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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Palestina</title>
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		<title>Triste decisione quella del club del Barcellona di giocare nella Gerusalemme occupata</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 22:40:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Federcalcio Palestinese (PFA) ha oggi deplorato la decisione del club di Barcellona di disputare un'amichevole con la squadra del Beitar nella città di Gerusalemme, la cui zona orientale è occupata da Israele dal 1967. Pur rispettando il diritto di qualsiasi squadra di fare amichevoli con un'altra, ci teniamo a sottolineare il fatto che giocando la partita a Gerusalemme, che comporta attività nella parte occupata, il Barcellona violerebbe i diritti della PFA, sottolinea l'ente in un comunicato.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12226" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-12226" alt="L'accoglienza di Mahmoud Abbas presso la sede della presidenza palestinese alla spedizione del Barça si è spostata a Betlemme nel 2013, nell'ambito del tour 'Peace Tour'." src="/files/2021/07/Messi-Mahmoud-Abbas.jpg" width="580" height="328" /><p class="wp-caption-text">L&#8217;accoglienza di Mahmoud Abbas presso la sede della presidenza palestinese alla spedizione del Barça si è spostata a Betlemme nel 2013, nell&#8217;ambito del tour &#8216;Peace Tour&#8217;.</p></div>
<p><strong>La Federcalcio Palestinese (PFA) ha oggi deplorato la decisione del club di Barcellona di disputare un&#8217;amichevole con la squadra del Beitar nella città di Gerusalemme, la cui zona orientale è occupata da Israele dal 1967.</strong></p>
<p>Pur rispettando il diritto di qualsiasi squadra di fare amichevoli con un&#8217;altra, ci teniamo a sottolineare il fatto che giocando la partita a Gerusalemme, che comporta attività nella parte occupata, il Barcellona violerebbe i diritti della PFA, sottolinea l&#8217;ente in un comunicato.</p>
<p>Entrambe le formazioni hanno deciso di giocare un&#8217;amichevole il 4 agosto, nonostante le polemiche.</p>
<p>Il testo ricorda la visita del club catalano nella regione nel 2013 con un messaggio di pace, ma con questa decisione, sottolinea, quell&#8217;idea appare sfocata per milioni di palestinesi e persone nel mondo che lottano contro il razzismo. La PFA rileva che l&#8217;FC Beitar è una squadra che non ha mai contrattato un arabo. I giocatori della Bosnia e del territorio russo della Cecenia sono stati costretti a lasciare la squadra a causa di attacchi razzisti.</p>
<p>A tal proposito si specifica che il settore ultra dei tifosi, noto come La Familia, è direttamente correlato a vari atti di vandalismo, terrore e violenza contro i palestinesi, mentre le loro canzoni includono “slogan razzisti, insulti religiosi e invito a bruciare i villaggi arabi ed a uccidere gli arabi&#8221;.</p>
<p>Sottolinea che la partita si giocherà in uno stadio costruito sopra la demolita città palestinese di Al Malha, la cui popolazione attualmente vive nei campi profughi.</p>
<p>Conosciuto per i suoi ultra di destra, l&#8217;FC Beitar è l&#8217;unica squadra della prima divisione israeliana dove non ha mai giocato un arabo.</p>
<p>Nel novembre del 2007, in occasione dell&#8217;anniversario della morte dell&#8217;ex primo ministro Isaac Rabin, La Familia non ha rispettato il minuto di silenzio concordato e invece ha cantato grida in difesa di Yigal Amir, l&#8217;ebreo ultra-ortodosso che lo ha ucciso.</p>
<p>Durante la stagione 2012-13, i radicali hanno scatenato una campagna contro la squadra che aveva incluso due ceceni nel proprio libro paga: Zaur Sadaev, 23 anni, e Gabriel Kadiev, 19. Il primo ha giocato sette partite, il secondo solo una.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Miguel Ruiz/Mundo Deportivo</p>
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		<title>Palestina: i crimini di Israele e lo sterminio del popolo palestinese</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2021 00:26:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per tutto questo, difendere Palestina significa denunciare la verità, esigere che le organizzazioni internazionali agiscano contro la menzogna universale applicata dai mezzi egemonici come armi da guerra e che i nostri governi non si lascino intimorire dalle pressioni dalle cosiddette lobby della morte, che in realtà costituiscono un potere imperiale in decadenza, che minaccia l'intera umanità. Oggi, tutti, siamo Palestina.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12126" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-12126" alt="Foto: Mohammed Salem / Reuters" src="/files/2021/05/israel_palestina-3-580x319.jpg" width="580" height="319" /><p class="wp-caption-text">Foto: Mohammed Salem / Reuters</p></div>
<p><strong>I brutali bombardamenti e l&#8217;ingresso delle truppe israeliane a Gaza, il 13 maggio, è un’accoppiata che coincide con le più grandi manovre militari ordinate dal governo di Benjamin Netanyahu, finalizzate alla conquista di tutta Gerusalemme e allo sterminio del popolo palestinese, che sopravvive nella più grande prigione a cielo aperto del mondo, come è Gaza.</strong></p>
<p>Queste azioni condotte dal governo di un paese come Israele, la quarta potenza armata più grande del mondo, sono un crimine contro l&#8217;umanità, preparato impunemente con la complicità dei suoi soci, come Stati Uniti, Gran Bretagna e altri, considerando che Palestina non ha un esercito e i suoi territori sono sotto occupazione.</p>
<p>Gaza occupa 360 km² e ha due milioni di abitanti, che vivono sotto il più spietato terrorismo di stato applicato da Israele nei territori occupati, dove non solo bambini, donne, anziani vengono assassinati, torturati, uccisi e detenuti, ma anche vengono sistematicamente distrutte le loro case. Far vivere tra le macerie e assediato da terra, mare e aria, senz&#8217;acqua, senza elettricità, senza energia, senza cibo, è in realtà obbligare a sopravvivere in un immenso campo di concentramento, un crimine contro l&#8217;umanità commesso da Israele davanti allo sguardo complice di buona parte dei paesi del mondo.</p>
<p>Una situazione di ingiustizia, colonialismo, razzismo e apartheid che si è mantenuta dal 1948, quando il territorio palestinese è stato diviso in due parti, in una delle quali è stato creato lo stato di Israele, senza consultare gli abitanti ancestrali che stavano per essere sfollati e poi perseguitati.</p>
<p>Inoltre, le organizzazioni terroristiche ebraiche Hagana, Irgun e altre avevano il compito di &#8220;ripulire&#8221; la terra, che doveva essere occupata da Israele, bruciando villaggi palestinesi e uccidendo i loro abitanti, come accadde a Deir Yasin, il 9 aprile 1948, dove si è svolto un massacro che è stato registrato nella storia come uno dei più atroci crimini del mondo.</p>
<p>Il pre-attacco in questo momento è iniziato il 7 maggio, quando le truppe israeliane e la polizia hanno impedito l&#8217;accesso alla moschea di Al Aqsa, dove i palestinesi hanno cercato di raggiungere per assistere ad una loro cerimonia religiosa. Si stavano anche mobilitando in difesa dei loro diritti e delle famiglie di Sheikh Yarrah, che le truppe israeliane stanno cercando di rimuovere dalle loro case, ereditate dai loro antenati, per consegnarle ai coloni di Israele. Un evidente atto di pulizia etnica, considerato nel diritto internazionale come un crimine di guerra.</p>
<p>Secondo il racconto venduto dalla stampa mondiale, gestita dal potere egemonico, questi bombardamenti iniziati giorni fa sono stati una &#8220;risposta&#8221; in difesa della popolazione israeliana, ai missili artigianali fabbricati a Gaza, senza nessun potere reale di fuoco di fronte all&#8217;enorme arsenale di armi, comprese le armi nucleari, del suo invasore.</p>
<p>I primi missili sono stati lanciati dopo che Hamas ha chiesto al governo israeliano di porre fine alla brutale repressione a Gerusalemme, che ha lasciato quasi un migliaio tra feriti e detenuti. Questo è nascosto dalla stampa di guerra, poiché tace sul diritto alla difesa che il popolo palestinese ha, già che è la vittima, non il carnefice.</p>
