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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Nicolas Maduro</title>
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		<title>Il presidente Maduro annuncia che Venezuela parteciperà alle sperimentazioni cliniche di fase III di Soberana 02 e Abdala</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 17:32:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha annunciato questa domenica in una trasmissione televisiva che il suo paese si unirà alle sperimentazioni cliniche di Fase III dei candidati vaccinali cubani Soberana 02 e Abdala.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11952" alt="Nicolás-Maduro-21-de-marzo-de-2021-580x386" src="/files/2021/03/Nicolás-Maduro-21-de-marzo-de-2021-580x386.jpg" width="580" height="386" />Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha annunciato questa domenica in una trasmissione televisiva che il suo paese si unirà alle sperimentazioni cliniche di Fase III dei candidati vaccinali cubani Soberana 02 e Abdala.</strong></p>
<p>&#8220;Verso la produzione del vaccino ALBATCP&#8221;, ha detto il leader bolivariano in un programma dedicato a fare il punto sulla lotta contro la COVID-19 in quel Paese. Venezuela sta affrontando una nuova ondata di infezioni da COVID-19, la cui causa fondamentale è la variante brasiliana molto contagiosa.</p>
<p>Più di 14mila abitanti della capitale cubana hanno già ricevuto la prima dose di Soberana 02 degli oltre 44mila che partecipano alla fase III delle sperimentazioni cliniche di Soberana 02. Questo lunedì iniziano le stesse sperimentazioni per il vaccino Abdala nei territori orientali di Santiago de Cuba, Guantánamo e Granma.</p>
<p>Nei giorni scorsi sono state inviate in Iran 100mila dosi di Soberana 02 per svolgere un&#8217;altra parte della fase III della sperimentazione clinica in quel paese.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Maduro denuncia l&#8217;attacco terrorista contro la principale raffineria del Venezuela</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 21:32:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha riferito questo mercoledì in una conferenza stampa internazionale che la raffineria di Amuay, la principale raffineria del paese, situata sulla costa occidentale, è stata attaccata con un'arma potente e forte martedì scorso. Il presidente ha annunciato che coloro che hanno attaccato il complesso di raffinazione, situato nella penisola di Paraguanà, nello stato di Falcon, volevano provocare un'esplosione totale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11779" alt="maduro-580x387" src="/files/2020/10/maduro-580x387.jpg" width="580" height="387" />Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha riferito questo mercoledì in una conferenza stampa internazionale che la raffineria di Amuay, la principale raffineria del paese, situata sulla costa occidentale, è stata attaccata con un&#8217;arma potente e forte martedì scorso.</strong></p>
<p>Il presidente ha annunciato che coloro che hanno attaccato il complesso di raffinazione, situato nella penisola di Paraguanà, nello stato di Falcon, volevano provocare un&#8217;esplosione totale.</p>
<p>Maduro ha dichiarato che durante il fatto hanno demolito una torre con uno spessore nell&#8217;acciaio maggiore di un carro armato da guerra. È stato un attacco terrorista, ha sentenziato.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Cospirazione permanente</span></p>
<p>Durante una videoconferenza con i media internazionali dal Palazzo Miraflores, Maduro ha assicurato che il suo governo affronta una cospirazione permanente, appoggiata e finanziata dagli Stati Uniti, con la complicità di diversi governi in Europa.</p>
<p>Il presidente venezuelano ha assicurato che due cittadini stranieri sono stati detenuti nello stato di Zulia, nella parte occidentale del Venezuela: questi individui avrebbero avuto intenzione di attaccare i leader del suo governo.</p>
<p>Inoltre, ha annunciato che nelle prossime ore il capo della Procura, Tarek William Saab, terrà una conferenza stampa per ampliare le informazioni.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Benzina per 20 giorni</span></p>
<p>Il presidente venezuelano ha anche riferito che il Paese sudamericano ha una riserva di benzina di 20 giorni. Secondo lui, questa cifra è stata raggiunta perché Venezuela produce il 30% in più di quanto consuma ed il carburante è arrivato anche da altri paesi.</p>
<p>Il capo dello Stato ha affermato che la produzione è in fase di regolarizzazione nonostante il duro colpo che ha subito il Paese sudamericano, che tra il 2015 e il 2019 ha smesso di generare circa 1,19 miliardi di barili di petrolio a causa delle misure coercitive unilaterali imposte da Washington.</p>
<p>Alla domanda sul recente atterraggio in Venezuela di un volo di carica iraniano della compagnia Fars Air Qeshm, sanzionato dal Dipartimento del Tesoro, il presidente ha sottolineato che nel suo Paese arrivano aerei da tutto il mondo.</p>
<p>Maduro ha fatto riferimento alla curiosità generata nei media internazionali dalla presenza di voli dall&#8217;Iran in Venezuela. &#8220;Stanno arrivando aeroplani dagli Stati Uniti e nessuno mi chiede perché sono arrivati&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p>Nonostante le forti accuse di cospirazioni statunitensi contro il suo paese, il capo di stato venezuelano ha ribadito la sua volontà di ristabilire ponti politici con Washington, dopo le elezioni presidenziali nella nazione statunitensi.</p>
<p>&#8220;Chiunque vinca le elezioni, vorremmo dialogare&#8221;. Gli Stati Uniti avranno un valido interlocutore in Venezuela e sarà Nicolas Maduro ”, ha detto mercoledì.</p>
<p>Tuttavia, ha sottolineato che finora non ha avuto contatti né con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, né con il suo avversario democratico, Joe Biden, sebbene abbia accusato entrambi di usare il nome del Venezuela per fare offerte fuorvianti al loro elettorato.</p>
<p>da Cubadebate/informazioni di RT</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: Twiiter / @PresidencialVE</p>
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		<title>Maduro: lezione di dignità all&#8217;Unione Europea</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 01:53:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha dato all’ambasciatrice dell’Unione Europea (UE), Isabel Brilhante, 72 ore per abbandonare il paese (ordine ora sospeso ndt). “Ora basta con il colonialismo europeo e l’interventismo contro il Venezuela”, ha ammonito. L’espulsione è arrivata in risposta alla decisione della UE di imporre divieti d’ingresso e di congelare i beni ed i conti di undici funzionari nel paese. La lista nera ora ammonta a 36 funzionari, accusati di “crimini contro la democrazia e lo stato di diritto”. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10109" alt="nicolas-maduros-sanciones-580x326" src="/files/2017/07/nicolas-maduros-sanciones-580x326.jpg" width="580" height="326" />Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha dato all’ambasciatrice dell’Unione Europea (UE), Isabel Brilhante, 72 ore per abbandonare il paese (ordine ora sospeso ndt). “Ora basta con il colonialismo europeo e l’interventismo contro il Venezuela”, ha ammonito. L’espulsione è arrivata in risposta alla decisione della UE di imporre divieti d’ingresso e di congelare i beni ed i conti di undici funzionari nel paese. La lista nera ora ammonta a 36 funzionari, accusati di “crimini contro la democrazia e lo stato di diritto”.</p>
<p>La misura risponde anche al grossolano atteggiamento interventista dell’entità europea in Venezuela, dal 2013, dove, sebbene finga di promuovere il dialogo, agisce come una pedina della politica USA di punire coloro che sostengono una soluzione politico-elettorale, con elezioni organizzate in modo reciprocamente soddisfacente, sia per il governo che per l’opposizione legata alla causa democratica ed istituzionale, come è stato concordato al Tavolo di Dialogo (TdD).</p>
<p>Maduro ha anche annunciato che si riservava le azioni diplomatiche corrispondenti contro l’ambasciatore spagnolo, Jesús Silva, nella cui residenza, dove è esiliato il golpista e terrorista Leopoldo López, questi ha pianificato, per settimane, la sconfitta Operazione Gedeon, secondo quanto informa una lunga nota sul giornale USA Wall Street Journal. Come si ricorderà, i membri del piano hanno cercato di invadere il Venezuela via mare, dalla Colombia, in un nuovo tentativo di rovesciamento ed assassinio di Maduro.</p>
