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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; morte</title>
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		<title>La morte del Che Guevara</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Oct 2019 22:00:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ernesto Che Guevara]]></category>
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		<description><![CDATA[Da La Paz, arriva l'ordine di liquidare il prigioniero. Una raffica lo crivella. Il Che muore di pallottola, muore a tradimento, poco prima di compiere quaranta anni, esattamente alla stessa età alla quale sono morti, anche di pallottola, anche a tradimento, Zapata e Sandino. Nel paesino de La Higuera, il generale Barrientos esibisce il suo trofeo ai giornalisti. Il Che giace su un lavatoio per i panni sporchi. Dopo le pallottole, lo crivellano i flash. Questo ultimo volto ha gli occhi che accusano ed un sorriso malinconico. Credeva che bisogna difendersi dalle trappole dell'avidità, senza abbassare mai la guardia. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11142" alt="Che-muerto" src="/files/2019/10/Che-muerto.jpg" width="580" height="354" />Diciassette uomini camminano verso l&#8217;annichilazione. Il cardinale Maurer arriva in Bolivia da Roma. Porta le benedizioni del Papa e la notizia che Dio appoggia decisamente il generale Barrientos contro le guerriglie.</strong></p>
<p>Nel frattempo, deboli per la fame, oppressi dalla geografia, i guerriglieri camminano tra i cespugli del fiume Ñancahuazú. Ci sono pochi contadini in queste immense solitudini; e nemmeno uno, nemmeno uno solo, si è incorporato alla piccola truppa del Che Guevara. Le loro forze continuano a diminuire di imboscata in imboscata.</p>
<p>Il Che non indebolisce, non si lascia indebolire, benché sente che il suo proprio corpo è una pietra tra le pietre, pesante pietra che lui trascina avanzando davanti a tutti; e neanche si lascia tentare dall&#8217;idea di salvare il gruppo abbandonando i feriti.</p>
<p>Per ordine del Che, camminano tutti al ritmo di quelli più lenti: insieme saranno tutti salvi o persi. Mille ottocento soldati, diretti dai ranger statunitensi, pestano la loro ombra. Il cerchio si stringe sempre di più. Alla fine, un paio di contadini informatori ed i radar elettronici della National Security Agency, degli Stati Uniti denunciano l&#8217;ubicazione esatta. La mitraglia gli rompe le gambe.</p>
<p>Seduto, continua a lottare, fino a quando gli volano il fucile dalle mani. I soldati disputano a spintoni l&#8217;orologio, la borraccia, la cintura, la pipa. Vari ufficiali l&#8217;interrogano, uno dietro l’altro. Il Che tace e perde sangue. Il contrammiraglio Ugarteche, audace lupo di terra, capo della Marina di un paese senza mare, l&#8217;insulta e lo minaccia.</p>
<p>Il Che gli sputa in faccia. Da La Paz, arriva l&#8217;ordine di liquidare il prigioniero. Una raffica lo crivella. Il Che muore di pallottola, muore a tradimento, poco prima di compiere quaranta anni, esattamente alla stessa età alla quale sono morti, anche di pallottola, anche a tradimento, Zapata e Sandino.</p>
<p>Nel paesino de La Higuera, il generale Barrientos esibisce il suo trofeo ai giornalisti. Il Che giace su un lavatoio per i panni sporchi. Dopo le pallottole, lo crivellano i flash. Questo ultimo volto ha gli occhi che accusano ed un sorriso malinconico. Credeva che bisogna difendersi dalle trappole dell&#8217;avidità, senza abbassare mai la guardia.</p>
<p>Quando era presidente della Banca Nazionale di Cuba, firmava Che le banconote, per prendersi gioco del denaro. Per amore alla gente, disprezzava le cose. Il mondo è malato, credeva, dove avere ed essere significano la stessa cosa. Non conservò mai niente per sé, nemmeno chiese mai niente. Vivere è darsi, credeva; e si diede.</p>
<p>Di Eduardo Galeano</p>
<p>estratto dal libro: “Memorias del Fuego parte III”</p>