<p>Esistono anche versioni di azioni provocatorie utilizzate dai servizi segreti israeliani infiltrati in alcuni settori della Striscia di Gaza, assediati da terra, mare e aria.</p>
<p>Visti gli ultimi avvenimenti, è impossibile dimenticare quel raid del 28 settembre 2000 dell&#8217;allora ministro della Difesa, Ariel Sharon, sulla spianata delle moschee della Città Santa, circondato da migliaia di poliziotti e militari, che ha provocato un gravissimo conflitto, dopo che era stato accettato a Gerusalemme il principio della convivenza di due capitali.</p>
<p>Va anche ricordato che durante la guerra dei sei giorni, del 7 giugno 1967, l&#8217;esercito israeliano ha occupato la spianata delle moschee di Al Aqsa e la Cupola della Roccia e l&#8217;intera città vecchia di Gerusalemme. Mentre lasciava la spianata, l&#8217;allora ministro della Difesa, Moshe Dayan, proclamò alla radio: “Questa mattina Tsahal ha liberato Gerusalemme, la capitale divisa di Israele. Siamo tornati nel più sacro dei nostri luoghi santi e non ne saremo separati mai più&#8221;.</p>
<p>In quei giorni del settembre 2000, Sharon si aggrappava a quel mandato coloniale. Ciò ha dato origine a una nuova intifada palestinese, sostenuta da grandi manifestazioni nelle capitali arabe e musulmane, nei diversi paesi del Golfo. La solidarietà non è mai stata così forte poiché la Moschea di Al Aqsa è il terzo sito sacro, per arabi e musulmani.</p>
<p>Manovre militari</p>
<p>In coincidenza con la drammatica situazione che si sta vivendo, il 9 maggio l&#8217;esercito di occupazione israeliano ha dato il via alle cosiddette manovre militari dei “Fire Vehicles”, le più grandi della sua storia, che si svolgono parallelamente al discorso israeliano sull&#8217;esistenza di un vuoto politico e isolamento nelle istituzioni militari e di sicurezza. Un vuoto autoritario.</p>
<p>O Heller, corrispondente per gli affari militari del Canale 13 israeliano, ha affermato che &#8220;tutto questo sta accadendo nell&#8217;arena palestinese, mentre l&#8217;esercito israeliano lancia la più grande manovra della sua storia, annunciata dal capo di stato maggiore, Aviv Kochavi&#8221;.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;alto ufficiale israeliano Kochavi ha deciso di non annullare o posticipare la manovra “per preparare l&#8217;esercito alla battaglia di questa estate. Una manovra che non abbiamo mai visto prima”.</p>
<p>Partecipano le forze armate regolari e di riserva di tutti i comandi e gli armamenti, nonché l&#8217;area politica, il Ministero della Sicurezza, l&#8217;Autorità nazionale di emergenza, il Ministero degli affari esteri e altre organizzazioni.</p>
<p>La manovra è una semplice coincidenza? Terrorizzare il popolo israeliano con il suono di sirene e altri ruggiti e abituarlo a correre ai rifugi, non fa parte delle più grandi manovre della sua storia ?, che si svolgono anche in un palcoscenico dove le forze dell&#8217;aria, del mare e della terra stanno attuando contro il popolo palestinese di Gaza.</p>
<p>Il quarto esercito più potente del mondo ha commesso numerosi atti criminali di guerra nella totale impunità, tra cui l&#8217;assalto in acque internazionali alle navi della cosiddetta “Flottiglia della Pace” che trasportavano aiuti umanitari per la popolazione di Gaza.</p>
<p>Circa 15 persone sono morte e decine sono rimaste ferite quando i commando israeliani hanno attaccato la mattina presto del 31 maggio 2010 il convoglio di sei navi &#8211; che trasportavano centinaia di pacifisti provenienti da 27 paesi &#8211; scendendo dagli elicotteri mentre sparavano contro l&#8217;equipaggio nonostante il fatto che si fossero sollevate le bandiere bianche. È successo in acque internazionali a circa 40 miglia dalla costa israeliana.</p>
<p>Questa operazione ha sconvolto il mondo, ma l&#8217;impunità dei potenti è stata messa a nudo poi, quando l&#8217;ex segretario generale dell&#8217;ONU, Ban Ki-moon, ha dichiarato di essere &#8220;impressionato&#8221; da quanto accaduto.</p>
<p>Impressionato? Nonostante si sia convocato il Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU e le richieste dell&#8217;Europa e delle organizzazioni umanitarie che chiedevano spiegazioni a Israele sull&#8217;inspiegabile, solo Grecia ha poi sospeso le sue esercitazioni militari congiunte con Israele. Da parte sua, Turchia, da dove provenivano le barche e alcuni attivisti, hanno organizzato un tavolo di crisi. L&#8217;allora primo ministro di quel paese, Recep Tayyip Erdogan, ha descritto l&#8217;azione di Israele come &#8220;terrorismo di stato&#8221; e violazione delle leggi internazionali, interrompendo i rapporti.</p>
<p>Le violazioni dei diritti umani più elementari da parte dello Stato israeliano sono state denunciate anche da cittadini ebrei in Israele e nel mondo e da organizzazioni per i diritti umani.</p>
<p>Da parte sua, il ricercatore Norman G. Finkelstein, professore all&#8217;Università di Chicago, riassume nel suo libro “Metodo e follia. La storia nascosta degli attacchi di Israele a Gaza”, la politica contro la popolazione palestinese basata sull&#8217;analisi delle operazioni militari Piombo Fuso (2008-2009), Pilastro Difensivo (2012) e Margine Protettivo (2014) che hanno devastato la Striscia di Gaza.</p>
<p>Un totale di 3.700 tra uomini, donne e bambini palestinesi sono stati uccisi. Nei suoi scritti dettaglia gli argomenti, le bugie e le false ragioni per cui Israele giustifica questi attacchi, ma si riferisce anche al complotto internazionale che permette loro di avanzare anno dopo anno nell&#8217;occupazione contro quel poco che resta del territorio palestinese.</p>
<p>La sua analisi critica delle invasioni israeliane ha come fonti le dichiarazioni dei militari, dei funzionari e dei cittadini di Israele, i documenti delle Nazioni Unite e delle organizzazioni internazionali. Riferendosi alla sanguinosa operazione militare Piombo Fuso, ha usato il rapporto di Richard Goldstone, che ha condotto un&#8217;indagine su tutti i crimini commessi da Israele in quell&#8217;azione.</p>
<p>Il rapporto, respinto dal potere israeliano, esponendo i massacri commessi dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF), conferma che l&#8217;allora governo guidato da Benjamin Netanyahu mirava a &#8220;punire, umiliare e terrorizzare la popolazione civile di Gaza”, oltre a &#8220;uccidere consapevolmente, torturare o infliggere trattamenti inumani&#8221;, così come &#8220;causare intenzionalmente enormi sofferenze, gravi lesioni o danni alla salute, distruggere proprietà senza giustificazione militare e farlo illegalmente e gratuitamente&#8221;.</p>
<p>Goldstone, messo sotto pressione da Israele, si è dimesso dopo il rapporto, ma i dati precisi e le fonti non sono mai stati cancellati. E fanno parte della quantità di prove presentate presso la Corte Penale Internazionale (CPI).</p>
<p>Finkelstein sostiene che in ciascuna delle operazioni militari, Israele ha anche cercato di dimostrare al mondo le sue &#8220;capacità di deterrenza&#8221;, colpendo anche il Movimento di Resistenza Islamica Hamas. Inoltre dimostra anche che tutte le invasioni israeliane su larga scala sono accompagnate da una grande copertura mediatica che le giustifica,  e considera ciò una cosa ancora più seria in quanto è servito a terrorizzare e &#8220;convincere&#8221; una buona parte della società israeliana stessa, che non sa cosa il governo sta effettivamente facendo contro Palestina e anche in altri paesi del mondo, come nel caso dell&#8217;America Latina.</p>
<p>Lo stiamo vedendo in Colombia in questo momento, dove la presenza di consiglieri paramilitari israeliani e addestratori e armi vendute da Israele vengono usate contro questa nazione sorella.</p>
