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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; OFAC</title>
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		<title>La Compagnia General Electric pagherà una multa milionaria a causa del bloqueo di Washington contro Cuba</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 19:49:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'accusa è venuta alla luce mentre il governo del repubblicano Donald Trump sta adottando misure destinate a rinforzare l'assedio economico, commerciale e finanziario contro Cuba, in vigore da 60 anni. Attraverso una nota ufficiale il Dipartimento del Tesoro statunitense ha comunicato che la compagnia General Electric (GE) dovrà pagare una multa di due milioni 718 mila 581 dollari per presunte violazioni relazionate al bloqueo di Washington contro Cuba.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11138" alt="z-gneral-electric-580x386" src="/files/2019/10/z-gneral-electric-580x386.jpg" width="580" height="386" />L&#8217;accusa è venuta alla luce mentre il governo del repubblicano Donald Trump sta adottando misure destinate a rinforzare l&#8217;assedio economico, commerciale e finanziario contro Cuba, in vigore da 60 anni.</strong></p>
<p>Attraverso una nota ufficiale il Dipartimento del Tesoro statunitense ha comunicato che la compagnia General Electric (GE) dovrà pagare una multa di due milioni 718 mila 581 dollari per presunte violazioni relazionate al bloqueo di Washington contro Cuba.</p>
<p>L&#8217;Ufficio di Controllo delle Attività Straniere (OFAC) di questo organo federale ha informato che la multinazionale statunitense, che ha sede a Boston, in Massachusetts, ha accettato di pagare questa penalità a nome di tre sussidiarie (Getsco Technical Services inc., Bentley Nevada e GE Betz).</p>
<p>Secondo il comunicato queste imprese di GE sono incorse in 289 supposte violazioni del Regolamento di Controllo delle Attività Cubane dal dicembre del 2010 fino al febbraio del 2014.</p>
<p>Durante questo periodo, si legge nel comunicato, le imprese hanno accettato pagamenti realizzati dalla compagnia The Cobalt Refinery Company (Cobalt) per beni e servizi prestati a un cliente di GE in Canada “con forti legami economici storici e attuali con l&#8217;industria mineraria cubana”.</p>
<p>“Le informazioni disponibili hanno dimostrato che il vecchio cliente canadese di GE è una corporazione con forti legami economici storici e attuali con l&#8217;industria mineraria cubana, attraverso le sue associazioni commerciali e imprese congiunte con il Governo cubano”, ha segnalato la OFAC.</p>
<p>Secondo l&#8217;OFAC, le compagnie di GE approvarono Cobalt come terzo pagatore e, durante un periodo di quattro anni, “non hanno riconosciuto in modo adeguato la relazione significativa e ampiamente pubblicata tra Cobalt e il suo cliente canadese, e non hanno dimostrato la diligenza sufficiente nelle attività dei loro clienti”.</p>
<p>La OFAC ha determinato che GE ha divulgato volontariamente le presunte violazioni ed ha segnalato che la penalità monetaria civile massima applicabile in questo tipo di violazioni è di 18 milioni 785 mila dollari.</p>
<p>Notizie sull&#8217;imposizione di multe o punizioni per violazioni del bloqueo che impongono gli Stati Uniti contro Cuba da quasi 60 anni sono frequenti sotto qualsiasi amministrazione statunitense ed, in molti casi, evidenziano il carattere extraterritoriale di questa politica.</p>
<p>Altre multe applicate quest&#8217;anno a causa del bloqueo hanno colpito le compagnie Expedia Group, Hotelbeds USA e Cubasphere e la banca italiana Gruppo UniCredit.</p>
<p>(con informazioni di Prensa Latina)</p>
<p>Foto: Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
