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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; omicidio</title>
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		<title>Testo inedito di Tina Modotti sull’omicidio di Julio Antonio Mella, rivela l&#8217;Ambasciata Cubana in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jan 2020 00:50:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nota illustrativa della Redazione di @EmbaCubaItalia: Testo inedito (fino al 10 gennaio 2020) scritto da Tina Modotti all'inizio del 1932. Consegnato all’Ambasciatore Cubano in Italia, Josè Carlos Rodriguez Ruiz, il 6 gennaio 2020, dalla ricercatrice tedesca Cristiane Barckhausen-Canale, nota esperta internazionale sulla vita di Tina Modotti ed autrice del libro “Verità e leggenda di Tina Modotti”, che ha vinto il premio saggio Casa de las Americas del 1988, L'Avana, Cuba. L’originale di questo testo si trova presso il fondo del SRI a Mosca.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11289" alt="julio-antonio-mella-tina-modotti-02" src="/files/2020/01/julio-antonio-mella-tina-modotti-02.jpg" width="580" height="330" />Nota illustrativa della Redazione di @EmbaCubaItalia: Testo inedito (fino al 10 gennaio 2020) scritto da Tina Modotti all&#8217;inizio del 1932. Consegnato all’Ambasciatore Cubano in Italia, Josè Carlos Rodriguez Ruiz, il 6 gennaio 2020, dalla ricercatrice tedesca Cristiane Barckhausen-Canale, nota esperta internazionale sulla vita di Tina Modotti ed autrice del libro “Verità e leggenda di Tina Modotti”, che ha vinto il premio saggio Casa de las Americas del 1988, L&#8217;Avana, Cuba. L’originale di questo testo si trova presso il fondo del SRI a Mosca.</strong></p>
<p>&#8220;Una nuova luce sull&#8217;assassinato di Julio Antonio Mella alla vigilia del terzo anniversario</p>
<p>L&#8217;assassinio di Julio Antonio Mella in una strada della capitale del Messico il 10 gennaio 1929 è stato uno dei più clamorosi delitti politici commessi negli ultimi anni a livello mondiale. Senza dubbio tutti ricordano ancora i dettagli di quel crimine.</p>
<p>Mella è stato uno dei dirigenti più influente del movimento rivoluzionario dell’America Latina. Cubano di nascita ha iniziato la sua attività nel movimento rivoluzionario organizzando gli studenti in associazioni di sinistra.</p>
<p>Grazie a lui, è stata creata a Cuba un’Università Popolare per gli operai. Poco dopo ha compreso che il suo miglior servizio per la causa rivoluzionaria sarebbe stato quello di dedicare tutto il suo conoscimento, tutte le sue capacità, alle lotte politiche ed economiche del proletariato.</p>
<p>È stato uno dei fondatori del Partito Comunista di Cuba e uno dei più prestigiosi dirigenti del movimento antimperialista latinoamericano.</p>
<p>Nel dicembre del 1925, quando Machado, l&#8217;attuale dittatore sanguinario e agente di Wall Street, era già al potere, Mella è stato incarcerato ed ha iniziato uno sciopero della fame di 21 giorni. Dal punto di vista dell’agitazione e come forma di protesta, questo sciopero della fame è stato uno dei più efficaci mai effettuati in nessun paese. Man mano che passavano i giorni e le condizioni fisiche di Mella peggioravano, mettendo in pericolo la sua vita, ha regnato una terribile tensione non solo nella popolazione di Cuba, bensì in tutto il continente americano ed anche in altri paesi. La pressione delle masse è stata così grande che il presidente Machado si è visto obbligato a cedere ed a rilasciare Mella.</p>
<p>Ma ben presto, quando Mella si era ripreso, è iniziata la persecuzione contro di lui. Machado cercava vendetta per la sua sconfitta. Ci sono stati diversi attentati alla vita di Mella tanto da costringerlo a lasciare Cuba. È andato in Messico dove ha iniziato immediatamente a prendere parte al movimento rivoluzionario di questo paese. Ha dedicato tutto il tempo alla causa degli operai rivoluzionari, ha organizzato gli emigrati politici cubani che vivevano in Messico, ha fondato un giornale per i lavoratori cubani che è stato mandato a Cuba per vie illegali, ha lottato contro l&#8217;imperialismo statunitense in America Latina, ha diretto il lavoro di altri gruppi di emigrati politici cubani che vivevano in altri paesi, è stato attivo nel Sindacato Rosso del Messico, ed è stato un collaboratore attivo per la sezione messicana del S. R. I.</p>
<p>Il 10 gennaio 1929, quando è uscito dalla sede del Soccorso Rosso a Città del Messico, alle nove di sera ed a due isolati da casa sua, è stato colpito da vari proiettili ed è morto due ore più tardi. Prima di morire, ha condannato il presidente Machado come responsabile di questo assassinio ed ha pronunciato il nome della persona che sospettava fosse l&#8217;esecutore del crimine.</p>