<p>Al di là ci sono i partiti del cosiddetto G4, i golpisti di professione, amanti delle invasioni e del sangue, obbedienti alla linea dell’impero, arricchiti con i fondi per la sovversione ed i beni rubati allo Stato dalle “sanzioni”, sebbene nessuna più di Guaidó, convertito in  miliardario. Opposti a qualsiasi soluzione negoziata, come ha potuto comprovare l’ex presidente spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, il paziente facilitatore ed intermediario dell’accordo che doveva essere firmato nella Repubblica Dominicana tra il governo e l’opposizione, nel febbraio 2018, interrotto per ordine di Washington, sebbene questo provenisse da Bogotá. Allora l’ex mandatario peninsulare ha dichiarato: “Questo è un momento decisivo, questo è il tempo, l’altrimenti è pericoloso. Ecco perché appello alla comprensione … l’essenziale è lì, l’accordo sulla data elettorale, l’osservazione, le regole del gioco, le garanzie elettorali”… un’alternativa all’accordo sarebbe “estremamente negativo”.</p>
<p>In linea con il seguito dato alla politica di Washington, negli ultimi giorni la UE ha squalificato senza valide argomentazioni, il nuovo Consiglio Nazionale Eelettorale (CNE), designato dal Tribunale Supremo di Giustizia in uso delle sue facoltà costituzionali, a causa di un’omissione parlamentare, in virtù del fatto che l’Assemblea Nazionale (AN) in disprezzo non disponeva dei voti necessari ed una parte di essa mancava della volontà politica di nominare i nuovi rettori dell’organismo. Giorni dopo, la UE ha annunciato le “sanzioni” adottate contro i funzionari venezuelani. Tra questi, Luis Parra, presidente oppositore dell’AN ed i suoi due vicepresidenti, membri della frazione che ha sostituito Juan Guaidó alla dirigenza parlamentare, dopo essere eletti, il 5 gennaio di quest’anno, al non presentarsi l’allora presidente dell’organo nella sede della sessione.</p>
<p>Guaidó non ha partecipato perché sapeva che la ribellione incubata contro di lui dai deputati dell’opposizione delle regioni rendeva impossibile che raccogliesse i voti necessari per essere rieletto. Quindi, come è sua abitudine, ha allestito, fuori dall’edificio legislativo, uno show con un gruppo fake di deputati per simulare un’elezione, senza rispettare i regolamenti parlamentari. Quindi l’unica dirigenza legittima ed eletta democraticamente dell’AN è quella presieduta da Parra.</p>
<p>Data la nulla capacità, di Guaidó, di convocazione della piazza, i suoi tesi rapporti con altri dirigenti dell’opposizione, la situazione critica nel suo stesso partito, che sembra lascerà, la sua virtuale scomparsa dall’arena politica, è molto probabile che Washington abbia fatto pressione su Bruxelles per ossigenarlo mediante la censura degli accordi del TdD tra il governo ed il settore dell’opposizione che parteciperà elettoralmente alle elezioni parlamentari, alla fine dell’anno, ed esprime la non accettazione di sanzioni né dell’ingerenza straniera.</p>
<p>Ciò che sostiene attualmente Guaidó è il dito di Trump e la mendace cantilena mediatica che è riconosciuto da oltre 50 paesi.</p>
<p>Ma è evidente la accelerata perdita di prestigio e leadership del sistema USA nel mondo e la sua profonda crisi interna.</p>
<p>La leggera e criminale attuazione di Trump di fronte alla pandemia e di fronte al grande movimento di massa multirazziale che si è articolato attorno all’omicidio di George Floyd sono sintomi di quella crisi.</p>
<p>La UE non rimane indietro. E’ stata incapace di implementare un piano solidale per affrontare il covid-19 e qualcosa di simile può accadere al suo piano di ripresa economica, forse soffocato da nuove sanzioni del suo ‘alleato’ USA.</p>
<p>di Angel Guerra Cabrera</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>Andate all’inferno, yankee di merda!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2020 23:58:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fermiamoci un momento, per adesso, riguardo le riflessioni che stavamo realizzando in articoli anteriori sulla nostra prima vita insieme al Comandante Chavez, data la necessità di riferirci al nuovo assalto del governo suprematista di Donald Trump contro il Popolo del Venezuela e le sue istituzioni; un'azione che si iscrive negli sforzi permanenti che realizza il decadente impero statunitense per tentare di distruggere il progetto di ampie trasformazioni che le venezuelane ed i venezuelani stanno sviluppando dall'anno 1999, quando il leader storico della Rivoluzione Bolivariana ha assunto per la prima volta la Presidenza della Repubblica.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11444" alt="hugo-chavez-boina-roja-580x326" src="/files/2020/04/hugo-chavez-boina-roja-580x326.jpg" width="580" height="326" />I</p>
<p><strong>Fermiamoci un momento, per adesso, riguardo le riflessioni che stavamo realizzando in articoli anteriori sulla nostra prima vita insieme al Comandante Chavez, data la necessità di riferirci al nuovo assalto del governo suprematista di Donald Trump contro il Popolo del Venezuela e le sue istituzioni; un&#8217;azione che si iscrive negli sforzi permanenti che realizza il decadente impero statunitense per tentare di distruggere il progetto di ampie trasformazioni che le venezuelane ed i venezuelani stanno sviluppando dall&#8217;anno 1999, quando il leader storico della Rivoluzione Bolivariana ha assunto per la prima volta la Presidenza della Repubblica.  </strong><br />
Di fronte a questo prolungato e brutale assalto, allora come adesso, il Governo ed il Popolo Bolivariano hanno mantenuto una ferma posizione di difesa della sovranità ed indipendenza nazionale, il bene più pregiato che abbiamo riconquistato dopo 200 anni, come ha detto il Comandante Chavez nel Piano della Patria; una posizione che è stata conseguente, inoltre, quando la stabilità di altri paesi fratelli della Nostra America Latino-Caraibica, è stata minacciata da chi insiste nel considerarci il suo patio posteriore.</p>
<p>II</p>
<p>Ricordiamo come il leader storico della Rivoluzione Bolivariana ha annunciato l’11 settembre dell&#8217;anno 2008, in un incontro di presentazione ed appoggio alle candidate ed ai candidati del Partito Socialista Unito del Venezuela (Psuv) al Governo ed ai Comuni dello stato Carabobo; che il Governo Bolivariano concedeva un termine di 72 ore all’allora ambasciatore gringo in Venezuela, Patrick Duddy, affinché abbandonasse il nostro paese; ordinando, contemporaneamente, il ritorno immediato alla Patria del compagno Bernardo Alvarez, che si sdebitava come Ambasciatore Venezuelano a Washington.</p>
<p>Il Comandante Chavez adottava questa misura in solidarietà col fratello popolo boliviano ed il compagno Presidente Evo Morales, il cui governo manteneva una dura disputa diplomatica con quello degli Stati Uniti, per la loro intromissione nei temi interni di questo paese, come normalmente succede, in appoggio ai settori di destra genuflessi ai propositi imperiali. Sia La Paz che Washington avevano espulso i loro rispettivi rappresentanti diplomatici.</p>
<p>Così, durante l&#8217;incontro, che abbiamo appena menzionato, il nostro Comandante Eterno ha detto: “Vadano all’inferno, yankee di merda, che qui c&#8217;è un Popolo degno…noi siamo i figli di Bolivar, i figli di Guaicaipuro, i figli di Tupac Amaru, e siamo risoluti ad essere liberi…Se venisse qualche paese, se venisse qualche aggressione contro Venezuela, allora non ci sarà petrolio né per il Popolo né per il governo degli Stati Uniti, noi, yankee di merda, sappiatelo, siamo risoluti ad essere liberi, passi quello che passi e ci costi quello che ci costi…”. Senza dubbio, un lascito del Comandante Chavez che continua ad essere completamente vigente.</p>
<p>III</p>
<p>Ed è che il Comandante Chavez è stato un veemente difensore della dignità nazionale e latino-caraibica, minacciata permanentemente dal nemico storico dei nostri Popoli; in questi tempi nei quali l&#8217;umanità intera sta combattendo una battaglia senza precedenti, negli ultimi anni, in cui continuiamo ad essere oggetto dell&#8217;accanimento yankee, caratterizzato in questo momento dall’approfondimento della guerra economica e dalle minacce di invasione militare contro il paese, e dalla pretesa di applicare la “formula Noriega” al Presidente Maduro ed ad altri dirigenti della Rivoluzione Bolivariana.</p>
