<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Partito Comunista di Cuba</title>
	<atom:link href="http://it.cubadebate.cu/tag/partito-comunista-di-cuba/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.cubadebate.cu</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Sep 2023 14:48:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>es-ES</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.8.1</generator>
	<item>
		<title>Fidel nella creazione del Comitato Centrale del PCC: una guida per l&#8217;azione rivoluzionaria e non un dogma</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/10/03/fidel-nella-creazione-del-comitato-centrale-del-pcc-una-guida-per-lazione-rivoluzionaria-e-non-un-dogma/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/10/03/fidel-nella-creazione-del-comitato-centrale-del-pcc-una-guida-per-lazione-rivoluzionaria-e-non-un-dogma/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2020 13:30:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[creazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Comunista di Cuba]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11753</guid>
		<description><![CDATA[La parola comunista è stata calunniata e molto denigrata lungo i secoli. Ci sono stati dei comunisti lungo la storia, uomini che avevano idee comuniste, uomini che concepivano un modo di vita diverso dalla società in cui erano nati, e coloro che la pensavano da comunisti in altri tempi furono chiamati comunista utopici da 500 anni fa, perché idealisticamente aspiravano ad un tipo di società che non era possibile in quel momento visto lo scarso sviluppo delle forze produttive; e questo perché  l’uomo non potrà ritornare al comunismo in cui nacque l’uomo primitivo, per vivere in un modo di comunismo primitivo, a meno che raggiunga lo stesso grado di sviluppo delle  forze  produttive, del loro uso e del modo sociale di utilizzazione delle stesse, e che sia in grado di creare i beni materiali ed i servizi necessari  per soddisfare i bisogni dell’uomo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<section>
<h2><img class="alignleft size-full wp-image-11754" alt="fidel_pcc-2-580x362" src="/files/2020/10/fidel_pcc-2-580x362.jpg" width="580" height="362" />Discorso pronunciato dal Comandante in Capo Fidel Castro Ruz in occasione della presentazione del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, teatro &#8220;Chaplin&#8221;</h2>
<div>
<div>03/10/1965</div>
</div>
</section>
<div>
<div>
<div>
<p>Signori invitati;</p>
<p>Compagni del Comitato Centrale;</p>
<p>Compagni dei comitati provinciali, regionali e sezionali;</p>
<p>Compagni segretari dei nuclei del nostro Partito,</p>
<p>Sono costretto di cominciare affrontando un argomento che non è collegato direttamente al motivo che ci riunisce oggi in questa sede, comunque è una questione d’attualità e d’interesse politico, quindi devo parlarne.</p>
<p>E’ il risultato degli annunci fatti il 28 settembre in merito ad un fatto che accadeva da ben tre anni, e che era un modo perfido utilizzato dal nemico per fare campagna contro la nostra Rivoluzione, cioè, la questione relativa alla sospensione dei voli tra Cuba e Miami e degli individui che sono rimasti a cavallo dei due paesi.</p>
<p>Allo scopo di smascherare definitivamente l’imperialismo yankee in questo in merito a tale situazione, abbiamo fatto delle dichiarazioni il 28, dichiarazioni che conoscete bene, e quando successivamente hanno detto che esse erano in qualche modo imprecise ed ambigue, e che non erano state presentate per via diplomatica, abbiamo fatto una seconda dichiarazione molto chiara e molto concreta per risolvere definitivamente la questione. Ed in data odierna le notizie parlano della risposta definitiva del governo degli Stati Uniti.</p>
<p>E leggerò le notizie.</p>
<p>In sostanze dicono questo:</p>
<p>&#8220;Il presidente Johnson —questa è un’informazione della Agenzia Stampa -  ha annunciato che oggi provvederà ad un’intesa diplomatica con Cuba perché possano cercare asilo negli Stati Uniti i cubani che vogliano andarsene dalla loro patria.&#8221;</p>
<p>Quando dicono intesa diplomatica vogliono dire un accordo concluso per via diplomatica in merito a questo problema.</p>
<p>Dice: &#8220;Ho chiesto al Dipartimento di Stato di cercare tramite l’ambasciata Svizzera, incaricata degli affari relativi agli Stati Uniti, la venia del governo di Cuba per fare una richiesta al presidente della commissione della Croce Rossa Internazionale.&#8221;</p>
<p>Dice inoltre: &#8220;Ho dato istruzioni ai ministeri di Stato, della Giustizia, della Sanità, dell’Istruzione e della Provvidenza Sociale, perché facciano tutti gli aggiustamenti necessari perché coloro che a Cuba cercano la libertà possano entrare in modo ordinato negli Stati Uniti.</p>
<p>Ed in altre notizie dicono che il signor Johnson ha anche dichiarato questo:</p>
<p>&#8220;Questo dimostra, ancora una volta, la sconfitta di un regime, cioè, quando molti dei cittadini scelgono volontariamente d’abbandonare il paese dove sono nati per andarsene verso un altro in cerca di speranza. C’è poca speranza nel futuro per qualsiasi governo qualora il presente non fornisce alcuna speranza al suo popolo.&#8221; Disse che &#8220;i rifugiati saranno i benvenuti e che un giorno potranno ritornare alla loro patria dove non ci sarà più né terrore né paura&#8221;.</p>
<p>Questo vuol dire, senz’altro, che non hanno avuto altra scelta; e vuol dire, innanzitutto, che abbiamo vinto una battaglia per la libertà (APPLAUSI).</p>
<p>Il signor Johnson non sarebbe Johnson né sarebbe il presidente degli Stati Uniti né sarebbe un yankee se non accompagnasse questa dichiarazione con quel proverbiale fariseismo carico di tutto questo intingolo sulle speranze che cercano coloro che partono verso gli Stati Uniti in brama di libertà, e che non possono offrire niente per il futuro coloro che ne presente offrono soltanto la prospettiva di dovere abbandonare il paese ai cittadini di una nazione. E parla anche della Croce Rossa, quindi riteniamo opportuno di rispondere al signor Johnson sui suddetti particolari che non hanno niente a che vedere con quello che avevamo dichiarato, dobbiamo fare dei chiarimenti in merito.</p>
<p>Innanzitutto le agenzie di notizie yankee e molti dei funzionari del suddetto paese, così come alcune agenzie di notizie diverse da quelle yankee, sicuramente a furia d’ascoltare ripetutamente gli argomenti, come per esempio la Reuter e la France Press, si fecero eco dell’affermazione che questo aveva implicato un cambio nella politica nei confronti di coloro che volevano andarsene dal paese. E ciò è assolutamente falso. Dagli albori della Rivoluzione abbiamo seguito un’unica politica in merito; dagli albori della Rivoluzione fino alla Crisi dei Missili, sono partiti dal paese, senza interruzione, tutti quelli che hanno voluto farlo e che avevano ottenuto il permesso degli Stati Uniti.</p>
<p>E quando di seguito alla Crisi dei Missili loro bloccarono i voli verso Cuba, non ci fu alcun cambio nella politica del governo rivoluzionario, perché tramite altre vie — cioè, tramite la Spagna ed il Messico— continuarono uscendo dal paese all’incirca 300 persone ogni mese, vale a dire, più di 3.000 persone all’anno. Non c’è stato il minimo cambio nella politica relativa alle partenze di coloro che volevano andarsene dal paese, ciò che abbiamo fatto è di smascherare la cattiva fede e l’ipocrisia dell’imperialismo yankee, unico responsabile degli intralci alle partenze par le vie normali, e questo allo scopo di promuovere un certo tipo di partenza clandestina, d’altronde rischiose, e di fare propaganda.</p>
<p>Forse il signor Johnson ignora che negli Stati Uniti, quando ebbe luogo la lotta per l’indipendenza per affrancarsi dal colonialismo inglese, migliaia di migliaia di americani emigrarono da paese dopo l’indipendenza, e partirono verso il Canada.</p>
<p>Ed in tutte le rivoluzioni, sia la Rivoluzione Francese, sia la Rivoluzione Russa, sia la Rivoluzione Cubana, il fenomeno della partenza o dell’emigrazione delle classi privilegiate è un fatto assolutamente storico. Tuttavia, se la partenza di uomini e donne che nascono in un paese e che se ne vanno ad un altro contraddistingue un regime sociale, allora il miglior esempio sarebbe quello del Porto Rico, isola della quale si impadronì l’imperialismo yankee mantenendoci un regime di sfruttamento coloniale, per cui oltre un milione degli uomini e delle donne nati nel suddetto paese sono stati costretti di emigrare verso gli Stati Uniti. Ed il signor Johnson si è dimenticato del Porto Rico e del milione di portoricani che vivono a New York nelle più difficili condizioni di vita, nei quartieri più poveri e facendo i lavori più umilianti!</p>
<p>Ovviamente, il fatto di parlare della Croce Rossa è un trucchetto del signor Johnson per sceneggiare la questione. Infatti, come mai per fare le pratiche per il rilascio del passaporto e per avere il permesso d’atterraggio di qualche aerei a Miami è necessario l’intervento della Croce Rossa? Come c’entra la Croce Rossa in tutto questo? Non si tratta di un terremoto né di un’ecatombe né di una guerra, ma di una pratica semplice per autorizzare l’arrivo agli Stati Uniti, per autorizzare l’atterraggio degli aerei oppure l’arrivo delle navi.</p>
<p>La Croce Rossa non è necessaria in questo caso. La Croce Rossa, comunque, potrebbe intervenire per chiedere al governo degli Stati Uniti di cessare le criminali misure che proibiscono l’esportazione di farmaci verso Cuba. Per questo sì che sarebbe necessaria la presenza della Croce Rossa Internazionale! (APPLAUSI.)</p>
<p>Comunque, la Croce Rossa potrebbe fare un miglior lavoro nel Vietnam del Sud (APPLAUSI), dove i soldati yankee ammazzano e torturano migliaia dei cittadini di quel popolo. Oppure nel Vietnam del Nord, dove i criminali bombardamenti yankee avvengono senza alcuna distinzione, cioè, ci sono bombardamenti nelle città, nei villaggi, nelle scuole, negli ospedali.</p>
<p>La Croce Rossa potrebbe fare qualcosa a Santo Domingo, dove i soldati invasori commettono ogni tipo di soprusi contro la popolazione ed occupano le scuole degli studenti (APPLAUSI).</p>
