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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Nelson Mandela</title>
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		<title>Il secolo di Madiba</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 22:56:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelson Mandela era finalmente tra noi come lo era sempre stato nella memoria solidale. Quando lo presentò quel giorno, il suo ospite, il comandante in capo Fidel Castro, lo descrisse con le parole che tutti avremmo voluto pronunciare: «… assolutamente integro, incommensurabilmente risoluto, coraggioso, eroico, sereno, intelligente, capace (...) E non lo penso dopo per averlo conosciuto, lo penso da molti anni». È per questo che lo abbiamo considerato - e lo facciamo tuttora - un essere umano infrangibile ed esemplare, che aveva resistito a tutti i tentativi di infrangere la sua volontà e annientare le sue idee da parte di un regime brutale, e dalla solitudine della sua prigionia era cresciuto come leader indiscusso del suo popolo nella lotta contro l'apartheid.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10580" alt="MadibaFidel" src="/files/2018/07/MadibaFidel.jpg" width="580" height="290" />Era l&#8217;immagine viva dell&#8217;ottimismo, della volontà di carattere. Il prolungato martirio a cui era stato ingiustamente sottoposto per più di cinquant&#8217;anni non scalfì il suo volto. Più esile e ingrigito rispetto alle foto che per anni sono circolate in tutto il mondo per chiedere la sua liberazione, ma con il sorriso come specchio della sicurezza nella vittoria, lo abbiamo visto quel 26 luglio 1991 a Matanzas, condividendo la celebrazione ‘moncadista’ con milioni di cubani.</strong></p>
<p>Nelson Mandela era finalmente tra noi come lo era sempre stato nella memoria solidale. Quando lo presentò quel giorno, il suo ospite, il comandante in capo Fidel Castro, lo descrisse con le parole che tutti avremmo voluto pronunciare: «… assolutamente integro, incommensurabilmente risoluto, coraggioso, eroico, sereno, intelligente, capace (&#8230;) E non lo penso dopo per averlo conosciuto, lo penso da molti anni». È per questo che lo abbiamo considerato &#8211; e lo facciamo tuttora &#8211; un essere umano infrangibile ed esemplare, che aveva resistito a tutti i tentativi di infrangere la sua volontà e annientare le sue idee da parte di un regime brutale, e dalla solitudine della sua prigionia era cresciuto come leader indiscusso del suo popolo nella lotta contro l&#8217;apartheid.</p>
<p>Ai razzisti sudafricani non restò altra scelta che liberarlo. Madiba, come i suoi compatrioti chiamavano Mandela, sapeva che questa era solo una tappa sulla strada del trionfo delle sue convinzioni. Quello stesso 1991, tra gennaio e giugno, oltre 2.000 neri e meticci si unirono alle vittime mortali della repressione e dell&#8217;odio, stimate in 10.000 dal 1984 ad oggi.</p>
<p>Ma era lì, inarrestabile, a forgiare la strategia che lo avrebbe portato a vivere il sogno di un nuovo Sudafrica. Ed era a Cuba, come un fratello.</p>
<p>II</p>
<p>Per Mandela e i suoi più stretti collaboratori dell’African National Congress (ANC), la rivoluzione cubana era un punto di riferimento a partire dai primi anni &#8217;60. Mac Maharaj, un membro di spicco dell&#8217;ANC e prigioniero politico con Mandela, raccontò come già prima che buona parte della dirigenza fosse giudicata e imprigionata, venivano commentati i successi di quest’isola delle Antille.</p>
<p>«Richiamava la nostra attenzione &#8211; scrisse &#8211; il fatto che un piccolo paese si stava facendo conoscere dal mondo per la sua dignità, nonostante a questo popolo si opponessero forze poderose. Io stesso in più di un’occasione parlai con Madiba dei guerriglieri di Fidel Castro che erano riusciti a rilanciare l’insurrezione popolare dopo aver sofferto un’iniziale sconfitta nell’assalto a una caserma. Se i cubani avevano vinto, anche noi potevamo vincere».</p>
<p>Mandela aveva avuto notizia del disinteressato aiuto internazionalista dei cubani al popolo angolano. Una delle migliori notizie ricevute in carcere è stata la vittoria delle forze combinate di angolani e cubani a Cuito Cuanavale, che avrebbe segnato un punto di svolta definitiva nel respingere l&#8217;invasione dei razzisti alla patria di Agostino Neto e nel collasso del regime dell’apartheid. Quel giorno, Madiba era certo che presto sarebbe stato nelle strade del suo paese per guidare nuove battaglie.</p>
