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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Milano</title>
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		<title>Centinaia di italiani si manifestano sulle strade di Milano in appoggio a Cuba</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Dec 2017 02:14:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione di Amicizia Italia-Cuba]]></category>
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		<description><![CDATA[Circa 700 persone sono sfilate questo sabato nella città di Milano, con l'obiettivo di chiedere la fine del bloqueo statunitense contro Cuba e la devoluzione della Base Navale di Guantanamo. La manifestazione, organizzata dall'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, ha attraversato tutto il centro della città ed è terminata di fronte al Castello Sforzesco. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10293" alt="milan-solidaridad-cuba-1-580x435" src="/files/2017/12/milan-solidaridad-cuba-1-580x435.jpg" width="580" height="435" />Circa 700 persone sono sfilate questo sabato nella città di Milano, con l&#8217;obiettivo di chiedere la fine del bloqueo statunitense contro Cuba e la devoluzione della Base Navale di Guantanamo. La manifestazione, organizzata dall&#8217;Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, ha attraversato tutto il centro della città ed è terminata di fronte al Castello Sforzesco.</strong></p>
<p>Franco Calandri, del circolo di Milano dell&#8217;Associazione Italia-Cuba, ha ringraziato tutti i presenti per l&#8217;assistenza, mentre, Sergio Marinoni, presidente dell&#8217;organizzazione, ha sottolineato l&#8217;importanza di continuare a lottare per la solidarietà col popolo cubano. Ha ricordato che Cuba può contare sull&#8217;Associazione Italia-Cuba perché sempre “difenderemo il socialismo.”</p>
<p>Un altro degli assistenti, Adelmo Cervi, figlio di Aldo Cervi, partigiano medaglia d’oro della Resistenza contro il nazifascismo in Italia, ha invitato i presenti all&#8217;unità ed a sviluppare un progetto per fare conoscere e convincere molta più gente a manifestare il suo appoggio per Cuba.</p>
<p>La manifestazione è terminata col grido di Viva Fidel!</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Che Guevara- Tu y Todos</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/10/27/che-guevara-tu-y-todos/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 01:17:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Studi Che Guevara de l’Avana]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Che Guevara]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 6 dicembre 2017 alla Fabbrica del Vapore si apre “Che Guevara Tu y Todos”: un percorso espositivo – ideato e realizzato da Simmetrico Cultura, prodotto da ALMA, RTV Comercial de l’Avana e il Centro Studi Che Guevara de l’Avana – per raccontare un personaggio chiave della storia del ‘900, attraverso una ricca e inedita documentazione e con il supporto dell’Università degli Studi di Milano e dell’Università IULM nella ricostruzione del contesto storico.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10211" alt="centro-estudios-che-guevara-580x330" src="/files/2017/10/centro-estudios-che-guevara-580x330.jpg" width="580" height="330" />A 50 anni dalla sua morte, una grande mostra a Milano ricorderà Ernesto Guevara, il guerrigliero, il mito, l’eroe ma, soprattutto, l’uomo.</p>
<p>Dal 6 dicembre 2017 alla Fabbrica del Vapore si apre “Che Guevara Tu y Todos”: un percorso espositivo – ideato e realizzato da Simmetrico Cultura, prodotto da ALMA, RTV Comercial de l’Avana e il Centro Studi Che Guevara de l’Avana – per raccontare un personaggio chiave della storia del ‘900, attraverso una ricca e inedita documentazione e con il supporto dell’Università degli Studi di Milano e dell’Università IULM nella ricostruzione del contesto storico.</p>
<p>Attraverso tre diversi livelli di racconto, i visitatori rivivranno i giorni e i luoghi, gli stati d’animo e i pensieri, le azioni personali e gli eventi storici che hanno visto protagonista il Che.</p>
<p>Un livello di narrazione di stampo giornalistico ricostruirà il clima geo-politico; un secondo livello sarà dedicato al contesto biografico con i discorsi pubblici, ai pensieri sull’educazione e sulla politica estera, sull’economia e gli accadimenti privati e pubblici di Ernesto Guevara. Il terzo livello, a-temporale e intimistico, rivelerà gli scritti più personali – dai diari alle lettere a familiari e amici, sino alle inedite registrazioni di poesie – dove dubbi, contraddizioni, riflessioni prendono corpo. Da questo livello narrativo emerge l’uomo, l’intensità delle domande che il Che poneva a se stesso, la difficile scelta fra l’impegno nella lotta contro l’ingiustizia sociale e la dolorosa rinuncia agli affetti e a una vita di certezze.</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.mostracheguevara.it/" >per vedere il progetto clikki qui</a></p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.simmetrico.it/project/che-guevara/" >per vedere più foto clikki qui</a></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10212" alt="simmetrico-che-guevara2-580x330" src="/files/2017/10/simmetrico-che-guevara2-580x330.jpg" width="580" height="330" /><img class="alignleft size-full wp-image-10213" alt="simmetrico-che-580x330" src="/files/2017/10/simmetrico-che-580x330.jpg" width="580" height="330" /></p>
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		<title>“Las palabras como armas”: compromesso rivoluzionario e costruzione identitaria, ecco l’esempio che Tony Guerrero ha trasmesso nel suo incontro con gli studenti universitari di Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2015 00:09:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Guerrero]]></category>
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		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<description><![CDATA[Il periodo di riflusso politico che ebbe inizio negli anni Novanta del secolo passato, dopo il crollo dell’URSS e della maggior parte dei paesi socialisti, fu anche lo scenario di emergenza da parte di Cuba di fronte all’implementarsi delle azioni di destabilizzazione della Rivoluzione cubana da parte degli Stati Uniti del Nord America, la cui virulenza rese necessario che il popolo cubano e il suo governo aumentassero la propria vigilanza rivoluzionaria infiltrando i propri agenti della sicurezza di Stato in seno a quelle organizzazioni terroriste anticastriste con sede a Miami.