<p>Potrebbe intervenire negli Stati Uniti per evitare i massacri dei cittadini neri, come quello accaduto di recente a Los Angeles, California (APPLAUSI).</p>
<p>Però signor Johnson, per tale questione non occorre la presenza della Croce Rossa.  Per noi è sufficiente discutere con i rappresentanti dell’ambasciata svizzera, che sono al tempo stesso i rappresentanti degli interessi americani a Cuba, e possiamo metterci d’accordo con loro su qualsiasi pratica. Non è necessario l’intervento di nessun altro. Noi accettiamo la serietà e la responsabilità dei funzionari svizzeri. Ebbene, se il governo degli Stati Uniti non si fida oppure non crede all’abilità ed alla capacità dei funzionari dell’ambasciata svizzera, questo è cosa del governo degli Stati Uniti! (APPLAUSI.)</p>
<p>Allora: parlando seriamente su tali questioni relative alle libertà, io vorrei sapere se il signor Johnson potrebbe rispondere un paio di domande, perché noi, dagli albori della Rivoluzione,  abbiamo sempre favorito la partenza di tutti quelli che volevano farlo, noi non abbiamo mai rifiutato alcun permesso a coloro che volevano fare visita ai parenti e poi ritornare, ed anche se ci sono dei cubani che hanno parenti negli Stati Uniti e vogliono incontrarli, ci sono anche altri cubani che hanno dei parenti negli Stati Uniti ma che non vogliono abbandonare il paese (APPLAUSI), e visto che il signor Johnson, accanto alla Statua della Libertà, si è preso il disturbo di &#8220;condire&#8221; la sua dichiarazione perdendosi in smancerie sulla libertà, io voglio sapere se gli Stati Uniti sarebbero in grado di consentire a coloro che hanno parenti a Cuba, di venirci a rendere loro visita e poi ritornare agli Stati Uniti! (APPLAUSI), se gli Stati Uniti sarebbero in grado di consentire ai cubani che non vogliono sistemarsi negli Stati Uniti, di rendere visita ai loro parenti negli Stati Uniti e poi ritornare a Cuba; e se gli Stati Uniti, infatti, sarebbero in grado di consentire ai cittadini americani di visitare Cuba (APPLAUSI).</p>
<p>Perché a questo stesso governo che dice che le cose vanno male in un paese dove i suoi cittadini se ne vanno, noi possiamo dirgli: le cose vanno peggio quando un paese che ha tanto diffuso e che si è tanto vantato delle libertà, nonostante aver raggiunto gli standard di sviluppo economico, ha paura di permettere ai suoi cittadini di visitare questo paese tanto denigrato e calunniato della paura e del terrore &#8211; come dicono loro  (APPLAUSI).</p>
<p>E quindi, ecco la seconda sollecitazione al governo degli Stati Uniti. Lo invitiamo ad acconsentire la visita a Cuba, per incontrare i parenti a Cuba, di coloro che ci hanno parenti che non vogliono andarsene agli Stati Uniti; che i parenti, residenti a Cuba e che non vogliono abbandonare Cuba, possano recarsi negli Stati Uniti e poi ritornare; e, finalmente, che gli studenti oppure qualsiasi altro cittadino degli Stati Uniti, possa visitare Cuba senza intoppi, così come noi acconsentiamo la partenza definitiva o meno di qualsiasi cittadino del nostro paese (APPLAUSI); che i rappresentanti delle organizzazioni degli Stati Uniti o dei difensori dei diritti civili possano venire a Cuba in modo da costatare che la scomparsa dello sfruttamento dell’uomo par l’uomo ha portato alla scomparsa definitiva della discriminazione raziale nel nostro paese (APPLAUSI).</p>
<p>E vediamo se il signor Johnson, di fronte al mondo e di fronte al popolo degli Stati Uniti, ha qualche risposta — che non sia un guazzabuglio— alla nostra sollecitazione.</p>
<p>Noi teniamo il nostro atteggiamento e la nostra dichiarazione, e ci auguriamo che chiedano il pertinente incontro per il caso dei signori funzionari dell’ambasciata svizzera, una volta ricevute le pertinenti istruzioni del governo degli Stati Uniti. Siamo in attesa di un’eventuale risposta del signor Johnson a questa sollecitazione.</p>
<p>E siccome parlano tanto e si vantano tanto di parlare delle libertà, adesso basta di parlare delle false libertà, adesso basta di parlare delle libertà astratte, che i fatti dimostrano che il vero mondo di libertà si costruisce qui e non là (APPLAUSI); ed è tanto libero che non vogliamo che nessuno viva in questa società se non è questa la sua volontà. Perché la nostra società socialista, la nostra società comunista, dovrà essere eminentemente un’associazione di cittadini veramente liberi (APPLAUSI).</p>
<p>E sebbene alcuni cittadini formati nelle idee del passato e nel sistema del passato, preferiscono andarsene negli Stati Uniti, è anche vero che questo paese è diventato il santuario dei rivoluzionari del nostro continente (APPLAUSI). Ed è anche vero che noi riteniamo meritevoli dell’ospitalità di questo popolo e di questa terra, non solo quelli che ci sono nati ma anche tutti gli uomini e donne che parlano la nostra stessa lingua e che hanno la nostra cultura, così come coloro che sebbene non parlano la nostra stessa lingua hanno origini storici ed etnici simili ed una storia di sfruttamento uguale alla nostra. Ed a questo paese possono venire — ed ormai hanno fatto uso di tale diritto tutti quanti hanno voluto—  i perseguitati dalle oligarchie spietate ed imperialistiche; in questo paese si sono sistemati permanentemente  o temporaneamente molti uomini e donne nati in altri paesi fratelli di questo continente; in questo paese, per anni, hanno vissuto e lavorato molti tecnici e professionisti provenienti da diversi angoli dell’America.</p>
<p>La nostra non è solo la terra dei cubani, la nostra è la terra dei rivoluzionari (APPLAUSI); e hanno il diritto a considerarsi i nostri fratelli e meritevoli di essa i rivoluzionari del continente, anche i rivoluzionari americani (APPLAUSI). Perché alcuni dirigenti, come ad esempio Robert Williams, perseguitato in quel paese ferocemente, trovò rifugio in questa terra. E così come lui, ci troveranno rifugio i perseguitati dai reazionari e dagli sfruttatori. Poco importa se parlano inglese e sono nati negli Stati Uniti. La nostra è la patria dei rivoluzionari di questo continente, così come gli Stati Uniti sono il rifugio inevitabile di tutti gli sbirri, di tutti i prevaricatori, di tutti gli sfruttatori, di tutti i reazionari di questo continente (APPLAUSI), perché non c’è ladro, non c’è sfruttatore, non c’è reazionario, non c’è criminale, che non trovi le porte aperte negli Stati Uniti.</p>
<p>Ecco la risposta al discorso del signor Johnson sotto la sbiadita Statua della Libertà, che non si sa cosa rappresenta oggi quel miscuglio di pietra ed ipocrisia, se non ciò che significa oggi per il mondo l’imperialismo yankee.</p>
<p>Ed adesso riprendiamo le questioni attinenti al nostro Partito, perché sono dell’opinione che le notizie emanate da questa sede, tutte quelle che riguardano i nostri successi sociali, i nostri successi economici ed i nostri successi politici, sono notizie molto cattive per gli imperialisti yankee.</p>
<p>Ed ovviamente tutto ciò che rinforzerà e potenzierà la Rivoluzione, tutto ciò che ci consentirà di andare avanti fino in fondo, è assai preoccupante per loro, perché dicono che torneranno, e sì, un giorno avranno nostalgia e vorranno tornare, pentiti, molti di coloro che se ne sono andati. Ma quando il signor Johnson parla del ritorno in qualità di salvatori, noi rispondiamo che essi sono sogni di una notte di autunno (RISATE).</p>
<p>Tutto il paese ha ricevuto con gioia ed entusiasmo la notizia della costituzione del nostro Comitato Centrale. I nomi dei compagni che fanno parte del Comitato, così come la loro storia sono assai conosciuti. Se non tutti sono conosciuti da tutti, tutti sono conosciuti da una parte importante della popolazione. Abbiamo cercato di scegliere coloro che secondo la nostra opinione rappresentano meglio la storia della nostra Rivoluzione, coloro che, sia nella lotta per la Rivoluzione, sia nella lutta per il consolidamento, difesa e sviluppo della Rivoluzione, hanno lavorato e lottato con impegno e continuamente.</p>
<p>Non c’è episodio eroico della storia della nostra patria negli ultimi anni che non ci sarà rappresentato; non c’è sacrificio, non c’è combattimento, non c’è prodezza — sia militare che civile— eroica o creativa che non ci saranno rappresentati. Non parlo di organizzazioni. Quando parlo di settore parlo degli operai, parlo dei giovani, parlo dei contadini, parlo delle nostre organizzazioni di massa.</p>
<p>Ci sono uomini che per anni hanno difeso le idee socialiste, come ad esempio  Fabio Grobart, fondatore del primo Partito Comunista (APPLAUSI); esempi come quello di Elena Gil (APPLAUSI), che ha portato avanti una straordinaria opera dirigendo le scuole dove  hanno studiato oltre 40.000 contadine delle montagne, dove si sono formati insegnanti, dove studiano oggi oltre 50.000 giovani e bambini, e che noi riteniamo un lavoro veramente esemplare; oppure esempi come quello di Arteaga (APPLAUSI) che, oltre alla sua storia di lotta, per ben sette anni ha lavorato nel settore agricolo sviluppando programmi di grande successo, in alcuni casi di straordinario successo, come il programma agricolo dell’Escambray (APPLAUSI); esempi come quello del tenente Tarrau (APPLAUSI), sul quale forze non tutti hanno sentito parlare ma che è colui inviato dal Ministero degli Interni a guidare i programmi di riabilitazione a Isla de Pinos (APPLAUSI), dove ha svolto in modo esemplare e con dedizione un ottimo lavoro sul quale un giorno si parlerà e si scriverà molto.</p>
<p>Ho parlato su svariati esempi, alcuni più conosciuti ed altri meno conosciuti. Sarebbe interminabile la lista dei compagni delle Forze Armate Rivoluzionarie (APPLAUSI) per la loro storia prima e dopo il trionfo, prima e dopo il trionfo! come modello di esemplari rivoluzionari, di infaticabili lavoratori, esempi nello studio, nello sviluppo culturale e politico, compagni di una modestia straordinaria, nelle cui mani è riposata la difesa della patria in questi sette anni di pericoli e minacce.</p>
<p>Non occorre parlare dei più conosciuti. Questo non vuol dire che ci sono rappresentati i soli valori della nazione. Ovviamente non è così. Però, fortunatamente, il nostro paese ha molti valori e soprattutto una nuova promozione, in pieno sviluppo, che un giorno — sicuramente — avrà l’onore di occupare tale responsabilità.</p>
