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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; The New York Time</title>
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		<title>The New York Times: il vaccino contro il coronavirus a Cuba è prossimo ai test finali</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 22:35:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il quotidiano statunitense The New York Times sottolinea questo mercoledì che Cuba "è sull'orlo di uno straordinario traguardo scientifico: la produzione in serie di un vaccino contro il coronavirus studiato interamente nell'isola. "Uno dei quattro vaccini sviluppati dagli scienziati cubani entrerà in una fase finale di prova il mese prossimo, un passo cruciale verso l'approvazione normativa che, in caso di successo, potrebbe mettere l'isola sulla strada della vaccinazione di tutta la sua popolazione e iniziare le esportazioni all'estero alla fine dell'anno".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11885" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11885" alt="Prove cliniche di Soberana 2" src="/files/2021/02/soberana_03-580x330.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Prove cliniche di Soberana 2</p></div>
<p><strong>Il quotidiano statunitense The New York Times sottolinea questo mercoledì che Cuba &#8220;è sull&#8217;orlo di uno straordinario traguardo scientifico: la produzione in serie di un vaccino contro il coronavirus studiato interamente nell&#8217;isola.</strong></p>
<p>&#8220;Uno dei quattro vaccini sviluppati dagli scienziati cubani entrerà in una fase finale di prova il mese prossimo, un passo cruciale verso l&#8217;approvazione normativa che, in caso di successo, potrebbe mettere l&#8217;isola sulla strada della vaccinazione di tutta la sua popolazione e iniziare le esportazioni all&#8217;estero alla fine dell&#8217;anno&#8221;.</p>
<p>L&#8217;influente mass media sottolinea che &#8220;il vaccino che si sta dirigendo verso una fase finale di sperimentazione si chiama Soberana 2, in un cenno all&#8217;orgoglio che l&#8217;isola sente per la sua autonomia, nonostante decenni di ostilità del suo vicino settentrionale&#8221;.</p>
<p>“Non si tratta solo di medicina e umanitarismo; c&#8217;è una grande ricompensa economica se riescono a controllare il virus&#8221;, ha detto al giornale Richard Feinberg, esperto di Cuba presso l&#8217;Università della California, San Diego. &#8220;Non saranno solo le entrate immediate, ma una spinta alla reputazione del settore della biotecnologia farmaceutica cubana, che consentirà loro di commercializzare altri prodotti medici&#8221;.</p>
<p>Il quotidiano di New York rileva che Cuba ha iniziato a investire denaro nella biotecnologia negli anni &#8217;80, come parte dell&#8217;impulso del leader della Rivoluzione, Fidel Castro, per rendere la nazione autosufficiente di fronte al bloqueo degli Stati Uniti che ha reso difficile ottenere medicine prodotte all&#8217;estero.</p>
<p>&#8220;Gli investimenti nella salute pubblica hanno dato origine a dozzine di istituti di ricerca medica e un surplus di medici, che Cuba invia ad altri paesi in missioni sanitarie&#8221;, afferma la pubblicazione, che fissa la cifra delle entrate del paese per i servizi di salute a $ 5,4 miliardi nel 2019, il doppio di quello prodotto dal turismo, uno dei principali motori dell&#8217;economia.</p>
<p>Aggiunge che il settore della biotecnologia cubana è ben sviluppato. Cuba produce otto dei 12 vaccini somministrati ai bambini dell&#8217;isola ed esporta vaccini in più di 30 paesi.</p>
<p>&#8220;È un gigante della biotecnologia&#8221;, ha detto dell&#8217;isola Gail Reed, editrice di MEDICC Review, una rivista di medicina cubana e mondiale in via di sviluppo. &#8220;I risultati sono innegabili.&#8221;</p>