<p>pubblicato in Granma</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>L&#8217;Europa raccoglie quello che ha seminato</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 01:06:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti seguiamo, attraverso i mass media, il flusso migratorio, verso l'Europa occidentale, degli africani e degli arabi provenienti da paesi in conflitto, come Siria, Iraq, Eritrea e Libia. In questo anno 2015 sono arrivati già al Vecchio Continente 332 mila emigranti sprovvisti di documenti. Inoltre, le acque del mare Mediterraneo hanno seppellito, da gennaio ad agosto di questo anno, 2 500 fuggiaschi dalla miseria e dalla violenza, alla ricerca di un po' di pane e di pace. Nel 2014 sono stati 3 500.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8896" alt="" src="/files/2015/09/inmigrantes-muertos-europa.jpg" width="580" height="326" />Tutti seguiamo, attraverso i mass media, il flusso migratorio, verso l&#8217;Europa occidentale, degli africani e degli arabi provenienti da paesi in conflitto, come Siria, Iraq, Eritrea e Libia. In questo anno 2015 sono arrivati già al Vecchio Continente 332 mila emigranti sprovvisti di documenti. Inoltre, le acque del mare Mediterraneo hanno seppellito, da gennaio ad agosto di questo anno, 2 500 fuggiaschi dalla miseria e dalla violenza, alla ricerca di un po&#8217; di pane e di pace. Nel 2014 sono stati 3 500.  </strong></p>
<p>Uno dei casi più drammatici è quello dei 71 immigranti incontrati morti in un camion frigorifero nelle prossimità di Vienna, soffocati dalla mancanza di ventilazione. Quello che fecero i nazisti nelle decadi del 1930 e del 40 si ripete ora a minore scala benché in modo non meno tragico.</p>
<p>Il papa Francesco ha fatto insistenti appelli in difesa delle vittime di un mondo egemonizzato da un sistema nel quale la libera circolazione di monete non trova reciprocità nella libera circolazione di persone. Al capitale sono aperte tutte le frontiere. Per le persone invece si chiudono tutte, soprattutto se quelle persone sono nere o musulmane, perché per pregiudizio se li considera come potenziali terroristi.</p>
<p>L&#8217;Unione Europea ha deciso che ogni paese membro deve accogliere una determinata quota di immigranti. Tuttavia chi fugge dalla fame e della guerra ignora le statistiche. Quello che vuole è avere un posto al sole in questo mondo marcato dalla disuguaglianza e dall&#8217;indifferenza.</p>
<p>Che triste vedere i bambini deambulando per le strade ed anziani strisciando sotto i recinti di filo di ferro spinato, bersagli dei poliziotti che trattano di respingerli con bombe a gas, cani segugi, fili di ferro elettrificati e colpi di fucile.</p>
<p>L&#8217;Europa occidentale raccoglie il frutto della semina maligna che piantò: secoli di colonialismo in Africa e di appoggio ai regimi dittatoriali in Oriente. Dopo avere sfruttato le ricchezze naturali e di mantenere dittatori sanguinari, gli europei lasciarono una scia di miseria e violenza. Se avessero promosso la democrazia e lo sviluppo di questi paesi non starebbero ora alzando muri per fermare l&#8217;orda di immigranti, e questi non arrischierebbero la loro vita nelle acque del Mediterraneo afferrati alla fragile speranza di una vita migliore.</p>
<p>L&#8217;Unione Europea appoggiò il brutale intervento degli Stati Uniti nei paesi arabi. Dopo avere mantenuto dittatori come Saddam Hussein, le potenze occidentali, con l&#8217;occhio fisso sul petrolio di questi paesi, ricorsero al pretesto del terrorismo per abbattere le loro antiche marionette e lasciare questi paesi nel caos.</p>
<p>Gli europei occidentali si dimenticano del loro passato. Tra il 1890 ed il 1910 più di 17 milioni di europei emigrarono negli USA, cioè 570 mila ogni anno. Ed altre molte migliaia vennero in America del Sud. In quel tempo la popolazione mondiale era appena un quarto dell&#8217;attuale. Il flusso migratorio dell&#8217;Atlantico fu molto più intenso dell&#8217;attuale.</p>
<p>Perché l&#8217;Europa occidentale non ha chiuso le sue frontiere dopo la caduta del muro di Berlino, quando si intensificò il movimento migratorio dall’Est verso l&#8217;Ovest? Non sarà perché i paesi dell’Est hanno tratti slavi, pelle bianca come la neve ed occhi chiari? Niente di meglio che avere come impiegati -in hotel, ristoranti, negozi e residenze domestiche &#8211; gente di “buona apparenza.”</p>
<p>Il pregiudizio ammazza: le sue vittime ed i valori umani che teoricamente difendiamo. La discriminazione tira fuori il nostro vero volto.</p>
<p>di Frei Betto</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: AP</p>
