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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Miami</title>
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		<title>Davanti all&#8217;aggressione imperiale, la stessa convinzione di Vittoria che ci ha insegnato Fidel</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 20:14:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Governo degli Stati Uniti ha annunciato questo 17 aprile nuove misure che aumentano l'aggressione contro Cuba ed esacerbano la guerra economica, finanziaria e commerciale che successive amministrazioni imperiali hanno sostenuto, in maggiore o minore grado, dal Trionfo stesso della Rivoluzione Cubana. Si mantengono in essenza i maligni propositi raccolti nello scarno memorandum del Sottosegretario di Stato Lester D. Mallory, il 6 aprile 1960]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10929" alt="bolton-mercenarios-derrota-580-580x321" src="/files/2019/04/bolton-mercenarios-derrota-580-580x321.jpg" width="580" height="321" />Il Governo degli Stati Uniti ha annunciato questo 17 aprile nuove misure che aumentano l&#8217;aggressione contro Cuba ed esacerbano la guerra economica, finanziaria e commerciale che successive amministrazioni imperiali hanno sostenuto, in maggiore o minore grado, dal Trionfo stesso della Rivoluzione Cubana.  </strong></p>
<p>Si mantengono in essenza i maligni propositi raccolti nello scarno memorandum del Sottosegretario di Stato Lester D. Mallory, il 6 aprile 1960:</p>
<p>“L&#8217;unico mezzo prevedibile per alienare l&#8217;appoggio interno è attraverso la delusione e lo scoraggiamento basate nell&#8217;insoddisfazione e nelle difficoltà economiche… deve usarsi prontamente qualsiasi mezzo concepibile per debilitare la vita economica di Cuba. Una linea d’azione che avrà il maggiore impatto è negare denaro e somministrazioni a Cuba, per diminuire i salari reali e monetari con lo scopo di causare fame, disperazione ed il rovesciamento del governo.”</p>
<p>È la continuità della politica di odio ed irrazionalità che i settori più aggressivi e belligeranti della stablishment statunitense hanno brandito permanentemente nella loro relazione con Cuba. È il prolungamento del desiderio ancestrale, abbozzato da John Quincy Adams, di impadronirsi della frutta matura che si incontrava a poche miglia al sud del nascente impero.</p>
<p>Il Governo di Donald Trump ha scelto il confronto, invece del dialogo, le misure punitive, invece del commercio mutuamente vantaggioso; le proibizioni, invece della cooperazione. Si ritorna ai tempi del Gran Randello e della Dottrina Monroe.</p>
<p>Sono ritornati alla politica statunitense dinosauri come John Bolton, ideologo dell&#8217;isolazionismo e dell&#8217;egemonismo statunitense e giurato amante della bugia per ottenere i suoi propositi imperiali (non poche volte attraverso la guerra) che insieme alla nuova covata di opportunisti ed ossessi con cognomi come Pompeo, Rubio, Claver-Carone, riflettono chiaramente l&#8217;accento bellicista, di potere forte e ricatto imperiale che ha oggi la politica estera statunitense.</p>
<p>Le nuove misure sono state annunciate in data e scenario simbolici: lo stesso giorno in cui 58 anni fa si lanciava l&#8217;invasione mercenaria contro Cuba finanziata, armata e preparata dagli Stati Uniti; e davanti al rimanente di quella forza occupante che è stata sconfitta in appena 66 ore, trasformata poi in una spaventata truppa di cuochi che è finita per essere cambiata per conserve.</p>
<p>Le sanzioni pretendono abbattere l&#8217;economia cubana, bruciare la nostra indipendenza, far vacillare la morale del nostro popolo; e non ci sono dubbi che renderanno ancora più complessa la nostra realtà; ma non è niente di nuovo nella nostra Storia. Così abbiamo vissuto generazioni di cubani, determinati nel non lasciarci vincere da un vicino poderoso.</p>
<p>Piano contro Piano. Davanti all&#8217;aggressione ed alla perfidia si impone l&#8217;intelligenza, la creatività, lo sforzo quotidiano, l&#8217;efficienza, la ricerca di soluzioni nazionali, la razionalità, l&#8217;unità, i principi.</p>
<p>Noi cubani non c&#8217;arrendiamo né accettiamo leggi o imposizioni che vengano dall&#8217;impero e siano fuori dalla nostra Costituzione.</p>
