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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; normalizzare relazioni</title>
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		<title>Raul: processo di relazioni con gli USA “va bene, al nostro ritmo”</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2015 00:16:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri di Cuba, il Generale dell’Esercito Raul Castro Ruz, ha affermato oggi che il processo di negoziazione per ristabilire relazioni con gli Stati Uniti “va bene, ma naturalmente, al nostro ritmo.” Raul ha fatto le dichiarazioni alla stampa, dopo aver salutato nell'aeroporto Josè Martì al suo omologo francese, François Hollande, che ha fatto una visita di poco più di 24 ore a Cuba, la prima di un mandatario francese a questo arcipelago.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8618" alt="" src="/files/2015/05/Raúl-Castro-Ruz.jpg" width="580" height="330" />Il presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri di Cuba, il Generale dell’Esercito Raul Castro Ruz, ha affermato oggi che il processo di negoziazione per ristabilire relazioni con gli Stati Uniti “va bene, ma naturalmente, al nostro ritmo.”  </strong></p>
<p>Raul ha fatto le dichiarazioni alla stampa, dopo aver salutato nell&#8217;aeroporto Josè Martì al suo omologo francese, François Hollande, che ha fatto una visita di poco più di 24 ore a Cuba, la prima di un mandatario francese a questo arcipelago.</p>
<p>In questo momento, si discutono alcuni temi pendenti per aprire le rispettive ambasciate a Washington ed a L&#8217;Avana, tra queste le restrizioni di movimento del personale diplomatico statunitense a Cuba, misura simile a quella delle missioni cubane a New York e nella capitale statunitense.</p>
<p>“Lo manifestai (…) al presidente Obama che quello che più mi preoccupa concretamente è che i diplomatici statunitensi continuino a fare cose illegali che fanno ora, o che stanno facendo fino ad ora”, ha indicato.</p>
<p>Come esempio menzionò la specializzazione di “giornalisti indipendenti, già sia nella SINA (Sezione di Interessi degli Stati Uniti a L&#8217;Avana che compie compiti consolari) o in casa di diplomatici” statunitensi a Cuba.</p>
<p>“Queste cose non si possono fare. Semplicemente, quello che esigiamo è che tutti devono adattarsi agli accordi sul comportamento dei diplomatici in tutto il mondo, scritti nella Convenzione di Vienna”, ha affermato.</p>
<p>Raul Castro ha ribadito che una cosa sarà il ripristino delle relazioni diplomatiche, l&#8217;apertura delle ambasciate e la nomina degli ambasciatori, ed un’altra la completa normalizzazione delle relazioni.</p>
<p>Quest&#8217;ultima sarà possibile, in primo luogo, eliminando completamente il bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto contro Cuba da più di cinque decenni, ha detto.</p>
<p>Allo stesso tempo, Cuba ha ribadito l’esigenza della restituzione della base di Guantanamo, un territorio dell&#8217;isola occupato illegalmente dagli Stati Uniti, per procedere verso la normalizzazione dei rapporti.</p>
<p>Il mandatario ha anche affermato che il presidente statunitense ha potestà, come ha già fatto, per escludere Cuba dalla lista dei paesi patrocinatori del terrorismo.</p>
<p>“Ci eliminano il titolo ‘onorifico&#8217; di paese terrorista. Come ho detto in Panama, che classe di terrorismo è questo dove i morti sono nostri e quelli che c&#8217;aggrediscono non ne hanno nessuno”, ha ricordato.</p>
<p>Prima di concludere il dialogo con la stampa, Raul ha risposto ad una domanda che non poteva mancare: come sta Fidel?</p>
<p>“Osservino le foto che sono uscite oggi nella stampa, Fidel è forte e diritto”, ha concluso.</p>
<p>con informazione di agenzie</p>
<p>foto: Getty Images</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Conclude dialogo tra Cuba ed USA sui diritti umani</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 23:02:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dialogo sui diritti umani tra Cuba e gli Stati Uniti è terminato oggi a Washington, e si aspettava che le parti offrissero dettagli della riunione. Su proposta dell'isola, entrambi i paesi hanno presentato questa mattina nella sede del Dipartimento di Stato un inedito scambio di criteri e posizioni sul tema.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8392" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8392" alt="foto: Ramon Espinosa/ AP" src="/files/2015/02/cuba-usa.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">foto: Ramon Espinosa/ AP</p></div>