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		<title>Morte di un transessuale a Cuba: la lapidazione dell&#8217;etica giornalistica</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2015 22:02:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA["Lapidano un transessuale a Cuba" era il titolo di un giornale messicano lo scorso 11 maggio. La notizia faceva riferimento alla morte di Yosvani Muñoz, un cittadino di 41 anni, nella località cubana di Pinar del Río, per l'impatto di una pietra.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8757" alt="" src="/files/2015/07/leccionesdemanipulacion269.jpg" width="300" height="168" />&#8220;Lapidano un transessuale a Cuba&#8221; era il titolo di un giornale messicano lo scorso 11 maggio (1). La notizia faceva riferimento alla morte di Yosvani Muñoz, un cittadino di 41 anni, nella località cubana di Pinar del Río, per l&#8217;impatto di una pietra (2).</p>
<p>La nota, in diverse versioni e con diversi titoli, è stata riprodotta in decine di media internazionali ed in non pochi siti web di collettivi LGBT (3). In alcuni di essi, s&#8217;indicava anche ad un assassinio &#8220;a sangue freddo per lapidazione&#8221;, in un caso di odio per transfobia (4).</p>
<p>La fonte informativa era unica per tutti i media (5), il portale web della blogger Yoani Sanchez (6), che, curiosamente, ha pubblicato la notizia in data 11 maggio, vale a dire 16 giorni dopo che si produssero i fatti -il 26 aprile-. Così, la fece coincidere con gli atti dell&#8217; VIII Giornata Cubana contro l&#8217;Omofobia, e la Transfobia sostenuta, in tutta Cuba, dalle istituzioni del paese (7).</p>
<p>L&#8217;obiettivo era chiaro: offuscare l&#8217;immagine positiva che, a fatica, Cuba sta guadagnando in una certa stampa internazionale per i suoi progressi nella lotta contro l&#8217;intolleranza (8) e, tra l&#8217;altro, mettere in difficoltà, davanti a detti media, la sua principale sostenitrice, la deputata Mariela Castro.</p>
<p>Ma torniamo alla notizia: è proprio vero che a Cuba lapidarono un transessuale in un crimine di &#8220;violenza per odio&#8221; (9)? Tutto sembra indicare di no. Ora sappiamo, attraverso il giornalista cubano e attivista LGBT, Francisco Rodriguez, che &#8220;due uomini di 25 e 18 anni, che hanno dichiarato di essere una coppia sono stati arrestati&#8221; e &#8220;sono processati per il reato di omicidio&#8221; (10). Secondo la confessione, il loro &#8220;obiettivo non era quello di uccidere la vittima, in particolare, ma che lanciarono pietre a diverse persone&#8221; in un parco.</p>
<p>L&#8217;investigazione sembra allontanare l&#8217;ipotesi di un crimine di odio per transfobia. Ma, a quante migliaia di persone che hanno letto la notizia, della presunta &#8220;lapidazione&#8221; di un transessuale a Cuba, gli giungerà la notizia della sua smentita (11)?</p>
<p>E che in questo caso ciò che è stata lapidata, ancora una volta, è l&#8217;etica giornalistica in alcuni mezzi di comunicazione e la già scarsa credibilità della cosiddetta &#8220;dissidenza&#8221; cubana.</p>
<p>José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación</p>
<p>Traduzione di Francesco Monterisi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/63370-muerte-de-un-transexual-en-cuba-la-lapidacion-de-la-etica-periodistica" >per vedere il video</a></p>
<p>(1) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.razon.com.mx/spip.php?article260555" >http://www.razon.com.mx/spip.php?article260555</a></p>
<p>(2) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://elheraldogay.com/trans/unos-adolescentes-lapidan-hasta-la-muerte-una-mujer-transexual-en-cuba" >http://elheraldogay.com/trans/unos-adolescentes-lapidan-hasta-la-muerte-una-mujer-transexual-en-cuba</a></p>
<p>(3) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cristianosgays.com/2015/05/13/unos-adolescentes-lapidan-hasta-la-muerte-a-una-mujer-transexual-en-cuba/" >http://www.cristianosgays.com/2015/05/13/unos-adolescentes-lapidan-hasta-la-muerte-a-una-mujer-transexual-en-cuba/</a></p>
<p>(4) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://noticias.universogay.com/una-mujer-transexual-es-lapidada-hasta-la-muerte-en-cuba__11052015.html" >http://noticias.universogay.com/una-mujer-transexual-es-lapidada-hasta-la-muerte-en-cuba__11052015.html</a></p>
<p>(5) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.elnuevoherald.com/noticias/mundo/america-latina/cuba-es/article20706255.html" >http://www.elnuevoherald.com/noticias/mundo/america-latina/cuba-es/article20706255.html</a></p>
<p>(6) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.14ymedio.com/nacional/Muere-transexual-apedreado-Pinar-Rio_0_1775822401.html" >http://www.14ymedio.com/nacional/Muere-transexual-apedreado-Pinar-Rio_0_1775822401.html</a></p>
