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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Ora Mustafa Abdul Jalil</title>
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		<title>La sconsiderata offensiva della NATO in Libia</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 15:30:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono stati così tante in questi giorni le operazioni di propaganda della NATO e del suo codazzo di mezzi di "informazione" nella sua guerra in Libia (che, secondo l'ONU, non sarebbe dovuta entrare nel conflitto) che si è ignorato un fatto gravissimo: la madre di tutte le bugie, l'invisibile verità che risplende e che con un sol colpo smentisce tutte le false intenzioni democratiche delle potenze capitaliste della NATO e dei suoi pochi sodali non africani, selezionati tra i più retrogradi, reazionari e medievali del Medio Oriente.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">Marcos Ávila</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><img class="alignleft size-full wp-image-1673" src="/files/2011/08/Lybia.jpg" alt="" width="300" height="244" />Sono  stati così tante in questi giorni le operazioni di propaganda della NATO  e del suo codazzo di mezzi di &#8220;informazione&#8221; nella sua guerra in Libia (che, secondo l&#8217;ONU, non  sarebbe dovuta entrare nel conflitto) che si è ignorato un fatto  gravissimo: la madre di tutte le bugie, l&#8217;invisibile verità che  risplende e che con un sol colpo smentisce tutte le false intenzioni  democratiche delle potenze capitaliste della NATO e dei suoi pochi  sodali non africani,  selezionati tra i più retrogradi, reazionari e medievali del Medio  Oriente.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small">Quello che va  evidenziato è che questa offensiva del NATO è un&#8217;azione disperata. È  stata decisa dell&#8217;ultima riunione dei sodali di questo progetto per  l’espropriazione della Libia, del cosiddetto Gruppo di Contatto,  sostenuta in qualche cittadella mediorientale, dove è assai probabile  che governi una fosca monarchia  medievale di quelle che le potenze capitaliste, ovviamente, proteggono  dalle false imputazioni di torture sistematiche o di metodi  antidemocratici</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">L&#8217;attuale  offensiva, sorretta dalle  bombe e dalla informazione, attuata dagli  aeroplani e gli elicotteri da  una parte, e dai media più importanti &#8211; e anche da molti dei minori &#8211;  dall&#8217;altra, è stata utilizzata anche per un fatto di pubblico dominio,  ma che ora viene occultato e al quale mi riferirò più avanti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">Perché,  per incominciare, perché  si sono alzati al mattino tanto pressati dalla necessità di un gesto  così rapido come l’assalto di Tripoli”? Analizzando tutto il contesto  nel quale bisogna diagnosticare questa agonizzante energia germogliata  nella NATO e nei suoi alleati nel Ramadan, la fonte di questo impulso  febbrile sta nel fatto che i governi avvoltoi sono, a porte chiuse,  veramente esausti. La loro alleanza titubante ha le ore contate perché  stanno per accendersi nuovamente tutti gli allarmi, i fischi e le luci  rosse. O ci siamo già dimenticati che meno di un mese sono esplosi  sintomi di dissenso tra gli abbrutiti governi capitalisti? (E pensano  di abbrutirsi ancora di più, perfino contro la propria gente, nella fuga  isterica dalla crisi profonda, scattando in avanti, verso un abisso che  mascheri la caduta in picchiata delle proprie economie.) Quelle  che hanno meno scherzato sul compito a loro assegnato sono stati le  esemplari monarchie medievali come l’Arabia Saudita, il Qatar o gli  altri paradisi democratici nei quali l’Occidente capitalista si specchia   e deposita tutta la fiducia che ripone nel Medio Oriente, Israele a  parte, la figlia prediletta, anche quando uccide in pubblico.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">Non  ricordo dove venne svolta l&#8217;ultima di queste riunioni del Gruppo di  Contatto, sempre convocate dalla Clinton per alimentare la sua guerra in  Libia. Forse è stata a Istanbul, o forse ce n’è stata un’altra. Fu  preceduta, questo sì, da un uragano di minacce, o per meglio dire, di  nevrosi avanzate di molti  dei suoi agonizzanti sodali (tra cui  l’Italia) che minacciavano di sganciarsi dalla gigantesca voragine che  questa guerra eterna continua  a provocare alle loro malconce economie.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">Si sa  tutto questo, è prevedibile,  solo che ora non lo danno a vedere. Ci fu &#8211; non si può mettere in   dubbio – un forte appello al silenzio in quell&#8217;ultimo summit dei soci  tenuto per mangiarsi la torta libica. L&#8217;ordine fu quello di lavare i  panni sporchi in casa. Non lo dicono, l’Italia, la Spagna e molti altri  nella stessa situazione. Non lo dicono, ma lo pensano e non possono  smettere di pensarlo, perché le spese crescono astronomicamente e le  notizie ottimiste non riducono il buco nel bilancio. Ogni nuovo giorno  che passa qualcuno deve pensarci con più urgenza, anche se sono  imbavagliati da un patto di silenzio.