<p>Nulla può materializzare meglio la nostra risposta che questo stesso giorno: 58 anni fa abbiamo lottato, abbiamo difeso il luogo più inospitale del nostro suolo, valorosi compagni sono caduti in difesa dell&#8217;appena conclamato Socialismo, ed abbiamo vinto. Come allora, non ci spaventiamo davanti alla forza dell&#8217;impero. Come allora, c&#8217;incoraggia la convinzione di vittoria che ci ha insegnato Fidel:<br />
“Patria o Morte!, perché questo è lo slogan di ogni cubano. Per ognuno di noi, individualmente, lo slogan è: Patria o Morte!, ma per il popolo che alla lunga uscirà vittorioso, lo slogan è: Vinceremo!”.</p>
<p>Editoriale di Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Bolton parlerà di Cuba davanti ai mercenari sconfitti della Baia dei Porci</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 02:35:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Sono contento di annunciare che il 17 aprile mi unirò all'Associazione dei Veterani della Baia dei Porci a Miami per fare un discorso sugli importanti passi che sta dando il Governo per affrontare le minacce alla sicurezza in riferimento a Cuba, a Venezuela ed alla crisi democratica in Nicaragua”, ha scritto Bolton nel suo account di Twitter. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10923" alt="John-Bolton-Foto-Reuters-580x327" src="/files/2019/04/John-Bolton-Foto-Reuters-580x327.jpg" width="580" height="327" />L&#8217;assessore di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, ha annunciato oggi che il prossimo mercoledì andrà a Miami per fare un discorso sulla politica del suo paese verso Cuba, Venezuela e Nicaragua.</strong></p>
<p>“Sono contento di annunciare che il 17 aprile mi unirò all&#8217;Associazione dei Veterani della Baia dei Porci a Miami per fare un discorso sugli importanti passi che sta dando il Governo per affrontare le minacce alla sicurezza in riferimento a Cuba, a Venezuela ed alla crisi democratica in Nicaragua”, ha scritto Bolton nel suo account di Twitter.</p>
<p>La sua presenza a Miami coinciderà con il 58ºanniversario dell&#8217;inizio dell&#8217;invasione mercenaria attraverso la Cienaga de Zapata, il 17 aprile 1961, che è stata sconfitta dalle Forze Rivoluzionarie dirette da Fidel Castro in poco più di 60 ore.</p>
<p>L&#8217;elezione della data e lo scenario predice, secondo gli analisti, che la Casa Bianca annuncerà nuove misure punitive contro Cuba e le altre due nazioni latinoamericane.</p>
<p>Da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Reuters</p>
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		<title>Cacciando menzogne: Un tweet perverso alla Payà</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 02:02:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La ragazzina prediletta di Luis Almagro, la controrivoluzionaria Rosa Maria Payà, è stata aizzando le reti sociali con un messaggio ben allarmista: “Cuba prepara giovani reclute per partire verso Venezuela”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10869" alt="Paya1" src="/files/2019/03/Paya1.jpg" width="580" height="806" />La ragazzina prediletta di Luis Almagro, la controrivoluzionaria Rosa Maria Payà, è stata aizzando le reti sociali con un messaggio ben allarmista: “Cuba prepara giovani reclute per partire verso Venezuela”.</strong></p>
<p>Così diceva il suo tweet del pomeriggio del martedì:<br />
“Ci allertano madri disperate:</p>
<p>‘I nostri figli che stanno svolgendo il servizio militare obbligatorio a #Cuba ci hanno chiamato per salutarci e dire che li portano in #Venezuela’ @RaulCastroR e @DiazCanelB sono responsabili per le vite di tutti questi ragazzi #NoMásImpunidad”</p>
<p>Ridicola e perversa la favorita di Almagro! La sua sfacciata manipolazione che è stata assecondata dai latrati vociferanti di ossessi squallidi venezuelani e miamensi, ha un piccolo dettaglio: il presunto modulo di reclutamento dei giovani soldati per andare in Venezuela è uno delle migliaia di fogli di firme che hanno circolato nel paese in solidarietà col Venezuela e che hanno firmato in pochi giorni più di 3 milioni e mezzo di cubani, tra loro, giovani delle FAR e del MININT.</p>
<p>Un altro dettaglio che ci segnala un lettore, i numeri delle carte d&#8217;identità che si vedono in questo famoso modulo incominciano con numeri tra i 50 ed i 60, cioè, sono firme di cubani e cubane con 50 o 60 anni, che già da abbastanza tempo hanno finito la loro tappa del Servizio Militare.</p>
