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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Perù</title>
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		<title>Né scoperta, né incontro: Giornata della Resistenza Indigena</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2020 15:30:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle parole dello scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, pronunciate in occasione dell'inaugurazione del 53 ° Premio letterario Casa de las Americas (L'Avana, 2012), la data del 12 ottobre "rende omaggio" ai "presunti scopritori", che "erano più occultatori che scopritori, iniziò il saccheggio coloniale, mentendo sulla realtà americana e negando la sua abbagliante diversità e le sue radici più profonde ".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11764" alt="indigena" src="/files/2020/10/indigena.jpg" width="580" height="778" />In diversi scenari, ciò che accadde il 12 ottobre 1492 viene descritto come la &#8220;Scoperta dell&#8217;America&#8221;. Il 12 ottobre 1492, la spedizione guidata da Cristoforo Colombo, comandata dai re Isabella e Fernando di Castiglia, è arrivata in America. La spedizione era partita da Palos de la Frontera (Andalusia, Spagna) due mesi e nove giorni prima del suo arrivo su questa sponda dell&#8217;Atlantico. La data è conosciuta in diversi scenari come &#8220;Incontro di due culture&#8221;, &#8220;Scoperta dell&#8217;America&#8221; o &#8220;Columbus Day&#8221;.</strong></p>
<p>Nelle parole dello scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, pronunciate in occasione dell&#8217;inaugurazione del 53 ° Premio letterario Casa de las Americas (L&#8217;Avana, 2012), la data del 12 ottobre &#8220;rende omaggio&#8221; ai &#8220;presunti scopritori&#8221;, che &#8220;erano più occultatori che scopritori, iniziò il saccheggio coloniale, mentendo sulla realtà americana e negando la sua abbagliante diversità e le sue radici più profonde &#8220;.</p>
<p>Tuttavia, in paesi come Nicaragua, Venezuela e Navarra (Spagna), il 12 ottobre è stato ufficialmente istituito come &#8220;Giornata della Resistenza Indigena&#8221;.</p>
<p>Perché la Giornata della Resistenza Indigena?</p>
<p>Durante il governo del presidente Hugo Chavez in Venezuela, è stato deciso di istituire il 12 ottobre come &#8220;Giornata della Resistenza Indigena&#8221;. Questo ha sostituito i nomi che tradizionalmente venivano dati alla festa, in particolare &#8220;Giorno della Razza&#8221;, decretato dal presidente Juan Vicente Gomez.</p>
<p>La decisione è stata approvata nel testo costituzionale. La Costituzione venezuelana riconosce nei suoi articoli il diritto dei popoli indigeni di &#8220;mantenere e sviluppare la loro identità etnica e culturale, visione del mondo, valori, spiritualità ed i loro luoghi sacri e luoghi di culto&#8221;.</p>
<p>Allo stesso modo, la legge fondamentale del paese sudamericano riconosce il diritto di questi popoli &#8220;ad una salute integrale che tenga conto delle loro pratiche e culture&#8221; ed &#8220;alla partecipazione politica&#8221;.</p>
<p>Considerare il 12 ottobre come &#8220;Giornata della Resistenza Indigena&#8221; implica il riconoscimento in quella data dell&#8217;inizio della barbarie coloniale che l&#8217;America Latina sta vivendo da più di 500 anni. Significa anche riconoscere la resistenza dei popoli indigeni contro ogni forma di oppressione.</p>
<p>Questo giorno viene utilizzato in diversi paesi d&#8217;America per ricordare gli indigeni che sono morti durante la colonizzazione. Inoltre, i gruppi indigeni rivendicano i loro diritti e manifestano contro il genocidio a cui sono sottoposti dalle politiche estrattive e neoliberiste, che danneggiano i loro territori.</p>
<p>Quali sfide devono affrontare i popoli indigeni delle Americhe?</p>
<p>In Brasile, da quando Jair Bolsonaro ha assunto la Presidenza nel gennaio 2019, la violenza contro le quasi 305 popolazioni indigene che abitano quella nazione è aumentata. Secondo un rapporto del Consiglio Indigenista Missionario (CIMI), che fa il punto sul 2019, si è registrato un aumento dei casi in 16 delle 19 categorie di violenza sistematizzate nel rapporto.</p>
<p>Una situazione complessa è presente anche in Colombia, che è stata classificata dall&#8217;organizzazione Global Witness come il paese più pericoloso per difendere i diritti umani, i diritti relativi alla terra, al territorio ed all&#8217;ambiente.</p>