<p>Scienziati cubani hanno anche sviluppato trattamenti innovativi, tra cui un vaccino per i malati di cancro ai polmoni, che viene testato con il Roswell Park Comprehensive Cancer Center, di New York.</p>
<p>&#8220;A volte la gente pensa che, poiché è Cuba, stiano facendo questi farmaci nel loro garage e li diano alla gente, e questo non è vero&#8221;, ha detto al Times Candace Johnson, presidentessa di Roswell Park. &#8220;Stanno utilizzando esattamente gli stessi standard elevati di qualsiasi altro paese che produce questi farmaci&#8221;.</p>
<p>Johnson ha detto che gli scienziati cubani hanno dimostrato di &#8220;soddisfare tutti gli standard e i controlli appropriati&#8221; prima che lei potesse portare il farmaco contro il cancro ai polmoni a New York.</p>
<p><strong>Il New York Times sottolinea che la produzione del vaccino contro il coronavirus è stata ulteriormente complicata a causa dell&#8217;inasprimento delle sanzioni contro Cuba da parte dell&#8217;amministrazione Trump. &#8220;Gli scienziati affermano di non essere stati in grado di acquistare tutte le attrezzature e le materie prime di cui hanno bisogno, compresi gli spettrometri utilizzati per il controllo di qualità&#8221;.</strong></p>
<p>La pubblicazione commenta che il vaccino Soberana 2 è avanzato attraverso due fasi di sperimentazione ed è programmato per entrare in una terza fase, dove sarà testato su circa 150.000 persone a Cuba e in Iran, che hanno dimostrato interesse per l&#8217;acquisto del farmaco. Messico è anche in trattative con i cubani per partecipare alla terza fase dei processi, dice.</p>
<p>Come il vaccino sviluppato da Novavax, un&#8217;azienda statunitense, Soberana 2 è un vaccino a base di proteine che contiene parte del coronavirus. Richiede tre dosi somministrate a intervalli di due settimane e, a differenza dei vaccini di Moderna e di Pfizer, non ha bisogno di essere conservato in un congelatore, il che può essere un&#8217;attrazione per i paesi più poveri che spesso mancano delle attrezzature per mantenere congelate tante dosi, sottolinea il Times nella sua valutazione.</p>
<p>Il Dr. Verez, direttore dell&#8217;Istituto dei Vaccini Finlay, ha detto in un messaggio di testo che Soberana 2 è &#8220;molto sicuro con pochissimi effetti negativi&#8221;, un requisito per passare a una terza e ultima fase di sperimentazione.</p>
<p>Il New York Times allude alla possibilità di esportare e curare i turisti che visitano Cuba, ma sottolinea che gli scienziati cubani, tuttavia, insistono sul fatto che l&#8217;obiettivo è diffondere la salute. Qualsiasi vantaggio, dicono, è semplicemente un effetto collaterale.</p>
<p>&#8220;Non siamo una multinazionale in cui il ritorno sull&#8217;investimento è la nostra priorità numero uno&#8221;, ha detto Verez, che guida lo sviluppo del vaccino, in una recente conferenza stampa. &#8220;La nostra priorità principale è creare salute e il ritorno dell&#8217;investimento è una conseguenza di ciò.&#8221;</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Abel Padrón Padilla/Cubadebate</p>
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		<title>The New York Times condanna politica degli USA di rubare cervelli da Cuba</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 00:32:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un editoriale pubblicato ieri dal quotidiano statunitense The New York Times, ha condannato la fuga di cervelli da Cuba incoraggiata dagli Stati Uniti, ed in questione il programma che incentiva la migrazione di medici durante missioni ufficiali all'estero. Questa è la sesta occasione in poco più di un mese che il Comitato Editoriale del quotidiano newyorchese abborda il tema delle politiche di Washington verso l'isola caraibica.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8228" alt="" src="/files/2014/11/the-news-york-times.jpg" width="300" height="250" />Un editoriale pubblicato ieri dal quotidiano statunitense The New York Times, ha condannato la fuga di cervelli da Cuba incoraggiata dagli Stati Uniti, ed in questione il programma che incentiva la migrazione di medici durante missioni ufficiali all&#8217;estero.</strong></p>