<p><strong>Il dialogo sui diritti umani tra Cuba e gli Stati Uniti è terminato oggi a Washington, e si aspettava che le parti offrissero dettagli della riunione.  </strong></p>
<p>Su proposta dell&#8217;isola, entrambi i paesi hanno presentato questa mattina nella sede del Dipartimento di Stato un inedito scambio di criteri e posizioni sul tema.</p>
<p>In dichiarazioni ai giornalisti cubani accreditati qui per coprire le conversazioni, l&#8217;ambasciatrice presso le Nazioni Unite in Ginevra e membro della delegazione visitante, Anayansi Rodriguez, ha definito l&#8217;incontro rispettoso e professionale.</p>
<p>Come si annunciò, la rappresentazione cubana ha realizzato poi una conferenza stampa alle 18:00, ora locale.</p>
<p>Sempre Anayansi Rodriguez ha ribadito che l&#8217;inedito dibattito celebrato nel Dipartimento di Stato si è svolto in un clima di professionismo e rispetto, su basi reciproche e senza discriminazione di nessun tipo. D’accordo con l&#8217;ambasciatrice de L&#8217;Avana presso le Nazioni Unite a Ginevra, durante l&#8217;incontro si discussero le basi metodologiche per eventuali futuri incontri sui diritti umani, e si abbordarono temi di interesse da includere nelle agende di questi forum.</p>
<p>Come era pronosticabile, la riunione ratificò che esistono differenze sostanziali di percezioni al momento di abbordare i diritti umani, “ma anche che possiamo conversare in maniera professionale e civilizzata”, ha sottolineato.</p>
<p>Rodriguez precisò che le divergenze affiorarono tanto nella messa a fuoco sul tema della protezione e promozione di questi diritti nei rispettivi paesi, come nel loro trattamento a livello internazionale, negli spazi e strumenti multilaterali.</p>
<p>Cuba vedi i diritti civili e politici, sociali e culturali in una maniera indivisibile ed integrale, e non accetta che uno abbia un valore superiore all&#8217;altro, ha concluso.</p>
<p>Cuba e gli Stati Uniti abbordano temi di interesse mutuo, di forma parallela al processo di ristabilimento di relazioni bilaterali, annunciato il 17 dicembre dai presidenti Raul Castro e Barack Obama.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Ex avvocato della Fondazione Nazionale Cubano Americana ricorda aneddoti su Cuba</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2015 23:01:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arrivati da dissimili luoghi della geografia nordamericana –Miami, Maryland, Virginia, Michigan, Washington DC—rappresentanti della comunità cubana residenti negli USA hanno riempito questo venerdì l'aula magna della Sezione di Interessi di Cuba. Accorrevano, insieme ad accademici studiosi del tema cubano, membri del corpo diplomatico latinoamericano e giornalisti, per ascoltare l'avvocato e professore della Facoltà di Legge dell'Università Internazionale della Florida, Antonio Zamora, oratore principale dell’incontro, narrare aneddoti delle sue riunioni con Cuba a partire dalla decade del 1990 che in parole dello stesso Zamora, hanno cambiato definitivamente l'immagine che possedeva del suo paese natale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8494" alt="Antonio Zamora" src="/files/2015/03/Tony-Zamora.jpg" width="580" height="773" />Arrivati da dissimili luoghi della geografia nordamericana –Miami, Maryland, Virginia, Michigan, Washington DC—rappresentanti della comunità cubana residenti negli USA hanno riempito questo venerdì l&#8217;aula magna della Sezione di Interessi di Cuba.  </strong></p>
<p>Accorrevano, insieme ad accademici studiosi del tema cubano, membri del corpo diplomatico latinoamericano e giornalisti, per ascoltare l&#8217;avvocato e professore della Facoltà di Legge dell&#8217;Università Internazionale della Florida, Antonio Zamora, oratore principale dell’incontro, narrare aneddoti delle sue riunioni con Cuba a partire dalla decade del 1990 che in parole dello stesso Zamora, hanno cambiato definitivamente l&#8217;immagine che possedeva del suo paese natale.</p>
<p>Zamora, autore del libro What I Learned About Cuba By Going To Cuba (Quello che imparai di Cuba andando a Cuba), ha raccontato che ritornando negli USA dopo la sua partecipazione nella fallita invasione di Playa Giron—fatto che l’ha mantenuto in prigione nell&#8217;isola più di due anni, fino ad essere scambiato—è stato per 11 anni avvocato della Fondazione Nazionale Cubano Americana (FNCA), di conosciuta linea aggressiva contro Cuba.</p>