<p>(7) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.tribuna.cu/capitalinas/2015-05-11/sabado-multiple-viii-jornada-cubana-contra-homofobia-transfobia" >http://www.tribuna.cu/capitalinas/2015-05-11/sabado-multiple-viii-jornada-cubana-contra-homofobia-transfobia</a></p>
<p>(8) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.clarin.com/opinion/Cuba-LGTBI-derechos_de_la_comunidad_gay-apertura-reformas_0_1371462917.html" >http://www.clarin.com/opinion/Cuba-LGTBI-derechos_de_la_comunidad_gay-apertura-reformas_0_1371462917.html</a></p>
<p>(9) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.martinoticias.com/content/activista-afirma-que-gobierno-mintio-sobre-asesinato-transexual-en-pinar-del-rio/94784.html" >http://www.martinoticias.com/content/activista-afirma-que-gobierno-mintio-sobre-asesinato-transexual-en-pinar-del-rio/94784.html</a></p>
<p>(10) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://paquitoeldecuba.com/2015/06/22/dos-procesados-por-homicidio-de-trans-en-pinar-del-rio/" >http://paquitoeldecuba.com/2015/06/22/dos-procesados-por-homicidio-de-trans-en-pinar-del-rio/</a></p>
<p>(11) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.telemundosanantonio.com/noticias/Cuba-matan-a-un-transexual-a-pedradas-303462481.html" >http://www.telemundosanantonio.com/noticias/Cuba-matan-a-un-transexual-a-pedradas-303462481.html</a></p>
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		<title>Muore bambino guatemalteco che immigrava negli USA alla ricerca di denaro per curare sua madre</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2014 21:51:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con lo scopo di ottenere il denaro necessario per curare l'epilessia di sua madre, Gilberto Francisco Ramos Juarez, un bambino guatemalteco, ha deciso di intraprendere un viaggio negli USA, ma è morto passando nel deserto del Texas, apparentemente per insolazione. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7927" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7927" alt="La guatemalteca Cipriana Juarez, prostrata a letto, ha segnalato che suo figlio Gilberto le ha detto che voleva guadagnare denaro per aiutarla. Foto: LUIS SOTO/AP" src="/files/2014/07/Cipriana-Juárez-Díaz-580x386.jpg" width="580" height="386" /><p class="wp-caption-text">La guatemalteca Cipriana Juarez, prostrata a letto, ha segnalato che suo figlio Gilberto le ha detto che voleva guadagnare denaro per aiutarla. Foto: LUIS SOTO/AP</p></div>
<p><strong>Con lo scopo di ottenere il denaro necessario per curare l&#8217;epilessia di sua madre, Gilberto Francisco Ramos Juarez, un bambino guatemalteco, ha deciso di intraprendere un viaggio negli USA, ma è morto passando nel deserto del Texas, apparentemente per insolazione.  </strong></p>
<p>“Mio figlio mi diceva che andava via per aiutarmi a curare la mia malattia, ma io gli dicevo: ‘non andare via figlio mio’, racconta sua madre, Cipriana Juarez Diaz. “Io non volevo che andasse via perché lui era la mia consolazione”, aggrega.</p>
<p>Il corpo dal bambino di 15 anni, già in decomposizione e senza camicia, è stato incontrato un mese dopo la sua partenza. Secondo i mass media, il ragazzo, che ha conservato fino alla fine il rosario che sua madre gli aveva dato e probabilmente il numero telefonico di suo fratello a Chicago, è morto per insolazione.</p>
<p>Secondo un capo della polizia del sud del Texas, il bambino, che è morto solo nel deserto a meno di un chilometro e mezzo della casa più vicina, apparentemente si è perso nel suo cammino verso il nord. Il suo corpo, nel quale l&#8217;autopsia non ha trovato segni di trauma, sarà rimpatriato.</p>
<p>Il bambino guatemalteco si è trasformato già in un simbolo dei pericoli che affrontano i minorenni ispani provenienti dall&#8217;America Centrale e che attraversano soli la frontiera in forma illegale alla ricerca di una vita migliore negli USA.</p>
<p>Il numero di minorenni non accompagnati che hanno cercato di entrare illegalmente negli Stati Uniti è aumentato quest’anno del 92% in relazione all&#8217;anteriore, fatto che ha portato l&#8217;amministrazione di Obama -che sta accelerando la deportazione dei bambini alla frontiera &#8211; a dichiarare una “crisi umanitaria.”</p>
<p>Con informazione di Attualità RT</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_7928" style="width: 375px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7928" alt="Gilberto Francisco Ramos Juarez, un bambino guatemalteco, ha deciso di emigrare negli USA, ma è morto mentre passava nel deserto del Texas, apparentemente per l'insolazione " src="/files/2014/07/niño-muere-en-frontera-de-mexico-eeuu.jpg" width="375" height="281" /><p class="wp-caption-text">Gilberto Francisco Ramos Juarez, un bambino guatemalteco, ha deciso di emigrare negli USA, ma è morto mentre passava nel deserto del Texas, apparentemente per l&#8217;insolazione</p></div>