<p>Questa è la sesta occasione in poco più di un mese che il Comitato Editoriale del quotidiano newyorchese abborda il tema delle politiche di Washington verso l&#8217;isola caraibica.</p>
<p>D’accordo con The New York Times, sono molti gli aspetti condannabili delle politiche fallite degli Stati Uniti rispetto a Cuba e del bloqueo che impone da decadi, ma il programma diretto a provocare la fuga di medici, è difficile da giustificare.</p>
<p>Intitolato “A cuban brain drain, courtesy of U.S.” (La fuga di cervelli da Cuba, cortesia degli USA) e pubblicato in inglese e spagnolo, il giornale statunitense riconosce che solo nel 2014 sono emigrati da Cuba 1278 medici, un numero record secondo le cifre offerte dal Servizio di Cittadinanza ed Immigrazione degli Stati Uniti.</p>
<p>Segnala inoltre che entro il 2006 ed il 2014, i programmi illegali di Washington hanno provocato l’emigrazione di 5490 medici cubani.</p>
<p>The New York Time sottolinea come un&#8217;assurda politica che il sottosegretario, John Kerry, e l&#8217;ambasciatrice statunitense presso le Nazioni Unite, Samantha Power, elogino il lavoro dei medici cubani che curano i pazienti con il virus dell’Ebola in Africa occidentale, e contemporaneamente mantengano piani per dissanguare Cuba del suo potenziale medico.</p>
<p>È incongruente che gli Stati Uniti stimino le contribuzioni dei medici cubani inviati dal governo per assistere in situazioni di crisi, come quella del terremoto in Haiti nel 2010, mentre cerca di destabilizzare lo stato cubano facilitando le diserzioni, sottolinea l’editoriale del The New York Times.</p>
<p>Riconosce che il sistema migratorio statunitense deve dare priorità ai rifugiati ed alle persone perseguite più vulnerabili del mondo, ma non si deve utilizzare per aggravare la fuga di cervelli da una nazione avversaria, soprattutto, quando migliorare la relazione tra i due paesi è un obiettivo vitale e sensato.</p>
<p>Ricorda inoltre che il programma di furto di medici è cominciato in agosto del 2006, quando il cubano-americano Emilio Gonzalez, fermamente opposto al governo dell&#8217;isola, era al comando del Servizio di Cittadinanza ed Immigrazione degli Stati Uniti.</p>
<p>In quell&#8217;epoca -continua l’editoriale -, il governo di George W. Bush stava cercando di sabotare il governo cubano, ed ha facilitato la fuga di medici che partecipavano in missioni all&#8217;estero, come un&#8217;opportunità di attentare al principale strumento diplomatico dell&#8217;isola ed umiliare la Rivoluzione cubana. Il The New York Times sottolinea che Cuba ha uno degli indici più alti di medici pro capite nel mondo, ed offre borse di studio per frequentare studi di salute a centinaia di studenti di differenti paesi ogni anno, e tra loro -emerge -, ci sono anche gli statunitensi.</p>
<p>Sottolinea anche il lavoro del medico cubano all&#8217;estero, di loro circa 46 mila professionisti che lavorano in paesi dell&#8217;America Latina e dei Caraibi, e circa quattro mila che sono assegnati a 32 nazioni africane.</p>
<p>Gli editori del quotidiano newyorchese espongono che queste politiche di furti di cervelli incoraggiate dagli Stati Uniti inibiscono la capacità di Cuba nel momento di contribuire in crisi internazionali e non aiuta, assolutamente, a creare una società più aperta.</p>
<p>Finché si mantiene questa politica incoerente, stabilire una relazione più salutare tra entrambe le nazioni continuerà ad essere difficile, conclude The New York Times.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://mobile.nytimes.com/2014/11/17/opinion/la-fuga-de-cerebros-en-cuba-cortesa-de-eeuu.html?referrer=&amp;_r=0" title="testo completo" >testo completo dell&#8217;editoriale</a></p>