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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8667" alt="" src="/files/2015/05/Tony11.jpg" width="580" height="326" />Il periodo di riflusso politico che ebbe inizio negli anni Novanta del secolo passato, dopo il crollo dell’URSS e della maggior parte dei paesi socialisti, fu anche lo scenario di emergenza da parte di Cuba di fronte all’implementarsi delle azioni di destabilizzazione della Rivoluzione cubana da parte degli Stati Uniti del Nord America, la cui virulenza rese necessario che il popolo cubano e il suo governo aumentassero la propria vigilanza rivoluzionaria infiltrando i propri agenti della sicurezza di Stato in seno a quelle organizzazioni terroriste anticastriste con sede a Miami.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ da qui che nasce l’eroica storia dei Cinque eroi cubani, che misero da parte i propri affetti e la propria vita personale per difendere il proprio Paese da siffatte azioni terroriste organizzate dalla mafia cubano americana, e che per questo dovettero patire &#8211; inoltre &#8211; le sofferenze e le privazioni del duro regime carcerario statunitense.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un aspetto centrale di questa esperienza è il processo di costruzione dell’identità rivoluzionaria, fattore che ha reso possibile la Resistenza soggettiva alla barbarie carcerarie, come ha raccontato Tony Guerrero durante il suo incontro in un’aula piena di studenti dell’Università degli Studi di Milano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo processo interiore, come quello inerente alla costruzione di un’identità collettiva, include la necessità di farsi proprio un universo di referenze capaci di dinamizzare la volontà, di materializzare sensazioni, di contrarrestare quelle forze centrifughe della soggettività individuale e che Tony Guerrero &#8211; rinchiuso in isolamento carcerario per 17 mesi consecutivi durante i 16 anni che ha dovuto scontare &#8211; è riuscito a trasmettere attraverso i suoi “versos sencillos”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ebbene, nel caso di Tony ciò che si evince dal suo incontro universitario “La palabra como armas” è che la dinamica di Resistenza della sua identità rivoluzionaria (la sua cosmovisione poetica) non è solo la materializzazione di un insieme di formulazioni teorico-ideologiche ma, anche, di una strutturazione di un immaginario politico &#8211; teoria e prassi &#8211; fortemente intriso di elementi propri di una cultura rivoluzionaria d’innegabile tradizione martiana, facilmente riconoscibile a partire dal trionfo della Rivoluzione cubana (1 gennaio 1959) e da colui che rappresenta &#8211; senz’altro &#8211; il più degno rappresentante, il comandante in capo di tutti gli umili della terra: Fidel Castro Ruz.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La “parola come arma”, vale a dire la poesia come strumento per interiorizzare le sofferenze delle carceri imperialiste statunitensi, in questo senso, ha rappresentato per Tony un elemento fondamentale tanto della costruzione della propria identità come rivoluzionario &#8211; fattore che traspare ascoltandolo narrare siffatta esperienza personale &#8211; come dell’esempio che ne viene fuori per tutti, là dove orbene si evince la condotta che deve mostrare un vero rivoluzionario di fronte a chi, dalla sua parte, ha solo la ragione della forza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ascoltando le parole di Tony Guerrero, davanti ad una platea di giovani universitari italiani, palesemente trasportati in cielo (come quelle farfalle cubane che diedero dignità alla sua vita carceraria), è impossibile disconoscere che i vincoli tra certe componenti del pensiero martiano e marxista rivoluzionario non sono affatto qualcosa di astratto o immaginario, ma rappresentano la forza della ragione di questi Cinque Eroi Cubani, degni rappresentanti dell’invitto popolo cubano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da siffatta prospettiva, si deve leggere l’incontro che si è tenuto presso l’università degli studi di Milano, cercando di interpretare al meglio le caratteristiche di una figura chiave dell’universo rivoluzionario cubano: quella di un eroe. La forma in cui questa figura rivoluzionaria si è articolata in un sistema di principi rivoluzionari e che nella interiorizzazione delle sofferenze carcerarie, nella conquista della libertà, costituiscono a loro volta uno degli esempi più alti della vita di un rivoluzionario che ha deciso di dare tutto per una giusta causa come quella della difesa della propria Patria e della propria Rivoluzione, contro le azioni terroriste e sovversive degli Stati Uniti del Nord America.