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		<title>Claudio Abbado, Maestro a Cuba e in Venezuela</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jan 2014 00:52:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il maestro Claudio Abbado, scomparso a Bologna a ottant&#039;anni, non solo è stato uno dei più grandi direttori d&#039;orchestra del mondo ma anche uomo di cultura a tutto tondo particolarmente sensibile al lato sociale e umano dell&#039;arte musicale. Quindi, oltre alla grande carriera concertistica e alle famose direzioni storiche alla Scala di Milano o coi Berliner Filarmoniker, oggi vogliamo ricordare qui due speciali attività negli ultimi dieci anni portate a conclusione da Abbado a Cuba e in Venezuela che, pare, siano poco tenute a mente da grande stampa e tv italiane.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<div id="attachment_7463" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7463" src="/files/2014/01/Claudio-Abbado.jpg" /><p class="wp-caption-text">L&#039;ultimo concerto di Claudio Abbado è stato al Festival di Lucerna nel 2013. Foto EFE</p></div>
<p>Quindi, oltre alla grande carriera concertistica e alle famose direzioni storiche alla Scala di Milano o coi Berliner Filarmoniker, oggi vogliamo ricordare qui due speciali attività negli ultimi dieci anni portate a conclusione da Abbado a Cuba e in Venezuela che, pare, siano poco tenute a mente da grande stampa e tv italiane.</p>
<p>Vidi arrivare il maestro Abbado all&#8221;Avana due volte, nel 2003 e 2004, e fermarsi nel tiepido inverno cubano per oltre un mese a cavallo del capodanno, e andai qualche volta alle prove nel moderno auditorio Amedeo Roldàn dove il geniale maestro italiano dirigeva una grande orchestra di 70 elementi,  tutti giovani strumentisti cubani impegnati nella creazione di una grande orchestra sinfonica giovanile latinoamericana.</p>
<p>Scattai qualche foto e pochi minuti di video durante una sessione di quelle prove dove un Abbado autorevole ma affabile dirigeva, insegnava e commentava le varie partiture coi giovani allievi. C&#8221;era abbastanza gente in quella occasione ad ascoltare nella platea del Roldàn, ma ce ne fu moltissima di più (almeno due  milioni di telespettatori) quando uno stupendo concerto, tenuto sempre al teatro Roldàn , venne trasmesso su Cubavisiòn , la rete ammiraglia della tv cubana nel programma &#8220;La grande scena&#8221;.</p>
<p>Ancora lunghi e scroscianti applausi Claudio Abbado li ricevette qualche tempo dopo, nel maggio 2004, da più di mille entusiasti studenti all&#8221;ISA de L&#8221;Avana (Instituto Superior de Arte),  mentre  riceveva dall&#8221;allora ministro della cultura Abel Prieto Jimènez la più alta onorificenza social-culturale cubana intitolata all&#8221;eroe nazionale Josè Martì.</p>
<p>Negli anni seguenti, 2005 e 2006, Abbado spostò a Caracas, la fase conclusiva della selezione e definitiva creazione della grande orchestra sinfonica giovanile <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.publicserviceevents.co.uk/tag/best-casino-bonuses/" >best casino bonuses</a>  Latinoamericana. Il Venezuela del presidente Hugo Chàvez  in quel tempo era in pieno, nuovo e positivo fermento sociale e culturale col fiorire delle note &#8220;missioni&#8221; in atto a favore dei grandi strati popolari poveri e bisognosi.  Erano in svolgimento importanti campagne di sviluppo pubblico dell&#8221; assistenza medica, della scolarizzazione, della nutrizione, dello sport e della cultura. Tutte poderose iniziative di massa cui collaborava in modo fondamentale Cuba inviando nell&#8221;alleato paese sudamericano diverse migliaia di medici, professori, allenatori. In Venezuela esisteva già nell&#8221;educazione musicale il &#8221; metodo Abreu&#8221; ( fondato da un esperto e valoroso musicista venezuelano), ma col rilancio sostenuto da quel particolare momento storico, la pratica musicale dallo studio di base fino agli alti livelli di perfezionamento aveva avuto un fortissimo e nuovo impulso.</p>