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		<title>Contributo impressionante di Cuba nella lotta contro l&#8217;Ebola, afferma The New York Times</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2014 22:10:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cuba offre quello che è necessario con urgenza maggiore nel combattimento contro l'Ebola: medici professionisti disposti a soddisfare i pazienti, ha sottolineato oggi un editoriale pubblicato nel quotidiano statunitense The New York Times. Con il titolo “L'impressionante contribuzione di Cuba nella lotta contro l'Ebola”, l'influente giornale spiega che il panico che ha generato l'epidemia attorno al mondo non ha prodotto una risposta adeguata da parte delle nazioni che hanno la capacità di appoggiare.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8173" alt="" src="/files/2014/10/cuba-newyorktimes.jpg" width="320" height="327" />Cuba offre quello che è necessario con urgenza maggiore nel combattimento contro l&#8217;Ebola: medici professionisti disposti a soddisfare i pazienti, ha sottolineato oggi un editoriale pubblicato nel quotidiano statunitense The New York Times.   </strong></p>
<p>Con il titolo “L&#8217;impressionante contribuzione di Cuba nella lotta contro l&#8217;Ebola”, l&#8217;influente giornale spiega che il panico che ha generato l&#8217;epidemia attorno al mondo non ha prodotto una risposta adeguata da parte delle nazioni che hanno la capacità di appoggiare.</p>
<p>L’editoriale, pubblicato in inglese ed in spagnolo, reitera che circa 4450 persone sono morte per colpa dell’Ebola in Africa occidentale ed ha messo in allerta che la rapida espansione del virus, che si è diagnosticato già in alcuni casi negli Stati Uniti ed in Europa, potrebbe provocare presto una crisi mondiale.</p>
<p>La pubblicazione si dispiace che Washington, il principale contribuente finanziario alla lotta contro l&#8217;Ebola, non abbia vincoli diplomatici con L&#8217;Avana (rotti unilateralmente nel 1961), dato che Cuba potrebbe svolgere il lavoro più vitale.</p>
<p>Secondo il Time, per l&#8217;amministrazione del presidente Barack Obama, questo dilemma deve enfatizzare l&#8217;idea che i frutti di normalizzare la relazione con Cuba implicano molti più benefici che rischi.</p>
<p>Il quotidiano risalta che il Governo cubano ha abilitato 460 medici ed infermieri in quanto alle strette precauzioni che sono necessarie per curare i pazienti che soffrono un virus altamente contagioso e che un primo gruppo, conformato da 165 professionisti, è arrivato a Sierra Leone nei giorni scorsi.</p>
<p>Delimita che Cuba è un&#8217;isola povera e relativamente isolata (a causa del bloqueo finanziario, economico e commerciale imposto da più di 50 anni dai successivi governi della Casa Bianca).</p>
<p>Ed ha aggiunto che geograficamente l&#8217;isola è situata ad oltre sette mila chilometri dai paesi africani dove l&#8217;Ebola si sta diffondendo ad un ritmo allarmante.</p>
<p>Tuttavia, dovuto al suo compromesso di inviare centinaia di medici ed infermieri nel cuore della pandemia, Cuba potrebbe terminare svolgendo il ruolo più importante tra le nazioni che stanno lavorando per frenare la propagazione del virus.</p>
<p>Medici cubani hanno svolto il ruolo principale nella lotta contro il colera ad Haiti, dopo il terremoto del 2010, ricorda il Time, che pubblica l’articolo mentre comincia a L&#8217;Avana un Vertice straordinario di mandatari dell&#8217;Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA) per coordinare azioni contro l&#8217;Ebola.</p>