<p>In Perù, i leader delle popolazioni indigene stabilitisi nell&#8217;Amazzonia del paese sudamericano hanno denunciato, il 6 ottobre, violazioni dei diritti umani contro le loro comunità e i loro rappresentanti.</p>
<p>Il problema della violenza e dell&#8217;impunità nei casi dei difensori delle popolazioni indigene si verifica anche in contesti meno visibili. Il 5 ottobre, 46 organizzazioni per i diritti umani hanno espresso &#8220;la loro profonda preoccupazione per la situazione di impunità strutturale in vigore in Costa Rica nei confronti dei difensori dei diritti delle popolazioni indigene&#8221;.</p>
<p>In Cile, la nazione mapuche è stata oggetto di un&#8217;aggressione permanente da parte dello Stato. Un rapporto pubblicato nel settembre 2020 sulle persone giustiziate e scomparse appartenenti a questo gruppo tra il 1973 e il 1990, riportava “171 casi, 36 casi in più, cioè legati alle vittime mapuche riconosciute dallo Stato del Cile; che sono state prontamente indagate dalle diverse commissioni istituite a tal fine”.</p>
<p>Resistenza culturale e conservazione delle tradizioni</p>
<p>La sfida di preservare tradizioni, memoria e culture è un elemento fondamentale per le comunità ed i popoli indigeni oggigiorno.</p>
<p>Non può essere separata dalla battaglia per la vita ed i territori. I capi indigeni sono i custodi di quella memoria e tradizioni. Allo stesso modo, il rapporto con la terra costituisce una forma particolare di cultura, che rompe lo schema dell&#8217;attuale Stato-nazione.</p>
<p>I popoli indigeni delle Americhe hanno speso più di cinque secoli nella resistenza contro l&#8217;aggressività, il colonialismo e le &#8220;intenzioni civilizzatrici&#8221; dell&#8217;Occidente.</p>
<p>da TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Vargas Llosa, l&#8217;affabulatore</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Apr 2019 22:54:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono pochi dubbi sulla qualità di Mario Vargas Llosa come narratore. Nonostante le sue ultime opere non abbiano lo stesso spessore letterario delle precedenti, il peruviano rimane un notevole scrittore. Come ho però dimostrato in un libro di prossima uscita “El Hecicero de la Tribu”, il suo talento come analista politico, volendo essere benevoli, non supera la mediocrità.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10906" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10906" alt="Mario Vargas Llosa" src="/files/2019/04/Mario-Vargas-Llosa-580x388.jpg" width="580" height="388" /><p class="wp-caption-text">Mario Vargas Llosa</p></div>
<p><strong>Ci sono pochi dubbi sulla qualità di Mario Vargas Llosa come narratore. Nonostante le sue ultime opere non abbiano lo stesso spessore letterario delle precedenti, il peruviano rimane un notevole scrittore. Come ho però dimostrato in un libro di prossima uscita “El Hecicero de la Tribu”, il suo talento come analista politico, volendo essere benevoli, non supera la mediocrità.</strong></p>
<p>Chiaramente l&#8217;analisi politica non è il suo meglio, perché non conosce neanche le teorie e ancora meno la metodologia, il suo mondo, quello in cui naviga con maestria, è la finzione. Come lui stesso ha dichiarato più di una volta, uno scrittore è colui che scrive menzogne che sembrano verità.</p>
<p>L&#8217;eleganza e la precisione formale della sua scrittura, accompagnate sempre da un enfasi confinante con il fanatismo quando tratta argomenti politici o ideologici, esercitano una potente seduzione sui suoi lettori.</p>
<p>Ubriaco delle sue stesse parole, Vargas Llosa oltrepassa con assoluta tranquillità i limiti della finzione e si avventura nell&#8217;analisi politica e lì, su questo terreno scivoloso e in alcuni momenti traditore, scarica a destra ed a sinistra affermazioni colleriche quando reagisce di fronte a fenomeni o ideologie politiche che sono agli antipodi delle sue convinzioni.</p>
<p>Per questo, il colombiano Cesar Gaviria, che è stato segretario dell’OSA prima che, sotto la guida di Luis Almagro, questa istituzione affondasse in un’incancellabile ignominia, ha detto che a volte a leggere Don Mario “ho l&#8217;impressione che le sue capacità di analisi politica sia proporzionalmente inverse ai suoi meriti letterari, e dovrebbe ascoltare più frequentemente il ritornello che a tutti noi hanno insegnato da bambini: “calzolaio alle tue scarpe” (parla solo di ciò che conosci).” (El Pais, Spagna, 18 giugno 2000)</p>