<p>In Caracas erano state create, in decine di barrios, centinaia di orchestre musicali classiche e sinfoniche: c&#8221;erano quelle dei bambini fino a dieci anni, poi degli adolescenti fino a 15, poi quelle giovanili fino ai 21, poi ancora quelle dei musicisti gia adulti e formati. Una cosa davvero eccezionale. E lì non poteva non andare ad immergersi non solo un grande artista ma anche uno straordinario uomo di cultura come Abbado.</p>
<p>A Caracas ultimò il lavoro iniziato all&#8221;Avana costruendo in modo definitivo la straordinaria Orchestra sinfonica giovanile Latinoamericana. Non a caso negli anni seguenti fu chiamato tra i migliori direttori d&#8221;orchestra della Scala di Milano, il trentenne venezuelano Dudamel emerso in un&#8221;altra bella formazione venezuelana, l&#8221;Orchestra Simòn Bolìvar.</p>
<p>Ecco,tra le altre attività concertistiche dei primi anni 2000, il percorso latinoamericano di Claudio Abbado che già aveva svolto simile lavoro formatore in Europa creando altre orchestre giovanili come la famosta &#8220;Mozart&#8221;.</p>
<p>Chissà se i media italiani ricorderanno anche questo lavoro di Abbado a Cuba e in Venezuela ?  Difficile a dirsi, specie se si ricorda un&#8221; intervista apparsa sul Corriere della Sera di qualche anno fa. Chiede, l&#8221;ignaro cronista, ad Abbado a Milano: &#8220;Ma scusi, maestro, come mai lei va a svolgere attività artistiche in città come Caracas ?&#8221;. Risposta secca. &#8221; Perchè laggiù posso ascoltare e valutare 200 orchestre giovanili !&#8221;.Ha dichiarato più volte infine Claudio Abbado: &#8221; Le attività artistiche e in particolare la musica, se sostenute e adeguatamente diffuse possono sensibilmente contribuire anche al riscatto sociale e civile di frange di popolazioni prima tenute in condizioni di abbandono&#8221;.</p>
<p>E&#8221; chiara la lezione non solo artistica ma anche etica (ed ecologica) del gigante Claudio Abbado? Anche qui ci sfiorano dei dubbi. Come quando il Maestro, a compenso di un importante concerto, chiese all&#8221;allora sindaco di Milano signora Letizia Moratti, di non voler nulla per sè, bensì che fossero piantati nella città 20mila alberi. Ma non avvenne.</p>
<p>di Marzio Castagnedi</p>
<p>preso da Granma Internacional in italiano</p>
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		<title>Migliaia di palestinesi commemorano anniversario della morte di Arafat</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Nov 2013 23:33:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’11 novembre 2004, con 75 anni di età, il leader palestinese Yaser Arafat moriva in un ospedale francese, dopo soffrire una malattia che non è mai stata chiaramente definita. Questa giornata triste per Palestina è stata commemorata questo lunedì in distinte città, dove migliaia di persone sono uscite sulle strade trasportando ritratti del leader palestinese ed ondeggiando l'insegna di Palestina.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/2013/11/Arafat.jpg" alt="" width="300" height="200" class="alignleft size-full wp-image-7286" /><strong>L’11 novembre 2004, con 75 anni di età, il leader palestinese Yaser Arafat moriva in un ospedale francese, dopo soffrire una malattia che non è mai stata chiaramente definita. Questa giornata triste per Palestina è stata commemorata questo lunedì in distinte città, dove migliaia di persone sono uscite sulle strade trasportando ritratti del leader palestinese ed ondeggiando l&#8217;insegna di Palestina.  </strong></p>
<p>A Yenin, a Ramallah ed altre città in Cisgiordania si sono realizzate manifestazioni molto emotive. Sulla sua tomba, nel centro di Ramallah, è stata depositata una corona in suo onore, benché l&#8217;atto principale si sia realizzato a Nablus, dove hanno assistito migliaia di studenti e dirigenti politici delle fazioni palestinesi più importanti. In questo incontro, funzionari hanno ricordato i risultati di Arafat, che hanno chiamato “leader della rivoluzione” contro l&#8217;occupazione israeliana.  </p>
<p>Questo succede dopo che un&#8217;investigazione realizzata da scienziati svizzeri ha assicurato che i resti di Arafat contenevano insolitamente quantità alte di polonio 2010, fatto che ha portato al sospetto che il leader palestinese sarebbe stato avvelenato. Un&#8217;altra investigazione russa, invece, ha scartato questa possibilità. Tuttavia, lo stato dei campioni rende impossibile una risposta categorica su questo punto.  </p>