<p>Cuba –osserva l’editoriale &#8211; ha inviato medici ed infermieri a zone di disastro da decadi. Dopo l&#8217;uragano Katrina nel 2005, il Governo de L&#8217;Avana ha offerto di inviare squadre mediche per curare i feriti a New Orleans. Leader statunitensi hanno respinto questa offerta.</p>
<p>Il giornale cita il rappresentante dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Salute, Josè Luis Di Fabio, quando ha affermato che la squadra di professionisti cubani inviata in Africa include medici che hanno lavorato anteriormente nella regione, fatto che rende loro ancora più preziosi. Cuba conta su un personale di salute molto competente, ha detto Di Fabio.</p>
<p>The New York Times conclude che il Leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, ha pienamente ragione quando ha abbordato in un recente articolo la disposizione di Cuba a cooperare con gli Stati Uniti nella lotta contro l&#8217;Ebola, lasciando da parte le differenze.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Fidel Castro: Quello che non si potrà mai dimenticare</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2014 23:54:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri, domenica 12 ottobre, in mattinata, l'edizione domenicale in Internet del The New York Times —organo di stampa che in determinate circostanze segnala modelli sulla linea politica più conveniente agli interessi del suo paese—, ha pubblicato un articolo che si intitolava “Tempo di terminare il bloqueo contro Cuba”; con opinioni di quello che secondo lui, dovrebbe fare il paese.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5723" alt="" src="/files/2012/09/fidel-castro.jpg" width="295" height="230" />“Ieri, domenica 12 ottobre, in mattinata, l&#8217;edizione domenicale in Internet del The New York Times —organo di stampa che in determinate circostanze segnala modelli sulla linea politica più conveniente agli interessi del suo paese—, ha pubblicato un articolo che si intitolava “Tempo di terminare il bloqueo contro Cuba”; con opinioni di quello che secondo lui, dovrebbe fare il paese.</p>
<p>Ci sono momenti in cui tali articoli sono sottoscritti da qualche prestigioso giornalista, come qualcuno che ho avuto il privilegio di conoscere personalmente nei primi giorni della nostra lotta nella Sierra Maestra, con quello che restava di una forza che era stata quasi totalmente eliminata dall&#8217;aviazione e dall&#8217;esercito di Batista. Eravamo allora abbastanza inesperti; non concepivamo neanche che dare quell&#8217;impressione di forza alla stampa costituiva un qualcosa che poteva meritare una critica.</p>
<p>Non era così, come pensava quel coraggioso corrispondente di guerra con una storia che gli ha dato un nome nei tempi difficili della lotta contro il fascismo: Herbert Matthews.</p>
<p>La nostra supposta capacità di lotta nel febbraio del 1957 era un po&#8217; minore, ma più che sufficiente per consumare e sconfiggere il regime.</p>
<p>Carlos Rafael Rodriguez, dirigente del Partito Socialista Popolare, è stato testimone di quello che, dopo la Battaglia del Jigüe- dove un&#8217;unità completa di truppe scelte è stata obbligata a capitolare dopo 10 giorni di combattimento, ho affermato sulla mia paura che le forze del regime si sarebbero arrese in luglio del 1958, quando le sue truppe scelte si ritiravano precipitatamente dalla Sierra Maestra, nonostante fossero allenate e consigliate dai vicini del nord. Avevamo trovato la forma adeguata per sconfiggerle.</p>
<p>Era ineludibile estendermi un po&#8217; su questo punto se desideravo spiegare lo stato d’animo con cui ho letto il menzionato articolo del giornale nordamericano domenica scorsa. Citerò le sue parti essenziali che scriverò tra virgolette:</p>