<p>Non metterò mai in dubbio che Vargas Llosa possa manifestare liberamente le sue opinioni politiche o, come avrebbe detto il suo amico Octavio Paz, le sue vezzosità, che sono qualcosa che deve essere disgiunto dalle idee. Però l&#8217;aria pontificale con cui le emette come se fossero il prodotto di una minuziosa analisi e la complicità di chi le riceve e le riproduce sui mezzi egemonici, trasformano in verità irrefutabili un esercizio volgare di propaganda, per il quale il narratore si trasforma in un affabulatore. La recente intervista concessa ad un giornalista del quotidiano La Nacion di Buenos Aires lo scorso 25 marzo, in occasione della sua visita a questo paese per partecipare all&#8217;VIII Congresso Internazionale della Lingua Spagnola, che si celebrava a Cordoba, lo prova senza attenuanti. Prenderò solo due passaggi a titolo di esempio.</p>
<p>Nel primo si dice testualmente che “in questo momento l&#8217;umanità ha un privilegio che non ha mai avuto prima. Gli stati possono decidere se vogliono essere prosperi o poveri. E le ricette sono lì, provate. I paesi che hanno rafforzato la proprietà privata, l&#8217;impresa privata, il libero mercato e si sono aperti al mondo hanno progredito.”</p>
<p>Se questa sparata fosse certa bisognerebbe concludere, cosa che il peruviano non fa, che almeno i quattro quinti dell&#8217;umanità sono costituiti da profondi imbecilli, che al posto di vivere nella prosperità, preferiscono vivere nell&#8217;indigenza, senza case degne, senza educazione, salute pubblica, accesso all&#8217;acqua potabile e fognature. Siccome il nostro autore non ha formazione nelle scienze sociali non gli capita neanche di consultare alcune fonti insospettabili di essere contaminate con il virus populista o sinistrorso che tanto lo mantiene insonne.</p>
<p>Come Oxfam, per esempio, che, nel suo rapporto presentato al Vertice di Davos nel 2019 ha dimostrato che dal 2015 l&#8217;1% più ricco della popolazione mondiale possiede più ricchezza che il resto del pianeta; che le entrate del 10% più povero della popolazione mondiale sono aumentate meno di tre dollari all&#8217;anno tra il 1988 e il 2011, mentre quelle dell&#8217; 1% più ricco sono incrementate 182 volte di più. E, ricordiamo, la maggioranza di questi paesi poveri si sono visti imporre dall’FMI o dalla Banca Mondiale o dai loro succedanei regionali, le politiche di libero mercato e privatizzatrici dell&#8217;imperialismo, che con tanto ardore pubblicizza Vargas Llosa.</p>
<p>Parlando specificamente dell’Argentina, il narratore ritorna ad affabulare quando sentenzia che “questo paese è stato il primo della regione a sradicare l&#8217;analfabetismo. Adesso nessuno lo ricorda però se l&#8217;è proposto e l’ha fatto. La domanda è com&#8217;è successo che l&#8217;Argentina ha smesso di essere un paese prospero. E la risposta è facile: ha scelto la strada della povertà.”<br />
Due cose: la risposta non è semplice ma semplicistica, che non è la stessa cosa. Per di più è falsa in più di un significato. E&#8217; stata Cuba, dopo la Rivoluzione, il primo paese a sradicare l&#8217;analfabetismo in America Latina. E secondo, perché, se avesse avuto la prudenza di consultare le fonti statistiche argentine si sarebbe accorto che questo Paese, a differenza dei suoi tanto ingiuriati Cuba e Venezuela, non ha sradicato l&#8217;analfabetismo.<br />
Agli albori del peronismo, il censimento del 1947 registrava un 13,6% di analfabeti tra la popolazione maggiore di 10 anni.</p>
<p>Significa che dopo quasi settanta anni di politiche liberali, gestite dall&#8217;oligarchia di questo paese, quando, ipoteticamente, argentine e argentini hanno scelto la prosperità, il tasso di analfabetismo continuava ad essere considerevolmente elevato. Si è dovuto attendere fino al 1991 per farlo scendere fino al 3,7% e nel censimento del 2010, sotto il governo di Cristina Fernandez, il tasso è arrivato all&#8217;1,92%, che è quello che tecnicamente si considera il limite minimo per certificare la fine dell&#8217;analfabetismo in un paese.</p>
<p>Giudizio finale: bocciato in analisi politica per gravi errori metodologici.</p>
<p>Come disse Cesar Gaviria “Zapatero a tus zapatos”, Don Mario. Finiscila di dire menzogne affinché sembrino verità.</p>
<p>di Atilio Boron</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
