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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Occidente</title>
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		<title>Russia denuncia potente campagna diffamatoria dell&#8217;Occidente sull’azione in Siria</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2015 23:28:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La portavoce ufficiale della cancelleria Maria Zajarova denunciò oggi una potente campagna di diffamazione e tergiversazione da parte di mezzi di stampa e politici di Occidente sull'azione militare della Russia in Siria. Zajarova affermò in una conferenza stampa, convocata in maniera straordinaria, che la feroce campagna antirussa si basa principalmente su accuse di una supposta illegittima ed incomprensibile presenza di Mosca in territorio siriano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8926" alt="" src="/files/2015/10/Aviones-580x326.jpg" width="580" height="326" />La portavoce ufficiale della cancelleria Maria Zajarova denunciò oggi una potente campagna di diffamazione e tergiversazione da parte di mezzi di stampa e politici di Occidente sull&#8217;azione militare della Russia in Siria.</strong></p>
<p>Zajarova affermò in una conferenza stampa, convocata in maniera straordinaria, che la feroce campagna antirussa si basa principalmente su accuse di una supposta illegittima ed incomprensibile presenza di Mosca in territorio siriano.</p>
<p>Si accusa Russia, senza argomenti motivati né provati, di perseguire obiettivi ed interessi propri, nascosti sotto una presunta lotta contro il terrorismo, enfatizzò la portavoce del Ministero degli Affari Esteri, citando frammenti di pubblicazioni occidentali e pronunciamenti di alcuni politici, lanciate al volo, senza un’analisi seria.</p>
<p>Disse che come regola il contenuto di queste versioni tergiversate allude ad un probabile compito della Russia di distruggere l&#8217;opposizione moderata nella regione, fatto che si accompagna con video che non hanno nessuna relazione con la situazione attuale, ha condannato la diplomatica russa.</p>
<p>Zajarova ha chiamato l’attenzione che con questa campagna antirussa, tristemente, si sta inventando uno stato di opinione a grande scala sull&#8217;operazione che porta a termine Russia in Siria a partire da un sollecito del presidente legittimo Bashar Al-Assad.</p>
<p>Deplorò contemporaneamente che, al contrario, questi stessi mezzi di comunicazione non divulgano video dei massacri di civili ed esecuzioni sommarie perpetrate dai terroristi islamisti.</p>
<p>Osservò al riguardo che contando con l’autorizzazione del governo di Damasco, l&#8217;operazione aerea che eseguono aeroplani militari russi contro le posizioni dell’Isis e di altri gruppi estremisti è legittima.</p>
<p>Inoltre, contrastò che nel frattempo, i bombardamenti della coalizione diretta dagli Stati Uniti è stata intrapresa (un anno fa) senza un previo accordo ed approvazione del governo siriano, ed è questa la ragione per cui Russia non partecipa a questa alleanza, ha concluso Zajarova.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Democrazia formale o sostanziale? L&#8217;inganno liberale e l&#8217;esempio cubano</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 22:17:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ampio è il dibattito intorno al concetto di democrazia. Nell'Occidente capitalistico, per un vecchio retaggio ideologico risalente ai tempi della Guerra Fredda, si tende a far collimare perfettamente la democrazia con il regime liberal-capitalistico. L'operazione – che non trova alcun fondamento dal punto di vista teorico - fu imbastita da chi potrebbe essere definito un pasdaran del «fondamentalismo democratico», come ebbe a indicare Gabriel Garcia Marquez, per ovvi motivi di polemica verso l'allora blocco socialista.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_6476" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-6476" src="/files/2013/03/elecciones-cuba.jpg" alt="Elezioni a Cuba" width="580" height="413" /></strong><p class="wp-caption-text">Elezioni a Cuba</p></div>