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">E tanto  scialo &#8220;democratico&#8221; si verifica in un clima cronico di turbolenze  ricorrenti nelle loro economie unificate, atrofizzate, pericolanti. I  guerrieri &#8220;per la libertà&#8221; della NATO attaccano e dissipano miliardi in  spese militari, mentre, simultaneamente, danno la colpa al sistema  sociale dei governi che li hanno preceduti, o dei quali facevano loro  stessi parte, forse per disattenzione, perché si dicevano socialisti,  per i passivi di bilancio diventati ingestibili. Tutto questo coro  demente di avvoltoi al governo e di mezzi di disinformazione non meno  rapaci sostiene la necessità di ridurre le spese sociali, mentre allo  stesso tempo approva lo sperpero delle risorse impegnate in questa  guerra demente, questa nuova bocca insaziabile che si divora tutti i  fondi, inclusi quelli dei decenni futuri. Quello che perseguono i  governi e i <em>media</em> rapaci imprenditoriali, con la falsa  informazione, tutti in coro con i loro ideali democratici furiosi e  pragmatici, è stato già rivelato da una fuga di notizie pubblicata  alcuni giorni fa.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">Il  progetto era stato progettato minuziosamente, fu pianificato e scritto  molto prima dell’attuale complotto golpista della NATO in Libia.  Pertanto signori, qui non si improvvisa: esisteva già un piano per la  &#8220;liberalizzazione&#8221; della Libia, un progetto capitalista di  colonizzazione di questo paese, protetto dalla  sempre presente e  immancabilmente storpia zampaccia creola che appare sempre e apparirà  nelle avventure coloniali. La liberalizzazione senza attenuanti della  libertà di iniziativa dei ricchi, per schiavizzare quelli che non lo  sono.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">L&#8217;attuale  guerra in Libia – come  si fa a non vederlo? &#8211; è una guerra della NATO che utilizza a tempo  determinato gli alleati libici (per lo meno questo è quello che  dichiarano  questi ultimi in pubblico) come una scusa perfetta per poter violentare  impunemente il testo, già venefico, della risoluzione 1973. Questa  è la risoluzione, ricordiamolo, che l&#8217;ONU ha approvato ingenuamente,  se si parla della maggioranza dei suoi membri o, malevolmente, come  nel caso delle potenze che hanno spinto in modo contorto questa  risoluzione umanitaria, per poi dedicarsi a bombardare la Libia senza  mai metterci piede, questo sì, ma dagli elicotteri è tutta un’altra  storia –  si dicono, cinicamente &#8211; e massacrano migliaia di vittime, tra loro  centinaia di bambini e, di passaggio, anche le infrastrutture civili  di un paese sovrano in via di sviluppo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">Ma la  scusa della NATO e degli stati  avvoltoi &#8211; che si sono messi in disparte dai ruoli da protagonista di  questa canagliata, ma che in realtà dirigono e sostengono essenzialmente  con gli attacchi aerei &#8211; non regge per via delle sopravvalutate  operazioni terrestri dei suoi alleati &#8220;libici&#8221; perché, come sta  diventando sempre più palese, fanno parte di questo esercito di terra &#8211; a  cui la NATO si affida &#8211; mercenari europei pagati dalle potenze  capitaliste (Blackwater, e altri marchi di fabbrica), oltre a guerrieri  di <em>Al Qaeda</em> provenienti dell&#8217;Afghanistan e da altri paesi del  mondo musulmano. Tra la documentazione che prova la presenza di questi  mercenari stranieri occidentali e non, che combattono nell&#8217;esercito  &#8220;ribelle&#8221; e &#8220;libico&#8221; sotto mandato della NATO, si può evidenziare, ad  esempio, questa piccola lista di fatti incontrovertibili.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><a href="http://leonorenlibia.blogspot.com/2011/08/mercenarios-y-asesores-militares.html" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">http://leonorenlibia.blogspot.com/2011/08/mercenarios-y-asesores-militares.html</span></a></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">Questa  guerra, ricordiamolo, senza  una copertura della NATO e  con l’opposizione totale del resto  dell&#8217;Africa, assicura un massacro indiscriminato, di donne, di bambini e  civili con un&#8217;impunità mediatica mai prima vista. Gli stati avvoltoi  capitalistici transatlantici, con i loro aerei, con i traffici di armi e  il denaro rubato (non a Gheddafi ma a fondi appartenenti allo stato  libico), pestano sull&#8217;acceleratore disperatamente e spingono, o  piuttosto dirigono, l’esercito di terra verso una nuovamente illusoria e  rapida conclusione, grazie a un &#8220;assalto finale&#8221; a Tripoli. Il fatto  scandaloso che viene ignorato è quello che è avvenuto dopo l&#8217;assassinio  di Younes, il massimo dirigente militare dei ribelli, fermato dagli  emissari del CNT, con la morte già decisa in anticipo e giustiziato con  perfidia. La cosa scandalosa si è verificata quando non hanno potuto  dare la colpa a Gheddafi. E così c’è stato un secondo colpo di stato  dentro il primo, dentro quello che era stato aizzato dalla NATO. Quel  paravento del Consiglio Nazionale di Transizione sul quale si appoggia  questa nuova invasione straniera era formato alla lettera, se non  ricordo male, da trenta o da trentatre persone. A parte i nomi noti, che  sono ex ministri del governo di Gheddafi con forti intrecci di  formazione e di pensiero col liberalismo più selvaggio (perché Gheddafi  gli ha fatto lasciare il paese, è qualcosa che mi chiedo spesso), la  maggioranza di questo &#8220;consiglio&#8221; è formata poi da avvocati e  imprenditori, che sono sempre rimasti nell’ombra, nell&#8217;anonimato, per la  propria sicurezza, così dicevano.