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		<title>Escludono giovani cubani dal dialogo con rappresentanti di alto livello dei governi a Lima</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2018 01:45:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I giovani cubani sono stati esclusi dal dialogo tra gli attori sociali ed i rappresentanti di alto livello dei governi, previsto per giovedì 12 aprile, evento parallelo all’VIII Vertice delle Americhe.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10459" alt="sociedad-civil" src="/files/2018/04/sociedad-civil.jpg" width="580" height="330" />I giovani cubani sono stati esclusi dal dialogo tra gli attori sociali ed i rappresentanti di alto livello dei governi, previsto per giovedì 12 aprile, evento parallelo all’VIII Vertice delle Americhe.  </strong></p>
<p>La delegazione cubana al V Forum delle Gioventù che inizierà domani nel Centro Imprenditoriale di San Isidro, è composta da 10 giovani che sono stati accreditati all&#8217;evento ed ora sono stati esclusi dal dialogo di alto livello.</p>
<p>Questo forum è integrato da 150 giovani di tutte le nazioni presenti, dei quali 50 sono stati convocati al dialogo. Nessun cubano è stato incluso.</p>
<p>Questa manovra ingiusta e servile agli interessi imperialisti ha permesso la partecipazione di tre mercenari nel V Forum della Gioventù.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Roberto Suarez</p>
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		<title>Bolivia respinge di partecipare a manovre con gli USA nell&#8217;Amazzonia</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jun 2017 01:49:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bolivia ha respinto di partecipare alle manovre militari previste per novembre nella tripla frontiera del Brasile, Colombia e Perù, con la presenza dell'esercito degli Stati Uniti, come dichiarò oggi il ministro della Difesa, Reymi Ferreira. Gli esercizi denominati America Unita avranno luogo nello stato brasiliano dell’Amazzonia e, oltre ai paesi menzionati, potrebbero includere militari dell'Argentina, Panama e Canada. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10024" alt="MANIOBRAS" src="/files/2017/06/MANIOBRAS.jpg" width="580" height="386" />Bolivia ha respinto di partecipare alle manovre militari previste per novembre nella tripla frontiera del Brasile, Colombia e Perù, con la presenza dell&#8217;esercito degli Stati Uniti, come dichiarò oggi il ministro della Difesa, Reymi Ferreira.</strong></p>
<p>Gli esercizi denominati America Unita avranno luogo nello stato brasiliano dell’Amazzonia e, oltre ai paesi menzionati, potrebbero includere militari dell&#8217;Argentina, Panama e Canada.</p>
<p>“Le forze armate della Bolivia non parteciperanno a queste manovre”, disse alla stampa il titolare della Difesa.</p>
<p>Aggiunse Ferreira che il suo paese ha ricevuto l&#8217;invito dal Brasile per gli esercizi, ma non l&#8217;accettò.</p>
<p>In totale saranno 10 giorni di simulacri diretti da una base multinazionale nella città di Tabatinga, confinante con Leticia, in Colombia, e con Santa Rosa, in Perù.</p>
<p>Osservatori politici temono che l&#8217;esercizio serva come pretesto per stabilire una base nella regione, come è accaduto dopo gli esercizi della NATO in Ungheria nel 2015.</p>
<p>Il giornale brasiliano Zero Hora ha criticato che Brasile inviti gli Stati Uniti a partecipare a queste manovre in pieno cuore della selva amazzonica.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Il padre e lo spirito regressivo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 00:50:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entrambi i candidati presidenziali sono stati obbligati al secondo turno elettorale, ed i peruviani sembrano condannati ad uno dei due governi nei prossimi cinque anni, quello del chiamato “fujimorismo” con la sua ignominiosa zavorra del passato ed il neoliberalismo spietato che rappresenta l'ex primo ministro Pedro Kuczynski, per l'Alleanza del Gran Cambiamento, entrambi coincidenti nel navigare in una rotta che si può immaginare tra la paura e la sofferenza sociale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9258" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9258" alt="Alberto Fujimori" src="/files/2016/04/alberto-fujimori.jpg" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Alberto Fujimori</p></div>