<p>La sezione messicana del Soccorso Rosso ha avviato immediatamente le indagini ed è riuscita a trovare prove concrete: di fatto, il presidente Machado aveva inviato due sicari professionisti da L&#8217;Avana a Città del Messico per commettere l’omicidio ed uno dei responsabili principali della polizia messicana, che si era recato due settimane prima a L&#8217;Avana, sarebbe stato un complice importante di questo assassinato. Vi era stato persino un accordo tra l&#8217;Ambasciatore di Cuba e il governo del Messico.</p>
<p>Il Soccorso Rosso Messicano, il Partito Comunista Messicano, i sindacati, le organizzazioni studentesche di sinistra, le organizzazioni degli operai e persino avvocati e politici famosi reclamavano giustizia. Per diverse settimane il Governo del Messico ha ricevuto proteste da tutto il mondo ed ha dichiarato ipocritamente, per bocca della polizia, che Messico non avrebbe riposato fino a quando il caso non fosse stato chiarito. Le esigenze più importanti sono state le seguenti: arresto e condanna dei vari cubani residenti in Messico accusati da Mella prima di morire, dimissioni di Valente Quintana dal suo incarico e rottura delle relazioni diplomatiche con il governo di Machado.</p>
<p>E invece cosa è accaduto? L&#8217;unico cubano arrestato dalla polizia, l&#8217;organizzatore tecnico del delitto, è stato rimesso in libertà dopo poche settimane per mancanza di prove; Valente Quintana non è stato dimesso, ma addirittura è stato nominato Capo della Polizia Centrale del Messico (senza dubbio un premio per la sua partecipazione al crimine), e tutte le manifestazioni di protesta delle masse messicane sono state sabotate e attaccate dalla polizia.</p>
<p>Per quanto riguarda la stampa borghese ed il governo messicano, poco a poco il caso è scomparso dalla prima pagina e solo il Soccorso Rosso e le altre organizzazioni rivoluzionarie hanno insistito con le loro denunce instancabili rivolte contro Machado e contro i complici del governo messicano. Ogni anno, il 10 gennaio è, in tutto il continente americano, il “Giorno di Mella” ed, anche quest’anno, sono già stati fatti i preparativi per il terzo anniversario del suo omicidio e da poco sono comparse alcune dichiarazioni pubbliche sensazionali sull&#8217;assassinato.</p>
<p>Una donna, la moglie di un cubano che apparteneva ai circoli criminali, voleva vendicarsi del marito che aveva minacciato di ucciderla. Il 3 novembre ha chiamato la polizia ed ha raccontato con dovizia di dettagli come Mella fosse stato ucciso. Ha accusato suo marito di essere l&#8217;assassino. Tutto quello che lei ha testimoniato ha confermato le accuse mosse al momento del crimine dal Soccorso Rosso. Le sue accuse sono state indagate una dopo l&#8217;altra e sono state confermate: un anno dopo, suo marito aveva ricevuto da L&#8217;Avana una somma di denaro che aveva prelevato da una certa banca in Messico (il prezzo che gli è stato pagato per il crimine). È stato dimostrato, inoltre, come in seguito al delitto l&#8217;assassino avesse trovato rifugio nella casa di un altro cubano, &#8211; quel Josè Magriñat, accusato da Mella poco prima di morire. Ora l&#8217;assassino è in carcere e sono apparsi diversi testimoni che confermano le accuse pronunciate dalla moglie dell&#8217;omicida.</p>
<p>La sezione messicana del S.R.I. ha chiesto alle autorità messicane di far partecipare tre dei suoi rappresentanti alle indagini, ma il governo fascista del Messico ha respinto categoricamente tale richiesta.</p>
<p>Questa è un&#8217;ulteriore prova della complicità del governo messicano nell’omicidio premeditato dal dittatore cubano Machado. Invece di punire Josè Magriñat, l&#8217;organizzatore tecnico del crimine, il governo messicano l’ha rilasciato e l’ha protetto, accompagnandolo al porto più vicino dove ha preso una nave per Cuba. Senza dubbio, l&#8217;esecutore materiale del crimine avrà ricevuto la stessa protezione. Tra poche settimane la stampa borghese corrotta parlerà di nuovo del caso, ma tanto si aiuterà in tutti i modi l&#8217;assassino in maniera che possa sfuggire alla vendetta del proletariato messicano. Questo proletariato non dimenticherà mai che Mella è morto per la causa rivoluzionaria internazionale.</p>
<p>Quest&#8217;anno, il terzo anniversario della sua morte acquisterà un nuovo significato; offrirà a tutte le sezioni del S.R.I. la possibilità di dimostrare ancora una volta e con nuove prove l&#8217;ipocrisia della “giustizia” borghese”.</p>