<p>Possiamo chiederci chi sono quelli che mancano, perché non tutti ci sono presenti. Sarebbe impensabile costituire un Comitato Centrale con 100 rivoluzionari, e comunque non ci sarebbero tutti. L’importante non sono coloro che mancano, perché essi arriveranno dopo; l’importante sono quelli che ci sono, e ciò che rappresentano. E noi sappiamo che il Partito ed il popolo hanno accolto con soddisfazione il Comitato Centrale appena costituito (APPLAUSI).</p>
<p>Questo Comitato, riunitosi ieri, ha adottato vari accordi:</p>
<p>Innanzitutto, ratificare le misure convenute dalla precedente Direzione Nazionale, ratificare il Burò Politico, la Segreteria e le commissioni di lavoro, così come il Segretario all’Organizzazione (APPLAUSI). Inoltre sono stati adottati due accordi importanti di seguito ai suggerimenti della precedente Direzione Nazionale. Il primo riguarda il nostro organo ufficiale, cioè, invece di avere due giornali a contenuto politico si suggerisce di centrare le risorse umane, le attrezzature e la carta sull’edizione di un nuovo ed unico giornale del mattino che riporti le notizie politiche, oltre al giornale &#8220;El Mundo&#8221; che non è un giornale a vocazione politica. Accomunare tutte le risorse mirate all’edizione di un nuovo giornale che porterà il nome di &#8220;Granma&#8221; (APPLAUSI), simbolo del nostro pensiero rivoluzionario e della strada scelta da noi.</p>
<p>Ed altro accordo ancora più importante è quello che riguarda il nome del nostro Partito. Prima si era dato il nome di Organizaciones Revolucionarias Integradas (ORI -Organizzazioni Rivoluzionarie Integrate), negli inizi dell’unione delle forze rivoluzionarie, che aveva aspetti positivi e negativi; successivamente si diede il nome di Partido Unido de la Revolución Socialista (Partito Unito della Rivoluzione Socialista), che è stato uno straordinario passo in avanti nella creazione del nostro apparato politico. Sforzo di tre anni durante i quali, dall’inesauribile fucina del popolo, sono stati presi molti valori tra i lavoratori, ciò che ci ha consentito di essere ciò che siamo oggi quantitativamente e qualitativamente. Tuttavia, Partito Unito della Rivoluzione Socialista di Cuba, dice molto, ma non dice tutto; e Partito Unito fa pensare ancora a qualcosa che si è dovuta unire, che evoca ancora in qualche modo gli origini di tutti quanti. E poiché siamo dell’opinione che siamo arrivati ad un punto in cui deve scomparire per sempre ogni tipo di sfumatura ed ogni tipo di origine che possa contraddistinguere i rivoluzionari, siamo ormai arrivati al punto fortunato della storia del nostro processo rivoluzionari in cui possiamo dire che c’è un unico tipo di rivoluzionario,  e giacché è necessario che il nome del nostro Partito ricordi non ciò che siamo stati ieri, ma quello che siamo oggi e quello che saremo domani, qual è, secondo voi, il nome che deve avere il nostro Partito? (APPLAUSI ED ESCLAMAZIONI DI: &#8220;Comunista!&#8221;)  Mi dica compagno? Mi dica qualcuno di questa parte! (ESCLAMAZIONI DI: &#8220;Comunista!&#8221;) Mi dicano quelli che sono là! (ESCLAMAZIONI DI: &#8220;Comunista!&#8221;) Mi dicano quelli che sono in fondo! (ESCLAMAZIONI DI: &#8220;Comunista!&#8221;) Mi dicano quelli che sono da quella parte! (ESCLAMAZIONI DI: &#8220;Comunista!&#8221;) Partito Comunista di Cuba! (ESCLAMAZIONI DI: &#8220;¡Comunista, Comunista!&#8221;)</p>
<p>Allora è questo il nome che ha adottato ieri, il nostro primo Comitato Centrale, interpretando lo sviluppo del nostro Partito, la coscienza rivoluzionaria dei suoi membri e gli obiettivi della nostra Rivoluzione.</p>
<p>Ed è molto giusto, come abbiamo spiegato ieri ai compagni del Comitato; la parola comunista è stata calunniata e molto denigrata lungo i secoli. Ci sono stati dei comunisti lungo la storia, uomini che avevano idee comuniste, uomini che concepivano un modo di vita diverso dalla società in cui erano nati, e coloro che la pensavano da comunisti in altri tempi furono chiamati comunista utopici da 500 anni fa, perché idealisticamente aspiravano ad un tipo di società che non era possibile in quel momento visto lo scarso sviluppo delle forze produttive; e questo perché  l’uomo non potrà ritornare al comunismo in cui nacque l’uomo primitivo, per vivere in un modo di comunismo primitivo, a meno che raggiunga lo stesso grado di sviluppo delle  forze  produttive, del loro uso e del modo sociale di utilizzazione delle stesse, e che sia in grado di creare i beni materiali ed i servizi necessari  per soddisfare i bisogni dell’uomo.</p>
<p>E tutti gli sfruttatori, tutti i privilegiati, odiarono sempre la parola comunista, come se fosse un crimine; anatematizzavano la parola comunista. E per tal motivo, quando Marx ed Engels scrissero il Manifesto Comunista che dava origine ad una nuova teoria rivoluzionaria, ad un’interpretazione scientifica della società umana e della storia umana, loro dicevano &#8220;uno spettro si aggira sull’Europa: lo spettro del comunismo&#8221;, perché tali idee erano osservate con vera paura e come uno spettro dalle classi privilegiate.</p>
<p>Però, in tutte le epoche della storia, le classi privilegiate hanno osservato sempre con straordinaria paura le nuove idee, così, la società romana si impaurì con le idee cristiane quando esse nacquero e furono per un tempo le idee dei poveri e degli schiavi di quei tempi. E per odio a quelle nuove idee, quella società inviò al rogo ed al circo molti esseri umani. Ed ugualmente, durante l’Età Media, all’epoca feudale, le nuove idee furono perseguitate ed i suoi promotori calunniati e trattati nel peggior modo.</p>
<p>E le nuove idee che nacquero con la borghesia, in mezzo al feudalismo, sia che adottassero un atteggiamento politico, filosofico o religioso, erano crudelmente anatemizzate e perseguitate.</p>
<p>Le classi reazionarie si sono sempre avvalso di qualsiasi mezzo per condannare e calunniare le idee nuove. E così, tutto il potere e tutti i mezzi di cui dispongono non bastano per calunniare le idee comuniste, come  se la brama di una società  in cui l’uomo non sarà  uno sfruttatore dell’uomo ma un vero fratello dell’uomo, come se il sogno di una società in cui tutti gli esseri umani saranno uguali di fatto e di diritto, non una semplice clausola costituzionale come recitano le costituzioni borghese, dove dicono che tutti gli uomini nascono liberi ed uguali, come se si potesse affermare lo stesso del bambino che nasce in un quartiere povero, in una culla povera, nei confronti del bambino che nacque in culla d’oro; come se si potesse affermare che in una società di sfruttatori, di ricchi e di poveri, che tutti gli uomini nascono liberi ed uguali; come se tutti quei uomini fossero chiamati ad avere nella vita la stessa opportunità.</p>
<p>Il sogno secolare dell’uomo — e possibile oggi — di una società senza sfruttatori né sfruttati, ha serbato l’odio ed il rancore in tutti gli sfruttatori.</p>
<p>Gli imperialisti, come si ci offendessero oppure come se fosse un’offesa, parlano del governo comunista di Cuba, così come la parola &#8220;mambí&#8221; fu usata contro i nostri liberatori a modo di offesa, nello stesso modo cercano di usare la parola &#8220;comunista&#8221; come una offesa, e la parola &#8220;comunista&#8221; non è per noi una offesa ma un onore (APPLAUSI).</p>
<p>Ed è proprio la parola che rappresenta l’aspirazione di una grande parte dell’umanità, in base alla quale lavorano oggi concretamente centinaia e centinaia di milioni di esseri umani. Ed entro 100 anni non ci sarà onore maggiore né ci sarà niente di più naturale e logico di essere chiamato comunista (APPLAUSI).</p>
<p>Ci incamminiamo verso una società comunista, che gli piaccia o no agli imperialisti (APPLAUSI). Da adesso in poi, signori dell’UPI (Unione Internazionale dei Giornalisti), e dell’AP (Agenzia Stampa), quando ci chiameranno &#8220;comunisti&#8221; sapete che lo fanno nel modo più dignitoso che potrebbero chiamarci (APPLAUSI).</p>
<p>C’è un’assenza nel nostro Comitato Centrale, qualcuno che ha tutti i meriti e tutte le virtù necessarie nel grado più alto per appartenerci e che, tuttavia, non figura tra i membri del nostro Comitato Centrale.</p>
<p>Attorno a questo, il nemico ha potuto ordire migliaia di congetture; il nemico ha cercato di confondere e di seminare zizzania e dubbio, ed abbiamo aspettato pazientemente, perché era necessario aspettare.</p>
<p>Ed è proprio questo che contraddistingue il rivoluzionario dal controrivoluzionario e dall’imperialista: noi, i rivoluzionari, sappiamo aspettare, sappiamo avere pazienza, non perdiamo mai la pazienza, invece i reazionari, gli imperialisti, vivono in preda alla disperazione e all’angoscia, mentono sempre nel modo più ridicolo e infantile.</p>
<p>Leggendo gli scritti di tali funzionari, di alcuni dei senatori yankee, ci si chiediamo: Come mai questo signore è a quello che si chiama congresso invece di essere in una stalla? (APPLAUSI) Alcuni di loro dicono propri e veri spropositi. E sono soliti di mentire, non possono farne a meno. Vivono in preda all’angoscia.</p>
<p>Se il governo rivoluzionario fa una dichiarazione — cosa che faccio solitamente — come quella fatta all’inizio, allora le cose si vedono truculente, terribili, un piano dietro tutto quanto!</p>
<p>Che sciocchezza! Vivono in preda alla paura! E ci si chiediamo: Lo crederanno?  Crederanno a ciò che dicono? Oppure, avranno bisogno di credere tutto quello che dicono? Oppure possono vivere senza credere tutto quello che dicono? Oppure dicono tutto quello che non credono?</p>
<p>E’ una questione difficile, è una questione da sottoporre ai medici ed ai psicologi. Cosa hanno loro al cervello, che angoscia quella di vedere manovre, piani truculenti, tenebrosi, terribili dappertutto? E non sanno che non c’è miglior tattica né miglior strategia di quella di lottare con le arme pulite, quella di lottare con la verità, ecco le sole armi che ispirano fiducia, ecco le sole armi che ispirano sicurezza, dignità, morale. E quelle sono le armi con le quali noi, i rivoluzionari, abbiamo vinto e schiacciato i nostri nemici.</p>
