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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; multinazionali</title>
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		<title>Roger Waters: &#8220;L&#8217;aspetto più triste dell&#8217;impero americano è che sta rovinando molte nazioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 00:50:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA["Non si tratta di stelle del rock o musicisti. Si tratta di tutti gli esseri umani. Dobbiamo capire la nostra responsabilità verso il pianeta o moriremo molto presto". Queste le prime parole di Roger Waters in un'intervista esclusiva a Telesur. Il grande musicista e una delle ultime voci veramente libere ha deciso di interrompere il suo tour "Us + Them" che ha fatto tappa in America Latina per visitare l'Ecuador e incontrare almeno 20 persone colpite nell'Amazzonia ecuadoriana contaminata dalla società di combustibili fossili Chevron (ex Texaco ), responsabile del grave danneggiamento delle  comunità indigene.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10741" alt="Roger-Waters" src="/files/2018/11/Roger-Waters.jpg" width="580" height="363" />&#8220;Non si tratta di stelle del rock o musicisti. Si tratta di tutti gli esseri umani. Dobbiamo capire la nostra responsabilità verso il pianeta o moriremo molto presto&#8221;. Queste le prime parole di Roger Waters in un&#8217;intervista esclusiva a Telesur. Il grande musicista e una delle ultime voci veramente libere ha deciso di interrompere il suo tour &#8220;Us + Them&#8221; che ha fatto tappa in America Latina per visitare l&#8217;Ecuador e incontrare almeno 20 persone colpite nell&#8217;Amazzonia ecuadoriana contaminata dalla società di combustibili fossili Chevron (ex Texaco ), responsabile del grave danneggiamento delle  comunità indigene.</strong></p>
<p>Waters  anche denunciato di avere subito diversi ostacoli burocratici per raggiungere l&#8217;Amazzonia in Ecuador, perché l&#8217;Aviazione Civile non ha permesso al suo aereo di atterrare a Lago Agrio. “Alcune persone non volevano che visitassi l&#8217;Ecuador in generale e, sicuramente, non volevano che andassi a Lago Agrio e parlassi con i miei amici&#8221;, ha detto. Waters ha sottolineato che il caso Chevron in Amazzonia è fondamentale per tutti, perché &#8220;il mondo deve decidere ad un certo punto se la legge è lì per servire la gente o per servire l&#8217;appetito insaziabile di oligarchi e corporazioni&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ho 75 anni. In questi 75 anni ho appreso che quello che mi dà felicità è scambiare amore con gli altri. Il mondo sta morendo e sono preoccupato per i miei nipoti&#8221;, ha proseguito Waters nel corso dell&#8217;intervista. &#8220;Non sarebbe geniale se la razza umana apprendesse a essere progressista? Apprendere a pensare come potrebbe essere il futuro invece di fare BUM!&#8221; Di fregarsene. Di fregarsene che Bolsonaro distrugga l&#8217;Amazzonia.&#8221;</p>
<p>Duro poi l&#8217;attacco all&#8217;imperialismo Usa e a quella che definisce la &#8220;follia&#8221; del neo-liberismo dei Chicago Boys che oggi domina il mondo. &#8220;In tutte le storie come questa che stiamo vivendo qui in Ecuador si osserva come le multinazionali impongono le loro azioni senza nessun interesse delle persone, dei loro interessi, delle persone che vivono qui da migliaia e migliaia di anni. Dovrebbe essere attraverso la legge che dovrebbero essere responsabili aldilà dei profitti, azionisti. E&#8217; folle che le multinazionali non siano mai responsabili&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;aspetto più triste dell&#8217;impero americano è che sta rovinando molte nazioni, come prima fecero i britannici, e come hanno fatto tutti gli imperi coloniali. Non aiutano a nessuno. Non aiutano al progresso dell&#8217;umanità. Questa idea che l&#8217;accumulazione delle ricchezze sia meravigliosa come dice Trump è una totale idiozia&#8221;, ha concluso Waters.</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://youtu.be/qKbZtf_d0ds" >per vedere il video dell&#8217;intervista clikka qui</a></p>
<p>da TeleSur</p>