<p>Orbene, è certo che dopo il golpe di Stato dell&#8217;anno 2002, contro il Governo Bolivariano diretto dal Comandante-Presidente Hugo Chavez, l&#8217;immensa maggioranza delle venezuelane e dei venezuelani -fondamentalmente la classe lavoratrice, le contadine ed i contadini della Patria -, hanno fortificato le loro convinzioni rivoluzionarie, hanno difeso tenacemente il paese, contro ogni avanzata impetuosa del pericoloso vicino del nord, nonché il progetto di trasformazioni profonde proposto dal leader storico della Rivoluzione Bolivariana; oggi sotto la conduzione dal compagno Presidente Nicolas Maduro.</p>
<p>Ovviamente, ciò non significa che si sono risolti i problemi propri della lotta di classe presenti nella società; e che il cammino da quel momento in poi sia stato liscio e senza inciampi. Sappiamo che non è stato così, e che il nostro Popolo, con un alto grado di organizzazione e consapevolezza, ha dovuto affrontare diversi ostacoli, tra i quali ci sono le situazioni generate nel paese dopo il risultato delle elezioni parlamentari di dicembre del 2015.</p>
<p>Proprio per questo, davanti ad un prevedibile scenario della continuità dell&#8217;aggressione gringa, e nonostante abbiamo avanzato molto fino ad ora; è necessario continuare a fortificare la nostra consapevolezza del dovere sociale, affinché non incontrino nessuno spazio le diserzioni, le divisioni e gli anti-valori coi quali le forze controrivoluzionarie pretendono debilitare questo Popolo organizzato e cosciente; dobbiamo essere capaci di sconfiggere definitivamente l&#8217;egoismo, l&#8217;individualismo ed il riformismo; e di blindarci di fronte alla brutale campagna anti-bolivariana sfrenata dalle grandi corporazioni mediatiche mondiali.<br />
Dobbiamo, inoltre, fortificare il ruolo del Partito Socialista Unito del Venezuela (Psuv) e del Gran Polo Patriottico; ed, in maniera particolare, degli e delle dirigenti della rivoluzione, nell&#8217;orientazione e nella formazione che dobbiamo svolgere con l&#8217;eroico e patriota Popolo venezuelano. È chiave il ruolo dell&#8217;avanguardia rivoluzionaria che orienta, dirige ed apprende nella pratica congiunta.</p>
<p>In definitiva, risulta necessario approfittare della congiuntura che stiamo vivendo, davanti al feroce assalto dell&#8217;impero, per continuare a consolidare il nostro movimento civico-militare, sempre di più attecchito nell&#8217;ideologia bolivariana e chavista. È il momento di aggiornare permanentemente il nostro piano strategico per cambiare la società ereditata, nella teoria e nel programma di azione socialista; affinché frema con più forza il sangue ribelle nelle nostre vene e nelle nostre coscienze. Applichiamo, con tutto quello che significa, le tre “R” al quadrato (Revisione, Rettifica e Rilancio, n.d.t.) che ci ha lasciato il Comandante Chavez; e nella difesa del suo lascito, Vinceremo sempre.</p>
<p>di Adan Chavez- da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: AP</p>
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		<title>Dichiarazione del Governo Rivoluzionario: Cuba non si intimorisce di fronte alle misure di indurimento del bloqueo economico</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/06/10/dichiarazione-del-governo-rivoluzionario-cuba-non-si-intimorisce-di-fronte-alle-misure-di-indurimento-del-bloqueo-economico/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 20:36:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba ripudia nel modo più energico le misure annunciate dal Governo degli Stati Uniti il 4 giugno 2019, attraverso le quali si rinforza il bloqueo economico imposto a Cuba da più di 60 anni, con un costo per l'economia cubana che nel 2018 ha superato i 134 mila milioni di dollari, considerando anche il deprezzamento del dollaro nei confronti del valore dell'oro sul mercato internazionale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9795" alt="declaracion_minrex_0_0-580x330" src="/files/2017/02/declaracion_minrex_0_0-580x330.jpg" width="580" height="330" />Il Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba ripudia nel modo più energico le misure annunciate dal Governo degli Stati Uniti il 4 giugno 2019, attraverso le quali si rinforza il bloqueo economico imposto a Cuba da più di 60 anni, con un costo per l&#8217;economia cubana che nel 2018 ha superato i 134 mila milioni di dollari, considerando anche il deprezzamento del dollaro nei confronti del valore dell&#8217;oro sul mercato internazionale.</strong></p>
<p>Secondo quanto si sa, questa nuova escalation, che entra in vigore dal 5 giugno, rende ancora più forti le restrizioni già dure imposte ai cittadini statunitensi per viaggiare a Cuba, aggiunge proibizioni assolute per imbarcazioni di qualsiasi tipo provenienti dagli Stati Uniti e proibisce con effetto immediato che le navi da crociera visitino il nostro Paese.</p>
<p>L&#8217;obiettivo continua ad essere strappare concessioni politiche alla nazione cubana, attraverso l&#8217;asfissia dell&#8217;economia e il danno causato al livello della popolazione. In questo caso particolare, le misure cercano anche di impedire che il popolo degli Stati Uniti conosca la realtà cubana e sconfigga così l&#8217;effetto della propaganda calunniosa che ogni giorno si produce contro il nostro Paese.</p>
<p>Sono azioni che disprezzano l&#8217;opinione maggioritaria degli statunitensi, il cui interesse per conoscere Cuba ed esercitare il proprio diritto a viaggiare si è dimostrato con i 650 mila che ci hanno visitato nel 2018, insieme a mezzo milione di cubani residenti negli Stati Uniti.</p>
<p>Il 17 Aprile, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale John Bolton, in occasione di uno show anti-cubano a cui hanno partecipato i mercenari sconfitti a Playa Giron, con le famiglie degli sbirri della Tirannia di Fulgencio Batista, aveva avvisato che il suo governo avrebbe ristretto i viaggi non famigliari a Cuba. Si sa che questo individuo è riuscito ad impadronirsi della politica estera degli Stati Uniti nell&#8217;emisfero occidentale e questo costituisce la principale minaccia alla pace ed alla stabilità di tutta la regione.</p>
<p>Gli Stati Uniti promuovono senza imbarazzo la Dottrina Monroe, con la quale pretendono negare l&#8217;uguaglianza sovrana ed il diritto alla libera determinazione di tutte ed ognuna delle nazioni dell&#8217;emisfero.</p>
<p>I recenti attacchi contro Cuba trovano sostegno in nuovi pretesti. Il più noto di questi è la falsa accusa dell&#8217;intervento militare di Cuba in Venezuela, menzogna che è stata rifiutata pubblicamente e con forza dal governo cubano.</p>
<p>Arrivano all&#8217;estremismo senza scrupoli di proporre a Cuba di tradire le sue convinzioni ed i principi che hanno accompagnato la politica estera della Rivoluzione cubana, in cambio di promesse di negoziazioni o di alleggerimento delle misure draconiane e criminali che costituiscono il bloqueo economico.</p>
<p>La solidarietà di Cuba con il Presidente Costituzionale Nicolas Maduro Moros, la Rivoluzione bolivariana e chavista e l&#8217;unione civico-militare del suo popolo, non è negoziabile. I 20 mila e più collaboratori cubani che in modo volontario e con abnegazione prestano servizio sociale in questo Paese, la maggior parte di loro nel settore della salute, continueranno li fin tanto che il popolo venezuelano li accolga, cooperando con questa nazione sorella.</p>
<p>Per i cubani il tradimento non è un&#8217;opzione. Non siamo ingenui, sono già trascorsi 150 anni di dura lotta per la nostra indipendenza, avendo dovuto affrontare fin dal primo giorno le ambizioni egemoniche dell&#8217;imperialismo statunitense.</p>
<p>Cuba non si lascerà intimorire, né distrarre dai compiti essenziali e urgenti dello sviluppo della nostra economia e della costruzione del socialismo. Strettamente uniti, saremo capaci di affrontare le avversità più grandi. Non ci potranno asfissiare e neppure ci potranno fermare.</p>
<p>L’Avana, 5 giugno 2019</p>
<p>Ministero delle Relazioni Estere della Repubblica di Cuba</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
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		<title>Josè Manuel Zelaya: “Come non hanno potuto vincere contro Cuba, non potranno neanche col Venezuela”</title>
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		<pubDate>Fri, 31 May 2019 21:34:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un golpe militare, al vecchio stile, è scoppiato all'alba del 28 giugno 2009, in Honduras. Sono passati già dieci anni da quel golpe di Stato che ha abbattuto il presidente costituzionale della Repubblica, Josè Manuel Zelaya Rosales. Oggi ho l'immenso privilegio di conversare, via telefonica, con l'ex presidente Zelaya, che gentilmente ha accettato di rispondere alle mie domande.  