<p>Bugia. Chi ha mai sentito una bugia in bocca di un rivoluzionario? Perché è un arma che non fa bene a nessun rivoluzionario, e nessun rivoluzionario serio ha bisogno di avvalersi di una bugia; la sua arma è l’intelletto, l’etica, la verità, la capacità di difendere un’idea, un proposito, un atteggiamento.</p>
<p>E dopotutto, lo spettacolo morale dei nostri avversari è veramente deplorevole. E così, gli iettatori, gli interpreti, gli specialisti in questioni su Cuba e le macchine elettroniche, lavorano senza interruzione per decifrare questo mistero. Che se Ernesto Guevara (APPLAUSI) era stato riabilitato, che se Ernesto Guevara era malato, che se c’erano delle discrepanze con Ernesto Guevara, e via dicendo.</p>
<p>Ovviamente il popolo si fida, il popolo ha fede. Tuttavia, i nemici si avvalgo di cose del genere, soprattutto all’estero, per calunniare: ecco il regime comunista tenebroso, terribili, gli uomini scompaiono, non lasciano traccia, non c’è alcuna spiegazione; e noi abbiamo detto una volta al popolo, quando il popolo aveva cominciato a realizzare la suddetta assenza, che opportunamente ce ne avremmo parlato, che c’erano motivi da aspettare.</p>
<p>Siamo in mezzo alle forze dell’imperialismo. Il mondo non vive nelle condizioni normali;  finché le bombe criminali degli imperialisti yankee cadano su un popolo come quello del Vietnam non possiamo dire che viviamo nelle condizioni normali (APPLAUSI); quando oltre 100.000 soldati yankee ci sbarcano cercando di schiacciare il movimento di liberazione; quando i soldati dell’imperialismo sbarcano in una repubblica che ha gli stessi diritti giuridici delle altre repubbliche del mondo, come ad esempio Santo Domingo, per calpestare la  sua sovranità (APPLAUSI), non vive il mondo nelle condizioni normali; quando attorno alla nostra patria gli imperialisti esercitano mercenari ed organizzano attacchi vandalici in tutta immunità, come ad esempio a Sierra Aránzazu; quando gli imperialisti minacciano d’intervenire in qualsiasi paese dell’America latina e del mondo, non si vive nelle condizioni normali. E quando noi lottavamo nella clandestinità contro la tirannia di Batista, noi, i rivoluzionari, che non vivevamo nelle condizioni normali, dovevamo adeguarci alle regole della lotta; ciononostante, anche se nel nostro paese c’è il potere rivoluzionario, in quel che riguarda le realtà del mondo, non viviamo nelle condizioni normali e quindi dobbiamo adeguarci alle regole attinenti a tale situazione.</p>
<p>E per spiegare questo leggerò una lettera scritta di proprio pugno, dattiloscritta, del compagno Ernesto Guevara (APPLAUSI), che si spiega da sola. Stavo pensando se dovevo raccontare la nostra storia d’amicizia e di cameratismo, come aveva cominciato, in quali condizioni e come si era sviluppata. Ma non è necessario.  Mi limiterò a leggere la lettera.</p>
<p>Dice così: &#8220;L’Avana&#8230; Non è stata apposta la data perché era una lettera da leggere nel momento da noi deciso, ma adeguandoci alla più stretta realtà, la stessa fu consegnata il 1 aprile dell’anno in corso, sei mesi e due giorni fa. E dice così:</p>
<p>“L&#8217;Avana<br />
“Anno dell&#8217;agricoltura<br />
“Fidel,<br />
“Mi ricordo in questa ora di molte cose, di quando ti conobbi in casa di Maria Antonia, di quando mi proponesti di venire, di tutta la tensione dei preparativi.<br />
“Un giorno passarono a chiedere chi si doveva avvisare in caso di morte e la possibilità reale del fatto ci colpì tutti. Poi scoprimmo che era vero, che in una rivoluzione si vince o si muore (se è vera). Molti compagni sono caduti lungo il cammino verso la vittoria.<br />
“Oggi tutto ha un tono meno drammatico perché siamo più maturi, ma il fatto si ripete. Sento di aver compiuto la parte del mio dovere che mi legava alla rivoluzione cubana nel suo territorio, e mi congedo da te, dai compagni, dal tuo popolo, che ormai è il mio. Rinuncio formalmente ai miei incarichi nella direzione del partito, al mio posto di ministro, al mio grado di comandante, alla mia condizione di cubano. Nulla di legale mi unisce a Cuba, solo vincoli di altra natura, che non si possono rompere con le nomine.<br />
“Facendo un bilancio della mia vita passata, credo di aver lavorato con sufficiente lealtà e dedizione per consolidare il trionfo della rivoluzione. Il mio unico errore di una certa gravità è stato di non aver avuto maggiore fiducia in te fin dai primi momenti della Sierra Maestra e di non aver compreso con sufficiente rapidità le tue qualità di dirigente e rivoluzionario. Ho vissuto giorni meravigliosi e al tuo fianco ho provato l&#8217;orgoglio di appartenere al nostro popolo nei giorni luminosi e tristi della crisi dei Caraibi. Poche volte come in quei giorni uno statista ha brillato tanto; e sono orgoglioso anche di averti seguito senza esitazioni, identificandomi con la tua maniera di pensare, di vedere e di valutare i pericoli e i princìpi. Altre terre del mondo reclamano il contributo dei miei modesti sforzi. Io posso fare ciò che a te è negato per le tue responsabilità alla direzione di Cuba, ed è giunta l&#8217;ora di lasciarci.<br />
“Si sappia che lo faccio con un misto di allegria e di dolore; qui lascio la parte più pura delle mie speranze di costruttore e i più cari tra i miei cari&#8230;e lascio un popolo che mi ha accolto come un figlio: ciò lacera una parte del mio spirito. Sui nuovi campi di battaglia porterò la fede che mi hai inculcato, lo spirito rivoluzionario del mio popolo, la sensazione di compiere il più sacro dei doveri: lottare contro l&#8217;imperialismo ovunque esso sia; ciò riconforta e cura ampiamente qualsiasi lacerazione.<br />
“Ripeto ancora una volta che libero Cuba da qualsiasi responsabilità, tranne quella che emana dal tuo esempio. Che se l&#8217;ora definitiva mi raggiungerà sotto altri cieli, il mio ultimo pensiero sarà per questo popolo e specialmente per te. Che ti ringrazio per i tuoi insegnamenti ed esempio e che cercherò di essere fedele sino alle estreme conseguenze dei miei atti. Che mi sono sempre identificato con la politica estera della nostra rivoluzione e che continuo a farlo. Che ovunque andrò, sentirò la responsabilità di essere un rivoluzionario cubano e come tale agirò. Che non lascio a miei figli e a mia moglie niente di materiale, ma ciò non mi preoccupa e mi rallegro che sia così. Che non chiedo nulla per loro, perché lo Stato darà loro quel che è sufficiente per vivere ed istruirsi.<br />
“Avrei molte cose da dire a te e al nostro popolo, ma sento che non sono necessarie: le parole non possono esprimere ciò che vorrei e non vale la pena di imbrattare altra carta.<br />
“Fino alla vittoria sempre.<br />
“Patria o Morte!<br />
“Ti abbraccia con tutto il fervore rivoluzionario.<br />
Che.&#8221; (APPLAUSI PROLUNGATI)</p>
<p>Coloro che parlano dei rivoluzionari, coloro che considerano i rivoluzionari uomini freddi, uomini insensibili, oppure uomini senza viscere, troveranno in questa lettere l’esempio di tutto il sentimento, di tutta la sensibilità, di tutta la purezza che si può rinchiudere nell’anima di un rivoluzionario.</p>
<p>E noi tutti potremmo rispondere: Compagno Guevara: Non è la responsabilità quello che ci preoccupa, noi ci rendiamo responsabili della Rivoluzione, e noi ci rendiamo responsabili dell’aiuto al movimento rivoluzionario nella misura delle nostre forze! (APPLAUSI PROLUNGATI), ed assumiamo la responsabilità e le conseguenze, ed i rischi. Per ben sette anni è stato così, e sappiamo che finché ci sarà l’imperialismo, e finché ci saranno popoli sfruttati e colonizzati, continueremo a correre tali rischi e continueremo ad assumere serenamente tale responsabilità.</p>
<p>E noi dovevamo accontentarci, e noi dovevamo rispettare il sentimento del nostro compagno, quella libertà e quel diritto. Ecco la vera libertà, non quella di coloro che andranno a mettersi al ceppo, ma quella di coloro che andranno a brandire il fucile contro i ceppi della schiavitù! (APPLAUSI.)</p>
<p>Ecco signor Johnson, l’altra libertà, quella proclamata dalla nostra Rivoluzione! e se coloro che vogliono andarsene a vivere con gli imperialisti &#8211; quelli che a volte sono reclutati dagli imperialisti e poi inviati a lottare nel Vietnam ed nel Congo-, possono farlo, sappiate anche che tutti i cittadini del nostro paese, quando chiederanno il permesso, non per andare a lottare assieme agli imperialisti ma per andare a lottare assieme ai rivoluzionari, questa Rivoluzione non rifiuterà loro tale permesso! (APPLAUSI PROLUNGATI.)</p>
<p>Questo paese è libero, signor Johnson, veramente libero per tutti!</p>
<p>E questa non è stata la sola lettera. Assieme a questa lettera c’erano altre da consegnare al momento in cui si leggesse questa, ci sono anche lettere di salutazioni a diversi compagni e, anche — come dice qui—, &#8220;ai miei figli&#8221;, &#8220;ai miei genitori&#8221;, e ad altri compagni; lettere scritte da lui ai suoi figli ed ai suoi genitori. E le suddette lettere le consegneremo ai compagni e parenti, e chiederemo loro di donarle alla Rivoluzione, perché noi riteniamo che tali documenti sono degni della storia.</p>
<p>E riteniamo che questo spiega tutto, ed è quello che siamo doverosi di spiegare. Per il resto, ci penserà il nemico. Noi abbiamo molte cose da fare nel nostro paese e nel mondo; molti doveri da compiere, e gli compiremo.</p>
<p>Costruiremo la nostra strada, svilupperemo le nostre idee, svilupperemo i nostri metodi, svilupperemo il nostro sistema. Utilizzeremo tutta l’esperienza che possa esserci utile, e svilupperemo esperienze nuove.</p>
<p>Nasce una nuova epoca nella storia del nostro paese, un altro tipo di società, un sistema diverso di governo; il governo di un partito, del partito dei lavoratori, formato dai migliori lavoratori, formato dalle masse, quindi possiamo dire che è l’avanguardia dei lavoratori e la rappresentazione dei lavoratori nella nostra democrazia degli operai e dei rivoluzionari. E sarà migliaia di volte più democratica della democrazia borghese, perché andiamo verso forme amministrative e politiche che implicheranno la continua partecipazione ai problema della società, delle masse, tramite gli organismi idonei, tramite il Partito, a tutti i livelli. E svilupperemo forme nuove come solo può farlo una rivoluzione e creeremo una coscienza e delle abitudini consone alle suddette forme. E non ci fermeremo, il popolo non si fermerà fintantoché non saranno raggiunti gli obiettivi finali.</p>