<p>“…il Presidente Obama deve provare angoscia contemplando lo stato deplorevole delle relazioni bilaterali che la sua amministrazione ha tentato di riparare. Sarebbe sensato che il leader statunitense rifletta seriamente su Cuba, dove un cambio di politica potrebbe rappresentare un gran trionfo per il suo governo.</p>
<p>“Per la prima volta in più di mezzo secolo, cambiamenti nell&#8217;opinione pubblica statunitense ed una serie di riforme a Cuba, hanno fatto che sia politicamente vitale riannodare le relazioni diplomatiche e terminare con questo bloqueo insensato. Il regime dei Castro ha usato questo bloqueo per giustificare i suoi difetti ed ha mantenuto il suo popolo abbastanza isolato dal resto del mondo. Obama deve approfittare dell&#8217;opportunità per terminare una lunga era di inimicizia, ed aiutare un popolo che ha sofferto enormemente da quando Washington ha tagliato le relazioni diplomatiche nel 1961, due anni dopo che Fidel Castro è arrivato al potere.”</p>
<p>“…lo stato deplorevole della sua economia ha obbligato Cuba ad implementare alcune riforme. Il processo è diventato più urgente a causa della crisi finanziaria in Venezuela, dato che Caracas le proporziona petrolio sovvenzionato. Con la paura che Venezuela debba ritagliare il suo aiuto, i leader sull&#8217;isola hanno fatto passi importanti per liberalizzare e diversificare un&#8217;economia che storicamente ha avuto controlli rigidi.”</p>
<p>“…il governo cubano ha cominciato a permettere che i suoi cittadini si impieghino nel settore privato e che vendano le proprietà come automobili e case. In marzo, l&#8217;Assemblea Nazionale di Cuba ha approvato una legge col fine di attrarre l’investimento straniero. (…) In aprile, diplomatici cubani hanno incominciato a negoziare i termini di un trattato di cooperazione che sperano di firmare con l&#8217;Unione Europea. Hanno assistito alle prime riunioni preparati, ansiosi e coscienti che gli europei chiedono maggiori riforme e libertà cittadine.</p>
<p>“Il governo autoritario continua a molestare i dissidenti che frequentemente sono arrestati per brevi periodi. L&#8217;Avana non ha spiegato la morte sospettosa dell&#8217;attivista politico Oswaldo Payà.”</p>
<p>Come si può apprezzare, è un’accusa calunniosa e gratuita.</p>
<p>“L&#8217;anno scorso si sono rese flessibili le restrizioni di viaggio per i cubani, fatto che ha permesso che famosi dissidenti viaggiassero all&#8217;estero. Attualmente, esiste un ambiente di tolleranza maggiore per quelli che criticano i suoi leader nell&#8217;isola, ma molti temono ancora le ripercussioni per parlare francamente ed esigere diritti maggiori.</p>
<p>“Il processo delle riforme è stato lento e ci sono stati passi indietro. Ma in complesso, questi cambiamenti dimostrano che Cuba si sta preparando per un era post-bloqueo. Il governo afferma che riannoderebbe con piacere le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti senza condizioni previe.</p>
<p>“Come primo passo, la Casa Bianca deve ritirare Cuba dalla lista che mantiene il Dipartimento di Stato per penalizzare paesi che appoggiano gruppi terroristici. Attualmente, le uniche altre nazioni nella lista sono Sudan, Iran e Siria. Cuba è stata aggiunta nel 1982 per il suo appoggio a movimenti ribelli in America Latina, benché questo tipo di vincoli non esistono più. Attualmente, il governo statunitense ha riconosciuto che L&#8217;Avana sta svolgendo un ruolo costruttivo nel processo di pace della Colombia, servendo da anfitrione per i dialoghi tra il governo colombiano e i leader della guerriglia.</p>