<p>Questi avversari non hanno vergogna di nulla. Ma la bugia ha le gambe corte. Questa ragazzina è una buona figlia e seguace di Washington.</p>
<p>Da Cazando mentiras</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10870" alt="Paya" src="/files/2019/03/Paya.jpg" width="580" height="446" /></p>
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		<title>Cuba commemora il ritorno di tutti i Cinque Eroi quattro anni fa</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 01:58:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cuba ricorda oggi il ritorno, il 17 dicembre 2014, dei Cinque Antiterroristi imprigionati ingiustamente nelle carceri degli Stati Uniti, come aveva predetto il leader Fidel Castro quando ha detto in un discorso memorabile: ¡Volveran!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10759" alt="los-cinco-antiterroristas-cubanos-foto-cuabdebate" src="/files/2018/12/los-cinco-antiterroristas-cubanos-foto-cuabdebate.jpg" width="580" height="319" />Cuba ricorda oggi il ritorno, il 17 dicembre 2014, dei Cinque Antiterroristi imprigionati ingiustamente nelle carceri degli Stati Uniti, come aveva predetto il leader Fidel Castro quando ha detto in un discorso memorabile: ¡Volveran!</strong></p>
<p>In una tribuna aperta della Rivoluzione, svoltasi il 23 giugno 2001, nel municipio del Cotorro, a L&#8217;Avana, Fidel Castro ha pronunciato la famosa frase, che è diventata realtà dopo più di 10 anni di una grande campagna di solidarietà dentro e fuori dall’isola per la causa dei Cinque cubani, come sono conosciuti a livello internazionale.</p>
<p>Fernando e René Gonzalez, due dei combattenti antiterroristi, sono ritornati in Patria, dopo aver scontato le sentenze, rispettivamente in febbraio e marzo del 2014, mentre la liberazione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e Antonio Guerrero è avvenuta il 17 dicembre di quell’anno grazie ad uno scambio di carcerati, raggiunto tra i governi degli Stati Uniti e quello di Cuba.</p>
<p>La comunità internazionale è venuta a conoscenza di tale decisione lo stesso 17 dicembre, dopo l’annuncio simultaneo degli allora presidenti di Cuba, Raul Castro, e degli Stati Uniti, Barack Obama, in comunicati in cui esponevano anche il ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra le due nazioni.</p>
<p>Durante i loro anni di reclusione negli Stati Uniti, condannati ad ingiuste e smisurate pene in processi manipolati, i prigionieri politici cubani hanno subito numerose violazioni dei diritti umani.</p>
<p>L’impedimento delle visite delle madri, delle mogli e dei figli; le dure punizioni; ed il confinamento solitario in celle di punizione per lunghi periodi di tempo senza avere commesso assolutamente nulla, non sono riusciti a rompere la loro integrità psichica e fisica.</p>
<p>L’ingiustizia che circondava questo caso ha provocato indignazione ed ha anche generato una grande ondata di sostegno internazionale, guidata da una massiccia campagna cubana, per chiedere il ritorno dei loro figli.</p>
<p>L’ostinazione del governo statunitense di mantenere in prigione questi uomini innocenti, mentre assassini confessi come Luis Posada Carriles passeggiavano per le strade di quel paese, ha anche dimostrato la doppia morale di Washington riguardo al terrorismo.</p>
<p>Nell&#8217;aprile del 2014, i Cinque hanno ricevuto il Premio Annuale per i diritti umani di Globale Exchange, nella categoria di Premio Selezionato dalla Gente.</p>
<p>Attualmente continuano a lottare per il loro paese, ma questa volta a Cuba, in settori per promuovere lo sviluppo della nazione od in aree necessarie per promuovere la divulgazione della realtà dell’isola, di fronte alle forti campagne contro il suo processo rivoluzionario.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Studenti della Florida responsabilizzano i legislatori della violenza armata</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 01:57:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli studenti che sono sopravvissuti agli spari della settimana scorsa in una scuola media della Florida domenica hanno promesso di rendere responsabili i politici che accettano denaro dalla National Rifle Association (NRA), ed hanno deciso di fare una manifestazione di protesta il mese prossimo. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10399" alt="estduiantes-contyra-armas-580x330" src="/files/2018/02/estduiantes-contyra-armas-580x330.jpeg" width="580" height="330" />Gli studenti che sono sopravvissuti agli spari della settimana scorsa in una scuola media della Florida domenica hanno promesso di rendere responsabili i politici che accettano denaro dalla National Rifle Association (NRA), ed hanno deciso di fare una manifestazione di protesta il mese prossimo.</strong></p>
