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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Michel Temer</title>
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		<title>Il paese Titanic</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jun 2018 01:40:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sciopero dei camionisti]]></category>

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		<description><![CDATA[L'immagine è arci nota: nel mezzo di una spaventosa tempesta, in pieno oceano, una nave oscilla pericolosamente. Il capitano ordina all'orchestra di continuare il suo lavoro, mentre la nave avanza verso un iceberg. Quando si verifica la prevedibile collisione, mancano le imbarcazioni di soccorso. Niente può essere più esplicativo in relazione a quello che avviene con il Brasile, il paese più popoloso e la più grande economia dell'America Latina: il moribondo governo affonda ogni ora, e Michel Temer, sollevato alla presidenza a seguito di un colpo di stato istituzionale , si limita ad una sfilata di frasi vuote mescolate a gesti da salotto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9496" alt="brasil_vs_temer" src="/files/2016/09/brasil_vs_temer.jpg" width="580" height="386" />L&#8217;immagine è arci nota: nel mezzo di una spaventosa tempesta, in pieno oceano, una nave oscilla pericolosamente. Il capitano ordina all&#8217;orchestra di continuare il suo lavoro, mentre la nave avanza verso un iceberg. Quando si verifica la prevedibile collisione, mancano le imbarcazioni di soccorso.</strong></p>
<p>Niente può essere più esplicativo in relazione a quello che avviene con il Brasile, il paese più popoloso e la più grande economia dell&#8217;America Latina: il moribondo governo affonda ogni ora, e Michel Temer, sollevato alla presidenza a seguito di un colpo di stato istituzionale , si limita ad una sfilata di frasi vuote mescolate a gesti da salotto.</p>
<p>Uno sciopero di camionisti che, in realtà, è nato da un serrata padronale (lockout) annunciata diverse volte dallo scorso ottobre, ha paralizzato il paese per 10 infiniti giorni. La popolazione è stata duramente colpita: oltre ai combustibili, è mancato tutto. Supermercati vuoti, strade deserte, ospedali senza condizioni per servire le persone, tutto è sparito, persino i soldi nei bancomat. Eppure, lo sciopero è stata sostenuto da non meno dell&#8217;87% di quelli consultati in inchieste e sondaggi.</p>
<p>La ragione di tale contraddizione è chiara: si è cercato di manifestare, a chiare lettere, l&#8217;infinita insoddisfazione che vive il paese. Dalla destituizione della presidentessa eletta Dilma Rousseff, poco più di due anni fa, nulla di ciò che è stato promesso è avvenuto. Al contrario: l&#8217;economia ha proseguito in recessione, tranne che per momentanee esplosioni di ripresa, la disoccupazione è rimasta alle stelle -ci sono 13 milioni 400 mila disoccupati, più 14 milioni di sottoccupati- e non c&#8217;è nessuna luce all&#8217;orizzonte.<br />
L&#8217;assoluta mancanza di leadership e di legittimità del governo Temer è diventata più evidente che mai nel bel mezzo della crisi scoppiata negli ultimi giorni di maggio. Concordando con i datori di lavoro dei trasportatori, Temer ed i suoi seguaci hanno rivelato a che punto arriva la loro incompetenza: hanno dato tutto in cambio di nulla.</p>
<p>Se l&#8217;origine del movimento era nell&#8217;aumento quotidiano del combustibile, al momento di sedersi e negoziare, hanno concesso tutto ciò che era richiesto dai grandi trasportatori, senza alcuna garanzia che lo sciopero -che letteralmente bloccava strade e autostrade in tutto il Brasile- sarebbe stato revocato. Risultato: più usara e demoralizzazione per un governo morente. Il movimento è scomparso per proprio conto, senza che il governo abbia avuto alcuna iniziativa.</p>
<p>Venerdì scorso un&#8217;altra bomba: l&#8217;ingegnere Pedro Parente, presidente della statale Petrobras, si è dimesso. E lo ha fatto irresponsabilmente, quando la borsa brasiliana era in pieno apogeo. La cosa normale sarebbe presentare le proprie dimissioni dopo la chiusura della giornata nel mercato. Quanti avranno beneficiato della notizia?</p>
<p>Alla fine, ciò che è stato discusso durante la crisi è stata la politica economica imposta dal governo Temer. Per quanto riguarda Petrobras de i combustibili, la questione è semplice: Temer, obbedendo all&#8217;ex presidente Fernando Henrique Cardoso, ha messo Pedro Parente alla testa di Petrobras. I suoi primi passi erano chiaramente mirati a distruggere la politica energetica portata avanti prima da Lula da Silva e poi da Dilma Rousseff: ridurre la produzione nazionale di benzina di almeno il 28% e aumentare le importazioni. Principale beneficiario: gli USA, che hanno raddoppiato le esportazioni di combustibile in Brasile.</p>