<p>“Le sanzioni da parte degli Stati Uniti contro l&#8217;isola sono cominciate nel 1961, con l&#8217;obiettivo di espellere Fidel Castro dal potere. Attraverso gli anni, vari leader statunitensi hanno concluso che il bloqueo è stato un fallimento. Nonostante questo, qualunque iniziativa per eliminarlo ha portato con sé il rischio di irritare i membri dell&#8217;esilio cubano, un gruppo elettorale che è stato decisivo nei comizi nazionali. (…) la generazione di cubani che difendono il bloqueo sta sparendo. Membri delle nuove generazioni hanno punti di vista distinti, e molti sentono che il bloqueo è stato controproducente per fomentare un cambiamento politico. Secondo una recente inchiesta, il 52% dei nordamericani di origine cubana a Miami pensa che si deve terminare con il bloqueo. Un&#8217;ampia maggioranza vuole che i due paesi regressino ad avere relazioni diplomatiche, una posizione che condivide in generale l&#8217;elettorato nordamericano.</p>
<p>“Cuba e gli Stati Uniti hanno sedi diplomatiche nelle loro capitali, conosciute come sezioni di interesse, che svolgono le funzioni di un&#8217;ambasciata. Tuttavia, i diplomatici statunitensi hanno poche opportunità di uscire dalla capitale per incontrare il popolo cubano ed il loro accesso ai dirigenti dell&#8217;isola è molto limitato.</p>
<p>“Nel 2009, l&#8217;amministrazione Obama ha fatto una serie di passi importanti per rendere flessibile il bloqueo, facilitando l&#8217;inoltro di invii all&#8217;isola ed autorizzando un maggiore numero di cubani radicati negli Stati Uniti a viaggiare sull&#8217;isola. Ha anche creato dei piani che permetterebbero di ampliare l&#8217;accesso alla telefonia cellulare ed all’internet nell&#8217;isola. Anche così, si potrebbe fare di più. Per esempio, si potrebbero eliminare i limiti agli invii, autorizzare meccanismi di investimento nelle nuovi micro-imprese cubane ed espandere le opportunità per i nordamericani che desiderino viaggiare sull&#8217;isola.</p>
<p>“Washington potrebbe fare di più per appoggiare le ditte nordamericane che hanno interesse a sviluppare il settore delle telecomunicazioni a Cuba. Poche hanno osato per paura delle possibili ripercussioni legali e politiche.</p>
<p>“A non farlo, gli Stati Uniti starebbero cedendo il mercato cubano ai loro rivali. I presidenti della Cina e della Russia sono andati a Cuba in luglio per cercare di ampliare i vincoli.</p>
<p>“Il livello e l’apertura della relazioni potrebbe crescere significativamente, dando a Washington più strumenti per appoggiare le riforme democratiche. È fattibile che aiuti a frenare una nuova onda migratoria di cubani scoraggiati che stanno viaggiando verso gli Stati Uniti in zattere.</p>
<p>“Una relazione più salutare potrebbe aiutare a risolvere il caso di Alan Gross, un esperto in sviluppo che da quasi cinque anni è in prigione nell&#8217;isola. Ancora di più, creerebbe nuove opportunità per fortificare la società civile, e con questo gradualmente diminuirebbe il controllo che esercita lo stato sulla vita dei cubani. Sebbene la Casa Bianca può fare unilateralmente certi passi, smantellare il bloqueo richiederebbe un&#8217;azione legislativa a Washington.”</p>
<p>“… vari leader dell&#8217;emisfero si riuniranno a Città del Panama con motivo del settimo Vertice delle Americhe. Vari governi dell&#8217;America Latina hanno insistito nell’invitare Cuba, rompendo così con la tradizione di escludere l&#8217;isola per esigenza di Washington.</p>
<p>“Data la quantità di crisi a livello mondiale, è possibile che la Casa Bianca consideri che dare un giro sostanziale alla sua politica rispetto a Cuba non è una priorità. Tuttavia, un avvicinamento con l&#8217;isola più popolata dei Caraibi che incentivi lo sblocco del potenziale dei cittadini di una delle società più educate dell&#8217;emisfero, potrebbe rappresentare un importante lascito per l&#8217;amministrazione. Aiuterebbe anche a migliorare le relazioni degli Stati Uniti con vari paesi dell&#8217;America Latina ed a spingere iniziative regionali che hanno sofferto come conseguenza dell&#8217;antagonismo tra Washington e L&#8217;Avana.”</p>
<p>“…a radice dell&#8217;invito a Cuba al Vertice, la Casa Bianca non ha confermato se Obama assisterà.</p>
