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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; #ObamaDerogaElDecretoYa</title>
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		<title>Presidente del Venezuela ringrazia per appoggio del mondo contro decreto di Obama</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2015 00:28:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#ObamaDerogaElDecretoYa]]></category>
		<category><![CDATA[#ObamaRepealTheExecutiveOrder]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Maduro]]></category>
		<category><![CDATA[reti sociali]]></category>
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		<description><![CDATA[Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, ha ringraziato questo venerdì per l'appoggio nazionale ed internazionale alla campagna per #ObamaDerogaElDecretoYa, etichetta che si posiziona ora tra le prime in Twitter. “Grazie a tutti… che Viva La Pace e l'Indipendenza… Che Viva Venezuela…Thank you World.. #ObamaDerogaElDecretoYa”, ha scritto il mandatario in questa rete sociale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8474" alt="" src="/files/2015/03/Nicolas-maduro-twitter.jpg" width="580" height="330" />Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, ha ringraziato questo venerdì per l&#8217;appoggio nazionale ed internazionale alla campagna per #ObamaDerogaElDecretoYa, etichetta che si posiziona ora tra le prime in Twitter.</strong></p>
<p>“Grazie a tutti… che Viva La Pace e l&#8217;Indipendenza… Che Viva Venezuela…Thank you World.. #ObamaDerogaElDecretoYa”, ha scritto il mandatario in questa rete sociale.</p>
<p>Con le etichette #ObamaDerogaYa e #ObamaRepealTheExecutiveOrder gli internauti manifestano il loro rifiuto all&#8217;ordine esecutivo di Washington, che segnala questo paese come una minaccia inusuale e straordinaria alla sicurezza e politica estera statunitensi.</p>
<p>Le due etichette #ObamaDerogaElDecretoYa e #ObamaRepealTheExecutiveOrder hanno ricevuto più di due milioni 632 mila menzioni, iniziativa lanciata dal Venezuela e replicata in diversi paesi del mondo per mezzo di Twitter, Facebook ed Instagram.</p>
<p>Mentre, nelle piazze Bolivar ubicate in tutto il Venezuela si raccolgono firme in appoggio alla petizione di Maduro a Barack Obama di revocare l&#8217;ordine esecutivo contro il Venezuela.</p>
<p>Sotto lo slogan “Obama deroga il decreto già” e “il Venezuela non è una minaccia, siamo speranza”, la campagna prosegue in questa giornata e si estende ora nel campo internazionale.</p>
<p>Si può firmare per la pace in Venezuela nella pagina wwww.obamaderogaeldecretoya.org.ve.</p>
<p>Il sindaco del municipio Libertador, a Caracas, Jorge Rodriguez, ha risaltato l&#8217;impatto internazionale della campagna mondiale in rifiuto alla dichiarazione del presidente degli Stati Uniti.<br />
Ora siamo in campagna contro l&#8217;infame decreto che attenta alla pace, alla stabilità ed alla tranquillità di tutto il popolo del Venezuela, ha affermato.</p>
<p>Noi non siamo una minaccia, minaccia è il governo statunitense e le sue invasioni a 92 paesi durante la sua storia imperiale, oltre a circa 40 interventi militari contro paesi dell&#8217;America, ha concluso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Esigono nelle reti sociali l&#8217;abrogazione del decreto di Obama</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2015 00:25:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli utenti delle reti sociali esigono oggi all'amministrazione degli Stati Uniti di abrogare il decreto dello stato di emergenza e di revocare la dichiarazione di quel governo che considera il Venezuela una minaccia. Con le etichette #ObamaDerogaElDecretoYa e #TuFirmaXLaPatria, gli utenti di Internet esprimono la loro solidarietà con questo paese sudamericano ed esortano a sostenere un'iniziativa per raccogliere 10 milioni di firme che inizierà ufficialmente oggi alle 11:00 ora locale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8472" alt="" src="/files/2015/03/derogaya.jpg" width="400" height="400" />Gli utenti delle reti sociali esigono oggi all&#8217;amministrazione degli Stati Uniti di abrogare il decreto dello stato di emergenza e di revocare la dichiarazione di quel governo che considera il Venezuela una minaccia. </strong></p>
<p>Con le etichette #ObamaDerogaElDecretoYa e #TuFirmaXLaPatria, gli utenti di Internet esprimono la loro solidarietà con questo paese sudamericano ed esortano a sostenere un&#8217;iniziativa per raccogliere 10 milioni di firme che inizierà ufficialmente oggi alle 11:00 ora locale.</p>
<p>La firma del presidente venezuelano Nicolas Maduro è la prima nel documento che dovrebbero consegnare al presidente statunitense Barack Obama, durante il VII Vertice delle Americhe, che si terrà in Panama il 10 e l&#8217;11 aprile.</p>
<p>Per il processo di raccolta delle firme sono stati attivati 14 mila punti nelle piazze Bolivar di tutto il paese, e sul web le persone potranno partecipare accedendo al portale wwww.obamaderogaeldecretoya.org.ve.</p>
<p>Domani, gli utenti di Internet in tutto il mondo esigeranno l&#8217;abrogazione del decreto statunitense, attraverso due &#8220;twitazos&#8221; programmati alle 11:00 ed  alle 18:00 ora locale.</p>
<p>Quando ha lanciato la campagna, questo mercoledì, il sindaco del comune Libertador, Jorge Rodriguez, ha considerato la misura di Obama come la più grave minaccia contro il suo paese in 200 anni di storia repubblicana.</p>
<p>Ha fatto un appello al senso patriottico dell&#8217;opposizione venezuelana affinché sostenga la raccolta delle firme, perché, ha detto, il decreto esecutivo di Obama è un attacco ai quasi 28 milioni di bambini di questa nazione, senza distinzioni politiche.</p>
<p>Rodriguez conduce il comando di campagna integrato da altri funzionari bolivariani e lavoratori, giovani, studenti, contadini, artisti, atleti, movimenti sociali e rappresentanti del Grande Polo Patriottico.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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