<p>E questo passo significa molto, significa uno dei passi più trascendenti della storia del nostro paese, significa il momento storico in cui le forze unificatrici sono state superiori alle forze che frammentavano e dividevano, significa il momento storico in cui l’intero popolo rivoluzionario si è unito strettamente, in cui il senso del momento storico  prevalse su tutto, in cui lo spirito collettivo trionfa su ogni tipo di individualismo, in cui gli interessi della patria prevalgono ampliamente e definitivamente su ogni interesse individuale o di gruppo, significa aver raggiunto il più alto grado d’unione e di organizzazione con la più moderna, scientifica e, al tempo stesso, rivoluzionaria e umana delle concezioni politiche.</p>
<p>E siamo il primo paese in questo continente &#8211; e l’unico secondo il governo imperialista degli Stati Uniti -, ad essere indipendente. Perché se la Camera dei Rappresentanti proclama il diritto ad intervenire in qualsiasi paese per evitare il pericolo di una rivoluzione comunista, qui c’è una rivoluzione comunista, qui c’è una rivoluzione nel potere (APPLAUSI). Secondo loro siamo l’unico paese indipendente. Ed ovviamente, quando i rappresentanti dei monopoli lanciarono quello schiaffo sul volto di tutte le repubbliche dell’America, emettendo la dichiarazione di non indipendenza, alcuni — e si potrebbe dire molti — arrossirono per la vergogna, molti si sconvolsero quando gli Stati Uniti dichiararono il diritto ad intervenire unilateralmente.</p>
<p>E’ utile ricordare loro gli accordi adottati contro Cuba, è ottimo ricordare loro la complicità con i misfatti orditi dall’imperialismo contro la nostra patria. Ed allora noi siamo stati i soli a sollevarci decisi a morire e abbiamo detto che avremmo difeso non solo il diritto di Cuba ma anche l’indipendenza degli altri popoli dell’America latina (APPLAUSI).</p>
<p>Chi semina venti raccoglie tempeste, e chi semina interventismo contro Cuba, rotture collettive contro Cuba, blocchi contro Cuba, raccoglie tempeste d’interventismo e di minace contro loro stessi. E si sorprendono e s’impauriscono e si riuniscono nei parlamenti ed i partiti borghesi gridano allo scandalo. Ecco i frutti della complicità con gli imperialisti, ecco l’imperialismo.</p>
<p>E così, ogni giorno che passerà, i popoli capiranno più chiaramente chi ha ragione, chi in questi anni storici ha difeso la vera indipendenza, la vera libertà, la sovranità; e l’ha difesa con il proprio sangue, e l’ha difesa di fronte all’imperialismo ed a tutti i suoi complici.</p>
<p>I propri imperialisti gli stanno insegnando. E lo spettro del comunismo era continuamente agitato. E col pretesto di combattere il suddetto spettro, gli imperialisti yankee hanno dichiarato il loro diritto di sbarcare in qualsiasi paese di questo continente, tranne a Cuba (APPLAUSI).</p>
<p>E tutto il progresso raggiunto, soprattutto quello dei prossimi anni, usufruendo di tutte le possibilità potenziali del nostro paese, usufruendo delle smisurate forze che abbiamo organizzato e che abbiamo creato, facendone uso in modo organizzato, efficace: ecco il compito del nostro Partito.</p>
<p>Trarremo vantaggio, andremo avanti con passo vertiginoso, con un partito incaricato di dirigere, di accudire tutti i fronti, perché tutti i fronti dovranno essere accuditi dal Partito, tutti i problemi dovranno essere studiati.  E per questo abbiamo creato le commissioni, e nuove commissioni verranno create. E non ci sarà nemmeno un problema che non sarà oggetto di studio ed esame profondo dal Partito, di cui emanerà un orientamento corretto, un orientamento migliore.</p>
<p>E dicevo che costruiremo la nostra strada verso il comunismo ed arriveremo al comunismo. Ne siamo tanto sicuri, così come siamo arrivati fin qui.</p>
<p>Ed in mezzo ad ogni tipo di difficoltà in questo minuto della storia del mondo, di fronte ad un nemico sempre più potente, di fronte alla dolorosa divisione in seno alle file rivoluzionarie nel mondo, la nostra politica sarà sempre una politica d’unione, la nostra politica sarà la politica di un popolo piccolo ma indipendente e libero.</p>
<p>Il nostro Partito educherà le masse, il nostro Partito educherà i suoi militanti. Che si capisca bene: Il nostro Partito! Nessun altro partito, ma il nostro Partito ed il suo Comitato Centrale! (APPLAUSI.)</p>
<p>E la prerogativa di formare e di orientare le masse rivoluzionarie è una prerogativa irrinunciabili del nostro Partito, e saremo difensori molto gelosi di questo diritto.  Ed in campo ideologico sarà il Partito l’incaricato di dire ciò dovrà dire.  E se noi non siamo d’accordo e non abbiamo proprio voglia che le divergenze che dividevano il campo socialista ci dividano, nessuno potrà imporci nulla! (APPLAUSI.)</p>
<p>E tutto il materiale politico, tranne che si tratti di nemici, solo potrà arrivare al popolo tramite il nostro Partito nel momento deciso dal Partito (APPLAUSI).</p>
<p>Noi sappiamo molto bene dove si trova il nemico, chi è l’unico e vero nemico. Lo sappiamo assai bene, lo sappiamo a sufficienza. Contro tale nemico abbiamo dovuto lottare in condizioni difficili, per fare fronte a tal nemico abbiamo dovuto ricorrere alla solidarietà e all’aiuto di molti, per sconfiggere la politica aggressiva di tale nemico, per continuare a farci fronte, abbiamo bisogno di risorse e delle armi. Perché siamo a migliaia di miglia di distanza da qualsiasi altro paese socialista, quindi non possiamo dipendere da loro nei momenti decisivi, quindi dobbiamo contare sulle proprie forze e sulle proprie armi, e consapevoli dei rischi che corriamo oggi e dei rischi che continueremo a correre, dobbiamo essere armati fino ai denti e preparati fino alla sazietà (APPLAUSI).</p>
<p>E possiamo non essere d’accordo su un argomento di qualunque partito. E’ impossibile aspirare che, vista l’eterogeneità di questo mondo contemporaneo, nelle più svariate circostanze, costituito da paesi che vivono nelle situazioni più diverse e con svariati livelli di sviluppo materiale, tecnico e culturale, si possa concepire il marxismo come qualcosa di simile ad una Chiesa, cioè, come una dottrina religiosa con la sua Roma, il suo Pontefice ed il suo Concilio Ecumenico.</p>
<p>La nostra è una dottrina rivoluzionaria e dialettica, non una dottrina filosofica; è una guida per l’azione rivoluzionaria e non un dogma. Pretendere d’inquadrare il marxismo in catechismi è antimarxista.</p>
<p>Dalla diversità delle situazioni emanerà, inevitabilmente, infinità di interpretazioni. Coloro che faranno le interpretazioni giuste potranno essere chiamati rivoluzionari; coloro che faranno le interpretazioni vere e che le applicheranno coerentemente, trionferanno; coloro che sbaglieranno o non saranno coerenti con il pensiero rivoluzionario, falliranno, verranno sconfitti ed addirittura soppiantati, perché il marxismo non è una proprietà privata che s’iscrive in un registro; è una dottrina di rivoluzionari, scritta da un rivoluzionario, sviluppata da altri rivoluzionari, per i rivoluzionari.</p>
<p>E noi dobbiamo contraddistinguerci dalla nostra fiducia in noi stessi, dalla nostra fiducia nella nostra capacità di continuare sviluppando la nostra strada rivoluzionaria. E possiamo non essere d’accordo su un argomento oppure su uno o vari argomenti di un qualsiasi partito; le discrepanze, se sono oneste, sono chiamate ad essere transitorie. Ciò che non faremo mai sarà insultare con una mano e chiedere con l’altra, e sappiamo tenere qualsiasi discrepanza nel rispetto delle degne norme del partito, e sapremo essere amici di coloro che sapranno essere i nostri amici, e sapremo rispettare coloro che sapranno rispettarci.</p>
<p>E queste regole determineranno sempre la nostra liberissima condotta, e non chiederemo mai il permesso a nessuno per fare qualcosa, non chiederemo mai il permesso a nessuno per andare a qualsiasi parte, non chiederemo mai il permesso a nessuno per essere amico di un partito o di un popolo.</p>
<p>I problemi sono transitori, ne siamo certi. I problemi passano, i popoli perdurano; gli uomini passano, i popoli rimangono; i dirigenti passano, le rivoluzioni persistono. E per noi i rapporti tra i partiti e tra i popoli oltrepassano il carattere transitorio.</p>
<p>E dalla nostra parte non insorgerà mai alcuna differenza né tra gli uomini né tra i popoli. E questo principio sarà alla nostra base perché sappiamo che è l’atteggiamento corretto, che è un principio giusto. E niente ci allontanerà dall’idea di consacrate tutte le nostre energie alla lotta contro il nemico dell’umanità, che è l’imperialismo. Perché noi non possiamo mai dire che sono complici degli imperialisti coloro che ci hanno aiutato a sconfiggere gli imperialisti (APPLAUSI).</p>
<p>E sogniamo non solo una società comunista ma anche un mondo comunista dove tutte le nazioni usufruiranno degli stessi diritti; sogniamo un mondo comunista dove nessuna nazione avrà il diritto di veto, e sogniamo un mondo comunista nel futuro che non abbia mai lo stesso quadro di un mondo borghese sfacciato da querelle intestine; sogniamo una società libera, delle nazioni libere, dove tutti i popoli —grandi e piccoli— usufruiscano degli stessi diritti.</p>
<p>Difenderemo, come abbiamo difeso fino ad oggi, i nostri punti di vista ed i nostri atteggiamenti, e la nostra linea, coerentemente con i nostri atti e fatti. E niente potrà allontanarci da questa via.</p>
<p>Non è facile, nelle complessità dei problema attuali e del mondo attuale, mantenere questa linea, mantenere questo inflessibile criterio, mantenere questa inflessibile indipendenza. Comunque noi la manterremo! Questa Rivoluzione non è stata importata, è un prodotto autentico di questo paese, nessuno ci ha detto come dovevamo farla, e tuttavia l’abbiamo fatta! (APPLAUSI); nessuno dovrà dirci come dovremo continuare a farla, e continueremo a farla! Abbiamo imparato a scrivere la storia, e continueremo a scriverla! Che nessuno ne abbia il minimo dubbio.</p>