<p>“Il mio messaggio per le persone nel potere è che o sono con noi o contro di noi. Stiamo perdendo le nostre vite mentre gli adulti giocano”, ha detto Cameron Kasky, uno studente che è sopravvissuto alla sparatoria, nel programma “State of the Union” della CNN.</p>
<p>“Qui non si tratta dei repubblicani, non si tratta dei democratici, si tratta del fatto che vogliamo creare una marca di vergogna per i politici che accettano denaro dell&#8217;ANR e ci utilizzano come garanzia”, ha aggiunto.</p>
<p>Nikolas Cruz, di 19 anni, affronta 17 accuse di omicidio premeditato dopo che ha aperto il fuoco mercoledì contro la scuola media Marjory Stoneman Douglas a Parkland, in Florida, ammazzando 17 e ferendo molti altri studenti.</p>
<p>Nei giorni posteriori all&#8217;attacco, gli studenti e le autorità scolastiche hanno chiesto azioni per frenare la violenza armata.</p>
<p>Gli studenti hanno detto domenica che stanno organizzando un incontro chiamato “Manifestazione per le nostre vite”, programmata per il 24 marzo. Si organizzano anche scioperi in tutto il paese il 14 marzo ed il 20 aprile.</p>
<p>Kasky ha detto che dato che alcuni argomentano che non è corretto parlare delle leggi delle armi dopo la sparatoria, questo starà il punto centrale durante l&#8217;incontro del prossimo mese. Studenti di tutto il paese sono invitati a partecipare.</p>
<p>Emma Gonzalez, che sabato ha fatto un&#8217;appassionata richiesta pubblica di nuove restrizioni sulle armi, ha affermato domenica che ha fiducia in che finalmente gli studenti potrebbero ottenere il cambiamento</p>
<p>“Affrontiamo questo con inquietudine e determinazione ed abbiamo un sistema di appoggio incredibile intorno a noi e faremo la differenza”, ha concluso.</p>
<p>Con informazioni di The Hill- da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Bruno Rodriguez a RT: “Trump ha incolpato Cuba praticamente di tutti i mali del pianeta”</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 00:56:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cancelliere cubano, Bruno Rodriguez Parrilla, ha concesso un'intervista alla catena televisiva Russia Today nella quale si riferì al discorso pronunciato venerdì scorso dal mandatario nordamericano Donald Trump in Florida. Nelle sue parole, il diplomatico cubano ha insistito che si tratta di una politica “tipica della Guerra Fredda in un mondo che oggi è molto diverso” e che quello che sta facendo Trump è “replicare quello che hanno fatto dieci presidenti prima di lui”. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10046" alt="Bruno-Rodríguez-Parrilla-en-entrevista-con-la-cadena-Russia-Today-1-580x330" src="/files/2017/06/Bruno-Rodríguez-Parrilla-en-entrevista-con-la-cadena-Russia-Today-1-580x330.jpg" width="580" height="330" />Il cancelliere cubano, Bruno Rodriguez Parrilla, ha concesso un&#8217;intervista alla catena televisiva Russia Today nella quale si riferì al discorso pronunciato venerdì scorso dal mandatario nordamericano Donald Trump in Florida.  </strong></p>
<p>Nelle sue parole, il diplomatico cubano ha insistito che si tratta di una politica “tipica della Guerra Fredda in un mondo che oggi è molto diverso” e che quello che sta facendo Trump è “replicare quello che hanno fatto dieci presidenti prima di lui”.</p>
<p>“Non vedo pragmatismo, perché persiste nel realizzare atti che hanno dimostrato in 50 anni che portano al risultato contrario che si cerca”, allerta il cancelliere. Inoltre, sottolinea che gli USA non potrebbero articolare “una politica efficiente” verso America Latina ed i Caraibi “senza andare verso le normalizzazioni delle relazioni con Cuba”. “L&#8217;America non è più grande se il presidente Trump persiste nel mutilare i diritti civili degli statunitensi. È retrogrado proibire i viaggi degli statunitensi a Cuba”, aggiunge.</p>