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli studenti universitari di Milano non hanno ignorato tale esempio che è riuscito a trasmettergli Antonio Guerrero, oggi le sue poesie, le sue parole di amore alla vita e di indomabile Resistenza, riecheggiano nelle aule di quell’università e prendono il volo verso l’orizzonte, verso quel sol dell’avvenire che oggi, grazie a Tony, grazie ai Cinque eroi cubani, grazie a Fidel e Raul, grazie al comandante eterno Hugo Chavez, è diventato realtà e che si chiama: Patria Grande!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Alessandro Pagani, scrittore e storico</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>esclusivo per it.cubadebate.cu</p>
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		<title>In Italia, Giovanni Ardizzone continua a lottare per Cuba</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2012 23:45:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel pomeriggio di sabato scorso, si sono riunite migliaia di persone nella Piazza della Cattedrale di Milano per onorare la memoria di Giovanni Ardizzone, l'indimenticabile studente di Medicina assassinato il 27 ottobre 1962, mentre partecipava ad una manifestazione pacifica contro la minaccia nucleare che incombeva su Cuba. Lui ed i suoi compagni chiedevano solo “Mani fuori da Cuba” e trasportavano messaggi di pace, che esigevano il disarmo mondiale e la fine delle basi militari degli Stati Uniti. Mentre, tutti gridavano: Cuba sì. Cuba sì e yankee no.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5945" src="/files/2012/10/Ardizzone1.jpg" alt="" width="300" height="194" />Nel pomeriggio di sabato scorso, si sono riunite migliaia di persone nella Piazza della Cattedrale di Milano per onorare la memoria di Giovanni Ardizzone, l&#8217;indimenticabile studente di Medicina assassinato il 27 ottobre 1962, mentre partecipava ad una manifestazione pacifica contro la minaccia nucleare che incombeva su Cuba. </strong></p>
<p>Lui ed i suoi compagni chiedevano solo “Mani fuori da Cuba” e trasportavano messaggi di pace, che esigevano il disarmo mondiale e la fine delle basi militari degli Stati Uniti. Mentre, tutti gridavano: Cuba sì. Cuba sì e yankee no.</p>
<p>Mezzo secolo dopo la morte di Giovanni Ardizzone una manifestazione -convocata dalla Camera del Lavoro Metropolitano, l&#8217;Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, l&#8217;Associazione dei Partigiani, la Rete Antifascista di Milano, tra le altre organizzazioni -, ha invaso le principali strade del centro della città, nuovamente, protagoniste della sfilata di migliaia di persone, che andavano verso la Piazza della Cattedrale di Milano, in una sfilata di solidarietà con Cuba, in opposizione a tutte le forme di guerra e terrorismo e per la liberazione dei Cinque cubani condannati ingiustamente negli Stati Uniti, per prevenire le azioni di gruppi violenti radicati in quella nazione.</p>
<p>Grandi striscioni reclamando la fine del bloqueo contro Cuba e la fine del terrorismo, insieme a manifesti con immagini di Ramon Labañino, Fernando Gonzalez, Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez ed Antorio Guerrero, erano trasportati dai manifestanti, che reclamavano la loro liberazione ed un rapido ritorno a Cuba. Invitata speciale, è stata Ailì, figlia di Ramon Labañino, e rappresentante della famiglia dei Cinque cubani, che rimangono imprigionati negli Stati Uniti.</p>
<p>Alla fine del pomeriggio, è stata scoperta una lapide del Comune di Milano, che è stata collocata in via Giuseppe Mengoni, angolo via Cattaneo, dedicata al giovane martire.</p>
<p>di Acela Caner Roman</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi<img class="alignleft size-full wp-image-5946" src="/files/2012/10/2-con-ailin-labanino.jpg" alt="" width="403" height="403" /></p>
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