<p><em>Tutta la politica peruviana gira attorno ai Fujimori. La figlia dell&#8217;autocrate, Keiko, dominò le elezioni di questa domenica in Perù. Con un 61% dei voti scrutati, Fujimori otteneva un 39,4%, di fronte al 23,9% di Pedro Pablo Kuczynski, del centro-destra (Fonte: El Pais)  </em></p>
<p><strong>Entrambi i candidati presidenziali sono stati obbligati al secondo turno elettorale, ed i peruviani sembrano condannati ad uno dei due governi nei prossimi cinque anni, quello del chiamato “fujimorismo” con la sua ignominiosa zavorra del passato ed il neoliberalismo spietato che rappresenta l&#8217;ex primo ministro Pedro Kuczynski, per l&#8217;Alleanza del Gran Cambiamento, entrambi coincidenti nel navigare in una rotta che si può immaginare tra la paura e la sofferenza sociale.  </strong></p>
<p>Così concordano nell’apprezzarli i lucidi analisti nazionali e stranieri, attenendosi alla stessa storia politica del paese.</p>
<p>Si sottolinea il fatto che il partito Forza Popolare di Keiko Fujimori torna a dominare il Parlamento del Perù, senza che gli facesse danno l&#8217;ombra di suo padre che compie una sentenza di 25 anni di prigione per delitti di corruzione ed assassinio per la conformazione di squadroni della morte. E la più votata non è stata neanche colpita dal fatto che condividesse questo governo ed ereditasse la stessa squadra che aveva il suo progenitore.</p>
<p>Si direbbe che tutto trascorrerà in nome del Padre e del maligno Spirito regressivo della restaurazione della destra neoliberale.</p>
<p>Tuttavia si segnala come un&#8217;altra novità elettorale che la sinistra ha ottenuto la rappresentazione più alta degli ultimi 31 anni, fatto che vuole dire che anche la resistenza occuperà uno spazio.</p>
<p>di Hugo Rios</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba, Nicaragua, Perù e Venezuela ottengono le principali Mete del Millennio</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2013/06/13/cuba-nicaragua-peru-e-venezuela-ottengono-le-principali-mete-del-millennio/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 01:46:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) ha riconosciuto che Cuba, Nicaragua, Perù e Venezuela sono gli unici paesi di America Latina che hanno compiuto le due principali Mete dal Millennio, fissate intorno alla riduzione degli indici di povertà e di denutrizione.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6753" src="/files/2013/06/vacuna-ninojpg.jpg" alt="" width="300" height="184" />L&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) per l&#8217;Alimentazione e l&#8217;Agricoltura (FAO) ha riconosciuto che Cuba, Nicaragua, Perù e Venezuela sono gli unici paesi di America Latina che hanno compiuto le due principali Mete dal Millennio, fissate intorno alla riduzione degli indici di povertà e di denutrizione. </strong></p>
<p>La FAO ha affermato che la riduzione alla metà delle persone che soffrono la fame e del numero di esseri umani denutriti, nel periodo compreso tra il 1990 e il 2012, costituiscono il primo degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (ODM) e la sfida più esigente del Vertice Mondiale sull&#8217;Alimentazione (CMA).</p>
<p>Insieme alle quattro nazioni latinoamericane appaiono anche gli stati caraibici della Guyana e San Vicente e le Granatine.</p>
<p>Per questo, il direttore generale della FAO, Josè Graziano da Silva, ha enfatizzato che “quello raggiunto per quelli paesi dimostra che con una forte volontà politica, coordinazione e cooperazione è possibile riuscire riduzioni rapide e durature della fame.”</p>
<p>Nonostante questi risultati, Dà Silva notò che esistono ancora 870 milioni di persone denutrite nel mondo, ad altro di altri milioni che soffrono le conseguenze delle deficienze di vitamine e minerali, includendo la mancanza di crescita infantile.</p>
<p>con informazioni di Telesur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Nuovo giudizio per corruzione all’ex presidente peruviano incarcerato</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 00:17:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Fujimori]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo processo]]></category>
		<category><![CDATA[Perù]]></category>

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		<description><![CDATA[La Corte Suprema del Perù si appresta oggi a giudicare l'ex presidente Alberto Fujimori in un nuovo processo per corruzione, dopo ricevere il permesso della giustizia cilena, necessario poiché questo paese ha consegnato l'imputato nel 2007.  