<p>In realtà, spiega, la FNCA è stata creata per aiutare Ronald Reagan ad arrivare alla presidenza degli USA, fatto che non è molto conosciuto.  “Ricordatevi che la prima ondata migratoria da Cuba aveva fondi; i cubani che erano il 10% della popolazione ispana negli USA, erano qui padroni del 50% dei commerci ispani.”</p>
<p>Così, quando Reagan arriva alla Casa Bianca, riferisce l&#8217;avvocato, la FNCA chiede allora al presidente che si aggiunga Cuba nella lista degli stati patrocinatori del terrorismo, nella quale l&#8217;isola si è mantenuta fino all&#8217;attualità. Poi verrebbero altre richieste, come le trasmissioni radiali e televisive contro Cuba, ed anche queste si mantengono anche adesso.</p>
<p>Quando si produce il collasso dell&#8217;Unione Sovietica nel 1991, tutti immaginavamo che Cuba sarebbe caduta, segnala Zamora.  “Avevamo a Miami l&#8217;idea che in Cuba si stava liberando una specie di Intifada. Non stavamo combattendo con la realtà.”</p>
<p>Espressa che quando viaggia per la prima volta a Cuba, nel 1995, lo coglie alla sprovvista la tranquillità che si vive per le strade. “Mi ha sorpreso molto—dice—non vedere gente con armi in nessun posto.”</p>
<p>L&#8217;avvocato e professore Antonio Zamora ha visitato Cuba in decine di opportunità, tanto in visite famigliari come portato dal suo affanno di investigazione. Si descrive a se stesso come dedicato allo studio della storia.</p>
<p>Le sue parole questo venerdì nella Sezione di Interessi di Cuba a Washington sono state accolte con riconoscimento ed hanno dato luogo ad un dibattito sostanziale sui cambiamenti che si vengono producendo nella comunità cubana residente negli USA e che favoriscono il cambiamento nella politica verso Cuba.</p>
<p>L&#8217;autore ed investigatore ha firmato libri ed ha sostenuto animate conversazioni coi partecipanti.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Pelosi: consenso in Congresso USA per togliere il bloqueo contro Cuba</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2015/02/19/pelosi-consenso-congresso-usa-per-togliere-il-bloqueo-contro-cuba/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2015 01:06:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nancy Pelosi]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel Congresso nordamericano esiste un forte appoggio bipartitico per togliere il bloqueo degli Stati Uniti contro Cuba, ha detto oggi la legislatrice Nancy Pelosi, leader della minoranza democratica nella Camera dei Rappresentanti. C'è anche consenso tra una buona parte dei membri del Campidoglio sulla necessità che Cuba sia esclusa della lista di paesi che -secondo il Dipartimento di Stato - patrocinano il terrorismo, ha aggiunto Pelosi in una conferenza stampa in questa capitale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel Congresso nordamericano esiste un forte appoggio bipartitico per togliere il bloqueo degli Stati Uniti contro Cuba, ha detto oggi la legislatrice Nancy Pelosi, leader della minoranza democratica nella Camera dei Rappresentanti.  </strong></p>
<p>C&#8217;è anche consenso tra una buona parte dei membri del Campidoglio sulla necessità che Cuba sia esclusa della lista di paesi che -secondo il Dipartimento di Stato &#8211; patrocinano il terrorismo, ha aggiunto Pelosi in una conferenza stampa in questa capitale.</p>
<p>La legislatrice ha risaltato il carattere fruttifero dei contatti con alti funzionari cubani, tra cui ieri col cancelliere, Bruno Rodriguez, ed un gruppo di 20 membri dell&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare, oltre che con membri della società civile cubana.</p>
<p>Ha segnalato che questo è un momento storico sia per gli Stati Uniti che per Cuba, dopo la decisione annunciata dai presidenti di entrambe le nazioni, il 17 dicembre passato, di ristabilire le relazioni diplomatiche, riaprire le ambasciate in entrambe le capitali ed avanzare verso la normalizzazione dei vincoli tra i due paesi vicini.</p>
<p>Questo è stato un gigantesco passo avanti, stiamo promuovendo una nuova relazione perché possiamo condividere molte cose, con benefici per le due parti, ha detto la legislatrice, che presiede una delegazione integrata da altri otto rappresentanti democratici che integrano comitati chiave nella Camera dei Rappresentanti.</p>
<p>Conformano il gruppo Elliot Engel, di New York; Rosa DeLauro, del Connecticut; Collin Peterson, del Minnesota; Anna Eshoo, della California; Nydia Velazquez, di New York; Jim McGovern, di Massachussets; Steve Israel, di New York, e David Cicilline, di Rhode Island.</p>