<p>III</p>
<p>In ogni caso a Mandela pretendono di mistificarlo. I media dell’industria egemonica dell’informazione e la destra lo presentano come un uomo conciliatore. Divenuto icona delle battaglie contro il regime dell’apartheid, primo presidente nero sudafricano eletto nelle inedite elezioni multietniche del paese, oggetto di venerazione e rispetto a livello mondiale.<br />
A lungo però ignorato e discreditato da politici e mezzi di comunicazione in nazioni che oggi lo riveriscono.</p>
<p>Le amministrazioni nordamericane per decenni hanno sostenuto il regime dell’apartheid &#8211; la storia razzista degli Stati Uniti è ben nota &#8211; e solo quando la debacle del sistema era imminente, dopo la sconfitta subita dall’esercito sudafricano per mano delle truppe cubane e angolane a Cuito Cuanavale, accettarono l’evidenza e si pronunciarono per lo smantellamento dell’obbrobrio.</p>
<p>La Gran Bretagna della Thatcher definì Mandela terrorista, per la sua leadership nell’African National Congress e la difesa della lotta armata come mezzo di emancipazione. E’ noto che in occasione del concerto per la libertà di Mandela tenuto a Wembley nel 1988 e al quale parteciparono artisti come Sting, Simple Minds, Dire Straits, George Michael, Eurythmics, Eric Clapton, Whitney Houston e Stevie Wonder, gli organizzatori chiesero che non ci fossero manifestazioni politiche durante la serata, che tutto fosse ridotto all’esposizione di un «caso umanitario», divieto coraggiosamente violato da Harry Belafonte.</p>
<p>Questa visione asettica e riduzionista dell&#8217;eredità di Mandela non smette di avere espressioni ricorrenti nella narrazione dei media egemonici dell&#8217;Occidente.</p>
<p>Sarà necessario ricordare la ferrea vocazione di Mandela nell’articolare giustizia e libertà, riassunta nelle seguenti parole:</p>
<p>«La pace non è semplicemente l&#8217;assenza di conflitto; la pace è la creazione di un ambiente in cui tutti possiamo prosperare, indipendentemente da razza, colore, credo, religione, sesso, classe, casta o qualsiasi altra caratteristica sociale che ci distingue. (&#8230;) Perché lasciarli diventare causa di divisione e violenza? Staremmo degradando la nostra comune umanità, se permettiamo che ciò accada».</p>
<p>IV</p>
<p>Il 18 luglio 1918, Mandela nacque in una città nel Transkei. Nel 1944 entra a far parte l&#8217;ANC e dai loro ranghi, in collaborazione con il Partito Comunista Sudafricano e altre forze progressiste, ha combattuto contro la recrudescenza della discriminazione politica e la repressione della minoranza bianca contro la maggioranza nera nel suo paese, anche attarevrso la lotta armata. Fu arrestato nell&#8217;agosto del 1962, processato senza garanzie e imprigionato per 27 anni. L&#8217;11 febbraio 1990 fu liberato.</p>
<p>Grazie alla sua forza morale e leadership politica, è riuscito a raggiungere con i suoi repressori il 4 Maggio 1990 un accordo per la risoluzione del conflitto politico, il negoziato di pace, il ritorno degli esiliati, il rilascio dei prigionieri politici e l’abolizione dell’emergenza. Un anno dopo firmò l&#8217;accordo nazionale di pace, che rese possibile una nuova Costituzione per il Sudafrica.</p>
<p>Votato in modo schiacciante dal popolo, divenne il 10 maggio 1994 il primo presidente eletto democraticamente nel paese meridionale.</p>
<p>Nella sua autobiografia Long Walk to Freedom (1994), scrisse: &#8220;La verità è che non siamo liberi, abbiamo raggiunto solo la libertà di essere liberi, il diritto a non essere oppressi. Non abbiamo fatto l&#8217;ultimo passo, ma il primo su un percorso ancora più lungo e più difficile».</p>
<p>di Pedro de la Hoz- Granma</p>
<p>(Traduzione dallo spagnolo per l&#8217;AntiDiplomatico di Fabrizio Verde)</p>
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		<title>Messaggio di Fidel Castro alla Federazione Studentesca Universitaria</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2015 21:51:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Presidente di Cuba ha fatto i passi pertinenti d’accordo alle sue prerogative e le facoltà che gli concedono l'Assemblea Nazionale ed il Partito Comunista di Cuba.  