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">Ora  Mustafa Abdul Jalil, il losco personaggio che guidava questo consiglio  &#8220;comunitario&#8221; dopo essere stato il ministro di Gheddafi per poi passare  al colpo di stato, ha annunciato la morte del suo alleato Younes e dei  due colonnelli che lo accompagnavano, versando tre lacrime di  coccodrillo mentre cercava di attribuire la colpa, di rimbalzo,  all’esercito di Gheddafi. Alla fine, con un gesto che ha preceduto  esattamente questa offensiva, ha finito per sfruttare il movimento  prodotto da questa perfida morte, portando a sé il resto del &#8220;consiglio&#8221;  e assumendo personalmente tutto il potere,  riuscendo a gettare una cortina di fumo sulle indagini di questo crimine   orripilante.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">Di tutto questo i <em>media</em>,  niente. Giustamente, penseranno, se il resto di questo Consiglio  Nazionale di Transizione era anonimo, non si possono certo rendere conto  se sono stati fuori da un colpo di stato. Un colpo di stato dentro un  altro colpo di stato. Ora sappiamo che questo Consiglio Nazionale di  Transizione non è un &#8220;consiglio&#8221;. Ne ha assunto la direzione la NATO.  Il sequestro di Younes e il seguente assassinio, con il corpo bruciato,  erano stati già annunciati, ed è avvenuto di fronte agli occhi di tutto  il mondo. È stato giustiziato da un comando innominato che rimane  e rimarrà impunito.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">Questo  vuoto di potere che incarna  l&#8217;ascensione al potere assoluto di questo uomo della NATO, che ha tolto  di mezzo con una manata, tra le altre, la tribù di Younes, non potrebbe  essere , oltre alle urgenze per i bilanci già analizzate, il fatto  scatenante di questo insensata offensiva &#8220;lampo&#8221; che si è prodotta quasi  per nascondere questo ultimo colpo di stato?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">La  seconda parola che si confà  a questo marchio infame del CNT della Libia, che le potenze  colonizzatrici  si sono affrettate a riconoscere, è, giustamente, &#8220;nazionale&#8221;. È  un&#8217;altra parola che bisogna mettere in dubbio. Già lo sappiamo, le  avventure colonialiste hanno bisogno di una patria da sbandierare,  sostenuta da oppositori senza patria disposti a consegnare le risorse  del proprie paese in cambio di un accordo che convenga agli invasori.  Questi &#8220;nazionalisti&#8221; della Libia, questi &#8220;ribelli&#8221; senza patria, appena  sono riusciti, in modo malfermo, ad attaccare la loro bandiera a un  palo, hanno chiesto che gli eserciti delle potenze imperialiste  attaccassero la Libia, il proprio paese.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">In terzo  luogo, se, ci sarà sicuramente una transizione – l’unica cosa certa del  marchio del CNT libico &#8211; non sarà davvero facile, e magari, forse, in  una direzione diversa  dai propositi della NATO.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">(Tra  parentesi, per concludere, se  c&#8217;è qualcosa che dimostra l’impunità in cui sguazzano attualmente i  mezzi di comunicazione è che oramai non fanno più rettifiche. La  bugia è continuata e i <em>media</em> evitano anche l&#8217;antica tecnica  della smentita in caratteri minuscoli, in contesti quasi invisibili.  Oggi i <em>media</em> pascolano in un territorio dove sanno che la  clientela risponderà alle consegne emotive con cui manipolano la guerra  di informazione una volta che si è appropriatamente demonizzato  l’obbiettivo. Quelli che si sono già schierati non chiedono rettifiche  una volta che venga provato che, nuovamente, gli avvoltoi, mi ripeto, e  tra loro i governi, gli imprenditori e i <em>media</em>, avevano iniziato  una nuova guerra con un&#8217;informazione putrida. Quello che ha preso  partito contro Gheddafi e, come sembra, contro la gran parte del popolo  libico che appoggia un governo incalzato dall&#8217;esercito più potente al  mondo, non cerca la verità. La verità è nascosta al centro di una folle  sfera di  menzogne che si dirige verso il precipizio del cinismo: costituisce  la verità essenziale del modo di vivere, di pensare e di agire dalla  ricca classe imprenditoriale, speculatrice, padrona delle azioni  quanto dei governi e dei mezzi di comunicazione.)</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;font-size: small"><span style="font-family: Verdana;font-size: small">Fonte: <a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=8840" rel="nofollow"  target="_blank"><strong>Come Don Chisciotte</strong></a><br />
</span></span></p>
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