<p>Inoltre, Rodriguez afferma che i paesi europei appoggeranno Cuba su questa situazione, poiché loro stessi si vedrebbero colpiti da queste misure.</p>
<p><span style="color: #ff0000">“Incolpa Cuba di tutto”</span></p>
<p>Rodriguez critica che la politica degli USA ha “una doppia morale”, perché non si può parlare di diritti umani e contemporaneamente difendere il bloqueo contro Cuba. Secondo il cancelliere, il discorso di Trump è stata “una battuta di caccia alle streghe”. “Ha incolpato praticamente Cuba di tutti i mali del pianeta. Non incolpò Cuba del cambiamento climatico perché non lo riconosce, ma c&#8217;incolpò di tutto il resto”, indica.</p>
<p>In relazione alle accuse che segnalano L&#8217;Avana per il suo supposto ruolo nella situazione di instabilità attuale in Venezuela, Rodriguez afferma che “gli assessori del presidente Trump sottovalutano il popolo venezuelano e la Rivoluzione Bolivariana”. “Pensano che gli altri potrebbero agire come ha fatto storicamente il governo degli USA interferendo nelle elezioni, imponendo dittature sanguinanti (…) trattando i governi come se fossero marionette”, conclude Rodriguez Parrilla.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://youtu.be/S-40HCtlRd4" >clicca qui per vedere tutta l&#8217;intervista</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cuba difende il diritto di dare asilo ai lottatori per i diritti civili</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 01:49:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cancelliere di Cuba, Bruno Rodriguez, ha difeso oggi a Vienna il diritto del suo paese a concedere asilo politico a lottatori per i diritti civili statunitensi, e chiarì che quelle persone non saranno restituite agli Stati Uniti. “In uso della legge nazionale e del diritto internazionale, e della tradizione latinoamericana, Cuba ha concesso asilo politico o rifugio a lottatori per i diritti civili negli Stati Uniti”, assicurò Rodriguez in una conferenza stampa offerta nella capitale austriaca. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10041" alt="Bruno rodriguez" src="/files/2017/06/Bruno-rodriguez.jpg" width="580" height="325" />Il cancelliere di Cuba, Bruno Rodriguez, ha difeso oggi a Vienna il diritto del suo paese a concedere asilo politico a lottatori per i diritti civili statunitensi, e chiarì che quelle persone non saranno restituite agli Stati Uniti.</strong></p>
<p>“In uso della legge nazionale e del diritto internazionale, e della tradizione latinoamericana, Cuba ha concesso asilo politico o rifugio a lottatori per i diritti civili negli Stati Uniti”, assicurò Rodriguez in una conferenza stampa offerta nella capitale austriaca.</p>
<p>Il capo della diplomazia cubana ha sottolineato inoltre che nessuno di questi rifugiati sarà consegnato alle autorità nordamericane.</p>
<p>“Ovviamente queste persone non saranno inviate negli USA, perchè gli Stati Uniti mancano di base legale, politica e morale per reclamarli”, affermò.</p>
<p>Inoltre, il ministro di Relazioni Estere chiarì che i cittadini statunitensi che commisero delitti a Cuba, come il sequestro di aeronavi, furono puniti da tribunali cubani e stanno compiendo lunghe pene di privazione di libertà.</p>
<p>D’accordo con Rodriguez, negli ultimi anni il governo della nazione caraibica restituì agli Stati Uniti 12 cittadini nordamericani fuggitivi dalla giustizia di quella nazione, “per decisione unilaterale ed in atto di buona volontà”.</p>
<p>Il tema degli statunitensi rifugiati a Cuba riscosse notorietà dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, venerdì scorso ruppe l&#8217;avvicinamento tra Washington e L&#8217;Avana iniziato due anni fa, e mise tra le condizioni per riannodare il dialogo bilaterale la devoluzione di quelle persone.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Twitter</p>