<p>L&#8217;equazione è semplice: con il prezzo del petrolio e derivati in aumento, e con la produzione nazionale fortemente ribassata, le spese aumentano e, di conseguenza, il prezzo viene aggiustato ogni giorno -sì: ogni giorno- il prezzo dei combustibili è diventato insopportabile per gli utenti, mentre aumentava astronomicamente il profitto degli azionisti di Petrobras, una società a capitale misto controllata dallo Stato. Le quotazioni delle sue azioni nella borsa di New York hanno dato luogo alla gioia degli azionisti stranieri.</p>
<p>In silenzio, quell&#8217;aspetto del colpo di stato che prima ha destituito la legittima presidentessa e poi imprigionato -senza che ci fosse una misera prova- l&#8217;ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva era trionfante. Cioè, l&#8217;aspetto della consegna, alle multinazionali, del petrolio brasiliano.</p>
<p>L&#8217;azione tra camionisti e compagnie di trasporto (vale la pena ribadire che il 67% dei trasporti in Brasile è su camion) ha messo in evidenza ciò che era nascosto o ignorato dai mezzi egemonici di comunicazione.</p>
<p>La crisi di maggio ha evidenziato l&#8217;inesistenza, l&#8217;insignificanza del governo Temer.</p>
<p>Resta da sapere cosa faranno ora con un governo moribondo. Mancano quattro mesi alle elezioni e sette per l&#8217;insediamento del nuovo presidente. La prima domanda, e più urgente, è: ci saranno elezioni in ottobre?; la seconda: riusciranno a mantenere Temer ed il suo gruppo fino a gennaio del prossimo anno?; e la terza: fino a quando il paese sopravviverà a questo caos?</p>
<p>di Eric Nepomuceno</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>Lula dal carcere: &#8220;Brasile si deve ribellare all&#8217;agenda neo-liberista di Temer prima che sia troppo tardi&#8221;</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/05/02/lula-dal-carcere-brasile-si-deve-ribellare-allagenda-neo-liberista-di-temer-prima-che-sia-troppo-tardi/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2018 01:01:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
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		<description><![CDATA[Il candidato alle prossime presidenziali in Brasile e prigioniero politico Luiz Inácio Lula da Silva ha lanciato un monito preciso: il governo di Michel Temer sta sviluppando un ordine del giorno contro le conquiste sociali del paese e ha invitato la nazione a combattere e resistere all'assalto neoliberista del regime.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10499" alt="Lula" src="/files/2018/05/Lula.jpg" width="580" height="290" />Il candidato alle prossime presidenziali in Brasile e prigioniero politico Luiz Inácio Lula da Silva ha lanciato un monito preciso: il governo di Michel Temer sta sviluppando un ordine del giorno contro le conquiste sociali del paese e ha invitato la nazione a combattere e resistere all&#8217;assalto neoliberista del regime.</strong></p>
<p>In una lettera inviata in occasione della Festa dei lavoratori, Lula ha sottolineato la gravità della situazione economica, occupazionale e sociale del paese da quando Temer ha deposto con un golpe morbido Dilma nel 2016.</p>
<p>&#8220;La disoccupazione cresce e umilia le famiglie. In un paese con una forza lavoro di oltre 100 milioni di persone, solo 33 milioni hanno un salario pieno, il numero più basso degli ultimi 6 anni &#8220;, ha scritto l&#8217;ex presidente del Brasile (2003-2011) nella sua lettera.</p>
<p>Lula ha anche avvertito che, nel caso dovesse proseguire il corso &#8220;neoliberista&#8221;, i risultati democratici saranno abrogati, così come il diritto al lavoro, la protezione della legge e l&#8217;educazione, che sarà sempre più limitata.</p>
<p>L&#8217;ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha anche denunciato che il nuovo regime sta vendendo il paese.  Il Brasile è &#8220;nel mezzo di una democrazia incompleta&#8221; con un presidente eletto &#8220;indirettamente&#8221; e non dalla maggioranza dei cittadini alle urne.</p>
<p>Allo stesso modo, Lula ha denunciato l&#8217;influenza della rete locale O Globo, che agisce come una pedina di un colpo di stato contro i media progressisti. Il leader di dice convinto che le persone sapranno reagire alla &#8220;egemonia mediatica&#8221; e tornare a pensare ad &#8220;un Brasile con più inclusione sociale, democrazia e felicità&#8221;.<br />