I gravi pericoli che minacciano oggi l'umanità dovrebbero dare precedenza a norme che siano compatibili con la dignità umana. Di tali diritti non è escluso nessun paese.  
Con questo spirito ho lottato e continuerò lottando fino all'ultimo respiro.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2172" style="width: 296px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2172" alt="Fidel Castro" src="/files/2011/11/Fidel-Castro1.jpg" width="296" height="250" /><p class="wp-caption-text">Fidel Castro</p></div>
<p>“Per i miei compagni della Federazione Studentesca Universitaria</p>
<p>Cari compagni:</p>
<p>Dall&#8217;anno 2006, per questioni di salute incompatibili col tempo e lo sforzo necessario per compiere un dovere che mi sono imposto quando sono entrato in questa Università il 4 settembre 1945, 70 anni fa, ho rinunciato ai miei incarichi.</p>
<p>Non ero figlio di operai, né carente di risorse materiali e sociali per un&#8217;esistenza relativamente comoda; posso dire che sono scappato miracolosamente dalla ricchezza.</p>
<p>Molti anni dopo, il nordamericano più ricco e senza dubbio molto in gamba, con quasi 100 mila milioni di dollari, ha dichiarato, secondo quanto ha pubblicato un&#8217;agenzia di notizie il passato giovedì 22 gennaio, che il sistema di produzione e distribuzione privilegiata delle ricchezze convertirebbe di generazione in generazione i poveri in ricchi.</p>
<p>Dai tempi dell&#8217;antica Grecia, durante quasi 3 mila anni, i greci, senza andare più lontano, sono stati brillanti in quasi tutte le attività: fisica, matematica, filosofia, architettura, arte, scienza, politica, astronomia ed altri rami della conoscenza umana.</p>
<p>La Grecia, tuttavia, era un territorio di schiavi che realizzavano i più duri lavori nei campi e nelle città, mentre un&#8217;oligarchia si dedicava a scrivere e filosofare. La prima utopia è stata scritta precisamente da loro.</p>
<p>Osservino bene le realtà di questo conosciuto, globalizzato e ripartito molto male pianeta Terra, dove si conosce ogni risorsa vitale depositata in virtù di fattori storici: alcuni con molto meno di quello di cui hanno bisogno; altri, con tanto che non sanno cosa fare con tutto ciò. In questo momento di grandi minacce e pericoli di guerre, regna il caos nella distribuzione delle risorse finanziarie e nella ripartizione della produzione sociale.</p>
<p>La popolazione del mondo è cresciuta, tra gli anni 1800 e 2015, da mille milioni a sette mila milioni di abitanti. Si potranno risolvere, in questo modo, l&#8217;incremento della popolazione nei prossimi 100 anni e le necessità di alimento, salute, acqua e casa che avrà la popolazione mondiale qualunque siano gli avanzamenti della scienza?</p>
<p>Bene, ma lasciando da parte questi problemi enigmatici, è bello pensare che l&#8217;Università de L&#8217;Avana, nei giorni in cui io entrai in questa amata e prestigiosa istituzione, quasi tre quarti di secolo fa, era l&#8217;unica che esisteva a Cuba.</p>
<p>Sicuramente, compagni, studenti e professori, dobbiamo ricordare che oggi non si tratta di una, ma contiamo con più di cinquanta centri di Educazione Superiore ripartiti in tutto il paese.</p>
<p>Quando mi avete invitato a partecipare all’inaugurazione della giornata per il 70° anniversario della mia entrata all&#8217;Università, fatto che mi ha sorpreso, ed in giorni molto occupati da diversi temi nei quali posso essere, forse, ancora relativamente utile, ho deciso di riposare dedicando alcune ore al ricordo di quegli anni.</p>
<p>Mi opprime scoprire che sono trascorsi 70 anni. In realtà, compagni e compagne, se mi iscrivessi di nuovo a questa età, come alcuni mi hanno chiesto, gli risponderei senza vacillare che sarebbe in una carriera scientifica. Nel laurearmi, direi come Guayasamin: lasciatemi una piccola luce accesa.</p>
<p>In quegli anni, influenzato già da Marx, sono riuscito a comprendere di più e meglio lo strano e complesso mondo in cui ci aveva toccato vivere a tutti. Ho potuto prescindere dalle illusioni borghesi, i cui tentacoli sono riusciti ad afferrare molti studenti che possedevano meno esperienza e più ardore. Il tema sarebbe lungo ed interminabile.</p>
<p>Un altro genio dell&#8217;azione rivoluzionaria, fondatore del Partito Comunista, è stato Lenin. Per questo motivo non vacillai un secondo quando nel giudizio del Moncada, dove mi permisero assistere, benché una sola volta, dichiarai davanti ai giudici e decine di alti ufficiali di Batista che eravamo lettori di Lenin.</p>