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		<title>“Cuba sì, bloqueo no”, dicono manifestanti a Trump a Miami</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jun 2017 19:59:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gruppi di manifestanti che si oppongono alla decisione del presidente Donald Trump di cancellare varie misure dell'avvicinamento a Cuba protestano oggi in questa città dello stato meridionale della Florida. “Cuba sì, bloqueo no”, è uno dei messaggi che gridano i partecipanti in una protesta chiamata Hands off Cuba (Mani fuori da Cuba) che si sviluppa nelle vicinanze del teatro dove è presente il mandatario per realizzare il suo annuncio sul tema. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10039" alt="trump" src="/files/2017/06/trump.jpg" width="580" height="427" />Gruppi di manifestanti che si oppongono alla decisione del presidente Donald Trump di cancellare varie misure dell&#8217;avvicinamento a Cuba protestano oggi in questa città dello stato meridionale della Florida.</strong></p>
<p>“Cuba sì, bloqueo no”, è uno dei messaggi che gridano i partecipanti in una protesta chiamata Hands off Cuba (Mani fuori da Cuba) che si sviluppa nelle vicinanze del teatro dove è presente il mandatario per realizzare il suo annuncio sul tema.</p>
<p>D’accordo con una convocazione a questa mobilitazione pubblicata nella rete sociale Facebook, il proposito principale dell&#8217;atto è protestare durante il tragitto per la regressione che vorrebbe Trump dell&#8217;ex presidente Barack Obama (2009-2017) verso l&#8217;isola caraibica.</p>
<p>Inoltre, i presenti nel luogo si oppongono anche ad altri aspetti dell&#8217;agenda del mandatario in materia di immigrazione, attenzione medica, politica estera, il cambiamento climatico ed il finanziamento all&#8217;educazione.</p>
<p>Mentre all&#8217;interno del teatro di questa urbe, figure dell’estrema destra come il senatore Marco Rubio sostennero che i cambiamenti del capo di Stato sono a favore del popolo dell&#8217;isola, molti cubano-americani esprimevano giustamente il contrario.</p>
<p>Una cosa è chiara a Miami oggi: i cubano-americani non sono contenti con l&#8217;annuncio. Grandi moltitudini!, scrisse nel suo account di Twitter il presidente dell&#8217;organizzazione Engage Cuba, James Williams.</p>
<p>Il titolare della coalizione che promuove la fine del bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto da Washington alla nazione antillana, contrastò la quantità di persone che respingono la posizione di Trump con l’esiguo numero di quelle che uscirono sulla strada ad appoggiarla.</p>
<p>Al contrario, è una piccola quantità quella che appoggia la cancellazione dei contatti con Cuba, aggregò Wiliams che ha sottolineato che nel piccolo gruppo non si vede una persona di meno di 65 anni.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Israel Rojas: Sono fidelista e non ho paura di dirlo</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2016 03:02:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Gloria eterna a Fidel! Storia, apri i portoni! Non poterono fermarlo quando era in carne ed ossa. Ora è invincibile. Rinascerà una ed un'altra volta”. Con queste parole albeggiava il muro di Facebook del gruppo musicale Buena Fe il 26 novembre scorso, dopo aver conosciuto il decesso di Fidel. Cubadebate conversa oggi con Israel Rojas, corista e leader del popolare gruppo, dopo che si è saputo della cancellazione della loro tournée negli Stati Uniti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9650" alt="Buena-Fe-bandera-580x330" src="/files/2016/12/Buena-Fe-bandera-580x330.jpg" width="580" height="330" />“Gloria eterna a Fidel! Storia, apri i portoni! Non poterono fermarlo quando era in carne ed ossa. Ora è invincibile. Rinascerà una ed un&#8217;altra volta”. Con queste parole albeggiava il muro di Facebook del gruppo musicale Buena Fe il 26 novembre scorso, dopo aver conosciuto il decesso di Fidel. Cubadebate conversa oggi con Israel Rojas, corista e leader del popolare gruppo, dopo che si è saputo della cancellazione della loro tournée negli Stati Uniti.  </strong></p>
<p>—Israel, è morto Fidel, ma non il suo lascito Che cosa ha lasciato ai cubani?</p>
<p>—Io credo che Fidel ci lascia un&#8217;architettura di pensiero dell&#8217;ottimismo: di essere capaci di convertire in “No” tutti quei “Sì” che ci convocano al tradimento, a dimenticarci del prossimo; che ci convocano all&#8217;odio, alla sconfitta; ma ci convoca anche a cambiare in “Sì” tutto quello che è bene per l&#8217;essere umano, a superare le difficoltà, a raggiungere gli obiettivi, a persistere nella giustizia ed a difendere le tue convinzioni.</p>