Lula, nettamente in testa in tutti i sondaggi per le elezioni presidenziali ormai prossime in Brasile, è in carcere dal 7 aprile e sta scontando una pena di dodici anni per una condanna per presunte irregolarità finanziarie. Sul processo farsa consigliamo questa lettura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>I Giochi Olimpici del “Fuori Temer”</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2016 00:10:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[manifestazioni di protesta]]></category>
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		<description><![CDATA[Era immaginabile. Lo stesso presidente golpista Michel Temer aveva detto che “era preparato per i fischi”. Ma non lo era. Tutti erano preparati, meno lui. Dovette vivere, durante tutto il giorno, le allegre manifestazioni a Copacabana ed in altri luoghi di Rio de Janeiro, grandi espressioni popolari di gente arrivata da varie parti del paese, ma anche di stranieri che si sono uniti ai brasiliani nell'unisono “Fuori Temer!”.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9458" alt="michetemer" src="/files/2016/08/michetemer.jpg" width="580" height="329" />Era immaginabile. Lo stesso presidente golpista Michel Temer aveva detto che “era preparato per i fischi”. Ma non lo era. Tutti erano preparati, meno lui.  </strong></p>
<p>Dovette vivere, durante tutto il giorno, le allegre manifestazioni a Copacabana ed in altri luoghi di Rio de Janeiro, grandi espressioni popolari di gente arrivata da varie parti del paese, ma anche di stranieri che si sono uniti ai brasiliani nell&#8217;unisono “Fuori Temer!”.</p>
<p>Si cercò di blindare le manifestazioni nella cerimonia di apertura nel Maracanà. Perfino, hanno messo l’audio alto affinché Temer pronunciasse i suoi dieci secondi di discorso di apertura dei Giochi. Perfino si arrivò alla grottesca ritirata di qualunque menzione di Temer, che praticamente tutti chiamano già Michel Fuori Temer.</p>
<p>Un presidente che dovette rimanere nell&#8217;anonimato in tutto il cerimoniale, senza che si facesse nessuna menzione al suo nome nei discorsi, niente. Ma bastò che pronunciasse le sue brevi parole, burocraticamente, affinché la maggiore fischiata del mondo si abbattesse su di lui.</p>
<p>E se non bastava che la maggiore concentrazione dei mezzi internazionali che Brasile ha conosciuto registrasse perfino tutte le manifestazioni in strada –ed interventi repressivi delle forze della polizia contro i manifestanti–e testimoniasse di fronte al mondo il rifiuto massiccio al golpe di Temer, venne il fatto del Maracanà. Che lasciò il mondo soddisfatto come spettacolo, perché è sicuro che è stato molto bello, come risultato di un&#8217;organizzazione che è durata vari anni. Ma che contemporaneamente consolidò per i mass media, e direttamente per i milioni di spettatori di tutto il mondo, quello che i brasiliani pensano del loro presidente interino.</p>
<p>Una volta concluso, lo spettacolo è stato definitamene bollato dal “Fuori Temer” che sarà il più udito in tutti i Giochi. Se l&#8217;orso segnò, con la sua lacrima, i Giochi di Mosca, questo grido del popolo brasiliano segnerà, durante tutti gli sport, in tutte le competizioni e cerimonie, i Giochi di Rio de Janeiro e del Brasile.</p>
<p>Il contrasto con la votazione –14 voti su 5–della Commissione del Senato, il giorno prima, per dare continuazione all&#8217;impeachment di Dilma Rousseff, non poteva essere più eloquente. Per le strade, il rifiuto a Temer è unanime, appoggiato nelle nuove inchieste che dimostrano che il 79% dei brasiliani non vuole che lui continui come presidente. Il popolo respinge, con una maggioranza opprimente, tutte le misure fondamentali che il suo governo ha enunciato od ha cominciato già a mettere in pratica. L&#8217;abisso tra il Congresso ed il governo golpista che si è stabilito e le manifestazioni massicce del popolo sono una realtà constata da tutti i mass media del mondo.</p>
<p>L&#8217;anonimato di Temer corrisponde al suo ruolo di fantoccio di un mostruoso progetto di restaurazione conservatrice vendicativa contro il popolo, delle sue conquiste, della votazione popolare per un altro tipo di governo. Il fatto di non menzionare il suo nome, sia per una sua stessa richiesta o per decisione del Comitato Olimpico Internazionale, corrisponde esattamente al ruolo di Temer che, sia compiendo i sinistri propositi del suo governo o essendo cancellato in poco tempo e spostato dalla presidenza, passerà alla storia come la cosa più insignificante e disprezzata da tutti, quelli che lo respingono e perfino da quelli che l&#8217;appoggiano che si sentono nervosi con la mancanza di trascendenza del personaggio di turno.</p>