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_6027" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-6027" src="/files/2012/11/alberto-fujimori.jpg" alt="Alberto Fujimori" width="300" height="250" /></strong><p class="wp-caption-text">Alberto Fujimori</p></div>
<p>La Corte Suprema del Perù si appresta oggi a giudicare l&#8217;ex presidente Alberto Fujimori in un nuovo processo per corruzione, dopo ricevere il permesso della giustizia cilena, necessario poiché questo paese ha consegnato l&#8217;imputato nel 2007. </strong></p>
<p>L&#8217;approvazione dell&#8217;ampliamento delle cause dell&#8217;estradizione è stata annunciata oggi in Cile ed è riferita al processo per deviazione di fondi dell&#8217;esercito e della forza aerea al Servizio dell’Intelligenza ed il pagamento con queste risorse, di bustarelle per diversi mezzi di stampa.</p>
<p>Il caso si denomina “Diarios chica”, appellativo dei periodici sensazionalisti e l&#8217;obiettivo delle subornazioni era che questi mezzi appoggiassero la campagna per la seconda rielezione di Fujimori, che questo ha ottenuto nel 2005, benché fuggisse poi, dopo pochi mesi in Giappone, ricercato dalla giustizia per uno scandalo di corruzione.</p>
<p>In realtà, il suo governo iniziato nel 1990 ha controllato con subornazioni o pressioni quasi tutti i mezzi di stampa durante la sua amministrazione, per una decade.</p>
<p>L&#8217;ex avocato della parte civile nei processi nel quale Fujimori è stato condannato a 25 anni di carcere, Ronald Gamarra, ha detto che l&#8217;ex governante avrà piene garanzie nel nuovo processo e lì avrà opportunità di parlare pubblicamente.</p>
<p>Ha alluso così alla campagna conservatrice contro la decisione ufficiale di negare autorizzazione affinché Fujimori conceda un&#8217;intervista ad una stazione radio, come ha sollecitato, per allegare il beneficio di ottenere un indulto presidenziale umanitario.</p>
<p>La richiesta dell’indulto è in crisi per la mancanza di credibilità delle cause allegate, essenzialmente il supposto rischio contro la sua salute per le condizioni della sua reclusione, fatto smentito dalla divulgazione di foto che dimostrano le ampie e comode stanze che ha nel suo esclusivo presidio.</p>
<p>Il giurista Gamarra ha fatto notare, d’altra parte che, se sarà perdonato, benché questo sia molto difficile, l&#8217;ex governante sarà giudicato comunque per il caso “Diarios chica” e, se fosse condannato, dovrebbe ritornare in carcere, perché l&#8217;indulto solo metterebbe fine della sua condanna attuale.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Amanda Knox: da Lima a Taiwan occhi puntati su Perugia per il “femminicidio globale” di Meredith Kercher</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 01:16:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gennaro Carotenuto]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Amanda Knox]]></category>
		<category><![CDATA[Meredith Kercher]]></category>
		<category><![CDATA[Perù]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Taiwan]]></category>
		<category><![CDATA[Taiwan News]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia del femminicidio* di Perugia dove una ragazza statunitense dal bel viso, Amanda Knox, è accusata di aver ucciso la propria compagna di appartamento, l’inglese Meredith Kercher, è in prima pagina perfino sul quotidiano La República di Lima, nel remotissimo Perù, nel Taiwan News, nell’australiano Sidney Morning Herald, e in migliaia di altri media, dalla Turchia al Sud Africa, un’attenzione comunque oltre ogni logica per un caso di cronaca ambientato in una provincia italiana.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Gennaro Carotenuto</strong></p>
<p><strong>Giornalismo Partecipativo<br />
</strong></p>
<div id="attachment_1848" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-1848" src="/files/2011/10/Meredith-Kercher.gif" alt="" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Meredith Kercher</p></div>