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11011" alt="manuel-zelaya" src="/files/2019/05/manuel-zelaya.jpeg" width="580" height="330" />Un golpe militare, al vecchio stile, è scoppiato all&#8217;alba del 28 giugno 2009, in Honduras. Sono passati già dieci anni da quel golpe di Stato che ha abbattuto il presidente costituzionale della Repubblica, Josè Manuel Zelaya Rosales.  </strong></p>
<p>Oggi ho l&#8217;immenso privilegio di conversare, via telefonica, con l&#8217;ex presidente Zelaya, che gentilmente ha accettato di rispondere alle mie domande.</p>
<p>Buona sera, signore Manuel Zelaya! Un saluto da Cuba. La mia prima domanda è:</p>
<p>–Se potesse ritornare indietro nel tempo, dieci anni fa, che cosa farebbe e che non farebbe un&#8217;altra volta? Quale crede sia stato il suo principale errore politico, ed il suo maggiore successo?</p>
<p>“Sono il popolo e la storia quelli che dettano le forme od i risultati che si sono ottenuti. Secondo la CEPAL (Commissione Economica per l&#8217;America Latina), nei tre anni e mezzo di governo che sono stato onorato di presiedere, un governo liberale del potere cittadino, si sono ottenuti i migliori risultati nelle crescite economiche, sociali e democratiche; competitività; riduzione della povertà; minore deficit fiscale; minore debito estero della storia di Honduras. Allora, facciamo eco a quelle parole bibliche: ‘Per i miei frutti mi conoscerete’”.</p>
<p>–Passati gli anni, lei crede ancora che era il momento opportuno per introdurre “la Quarta Urna?”</p>
<p>“La ‘Quarta Urna’ è un diritto del popolo che è considerato nella Costituzione della Repubblica. È il concetto più elevato della sovranità popolare, è la prima consultazione storica che si faceva in Honduras perché il popolo non è stato mai consultato, solo viene avvisato ed è convocato per marcare una croce sotto le fotografie di persone in un esercizio elettorale. Pertanto, il capitale, il potere, e le suprematiste   onnipresenti, onniscienti ed onnipotenti multinazionali statunitensi ed europee del petrolio, tutto indica che abbiano finanziato il golpe di Stato.<br />
È stato eseguito dai militari, dall&#8217;oligarchia e dal bipartitismo, ma, logicamente, pianificato dalle agenzie di intelligenza statunitensi e dal Comando Sud. Loro hanno distrutto questo esercizio democratico e rivoluzionario che si chiama ‘Quarta Urna’”.</p>
<p>–Perché l&#8217;entrata dell’Honduras nell&#8217;Alba ha causato tanta preoccupazione?</p>
<p>“L&#8217;entrata dell’Honduras nell&#8217;Alba ed in Petrocaribe sono state delle pietre miliari che hanno segnato un momento di indipendenza ed autodeterminazione alle quali hanno diritto i popoli del mondo, secondo le nostre carte costitutive e gli stessi documenti delle Nazioni Unite, hanno provocato la gelosia e l&#8217;irritazione dei falchi di Washington, nel senso che Honduras per la prima volta nella sua storia assumeva azioni di indipendenza, come è associarsi con queste due organizzazioni ed allearsi con Unasur, America del Sud, col presidente Luiz Inacio Lula dà Silva, operaio, socialista, leader del Brasile; col leader della rivoluzione bolivariana Hugo Chavez Frias e Nicolas Maduro. Tutto questo ha portato come conseguenza un&#8217;azione degli Stati Uniti e dell&#8217;oligarchia honduregna, coi militari, per fermare questo progetto di emancipazione del popolo honduregno. Logicamente, hanno paura a cambiare la correlazione di forze tra il capitale ed il lavoro”.</p>
<p>–Perché crede che nonostante le proteste internazionali, non è stato possibile ristabilire il leader nel suo incarico?</p>
<p>“La comunità internazionale non ha denti né artigli, a meno che dietro non ci siano gli interessi delle grandi potenze. In questo caso, gli Stati Uniti si sono dedicati non solo a lavorare nell’ombra per pianificare il golpe di Stato, bensì hanno ostacolato che si ricostruisse questo sistema democratico indipendente che noi stavamo spingendo in Honduras ed in America Latina.”</p>
<p>–Il partito Libre, da lei fondato e presieduto, ha già più di cinque anni. Quali sono le attuali forze e debolezze della sua militanza?</p>
<p>“Il partito Libre sta compiendo già sette anni, ma in sette anni ha vinto due volte le elezioni, e per due volte le hanno rubate sfacciatamente. L&#8217;ultima volta sono venuti gli Stati Uniti a legittimare 5 mila urne che sono apparse “dal taschino della camicia”, “della manica della camicia” nascoste, per poterci rubare le elezioni. Il sistema elettorale honduregno è una truffa. La destra conservatrice honduregna che non può più, oramai, vincere le elezioni, ricorre ai golpe di Stato, alle truffe elettorali, ed ad ogni tipo di crimini pur di mantenere i suoi privilegi.”</p>
<p>–A partire da quello che succede adesso in Venezuela, ed in tutta l&#8217;America Latina, quali sono le speranze della regione per mantenersi come zona di pace?</p>
<p>“Quello che sta succedendo in Venezuela è unicamente l&#8217;ambizione smisurata delle compagnie petrolifere statunitensi per rimanere con le risorse preziose, risorse naturali che ha Venezuela. Ed è la continuità di questo processo di restaurazione conservatrice che gli Stati Uniti hanno pianificato dal 2008; da quando Honduras è entrato nell&#8217;Alba è incominciata la pianificazione. Nel 2009 hanno dato il golpe di Stato, si sono annunciate le sette basi statunitensi in Colombia per circondare Venezuela; poi hanno fatto un altro golpe di Stato in Paraguay, in Brasile, un tentativo di golpe a Correa, a Cristina, ed hanno incominciato tutte le loro macchinazioni per sopprimere i governi socialisti ed impiantare governi fascisti, che sono quelli che stanno governando adesso principalmente l&#8217;America Latina e che sono ritornati perfino, diciamo, a sequestrare l&#8217;OSA, che è sempre stata a loro favore, meno in questi dieci anni, nell&#8217;epoca in cui il socialismo era arrivato a tutta l&#8217;America Latina.</p>
<p>“Ma come non hanno potuto vincere contro Cuba, non potranno neanche col governo rivoluzionario, ed il popolo rivoluzionario erede di Bolivar e di Chavez, ed oggi di Nicolas Maduro. Credo che il mondo intero è attento al discredito ed alla sfacciataggine con cui gli Stati Uniti pretendono dominare i paesi che sianno realmente tentando dei processi di indipendenza e di sviluppo equo in America Latina. Non passeranno!”.</p>
<p>–Infine… Qualche giorno torneremo a vedere Manuel Zelaya come presidente dell’Honduras?</p>
<p>“Io non sono candidato, io sono già stato presidente, non ho perso la mia investitura perché il popolo mi aveva scelto per quattro anni e non mi hanno lasciato finire il mio mandato che è rimasto in sospeso, e così non mi diminuisca chiedendomi se sarò candidato”. (fa una risata)</p>
<p>“Gli Stati Uniti hanno montato una dittatura militare e civile in Honduras, con apparenza legale, ma che ha violentato tutti i processi istituzionali, lo stato di diritto e la Costituzione della Repubblica. È una vergogna, ha impoverito il paese, ha approfondito il modello di sfruttamento neoliberale, e le classi lavoratrici, i più oppressi, i disoccupati, per milioni e per migliaia, stanno chiedendo un ritorno al sistema democratico del paese. Per lo meno, in questo senso, la lotta del partito Libre è una lotta vigente, è una lotta storica e credo che, senza dubbio, se ci saranno elezioni libere, il partito Libre starà assumendo nei prossimi anni la direzione democratica, pacifica, rivoluzionaria, che esige e richiede il popolo honduregno.”</p>
<p>–Molte grazie!</p>