<p>Viviamo un mondo complesso ed un mondo molto pericoloso, i rischi di questo mondo gli corriamo degnamente e serenamente. La nostra sorte sarà la sorte degli altri popoli, e la nostra sorte sarà la sorte del mondo!</p>
<p>Chiedo a tutti i compagni presenti, a tutti i rappresentanti del nostro Partito, a tutti i segretari dei nuclei presenti in questa sorta di amplissimo congresso,  chiedo ai rappresentanti della volontà del Partito, del Partito che rappresenta i lavoratori, vi chiedo di ratificare gli accordi della Direzione Nazionale (APPLAUSI), vi chiedo di ratificare pienamente ed unanimemente il Comitato Centrale del nostro Partito (APPLAUSI), vi chiedo il pieno appoggio alla linea seguita dalla direzione rivoluzionaria fino alla data odierna (APPLAUSI), ed il pieno appoggio alla politica proclamata oggi in questa sede (APPLAUSI).</p>
<p>Evviva il Partito Comunista di Cuba! (APPLAUSI ED ESCLAMAZIONI DI: &#8220;Evviva!&#8221;)</p>
<p>Evviva il suo Comitato Centrale! (ESCLAMAZIONI DI: &#8220;Evviva!&#8221;)</p>
<p>Evviva la nostra Rivoluzione socialista e comunista! (ESCLAMAZIONI DI: &#8220;Evviva!&#8221;)</p>
<p>Patria o Morte!</p>
<p>Vinceremo!</p>
<p>(OVAZIONE)<br />
Versioni stenografiche – Consiglio di Stato</p>
</div>
</div>
</div>
<div>
<div>
<div>Foto: Revista Bohemia</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/10/03/fidel-nella-creazione-del-comitato-centrale-del-pcc-una-guida-per-lazione-rivoluzionaria-e-non-un-dogma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pubblicano a Cuba gli accordi della Conferenza del Partito</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/01/30/pubblicano-cuba-gli-accordi-della-conferenza-del-partito/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/01/30/pubblicano-cuba-gli-accordi-della-conferenza-del-partito/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 19:50:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Comunista di Cuba]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=2909</guid>
		<description><![CDATA[Mezzi di stampa di Cuba pubblicano oggi la Risoluzione promossa questa domenica alla chiusura della Prima Conferenza Nazionale del Partito Comunista sugli obiettivi di lavoro di questa organizzazione politica. I quotidiani di circolazione nazionale divulgano il testo diretto al perfezionamento del Partito nell'attuale congiuntura e nei prossimi anni, di fronte all'obiettivo fondamentale di garantire l'indistruttibile unione col popolo e la continuità ed irreversibilità del nostro socialismo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2910" src="/files/2012/01/raul_discurso.jpg" alt="" width="300" height="250" />Mezzi di stampa di Cuba pubblicano oggi la Risoluzione promossa questa domenica alla chiusura della Prima Conferenza Nazionale del Partito Comunista sugli obiettivi di lavoro di questa organizzazione politica.<br />
I quotidiani di circolazione nazionale divulgano il testo diretto al perfezionamento del Partito nell&#8217;attuale congiuntura e nei prossimi anni, di fronte all&#8217;obiettivo fondamentale di garantire l&#8217;indistruttibile unione col popolo e la continuità ed irreversibilità del nostro socialismo.</p>
<p>Nella Conferenza celebrata la fine settimana nel Palazzo delle Convenzioni di questa capitale, più di 800 delegati di tutto il paese appoggiarono il centralismo democratico e la direzione collettiva come principi rettori dell&#8217;unità ed il vincolo con le masse.</p>
<p>Decisero anche di spingere ed esigere il compimento delle linee guida del VI Congresso del Partito Comunista, forum che fissò le strategie per aggiornare il modello economico dell&#8217;isola nell’aprile scorso.</p>
<p>Altri punti promossi nell&#8217;incontro che si svolse in quattro commissioni è stato il rinvigorimento dei vincoli con le organizzazioni della società, e della lotta contro la corruzione e le illegalità, come il rifiuto ai pregiudizi ed alle condotte discriminatorie per motivo di razza, sesso o credenze religiose.</p>
<p>A partire dai giudizi della Conferenza, i comunisti cubani autorizzarono il Comitato Centrale del Partito affinché in corrispondenza con gli obiettivi di lavoro tracciati, decida le modificazioni che stimi pertinenti agli statuti.</p>
<p>La riunione di due giorni è stata il culmine di un processo nazionale che ha permesso a centinaia di migliaia di militanti di esprimere i loro criteri ed emettere proposte per profilare questi obiettivi.</p>
<p>A proposito dei dibattiti che hanno anticipato la Conferenza, il primo segretario del Partito Comunista di Cuba, Raul Castro, li definì profondamente democratici.</p>
<p>Nel suo intervento per chiudere l&#8217;incontro, il dirigente ha difeso l&#8217;esistenza di un partito unico, che considerò garanzia di unità e sovranità.</p>
<p>Rinunciare al principio di un solo partito equivarrebbe, semplicemente, a legalizzare il partito od i partiti dell&#8217;imperialismo in suolo patrio e sacrificare l&#8217;arma strategica dell&#8217;unità dei cubani che ha fatto realtà i sogni di indipendenza e giustizia sociale, ha osservato.</p>
<p>Inoltre Raul Castro reiterò la denuncia di Cuba delle campagne contro di lei istigate dagli Stati Uniti.</p>
<p>Le campagne anticubane non feriranno la Rivoluzione né il popolo che continueranno perfezionando il loro socialismo, ha concluso.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/01/30/pubblicano-cuba-gli-accordi-della-conferenza-del-partito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fidel Castro assiste alla chiusura del congresso dei comunisti cubani</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2011/04/19/fidel-castro-assiste-alla-chiusura-del-congresso-dei-comunisti-cubani/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2011/04/19/fidel-castro-assiste-alla-chiusura-del-congresso-dei-comunisti-cubani/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 02:17:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Comunista di Cuba]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=1577</guid>
		<description><![CDATA[Il leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, ha assistito oggi alla chiusura del VI Congresso del Partito Comunista di Cuba. Durante l'incontro, iniziato lo scorso 16 aprile nel Palazzo delle Convenzioni della capitale, i delegati discussero ed approvarono l'Informe Centrale all'evento, presentato da Raul Castro nell'inaugurazione. In cinque commissioni e plenaria si è discusso il Progetto delle Linee Guida della Politica Economica e Sociale del Partito e della Rivoluzione che ha ricevuto l’approvazione dopo degli scambi e l'ampia consultazione popolare.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Fidel Castro assiste alla chiusura del congresso dei comunisti cubani" src="http://www.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2011/04/fidel-y-raul-foto-grande-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></p>
<p>Il leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, ha assistito oggi alla chiusura del VI Congresso del Partito Comunista di Cuba. Durante l&#8217;incontro, iniziato lo scorso 16 aprile nel Palazzo delle Convenzioni della capitale, i delegati discussero ed approvarono l&#8217;Informe Centrale all&#8217;evento, presentato da Raul Castro nell&#8217;inaugurazione.</p>
<p>In cinque commissioni e plenaria si è discusso il Progetto delle Linee Guida della Politica Economica e Sociale del Partito e della Rivoluzione che ha ricevuto l’approvazione dopo degli scambi e l&#8217;ampia consultazione popolare.</p>
<p>Inoltre, il VI Congresso orientò al Governo la creazione di una Commissione Permanente per l&#8217;Implementazione e Sviluppo di queste linea guida, senza diminuzione delle funzioni degli organismi dell&#8217;Amministrazione Centrale dello Stato.</p>
<p>I delegati considerarono che l&#8217;Informe Centrale risulta essenziale per intraprendere i compiti futuri, fondamentalmente nell&#8217;economia, e costituisce una valutazione obiettiva del cruciale momento che vive la nazione.</p>
<p>Parallelamente non si dimenticheranno neanche un istante i pilastri che garantiscono la sovranità e l’indipendenza di Cuba: l&#8217;unità del paese e la sua permanente disposizione a difendere a qualunque prezzo il socialismo.</p>
<p>Il VI Congresso incaricò inoltre al Comitato Centrale di trasportare le raccomandazioni nel Parlamento per perfezionare gli organi del Potere Popolare, il sistema elettorale e la divisione politica impiegata.</p>
<p><em>(Prensa Latina)</em></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2011/04/isma02-580x687.jpg" alt="Fidel Castro assiste alla chiusura del congresso dei comunisti cubani  " /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2011/04/fidel-y-raul-vi-congreso4-580x422.jpg" alt="Fidel Castro assiste alla chiusura del congresso dei comunisti cubani  " /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2011/04/fidel-y-raul-vi-congreso6-580x488.jpg" alt="Fidel Castro assiste alla chiusura del congresso dei comunisti cubani  " /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2011/04/19/fidel-castro-assiste-alla-chiusura-del-congresso-dei-comunisti-cubani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La mia assenza dal C.C.</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/fidel-riflessioni/2011/04/19/la-mia-assenza-dal-cc/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/fidel-riflessioni/2011/04/19/la-mia-assenza-dal-cc/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 00:20:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidel Castro Ruz]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Comunista di Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Raul Castro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=1575</guid>