<p>Saranno settimane di gare, con manifestazioni festose per le strade, di “Fuori Temer”, di presenza in tutte le competizioni di manifestazioni di “Fuori Temer”, dipinte in tutti lati, gridate da tutti.</p>
<p>In caso che appaia nella cerimonia di chiusura, sarà un uomo ancora più piccolo, di statura personale e politica, confermando che il golpe si compie come un progetto radicalmente antipopolare e con la coscienza del rifiuto della grande maggioranza dei brasiliani, come un governo dell’1%.</p>
<p>Contrasta anche con le grandi manifestazioni di affetto che riceve Dilma attraverso tutto il paese, come le riceve Lula nei grandi viaggi per tutto il territorio nazionale che ha ricominciato a fare e che resuscitano per le elite dominanti il fantasma del maggiore leader popolare della storia brasiliana, che riafferma che tornerà ad essere candidato alla presidenza del paese e che non lo spaventano, per niente, le minacce senza fondamento che pronunciano tutti i giorni i mezzi e settori del Potere Giudiziale. Quelle stesse inchieste riaffermano il suo ampio favoritismo per tornare a vincere.</p>
<p>Sono appena cominciati i Giochi del “Fuori Temer” che si popolarizza in tutto il mondo. L&#8217;immagine dei Giochi avrà quell&#8217;eco e quell&#8217;espressione politica molto bella della volontà democratica del popolo brasiliano.</p>
<p>preso da Pagina 12</p>
<p>di Emir Sader</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: EFE</p>
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		<title>Presidente interino del Brasile è stato informatore degli USA, secondo WikiLeaks</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/05/13/presidente-interino-del-brasile-e-stato-informatore-degli-usa-secondo-wikileaks/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2016 00:34:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Il presidente interino del Brasile, Michel Temer, è stato un informatore degli Stati Uniti, pubblicò oggi l'organizzazione WikiLeaks mediante il suo profilo sulla rete sociale Twitter. Secondo questa fonte, lui stesso mantenne comunicazione con l'ambasciata nordamericana nel suo paese e consegnò informazioni classificate e sensibili e di uso solo ufficiale mentre occupava l’incarico di presidente nazionale del Partito del Movimento Democratico Brasiliano (PMDB). ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9314" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9314" alt="Michel Temer" src="/files/2016/05/temer-brasil.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Michel Temer</p></div>
<p><strong>Il presidente interino del Brasile, Michel Temer, è stato un informatore degli Stati Uniti, pubblicò oggi l&#8217;organizzazione WikiLeaks mediante il suo profilo sulla rete sociale Twitter.</strong></p>
<p>Secondo questa fonte, lui stesso mantenne comunicazione con l&#8217;ambasciata nordamericana nel suo paese e consegnò informazioni classificate e sensibili e di uso solo ufficiale mentre occupava l’incarico di presidente nazionale del Partito del Movimento Democratico Brasiliano (PMDB).</p>
<p>Nella sua pubblicazione, l&#8217;entità dedicata a svelare dossier anonimi e filtrazioni, allegò documenti trasmessi da São Paulo (Brasile) al Comando Meridionale degli USA, con sede a Miami.</p>
<p>Questo dossier era un&#8217;analisi di Temer sulla situazione politica nella nazione sud-americana durante il governo di Luiz Inacio Lula dà Silva.</p>
<p>In queste informazioni che sono del 2006, l&#8217;attuale presidente interino affermò che la delusione pubblica col presidente Lula ed il Partito dei Lavoratori (PT) proporziona un&#8217;opportunità affinché il PMDB presentasse il suo proprio candidato alle elezioni presidenziali del 2006.</p>
<p>Aggiunse che il suo partito appoggia le politiche che favoriscono la crescita economica, che non è contro l&#8217;Area di Libero Commercio delle Americhe (Alca) che potrebbe, secondo lui, negoziare con blocchi come il Mercato Comune del Sud (Mercosur).</p>
<p>Michel Temer assunse la direzione provvisoria del governo brasiliano il passato 12 maggio, dopo l&#8217;inabilitazione di Dilma Rouseeff per 180 giorni adottata dal Senato della nazione per sviluppare un giudizio politico contro la titolare che è stata scelta costituzionalmente nel 2011.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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