<p>di Tina Modotti</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p><a href="http://misiones.minrex.gob.cu/es/articulo/nueva-luz-sobre-el-asesinato-de-julioantonio-mella-en-la-vispera-del-tercer-aniversario"  target="_blank" rel="nofollow">clikka qui per vedere il testo in spagnolo pubblicato nella pagina dell’Ambasciata Cubana in Italia, @EmbaCubaItalia</a></p>
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		<title>E&#8217; stato arrestato in Colombia l&#8217;ex capo della sicurezza di Uribe per crimini contro difensori dei diritti umani</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 20:55:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il generale Mauricio Santoyo, che è stato capo della sicurezza dell'ex presidente Alvaro Uribe, deportato dagli Stati Uniti, è stato incarcerato questo lunedì in Colombia per la sua presunta partecipazione nella sparizione di due difensori dei diritti umani, ha fatto sapere la procura. L'ufficiale in congedo della polizia è stato catturato al suo arrivo questo lunedì a Bogotà, dopo aver scontato una condanna a sette anni di carcere negli Stati Uniti per aver appoggiato la disciolta organizzazione Autodefensas Unidas de Colombia (AUC), ha comunicato la procura.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10949" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10949" alt="generale ritirato Mauricio Santoyo" src="/files/2019/04/General-R.-Mauricio-Santoya-Colombia-580x290.jpeg" width="580" height="290" /><p class="wp-caption-text">generale ritirato Mauricio Santoyo</p></div>
<p><strong>Il generale Mauricio Santoyo, che è stato capo della sicurezza dell&#8217;ex presidente Alvaro Uribe, deportato dagli Stati Uniti, è stato incarcerato questo lunedì in Colombia per la sua presunta partecipazione nella sparizione di due difensori dei diritti umani, ha fatto sapere la procura.</strong></p>
<p>L&#8217;ufficiale in congedo della polizia è stato catturato al suo arrivo questo lunedì a Bogotà, dopo aver scontato una condanna a sette anni di carcere negli Stati Uniti per aver appoggiato la disciolta organizzazione Autodefensas Unidas de Colombia (AUC), ha comunicato la procura.</p>
<p>All&#8217;atterraggio sul suolo colombiano, Santoyo è stato arrestato con l&#8217;accusa di aver partecipato alla scomparsa degli attivisti Claudia Patricia Monsalve Pulgarin e Angel Josè Quintero Mesa, avvenuta nell&#8217;ottobre del 2000 nella città di Medellin (nordovest).</p>
<p>Durante i processi ai paramilitari, smobilitati durante il governo di Uribe nel 2006, ex appartenenti a queste milizie irregolari di estrema destra si sono attribuiti entrambe le sparizioni ed hanno affermato di aver agito “in complicità” con membri della polizia anti-sequestri.</p>
<p>L&#8217;ente  investigativo “ha trovato indizi che vincolerebbero l&#8217;allora comandante di questa unità, l&#8217;allora colonnello Mauricio Alfonso Santoyo Velasco, nella scomparsa dei due difensori dei diritti umani” secondo quanto si legge nel comunicato.</p>
<p>Santoyo sarà detenuto mentre continua l&#8217;investigazione contro di lui, come presunto autore dei delitti  di associazione a delinquere aggravata e coautore della sparizione forzata di persone aggravata.</p>
<p>Condannato a 13 anni di prigione nel 2012 da una corte statunitense, che poi gli ha ridotto la pena, Santoyo è diventato l&#8217;ufficiale di più alto grado della forza pubblica colombiana ad essere condannato negli Stati Uniti,.</p>
<p>Il caso Santoyo ha provocato uno scandalo in Colombia, perché nelle sue funzioni di responsabile della sicurezza dell&#8217;allora presidente Uribe (2002-2010) ha avuto accesso alle riunioni del Consiglio di Sicurezza. Inoltre ha esercitato il comando del Corpo d&#8217;Elite Anti-terrorista della Polizia.</p>
<p>Tra il 2001 e il 2008, Santoyo ha aiutato i paramilitari nelle loro operazioni, che includevano atti di terrorismo e narcotraffico, in cambio di tangenti.</p>
<p>Nel 2013 è stato arrestato un altro ex capo della sicurezza di Uribe, il generale Flavio Buitrago, accusato di arricchimento illecito.</p>
<p>Informazione di AP</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
<p>Foto:Felipe Caicedo / EL TIEMPO / Archivo</p>