<p>Da parte sua, McGovern ha anche fatto riferimento all&#8217;ampio appoggio bipartitico nel Congresso nordamericano, favorevole al sollevamento del bloqueo economico, commerciale e finanziario che gli Stati Uniti mantengono contro Cuba da più di cinque decadi.</p>
<p>Ma secondo McGovern uno dei problemi fondamentali radica in che la leadership repubblicana in entrambi gli emicicli del Congresso permetta la discussione e votazione dei progetti che hanno come scopo eliminare queste sanzioni unilaterali.</p>
<p>Facendo uso della parola, Velasquez invece ha fatto riferimento all&#8217;importanza dei cambiamenti che implementa Cuba nel suo modello economico, ed il ruolo che svolgerà nel futuro il settore non statale dell&#8217;isola, coi quali è anche possibile sviluppare progetti di collaborazione tra le due nazioni.</p>
<p>Il 27 febbraio prossimo avrà luogo a Washington D.C, la capitale statunitense, il secondo turno di conversazioni tra rappresentanti di entrambi i governi, col fine di discutere aspetti relazionati col ristabilimento dei vincoli diplomatici bilaterali.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Ismael Francisco</p>
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		<title>Newsday: gli USA devono ricordarsi il passato quando trattano con Cuba</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 01:07:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tuttavia, Cuba ha sperimentato questi anni di “lunghe tensioni nelle loro relazioni” in un modo molto differente a quello degli Stati Uniti. A Cuba, questo periodo di “lunghe tensioni nelle loro relazioni” rappresenta mezzo secolo di sforzi sostenuti da parte degli statunitensi nel tentativo del cambiamento di regime sull'Isola, comprese sanzioni economiche punitive ed isolamento politico, un'invasione, decine di piani di assassinio contro i leader cubani ed anni di attività segrete, includendo il sabotaggio all'agricoltura, all'industria ed al trasporto cubani.   ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8392" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8392" alt="foto: Ramon Espinosa/ AP" src="/files/2015/02/cuba-usa.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">foto: Ramon Espinosa/ AP</p></div>
<p><strong>Gran parte del dibattito negli Stati Uniti nelle ultime settimane si è incentrato sul tentativo di disfare gli effetti dei più di 50 anni di mancanza di relazioni con Cuba, quando The Wall Street Journal ha caratterizzato questo periodo di “lunghe tensioni nelle relazioni tra i due paesi.”  </strong></p>
<p>Tuttavia, Cuba ha sperimentato questi anni di “lunghe tensioni nelle loro relazioni” in un modo molto differente a quello degli Stati Uniti. A Cuba, questo periodo di “lunghe tensioni nelle loro relazioni” rappresenta mezzo secolo di sforzi sostenuti da parte degli statunitensi nel tentativo del cambiamento di regime sull&#8217;Isola, comprese sanzioni economiche punitive ed isolamento politico, un&#8217;invasione, decine di piani di assassinio contro i leader cubani ed anni di attività segrete, includendo il sabotaggio all&#8217;agricoltura, all&#8217;industria ed al trasporto cubani.</p>
<p>Ma tutto questo è solo un sommario avvicinamento. In realtà, la memoria cubana ha una portata più lunga nel passato, sono 150 gli anni della politica degli Stati Uniti dedicati ad ostruire la sovranità nazionale cubana e l&#8217;autodeterminazione. L&#8217;ingerenza degli Stati Uniti nei temi cubani ha tracciato una strada che è nella memoria di Cuba, e che si deve ricordare come contesto nel quale Cuba si avvicina al dialogo con gli Stati Uniti.</p>
<p>È per questo motivo che i cubani si avvicinano agli Stati Uniti con cautela. Questa è la ragione per la quale il presidente Raul Castro ha parlato il 17 dicembre del compromesso di Cuba “di essere fedele ai nostri ideali di indipendenza”. I difensori statunitensi che hanno dato il benvenuto ad iniziative per rinnovare il dialogo diplomatico con Cuba e le relazioni normali nel contesto di decadi di isolamento politico e sanzioni economiche, non hanno potuto produrre i risultati desiderati.</p>