<p>di Adonis Subit Lamí</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>In politica il dialogo fa avanzare le cose</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2019 23:59:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 13/05/19, ho salutato e conversato con Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, nel suo ufficio del Palazzo di Miraflores, Caracas. Nella sede del governo la più completa normalità. Prima di incontrare il Presidente mi hanno sistemato in una saletta perché l'Ambasciatore della Confederazione Elvetica (Svizzera) stava presentando le sue carte credenziali. La guardia d'onore, con il suo vistoso abito rosso da ussaro, presenta gli onori e interpreta gli inni nazionali. Il Presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana riceve anche una delegazione di rappresentanti delle Nazioni Unite.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11004" alt="nicolas-maduro-ignacio-ramo" src="/files/2019/05/nicolas-maduro-ignacio-ramo.jpg" width="580" height="274" />Il 13/05/19, ho salutato e conversato con Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, nel suo ufficio del Palazzo di Miraflores, Caracas. Nella sede del governo la più completa normalità. Prima di incontrare il Presidente mi hanno sistemato in una saletta perché l&#8217;Ambasciatore della Confederazione Elvetica (Svizzera) stava presentando le sue carte credenziali. La guardia d&#8217;onore, con il suo vistoso abito rosso da ussaro, presenta gli onori e interpreta gli inni nazionali. Il Presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana riceve anche una delegazione di rappresentanti delle Nazioni Unite.</strong></p>
<p>Regna l&#8217;abituale agitazione caratteristica di questo elegante e incantevole centro del potere politico. Visitatori, alti funzionari, imprenditori, giornalisti, ministri, consiglieri, circolano per i corridoi che circondano il giardino centrale.</p>
<p>Parlano, discutono, parlano al telefono o aspettano. E&#8217; sempre stato così. Nicolas Maduro è il quarto Presidente del Venezuela che conosco dagli anni &#8217;80. Il primo è stato Carlos Andres Perez (socialdemocratico) con il quale ho comunicato molto e che ho intervistato diverse volte.</p>
<p>Poi è stato il turno di Rafael Caldera (democristiano), uomo di grande esperienza politica, con il quale ho dialogato molto. A partire dal 1999 ho frequentato assiduamente il comandante Ugo Chavez, fondatore della V Repubblica e leader della Rivoluzione Bolivariana. In fine, dopo il 14 aprile del 2013, l&#8217;attuale Presidente ha avuto la gentilezza di concedermi diverse lunghe interviste. L&#8217;ultima di queste nel dicembre scorso.</p>
<p>Non ho visto Nicolas Maduro da allora. E in questi lunghi cinque mesi, la Repubblica Bolivariana ha sofferto alcune delle più violente aggressioni imperialiste di tutta la sua storia. Dall&#8217;auto proclamazione, a gennaio, di Juan Guaidò come “presidente interino” designato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Fino a quel golpe di stato pasticcione del 30 aprile con l&#8217;appoggio di alcuni militari di basso rango. Passando per  il violento tentativo di “invasione umanitaria” alla frontiera con Colombia il 24 febbraio; e il sabotaggio terrorista del 23 marzo contro il sistema elettrico e le sue nefaste conseguenze: black out e malfunzionamenti nella distribuzione dell&#8217;acqua.</p>
<p>Senza contare i molteplici attacchi e minacce di altro tipo, in particolare il blocco economico e l&#8217;asfissia finanziaria che impediscono alle autorità di comprare gli alimenti e le medicine indispensabili per la popolazione&#8230; Le vittime di questi blocchi criminali si contano già nell&#8217;ordine delle decine di migliaia&#8230; Ma nel tempo della “post verità” l&#8217;aggressione mediatica – altro fronte aperto contro Venezuela -  attribuisce sfacciatamente questa sofferenza al governo bolivariano&#8230; Il ladro che grida: “Al ladro!”&#8230;</p>
<p>Nicolas Maduro ha vinto tutti questi ostacoli. Con la serenità che lo caratterizza. Mentre i suoi avversari sceglievano la violenza e il confronto brutale.</p>
<p>Quelli che non lo conoscevano hanno scoperto un dirigente tranquillo. Fermamente posizionato in un potere legittimamente e democraticamente conquistato nelle elezioni del 20 maggio 2018.</p>
<p>Il copione che Whasington, nel gennaio scorso, ha venduto al mondo – ed in particolare ai suoi alleati europei &#8211; secondo il quale Maduro non aveva nessun appoggio popolare e che bastava l&#8217;”auto proclamazione” come presidente di una marionetta qualsiasi perché tutta la struttura del potere in Venezuela crollasse, si è rivelato falso. Completamente falso.</p>
<p>In Venezuela il potere non è crollato, né ha tremato e nemmeno è stato intaccato. Nessun ministro ha abbandonato Maduro, nessun generale con comando di truppe ha disertato. Nessuna fessura è riuscita a ferire l&#8217;unità civico-militare. Questa è la realtà del Venezuela, il Venezuela reale.<br />
Di tutto questo parlo, nel suo ufficio, con il Presidente Maduro.</p>
<p>Con assoluta convinzione mi dice: “In politica, solo il negoziato, il dialogo, la discussione, fanno avanzare le cose. Noi puntiamo sul tavolo di trattativa. Tutte le forze politiche del paese sono invitate a partecipare. Senza premesse né linee rosse. Tra venezuelani di buona volontà possiamo e dobbiamo trovare una soluzione che lasci fuori la violenza e l&#8217;aggressione imperiale.”</p>
<p>di Ignacio Ramonet</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
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		<title>Il Golpe di Stato in Venezuela non era un golpe</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2019 22:49:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Provare a fare un golpe di stato in Venezuela da un ponte nella zona dei ricchi di Caracas, con due veicoli anti-sommossa ed una quindicina scarsa di soldati ha lasciato gli Stati Uniti in un vicolo senza uscita. Il tentativo è stato un disastro militare e politico per gli statunitensi e la destra venezuelana, riconosciuto da gran parte dei media del mondo. Le diverse analisi, superficiali e affrettate, cambiavano nella forma, però, in sostanza, ammettevano sia che le Forze Armate Bolivariane sono assolutamente allineate con il Presidente Nicolas Maduro, sia che i golpisti non sono riusciti a motivare la rivolta delle forze armate.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10987" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10987" alt="Juan Guaidò (s) e Leopoldo Lopez (d)" src="/files/2019/05/guaidó-y-leopoldo-lópez-580x435.jpg" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">Juan Guaidò (s) e Leopoldo Lopez (d)</p></div>
<p><strong>Provare a fare un golpe di stato in Venezuela da un ponte nella zona dei ricchi di Caracas, con due veicoli anti-sommossa ed una quindicina scarsa di soldati ha lasciato gli Stati Uniti in un vicolo senza uscita. Il tentativo è stato un disastro militare e politico per gli statunitensi e la destra venezuelana, riconosciuto da gran parte dei media del mondo. Le diverse analisi, superficiali e affrettate, cambiavano nella forma, però, in sostanza, ammettevano sia che le Forze Armate Bolivariane sono assolutamente allineate con il Presidente Nicolas Maduro, sia che i golpisti non sono riusciti a motivare la rivolta delle forze armate.</strong></p>
<p>Una settimana dopo essere stato testimone oculare del fallito golpe, posso avventurarmi ad affermare che la destra ha sempre saputo di non avere l&#8217;appoggio militare per un golpe. La coscienza di non poter contare con questo appoggio mi permette  di classificare l&#8217;azione come suicida.</p>
<p>Gli Stati Uniti e l&#8217;Unione Europea hanno bisogno di sangue oppositore sulle strade per dare un nuovo significato al racconto che hanno costruito sul Venezuela. L&#8217;auto proclamazione si è sgonfiata molto rapidamente. L&#8217;assoluta mancanza di carisma ed esperienza politica non hanno permesso a Guaidò di costruirsi come un leader capace di motivare, neanche i diversi settori contrari al governo bolivariano. Se non riesce ad accattivarsi la sua gente, come può guidare le Forze Armate Nazionali Bolivariane?</p>