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		<title>USA impone quarta multa nel 2017 per amplificare il bloqueo contro Cuba</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jun 2017 00:51:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Dipartimento nordamericano del Tesoro ha imposto, dall’inizio del 2017, quattro multe ad aziende del suo paese e straniere per supposte violazioni del bloqueo economico, commerciale e finanziario contro Cuba. L'ultima vittima di questa politica, che dura da più di 55 anni, è stata la compagnia di assicurazioni statunitense American Internacional Group (AIG), che dovrà pagare 148 698 dollari.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9557" alt="Bloqueo-contra-Cuba-580x380" src="/files/2016/10/Bloqueo-contra-Cuba-580x380.jpg" width="580" height="380" />Il Dipartimento nordamericano del Tesoro ha imposto, dall’inizio del 2017, quattro multe ad aziende del suo paese e straniere per supposte violazioni del bloqueo economico, commerciale e finanziario contro Cuba.  </strong></p>
<p>L&#8217;ultima vittima di questa politica, che dura da più di 55 anni, è stata la compagnia di assicurazioni statunitense American Internacional Group (AIG), che dovrà pagare 148 698 dollari.</p>
<p>Secondo l&#8217;Ufficio di Controllo degli Attivi Stranieri (OFAC) di questo dipartimento, la compagnia è coinvolta in 29 apparenti violazioni dell’assedio economico, fornendo copertura assicurativa per varie spedizioni di merci verso o da Cuba, o relazionate con una società dell&#8217;isola.</p>
<p>AIG ha ricevuto la sua seconda multa in tre anni, perché in maggio del 2014 il governo statunitense allegò che associate della compagnia di assicurazioni in Canada violarono 3560 volte le leggi contro Cuba da gennaio del 2006 fino a marzo del 2009.</p>
<p>Dall&#8217;arrivo al potere del presidente Donald Trump il 20 gennaio scorso, Washington ha imposto tre sanzioni su questo tema, due di queste nel mese di giugno.</p>
<p>Lo scorso 8 giugno, l&#8217;azienda American Honda Finance Corporation, che si dedica al finanziamento di veicoli automotori per compratori, affittuari e distributori indipendenti autorizzati di prodotti Honda ed Acura, ha subito una multa di 87 255 dollari.</p>
<p>Trump ha fatto un discorso ed ha firmato il 16 giugno scorso a Miami, il chiamato “Memorandum Presidenziale di Sicurezza Nazionale sul Rinvigorimento della Politica degli Stati Uniti verso Cuba”.</p>
<p>Detto documento restringe i viaggi degli statunitensi verso il paese caraibico a partire da barriere burocratiche ed elimina le visite educative a titolo individuale.</p>
<p>Inoltre, proibisce le transazioni economiche, commerciali e finanziarie tra compagnie statunitensi ed aziende cubane vincolate con le Forze Armate Rivoluzionarie ed i servizi di intelligence e sicurezza.</p>
<p>Così, e come ha considerato il governo dell&#8217;isola in una dichiarazione, si impongono intoppi addizionali alle poche opportunità già ristrette che il settore imprenditoriale statunitense ha per commerciare ed investire a Cuba.</p>
<p>L&#8217;OFAC è stata responsabile di numerose sanzioni, multe e persecuzioni contro entità internazionali che hanno osato infrangere i pronunciamenti di Washington ed ovviare il bloqueo.</p>
<p>Per esempio, in febbraio del 2016 sanzionò l&#8217;azienda francese CGG Services S.A. per un totale di 614 250 dollari.</p>
<p>Il bloqueo, in vigore da febbraio del 1962, è stato disapprovato l’anno scorso da 191 paesi nell&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite, mentre gli Stati Uniti, che ne sono responsabili, ed Israele, il loro tradizionale alleato, si sono astenuti per la prima volta nella votazione corrispondente.</p>
<p>Washington e L&#8217;Avana hanno ristabilito le relazioni diplomatiche il 20 luglio 2015 ed hanno firmato decine di accordi e memorandum di intendimento in diversi settori come parte di un processo avviato alla normalizzazione dei loro vincoli bilaterali.</p>