<p>Di Mao Zedong non parliamo perché ancora non aveva finito la Rivoluzione Socialista in Cina, ispirata in propositi identici.</p>
<p>Noto, tuttavia, che le idee rivoluzionarie devono stare sempre in guardia man mano che l&#8217;umanità moltiplichi le sue conoscenze.</p>
<p>La natura c&#8217;insegna che hanno potuto trascorrere decine di migliaia di milioni di anni luce e la vita in qualunque delle sue manifestazioni è sempre soggetta alle più incredibili combinazioni di materia e radiazioni.</p>
<p>Il saluto personale dei Presidenti di Cuba e degli Stati Uniti si è prodotto nella funzione funebre di Nelson Mandela, insigne ed esemplare combattente contro l&#8217;Apartheid, che era amico di Obama.</p>
<p>Basti segnalare che già in quella data, erano trascorsi vari anni da quando le truppe cubane avevano sconfitto in modo schiacciante l&#8217;esercito razzista del Sudafrica, diretto da una borghesia ricca e con enormi risorse economiche. È la storia di una contesa che sta per scriversi. Sudafrica, il governo con più risorse finanziarie di quel continente, possedeva armi nucleari somministrate dallo Stato razzista di Israele, in virtù di un accordo tra questo ed il presidente Ronald Reagan, che l&#8217;autorizzò a consegnare i dispositivi per l&#8217;uso di tali armi con cui sconfiggere le forze cubane ed angolane che difendevano la Repubblica Popolare dell&#8217;Angola contro l&#8217;occupazione di questo paese da parte dei razzisti.</p>
<p>In questo modo si escludeva ogni negoziazione di pace, mentre l&#8217;Angola era attaccata dalle forze dell&#8217;Apartheid, con l&#8217;esercito più allenato ed equipaggiato del continente africano.</p>
<p>In tale situazione non c&#8217;era nessuna possibilità di una soluzione pacifica. Gli sforzi incessanti per liquidare la Repubblica Popolare dell&#8217;Angola per dissanguarla sistematicamente col potere di quell’esercito allenato ed equipaggiato molto bene, è stato quello che ha determinato la decisione cubana di assestare un colpo contundente contro i razzisti a Cuito Cuanavale, antica base della NATO, che il Sudafrica trattava di occupare ad ogni costo.</p>
<p>Questo paese prepotente è stato obbligato a negoziare un accordo di pace che ha messo fine all&#8217;occupazione militare dell&#8217;Angola ed ha sconfitto l&#8217;Apartheid in Africa.<br />
Il continente africano è rimasto libero da armi nucleari. Cuba ha dovuto affrontare, per la seconda volta, il rischio di un attacco nucleare.</p>
<p>Le truppe internazionaliste cubane si sono ritirate con onore dall&#8217;Africa. Sopravvenne allora il Periodo Speciale in tempo di pace che sta durando già più di 20 anni, senza alzare bandiera bianca, qualcosa che non abbiamo fatto, né faremo mai.</p>
<p>Molti amici di Cuba conoscono la condotta esemplare del nostro popolo, e spiego loro la mia posizione essenziale, in brevi parole.</p>
<p>Non mi fido della politica degli Stati Uniti né ho scambiato una parola con loro, senza che questo significhi, assolutamente, un rifiuto ad una soluzione pacifica dei conflitti o dei pericoli di guerra. Difendere la pace è un dovere di tutti. Qualunque soluzione pacifica e negoziata ai problemi tra gli Stati Uniti ed i popoli o qualunque popolo dell&#8217;America Latina che non implichi la forza o l&#8217;impiego della forza, dovrà essere trattata d’accordo i principi e le norme internazionali.</p>
<p>Difenderemo sempre la cooperazione e l&#8217;amicizia con tutti i popoli del mondo e tra questi quelli dei nostri avversari politici. È quello che stiamo reclamando per tutti.</p>
<p>Il Presidente di Cuba ha fatto i passi pertinenti d’accordo alle sue prerogative e le facoltà che gli concedono l&#8217;Assemblea Nazionale ed il Partito Comunista di Cuba.<br />
I gravi pericoli che minacciano oggi l&#8217;umanità dovrebbero dare precedenza a norme che siano compatibili con la dignità umana. Di tali diritti non è escluso nessun paese.<br />
Con questo spirito ho lottato e continuerò lottando fino all&#8217;ultimo respiro.</p>
<p>Fidel Castro Ruz</p>
<p>26 gennaio 2015</p>
<p>12 e 35 p.m”.</p>
<p>tradotto da Ida Garberi</p>