<p>Finkelstein, figlio dei sopravvissuti dei campi di concentramento di Auschwitz e Majdanek, ha anche studiato le possibilità di resistenza dei palestinesi, che in realtà date le condizioni, sono di un commovente eroismo per affrontare l&#8217;occupazione e comprende che tutte le strade alla giustizia sono chiuse, come diplomazia e politica, a cui si è fatto ricorso, a causa dell&#8217;enorme potere di Israele e dei suoi alleati, resta solo la resistenza, cioè rispondere con pietre contro i cannoni e le armi più sofisticate. Lo stiamo vedendo in queste ore in cui gli autori provano le azioni di una guerra ad alta densità contro una popolazione totalmente inerme, che ha solo il suo corpo moribondo come unica difesa,</p>
<p>Finkelstein ci racconta anche di quelle mitiche resistenze del popolo di Gaza, della loro indomabile volontà, di fronte a tanta disuguaglianza di forze, soffrendo &#8220;morte e distruzione su scala straziante&#8221;.</p>
<p>Quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sotto il consiglio di suo genero Jared Kushner, membro della lobby ebraica di estrema destra in quel paese, ha ordinato il trasferimento della sua ambasciata a Gerusalemme, faceva parte del piano perverso di impadronirsi della Città Santa di Gerusalemme, centro di incontro delle religioni e patrimonio dell&#8217;Umanità.</p>
<p>Per tutto questo, difendere Palestina significa denunciare la verità, esigere che le organizzazioni internazionali agiscano contro la menzogna universale applicata dai mezzi egemonici come armi da guerra e che i nostri governi non si lascino intimorire dalle pressioni dalle cosiddette lobby della morte, che in realtà costituiscono un potere imperiale in decadenza, che minaccia l&#8217;intera umanità. Oggi, tutti, siamo Palestina.</p>
<p>di Stella Calloni</p>
<p>da Resumen Latinoamericano/Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba condanna la criminale aggressione israeliana contro il popolo palestinese</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2021 23:29:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministero di Relazioni Internazionali della Repubblica di Cuba espressa la sua più energica condanna all'assalto alla moschea di Al Aqsa, a Gerusalemme occupata, ed i bombardamenti indiscriminati contro la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, da parte delle forze militari israeliane che hanno provocato più di un centinaio di morti e la distruzione di infrastrutture ed abbondanti danni materiali.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11881" alt="declaracion-del-minrex-3-580x300" src="/files/2021/02/declaracion-del-minrex-3-580x300.png" width="580" height="300" />Dichiarazione del MINREX  </strong></p>
<p><strong>&#8220;Il Ministero di Relazioni Internazionali della Repubblica di Cuba esprime la sua più energica condanna all&#8217;assalto alla moschea di Al Aqsa, a Gerusalemme occupata, ed i bombardamenti indiscriminati contro la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, da parte delle forze militari israeliane che hanno provocato più di un centinaio di morti e la distruzione di infrastrutture ed abbondanti danni materiali.  </strong></p>
<p>Queste aggressioni costituiscono un’altra grave e flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, il Diritto Internazionale ed il Diritto Internazionale Umanitario da parte di Israele e costituiscono la continuità delle pratiche di colonizzazione ed occupazione delle terre arabe e palestinesi che contano con la complicità e l&#8217;impunità che gli garantiscono gli Stati Uniti, che ostacolano l&#8217;azione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.</p>
<p>Cuba fa un energico appello alla comunità internazionale, a tutti gli Stati, alle Nazioni Unite, in particolare al suo Consiglio di Sicurezza, per esigere la sospensione immediata dell&#8217;aggressione israeliana.</p>
<p>Il Ministero di Relazioni Internazionali della Repubblica di Cuba riafferma il suo appoggio indiscutibile ad una soluzione ampia, giusta e duratura per il conflitto israeliano-palestinese, sulla base della creazione di due Stati, che permetta al popolo palestinese esercitare il diritto alla libera determinazione ed a disporre di uno Stato indipendente e sovrano con le frontiere anteriori al 1967, con Gerusalemme Orientale come la sua capitale e che garantisca il diritto al ritorno dei rifugiati.</p>
<p>L&#8217;Avana, 15 maggio 2021&#8243;</p>
<p>traduzone di Ida Garberi</p>
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		<title>I civili palestinesi fuggono da Gaza sotto il fuoco intenso aereo e dell&#8217;artiglieria israeliana I civili palestinesi fuggono da Gaza sotto il fuoco intenso aereo e dell&#8217;artiglieria israeliana</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2021 21:21:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I residenti dei quartieri alla periferia della città di Gaza sono fuggiti venerdì, mentre i carri armati e l'aviazione dell'esercito israeliano hanno sparato nell'area affermando di aver preso di mira una rete di tunnel della milizia. Parallelamente, gli attacchi di Israele in Cisgiordania hanno provocato almeno sei morti, hanno detto funzionari sanitari palestinesi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12120" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-12120" alt="foto: AP" src="/files/2021/05/Gaza-Humo-Artilleria-Tanques-Israel-Mayo21.jpg" width="580" height="331" /><p class="wp-caption-text">foto: AP</p></div>
<p><strong>I residenti dei quartieri alla periferia della città di Gaza sono fuggiti venerdì, mentre i carri armati e l&#8217;aviazione dell&#8217;esercito israeliano hanno sparato nell&#8217;area affermando di aver preso di mira una rete di tunnel della milizia. Parallelamente, gli attacchi di Israele in Cisgiordania hanno provocato almeno sei morti, hanno detto funzionari sanitari palestinesi.</strong></p>
<p>Masse di fiamme rosse hanno illuminato il cielo mentre esplosioni assordanti fuori la città di Gaza hanno svegliato i residenti, ha riferito AP.</p>
<p>Lo scontro a fuoco tra Gaza e Israele è continuato questo venerdì quasi ininterrottamente, con ulteriori lanci di missili da parte delle milizie della Striscia e attacchi di rappresaglia da parte dell&#8217;esercito israeliano, dopo che le autorità israeliane hanno respinto una proposta di tregua dall&#8217;Egitto per porre fine all&#8217;escalation, confermano a Efe fonti del Cairo.</p>
<p>Questa mattina, le forze armate israeliane hanno effettuato circa 50 round di bombardamenti da terra e aria in soli 40 minuti, la più grande offensiva da lunedì, che ha portato il bilancio delle vittime a 120, di cui 31 minorenni e 19 donne, a cui si aggiungono 830 feriti, ha riferito questo venerdì il ministero della Salute di Gaza all&#8217;agenzia spagnola</p>
<p>Da parte israeliana, secondo i dati ufficiali, sono morte sette persone.</p>
<p>Dopo averlo annunciato giovedì in previsione di una possibile operazione di terra contro il territorio palestinese, Israele ha inviato truppe lungo il confine con la Striscia di Gaza e ha richiamato 9.000 riservisti.</p>
<div id="attachment_12121" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-12121" alt="Foto: Getty" src="/files/2021/05/Nino-Palestina-Balcon-Bombas.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Foto: Getty</p></div>
<p>I ribelli palestinesi hanno sparato centinaia di proiettili (secondo l&#8217;AP, molti non sono riusciti ad attraversare il confine) e Israele ha lanciato più di 600 attacchi aerei che hanno abbattuto almeno tre condomini. Le forze israeliane hanno anche preso di mira alcune aree con colpi di arma da fuoco da carri armati che si trovavano vicino al confine, secondo quanto riportato dall&#8217;agenzia di stampa statunitense.</p>
<p>Mentre Israele e Hamas si avvicinavano alla guerra totale, nonostante gli sforzi internazionali per ottenere un cessate il fuoco, la violenza collettiva in Israele è esplosa per la quarta notte. Le folle ebraiche e arabe si sono scontrate nella città di Lod, un punto caldo, anche dopo che Israele ha inviato ancora più forze di sicurezza.</p>
<p>Dei sei palestinesi la cui morte è stata confermata in Cisgiordania, il ministero della Salute ha detto che cinque sono stati uccisi lanciando pietre contro le forze israeliane in varie località e che il sesto è morto mentre cercava di pugnalare un soldato israeliano. Un centinaio di palestinesi sono rimasti feriti, nella maggior parte dei casi da colpi di arma da fuoco, hanno detto i funzionari sanitari.</p>