<p>Abbiamo molti problemi, ma non li risolviamo con l&#8217;opera dello Spirito Santo. Nessuno ha una bacchetta magica per risolvere le difficoltà che sappiamo che esistono nel nostro paese. Io credo che la risposta sta nella stessa risposta che abbiamo dato a Daniel Ortega nella Piazza quando ci ha chiesto dove è Fidel, e tutti abbiamo risposto “Io sono Fidel”; che significa mettersi la casacca del Comandante per trasformare ogni No in Sì, ed ogni Sì in No, quando rappresentano la mediocrità, l&#8217;inefficienza, il peggio o lo squallido.</p>
<p>Io credo che sia importante continuare a difendere che le nostre strade siano sicure; che questo paese sia un paese libero dalle droghe. Dobbiamo continuare ad osservare  una nazione dove sia assicurato a tutti i bambini potere andare ogni mattina a scuola e che con soli sette anni sappiano leggere e scrivere. E tutte queste cose dipendono dal nostro popolo, della gente buona che ha il nostro popolo.</p>
<p>Conversando con amici nella Piazza, commentavamo che a volte uno pensa che l&#8217;uomo nuovo non esiste; ma io credo che l&#8217;uomo nuovo sì esiste, ma a volte vive nascosto dei morsi della mediocrità, della dolorosa corruzione che a volte alcuni sentono che cresce o dagli schiaffi della burocrazia. Ma l&#8217;uomo nuovo sì esiste, era lì nella Piazza.</p>
<p>—Avevate programmato una serie di concerti negli Stati Uniti però adesso avete deciso di cancellarli. Che cosa è successo?</p>
<p>—Avevamo pianificato quattro concerti negli Stati Uniti, ma purtroppo il concerto di Tampa è stato cancellato perché gli organizzatori decisero di non portarlo avanti.</p>
<p>Ci rimanevano New York, Houston e Washington e benché Blue Night Entertainment insistesse per farli, abbiamo visto che l&#8217;ambiente continuò a peggiorare e come si incrementarono gli attacchi contro il nostro proprio pubblico e contro gli organizzatori; ci è sembrato meglio non realizzarlo per evitare dei problemi.</p>
<p>Nei nostri concerti non parliamo di politica, ma quello che facciamo è cantare alla vita, all&#8217;amore; l’ultima cosa che desideriamo è che qualcuno possa essere colpito o ferito. Se già molti lo fanno nelle reti sociali, come faccio a fare un concerto dove il danno può diventare reale.</p>
<p>Noi abbiamo fatto cinque concerti a Miami, e siamo andati sempre per l&#8217;incontro con la nostra gente, per vedere quel pubblico che ci vuole bene e non per diventare ricchi come qualcuno ha pensato. Credete che qualcuno può diventare ricco con cinque concerti a Miami? Mi sembra ridicolo.</p>
<p>—A Miami certe persone hanno celebrato la morte di Fidel. Che vogliono dimostrare?</p>
<p>—L’etica, la morale, e la dignità hanno perso l&#8217;importanza che dovrebbero avere tra gli esseri umani. Deve essere perché in questo mondo globalizzato e neoliberale, credono che i valori non hanno importanza perché non percepiscono che possano vendersi o comprarsi materialmente, la gente pensa che non sono tanto necessari. Ma che non abbiano un valore materiale, non significano che non abbiano un valore di uso; sono vitali per educare i figli, per la crescita vitale di una persona ed affinché possiamo vivere in pace nel futuro.</p>
<p>Ci sono bassezze morali che alla fine ti presentano il conto. In questo paese quando morì Batista i giornali lo pubblicarono, e nessuno lo celebrò e credo che a Cuba ci siano motivi sufficienti affinché alcuni indignati avrebbe voluto fare festa. Quando morì Orlando Bosch che confessò che aveva messo un artefatto esplosivo in un aeroplano che strappò la vita a molti buoni giovani, non vidi nessuno celebrando tale cosa. E così con molti altri casi, nessuno si congratula per la loro morte, perché il decesso di qualcuno non deve essere motivo di allegria.</p>
<p>Ma io credo che loro non stanno celebrando la sua morte, loro celebrano la speranza che se la biologia ha potuto fare quello che loro non sono riusciti a fare con Fidel, possono fare con Cuba quello che loro desiderano. Ma questo paese continua tranquillo. E quando qualcuno osi per la via scorretta “avvicinarsi a Cuba” otterranno la stessa risposta delle migliaia di cubani che si riunirono nella Piazza e nelle migliaia di paesini. Ti dico, l&#8217;uomo nuovo continua a camminare per questo paese, infastidito da molte cose, per il proprio paese, ma cammina tra noi.</p>