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		<title>Bambine vittime dell’incendio in Guatemala erano rinchiuse sotto chiave nel rifugio</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 03:07:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le bambine colpite da un incendio nel rifugio statale Vergine dell'Assunzione, delle quali ne sono morte 34 fino ad oggi, erano rinchiuse sotto chiave per protestare contro le loro condizioni, confermò oggi la Procura dei diritti umani del Guatemala. Secondo la procuratrice aggiunta Claudia Lopez, “gli impiegati del rifugio lasciarono le giovani in un luogo sommamente ridotto, una stanza di 4x4 metri, per 52 bambine”.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9818" alt="" src="/files/2017/03/guatemala.jpg" width="580" height="326" />Le bambine colpite da un incendio nel rifugio statale Vergine dell&#8217;Assunzione, delle quali ne sono morte 34 fino ad oggi, erano rinchiuse sotto chiave per protestare contro le loro condizioni, confermò oggi la Procura dei diritti umani del Guatemala.</strong></p>
<p>Secondo la procuratrice aggiunta Claudia Lopez, “gli impiegati del rifugio lasciarono le giovani in un luogo sommamente ridotto, una stanza di 4&#215;4 metri, per 52 bambine”.</p>
<p>La rappresaglia degli addetti alla custodia delle minorenni, da 13 a 17 anni, è stata adottata dopo che molte di loro partecipassero ad un ammutinamento la notte anteriore per i maltrattamenti e le violazioni sessuali che stavano subendo.</p>
<p>Tuttavia, autorità della Segreteria del Benessere Sociale insistono che l&#8217;ammutinamento era stato controllato, che l&#8217;incendio successe ore dopo e derivò dalla decisione delle vittime di bruciare materassi per dimostrare il loro dissenso dopo essere state ridotte alla calma.</p>
<p>Ma quello che continua a non essere chiaro è come fu possibile che ore dopo il conflitto, e di una confisca praticata per evitare che succedessero cose simili, varie abbiano potuto appiccare il fuoco ad alcuni materassi e che morissero riarse o rimanessero in uno stato critico per l&#8217;impossibilità di uscire dalla stanza nella quale erano state rinchiuse.</p>
<p>Tra quelle colpite dalla tragedia c’erano alcune minorenni che erano riuscite a scappare ed a denunciare quello che accadeva nel rifugio, che non aveva niente di rassicurante, a giudizio degli attivisti sociali che avevano già denunciato i soprusi.</p>
<p>Lopez dichiarò questo giovedì davanti a vari deputati membri di una commissione creata all&#8217;effetto dal partito Unità Nazionale della Speranza.</p>
<p>Anche la Commissione dell&#8217;Infanzia e della Famiglia del Congresso si pronunciò da mercoledì contro quanto accaduto e ricordò antiche denunce formulate dai suoi membri rispetto a quello che accadeva dentro il recinto per bambine in situazione di conflitto.</p>
<p>Perfino, ricordò la richiesta di chiudere il posto per le condizioni di ammucchiamento in cui vivevano quasi 800 adolescenti, nonostante l&#8217;installazione fosse creata per riceverne appena 400, e dove erano colpite da tutti i tipi di abusi, violazioni sessuali, abbandono familiare e droga.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>A due mesi dal suo omicidio&#8230;&#8230;.. Berta Caceres: VIVA</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2016 01:17:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Più di una volta, e soprattutto dal 1993 quando ha fondato il Copinh (Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras), Berta Caceres ha evidenziato come il suo popolo lenca e gli altri popoli indigeni di Honduras stiano combattendo in difesa della Pacha Mama. Una lotta strenua, che si esplica in un’opposizione radicale ai progetti egemonici di un capitalismo predatorio, di matrice nazionale, transnazionale e multinazionale, che ha i suoi interessi nei settori energetico, estrattivo e dell’agro-industria e che punta sulla privatizzazione del territorio e delle fonti di acqua.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9294" alt="Berta Caceres" src="/files/2016/05/Berta-Caceres.jpg" width="640" height="640" />Più di una volta, e soprattutto dal 1993 quando ha fondato il Copinh (Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras), Berta Caceres ha evidenziato come il suo popolo lenca e gli altri popoli indigeni di Honduras stiano combattendo in difesa della Pacha Mama. Una lotta strenua, che si esplica in un’opposizione radicale ai progetti egemonici di un capitalismo predatorio, di matrice nazionale, transnazionale e multinazionale, che ha i suoi interessi nei settori energetico, estrattivo e dell’agro-industria e che punta sulla privatizzazione del territorio e delle fonti di acqua.</strong></p>