<p>La storia del femminicidio* di Perugia dove una ragazza statunitense  dal bel viso, Amanda Knox, è accusata di aver ucciso la propria compagna  di appartamento, l’inglese Meredith Kercher, è in prima pagina perfino  sul quotidiano <em>La <a rel="nofollow" href="http://www.larepublica.pe/03-10-2011/la-historia-del-crimen-de-meredith-kercher"  target="_blank">República</a></em> di Lima, nel remotissimo Perù, nel <a rel="nofollow" href="http://www.taiwannews.com.tw/etn/news_content.php?id=1724549"  target="_blank">Taiwan News</a>, nell’australiano <a rel="nofollow" href="http://www.smh.com.au/world/manipulated-knoxs-final-appeal-20111003-1l5l4.html"  target="_blank">Sidney Morning Herald</a>, e in migliaia di altri media, dalla <a rel="nofollow" href="http://www.nationalturk.com/en/amanda-knox-verdict-live-final-appeal-of-knox-in-court-14194"  target="_blank">Turchia</a> al <a rel="nofollow" href="http://news.iafrica.com/worldnews/755577.html"  target="_blank">Sud Africa</a>, un’attenzione comunque oltre ogni logica per un caso di cronaca ambientato in una provincia italiana.</p>
<p>Non smettono di stupire le dinamiche dell’infotainement globale.  Quanti femminicidi sono avvenuti negli ultimi quattro anni a Lima, in  Perù, in America latina senza finire in prima pagina non dico per  reciprocità su La Repubblica di Roma ma neanche su quella di Lima. Per  quanti processi vengono organizzate perfino delle <a rel="nofollow" href="https://twitter.com/#%21/GenCarotenuto/favorites"  target="_blank">dirette Twitter delle udienze</a> come quella che abbiamo notato nei giorni scorsi da parte di John Hooper, corrispondente a Roma per il Guardian e l’Economist?</p>
<p>Esistono elementi oggettivi e ricorrenti che costruiscono  l’infointrattenimento globale e questo caso è paradigmatico: la  nazionalità della presunta colpevole, la gioventù, il contesto del  crimine a carattere sessuale, l’avvenenza unita ad altri dettagli  riportati morbosamente, la centralità dei media statunitensi nel sistema  mediatico globale, tutto è studiato e non ci sorprende.  Nel mio saggio  <a rel="nofollow" href="http://www.gennarocarotenuto.it/giornalismo-partecipativo-storia-critica-del-giornalismo-al-tempo-di-internet-arriva-il-libro/"  target="_blank">Giornalismo partecipativo</a> scrivevo dell’<strong>agenda setting del giornalista flessibile:</strong></p>
<p>Il peggioramento dei rapporti di produzione ha conseguenze immediate sull’agenda setting del giornalismo[1]  e il fallimento della capacità innovativa del giornalismo mainstream  online è dato dal fatto che solo per tempismo ma raramente per qualità  fa da capofila. Anzi, nello sparare un titolo nel giro di pochi secondi  dal lancio d’agenzia è spesso responsabile di interpretazioni che poi si  standardizzano. Si pensi al caso della bambina polacca uccisa nel  nolano del quale abbiamo parlato a pagina 46. Ma più in generale si  pensi alla scomodità delle inchieste sulla corruzione politica in un  mondo giornalistico sempre più lottizzato. Si pensi alla gerarchia  artefatta dai media tra i 627 omicidi in totale in Italia nel 2008, un  numero da anni in decrescita, se non per allarme sociale sulla sicurezza  amplificato dai media. Oltretutto tali omicidi sono sempre più  concentrati in ambito familiare senza che sui media si apra un serio  dibattito sul perché in Italia non ci si ammazzi più tra sconosciuti e  invece ci si ammazzi sempre più tra parenti e affini.</p>
<p>Quei 627 morti oscurano largamente i 1.100 morti sul lavoro e gli oltre 5.000 sulle strade[2].  Amplificare gli uni e oscurare gli altri è una scelta che fa parte  delle prerogative del giornalismo. Determinati omicidi, magari con  risvolti piccanti o che coinvolgono personaggi noti, sono più  notiziabili per un giornalismo che deve stare comunque sul mercato,  rispetto alla caduta di un manovale albanese da un’impalcatura. Casi  come quello del campione di football O. J. Simpson negli Stati Uniti,  oppure di Wilma Montesi[3],  nell’Italia degli anni ’50, o l’omicidio di Meredith Kercher a Perugia a  fine 2007, con la continua esposizione del bel viso della presunta  assassina Amanda Knox (50.000 foto sul web, due milioni di citazioni in  Google, 35.000 nei blog), è prevedibile che inducano i giornalisti ad  allettare l’attenzione fino alla morbosità del pubblico. Di nuovo: è  prerogativa del giornalismo scegliere a quali fatti dare rilievo e in  quale maniera narrarli (senza travisarli). Ma è altrettanto evidente  che, focalizzandosi su determinati casi e ignorando altri, il  giornalismo abdica da una delle sue funzioni principali. Lo fa per  esempio proprio evitando di contestualizzare le centinaia di manovali  stranieri che cadono dalle impalcature e quindi rinunciando a  documentare fenomeni sociali per limitarsi a selezionare notizie  appetitose.</p>