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		<title>Ambasciatore cubano in Spagna risponde alla manipolazione de El Mundo ed ABC</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Dec 2013 23:43:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'Ambasciatore cubano Eugenio Martinez Enriquez ha inviato due lettere ai quotidiani El Mundo ed ABC, in risposta all’articolo “Grandezza ed un pò di miseria nell'addio a Mandela” e l'articolo “I negri a Cuba, fuori dal Governo, dal turismo e dalla TV”, rispettivamente. In entrambi i casi i giornali cercano di segnalare in forma irrispettosa che la Rivoluzione cubana non conta con sufficienti meriti per occupare il posto prestigioso che gli è stato concesso durante il servizio religioso ufficiale in memoria dell'ex presidente sudafricano Nelson Mandela.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7366" src="/files/2013/12/banderacubavento.jpg" alt="" width="300" height="214" />L&#8217;Ambasciatore cubano Eugenio Martinez Enriquez ha inviato due lettere ai quotidiani El Mundo ed ABC, in risposta all’articolo “Grandezza ed un pò di miseria nell&#8217;addio a Mandela” e l&#8217;articolo “I negri a Cuba, fuori dal Governo, dal turismo e dalla TV”, rispettivamente. </strong></p>
<p>In entrambi i casi i giornali cercano di segnalare in forma irrispettosa che la Rivoluzione cubana non conta con sufficienti meriti per occupare il posto prestigioso che gli è stato concesso durante il servizio religioso ufficiale in memoria dell&#8217;ex presidente sudafricano Nelson Mandela.</p>
<p>“L&#8217;abitudine di deviare le notizie su Cuba verso processi che non hanno nessuna relazione con le vere notizie su Cuba, non dovrebbe sorprenderci, ma il suo quotidiano ci riesce. Bapela Mbete, Coordinatrice Nazionale del Congresso Nazionale Africano, ha invitato il quinto presidente che avrebbe parlato in Sudafrica ed il mondo durante il cerimoniale per Nelson Mandela. Era il Presidente cubano. Facendolo, la signora non ha vacillato a ricordare che corrispondeva parlare al Presidente di ‘una piccola Isola, il paese che ha liberato il Sudafrica; il paese vincitore nella battaglia di Cuito Cuanavale’, afferma la missiva.</p>
<p>Questa frase e l&#8217;ovazione dei sudafricani, sarebbero sufficiente affinché tutti i cubani si sentissero orgogliosi della nostra storia e del nostro Presidente che ha ricordato nel suo discorso che “Cuba che porta nelle sue vene sangue africano, è sorta dalla lotta per l&#8217;indipendenza e per l&#8217;abolizione dello schiavitù e, posteriormente, ha avuto il privilegio di combattere e costruire insieme alle nazioni africane.”</p>
<p>Il suo quotidiano può cercare di confondere molti, ma non può confondere oramai l&#8217;Africa, né il mondo che ha osservato come ha brillato il dignitario cubano e tutta Cuba a Johannesburg.</p>
<p>Il suo articolo si dimentica ed omette che la contribuzione di Cuba che è costata più di 2 mila vite dei miei connazionali (bianchi, negri, meticci, tutti allo stesso modo), ha liberato per sempre il Sudafrica ed il mondo dal più crudele sistema di discriminazione razziale denominato apartheid. Solo simile allo schiavitù praticata per secoli dalle potenze occidentali in vari paesi come Cuba, dove si è abolita solo 127 anni fa.</p>
<p>Non basterebbe il tempo per risarcire dal maggiore crimine razziale della storia. Cuba ha fatto un enorme sforzo e Sudafrica, il suo popolo e Mandela, lo hanno riconosciuto.</p>
<p>Eugenio Martinez Enriquez</p>
<p>Ambasciatore di Cuba presso il Regno di Spagna</p>
<p>preso da Pleamares</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Furore nelle reti sociali per breve stretta di mano tra Obama e Raul</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2013/12/10/furore-nelle-reti-sociali-per-breve-stretta-di-mano-tra-obama-e-raul/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Dec 2013 22:40:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha stretto la mano al presidente di Cuba, Raul Castro, in quella che si è trasformata in un'immagine storica prodotta nel memoriale a Nelson Mandela, celebrato questo martedì a Johannesburg, afferma EFE. Raul Castro ha sorriso mentre Obama gli dava la mano mentre si dirigeva al palco dello stadio Soccer City, in un gesto senza precedenti. Questa è la prima occasione nella quale entrambi i mandatari si salutano pubblicamente, tale e come hanno captato le telecamere, aggiunge l'agenzia ufficiale spagnola.  