<p>Perché possa avvenire un golpe di stato in qualsiasi luogo del mondo ci sono due elementi basici che non possono mancare: l&#8217;appoggio di un settore significativo della popolazione e quello delle forze armate. La destra venezuelana non ha né l&#8217;uno né l&#8217;altro. Per questo, la decisione di dichiarare un golpe di Stato, a pochi metri da una base militare, senza averne l&#8217;appoggio. L&#8217;obiettivo non era cooptare i militare che erano nelle caserme, ma provocarli. Le dichiarazioni di Leopoldo Lopez e Juan Guaidò alle 5 del mattino proclamando il golpe, hanno generato immediatamente una vigorosa copertura internazionale in diretta di quello che sarebbe dovuto essere una virulenta risposta armata del governo, iniziando quasi un Caracazo 2.0.</p>
<p>Ciò che loro non si aspettavano era la reazione da scacchista del Presidente Nicolas Maduro. Appena entrata in scena quella che in realtà era la rappresentazione di un golpe, il Presidente ha ordinato ai militari della base La Carlota di non rispondere in nessun caso alle provocazioni. Al posto di trattarlo come un golpe di Stato, &#8211; sapendo che i provocatori avevano appena il controllo di 200 metri quadri su di un ponte – è stato trattato come un caso di ordine pubblico. Per questo la reazione è stata quella della Guardia Nazionale Bolivariana (GNB) e non dell&#8217;Esercito. La GNB è l&#8217;istituzione pubblica responsabile di questo tipo di eventualità. Ha l&#8217;equipaggiamento e l&#8217;addestramento per disperdere ciò che era una agglomerazione di delinquenti armati che incitavano alla sollevazione popolare, che non è mai avvenuta.</p>
<p>Le imprese internazionali di comunicazione stavano vendendo di nuovo un prodotto, senza consegnarlo ai loro clienti. Il 30 aprile non c&#8217;è stato un massacro di civili, neanche bombardamenti o dispersi. Così come il 23 febbraio di quest&#8217;anno, al suono di Juanes e di uno stonato Miguel Bosè, i falsi aiuti umanitari scortati da un violento gruppo di paramilitari che hanno finito per bruciare i camion sul ponte, hanno obbligato al “mea culpa” il New York Times. Le azioni guidate da Guaidò sono fallite.</p>
<p>Alle 10 del mattino, cinque ore dopo le dichiarazioni di Guaidò e Lopez, le azioni si sono divise in due diversi punti, ognuno con il suo specifico obbiettivo. Mentre migliaia di manifestanti nella piazza di Altamira, zona dell&#8217;elite economica oppositrice, ascoltavano Guaidò, paramilitari armati hanno iniziato un assedio alla base La Carlota. Hanno smantellato parte delle recinzioni esterne di protezione, aspettandosi che in quel momento i militari reagissero. La reporter di Telesur, Madeleine Garcia, è riuscita a registrare il momento esatto in cui i militari hanno salutato e hanno dato la mano ai paramilitari chiedendo molto tranquillamente che si ritirassero dalla base. Sì, tranquillamente ed educatamente, non sono caduti nella provocazione. Compivano ordini diretti del loro Comandante in capo. L&#8217;assedio è durato alcune ore. Da posizioni privilegiate i cecchini sparavano sui militari. Tra colpi di armi corte e lunghe, 8 militari sono stati feriti, alcuni gravemente. Le forze armate si sono mantenute saldamente agli ordini del presidente e non hanno risposto.</p>
<p>Nonostante le immagini dell&#8217;investimento da parte di un blindato contro un gruppo di paramilitari armati che lo circondavano per bruciarlo con le bombe molotov, e alcuni feriti con proiettili di plastica e bombe di gas lacrimogeno, il saldo è stato sorprendente. Il giorno del tentativo golpista non ci sono stati morti. Quello che le imprese private di comunicazione non hanno mai fatto vedere sono state la più di centomila persone che, auto convocate, sono uscite a proteggere il Palazzo di Miraflores. Il racconto si è costruito solo da un piccolo ritaglio di realtà: lo scontro tra l&#8217;opposizione e la Guardia Nacional Bolivariana.<br />
I morti ci sono stati il giorno dopo, il 7 maggio, la procura venezuelana ha comunicato un totale di cinque morti, 233 feriti e 18 ordini di cattura.</p>
<p>Il fallimento di Guaidò nel generare uno spargimento di sangue nel paese, nonostante i morti e i feriti, ha confuso parte dell&#8217;opinione pubblica consumatrice della stampa internazionale, ed ha contribuito alla vittoria della comunicazione del Presidente Maduro. I giornalisti e l&#8217;opposizione hanno dovuto ammettere pubblicamente che le Forze Armate sono fedeli alla Costituzione e, di conseguenza, al suo Comandante in Capo. Gli analisti hanno passato giorni facendo congetture e inventando scuse per giustificare la “fedeltà” dei militari.</p>
<p>Il prossimo passo del macchinario statunitense è ovvio: l&#8217;invasione. La difficoltà nell&#8217;applicare la stessa ricetta bellicista statunitense è che non esiste consenso tra ciò che l&#8217;alto comando civile degli Stati Uniti, Colombia e Brasile e l&#8217;alto comando militare. Duque, Bolsonaro, Bolton e Abrams hanno dato tutti i segnali di appoggio ad una soluzione militare straniera. Il problema è che la tecnocrazia militare sa che entrare in Venezuela sarebbe una guerra senza quartiere. L&#8217;alto livello di addestramento militare, la tecnologia ed i milioni di miliziani e gruppi paramilitari chiamati “colectivos” che appoggiano il governo, trasformerebbero l&#8217;ingresso di qualsiasi forza straniera in un massacro. Qualsiasi venditore di gelati, giovane in moto, pensionata o portiere di un palazzo può essere una persona addestrata militarmente per far fronte a un&#8217;invasione. Per vincere in Venezuela non basta prendere Miraflores, bisognerà assassinare milioni di uomini e donne che nonostante il disumano blocco economico, sono disposti a dare la loro vita per difendere la Rivoluzione Bolivariana.</p>
<p>Il fallito golpe di stato ha prodotto una chiamata telefonica assolutamente inusuale tra Putin e Trump. Per un&#8217;ora hanno parlato di diversi temi che sono serviti come velo per nascondere l&#8217;importanza di ciò che è successo qualche ora prima in Venezuela. La verità è che Venezuela vanta moltissimi investimenti russi e cinesi. Le continue dimostrazioni di appoggio di entrambe le potenze hanno frenato i desideri di generare un altro genocidio in America Latina e nei Caraibi.</p>
<p>Se analizziamo le variabili storiche e attuali, la cosa più probabile è che gli Usa facciano pressioni affinché Colombia usi i suoi potenti e temuti gruppi paramilitari con supporto logistico e dello Stato per entrare extra ufficialmente in Venezuela e implementino una strategia simile a quella siriana con l&#8217;Esercito Islamico. Il terrore totale e la formazione di gruppi paramilitari venezuelani per tentare di nuovo di ingannare l&#8217;opinione pubblica mondiale facendoli passare per giovani che hanno deciso di rischiare le loro vite in favore della libertà. L&#8217;escalation di violenze assumerebbe proporzioni non raggiunte dal fallito golpe e guadagnerebbe appoggio internazionale per un&#8217;invasione.</p>
<p>La Rivoluzione Bolivariana ha un&#8217;ampia esperienza accumulata nel resistere intelligentemente. Sono ormai 20 anni che supera ogni tipo di destabilizzazione, golpe di Stato, attentati e sicari. A causa del massacro mediatico, il presidente Maduro è stato sotto stimato, pur avendo dato molte dimostrazioni di sapere come rigirare la frittata ai leaders della destra. E&#8217; il peggiore momento per la destra negli ultimi vent&#8217;anni; se non fosse per l&#8217;esposizione mediatica, non avrebbero occupato nulla di più di un ponte in un quartiere esclusivo di Caracas.</p>
<p>Amauri Chamorro</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