<p>traduzione de L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Il tentativo di colonizzare nuovamente Brasile</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Dec 2017 02:18:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I primi a riconoscere chiaramente la nuova colonizzazione sono stati Frantz Fanon (Algeria) e Aimé Césaire (Haiti), ambedue impegnati nella liberazione dei loro popoli. Hanno proposto un coraggioso processo di decolonizzazione per liberare la “storia che è stata rubata” dai dominatori e che adesso può essere raccontata e ricostruita anche dal popolo stesso.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10317" alt="Brasil" src="/files/2017/12/Brasil.jpg" width="528" height="389" />La colonizzazione, e in modo specifico, la schiavitù, non costituiscono soltanto tappe della storia passata. Le loro conseguenze (Wirkungsgeschichte) durano fino ai nostri giorni. La prova chiara sono la dominazione e l’emarginazione delle popolazioni, un tempo colonizzate e schiavizzate, basate sulla dialettica della superiorità-inferiorità, sulle discriminazioni per il colore della pelle, nel disprezzo e perfino nell’odio verso il povero, considerato pigro ed uno zero economico.</strong></p>
<p>Non basta la decolonizzazione politica. La nuova colonizzazione risorge sotto forma di capitalismo economico, governato dai capitalisti neoliberali nazionali, strettamente collegati con quelli internazionali. La logica che dirige le pratiche della nuova colonizzazione consiste nel ricavare il massimo guadagno dall’attività estrattiva, dai beni e dai servizi naturali e dallo sfruttamento della forza lavoro mal pagata e, quando possibile, come sta succedendo scandalosamente in Brasile, con la riduzione dei diritti individuali e sociali.</p>
<p>I primi a riconoscere chiaramente la nuova colonizzazione sono stati Frantz Fanon (Algeria) e Aimé Césaire (Haiti), ambedue impegnati nella liberazione dei loro popoli. Hanno proposto un coraggioso processo di decolonizzazione per liberare la “storia che è stata rubata” dai dominatori e che adesso può essere raccontata e ricostruita anche dal popolo stesso.</p>
<p>Però, si trattava, senza dubbio, di una lotta dura contro coloro che vogliono prolungare la nuova forma di colonizzazione e di schiavitù, creando ostacoli di ogni genere a coloro che tentano di recuperare una storia sovrana sulla base dei loro valori culturali e delle loro identità etniche.</p>
<p>Césaire ha coniato la parola “negritude” per esprimere due dimensioni: una continua oppressione contro i neri; l’altra una resistenza persistente ed una lotta ostinata contro ogni tipo di discriminazione. La “negritude” è la parola-forza che ispira la lotta per il riscatto della propria identità e per il diritto alle differenze. Césaire ha duramente criticato la civiltà europea per la sua vile avidità di invadere, occupare e rubare le ricchezze degli altri, spiritualmente indifendibile, per avere diffuso la discriminazione e l’odio razziale, abbrutendo e degradando i popoli colonizzati e schiavizzati inculcando in loro la convinzione che non sono persone umane e non posseggono dignità.</p>
<p>Parallelamente al concetto di “negritude” fu creato il concetto di “colonialità” dal sociologo peruviano Anibal Quijano (1992). Con questo concetto si illustrano i modelli che i paesi centrali e lo stesso capitalismo globalizzato impongono ai paesi periferici: lo stesso tipo di relazione predatoria della natura, le forme di accumulazione e di consumo, gli stili di vita e persino l’Immaginifico stesso, prodotto dalla macchina mediatica e dal cinema. E in questo modo continua la logica dell’occultazione dell’altro, del furto della sua storia e la distruzione delle basi destinate alla creazione di un processo nazionale sovrano. Il Nord globalizzato sta imponendo la “colonialità” in tutti paesi obbligandoli ad allinearsi alle logiche dell’impero.</p>
<p>Il neoliberalismo radicale che sta imperando in America Latina ed ora, in modo crudele, in Brasile, è la concretizzazione della colonialità. Il potere mondiale sia degli stati egemoni, sia delle grandi corporazioni vuole ricondurre tutta l’America Latina, nel caso nostro, Brasile, alla situazione di colonia. E’ la nuova colonizzazione come progetto della nuova geopolitica mondiale.</p>