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7360" src="/files/2013/12/raul-castro-y-barack-obama-.jpg" alt="" width="300" height="173" />Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha stretto la mano al presidente di Cuba, Raul Castro, in quella che si è trasformata in un&#8217;immagine storica prodotta nel memoriale a Nelson Mandela, celebrato questo martedì a Johannesburg, afferma EFE. </strong></p>
<p>Raul Castro ha sorriso mentre Obama gli dava la mano mentre si dirigeva al palco dello stadio Soccer City, in un gesto senza precedenti. Questa è la prima occasione nella quale entrambi i mandatari si salutano pubblicamente, tale e come hanno captato le telecamere, aggiunge l&#8217;agenzia ufficiale spagnola.</p>
<p>Il presidente statunitense è stato il primo di vari mandatari internazionali che hanno preso la parola nell&#8217;addio a Mandela, scomparso giovedì scorso.</p>
<p>Il presidente di Cuba, Raul Castro, e la presidentessa del Brasile, Dilma Rousseff, tra gli altri, hanno partecipato al gruppo dei discorsi.</p>
<p>Nella rete sociale Twitter, l&#8217;immagine si è convertita poco dopo in un virus che è stato captato dalle macchine fotografiche.</p>
<p>Più di 100 post per minuto sono stati prodotti nella rete sociale Twitter dopo la stretta di mano.</p>
<p>In dichiarazioni alla stazione radio La F.M della Colombia da Johannesburg, Raul ha qualificato come “normale” e di gente “civilizzata” la stretta di mano che gli ha dato oggi il mandatario statunitense, ha aggiunto l&#8217;agenzia EFE.</p>
<p>“Normale, siamo civilizzati. Se leggi il mio discorso, l’hai visto? Rappresenta proprio questo”, ha detto il Generale dell’Esercito in una breve intervista con La F.M, dove ha anche fatto riferimento ai dialoghi di pace tra il Governo colombiano e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) che da più di un anno si celebrano a Cuba. Ha assicurato che queste conversazioni “camminano”, perché sono già al terzo punto dell&#8217;agenda dopo giungere a due accordi preliminari sulle terre e sulla partecipazione politica.</p>
<p>Alla domanda sulle prospettive dei dialoghi, il leader cubano si è mostrato fiducioso sul fatto che le parti arriveranno ad un accordo definitivo per terminare con mezzo secolo di conflitto armato in Colombia, aggiunge EFE.</p>
<p>“Spero di sì, perché credo che entrambe le parti lo desiderano e hanno bisogno di pace, soprattutto il popolo colombiano”, ha manifestato Raul.</p>
<p>da Cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Inaugurano un monumento a Nelson Mandela, nel 50° anniversario del suo arresto</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Aug 2012 22:23:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nelson Mandela]]></category>
		<category><![CDATA[statua commemorativa]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Sudafrica ha inaugurato oggi il più recente monumento di Nelson Mandela, ubicato in una strada di campagna, nel luogo esatto dove Mandela è stato arrestato 50 anni fa, per la sua lotta contro la dominazione dei bianchi.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5410" src="/files/2012/08/nelson-mandela-tr.jpg" alt="" width="300" height="250" />Il Sudafrica ha inaugurato oggi il più recente monumento di Nelson Mandela, ubicato in una strada di campagna, nel luogo esatto dove Mandela è stato arrestato 50 anni fa, per la sua lotta contro la dominazione dei bianchi. </strong></p>
<p>Nelson Mandela, che ora ha 94 anni, è stato arrestato il 5 agosto 1962, vicino al paese di Howick, poco dopo che fondasse il braccio armato del Congresso Nazionale Africano (CNA).</p>
<p>La monumentale scultura, fatta con 50 sbarre di acciaio tra i cinque ed i 10 metri di altezza, eclissa un modesto monumento eretto in questo stesso luogo nel 1996.</p>