<p>Le proteste si sono svolte in varie città della Cisgiordania, in una nuova ondata di disordini nell&#8217;ambito dell&#8217;escalation.</p>
<p>Lunedì notte Hamas ha lanciato un missile su Gerusalemme a sostegno delle proteste palestinesi contro la sorveglianza della polizia israeliana in un luogo sacro e le azioni dei coloni ebrei per sfrattare dozzine di famiglie dalle loro case nella parte orientale della città.</p>
<div id="attachment_12122" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-12122" alt="Forze Israeliane. Foto:Efe" src="/files/2021/05/Tanque-Israel-Mayo-21.jpg" width="580" height="331" /><p class="wp-caption-text">Forze Israeliane. Foto:Efe</p></div>
<p>Gli scontri di lunedì si sono svolti davanti alla moschea di Al Aqsa nella Città Vecchia di Gerusalemme. I palestinesi hanno lanciato pietre contro la polizia antisommossa israeliana, che ha sparato proiettili di gomma e gas lacrimogeni. La Mezzaluna Rossa palestinese ha detto che più di 300 palestinesi sono rimasti feriti in quegli scontri a Gerusalemme, ha riferito la BBC.</p>
<p>Da allora, Israele ha attaccato centinaia di obiettivi nella Striscia, provocando un gran numero di esplosioni che hanno scosso quel territorio palestinese densamente popolato.</p>
<p>Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso che andrà avanti con l&#8217;operazione.</p>
<p>da AP, Efe, BBC/Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_12123" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-12123" alt="Foto:AP" src="/files/2021/05/Nina-HptaL-gaza-mayo21.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Foto:AP</p></div>
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		<title>Alta funzionaria palestinese considera le dimissioni di Greenblatt come “un riconoscimento del fallimento”</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Sep 2019 01:47:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Penso che si tratta di un riconoscimento del fallimento”, ha assicurato all'AFP, Hanan Ashraui, un’alta funzionaria dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), poche ore dopo l'annuncio delle dimissioni del consigliere speciale di Trump.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11119" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11119" alt="Jason Greenblatt" src="/files/2019/09/Jason-Greenblatt-580x330.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Jason Greenblatt</p></div>
<p><strong>Un’alta funzionaria palestinese ha descritto come un “riconoscimento del fallimento” le dimissioni di Jason Greenblatt, l&#8217;emissario del presidente statunitense Donald Trump, incaricato di preparare un progetto di pace per risolvere il conflitto tra palestinesi ed israeliani.  </strong></p>
<p>“Penso che si tratta di un riconoscimento del fallimento”, ha assicurato all&#8217;AFP, Hanan Ashraui, un’alta funzionaria dell&#8217;Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), poche ore dopo l&#8217;annuncio delle dimissioni del consigliere speciale di Trump.</p>
<p>“Credo che i palestinesi diranno ‘era ora!’. (&#8230;) Greenblatt non ha mai perso un&#8217;opportunità per denigrare i palestinesi. (&#8230;) Non era impegnato veramente nell’ottenere la pace, bensì cercava di giustificare tutte le violazioni israeliane”, ha aggiunto.</p>
<p>Insieme a Jared Kushner, genero e consigliere del presidente statunitense, Greenblatt aveva il difficile compito di proporre possibili soluzioni al conflitto israeliano-palestinese. Trump aveva promesso di raggiungere un “accordo definitivo” per risolvere un compito nel quale hanno fallito i suoi predecessori.</p>
<p>Ma la presentazione del piano di Greenblatt era aggiornata costantemente, benché lo stesse preparando dalla primavera del 2017 e diceva che era pronto da mesi. Alla fine di agosto Greenblatt ha annunciato che non avrebbe presentato la proposta prima delle elezioni in Israele del 17 settembre.</p>
<p>Invece, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ringraziato Greenblatt in un comunicato “per il suo lavoro a favore della sicurezza e della pace e per non avere dubitato mai di dire la verità sullo stato di Israele davanti ai suoi detrattori.”</p>
<p>con informazioni di AFP</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Infobae</p>
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		<title>Trump rimarrà solo o si cercherà altri carnefici?</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2019 23:27:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si dice che Donald Trump abbia iniziato ad accorgersi che i principali componenti del suo governo siano degli affilati estremisti, troppo intransigenti. Per loro non esistono le sfumature, l'impiego della logica od il valore dei limiti. Sarebbe efficace che ciò che ha detto il presidente non si limitasse a uno dei tanti vaghi commenti, per depistare o eludere responsabilità. Il presidente ha detto che vogliono portarlo ad una guerra. Quale, tra i tanti conflitti esacerbati irresponsabilmente?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10989" alt="Donald-Trump-triste-AP--580x331" src="/files/2019/05/Donald-Trump-triste-AP-580x331.jpg" width="580" height="331" />Si dice che Donald Trump abbia iniziato ad accorgersi che i principali componenti del suo governo siano degli affilati estremisti, troppo intransigenti. Per loro non esistono le sfumature, l&#8217;impiego della logica od il valore dei limiti. Sarebbe efficace che ciò che ha detto il presidente non si limitasse a uno dei tanti vaghi commenti, per depistare o eludere responsabilità. Il presidente ha detto che vogliono portarlo ad una guerra. Quale, tra i tanti conflitti esacerbati irresponsabilmente?</strong></p>
<p>E&#8217; molto interessante che un personaggio tanto straripante come chi dirige ora gli Stati Uniti, arrivi, presto o tardi a deduzioni di questo tipo. Ovviamente, devo ripetere, può ben trattarsi di un tweet destinato a ridistribuire le colpe od ad evitare alcune critiche. In altre parole: non è impossibile che ci sia poca o tanta dissimulazione in ciò che ha esposto.</p>
<p>Ma supponiamo che sia sincero, che abbia preso coscienza degli eccessi delle scelte politiche. In questo caso potremmo chiedergli perché premia Israele e neanche per caso riesce a richiedere allo stato ebraico il pagamento ai palestinesi delle terre e delle proprietà che sono state rubate negli ultimi settanta anni. Per un commerciante come lui il dare ed avere è la strategia migliore possibile tra quelle disponibili, per ottenere con la forza decisioni vantaggiose. Senza dubbio non può contare sulle sue tattiche.</p>
<p>Se i grandi invasori dell&#8217;antichità o del medioevo devono enormi costi di riparazione ai popoli da loro assaltati, in questa avventurosa modernità sarebbe saggio e plausibile compensare chi ha arricchiti i paesi che oggi sono potenti sul pianeta. Ma soprattutto “c&#8217;è sempre un opportunità di vendicarsi” quando si arriva a tappe, fatti o situazioni molto critiche, la cosa migliore è sanare le iniquità.</p>
<p>Sembra ingenuo, anche supponendo onesto il relativo, molto relativo rifiuto di Trump alla folle bellicosità dei suoi collaboratori, supporre un cambio di attitudine verso Tel Aviv ed applicare a questo stato favorito ciò che esigono alle altre nazioni.</p>
<p>I musei nordamericani ed europei sono pieni di oggetti sottratti all&#8217;Asia ed al Medio Oriente od all&#8217;America precolombiana. Questo senza riferirci, non c&#8217;è n&#8217;è bisogno, all&#8217;usurpazione subita dagli abitanti originari del Nord America. Davanti a quale tribunale potrebbero presentare le loro richieste gli aborigeni od i discendenti delle magnifiche e sconcertanti civilizzazioni inca, maya, azteca, in cerca di indennizzi?</p>