<p>La nuova politica, secondo il presidente Barack Obama, servirà per “mettere fine ad una messa a fuoco obsoleta.” Ha fatto leva sulla necessità di “provare qualcosa di differente.” La vecchia politica, ha detto, “non ha funzionato”. Ovviamente, la politica non ha “funzionato”. Ovviamente, una nuova politica è molto giustificata. Ma è anche certo che i difensori di un cambiamento di “messa a fuoco obsoleta” dovrebbero camminare con cautela, perché a Cuba non si richiede di molta immaginazione politica per arrivare a conclusioni nefaste sul significato più ampio dei pronunciamenti che giustificano l&#8217;abbandono di una politica che “non ha funzionato”–non ha funzionato per quale motivo? &#8211; e che ha bisogno “qualcosa di differente” &#8211; per il cambiamento di regime? &#8211; si deduce che quello che bisogna cambiare è il mezzo e non lo scopo? In realtà, la ragione di cambiamento della politica ha avanzato con l&#8217;argomento che le relazioni diplomatiche normali proporzioneranno agli Stati Uniti “l&#8217;opportunità di avere influenza sul corso degli avvenimenti”, come ha detto Obama.</p>
<p>E questi sospetti delle autorità cubane non si calmeranno con riunioni molto reclamizzate ed apparentemente obbligatorie tra le delegazioni visitanti statunitensi ed i dissidenti. Bisognerebbe solo immaginare le grida di indignazione negli Stati Uniti se una delegazione ufficiale cubana si riunisce con rappresentanti di Occupy Wall Street.</p>
<p>di Louis A. Perez Jr., dottore in Scienze, professore di Storia di Cuba nell&#8217;università statunitense della Carolina del Nord, a Chapel Hill</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Nipote di Hemingway chiede al governo degli USA di normalizzare relazioni con Cuba</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2014 00:19:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dan Whittle]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo statunitense John Hemingway, nipote del celebre scrittore Ernest Hemingway, si è sommato questo martedì a Washington ad un appello per la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Cuba e gli Stati Uniti, interrotte mezzo secolo fa. “Penso che è importante che le relazioni diplomatiche siano ristabilite. Credo che finalmente i due paesi devono riconoscersi mutuamente, ed incominciare a trattarsi in una forma normale”, ha detto Hemingway in una conferenza stampa a Washington.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8232" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8232" alt="John Hemingway" src="/files/2014/11/nieto_hemingway.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">John Hemingway</p></div>
<p><strong>Lo statunitense John Hemingway, nipote del celebre scrittore Ernest Hemingway, si è sommato questo martedì a Washington ad un appello per la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Cuba e gli Stati Uniti, interrotte mezzo secolo fa.  </strong></p>
<p>“Penso che è importante che le relazioni diplomatiche siano ristabilite. Credo che finalmente i due paesi devono riconoscersi mutuamente, ed incominciare a trattarsi in una forma normale”, ha detto Hemingway in una conferenza stampa a Washington.</p>
<p>Cuba “è stata ignorata dagli Stati Uniti, e questo è molto provocante. È la maggiore isola dei Caraibi, con 11 milioni di persone, e non facciamo niente, o fingiamo che non sta lì”, ha detto.</p>
<p>Hemingway ha criticato duramente il fatto di voler “mantenere Cuba nella lista dei paesi che patrocinano il terrorismo”, dove è stata collocata nel marzo del 1982.</p>
<p>Cuba, ha segnalato, “non è un paese di terroristi, fino a dove ho potuto vedere.”</p>
<p>Nel settembre scorso John Hemingway ha visitato il museo in memoria di suo nonno nella località costiera di Cojimar, a Cuba, e posteriormente ha partecipato in vari incontri tra scienziati statunitensi e cubani dell&#8217;area della biologia marina.</p>
<p>Uno di questi scienziati statunitensi, Dan Whittle, ha detto questo martedì che era necessario “che il presidente Barack Obama usi la sua autorità esecutiva che è abbastanza ampia”, per “ristabilire immediatamente le relazioni diplomatiche” con Cuba.</p>
<p>In questo modo, “il complesso delle agenzie governative che stanno tentando già di lavorare avranno la possibilità di farlo”. È fondamentale “incominciare a costruire questo ponte, ed il momento è adesso”, ha detto Whittle, dell&#8217;Environmental Defensa Fund (EDF).<br />
Whittle ha affermato che Obama ha l’autorità per firmare decreti relativi alla relazioni bilaterali, “cominciando a togliere le limitazioni ai viaggi di cittadini statunitensi a Cuba.”</p>
<p>con informazione di AFP</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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