<p>“Deve farlo. Sarebbe importante che fosse presente e lo considerasse come un&#8217;opportunità per iniziare un risultato storico.”</p>
<p>Una delle società più educate dell&#8217;emisfero!!!! Questo sì che è un riconoscimento. Ma, perché non lo dice alla fine che non assomiglia in nulla a quella che ci ha lasciato Harry S. Truman, quando il suo alleato e gran saccheggiatore del ministero della finanza Fulgencio Batista ha assaltato il potere il 10 marzo 1952, a soli 50 giorni dalle elezioni generali. Questo non si potrà mai dimenticare.</p>
<p>L&#8217;articolo è scritto, come si può apprezzare, con grande abilità, cercando il beneficio maggiore per la politica nordamericana in una situazione complessa, quando si accrescono i problemi politici, economici, finanziari e commerciali. A questo si sommano i problemi derivati dal cambiamento climatico accelerato; la concorrenza commerciale; la velocità, la precisione ed il potere distruttivo di armi che minacciano la sopravvivenza dell&#8217;umanità. Quello che oggi si scrive ha una connotazione molto differente da quello che si divulgava soli 40 anni fa, quando il nostro pianeta si vedeva già obbligato ad albergare e fornire d’acqua e degli alimenti l&#8217;equivalente della metà della popolazione mondiale attuale. Questo senza menzionare la lotta contro l’Ebola, che minaccia la salute di milioni di persone.</p>
<p>Si aggiunga che tra pochi giorni la comunità mondiale esporrà davanti alle Nazioni Unite se è d’accordo o no col bloqueo contro Cuba.</p>
<p>Fidel Castro Ruz</p>
<p>13 ottobre 2014</p>
<p>8:30 p.m”.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Il New York Times riconosce che l’aiuto di Cuba è stato essenziale per controllare il colera ad Haiti</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 20:59:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[colera]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Haiti]]></category>
		<category><![CDATA[The New York Time]]></category>

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		<description><![CDATA[Un ampio reportage pubblicato dal New York Times riconosce che l’intervento di Cuba è stato essenziale per individuare i primi casi di colera e fondamentale per il trattamento dell’epidemia che in 17 mesi ha ucciso più di 7.050 haitiani e ne ha infettato più di 531.000 (pari al 5% della popolazione)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3488" src="/files/2012/03/colaborantes-medicos-cubanos-en-haiti.png" alt="" width="300" height="250" />Un ampio reportage pubblicato dal New York Times riconosce che l’intervento di Cuba è stato essenziale per individuare i primi casi di colera e fondamentale per il trattamento dell’epidemia che in 17 mesi ha ucciso più di 7.050 haitiani e ne ha infettato più di 531.000 (pari al 5% della popolazione). </strong></p>
<p>Il giornale afferma che dallo scoppio dell’epidemia solo la Brigata Medica Cubana e Medici Senza Frontiere hanno gestito la stragrande maggioranza dei casi.<br />
“All’inizio ci sentivamo abbastanza soli”, ha dichiarato al quotidiano nordamericano Yann Libessart, portavoce di Medici Senza Frontiere. “Era una situazione paradossale. Tutto il mondo era ad Haiti. Nonostante ci fosse la maggior densità di attori umanitari del mondo, noi e i cubani abbiamo trattato l’80% dei malati di colera”.</p>
<p>Il NY Times ha affermato che il trattamento offerto dai cubani, che comprendeva antibiotici gratuiti, ha evitato la morte di più di 1000 haitiani, mentre le autorità sanitarie mondiali preoccupate per il costo dei medicinali, inizialmente erano contrarie alla somministrazione degli antibiotici manifestando l’intenzione di riservarli ai soli casi più gravi.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Vincenzo Basile</p>
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