<p>Continuo a domandare, pagheranno agli afgani o agli iraniani, siriani o libici per i danni umani e materiali sensazionali provocati da invasioni, bombardamenti ingiustificabili o attraverso attacchi fatti senza altro motivo che impossessarsi dei rispettivi patrimoni? Quest&#8217;altra lista è interminabile. Dobbiamo aggiungere, in quanto attuale e indigeribile: hanno diritto a richiedere indennizzazioni per imprese o terre nazionalizzate a Cuba nonostante si siano opposti alle trattative offerte fin dall&#8217;inizio da L&#8217;Avana?</p>
<p>In ogni caso risarciranno per i danni provocati attraverso le sanzioni economiche imposte, che continuano ad impedire il normale sviluppo a Cuba?</p>
<p>Iniziando a contare dal 1959 e fino al 2018, i dati accumulati dal bloqueo economico arrivano a 934 mila milioni di dollari. L&#8217;anno scorso, è sufficiente come esempio, non è stato possibile ottenere entrate per circa cinque mila milioni di dollari dovuto al bullismo che ci impongono. Con questa percentuale annuale, in sei decenni la somma risulta elevatissima e dappropriata per necessari sviluppi. Con flussi commerciali normali e senza la persecuzione alle entità finanziarie internazionali relazionate con l&#8217;isola, attraverso un assedio extra-bloqueo, il progresso sarebbe superiore.</p>
<p>Per questa concezione diverse banche occidentali sono state multate con somme miliardarie, come se quello che viene decretato a Washington fosse obbligatorio compierlo per il resto del mondo. Questo è stato fatto prima di far entrare in vigore il titolo terzo della legge Helms-Burton. Dobbiamo supporre una persecuzione ancora più dura da qui in avanti.</p>
<p>Tra ciò che supponiamo di dover considerare ci sono fattori di grande interesse, provenienti da diversi effetti distruttivi (sabotaggi, vittime di molteplici aggressioni), quando la cosa naturale sarebbe l&#8217;incentivazione di vincoli convenienti tra paesi vicini. La convivenza tra antagonisti è provata e possibile da molto tempo.</p>
<p>La pretesa di far fuggire gli investitori stranieri a Cuba od aumentare i castighi applicati al suo popolo, si scontrano con realtà ed interessi di un tempo complesso e possibilmente sovraccarico di cambiamenti. Non è male che l&#8217;Unione Europea sia più concentrata verso le sue forze e problemi e che lasci un po&#8217; da parte l&#8217;influenza statunitense. E&#8217; meglio per l&#8217;Unione Europea rinforzare le sue logiche al posto di diventare di più come gli Stati Uniti, inoltre “L&#8217;Europa non vuole guerre”.</p>
<p>Le frasi tra virgolette appartengono a Saskia Sassen, sociologa e economista olandese, da discussioni sul momento che attraversa il Vecchio Continente e di fatto anche gli altri in diversa misura.</p>
<p>Cos&#8217;ha a che fare l&#8217;Europa con la legge Helms-Burton o le manovre Pompeo-Bolton? Molto, perché la colpiscono e altrettanto succede con le minacce alle sue imprese in Iran. Quelle che sono chiamate “leggi antidoto” con le quali provano a proteggere i loro imprenditori nel paese persiano sono state elaborate a partire dalla firma nel 1996 della H.P., voglio dire, H.B. (gioco di parole tra H.P. ossia letteralmente “figli di puttana” e H.B. ossia Helms Burton – Nota del Traduttore).</p>
<p>Alzando i dazi doganali alla Cina prima di concludere accordi convenienti, pretendendo che la Corea del Nord si privi dei suoi meccanismi difensivi in cambio di nulla o, di tanto in tanto, applicando rappresaglie ai soci attraverso del conosciuto terzo titolo del decreto extra territoriale, vanno della direzione opposta a ciò che difendono loro stessi ed allontanandosi dai migliori obiettivi.</p>
<p>Sarebbe ora di agire senza manganelli od egoismi, imposizioni o sfide di scarsa moralità. Quasi sempre si finisce danneggiando anche chi li provoca.</p>
<p>di Elsa Claro</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
<p>foto: AP</p>
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		<title>Un palestinese morto e 40 feriti sono il bilancio delle proteste a Gaza</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Sep 2018 00:40:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi, un palestinese è morto e 40 sono stati feriti quando le forze israeliane hanno represso le proteste della Gran Marcia del Ritorno nella frontiera tra Gaza ed Israele, ha informato il Ministero di Salute. I soldati hanno sparato pallottole vere e proiettili di acciaio ricoperti di gomma contro i manifestanti, che si sono riuniti in molti accampamenti lungo la linea divisoria, e si sono contati anche vari manifestanti colpiti dai gas lacrimogeni.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10655" alt="israel-gaza-muerto" src="/files/2018/09/israel-gaza-muerto.jpg" width="580" height="386" />Oggi, un palestinese è morto e 40 sono stati feriti quando le forze israeliane hanno represso le proteste della Gran Marcia del Ritorno nella frontiera tra Gaza ed Israele, ha informato il Ministero di Salute.</strong></p>
<p>I soldati hanno sparato pallottole vere e proiettili di acciaio ricoperti di gomma contro i manifestanti, che si sono riuniti in molti accampamenti lungo la linea divisoria, e si sono contati anche vari manifestanti colpiti dai gas lacrimogeni.</p>
<p>D&#8217;altra parte, i carri armati blindati israeliani stazionati durante la frontiera con la striscia costiera hanno lanciato due missili vicino ad uno degli accampamenti all&#8217;est della città di Gaza, ma per fortuna non hanno causato vittime.</p>
<p>Più di 180 palestinesi sono morti e circa 18 mila sono stati feriti dall&#8217;esplosione delle proteste della Marcia del Ritorno il passato 30 marzo.</p>
<p>I manifestanti esigono il diritto al ritorno dei rifugiati e che si tolga il blocco israeliano alla Striscia di Gaza, che dura già da quasi 12 anni.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>&#8220;Sono pronta a tornare in prigione altre 100 volte per il mio Paese&#8221;. Ahed Tamimi a RT</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Aug 2018 03:41:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La giovane attivista Ahed Tamimi, uscita recentemente dalle carceri israeliane dopo 8 mesi di detenzione per aver schiaffeggiato un soldato israeliano che aveva fatto irruzione nel suo villaggio, ha dichiarato in un’intervista alla versione RT in arabo che “continuerà a combattere per la causa palestinese, nonostante le difficoltà che ha dovuto affrontare in una prigione militare israeliana.”]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10591" alt="tamimi" src="/files/2018/08/tamimi.jpg" width="580" height="290" />La giovane attivista Ahed Tamimi, uscita recentemente dalle carceri israeliane dopo 8 mesi di detenzione per aver schiaffeggiato un soldato israeliano che aveva fatto irruzione nel suo villaggio, ha dichiarato in un’intervista alla versione RT in arabo che “continuerà a combattere per la causa palestinese, nonostante le difficoltà che ha dovuto affrontare in una prigione militare israeliana.”</strong></p>
<p>Tamimi ha sostenuto nel corso dell’intervista che rischierebbe di andare in prigione di nuovo per il suo paese. &#8220;Spero che nessuno possa mai passare quello che ho passato io. Sono contenta di essere finita lì per le mie convinzioni. E sono pronta ad andare in prigione altre 100 volte se serve per il bene del mio paese&#8221;.</p>
<p>Tamimi a dicembre era stata filmata spingendo, scalciando e schiaffeggiando due soldati armati dell&#8217;esercito che avevano fatto irruzione nel suo villaggio natale, Nabi Saleh, nella West Bank.</p>
<p>&#8220;Era il soldato che ha sparato Mohammed quando era già ferito in faccia e quasi morto a causa di ciò&#8221;, ha dichiarato. &#8220;Era lo stesso soldato che sparava contro gli adolescenti vicino a dove vivo&#8221;.</p>