<p>Ampio è il dibattito intorno al concetto di democrazia. Nell&#8217;Occidente capitalistico, per un vecchio retaggio ideologico risalente ai tempi della Guerra Fredda, si tende a far collimare perfettamente la democrazia con il regime liberal-capitalistico. L&#8217;operazione – che non trova alcun fondamento dal punto di vista teorico &#8211; fu imbastita da chi potrebbe essere definito un pasdaran del «fondamentalismo democratico», come ebbe a indicare Gabriel Garcia Marquez, per ovvi motivi di polemica verso l&#8217;allora blocco socialista.</strong></p>
<p>Un complesso di nazioni che comprendeva oltre un terzo della popolazione mondiale, capeggiato da quell&#8217;Unione Sovietica uscita dalla Seconda Guerra mondiale con prestigio e autorevolezza accresciuti. A causa di questa visione distorta, ogni sistema politico che si discosti dai classici canoni liberali, viene bollato senz&#8217;appello come autoritario, antidemocratico o dittatoriale, a seconda delle esigenze ideologiche del momento. Emblematico in tal senso è il caso di Cuba (democrazia sostanziale), che viene indicata come un grande lager a cielo aperto. Uno stato «totalitario» – concetto indefinito ideato per attaccare l&#8217;Unione Sovietica di Stalin, ma in realtà applicabile solo ai regimi fascisti del secolo scorso – dove il Partito Comunista, in quanto partito unico &#8211; vera e propria bestemmia per le democrazie liberali &#8211; monopolizzerebbe l&#8217;intera società. In un&#8217;epoca segnata da un deficit democratico enorme, proprio in quei paesi dove vengono lanciate accuse e scomuniche (Europa e Stati Uniti d&#8217;America in primis) e i bisogni dei popoli vengono calpestati a vantaggio delle élite finanziarie, siamo in presenza di un regime sinceramente democratico?</p>
<p><strong>Il regime liberale: democrazia formale.</strong> Come si affermava in precedenza, ancora oggi, nonostante il crollo del blocco socialista, si definisce democratico, <em>tout court</em>, ogni sistema parlamentare liberale, basato sul pluripartitismo, la competizione, e la «compravendita» del voto. Un mercato del consenso, sempre più falsato da sistemi elettorali maggioritari che vengono fatti passare come razionalizzanti il voto, quando in realtà, lo scopo recondito è quello di coartare le scelte dell&#8217;elettorato in modo da dirottarle verso il centro dello scenario politico. Luogo notoriamente presidiato dai cosiddetti «moderati», di norma esponenti dei ceti sociali medio-alti. Una sorta di canalizzazione della volontà popolare, che permette ai ceti dominanti di restare al potere, arginando la rappresentanza di chi potrebbe andare a destabilizzare il sistema. I restanti sistemi, di solito di tendenza socialista, progressista o semplicemente antimperialista, vedi Cuba, Cina, Russia, Iran, Venezuela, Ecuador giusto per citare qualche nazione a caso, invece, vengono grossolanamente racchiusi nell&#8217;indistinto campo delle dittature, o peggio ancora del totalitarismo. D&#8217;altronde, tornando al sistema rappresentativo liberale, è tutt&#8217;ora valido quanto affermò Lenin nell&#8217;ormai lontano 1917: «<em>La democrazia parlamentare è il miglior involucro per il capitalismo</em>». Quello toccato da Lenin è il tasto giusto per capire come dentro il guscio liberale vi sia il capitalismo con tutte le sue contraddizioni irrisolte: disuguaglianze crescenti, esclusione sociale, sfruttamento dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo sempre più intensivo, in modo particolare dopo la cancellazione del compromesso keynesiano e il definitivo smantellamento del welfare state. L&#8217;implosione del blocco socialista, ha inoltre palesato, con evidenza crescente, come il capitalismo liberato dalla cosiddetta concorrenza di sistema abbia potuto dare libero sfogo ai suoi istinti peggiori. A questo punto è abbastanza