		<description><![CDATA[Raúl sapeva che nell’attualità io non avrei accettato nessun incarico nel Partito. È sempre stato lui a definirmi Primo Segretario e Comandante in Capo, funzioni che come si sa, ho delegato nel Proclama segnalato, quando mi sono ammalato gravemente. Non ho mai tentato nè avrei potuto fisicamente esercitarli, anche quando ho recuperato considerevolmente la capacità d’analizzare e di scrivere. Indubbiamente lui non ha mai smesso di trasmettermi le idee che progettava. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Conoscevo la relazione del compagno  Raúl al Sesto Congresso del Partito.</p>
<p>Me l’aveva mostrata alcuni giorni prima, di sua iniziativa, come fa con molti altri temi senza che io glielo chieda, perchè io avevo delegato, come ho già spiegato, tutti i miei incarichi nel Partito e nello Stato con il proclama del 31 luglio del 2006.</p>
<p>Farlo era un dovere e non ho esitato un attimo nel compierlo.</p>
<p>Sapevo che il mio stato di salute era grave, ma era tranquillo: la Rivoluzione andava avanti. Non era il suo momento più difficile dopo che la URSS e il blocco socialista erano scomparsi. Bush stava sul trono dal 2001 e aveva designato un governo per Cuba, ma ancora una volta mercanti e borghesi erano restati con le valige e i bauli nel loro dorato esilio.</p>
<p>Gli yankee,  oltre a Cuba, avevano un’altra Rivoluzione in Venezuela. La stretta cooperazione tra i due paesi passerà anche lei alla storia dell’America come esempio dell’ enorme potenziale rivoluzionario dei popoli con una stessa origine e con una stessa storia.</p>
<p>Tra i molti punti toccati nel progetto di relazione del Sesto Congresso del Partito, uno di quelli che mi ha interessato maggiormente si relaziona al potere. Recita testualmente:</p>
<p>“Siamo giunti alla conclusione che è raccomandabile limitare  ad un massimo di due periodi consecutivi di cinque anni il disimpegno degli incarichi politici e statali fondamentali. Questo è possibile e necessario  nelle attuali circostanze, ben distinte da quelle dei primi decenni della Rivoluzione ancora non consolidata ed inoltre sottoposta a costanti minacce e aggressioni</p>
<p>Mi è piaciuta l’idea: era un tema sul quale io avevo meditato molto,  abituato ai primi anni della Rivoluzione a leggere tutti i giorni i dispacci delle agenzie di notizie, conoscevo lo sviluppo dei fatti nel nostro mondo,  i successi e gli errori dei partiti e degli uomini, ed  abbondano gli esempi negli ultimi 50 anni.</p>
<p>Non li citerò per non estendermi e non ferire suscettibilità, Ho la convinzione che il destino del mondo potrebbe essere in questo momento molto diverso, senza gli errori commessi dai leaders rivoluzionari che hanno brillato per il loro talento e i loro meriti.  Non mi faccio nemmeno l’illusione che in futuro il compito sarà più facile, anzi, al contrario.</p>
<p>Dico semplicemente quello che a mio giudizio considero un dovere elementare dei rivoluzionari cubani. Più piccolo è un paese, più difficili le circostanze, più forte  l’obbligo di evitare errori.</p>
<p>Devo confessare che non mi sono mai preoccupato realmente per il tempo in cui avrei esercitato il ruolo di Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri e di Primo Segretario del Partito. Ero inoltre, da quando sbarcammo, il Comandante in Capo della piccola truppa che è così cresciuta  più tardi. Dalla Sierra Maestra avevo rinunciato ad esercitare la presidenza provvisoria del paese, dopo la vittoria che anticipatamente avevo previsto per le nostre forze, ancora abbastanza modeste nel 1957, e lo feci perchè le ambizioni in relazione a quell’incarico stavano ostruendo la lotta.</p>
<p>Fui quasi obbligato ad assumere l’incarico di Primo Ministro nei mesi iniziali del 1959.</p>
<p>Raúl sapeva che nell’attualità io non avrei accettato nessun incarico nel Partito.</p>
<p>È sempre stato lui a definirmi Primo Segretario e Comandante in Capo, funzioni che come si sa, ho delegato nel Proclama segnalato, quando mi sono ammalato gravemente. Non ho mai tentato nè avrei potuto fisicamente esercitarli, anche quando ho recuperato considerevolmente la capacità d’analizzare e di scrivere.</p>
<p>Indubbiamente lui non ha mai smesso di trasmettermi le idee che progettava.</p>
<p>Era sorto  un altro problema: la commissione organizzatrice stava discutendo il numero totale dei membri del Comitato Centrale che dovevano proporre al Congresso, con molto buon criterio questa appoggiava l’idea sostenuta da Raúl che nel seno del Comitato  Centrale s’incrementasse la presenza del settore femminile  e degli discendenti di schiavi provenienti dall’Africa. I due erano i più poveri e sfruttati dal capitalismo nel nostro paese.</p>
<p>A loro volta c’erano alcuni compagni che gia per la loro età o la loro salute non potrebbero prestare molti servizi al Partito.</p>
<p>Ma Raú ha pensato che sarebbe stato molto  duro per loro escluderli dalla lista dei candidati. Non ho esitato a suggerirgli di non escludere questi compagni da tale onore e ho aggiunto che la cosa più importante era che io non apparissi in questa lista.</p>
<p>Penso d’aver ricevuto troppi onori e non ho mai pensato di vivere tanti anni. Il nemico ha fatto tutto il possibile per impedirlo, un incalcolabile numero di volte ha cercato di eliminarmi e  molte volete io ho “ collaborato” con loro.</p>
<p>Con questo ritmo è avanzato il Congresso, tanto che non ho avuto il tempo di trasmettere una parola sul tema, prima di ricevere la scheda.</p>
<p>Circa a mezzogiorno, Raúl mi ha inviato con un suo aiutante una scheda ed ho potuto esercitare il mio diritto al voto come delegato al Congresso, onore che i militanti del Partito a Santiago mi hanno concesso, senza che io sapessi nemmeno una parola.</p>
<p>Non l’ho fatto meccanicamente: ho letto le biografie dei nuovi membri  proposti. Sono persone eccellenti; diverse le ho conosciute  alla presentazione di un libro sulla nostra guerra rivoluzionaria, nell’Aula Magna dell’Università de L’Avana, nei contatti con i Comitati di Difesa della Rivoluzione, nelle riunioni con gli scienziati, con gli intellettuali e in altre attività. Ho votato e  ho anche chiesto delle foto del momento in cui ho esercitato il mio diritto.</p>
<p>Mi sono ricordato anche che mi manca abbastanza della storia sulla battaglia di Girón, ci sto lavorando e mi sono impegnato a consegnarla presto. Ho anche in mente di scrivere su un altro importante avvenimento che avvenne dopo.</p>
<p>Tutto, prima che il mondo termini!</p>
<p>Che ve ne pare?</p>
<p><img src="http://www.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2011/04/firma-de-fidel-18-de-abril-de-2011-300x165.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Fidel Castro Ruz<br />
18 aprile 2011<br />
Ore 16.55 </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/fidel-riflessioni/2011/04/19/la-mia-assenza-dal-cc/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Raúl Castro eletto primo segretario del PCC</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2011/04/19/raul-castro-eletto-primo-segretario-del-pcc/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2011/04/19/raul-castro-eletto-primo-segretario-del-pcc/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 23:38:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Comunista di Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Raul Castro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=1587</guid>
		<description><![CDATA[Raúl Castro è stato eletto Primo Segretario del Burò Politico del Partito Comunista di Cuba dal nuovo Comitato Centrale (CC), presentato oggi nella chiusura del VI Congresso. La funzione di Secondo Segretario la disimpegnerà José Ramón MachadoVentura, che inoltre è il responsabile  della Segreteria del CC, composta da sette integranti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1589" title="VI congreso del PCC" src="/files/2011/04/Congress-of-the-Communist-Party-of-Cuba.jpg" alt="" width="300" height="250" />Raúl Castro è stato eletto Primo Segretario del Burò Politico del Partito Comunista di Cuba dal nuovo Comitato Centrale (CC), presentato oggi nella chiusura del VI Congresso.</p>
<p>La funzione di Secondo Segretario la disimpegnerà José Ramón MachadoVentura, che inoltre è il responsabile  della Segreteria del CC, composta da sette integranti.</p>
<p>Il Burò Politico, che precedentemente aveva 24 membri, ore ne 15 e sono inclusi  in questa struttura Ramiro Valdés, Abelardo Colomé Ibarra, Julio Casas Regueiro, Esteban Lazo, Ricardo Alarcón e Miguel Díaz-Canel ed anche Leopoldo Cintra Frías, Ramón Espinosa Martín, Alvaro López Miera e Salvador Valdés.</p>
<p>Si sommano come nuovi membri Marino Murillo, Adel Yzquierdo e Mercedes López Acea, la sola donna nel gruppo.</p>
<p>Oltre a  Machado Ventura e Lazo, compongono la Segreteria José Ramón Balaguer, Abelardo Álvarez, Víctor Gaute, Olga Lidia Tapia e Misael Enamorado</p>
<p><strong>COMITATO CENTRALE DEL PARTITO ELETTO NEL VI CONGRESSO BURÓ POLÍTICO</strong></p>
<p><strong>Primer Secretario</strong>: General de Ejército Raúl Castro Ruz, Presidente dei  Consigli di Stato e dei Ministri</p>
<p><strong>Secondo Segretario</strong>: José Ramón Machado Ventura Primo Vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministri</p>
<p>Comandante de la Revolución Ramiro Valdés Menéndez</p>
<p>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri</p>
<p>Generale di Corpo d’Esercito Abelardo Colomé Ibarra</p>
<p>Ministro del Ministero degli Interni</p>
<p>Generale di Corpo d’Esercito Julio Casas Regueiro</p>
<p>Ministro delle Forze Armate Rivoluzionarie</p>
<p>Esteban Lazo Hernández</p>
<p>Vicepresidente del Consiglio di Stato</p>
<p>Ricardo Alarcón de Quesada</p>
<p>Presidente dell’ Assemblea Nazional del Poder Popular</p>
<p>Miguel Díaz-Canel Bermúdez</p>
<p>Ministro d’Educazione Superiore</p>
<p>Generale di Corpo d’Esercito Leopoldo Cintra Frías</p>
<p>Viceministro Primo del Ministero delle FAR</p>
<p>Generale di Corpo d’Esercito Ramón Espinosa Martín</p>
<p>Viceministro del Ministero delle  FAR</p>
<p>Generale di Corpo d’Esercito Álvaro López Miera</p>
<p>Viceministro delle  FAR</p>
<p>Capo dello Stato Maggiore Generale</p>
<p>Salvador Valdés Mesa</p>
<p>Segretario Generale della Centrale dei Lavoratori  di Cuba</p>
<p>Mercedes López Acea</p>
<p>Prima Segretaria del Comitato Provinciale del Partito a L’Avana</p>
<p>Marino Murillo Jorge</p>
<p>Vicepresidente del Consiglio dei Ministri</p>
<p>Adel Yzquierdo Rodríguez</p>