<p>Proprio per questo, Berta rappresenta una minaccia molto grave per l’oligarchia honduregna. E proprio per questo, il 3 marzo viene brutalmente uccisa. Al  presente, perché Berta non può dirsi morta. In Honduras, la sua lotta pulsa nelle vene del suo popolo, scorre nelle correnti dei suoi fiumi.</p>
<p>Berta sapeva che il suo Paese è uno dei più pericolosi al mondo per i difensori del medio ambiente. E che l’Honduras sta svendendo la sua sovranità: con le “città modello” (parti del territorio vendute ad aziende straniere, dove si applicano le leggi del Paese di origine delle multinazionali), con l’installazione di nuove basi statunitensi, con le 870 concessioni per estrazioni in miniera della durata di 50 anni e i 300 permessi di costruzione di dighe idroelettriche in un paese di 110mila km², 8 milioni di abitanti e il 60% del territorio boschivo.</p>
<p>Berta ha pagato la sua opposizione al progetto idroelettrico Agua Zarca, sulle acque del fiume sacro Rio Gualcarque. Pensato dall’azienda honduregna per lo sviluppo energetico Desa e patrocinato da multinazionali come la cinese Sinohydro, il progetto non ha mai potuto avanzare per la risoluta difesa dei lenca. Così, alla fine, la Sinohydro si è ritirata e la Banca Mondiale ha tolto il finanziamento.</p>
<p>Berta ha pagato la denuncia fatta alla Desa anche per un altro progetto, quello che prevedeva, con l’appoggio di una multinazionale di capitale canadese e statunitense, la Blu Energy, la costruzione di una centrale idroelettrica su un altro fiume sacro della popolazione lenca, il Rio Cangel. Il potere credeva di fiaccare i lenca trucidando la sua leader. Ma non aveva fatto i conti con la reazione mondiale. Così, per paura di passare per colpevoli, la banca olandese per lo sviluppo (Fmo) e la finlandese Fin Fun hanno ritirato, dopo l’omicidio, i loro investimenti dall’Honduras, mandando all’aria il progetto.</p>
<p>Le vittorie di Berta sono le vittorie dei senza voce della Terra. Lei, che ha sempre sfidato l’impunità dello Stato honduregno, la violenza dei metodi repressivi usati contro gli attivisti, il cinismo spietato dei sicari paramilitari al soldo del governo. Gli stessi che, a pochi giorni dal suo omicidio, il 15 marzo, hanno ucciso un altro leader lenca del Copinh, Nelson Garcia.</p>
<p>Berta ha pagato il suo tentativo di rompere l’isolamento del Sud America. A un’assemblea sulla rifondazione dell’Honduras, dove chiedeva l’appoggio internazionale, disse: «Dobbiamo rompere il cerchio mediatico affinché il mondo sappia quello che sta succedendo in Honduras, è parte del lavoro dell’emancipazione emisferica, in tutto il pianeta; inoltre l’obbligo della comunità internazionale è riconoscere la nostra lotta per la rifondazione del paese. Basta questa invisibilità orribile. Il mondo deve sapere della repressione, della militarizzazione, della violazione dei diritti umani, e dell’intensificazione dell’interventismo e dell’occupazione degli Usa e delle multinazionali, dell’approfondimento della morte, attraverso il modello neoliberista».</p>
<p>Berta era plasmata di amore per la vita, un amalgama di tenerezza, forza, rabbia, allegria. Lo dimostrano le parole pronunciate durante la cerimonia di consegna del premio Goldman: «Il popolo lenca è il custode ancestrale dei fiumi, protetto dagli spiriti delle bambine che ci insegnano che dare la vita, in modi diversi, per la difesa dei fiumi, è dare la vita per il bene dell’umanità e di questo pianeta […]. La Madre Terra, militarizzata, circondata, avvelenata, dove si calpestano sistematicamente i diritti elementari, ci chiede di agire. Costruiamo allora delle società capaci di coesistere in maniera giusta. Uniamoci e continuiamo a lottare con speranza, difendendo il sangue della terra e dei suoi spiriti. Dedico questo premio a tutte le ribellioni».</p>
<p>Il musicista venezuelano Alì Primiera cantava che «quelli morti per vita non posso chiamarsi morti». Per questo, oggi, Berta è più viva che mai.</p>
<p>di Ida Garberi</p>
<p>da Narcomafie</p>
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		<title>Deputato oppositore venezuelano implicato nella morte di Robert Serra</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2015/06/04/8685/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2015 01:18:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro Moros, ha annunciato alcune ore fa che un deputato oppositore, membro della Mesa de la Unidad Democratica (MUD), è coinvolto nell'assassinio del giovane rivoluzionario Robert Serra. “Abbiamo fatto alcune perquisizioni ed appare implicato nell'investigazione un deputato della MUD. Direttamente ho chiesto che si faccia l'investigazione nel modo più accurato possibile ed obbiettivo”, ha indicato il capo di Stato durante la consegna di una produttrice e distributrice venezuelana di alimenti (Pdval) nello sviluppo urbanistico Città Socialista Belen, nello stato di Miranda. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8686" alt="" src="/files/2015/06/nicolás-maduro.jpg" width="580" height="330" />Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro Moros, ha annunciato alcune ore fa che un deputato oppositore, membro della Mesa de la Unidad Democratica (MUD), è coinvolto nell&#8217;assassinio del giovane rivoluzionario Robert Serra.  </strong></p>