chiaro come il regime liberale, proclamato democratico tout court, si risolva in una serie di “universali procedurali”, sostanzialmente svuotati, per l&#8217;appunto esclusivamente formali. Architettura istituzionale congegnata appositamente per celare dietro le sbandierate libertà, un potere in realtà oligarchico, dominato da potenti lobby, imprese economiche e media, di segno fortemente classista. Siffatto sistema politico è stato ben inquadrato dal politologo britannico Colin Crouch, che utilizza il termine <strong>postdemocrazia</strong> per descrivere quei sistemi politici – liberali – formalmente regolati da norme democratiche che vengono, però, svuotate dalla prassi politica. «<em>Anche se le elezioni continuano a svolgersi e condizionare i governi, il dibattito elettorale è uno spettacolo saldamente controllato</em> – scrive il politologo nel suo libro «Postdemocrazia» &#8211; <em>condotto da gruppi rivali di professionisti esperti nelle tecniche di persuasione e si esercita su un numero ristretto di questioni selezionate da questi gruppi. La massa dei cittadini svolge un ruolo passivo, acquiescente, persino apatico, limitandosi a reagire ai segnali che riceve. A parte lo spettacolo della lotta elettorale, la politica viene decisa in privato dall&#8217;integrazione tra i governi eletti e le élite che rappresentano quasi esclusivamente interessi economici</em>».</p>
<p><strong>Democrazia sostanziale: l&#8217;esempio cubano. </strong>«<em>La democrazia per me significa che innanzitutto i governi operino intimamente vincolati con il popolo, nascano dal popolo, abbiano l&#8217;appoggio del popolo, e si consacrino interamente a lavorare e a lottare per il popolo e per gli interessi del popolo. Per me democrazia implica la difesa di tutti i diritti dei cittadini, fra essi il diritto all&#8217;indipendenza, il diritto alla libertà, il diritto alla dignità nazionale, il diritto all&#8217;onore; per me democrazia significa la fraternità fra gli uomini, l&#8217;uguaglianza vera fra gli uomini, l&#8217;uguaglianza delle opportunità per tutti gli uomini, per ogni essere umano che nasce, per ogni intelligenza che esiste</em>». Il pensiero del Comandante Fidel Castro sul concetto di democrazia – tratto dal libro Elecciones en Cuba: farsa o democracia? &#8211; evidenzia plasticamente le differenze che intercorrono tra il sistema rappresentativo liberale (democrazia formale) e quello socialista cubano (democrazia sostanziale). In base all&#8217;assunto sopra citato, a Cuba, dopo la vittoriosa Rivoluzione, si è iniziato a edificare il nuovo Stato socialista, basato sulla democrazia sociale e sul rafforzamento della base popolare. Partendo dall&#8217;uguaglianza come elemento fondante la nuova società. Passaggio essenziale, quest&#8217;ultimo, verso l&#8217;approdo a una forma superiore di democrazia. D&#8217;altronde, come ammesso anche da politologi e costituzionalisti di orientamento liberale, è impossibile parlare di democrazia quando si è in presenza di forti disuguaglianze. I detrattori a questo punto chiederanno: vi può essere democrazia senza pluripartitismo? Bisogna anche in questo caso guardare al sistema, senza le lenti deformanti del liberalismo. Il ruolo del Partito Comunista a Cuba, non è da intendersi come in Occidente. Il Partito ha ruolo direttivo, di coesione e difesa delle conquiste della Rivoluzione. E non partecipa, al contrario di quanto avviene nelle democrazie liberali, alla contesa elettorale. Infatti, il suffragio universale a Cuba, nel solco della teoria marxista e leninista, costituisce solamente il punto di partenza nel processo di democratizzazione dello Stato e non l&#8217;arrivo come nella dottrina liberale. L&#8217;essenza del socialismo sta nel rivoluzionamento dei rapporti economici, nell&#8217;emancipazione sociale delle masse popolari.</p>
<p>di Fabrizio Verde, in esclusiva per Cubadebate</p>