<p>Un tribunale militare israeliano ha giudicato l&#8217;adolescente colpevole di aggressione e incitamento alla violenza. Il suo arresto e la sua detenzione sono stati condannati da numerose organizzazioni per i diritti umani e il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Palestina ha chiesto formalmente la a sua liberazione.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Al Nakba e la mattanza israeliana del popolo palestinese</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2018 02:14:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre scrivo le agenzie riportano 59 martiri a Gaza. Purtroppo, anche stamattina, mi compaiono solo i 43 nomi già scritti, più un altro. Leila al-Ghandour, 8 mesi, morta stanotte per eccessiva inalazione di gas lacrimogeni. Otto mesi, infanticidio. Erano 900 i feriti da inalazione. Ma ciò che conta e che in molti non sanno è che i lacrimogeni sparati dai cecchini israeliani, che si aprono all'impatto con il suolo o direttamente in aria, non contengono solo elementi urticanti, ma agenti altamente tossici che, se inalati per tempo più o meno prolungato, portano ad un arresto respiratorio. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10519" alt="strageGaza" src="/files/2018/05/strageGaza.jpg" width="580" height="377" />Mentre scrivo le agenzie riportano 59 martiri a Gaza. Purtroppo, anche stamattina, mi compaiono solo i 43 nomi già scritti, più un altro.</strong></p>
<p>Leila al-Ghandour, 8 mesi, morta stanotte per eccessiva inalazione di gas lacrimogeni. Otto mesi, infanticidio.</p>
<p>Erano 900 i feriti da inalazione. Ma ciò che conta e che in molti non sanno è che i lacrimogeni sparati dai cecchini israeliani, che si aprono all&#8217;impatto con il suolo o direttamente in aria, non contengono solo elementi urticanti, ma agenti altamente tossici che, se inalati per tempo più o meno prolungato, portano ad un arresto respiratorio. Per questo motivo, i villaggi della Cisgiordania, dove ogni venerdì si svolgono manifestazioni che vorrebbero essere pacifiche, ma che vengono disperse dall&#8217;uso delle armi israeliane, hanno sempre un&#8217;ambulanza dotata di attrezzi per la rianimazione. Il gas penetra nelle vie aeree ed in un primo momento brucia e chiude la gola. Mi direte, scappa, no? E no, perché bruciano e si chiudono anche gli occhi. E stavolta la fonte sono io.<br />
Naturalmente, Leila non poteva scappare. Forse nemmeno dare segno di sofferenza. Forse, quando i genitori se ne sono accorti, era troppo tardi. Sono ipotesi, ma non tropo azzardate.<br />
Ora, la domanda è : davvero Israele ha mirato i &#8220;terroristi&#8221;? O ha usato indiscriminatamente la sua forza armata?</p>
<p>Vi segnalo un altro caso, Fadi Abu Salmi. Nel 2008, durante Cast Lead aveva perso entrambe le gambe ma la sua menomazione fisica non ha mai domato la sua sete di giustizia. E così, per cinque venerdì si è recato al border, armato della sua piccola fionda. Dev&#8217;essere stato un duro affronto per i soldatini israeliani, la sfida di quest&#8217;uomo! Con che ardire si permetteva di sfidare loro, lui povero storpio?</p>
<p>E così ieri hanno fatto fuoco. Per uccidere. E con Fadi, chiunque abbia premuto il grilletto, ha perso la sua dignità e la sua umanità, posto ne fosse dotato. Adesso mi piacerebbe non leggere su Breaking the Silence, associazione israeliana che fa un lavoro pregevole, che il soldatino è pentito. Breaking the Silence è stata preziosa fonte di informazioni, almeno per me, durante Protective Edge, l&#8217;offensiva israeliana del 2014 contro la Striscia. Tramite i racconti dei soldati presenti all&#8217;invasione di terra, e non solo, è stato possibile sapere come erano indottrinati. Ma oggi no. Sei un soldato, presumibilmente nemmeno di leva? Il tuo superiore ti ordina ti sparare ad un handicappato che MAI potrà nuocere né a te né al tuo paese? Diserta, affronta il carcere, salva la faccia, non sporcarti le mani ancor più di quanto non ti facciano credere sia necessario. Non mi serve sapere che dopo aver ucciso Fadi a sangue freddo hai pianto, sei andato ad ubriacarti in uno dei lussuosi bar di Tel Aviv, hai abbracciato mammina e papino. E non serve alla famiglia di Fadi. E non ci fai più pena e rabbia, ma schifo.</p>
<p>Stessa sorte era toccata il 14 dicembre scorso ad Ibrahim Nayef Ibrahim Abu Thurayeh, 20 anni, gambe amputate e cieco. Ibrahim era al border a manifestare contro la decisione di Trump di spostare l&#8217;ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Anche in quel caso, un uomo senza gambe fu ritenuto un pericolo imminente per la salvezza dei cecchini che lo freddarono. L&#8217;Alto commissario ONU per i diritti umani, Zeid Raad Al Hussein, &#8220;scioccato&#8221; per il fatto, chiese un&#8217;inchiesta indipendente.</p>
<p>Ieri, Il Kuwait, piccolo Paese arabo del Golfo e membro non permanente del Consiglio di Sicurezza, ha annunciato oggi che presenterà una richiesta per una riunione di emergenza dell&#8217;organismo esecutivo dell&#8217;Onu per i fatti a Gaza. Il Consiglio dovrebbe riunirsi oggi, dopo che Gli Stati Uniti hanno bloccato l&#8217;adozione di un comunicato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiedeva un&#8217;inchiesta indipendente sugli scontri mortali nella Striscia di Gaza.</p>
<p>Nella bozza di testo che la France Presse è riuscita a ottenere, &#8220;il Consiglio di Sicurezza esprime indignazione e tristezza di fronte alla morte di civili palestinesi che esercitano il loro diritto a manifestare pacificamente&#8221;.</p>
<p>Il Consiglio &#8220;chiede un&#8217;inchiesta indipendente e trasparente su queste azioni per garantire&#8221; che sia fatta luce a riguardo, ha aggiunto il testo.</p>
<p>Intanto, il Sudafrica ha convocato il proprio ambasciatore, il ministro degli Esteri iraniano,  Mohammad Javad Zarif, ha dichiarato che  &#8220;Il regime israeliano massacra innumerevoli palestinesi a sangue freddo mentre protestano nella più grande prigione a cielo aperto del mondo e nel frattempo (il presidente Usa Donald) Trump celebra lo spostamento del&#8217;ambasciata illegale Usa. Un giorno di grande vergogna&#8221;.</p>
<p>Francia ed Italia condannano le violenze, ma oltre non vanno.</p>
<p>La Turchia ha invece accusato gli Stati Uniti di essere &#8220;complici&#8221; di Israele per il &#8220;massacro&#8221; a Gaza, dove oltre 50 palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane mentre stavano protestando contro il trasferimento del ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. &#8220;Purtroppo, gli Stati Uniti si sono messi a fianco del governo israeliano nel massacro di civili e sono diventati complici di questo crimine contro l&#8217;umanità&#8221;, ha detto ai giornalisti il primo ministro turco Binali Yildirim ad Ankara. &#8220;Condanniamo fermamente questo vile massacro&#8221;. In precedenza, il portavoce del governo turco Bekir Bozdag ha dichiarato su Twitter che &#8220;l&#8217;amministrazione statunitense è responsabile quanto Israele per questo massacro&#8221;.<br />
Ed Abu Mazen? Il presidente palestinese si è limitato a  proclamare tre giorni di lutto e  ad affermare che &#8220;gli Stati Uniti non sono più un mediatore in Medio Oriente&#8221; e che la nuova ambasciata equivale a &#8220;un nuovo avamposto coloniale americano&#8221; a Gerusalemme.</p>
<p>Davvero di più non si poteva? Davvero una denuncia per crimini di guerra, dopo l&#8217;istruttoria presentata a L&#8217;Aia nel 2015, di cui io ho perso le tracce, non sarebbe stata più adeguata? Che ne è stato della I istruttoria? Congelata, ritirata o boicottata? Non sarebbe giusto che il mondo sapesse se gli eletti governano anche a L&#8217;Aia?</p>
<p>Intanto oggi ricorre anche il 70° anniversario della Nakba e sono attesi nuovi scontri, dal momento che nel febbraio 2010 la Knesset ha varato una legge che proibisce ai palestinesi in Palestina di manifestare pubblicamente lutto e dolore in questa data.</p>
<p>Al Nakba, la Catastrofe, è  il temine che sta a designare l&#8217;esodo forzoso della popolazione Palestinese costretta ad abbandonare le proprie terre e le proprie case, all&#8217;indomani della fine del mandato britannico in Palestina e della fondazione dello stato d&#8217;Israele, secondo quanto previsto dal Piano di Partizione della Palestina ( risoluzione 181 del 29 novembre 1947 ). Il 14 maggio 1948, alla scadenza del mandato britannico, David Ben Gurion autoproclamò lo Stato d&#8217;Israele.</p>
<p>Il 15 maggio del 1948 l’esercito sionista invase i territori palestinesi, impossessandosi delle terre, delle case e del futuro del popolo palestinese.<br />