<p>“Abbiamo fatto alcune perquisizioni ed appare implicato nell&#8217;investigazione un deputato della MUD. Direttamente ho chiesto che si faccia l&#8217;investigazione nel modo più accurato possibile ed obbiettivo”, ha indicato il capo di Stato durante la consegna di una produttrice e distributrice venezuelana di alimenti (Pdval) nello sviluppo urbanistico Città Socialista Belen, nello stato di Miranda.</p>
<p>A proposito dell’ estradizione di Leiver Padilla, alias “El Colombia”, autore materiale dell&#8217;assassinio di Serra, segnalò che le accuse sono state “tanto contundenti in quanto a dichiarazioni e testimonianze, che dovettero consegnarlo, nonostante la campagna internazionale.”</p>
<p>Ringraziò per il lavoro della Guardia Nazionale Bolivariana (GNB) che ha partecipato nella cattura dell&#8217;autore intellettuale del crimine, Julio Velez, questo mercoledì, nello stato di Yaracuy.</p>
<p>(Preso da VTV)</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Procura Generale arresta Josè Luis Abarca per omicidio</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2014 00:43:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Procura Generale dello stato di Guerrero (sud del Messico) ha dettato l’arresto di Josè Luis Abarca, ex sindaco di Iguala, per i delitti di omicidio nei fatti del 26 settembre, dove 6 persone sono morte, tre di loro studenti. Inoltre, per la sparizione di 43 studenti di pedagogia di Ayotzinapa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8226" alt="" src="/files/2014/11/Luis-Abarca-esposa.jpg" width="580" height="260" />La Procura Generale dello stato di Guerrero (sud del Messico) ha dettato l’arresto di Josè Luis Abarca, ex sindaco di Iguala, per i delitti di omicidio nei fatti del 26 settembre, dove 6 persone sono morte, tre di loro studenti. Inoltre, per la sparizione di 43 studenti di pedagogia di Ayotzinapa.</strong></p>
<p>L&#8217;organo giudiziale ha ricordato che dall’8 ottobre si è promosso presso il Congresso Statale un giudizio di revoca del mandato contro il sindaco, poiché con la sua condotta omissiva ha violentato le garanzie individuali e sociali della popolazione.</p>
<p>Posteriormente, il 17 ottobre, il Congresso dello Stato ha approvato il giudizio di revoca del mandato, determinazione che è stata notificata al Pubblico Ministero. In quella stessa data, la Procura Generale ha accusato formalmente Abarca per la sua probabile responsabilità nel caso Iguala ed il 27 ottobre ha ottenuto l&#8217;ordine di cattura.</p>
<p>Abarca è stato fermato insieme a sua moglie il 4 novembre dalla Polizia Federale del Messico in una casa di Iztapalapa, in Città del Messico (centro). Un giorno dopo, la Procura Generale della Repubblica l’ha trasportato nella prigione di massima sicurezza dell&#8217;Altopiano, nello Stato del Messico, per crimine organizzato, omicidio e sequestro.</p>
<p>Le istruttorie della Procura Generale della Repubblica hanno rivelato che Abarca ha ordinato alla polizia locale di “affrontare” gli studenti, per evitare che questi arrivassero ad un evento di sua moglie.</p>
<p>Josè Luis Abarca ha abbandonato il municipio dopo culminare il suo discorso per sollecitare un permesso per separarsi dal suo incarico per 30 giorni, come l&#8217;ha annunciato il presidente messicano Enrique Peña Nieto, con l&#8217;argomento di contribuire con le investigazioni per i fatti violenti che hanno lasciato sei morti e 17 feriti il passato 26 settembre.</p>
<p>preso da Telesur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Vulnerabilità ha facilitato l’assassinio del deputato venezuelano Robert Serra</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2014 23:42:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha rivelato oggi elementi che hanno facilitato l'assassinio del deputato socialista Robert Serra e la sua compagna Maria Herrera, commesso il 1° ottobre. In dichiarazioni alla stampa nazionale e straniera, il mandatario ha segnalato che il crimine si è reso possibile ottenendo un punto vulnerabile nel lavoro giornaliero del legislatore, perché hanno comprato Edwin Torres, capo della sua squadra di protezione.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8141" alt="" src="/files/2014/10/robertserra.jpg" width="580" height="329" />Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha rivelato oggi elementi che hanno facilitato l&#8217;assassinio del deputato socialista Robert Serra e la sua compagna Maria Herrera, commesso il 1° ottobre.  </strong></p>