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		<title>Trump, emulo di Hitler</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2019 21:28:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I fatti di questi ultimi giorni in Venezuela, corroborano, per l'ennesima volta, anche se questa volta con assoluta sfrontatezza, l'intenzione di Washington di appropriarsi di questo Paese, stabilendo un protettorato neo coloniale a qualsiasi prezzo. La conferenza stampa di John Bolton del 30 aprile è la prova affidabile di ciò che diciamo. Bugiardo seriale, ha agito e parlato in totale disprezzo della Carta delle Nazioni Unite, che stabilisce chiaramente il principio di autodeterminazione delle nazioni e condanna tutti i tentativi di sottomettere una di loro alla volontà di un'altra.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10985" alt="trump" src="/files/2019/05/trump.jpg" width="580" height="408" />I fatti di questi ultimi giorni in Venezuela, corroborano, per l&#8217;ennesima volta, anche se questa volta con assoluta sfrontatezza, l&#8217;intenzione di Washington di appropriarsi di questo Paese, stabilendo un protettorato neo coloniale a qualsiasi prezzo. La conferenza stampa di John Bolton del 30 aprile è la prova affidabile di ciò che diciamo. Bugiardo seriale, ha agito e parlato in totale disprezzo della Carta delle Nazioni Unite, che stabilisce chiaramente il principio di autodeterminazione delle nazioni e condanna tutti i tentativi di sottomettere una di loro alla volontà di un&#8217;altra.</strong></p>
<p>Ciò che ha detto questo codardo soldatino da operetta – di cui si può dire ciò che Jorge Luis Borges disse dei militari argentini: “non ha sentito fischiare neanche un proiettile” &#8211; posa su una premessa escludente: “Maduro se ne deve andare” e Juan Guaidò, che secondo Washington è il presidente legittimo del Venezuela, deve assumere le sue funzioni il prima possibile.</p>
<p>Secondo questo torbido consigliere della Sicurezza Nazionale di Donald Trump, i giorni di Maduro sono contati e riesce appena a rimanere al potere grazie a una costellazione di forze internazionali completamente aliene al gioco democratico e alla volontà dei cittadini venezuelani.</p>
<p>Nella sua esposizione questo disprezzabile suprematista ha segnalato i tre attori che secondo lui sostengono Maduro: le truppe cubane, circa 22 o 25 mila e che sono quelle che di fatto controllerebbero le Forze Armate Bolivariane, trasformando i medici cubani in truppe di combattimento; i collettivi, queste “combriccole di spacconi in motocicletta”, anche loro creazione de L&#8217;Avana e altre “forze esterne”, e più avanti suggerisce che tra loro c’è Russia.</p>
<p>Nel suo intervento Bolton ha menzionato undici volte Cuba od “i cubani”, qualcosa di assolutamente inusuale e che rivela che l&#8217;obiettivo di questa escalation di aggressioni e di interventismo va oltre alla patria di Bolivar e Chavez ed ha obiettivi multipli che includono l&#8217;isola ribelle e Nicaragua, esplicitamente fulminati come “la troika della tirannia” nelle Americhe.</p>
<p>Il presidente Trump, ha detto Bolton, “vuole vedere un trasferimento di poteri pacifico da Maduro a Guaidò senza più ritardi. Chi appoggia Maduro, specialmente quelli che non sono venezuelani, devono sapere che “tutte le opzioni sono sul tavolo”. Il giorno dopo Mike Pompeo, altro soldatino da operetta – che per il suo cognome e persino per la sua fisionomia sembra un sopravvissuto della banda di Al Capone, che per vergogna degli Stati Uniti è il Segretario di Stato, ha portato il suo attacco a un altro dei “fattori esterni”, Russia.</p>
<p>Questo ha motivato la decisa risposta della Cancelleria di questo paese che ha ricordato che “l&#8217;ingerenza di Washington negli affari del Venezuela è una violazione flagrante del diritto internazionale. Questa influenza distruttiva non ha nulla a che vedere con la democrazia”.</p>
<p>La mente sempre più offuscata dalle sue parole ha fatto in modo che Bolton tornasse sempre con maggiore frequenza ai suoi attacchi a Cuba. I “colectivos”,  ipoteticamente creati dai cubani sono stati menzionati cinque volte nella conferenza stampa, ed ha fatto anche un&#8217;altra sparata enorme: che il generale Padrino Lopez e lo Stato Maggiore delle FAB fanno rapporto a L&#8217;Avana e che è da li che ricevono gli ordini per agire.</p>
<p>Anche Russia è stata oggetto di critiche ed ha commentato che l&#8217;imperterrito Vladimir Putin era stato avvertito che il suo coinvolgimento con il “regime” venezuelano era motivo di enorme preoccupazione negli Stati Uniti. Abbiamo già menzionato la risposta del governo russo a questa sommatoria di menzogne.</p>
<p>Da tutto ciò si intende che ci stiamo avvicinando a una situazione decisiva per il futuro delle lotte emancipatrici in America Latina e nei Caraibi. Non solo Venezuela, ma anche Cuba e Nicaragua sono sotto il mirino e sono già adesso un obiettivo militare degli Stati Uniti. La complicità dei “democratici” della regione con questo tentativo di impadronirsi del Venezuela è ripugnante, come anche il silenzio complice e codardo dei governi europei, vassalli indegni di un Caligola impazzito e della sua combriccola di fanatici criminali disposti a tutto.</p>
<p>Mentono senza pudore e consapevolmente, però mentire e diffamare è un capitolo cruciale del manuale operativo della destabilizzazione che la Casa Bianca ha letto ed applicato in innumerevoli occasioni. Ricordate che parlavano del sofisticato armamento che Cuba e l&#8217;Unione Sovietica avrebbero introdotto nella Repubblica Dominicana durante il breve governo di Juan Bosh, e quando nell&#8217;aprile del 1965 si produsse l&#8217;invasione i 44 mila marines trovarono un esercito dominicano munito di armi obsolete, retaggio della Seconda Guerra Mondiale ed un popolo che li respingeva con machetes, pietre e pali.</p>
<p>Hanno mentito per creare un clima nell&#8217;opinione pubblica favorevole al golpe contro Joao Goulart in Brasile nel 1964, contro Salvador Allende nel 1973, contro Maurice Bishop e il Movimento Nueva Joya a Granada nel 1983, quando, anche li, si parlò della presenza cubana e di armamenti sofisticati attentamente occultati in case adattate per questo scopo. Non si trovarono mai.</p>
<p>Ed hanno anche mentito quando hanno denunciato l&#8217;esistenza di armi di distruzione di massa in Iraq, che non furono mai trovate. E prima, nel 1945, quando dissero che non c&#8217;erano residui di radioattività a Hiroshima e Nagasaki dopo il bombardamento atomico. Per tanto il governo degli Stati Uniti, maledizione di tutti i popoli liberi del mondo, mente per definizione.</p>
<p>E adesso sta mentendo subdolamente sulla situazione in Venezuela e il ruolo di Cuba in questo paese. Possono contare per questo sui mezzi egemonici, trasformanti in pestilenziali cloache dove si dice qualsiasi cosa che possa distruggere la reputazione di un nemico dell&#8217;impero. Giorno e notte senza fermarsi fanno uscire le loro menzogne con impunità indignante e con totale disprezzo di quello che dovrebbe essere un giuramento ippocratico da giornalista (e anche da accademici e intellettuali) che non può essere altro che “dire la verità e denunciare la menzogna”, nella succinta enunciazione di Noam Chomsky.</p>
<p>E invece no. Le voci dei tanti e delle tante vestali della repubblica e della democrazia che hanno perseguitato i governi progressisti che si sono affacciati da questa parte del mondo rimangono nell&#8217;ignominioso silenzio. Rivelano a questo modo la loro disonorevole condizione di portavoce stipendiati dall&#8217;impero. Mettono a nudo che la loro indipendenza e la loro professione non sono tali e che le loro parole sono fatalmente contaminate con lo sporco denaro del gangster della Casa Bianca che vuole perfezionare il furto che ha già cominciato in Venezuela appropriandosi del suo denaro all&#8217;estero (oro in Inghilterra, la CITGO negli Stati Uniti, eccetera).</p>