<p>Un giornalista, non necessariamente  cooptato o lottizzato, ma sicuramente conformista e voglioso di far  carriera, o semplicemente precario, è portato a sposare forme di  copertura giornalistica come quelle sulla violenza, sulla sicurezza, e  sui morti ammazzati (in realtà su 627 omicidi solo poche decine l’anno  bucano lo schermo). Queste causano consenso intorno al modello sociale.  Al contrario è portato a sottovalutare morti come quelle nelle strade o  nei cantieri perché obbligano a un ripensamento profondo del modello  stesso.</p>
<p>Oppure si pensi ai crimini ambientali dei  quali sono spesso colpevoli grandi multinazionali. Si confrontino tali  crimini con l’impermeabilità di fatto dei media verso questi. È  difficile non pensare che siano crimini dei quali sono colpevoli o  complici, non solo nel Sud del mondo, alcuni tra i maggiori investitori  pubblicitari del pianeta. Di nuovo il giornalismo mainstream proprio in  quanto operante in sinergia col potere politico ed economico abdica dal  proprio ruolo di controllo e di critica, di Quarto potere.</p>
<p>In questo abdicare dal ruolo di watch dog  il modello redazionale digitale appare perfettamente funzionale. Il  giornalismo completamente sottomesso al mercato, precarizzato, produce  un’informazione che vola basso, corriva, scadente. Un giornalismo che  non ha tempo né qualità per investigare e che proprio per questo orienta  l’opinione pubblica in direzioni innocue, di frontiera con  l’intrattenimento, è oggi più comodo e più facile da controllare perfino  rispetto al tempo delle veline del Ministero della Cultura Popolare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[1] R. Marini, <em>Mass media e discussione pubblica. Le teorie dell’agenda setting</em>, Roma-Bari, Laterza, 2006.</p>
<p>[2] G. Lerner, <em>L’infedele</em>, La7, 8 dicembre 2008.</p>
<p>[3] F. Grignetti, <em>Il caso Montesi. Sesso, potere e morte nell’Italia degli anni ’50</em>, Venezia, Marsilio, 2006; C. Lucarelli, <em>Nuovi misteri d’Italia. I casi di Blu notte</em>. Torino, Einaudi, 2004, pp. 25-45; sulla stampa, P. Murialdi, <em>La stampa italiana del dopoguerra (1943-1972)</em>, Roma-Bari, Laterza, 1973, pp. 260-279, il capitolo del saggio di Murialdi è disponibile on line in: <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.misteriditalia.com/altri-misteri/montesi/Montesi%28stampaitaliana%29.pdf" >http://www.misteriditalia.com/altri-misteri/montesi/Montesi(stampaitaliana).pdf</a>.</p>
<p>È in tale contesto che matura il “femminicidio globale” e  globalizzato della povera Meredith ed è un contesto di abdicazione del  giornalismo dal proprio ruolo di Quarto potere. Non è un caso che  sopratutto i media britannici denuncino <a rel="nofollow" href="http://www.reuters.com/article/2011/10/03/us-italy-knox-meredith-idUSTRE7920TG20111003"  target="_blank">l’oscuramento della figura della vittima</a> e l’esaltazione della figura della presunta colpevole Amanda Knox che  cancella totalmente il suo ex-ragazzo italiano, coimputato, Raffaele  Sollecito, benestante e belloccio ma, ahilui, terrone per la stampa  italiana e meno interessante per quella mondiale.</p>
<p>Tutte le luci puntate su Amanda vuol dire la trasformazione di un  delitto in un serial televisivo collocato in un paese giudiziariamente  arretrato (per gli statunitensi) come l’Italia sul quale viene costruita  una narrazione superficiale, già vista in diecimila telefilm da Fox  Retrò a Fox Crime, nei quali Foxy Knoxy è assoluta protagonista nella  quale immedesimarsi.</p>
<p>Qualcuno ricorderà <em>Midnight Express </em>(Fuga di Mezzanotte), il  bel film di Alan Parker nel quale un ragazzo americano finiva in  carcere in Turchia in quanto colpevole di traffico di droga. Oggi il  caso perugino viene presentato dai media statunitensi egemoni come una  sorta di remake seriale dove l’Italia è la Turchia, Amanda è al posto di  Billy Hayes, e la giustizia penale italiana è al posto delle carceri  turche. Con la differenza, ma sembra non interessare, che Meredith sia  morta davvero.</p>
<p>* La mia amica Barbara Spinelli sarà  probabilmente dubbiosa sull’uso del termine  femminicidio per il caso  perugino. Personalmente mi sento, con meno prudenza, di spendere tale  termine in maniera estensiva in quanto una ragazza, Meredith, secondo le  ricostruzioni, sarebbe stata uccisa per aver rifiutato attenzioni  sessuali indesiderate.</p>
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