<p>In dichiarazioni alla stampa nazionale e straniera, il mandatario ha segnalato che il crimine si è reso possibile ottenendo un punto vulnerabile nel lavoro giornaliero del legislatore, perché hanno comprato Edwin Torres, capo della sua squadra di protezione.</p>
<p>In questo modo, ha detto, hanno pianificato nei dettagli l&#8217;azione commessa da una banda paramilitare. Maduro ha indicato inoltre che nell&#8217;assassinio hanno partecipato otto persone, delle quali sei sono entrate nel domicilio di Serra, dove hanno ucciso in primo luogo Herrera e posteriormente il deputato socialista.</p>
<p>Inoltre, il capo di Stato ha diffuso frammenti di un video delle camere di sicurezza, dove si apprezza l&#8217;accesso degli individui all&#8217;abitazione e la loro posteriore partenza con alcuni oggetti sottratti.</p>
<p>Dichiarazioni di Torres, rivelate dal mandatario, hanno dimostrato i preparativi del crimine per tre mesi, e perfino alcune prove eseguite la settimana previa ai fatti.</p>
<p>Unito a ciò, ha segnalato che si sono già emessi i mandati di cattura corrispondenti per due degli implicati di origine colombiana.</p>
<p>Questo crimine, ha detto, fa parte della catena di eventi violenti che è incominciata con gli atti di vandalismo nel febbraio scorso.</p>
<p>Il presidente ha fatto inoltre un appello alla massima collaborazione di tutti i governi del continente, compreso quello degli Stati Uniti, ed ha anticipato che consegnerà alle autorità di questa nazione prove ed elementi di gruppi terroristici di Miami ed il loro vincolo con cui operano in Venezuela.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Ministro venezuelano dell&#8217;Interno dice che assassinio di Serra è stato un “macabro incarico”</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 22:30:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il ministro degli Interni venezuelano, Miguel Rodriguez Torres, ha affermato oggi che l'assassinio del deputato Robert Serra e la sua compagna ieri sera nella loro residenza all'ovest di Caracas, ha ubbidito ad un “macabro incarico” pianificato al dettaglio. “Robert Serra è stato un leader importante della gioventù del PSUV, visibilmente compromesso col processo rivoluzionario e col comandante Chavez.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8141" alt="" src="/files/2014/10/robertserra.jpg" width="580" height="329" />Il ministro degli Interni venezuelano, Miguel Rodriguez Torres, ha affermato oggi che l&#8217;assassinio del deputato Robert Serra e la sua compagna ieri sera nella loro residenza all&#8217;ovest di Caracas, ha ubbidito ad un “macabro incarico” pianificato al dettaglio.  </strong></p>
<p>“Robert Serra è stato un leader importante della gioventù del PSUV, visibilmente compromesso col processo rivoluzionario e col comandante Chavez.”</p>
<p>Il ministro in compagnia delle autorità incaricate dell&#8217;investigazione criminale, ha assicurato che “arresterà a breve” gli autori materiali ed intellettuali di questo fatto.</p>
<p>“Non riposeremo nella nostra lotta contro le forze del male (…) non ci sarà impunità”, ha aggiunto.</p>
<p>Inoltre, ha esortato l&#8217;opposizione politica del paese a non convertire “questo fatto tragico in uno show mediatico.”</p>
<p>Serra di 27 anni, eletto in dicembre del 2010 per il circuito 2 di Caracas, era uno dei più accesi difensori del “chavismo” ed uno dei suoi leader giovanili più carismatici.</p>
<p>Da quando il ministro Rodriguez Torres ha reso pubblica la notizia della morte di Serra, dirigenti del “chavismo” e dell&#8217;opposizione hanno espresso il loro profondo ripudio all&#8217;omicidio del deputato.</p>
<p>“Dolore immenso c&#8217;invade con l&#8217;assassinio di Robert Serra, leader Bolivariano e Chavista che Dio ti elevi alla sua Gloria”, ha detto il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, nel suo account di Twitter.</p>
<p>“E’ morto un figlio della Patria. Troviamo i colpevoli, facciamo giustizia, affinché il popolo venezuelano sia sicuro”, ha segnalato nella stessa rete sociale il presidente dell&#8217;Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello.</p>