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		<title>Occidente cerca risposta contro appoggio russo alla Siria</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 23:47:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'attacco mediatico contro il popolo siriano pianificato dalle potenze occidentali per il venerdì 15 è una risposta alle posizioni della Russia di raggiungere un accordo pacifico della crisi in Siria, considerano oggi gli analisti. Mezzi di stampa siriani ed internazionali hanno denunciato una presunta trama pianificata dagli Stati Uniti ed i loro alleati per provocare azioni violente ed il rovesciamento del governo del presidente siriano, Bashar al-Assad, attraverso la manipolazione mediatica.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2659" src="/files/2012/01/bandera-siria.jpg" alt="" width="300" height="250" />L&#8217;attacco mediatico contro il popolo siriano pianificato dalle potenze occidentali per il venerdì 15 è una risposta alle posizioni della Russia di raggiungere un accordo pacifico della crisi in Siria, considerano oggi gli analisti. </strong></p>
<p>Mezzi di stampa siriani ed internazionali hanno denunciato una presunta trama pianificata dagli Stati Uniti ed i loro alleati per provocare azioni violente ed il rovesciamento del governo del presidente siriano, Bashar al-Assad, attraverso la manipolazione mediatica.</p>
<p>Secondo gli attori occidentali, nella crisi bisogna fare un cambiamento della storia, o in altre parole, il processo di destabilizzazione che doveva aprire la strada ad un intervento militare della NATO appoggiato dall&#8217;ONU è terminato in un fallimento.</p>
<p>Il canale Addounia divulgò che gli organizzatori della campagna mediatica contro Siria scelsero il prossimo 15 giugno per occultare i mezzi televisivi locali negli spazi che occupano con le loro trasmissioni via satellite con altri prefabbricati.</p>
<p>In realtà, la gerarchia della Lega Araba, dominata dalla petrol-monarchia del Golfo Persico, oggi acerrima nemica di Damasco, ha proposto di occultare le trasmissioni dei canali siriani dai satelliti Nilesat ed Arabsat, precisamente il 15 giugno.</p>
<p>Quando questo succederà, secondo la fonte, invece dei canali siriani si vedranno trasmissioni pirata, mostrando il popolo attaccando le installazioni del governo ed elementi virtuali della caduta del presidente Al-Assad.</p>
<p>Se succedesse quello che si annuncia per il prossimo venerdì, giorno della preghiera musulmana, questo dimostrerebbe che Washington disattese avvertenze lanciate da Mosca, e che presumibilmente hanno l’appoggio della Cina, sulle implicazioni della crisi nello scatenamento di un conflitto mondiale.</p>
<p>In realtà, è un&#8217;intensificazione della guerra mediatica fino ad estremi mai visti prima. Il presidente Vladimir Putin ha assicurato che Siria è la linea rossa che Occidente non deve oltrepassare e non è stato casuale l&#8217;ampio spiegamento del potere militare russo osservato nei giorni recenti in atti pubblici e la prova di proiettili balistici per confermare una superiorità in questo terreno, definitivo di qualunque conflitto tra le grandi potenze.</p>
<p>Il giornalista ed investigatore francese, Thierry Meyssan, segnala che Mosca ha appena proposto la creazione di un Gruppo di Contatto con Siria che riunirebbe nel suo seno tutti gli Stati implicati, cioè, tanto i paesi vicini come le potenze regionali ed internazionali.</p>
<p>“Si tenta di creare un forum di dialogo invece dell&#8217;attuale dispositivo bellico instaurato dagli occidentali sotto la denominazione della Conferenza degli Amici della Siria”, ha affermato.</p>
<p>Per alcuni commentatori politici, se la Casa Bianca e suoi alleati occidentali proseguono cercando risposte all&#8217;iniziativa di Mosca per una sistemazione pacifica della crisi, potrebbero dover affrontare decisioni che i russi sembrano disposti ad assumere, perfino al prezzo di un conflitto maggiore.<br />
con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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