raggruppamento navale mercenario navigava verso Cuba scortato da navi della Marina Militare statunitense, otto bombardieri B-26 recanti le insegne della forza aerea cubana bombardarono due basi dell’aviazione e un aeroporto civile.</p>
<p align="left">In seguito ai funerali delle vittime dell’attacco, fu proclamato il carattere socialista della Rivoluzione e decretato lo stato di allerta da combattimento per il paese.</p>
<p align="left">In questa data, ogni anno, viene celebrato il ‘Día del Miliciano’.</p>
<p align="left">Venne intensificato il sostegno ai gruppi mercenari presenti in Florida, incaricati delle azioni terroristiche contro Cuba e scatenata una forte campagna mediatica il cui obiettivo era quello di giustificare la futura aggressione diretta.</p>
<p align="left">Furono demonizzate quelle misure rivoluzionarie adottate per recare beneficio al popolo, come la riforma agraria che consegnò la terra ai contadini, o la riforma urbana, che liquidava gli sfruttatori del bisogno popolare di alloggi.</p>
<p align="left">Gli Stati Uniti utilizzarono tutto il proprio poderoso apparato propagandistico per convincere il mondo, attraverso notizie false, dell’esistenza di una ribellione interna del popolo cubano e dell’appoggio ad un fantomatico ‘governo in esilio’ composto da politici tradizionali e corrotti.</p>
<p align="left">Lo sbarco a Cuba della Brigata 2506 ebbe inizio il 17 di aprile. Era composta da circa 1500 uomini armati, carri armati e artiglieria. Con caratteristiche simili alle unità anfibie d’assalto degli Stati Uniti d’America.</p>
<p align="left">Le Forze cubane erano formate da combattenti dell’Esercito Ribelle e della Polizia Nazionale Rivoluzionaria, ma per la maggior parte si trattava di militanti volontari dotati di poca o addirittura nessuna esperienza di combattimento.</p>
<p align="left">Guidate personalmente dal leader della Rivoluzione, Fidel Castro, le truppe cubane non diedero tregua al nemico e alle 17.30 ora locale del 19 di aprile, l’invasione fu soffocata.</p>
<p align="left"><a href="http://mesaredonda.cubadebate.cu/noticias/2011/04/12/la-derrota-mercenaria-en-cuba-playa-giron-fotos/#.VTDfupMN0ZQ.facebook"  target="_blank" rel="nofollow">Guarda la fotogallery</a></p>
<p align="left">da <a href="http://mesaredonda.cubadebate.cu/noticias/2011/04/12/la-derrota-mercenaria-en-cuba-playa-giron-fotos/#.VTDfupMN0ZQ.facebook"  target="_blank" rel="nofollow">mesaredonda.cubadebate.cu</a></p>
<p align="left">[Trad. dal castigliano per ALBAin<em>f</em>ormazione di Fabrizio Verde]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un&#8217;altra prova che gli USA continuano in guerra contro Cuba</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/05/15/unaltra-prova-che-gli-usa-continuano-guerra-contro-cuba/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 23:40:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 22 aprile 1961 il presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy, ha convocato il Consiglio di Sicurezza Nazionale ed ordinò all'assessore militare della Casa Bianca, Maxwell Taylor, che realizzasse un'autopsia del disastro di cui la CIA era appena stata protagonista a Cuba, fallendo nell'invasione mercenaria tentata nella Baia dei Porci, che è stata convertita nella prima sconfitta dell'imperialismo in America.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4402" src="/files/2012/05/CIAMonitos.jpg" alt="" width="300" height="297" />Il 22 aprile 1961 il presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy, ha convocato il Consiglio di Sicurezza Nazionale ed ordinò all&#8217;assessore militare della Casa Bianca, Maxwell Taylor, che realizzasse un&#8217;autopsia del disastro di cui la CIA era appena stata protagonista a Cuba, fallendo nell&#8217;invasione mercenaria tentata nella Baia dei Porci, che è stata convertita nella prima sconfitta dell&#8217;imperialismo in America. </strong></p>
<p>Chiamato a dichiarare davanti alla giunta d’investigazione presieduta da Taylor, il generale Walter Bedell Smith, che era dirigente della CIA tra il 1950 ed il 1953, ha detto: “Quando siamo in guerra, una guerra fredda se vogliamo, bisogna disporre di un&#8217;agenzia amorale che possa operare in gran segreto…”, benché poi abbia detto che era arrivato il momento di “prendere il secchio di acqua sporca e mettergli sopra un altro coperchio” perché si aveva dato “molta pubblicità alla CIA.”</p>
<p>Racconta il giornalista Tim Weiner nel suo libro “Eredità di ceneri sulla storia della CIA” che Lyman Kirpatrick, direttore generale della CIA, fece la sua propria investigazione sul fallimento dell’aprile del 1961 e concluse che i capi dell&#8217;Agenzia non erano stati capaci di mantenere informati i dirigenti nordamericani “in maniera fedele e realista” sull&#8217;operazione.</p>
<p>Cinquanta ed un anno dopo i dossier di Taylor e Kirpatrick, l&#8217;Agenzia considera che non si deve diffondere la verità, soprattutto quanto accaduto attorno a Playa Giron. Davanti all&#8217;ingiunzione presentata dal Progetto di Documentazione su Cuba dell&#8217;organizzazione National Security Archive (NSA) che si renda pubblica l&#8217;informazione sull&#8217;investigazione interna che realizzò la CIA dopo il suo fallimento a Playa Giron e che include una critica a quello che scrisse Lyman Kirpatrick, una giudice federale ha dato ragione all&#8217;Agenzia Centrale di Intelligenza per non consegnare l&#8217;informazione con l&#8217;argomento che tale atto “implicherebbe il rischio della divulgazione pubblica di informazione storica imprecisa.”</p>
<p>Il volume che si mantiene classificato raccoglie l&#8217;investigazione scritta nel 1981 -venti anni dopo gli eventi &#8211; da uno degli storiografi della CIA sul tema, e per questo la versione sull&#8217;imprecisione risulta poco credibile. Tuttavia, la decisione della giudice ci offre una conferma storica dimostrando che gli Stati Uniti, ed in questione la CIA, continuano ad assumere la dottrina della guerra fredda contro Cuba.</p>
<p>Coperchi per il “secchio di acqua sporca” ne hanno creati molti dal 1961 ad oggi. Da organizzazioni come l&#8217;United States Agency for International Development (USAID) -sorta nel novembre del 1961 &#8211; o la National Endownment for Democracy (NED) -creata dall&#8217;Amministrazione Reagan nella prima metà degli anni 80 del secolo scorso &#8211; ma la CIA non ha smesso di occupare un ruolo centrale nelle azioni coperte organizzate dal governo degli Stati Uniti in tutto il mondo, così lo provano le carceri segrete ed illegali che hanno operato in vari paesi come parte della chiamata “guerra contro il terrorismo.”</p>
<p>Nel caso di Cuba, benché l&#8217;USAID, la NED ed altre entità, svolgono un ruolo molto importante nelle operazioni che fanno parte della strategia nordamericana di “cambiamento di regime” sull&#8217;Isola, l’ “agenzia amorale” continua una guerra che, come ha appena dimostrato con l&#8217;impegno nel mantenere i suoi segreti, non è ancora cessata.</p>
<p>articolo di Iroel Sanchez</p>
<p>preso da La Pupilla Insonne</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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