<p>Tuttavia, le autorità cubane considerano che il principale ostacolo per raggiungere la meta è la persistenza del bloqueo, che causa privazioni considerabili e danni umani alla nazione antillana.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Vergognoso attacco Usa al Venezuela: &#8216;La Stampa&#8217; megafono delle fake news statunitensi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 00:33:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fake news quotidiana sul Venezuela è quella riguardante le sanzioni comminate dal governo degli Stati Uniti al vicepresidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Tareck El Aissami, perché secondo l’ufficio OFAC del Dipartimento del Tesoro statunitense avrebbe favorito il trasporto e il trasferimento di sostanze stupefacenti dal 2008, anno in cui ricopriva il ruolo di Ministro degli Interni nel governo guidato dal Comandante Hugo Chavez. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9774" alt="MaduroTarik" src="/files/2017/02/MaduroTarik.jpg" width="580" height="290" />La fake news quotidiana sul Venezuela è quella riguardante le sanzioni comminate dal governo degli Stati Uniti al vicepresidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Tareck El Aissami, perché secondo l’ufficio OFAC del Dipartimento del Tesoro statunitense avrebbe favorito il trasporto e il trasferimento di sostanze stupefacenti dal 2008, anno in cui ricopriva il ruolo di Ministro degli Interni nel governo guidato dal Comandante Hugo Chavez. </strong></p>
<p>Una vera e propria fake news, come indicato in apertura di articolo, su cui ovviamente si è gettato a capofitto il circuito informativo mainstream italiano. Tra i vari pezzi balza all’occhio quello del quotidiano torinese ‘La Stampa’, in cui si riporta in maniera acritica senza controllarne la veridicità, quanto affermato dall’ufficio statunitense. Strano per un quotidiano in prima linea nel combattere propaganda e fake news. Forse il problema riguarda la provenienza delle notizie e il tema trattato più che la veridicità della notizia stessa. Insomma, nulla di nuovo, rispetto alla classica doppia morale più volte evidenziata e denunciata.</p>
<p>Bisogna innanzitutto evidenziare come l’OFAC funzioni più come uno strumento geopolitico che nella lotta al narcotraffico visto che scorrendo la lista dei paesi accusati possiamo trovare Cuba, Corea del Nord, Iraq, Iran, Zimbabwe e non nazioni dove vi sono governi con solidi legami con il narcotraffico come Paraguay, Perù o Colombia.</p>
<p>Vi è inoltre da segnale una grossa incoerenza nel racconto fatto dall’OFAC: Tareck El Aissami avrebbe stretto un’alleanza con il cartello messicano ‘Los Zetas’, il narcotrafficante venezuelano Hermagoras González Polanco e il capo colombiano Daniel Barrera, attraverso Walid Makled. ‘El Loco’ Barrera, vincolato alla struttura paramilitare ‘Los Rastrojos’  e accusato di essere il responsabile dell’assassinio del narcotrafficante colombiano Wilmer Varela &#8211; alias Jabon &#8211; è stato però arrestato in Venezuela ed estradato in Colombia nell’ottobre del 2012. Chi era a quel tempo il Ministro degli Interni del Venezuela? Tareck El Aissami era il ministro dell’epoca e quindi il principale responsabile della cattura di Barrera.</p>
<p>Una notizia facile da ricercare in rete, ma evidentemente i nostri cacciatori di bufale de ‘La Stampa’ erano troppo impegnati a indagare sugli hacker russi. Così come i debunker italici.</p>
<p>Altro aspetto importante è quello riguardante il ruolo dell’imprenditore venezuelano Samark López Bello, che vive in negli Stati Uniti, in Florida, ed è accusato dall’OFAC di essere il collaboratore logistico del vicepresidente venezuelano. Secondo quanto riportato da ‘El Estímulo’ (media di opposizione al chavismo) López Bello nega le accusa ed annuncia azioni legali in sua difesa.</p>
<p>Intanto, il Ministro degli Esteri della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodriguez, attraverso la tv di Stato Venezolana de Televisión (VTV), ha fatto sapere che il Venezuela «respinge e condanna le azioni arbitrarie dell’OFAC del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti contro il vicepresidente Tareck El Aissami» evidenziando che «El Aissami è uno stimato criminologo che si è distinto per la sua lotta al narcotraffico».</p>