<p>Lo stesso vale per i responsabili degli organismi internazionali. Cosa dice il signor Antonio Guterres, segretario generale dell&#8217;ONU, di fronte alle menzogne come quelle pronunciate da Bolton? Per non parlare di Luis Almagro, il segretario generale dell’OSA, che compete testa a testa con Lenin “Donald” Moreno nella turpe disputa per stabilire chi è il traditore e il corrotto più grande della Nostra America. La lista sarebbe interminabile.</p>
<p>Tutti complici: il giornalismo “serio”, gli intellettuali sofisticati e i modi raffinati che fanno gala di una falsa obiettività, gli addomesticati accademici del mainstream, i burocrati internazionali, i governanti di qui e dell&#8217;Europa non dicono nulla di un&#8217;operazione che ogni giorno di più assomiglia all&#8217;annessione dell&#8217;Austria e dei Sudeti di Hitler nel 1938, di fronte alla passività e con la complicità della “comunità internazionale”, eufemismo per evitare di parlare dei servi dell&#8217;imperatore.<br />
Complici necessari e nascosti di un crimine, perché ciò che è già successo in Venezuela con le sanzioni economiche, lo spoglio delle sue ricchezze all&#8217;estero e l&#8217;aggressione alla vita quotidiana delle venezuelane e dei venezuelani, privati di energia elettrica, acqua, trasporti e altri beni di base configura un crimine di lesa umanità.</p>
<p>Martì con la sua magnifica preveggenza, ha denunciato l&#8217;abitudine della Casa Bianca al saccheggio e al la rapina. Gli statunitensi, assicurava l&#8217;Apostolo, “credono nella necessità, nel diritto barbaro come unico diritto: questo è nostro perché ne abbiamo bisogno”.</p>
<p>Abbiamo bisogno del petrolio del Venezuela perché è una risorsa non rinnovabile per il nostro apparato militare e quando nel mondo non ci sarà neanche una goccia di questa risorsa, quando i nostri nemici rimarranno senza, noi lo avremo e potremo imporre il nostro dominio mondiale senza contrappesi. Siccome lo necessitiamo, sarà nostro, con le buone o con le cattive. Questa e nessun&#8217;altra è la ragione escludente per la quale il nobile e bravo popolo venezuelano sta soffrendo l&#8217;aggressione dell&#8217;imperialismo.</p>
<p>Nel suo celebre libro “Egemonia o sopravvivenza”, Noam Chomsy sostiene la tesi che Washington ha un progetto di dominazione mondiale ancora più ambizioso del Terzo Reich di Hitler. Molti hanno pensato che il grande linguista nordamericano in quel momento stesse delirando. Senza dubbio i fatti gli stanno dando ragione.</p>
<p>Contro questo piano, oggi guidato da Trump e dai suoi compagni si confrontano i popoli liberi di tutto il mondo, con quello del Venezuela in prima linea di combattimento. Di conseguenza, la solidarietà internazionale con la sua lotta è un imperativo morale ineludibile per tutte le donne e per tutti gli uomini di buona volontà.</p>
<p>di Atilio Boron</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
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		<title>Venezuela, alcune domande scabrose. Intervista a Gianni Minà</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2019 02:26:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venezuela si trova nuovamente sotto attacco. A Washington hanno costruito il grottesco golpe con lo sconosciuto Guaidò che si è auto-nominato presidente ad interim. Riuscirà Maduro a resistere a questo nuovo attacco golpista ordito da chi non riesce a giungere al potere per via democratica?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10819" alt="Gianni-Mina" src="/files/2019/01/Gianni-Mina.jpg" width="580" height="326" />- Il Venezuela si trova nuovamente sotto attacco. A Washington hanno costruito il grottesco golpe con lo sconosciuto Guaidò che si è auto-nominato presidente ad interim. Riuscirà Maduro a resistere a questo nuovo attacco golpista ordito da chi non riesce a giungere al potere per via democratica?</strong><br />
<strong> </strong><br />
La domanda che lei mi pone è la prova dell’incongruenza della politica degli Stati Uniti praticamente da sempre, perché non saprei definire in altro modo le numerose guerre dichiarate da Washington, nell’ultimo mezzo secolo, in nome della democrazia e della libertà. Se ci mettiamo poi, per esempio, conflitti come quello del Vietnam e ultimamente quelli in Medio Oriente, viene da domandarsi perché tutto questo si ripeta visto che alla fine gli yankee si devono quasi sempre ritirare e rinunciare alle loro mire iniziali. Per questo penso che la situazione sia drammatica e non ci prometta putroppo una soluzione a breve e questo perché nessuno vuol dispiacere al paese della libertà, quello di Trump ovviamente.</p>
<p>- Spirano venti di guerra, corriamo il rischio che Caracas diventi una nuova Damasco?</p>
<p>Credo proprio di sì, anche se tutto con l’auto-nomina del candidato “americano” è diventato ridicolo specialmente se a una tale “trovata” nessuno, neanche la comunità europea, ha avuto il coraggio di essere dissenziente e chiara. Così è palese l’incapacità di esporsi del mondo attuale pronto solo a far coro e a soddisfare le decisioni prese a Washington e messe in atto da governi inbelli.</p>
<p>- Gli Stati Uniti hanno annunciato, per bocca di Bolton, nuove sanzioni contro la compagnia petrolifera statale PDVSA. Inoltre sono stati congelati ben 7 miliardi di dollari della società di Caracas. Il vero obiettivo è quello di impadronirsi del petrolio venezuelano?</p>
<p>Credo che questo obiettivo sia palese e tristemente ti accorgi che la causa di questo pericolo è, come tante altre volte, l’interesse delle “sette sorelle” del petrolio e l’esigenza di accaparrarsi la PDVSA, la compagnia del petrolio di Stato venezuelano, la quinta fornitrice del petriolio Usa.<br />
Si può condannare alla fame un paese strategico che fa comodo all’economia di un altro paese? Pare di sì, in barba a tutte le dichiarazioni di moralità e di etica della politica.</p>
<p>- In Venezuela è in corso un golpe. Papa Francesco ha scelto in maniera coraggiosa di rilanciare il dialogo e la ricerca della pace. Farebbe bene il governo italiano a unirsi al Papa su questa posizione, rigettando l’ambiguità di Francia, Spagna e Germania?</p>
<p>Farebbe bene, ma purtroppo attualmente l’Italia continua a non avere una autonomia politica eppure il Papa ha dato il buon esempio proponendo una leale trattativa di pace fra le parti, non le assurde minacce di Trump o di Mike Pompeo, segretario di Stato americano, che non hanno mai risolto una diatriba come questa.</p>
<p>-L’informazione sul Venezuela è spesso inquinata da fake news propalate senza soluzione di continuità dal circuito informativo mainstream. Perché tanto accanimento contro il Venezuela? La Rivoluzione Bolivariana rappresenta un esempio da cui potrebbero trarre ispirazione i popoli europei schiacciati sotto il tallone di ferro del neoliberismo?</p>
<p>Le rispondo con una punta di malinconia per la fine che ha fatto il nostro mestiere. Non ho letto o ascoltato infatti articoli seri, ma soltanto l’esaltazinoe della giustezza della politica nordamericana o la propaganda ritmata per cui (ormai da sei anni) dalla morte di Chavez, esiste un piano di mortificazione dei diritti dei venezuelani.<br />
Gli errori del governo di Maduro hanno fatto il resto, ma è vile assistere a un assedio del Paese che dura da tempo, si esprime con atti golpisti ogni due, tre mesi, sparisce dall’informazione per un paio di volte al mese, dopo di che aspetta i dollari che devono arrivare dagli Stati Uniti per continuare una strategia infame e finisce, da giugno, per ignorare che le elezioni le ha vinte il governo chavista. Piaccia o non piaccia agli organizzatori di questi golpe.</p>
<p>Fabrizio Verde, L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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