<p>Queste sono tempi di definizione, e molte volte la gente dice che quando uno si esprime così lo fa per puro opportunismo, ed è chi pensa che per questo motivo ti danno una casa o un viaggio alla luna, e si sbagliano. Magari questo è successo in passato, ma non è oramai così, e quelli che si esprimono come me solo otteniamo di provocarci dei problemi ed infatti bisogna cercarsi dei problemi. Lo dico perché è quello che penso e quello che sento, perché così voglio che mi ricordino i miei figli che dico quello che penso benché mi cancellino un concerto, o mi maltrattino nelle reti sociali.</p>
<p>Io non so con chi faccio bella figura, ma sì so con chi non la faccio. Io non faccio brutta figura con i miei nonni analfabeti che la rivoluzione alfabetizzò; io non faccio brutta figura con i miei genitori; non faccio brutta figura con i miei professori che uno alla volta mi educarono con salari che sappiamo che non erano abbastanza, questo è un ideale; io non tradisco Martì; ed ovviamente non tradisco Fidel.</p>
<p>Io non tradisco Silvio, a me che mi trovino qui, e che mi trascinino sulle rocce quando la Rivoluzione avrà perso.</p>
<p>—El concetto di Rivoluzione è uno dei lasciti più importanti del Comandante. È necessario per capirti e per capirci come rivoluzionari?</p>
<p>—Sono convinto che è uno strumento molto buono, sono convinto che è un buon basamento teorico, per proiettarsi verso il futuro, soprattutto per continuare a camminare dalla parte dei più poveri della terra, coi più svantaggiati, i più colpiti di questa terra, e continuare ad amare il resto degli esseri umani come se fossero te stesso.</p>
<p>—Orgoglioso di essere cubano, di essere fidelista?</p>
<p>—Totalmente orgoglioso di essere cubano. Tu sai che io non sapevo se ero comunista o no, perché ci sono cose del comunismo che mi sembrano realmente utopiche, ma in questi giorni nei quali uno ha più tempo per definirsi &#8211; perché ti ripeto sono tempi di definizione &#8211; ho una vocazione socialista, ma realmente io sono fidelista e non ho paura di dirlo.</p>
<p>Io voglio che i miei nipoti sappiano che io dissi in questa intervista che io sono fidelista perché essere fidelista è essere capace di ottenere i tuoi obiettivi, perfino quando il mondo ti dica No. Essere fidelista è essere capace di fondare qualcosa dove non c&#8217;era niente. È generare cause giuste ed essere capace di impegnarsi con queste conseguenze.</p>
<p>di Oscar Figueredo Reinaldo</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Smantellano una rete di prostituzione con giovani cubane a Miami</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 01:22:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sei cubane sono state obbligate a prostituirsi ed a pagare 20 mila dollari per essere trasferite da Cuba agli Stati Uniti, come rivelò un'investigazione federale. Le donne, provenienti da Camagüey, nel centro-est di Cuba, sono state trasferite tra l'anno 2015 ed il 2016, possibilmente come parte di una rete di traffico umano con contatti a Cuba, in Messico e nella Florida.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9575" alt="prostitución" src="/files/2016/11/prostitución.jpg" width="300" height="250" />Sei cubane sono state obbligate a prostituirsi ed a pagare 20 mila dollari per essere trasferite da Cuba agli Stati Uniti, come rivelò un&#8217;investigazione federale.  </strong></p>
<p>Le donne, provenienti da Camagüey, nel centro-est di Cuba, sono state trasferite tra l&#8217;anno 2015 ed il 2016, possibilmente come parte di una rete di traffico umano con contatti a Cuba, in Messico e nella Florida.</p>
<p>La denuncia segnala che Silvio Clark Morales, alias “JandeR”, di 31 anni, offriva alle vittime di farle uscire da Cuba ed ottenerle un lavoro come “strippers” a Miami, ma una volta in questa città aumentava il debito e le maltrattava e le obbligava a prostituirsi.</p>
<p>Due delle giovani, tra i 21 ed i 25 anni, riuscirono a scappare nel settembre scorso e denunciarono Morales presso la polizia di Miami, che l’ha arrestato ed ora affronta accuse relazionate con il traffico umano e lo sfruttamento sessuale, e per questo potrebbe ricevere l’ergastolo.</p>
<p>con informazioni di NOTIMEX</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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