L&#8217;Inghilterra facilitò la strada agli ebrei, arrivati da Europa, Russia e America, per creare il proprio stato su terreni altrui, per colonizzare lentamente Il territorio palestinese, a poco a poco e con ogni possibile mezzo e modo.</p>
<p>Se risulta vero che immigrazioni di ebrei in Palestina, si erano già registrate sin dagli inizi del 1900, è altrettanto vero che, con la Dichiarazione di Balfour, del 2 novembre 1917, esse si intensificarono. L&#8217;allora ministro degli esteri inglese, Arthur Balfour scriveva a Lord Rothschild, principale rappresentante della comunità ebraica inglese, e referente del movimento sionista, di guardare con favore alla creazione di un &#8220;focolare ebraico&#8221; in Palestina, in vista della colonizzazione ebraica del suo territorio. Tale posizione del governo emerse all&#8217;interno della riunione di gabinetto del 31 ottobre 1917.</p>
<p>Al Nakba è stato il giorno in cui il popolo Palestinese si è trasformato in una nazione di rifugiati, in cui almeno 750.000 persone, l&#8217;85% dei palestinesi, sono state espulse dalle loro case e costrette a vivere nei campi profughi, sono state cacciate dalla terra che divenne Israele. Molti di quelli che non sono riusciti a scappare, o si sono ribellati, o in qualche modo rappresentavano una minaccia per il progetto sionista, sono stati uccisi.</p>
<p>La comunità internazionale era al corrente di questa pulizia etnica, ma decise, soprattutto in occidente, di non scontrarsi con la comunità ebraica in Palestina dopo l’Olocausto. Le operazioni di pulizia etnica non consistono solo nell’annientare una popolazione e cacciarla dalla terra. Perché la pulizia etnica sia efficace è necessario cancellare quel popolo dalla storia e dalla memoria. Sulle rovine dei villaggi palestinesi gli israeliani costruiscono insediamenti per i coloni chiamandoli con nomi che richiamano quello precedente. Un monito ai palestinesi: ora il territorio è nelle nostre mani e non c’è possibilità di far tornare indietro l’orologio. Oppure costruiscono spazi ricreativi che sono l’opposto della commemorazione: vivere la vita, goderla nel divertimento e nel piacere. È un strumento formidabile per un atto di “memoricidio”.</p>
<p>Si conoscono più di 530 villaggi palestinesi che sono stati evacuati e distrutti completamente, con annesso il tentativo di cancellare addirittura l’esistenza di quegli agglomerati, eliminando foto dell’epoca, documenti e testimonianze di vita e cultura palestinese. Israele oggi continua ad impedire il ritorno a casa di circa otto milioni di rifugiati e continua ad espellere i palestinesi dalla loro terra, attraverso politiche razziste degne del peggiore apartheid. Il tutto sotto lo sguardo complice della &#8220;comunità internazionale&#8221;.</p>
<p>Queste operazioni assumono di volta in volta forme e nomi diversi, attualmente vengono chiamati “trasferimenti”. I rifugiati palestinesi sono fuggiti in diversi posti e la maggior parte di questi vive nel raggio di 100 miglia dai confini d’Israele, ospite negli stati arabi confinanti; alcuni sono fuggiti nei paesi limitrofi intorno alla Palestina, altri sono fuggiti all’interno della Palestina ed hanno vissuto nei campi profughi, costruiti appositamente per loro dalle agenzie ONU, e altri si sono dispersi in vari paesi del mondo.</p>
<p>Tutti i rifugiati hanno un sogno in comune: ritornare nelle loro case di origine, e questo sogno è sancito da una risoluzione ONU, la 194, una delle oltre 70 che Israele continua impunemente a violare.</p>
<p>di Paola Di Lullo</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Gaza, una notte con gli organizzatori della &#8220;grande marcia&#8221; alla viglia di un&#8217;altra giornata di lotta</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2018 01:24:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Attenti a quei popoli che non hanno più niente da perdere. O li sterminate dal primo all'ultimo o non vi daranno pace. Oppure, se davvero è la pace che volete, dovete  lasciare il campo alla giustizia. Questo potrebbe essere lo spassionato consiglio da dare a Israele dopo aver osservato dall'interno le dinamiche createsi a Gaza in questi decenni di sopraffazione e soprattutto dopo questi ultimi 11 anni di assedio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10455" alt="Gaza" src="/files/2018/04/Gaza.jpg" width="580" height="290" />Attenti a quei popoli che non hanno più niente da perdere. O li sterminate dal primo all&#8217;ultimo o non vi daranno pace. Oppure, se davvero è la pace che volete, dovete  lasciare il campo alla giustizia. Questo potrebbe essere lo spassionato consiglio da dare a Israele dopo aver osservato dall&#8217;interno le dinamiche createsi a Gaza in questi decenni di sopraffazione e soprattutto dopo questi ultimi 11 anni di assedio.</strong></p>
<p>La &#8220;<i>grande marcia del ritorno</i>&#8221; iniziata il 30 marzo con la giornata della terra è la risposta esasperata e forse definitiva allo strapotere israeliano che occupa la Cisgiordania e assedia Gaza. Secondo gli organizzatori la marcia non-violenta per ottenere i propri diritti andrà avanti fino al 15 maggio, giorno della Nakba, ma Israele, dall&#8217;alto del suo potere arbitrario e  senza antagonisti, ha già commesso una strage di innocenti venerdì scorso ed ha minacciato di commetterne una peggiore il prossimo venerdì per impedire che la marcia prosegua.</p>
<p>Davanti alla minaccia di un crimine le istituzioni preposte al rispetto del diritto internazionale dovrebbero intervenire Ma in questo caso non lo hanno fatto. Davanti all&#8217;esecuzione del crimine non potrebbero proprio non  intervenire. Ma non sono intervenute. Quindi Israele il prossimo venerdi commetterà una nuova strage come già minacciato, <b>forte dell&#8217;impunità e del tacito assenso ottenuto col silenzio o tutt&#8217;al più il balbettio di governi e Istituzioni internazionali</b>.</p>
<p>Questo lo sanno bene gli organizzatori della &#8220;grande marcia&#8221; eppure non demordono.</p>
<p>Siamo andati a passare una giornata con loro  per capire cosa li muove a sfidare la morte senza che sia visibile una vera e propria strategia vincente.</p>
<p>Siamo andati in uno dei punti caldi, a est di Khan Younis, dove venerdì scorso i cecchini israeliani hanno fatto tre vittime e un numero imprecisato di feriti, esattamente a  Khuza&#8217;a, cittadina già pesantemente colpita dall&#8217;aggressione israeliana del 2014, tanto che visitandola due anni dopo la sua distruzione si percepiva ancora l&#8217;accanimento feroce con cui Israele aveva voluto punire i suoi abitanti. Si percepiva, dalle ferite ancora aperte,  la volontà di sterminio che aveva guidato da terra e dal cielo quello che viene definito, per ossequio verso Israele, l&#8217;esercito più morale del mondo. Ma nonostante i suoi visibili sforzi e l&#8217;uso abbondante di armi, anche vietate,  contro gli abitanti di Khuza&#8217;a, l&#8217;Idf non era riuscito a eliminarli tutti e molti di loro, giovanissimi, con ferite nell&#8217;animo e a volte nel corpo che cicatrizzandosi hanno tolto loro la paura della morte, ieri sera erano là sul border, guardando disarmati &#8211; alla distanza imposta di 700 metri &#8211; il nemico armato al quale ripetono anche in questo modo la loro determinazione a resistere a costo della propria vita.<br />
Compatti, giovani e meno giovani, uomini e donne, attrezzati con tende per dormire, per preparare il cibo, per offrire soccorso medico e per comunicare col mondo attraverso canali radio e internet, sono qui a migliaia ed hanno organizzato anche una danza a chiusura della giornata.</p>
<p>Chi scrive arriva sul posto scortata da persone che rendono sicuro ogni suo passo perché -  anche se sembra quasi di stare in una festa di paese animata da un caos apparentemente allegro &#8211; sia gli amici che le autorità locali non vogliono che i pochissimi occidentali presenti nella Striscia corrano alcun rischio.<br />