<p>Il corpo di Serra sta essendo velato oggi nell&#8217;Assemblea Nazionale, come ha informato il Potere Legislativo.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Ku Klux Klan raccoglie denaro per polizia che ha ucciso giovane afro-americano negli USA</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Aug 2014 00:16:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Ku Klux Klan, l'organizzazione statunitense di estrema destra che promuove l'onnipotenza dei bianchi, sta riscuotendo fondi per il poliziotto che ha ucciso a colpi di pistola Michael Brown, un adolescente afro-americano non armato in Missouri e che ha generato seri tumulti nelle ultime notti nella città di Ferguson.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8043" alt="" src="/files/2014/08/ku-klux-klan.jpg" width="580" height="326" />Il Ku Klux Klan, l&#8217;organizzazione statunitense di estrema destra che promuove l&#8217;onnipotenza dei bianchi, sta riscuotendo fondi per il poliziotto che ha ucciso a colpi di pistola Michael Brown, un adolescente afro-americano non armato in Missouri e che ha generato seri tumulti nelle ultime notti nella città di Ferguson.  </strong></p>
<p>“Abbiamo creato un fondo-ricompensa per l&#8217;ufficiale di polizia che ha sparato contro questo bullo”, ha detto al portale web Raw Story un portavoce del gruppo che si è comunicato attraverso la posta elettronica.</p>
<p>“È un eroe! Necessitiamo ancora di più poliziotti bianchi che siano anti-ZOG (Governo di occupazione sionista) e disposti a mettere al loro posto i bulli negri controllati dagli ebrei. La maggioranza dei poliziotti sono vigliacchi e non fanno niente mentre il 90% dei delitti interrazziali li commettono loro, i negri (e non i bianchi) contro i bianchi “, ha aggiunto il messaggio del KKK.</p>
<p>La morte di Michael Brown, un giovane afro-americano di 18 anni che è stato assassinato a colpi di pistola da un poliziotto il passato 9 agosto, ha provocato tumulti nella città, i cui due terzi della popolazione (21.000 abitanti) sono afro-americani.</p>
<p>Da parte sua, il presidente degli USA, Barack Obama, ha fatto un appello per mantenere l&#8217;ordine e per onorare la memoria del giovane attraverso la riflessione e la comprensione.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Hanno impiegato pratiche paramilitari nell&#8217;assassinio del leader venezuelano Eliezer Otaiza</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2014 22:30:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A giudizio del deputato venezuelano Pedro Carreño, nell'assassinio del presidente del Consiglio comunale Municipale del municipio Libertador di Caracas, Eliezer Otaiza, sono state usate pratiche paramilitari.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7795" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7795" alt="Eliezer Otaiza" src="/files/2014/04/otaiza1812-580x313.jpg" width="580" height="313" /><p class="wp-caption-text">Eliezer Otaiza</p></div>
<p><strong>A giudizio del deputato venezuelano Pedro Carreño, nell&#8217;assassinio del presidente del Consiglio comunale Municipale del municipio Libertador di Caracas, Eliezer Otaiza, sono state usate pratiche paramilitari.</strong></p>
<p>Così l’ha fatto conoscere il parlamentare per il Partito Socialista Unito del Venezuela (Psuv), attraverso il suo account nella rete sociale Twitter, @PedroCarreno_e.</p>
<p>“Non ho il minimo dubbio”, ha detto dopo aver indicato che è giunto a tale conclusione “Ascoltando gli esperti che trattavano l&#8217;odio con cui è stato torturato ed assassinato Eliecer.”</p>
<p>Otaiza, maggiore dell&#8217;Esercito Bolivariano (asceso a questo grado in dicembre dal presidente Nicolas Maduro) è stato trovato senza vita il passato sabato da alcuni poliziotti de El Hatillo. Il suo corpo, localizzato in un settore tra El Araguato e San Andres, ha presentato quattro ferite di pallottola, ha informato questo lunedì 28 aprile il ministro degli Interni, Giustizia e Pace, Miguel Rodriguez Torres, che ha aggiunto che si ignorava il recapito del leader bolivariano dal venerdì anteriore quando è stato visto a Turgua, nello stato di Miranda.</p>
<p>Ieri, martedì, nella cappella ardente dell&#8217;Assemblea Nazionale si sono resi gli onori a chi nel 1999 ha proposto nell&#8217;Assemblea Nazionale Costituente il nome di Repubblica Bolivariana del Venezuela.</p>
<p>con informazioni di La Radio del Sur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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