<p>preso da DW-TV</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Le ultime confessioni di un dittatore</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 23:36:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel febbraio del 2012, la rivista spagnola Cambio16 ha pubblicato un reportage su Jorge Rafael Videla, fatto dal sociologo Ricardo Angoso. In una nota successiva, il giornalista Horacio Verbitsky sottolineò l’ “enorme valore storico” di quell'intervista nella quale il dittatore rivendicò l'azionare delle forze armate, parlò dell'appoggio al golpe di alcuni partiti politici e della Chiesa Cattolica, ed ha considerato che gli indulti di Carlos Menem corressero l’ “errore” di condannare la repressione di Stato.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_6686" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-6686" src="/files/2013/05/videla-preso.jpg" alt="Jorge Rafael Videla" width="300" height="168" /></strong><p class="wp-caption-text">Jorge Rafael Videla</p></div>
<p>Nel febbraio del 2012, la rivista spagnola Cambio16 ha pubblicato un reportage su Jorge Rafael Videla, fatto dal sociologo Ricardo Angoso. In una nota successiva, il giornalista Horacio Verbitsky sottolineò l’ “enorme valore storico” di quell&#8217;intervista nella quale il dittatore rivendicò l&#8217;azionare delle forze armate, parlò dell&#8217;appoggio al golpe di alcuni partiti politici e della Chiesa Cattolica, ed ha considerato che gli indulti di Carlos Menem corressero l’ “errore” di condannare la repressione di Stato. </strong></p>
<p>- Le forze armate hanno offerto quattro corsi di azione ed il governo giustizialista ha scelto il più drastico e rapido. Il presidente interino Italo Luder ha dato loro “licenza per ammazzare”.–Con questi ampi poteri “quasi non era necessario dare il golpe di Stato” che si è dovuto ad “altre ragioni”. Così allude al “peggiore crimine della dittatura, la miseria pianificata di milioni”, come ha scritto Walsh. –Il leader dell&#8217;opposizione, Ricardo Balbin, gli ha chiesto se erano “disposti a dare il golpe”. Videla l&#8217;interpreta come un&#8217;altra licenza. “I radicali appoggiavano il golpe, stavano con noi”. “Anche gli imprenditori hanno collaborato”, per mezzo del ministro di Economia Martinez de la Hoz. –“La mia relazione con la Chiesa Cattolica è stata eccellente, molto cordiale, sincera ed aperta”, perché “è stata prudente”, non ha creato problemi né ha seguito la “tendenza di sinistra e terzomondista” di “altre chiese del continente”. Condannava “alcuni eccessi”, ma “senza rompere le relazioni”. Col presidente della Conferenza Episcopale, Cardinale Raul Primatesta, perfino siamo “arrivati ad essere amici”. Sul conflitto interno che Videla chiama guerra, “anche qui siamo stati d’accordo”.–Inoltre “avevamo i cappellani castrensi assistendoci e non si è mai rotta questa relazione di collaborazione ed amicizia”.–Per la prima volta, Videla ha ammesso il metodo del sequestro di persone ed il suo posteriore assassinio. Il vocabolo scomparso che hanno usato per comodità, per non dare spiegazioni, è stato il “ricettatore di altre realtà”. Ha detto che così gli assassinati erano stati 7.000, lo stesso numero che ha riconosciuto Diaz Bessone. Ha aggiunto che “sappiamo quelli che sono morti ed in che circostanza”.–Ha considerato “corretto” la messa a fuoco dei tre livelli di responsabilità di Alfonsin che “si è adattato al diritto”, ha agito “con decoro” ed in “forma prudente”. Inoltre ha dettato le leggi di “punto finale” ed “obbedienza dovuta”. “Benché abbia commesso errori, la Giustizia funzionava”.–Menem ha emendato quegli errori ed “ha compiuto attraverso gli indulti”.–Il peggiore momento per i militari è successo “con l&#8217;arrivo dei Kirchner al governo. C&#8217;è stata un&#8217;asimmetria totale nel trattamento delle due parti affrontate nel conflitto”.–Oggi “la Repubblica è scomparsa”, perché non c&#8217;è giustizia, solo vendetta”.</p>
<p>preso da Pagina 12</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Arafat morì a causa di una sostanza tossica, confermano gli investigatori</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jul 2012 20:18:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L' ex presidente palestinese Yasser Arafat morì avvelenato da una sostanza tossica sconosciuta, indicò il direttore del comitato medico che ricerca le cause della morte, il giordano Abdulá Al Bashir. Al Bashir disse in una conferenza stampa in Cisgiordania che i rapporti medici furono incapaci di diagnosticare la malattia che mise fine alla vita di Arafat, ma che le prove suggeriscono che venne avvelenato con una sostanza tossica, anche se non si hanno evidenze per sostenere tale ipotesi.