<p>La diplomatica venezuelana ha inoltre segnalato che il Venezuela è «uno dei paesi che ha effettuato il maggior numero di sequestri di droga negli ultimi anni, come confermato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite». Mentre il Presidente Nicolás Maduro, oltre a dare appoggio incondizionato ad El Aissami, ha ricordato che durante la sua gestione del Ministero degli Interni furono catturati 102 capi del narcotraffico e 21 di essi consegnati agli Stati Uniti.</p>
<p>Ovviamente anche queste notizie sono ‘sfuggite’ ai sempre attenti colleghi de ‘La Stampa’. Senza ombra di dubbio non si tratta di una dimenticanza voluta.</p>
<p>di Fabrizio Verde</p>
<p>da L&#8217;Antidiplomatico</p>
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		<title>Turchia blocca i fondi dello stato cubano allegando legge statunitense</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 02:19:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sistema bancario turco ha proibito all'Ambasciata cubana un bonifico per l'isola riparandosi dietro le leggi statunitensi, denuncia oggi la missione diplomatica, e Prensa Latina ha avuto accesso alla dichiarazione. Nella nota pubblicata, l'ambasciata rivelò che il suo tentativo di mandare una quantità di denaro a Cuba, col fine di aiutare la popolazione colpita dal passaggio dell'uragano Matthew, è stato bloccato dal sistema bancario turco in base all'applicazione delle norme dell'Ufficio di Controllo degli Attivi Stranieri (OFAC) e del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9557" alt="Bloqueo-contra-Cuba-580x380" src="/files/2016/10/Bloqueo-contra-Cuba-580x380.jpg" width="580" height="380" />Il sistema bancario turco ha proibito all&#8217;Ambasciata cubana un bonifico per l&#8217;isola riparandosi dietro le leggi statunitensi, denuncia oggi la missione diplomatica, e Prensa Latina ha avuto accesso alla dichiarazione.</strong></p>
<p>Nella nota pubblicata, l&#8217;ambasciata rivelò che il suo tentativo di mandare una quantità di denaro a Cuba, col fine di aiutare la popolazione colpita dal passaggio dell&#8217;uragano Matthew, è stato bloccato dal sistema bancario turco in base all&#8217;applicazione delle norme dell&#8217;Ufficio di Controllo degli Attivi Stranieri (OFAC) e del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.</p>
<p>Il rifiuto, comunicato il 12 ottobre scorso, arrivò dopo tentativi infruttuosi in varie entità finanziarie pubbliche e private, che negarono sempre i servizi sollecitati dalla missione diplomatica, fornendo sempre la stessa ragione.</p>
<p>L&#8217;ambasciata denunciò alla stampa quanto accaduto, che dimostra che si colpisce il funzionamento libero dei conti della missione diplomatica, assicurando che “questo caso dimostra, un&#8217;altra volta, che il bloqueo economico, commerciale e finanziario non è semplicemente un tema bilaterale tra gli Stati Uniti e Cuba”.</p>
<p>“Il suo carattere extraterritoriale è mantenuto ed applicato con tutti i rigori, impunità ed in chiara violazione della legislazione internazionale”, aggiungeva la dichiarazione.</p>
<p>Allo stesso tempo dimostrò la sua preoccupazione perché questo tipo di misure viene applicato dalle istituzioni di “un paese amico” ed impegnato nella lotta contro il bloqueo imposto dagli USA contro Cuba.</p>
<p>Infine, risaltò la circostanza che la proibizione sia accaduta pochi giorni prima che l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite voti, il prossimo 26 ottobre, una mozione storica contro la politica statunitense, facendo un appello al popolo ed al governo turco affinché reclamino il termine di una misura ingiusta e genocida.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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