<p>Ministro del Ministero d’Economía e Pianificazione</p>
<p><strong>SEGRETERIA:</strong></p>
<p>José Ramón Machado Ventura</p>
<p>Esteban Lazo Hernández</p>
<p>Abelardo Álvarez Gil</p>
<p>Capo del Dipartimento di Politica dei Quadri del Comitato Centrale del Partito.</p>
<p>José Ramón Balaguer Cabrera</p>
<p>Capo del Dip. delle Relazioni Int. del Comitato Centrale del Partito</p>
<p>Víctor Gaute López</p>
<p>Membro del Comitato Centrale del Partito</p>
<p>Olga Lidia Tapia Iglesias</p>
<p>Membro del Comitato Centrale del Partito</p>
<p>Misael Enamorado Dáger</p>
<p>Membro del Comitato Centrale del Partito.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2011/04/19/raul-castro-eletto-primo-segretario-del-pcc/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Convocano a Conferenza Nazionale del Partito Comunista di Cuba</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2011/04/19/convocano-conferenza-nazionale-del-partito-comunista-di-cuba/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2011/04/19/convocano-conferenza-nazionale-del-partito-comunista-di-cuba/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 23:28:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Comunista di Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Raul Castro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=1582</guid>
		<description><![CDATA[Il VI Congresso del Partito Comunista di Cuba (PCC) convocò oggi per il 28 gennaio 2012 la Conferenza Nazionale col tema centrale di valutare con obiettività e senso critico il lavoro dell'organizzazione. La Conferenza, come informò al plenario del Congresso, il suo secondo segretario, Josè Ramon Machado Ventura, determinerà con volontà rinnovatrice le trasformazioni necessarie per situare al Partito all'altezza che chiedono le attuali circostanze.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1583" title="Raúl Castro y Fidel Castro" src="/files/2011/04/FIDEL-Y-RAUL-VI-Congreso-1.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Il VI Congresso del Partito Comunista di Cuba (PCC) convocò oggi per il 28 gennaio 2012 la Conferenza Nazionale col tema centrale di valutare con obiettività e senso critico il lavoro dell&#8217;organizzazione.  La Conferenza, come informò al plenario del Congresso, il suo secondo segretario, Josè Ramon Machado Ventura, determinerà con volontà rinnovatrice le trasformazioni necessarie per situare al Partito all&#8217;altezza che chiedono le attuali circostanze.</p>
<p>“Il Partito dovrà cambiare tutto quello che deve essere cambiato come disse Fidel nella sua brillante definizione di quello che è Rivoluzione e questo concetto presiederà lo spirito del dibattito e le decisioni da prendere sulla base dell&#8217;intelligenza e della visione del futuro”, ha segnalato.</p>
<p>La Conferenza dovrà fare le modificazioni nei metodi e stili di lavoro del Partito per consolidare il suo ruolo di avanguardia organizzata della Rivoluzione e forza dirigente superiore della società e dello Stato, ha aggiunto Machado Ventura.</p>
<p>Inoltre, analizzerà la politica dei quadri del Partito e dell&#8217;incorporazione delle donne, dei negri, dei mulatti e dei giovani, sempre basata sui meriti e sulle condizioni personali.</p>
<p><strong>(Prensa Latina)</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2011/04/19/convocano-conferenza-nazionale-del-partito-comunista-di-cuba/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I Dibattiti del Congresso</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/fidel-riflessioni/2011/04/18/i-dibattiti-del-congresso/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/fidel-riflessioni/2011/04/18/i-dibattiti-del-congresso/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 22:24:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidel Castro Ruz]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Comunista di Cuba]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=1572</guid>
		<description><![CDATA[Domenica alle 10 ho ascoltato i dibattiti dei delegati al sesto Congresso del Partito. C’erano tante commissioni che, come è logico, non ho potuto ascoltare tutti quelli che hanno parlato. Erano stati organizzati in cinque commissioni per discutere sui numerosi temi. Ovviamente, anch’io approfittavo delle pause per respirare con calma e consumare qualche energetico d’origine agricola. Loro, sicuramente con più appetito a causa del lavoro e l’età.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica alle 10 ho ascoltato i dibattiti dei delegati al sesto Congresso del Partito.</p>
<p>C’erano tante commissioni che, come è logico, non ho potuto ascoltare tutti quelli che hanno parlato.</p>
<p>Erano stati organizzati in cinque commissioni per discutere sui numerosi temi. Ovviamente, anch’io approfittavo delle pause per respirare con calma e consumare qualche energetico d’origine agricola. Loro, sicuramente con più appetito a causa del lavoro e l’età.</p>
<p>Sono rimasto sorpreso sulla preparazione di questa nuova generazione, con un alto livello culturale, tanto diversa da quella che si alfabetizzava nel 1961, quando gli aerei di bombardamento yankee, in mani mercenarie, attaccavano la Patria. In quel momento la maggioranza dei delegati al Congresso del Partito erano bambini, o non erano ancora nati.</p>
<p>Non mi importava tanto quello che dicevano, ma il modo in cui lo dicevano. Erano molto preparati ed il loro vocabolario era molto ricco, che io quasi non gli capivo. Discutevano ogni parola, e perfino la presenza o la mancanza di una virgola nel paragrafo.</p>
<p>Il loro compito è ancora più difficile di quello svolto dalla nostra generazione quando fu proclamato il socialismo a Cuba, a 90 miglia degli stati Uniti.</p>
<p>La direzione del Partito deve essere la somma dei migliori talenti politici del nostro popolo, capaci d’affrontare la politica dell’impero che mette in pericolo alla spezie umana e genera gangster come quegli della NATO, capaci di lanciare soltanto in 29 giorni, dall’inglorioso “Alba dell’Odissea”, più di 4 mila missioni di bombardamento su una nazione africana.</p>
<p>È dovere della nuova generazione di uomini e di donne rivoluzionari essere modello di dirigenti modesti, studiosi ed instancabili lottatori per il socialismo. Senza dubbio costituisce una difficile scommessa nell’epoca barbara delle società di consumo, superare il sistema di produzione capitalista, che stimola e promuove l’istinto egoista dell’essere umano.</p>
<p>La nuova generazione è chiamata a rettificare e cambiare senza esitazione tutto quanto deve essere rettificato e cambiato, e seguire dimostrando che il socialismo è anche l’arte di realizzare l’impossibile: costruire e portare avanti la Rivoluzione degli umili, fatta dagli umili e per gli umili, che la difendono per mezzo secolo della più poderosa potenza che sia esistita.</p>
<p><img width="300" height="179" alt="" src="http://www.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2011/04/firma-de-fidel-17-de-abril-de-2011-300x179.jpg" class="alignnone"> </p>
<p><strong>Fidel Castro Ruz<br />
17 aprile 2011<br />
Ore 20 e 33</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/fidel-riflessioni/2011/04/18/i-dibattiti-del-congresso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Sfilata del 50° Anniversario</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/fidel-riflessioni/2011/04/17/la-sfilata-del-50-anniversario/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/fidel-riflessioni/2011/04/17/la-sfilata-del-50-anniversario/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 21:16:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidel Castro Ruz]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Comunista di Cuba]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=1569</guid>
		<description><![CDATA[Oggi ho avuto il privilegio d’apprezzare l'impressionante sfilata con cui il nostro popolo ha commemorato il 50° Anniversario della proclamazione del carattere Socialista della Rivoluzione e la vittoria di Playa Girón. Mi sono goduto molto la narrazione particolareggiata e la musica, i gesti, i visi, l’intelligenza, la marzialità e la combattività del nostro popolo; Mabelita in sedia a rotelle con il viso felice ed i bambini e gli adolescenti della Colmenita moltiplicati varie volte. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho avuto il privilegio d’apprezzare l&#8217;impressionante sfilata con cui il nostro popolo ha commemorato il 50° Anniversario della proclamazione del carattere Socialista della Rivoluzione e la vittoria di Playa Girón.</p>
<p>Oggi è iniziato anche il Sesto Congresso del Partito Comunista di Cuba.</p>
<p>Mi sono goduto molto la narrazione particolareggiata e la musica, i gesti, i visi, l’intelligenza, la marzialità e la combattività del nostro popolo; Mabelita in sedia a rotelle con il viso felice ed i bambini e gli adolescenti della Colmenita moltiplicati varie volte.</p>
<p>Vale la pena aver vissuto per lo spettacolo di oggi e vale la pena ricordare sempre coloro che morirono per renderlo possibile.</p>
<p>Iniziando questo pomeriggio il Sesto Congresso, ho potuto apprezzare, nelle parole di Raúl e nel viso dei delegati al massimo evento del nostro Partito, lo stesso sentimento d’orgoglio.</p>
<p>Avrei potuto stare nella Piazza, forse un&#8217;ora sotto il sole ed il caldo imperante, però non tre ore. Attratto dal calore umano lì presente, mi sarei creato un dilemma.</p>
<p>Credetemi se vi dico che ho sentito dolore quando ho visto che alcuni di voi mi cercavano in tribuna. Pensavo che tutti avrebbero capito che ormai non posso più fare ciò che ho fatto tante volte.</p>
<p>Vi ho promesso d’essere un soldato delle idee e quel dovere posso ancora compierlo.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2011/04/firma-de-fidel-16-de-abril-de-2011-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></p>
<p><strong>Fidel Castro Ruz</strong><br />
<strong> 16 Aprile 2011</strong><br />
<strong> 7 e 14 p.m.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/fidel-riflessioni/2011/04/17/la-sfilata-del-50-anniversario/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