Ci sono alcuni fotoreporter, nel concentramento di Khuzaa&#8217;a, che scattano foto e girano video che mostreranno al mondo la realtà, attività necessaria a far capire chi sia l&#8217;aggredito e chi l&#8217;aggressore, ma quelli che incontriamo sono tutti locali e l&#8217;occidente, si sa, subisce il &#8220;fascino&#8221; della narrazione israeliana anche quando stride violentemente con i fatti reali. E&#8217; probabilmente per questo che accolgono l&#8217;arrivo di una testimone occidentale con un&#8217;accoglienza ancor più calda di quella che questo popolo di solito riserva agli ospiti. Questa testimonianza non avrà la capacità di rompere il muro eretto col favore dei media main strem, ma sarà comunque qualcosa, in fondo questo è il senso della stampa realmente indipendente, cartacea o on line che sia e loro lo sanno molto bene.</p>
<p>La folla che ha risposto alla chiamata degli organizzatori è composta da un popolo variegato  le cui differenze politiche non sono percepibili, perché militanti e simpatizzanti di ogni fazione sono tutti sotto l&#8217;unica bandiera palestinese mettendo in pratica, dal basso, quella riconciliazione necessaria e vincente che i vertici delle diverse formazioni politiche non sono ancora riusciti a realizzare.</p>
<p>Hanno raccolto un buon numero di pneumatici che bruceranno venerdì prossimo per coprirsi dietro una cortina di fumo che renderà più difficile ai cecchini mirare ai loro corpi e uccidere puntando al cuore e alla testa  oppure invalidare mirando al bacino come hanno fatto con centinaia di manifestanti lo scorso venerdì.<br />
Passiamo qui alcune ore, fino a notte, intervistando in modo formale e informale uomini e donne, giovani e adulti, che con l&#8217;aiuto dell&#8217;interprete arabo parlano con noi in piena libertà e tutte e tutti ripetono che la paura ha lasciato il posto alla determinazione a ottenere il rispetto della legalità internazionale, quella stessa che viene regolarmente e impropriamente citata a difesa di Israele il quale non l&#8217;ha mai rispettata.<br />
Chi con indubbia competenza, chi ripetendo in modo ingenuo di aver diritto a tornare nella propria casa, tutti fanno riferimento al Diritto internazionale e alla Risoluzione Onu 194 che, a parole, garantisce il loro diritto regolarmente violato.</p>
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<div id="beacon_c1366d85bc"><img alt="" src="https://ads.tcsemotion.com/www/delivery/lg.php?bannerid=624&amp;campaignid=324&amp;zoneid=743&amp;loc=https%3A%2F%2Fwww.lantidiplomatico.it%2Fdettnews-gaza_una_notte_con_gli_organizzatori_della_grande_marcia_alla_viglia_di_unaltra_giornata_di_lotta%2F82_23595%2F&amp;referer=https%3A%2F%2Fwww.lantidiplomatico.it%2F&amp;cb=c1366d85bc" width="0" height="0" /></div>
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<p>Qui nella Striscia di Gaza la maggioranza della popolazione infatti vive nei campi profughi allestiti  dopo la Naqba, cioè la catastrofe che, nello stesso anno in cui veniva emanata la Dichiarazione universale dei diritti umani, vedeva il nascente Stato di Israele violarli  a danno dei palestinesi cacciati a centinaia di migliaia dalle loro case.</p>
<p>Avanziamo il dubbio che questa grande iniziativa sia un po&#8217; la ripetizione di tante altre manifestazioni finite nel sangue e chiediamo cosa ci sia di diverso questa volta, a parte la durata programmata della grande marcia che dovrebbe chiudersi il 15 maggio.</p>
<p>Generalmente i palestinesi, quando li si intervista su questi temi, parlano di speranza ma questa volta al termine speranza hanno sostituito un avverbio: &#8220;kalas&#8221; cioè &#8220;basta&#8221;, e con una determinazione che qualche media filo-israeliano sicuramente definirà fanatismo o addirittura fanatismo antisemita, ripetono che la morte non li spaventa più e che preferiscono morire che seguitare a vivere senza libertà e senza diritti. Questo è il messaggio che vogliono mandare al mondo e che sono sicuri di riuscire a far arrivare. Diciamo ai nostri interlocutori che il mondo dei media e delle istituzioni segue la narrazione israeliana e ripete che questa grande iniziativa è organizzata e gestita da Hamas. La risposta è comune, sia da parte di chi appartiene alle fila si Hamas che da parte di tutti gli altri, ed in sintesi la risposta è &#8220;<i>siamo al di là delle divisioni politiche e vogliamo che il mondo riconosca i nostri diritti</i>&#8220;.</p>
<p>Tra gli attivisti  che intervistiamo c&#8217;è il giornalista free lance Walid Mahmoud, cittadino di Khuza&#8217;a, che ci rilascia una dichiarazione precisa e ci autorizza a pubblicarla , queste le sue parole tradotte dall&#8217;inglese:&#8221;<i>Sì, la morte non ci spaventa, perché siamo persone che hanno perso molto negli ultimi anni e oggi in questo marzo non abbiamo nulla da perdere&#8230; negli ultimi anni l&#8217;occupazione israeliana ha commesso troppi crimini contro di noi &#8230; e ora non ci arrenderemo e continueremo a marciare fino a quando non vedremo azioni sul terreno, perché il troppo è troppo. Oltre 10 anni di assedio e tre aggressioni fanno di Gaza una realtà  invivibile, e noi dobbiamo mantenere ciò che rimane da Gaza anche se ci costerà la vita. Vogliamo i nostri diritti come qualsiasi altra persona su questo pianeta, la decisione delle Nazioni Unite dice che i profughi palestinesi devono tornare nella loro terra occupata e noi questo vogliamo&#8230;. Sono fotoreporter e attivista freelance di Gaza e sto lavorando duramente per sensibilizzare il mondo su Gaza. Il mio obiettivo nella vita è di far capire alle persone che sostengono gli oppressori che sono dalla parte sbagliata e vorrei vedere il mondo svegliarsi e permettere ai palestinesi di avere giustizia.</i>&#8221;<br />
Mentre raccogliamo le nostre interviste, c&#8217;è chi ci porta il &#8220;qahwe&#8221; cioè il caffè palestinese al cardamomo, chi lo &#8220;shay&#8221; cioè il loro tè bollente alla salvia perché a quest&#8217;ora fa freddo, chi ci offre dolci o altro cibo, e nel caos di voci e musica ogni tanto si sente qualche colpo sordo, sono i soldati israeliani che sparano i tear gas il cui fumo si confonde con quello degli pneumatici bruciati.</p>
<p>Questa gente sa che venerdì prossimo Israele continuerà a offrire morte invece di accettare giustizia perché l&#8217;Onu non interverrà, ma loro resisteranno lo stesso e citano le parole di Arafat e di altri combattenti del mondo &#8220;p<i>referiamo morire in piedi che vivere in ginocchio</i>&#8220;  e intanto ci invitano ad assistere alla danza tradizionale che balleranno tutti insieme centinaia di uomini di ogni età. Non si tratta della dabka, ma della <b>dhiya</b> e la differenza non è piccola cosa perché la dhiya ha un preciso significato e forse qualche antropologo israeliano lo sa e farebbe bene a farlo sapere anche al suo governo. La dhiya è un&#8217;antica danza araba di origine  tribale che ha la funzione di sollevare gli animi, dare coraggio e creare entusiasmo collettivo prima di una battaglia. E&#8217; insomma una danza di guerra che non porta alla resa.<br />
Questo popolo, di fronte a un nemico tanto armato quanto spietato sta ballando a mani nude la dhiya. Questo significa che questo popolo non si arrenderà. Perché non ha più niente da perdere.<br />
Israele ha solo due alternative:  o sterminare ogni individuo di questo martoriato popolo, ma non ci riuscirà, o vivere con l&#8217;incubo che ci sarà sempre qualcuno a presentargli il conto dei suoi crimini.<br />
Se l&#8217;Onu, ormai screditata proprio dalla sua accondiscendenza verso i crimini israeliani riuscisse a prendere le giuste misure per condurre Israele nell&#8217;ambito della legalità la dhiya verrebbe danzata per festeggiare la vittoria della giustizia e non per prepararsi all&#8217;ultima battaglia.</p>
<p>Noi siamo solo osservatori e testimoni, quindi non ci resta che osservare e comunicare ciò che abbiamo visto e ciò che succederà nei prossimi giorni sperando, come umani e non solo come comunicatori, che dopo 70 anni possa esserci la sterzata giusta per interrompere questa mattanza di vite e di diritti.</p>
<p><em>Patrizia Cecconi<br />
Gaza 5 aprile 2018</em><br />
da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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