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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-5257 alignleft" src="/files/2012/07/arafat1.jpg" alt="" width="300" height="250" />L&#8217; ex presidente palestinese Yasser Arafat morì avvelenato da una sostanza tossica sconosciuta, indicò il direttore del comitato medico che ricerca le cause della morte, il giordano Abdulá Al Bashir. Al Bashir disse in una conferenza stampa in Cisgiordania che i rapporti medici furono incapaci di diagnosticare la malattia che mise fine alla vita di Arafat, ma che le prove suggeriscono che venne avvelenato con una sostanza tossica, anche se non si hanno evidenze per sostenere tale ipotesi.</p>
<p>La vedova dello scomparso presidente palestinese, aveva chiesto la riesumazione del corpo in seguito alle rivelazioni  effettuate dall&#8217;emittente televisiva Al Jazeera, secondo cui Arafat potrebbe essere stato avvelenato  con la sostanza radioattiva letale nota come Polonio 210.</p>
<p>Colui il quale fu presidente dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese (ANP), morì nel mese di Novembre del 2004 a Parigi a 75 anni, pochi giorni dopo il suo ricovero in ospedale. Otto anni dopo, ancora non è stata stabilita la vera causa della sua morte, visto che i medici che lo curarono dissero che non avevano potuto stabilirla.</p>
<p>Il reportage di Al Jazeera indicò che durante un&#8217;indagine realizzata dall&#8217;Istituto di Radiofisica di Losanna, in Svizzera, vennero riscontrate grandi quantità di tale sostanza tra gli indumenti di Arafat.</p>
<p>Martedì scorso una fonte ufficiale palestinese segnalò anonimamente che vari paesi, tra cui Stati Uniti e Francia, stanno facendo pressioni sulla ANP affinchè non continui ad indagare sulla morte dello storico leader, allegando che un tale comportamento potrebbe costare il rallentamento della ripresa dei negoziati di pace con Israele. La fonte inoltre aggiunge che il livello di pressione potrebbe di fatto impedire le inchieste.</p>
<p>Israele da parte sua, ha respinto come &#8220;ridicoli&#8221; i documenti legali che sostengono che Arafat morì avvelenato e li considera come un complotto per trattare di involucrare i suoi servizi segreti nella morte del leader palestinese.</p>
<p>Preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>Traduzione di Paola Flauto</p>
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		<title>Israele tace di fronte al presunto avvelenamento di Yasser Arafat</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jul 2012 00:46:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le autorità israeliane hanno optato per il silenzio, dopo la decisione dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) di riesumare i resti del leader palestinese, Yasser Arafat, dovuta alle evidenze scientifiche che indicano che fu avvelenato.

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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5190" src="/files/2012/07/arafat.jpg" alt="" width="350" height="254" /></p>
<p>Le autorità israeliane hanno optato per il silenzio, dopo la decisione dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese (ANP) di riesumare i resti del leader palestinese, Yasser Arafat, dovuta alle evidenze scientifiche che indicano che fu avvelenato.</p>
<p>Il sospetto che Arafat non fosse morto di morte naturale condusse i familiari a sollecitare l&#8217;esame dei suoi resti per determinare se fu avvelenato con una sostanza radioattiva conosciuta come Polonio 210.</p>
<p>Dopo che il canale panarabo della televisione satellitare Al-Jazeera diede la notizia un giorno prima che era stato riscontrato Polonio negli effetti personali di Arafat, la vedova del leader, Suha Arafat, fece richiesta alla ANP, la quale  segnalò che un comitato che indaga sulla morte dello scomparso leader avrebbe analizzato anche la nuova scoperta.</p>
<p>Nonostante non ci sia ancora nessuna accusa formale, molti palestinesi sospettano che dietro la morte di Arafat ci sia stato lo zampino di Israele.</p>
<p>Da parte loro, le autorità israeliane non hanno emesso nè comunicati stampa nè dichiarazioni formali al rispetto.</p>
<p>&#8220;Non abbiamo niente da dichiarare&#8221;, disse un funzionario israeliano quando Xinuha chiese un commento.</p>
<p>&#8220;I registri medici di Arafat non vennero chiusi dagli israeliani, ma dai medici dell&#8217;ospedale francese dove morì. Se i palestinesi vogliono sapere il perchè della sua morte dovrebbero chiederlo a quei medici, non a noi&#8221;.</p>
<p>Nel 2004, Israele permise ad Arafat di uscire dai suoi insediamenti in Cisgiordania dopo due anni di assedio per poter ricevere trattamento medico in un ospedale francese.</p>
<p>Arafat morì in Francia e fu sepolto nella città cisgiordana di Ramala senza che gli venisse effettuata l`autopsia.</p>
<p>Saeb Erekat, capo negoziatore palestinese, ha fatto richiesta di un&#8217;indagine internazionale sulla morte di Arafat ed ha segnalato che l&#8217;indagine è di interesse nazionale palestinese.</p>
<p>Preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>Traduzione di Paola Flauto</p>
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