<p>“La parte frontale della scultura è un ritratto di Mandela con sbarre verticali che rappresentano il suo incarceramento”, ha detto il disegnatore del monumento Marco Cianfanelli.</p>
<p>“Quando uno cammina intorno alla scultura, questa irradia un&#8217;esplosione di luce, fatto che simbolizza il sollevamento politico di molte persone e la solidarietà”, aggiunse.</p>
<p>Gli alberi che delimitano il cammino di 35 metri che conduce al monumento, portano incise parole come “negoziatore”, “coraggioso” “uomo di Stato”, “leader”, “camerata incarcerato” e “carattere.”</p>
<p>Il presidente sudafricano Jacob Zuma inaugurò la struttura in mezzo agli applausi della moltitudine.</p>
<p>“Dobbiamo incoraggiare le nuove generazioni a visitare questo posto perché quelli che lo visitino si sentiranno ispirati”, disse Zuma.</p>
<p>La commemorazione dell&#8217;arresto di Nelson Mandela “ricorda al paese la lunga strada che ha percorso”, ha detto Verne Harris, del Centro della Memoria di Nelson Mandela.</p>
<p>Nelson Mandela “vive ora in una Sudafrica democratica, mentre 50 anni fa dovette lottare per la libertà. Benché ancora abbiamo molte sfide e la realtà di molti sudafricani continua ad essere difficile, abbiamo percorso una lunga strada.”</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Bambini sudafricani fanno gli auguri a Mandela nel suo 94° compleanno</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 23:23:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[94° compleanno]]></category>
		<category><![CDATA[Nelson Mandela]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>

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		<description><![CDATA[Circa 12 milioni di bambini sudafricani cominciarono oggi le loro classi cantando “buon compleanno, Madiba”, nome popolare di Nelson Mandela, in un omaggio nazionale per i 94 anni del primo presidente democratico del paese. La direzione ed il gruppo dei docenti intonarono insieme ai loro studenti alle 08:00 ore (06:00 GMT) la canzone classica di augurio, alla quale seguì la frase “we love you, tata” (ti vogliamo bene, padre).  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5277" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-5277" src="/files/2012/07/mandela1.jpg" alt="Foto: Stephane de Sakutin/AFP." width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Foto: Stephane de Sakutin/AFP.</p></div>
<p>La direzione ed il gruppo dei docenti intonarono insieme ai loro studenti alle 08:00 ore (06:00 GMT) la canzone classica di augurio, alla quale seguì la frase “we love you, tata” (ti vogliamo bene, padre).</p>
<p>L&#8217;anniversario dell&#8217;ex lottatore antiapartheid, avvocato e politico, è ricordato oggi in tutto il pianeta, a partire da un appello emesso nel 2009 dall’ONU che nominò il Mandela Day (Giornata di Mandela) il 18 luglio.</p>
<p>L&#8217;organizzazione mondiale chiede a tutti i cittadini del mondo di dedicare 67 minuti di questo giorno per aiutare il prossimo, come gesto simbolico per ognuno dei 67 anni di lotta del primo presidente negro del paese (1994-1999).</p>
<p>Il Presidente sudafricano Jacob Zuma che ha pranzato mercoledì scorso con Mandela nella località meridionale di Qunu dove risiede questo ultimo, assicurò che l&#8217;eroe si trova in buona salute.</p>
<p>Ahmed Kathrada, di 82 anni, amico e compagno di cella di Mandela per 26 anni nella prigione di Robben Island, afferma che lui non perde di vista il suo popolo e racconta che giorni fa lo ha visto occupato leggendo i suoi giornali.</p>
<p>“Magari possa continuare con noi molto più tempo e possa darci consigli”, aggrega Kathrada.</p>
<p>Arrestato nel 1962, Nelson Rolihlahla Mandela, è stato liberato nel 1990 su pressione internazionale e cominciò ad organizzare la transizione del Sud Africa verso una democrazia multirazziale.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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