<p>Il golpe realizzato in Brasile nel 2016, è situato esattamente in questo contesto: si tratta di sovrapporre un cammino autonomo, consegnare la ricchezza sociale e naturale, accumulata in generazioni, alle grandi corporazioni. Si ottiene attraverso le privatizzazioni dei nostri beni maggiori: il pré-sal, le idroelettriche, eventualmente il servizio postale, il BNDS e la Banca del Brasile. Viene frenato il processo di industrializzazione fino a dipendere dalle tecnologie totalmente straniere. La funzione che ci viene imposta è quella di essere grandi esportatori di “commodities”, dato che i paesi centrali non ne hanno a sufficienza per il loro consumo scialacquatore.</p>
<p>Nomi famosi dell’economia articolata con l’ecologia come Ladislau Dowbor e Jeffrey Sachs, tra gli altri, ci avvisano che il Sistema-Terra è arrivato al suo limite (il sovraccarico della Terra) e non reggerebbe un progetto che abbia un tale livello di aggressione sociale ed ecologica.</p>
<p>Ora, questo modello, per nostra disgrazia, è adottato dall’attuale governo corrotto e totalmente lontano dal popolo, di un neoliberalismo radicale, che implica la demolizione della nazione. Da ciò il dovere civico e patriottico di sconfiggere queste élite dell’arretratezza, élite anti-popolo e anti-nazione, che hanno adottato questo progetto, che potrebbe non essere sopportabile per il popolo. Tutto ha un limite. Deve nascere una coscienza patriottica sotto forma di un generalizzato rifiuto sociale. Una volta superati questi limiti, difficilmente potremmo evitare l’innominabile.</p>
<p>di Leonardo Boff</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Correa reitera l’importanza dell&#8217;unità latinoamericana</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 22:11:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, ha reiterato l'importanza che America Latina ed i Caraibi agiscano in forma congiunta per imporre condizioni al capitale ed evitare che i paesi siano individualmente sottomessi al capriccio di ditte multinazionali.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6696" src="/files/2013/05/rafale-correa.jpg" alt="" width="300" height="231" />Il presidente dell&#8217;Ecuador, Rafael Correa, ha reiterato l&#8217;importanza che America Latina ed i Caraibi agiscano in forma congiunta per imporre condizioni al capitale ed evitare che i paesi siano individualmente sottomessi al capriccio di ditte multinazionali. </strong></p>
<p>In un incontro con i giornalisti nella città di Guayaquil, Correa ha ricordato che l&#8217;America latina è la regione con più reclami da parte di ditte multinazionali. Davanti a questo, il mandatario ha reiterato la necessità di creare un nuovo sistema alternativo che permetta una giusta soluzione di controversie tra Stati e ditte, ha scritto El Ciudadano.</p>
<p>“Individualmente ogni paese è sottomesso ai capricci del capitale. Come regione possiamo imporre le condizioni al capitale”, ha puntualizzato.</p>
<p>Ha segnalato che spera che si concreti un Centro di Arbitraggio regionale nell&#8217;Unione delle Nazioni Sud-americane (UNASUR) o nella Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC).</p>
<p>Correa ha considerato come “rapine” le conseguenze economiche che provocano nei paesi l&#8217;uso dei Trattati Bilaterali di Investimento (TBI), dei quali si avvalgono le ditte multinazionali per querelare nazioni sovrane, esigendo quantità miliardarie.</p>
<p>Attualmente, l&#8217;Ecuador affronta un caso contro l&#8217;impresa Chevron, dopo che il Tribunale di Arbitraggio dell&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite ha ordinato a Quito di ostacolare l&#8217;esecuzione di una sentenza emessa da una corte del paese contro questa multinazionale, affinché questa ditta pagasse 19.000 milioni di dollari per i danni ambientali lasciati nell&#8217;Amazzonia ecuadoriana durante le sue operazioni, tra il 1964 ed il 1990.</p>
<p>La sentenza ha invocato il Trattato Reciproco di Investimenti tra Ecuador e Stati Uniti che è entrato in vigore nel 1997, e che è stato denunciato dal paese andino per il suo annullamento, per considerarlo lesivo per i suoi interessi.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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