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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Miami</title>
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		<title>La carovana Puentes de Amor Miami-Washington avanza negli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2021 23:35:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La carovana cubano-americana partita da Miami, in Florida, prosegue con successo verso la sua destinazione finale, la capitale degli Stati Uniti, ha riferito oggi Carlos Lazo, coordinatore di questa azione contro il bloqueo statunitense di Cuba. Lazo, direttore del progetto Puentes de Amor, ha spiegato a Prensa Latina che sebbene la distanza in linea retta sia di circa duemila chilometri fino a Washington, in realtà cammineranno molto di più poiché ci saranno deviazioni verso le principali città durante il viaggio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12217" alt="caravanaMiamiWashington-bloqueo-580x326" src="/files/2021/06/caravanaMiamiWashington-bloqueo-580x326.jpg" width="580" height="326" />La carovana cubano-americana partita da Miami, in Florida, prosegue con successo verso la sua destinazione finale, la capitale degli Stati Uniti, ha riferito oggi Carlos Lazo, coordinatore di questa azione contro il bloqueo statunitense di Cuba.</strong></p>
<p>Lazo, direttore del progetto Puentes de Amor, ha spiegato a Prensa Latina che sebbene la distanza in linea retta sia di circa duemila chilometri fino a Washington, in realtà cammineranno molto di più poiché ci saranno deviazioni verso le principali città durante il viaggio.</p>
<p>In queste città gli attivisti terranno incontri con i gruppi che difendono la giustizia sociale, i sindacati, i leader afroamericani, nonché con gli uffici dei congressisti della zona.</p>
<p>&#8220;Da Jacksonville, in Florida, andremo ad Atlanta, in Georgia, e in quest&#8217;ultima città incontreremo i rappresentanti del Carter Center, ai quali spiegheremo gli obiettivi della nostra marcia verso la capitale degli Stati Uniti&#8221;, ha aggiunto Lazo.</p>
<p>Ci fermiamo perché sappiamo che l&#8217;ex presidente James Carter ha sempre sostenuto l&#8217;esistenza di una relazione stabile e civile tra gli Stati Uniti e Cuba, ha affermato.</p>
<p>Ha spiegato che tra il caldo e l&#8217;umidità che caratterizzano questa zona del sud del paese, i partecipanti marciano già in diversi turni, e i primi iniziano la camminata nelle prime ore del mattino, avanzano di circa 30 chilometri e poi un altro gruppo li sostituisce, in modo che tutti possano riposare, e il piano è di avanzare di circa 100 chilometri al giorno.</p>
<p>Lazo ha ribadito che uno degli obiettivi principali di questa campagna è chiedere al presidente Joe Biden di mantenere le sue promesse elettorali riguardo a Cuba.</p>
<p>Quelli di noi che hanno votato per Biden esigiamo che riveda la politica ostile aumentata dal suo predecessore, Donald Trump contro il nostro paese, e sia coerente con quelli di noi che hanno votato per lui nella speranza che apporti un cambiamento sostanziale su tale questione, ha affermato.</p>
<p>In un altra delle sue dichiarazioni a Prensa Latina, Lazo ha riferito che circa 25.000 persone hanno già firmato la petizione affinché Biden tolga le sanzioni che gravano sulla famiglia cubana.</p>
<p>Lazo ha ribadito che lui e i suoi seguaci saranno a Washington il 25 luglio, &#8220;ci incontreremo lì a Lafayette Square, davanti alla Casa Bianca, per consegnare migliaia di petizioni che esigono a Biden di togliere l&#8217;assedio economico-finanziario&#8221;.</p>
<p>I partecipanti chiederanno, tra le altre misure, la riapertura dei servizi consolari dell&#8217;ambasciata statunitense a L&#8217;Avana e il servizio di rimesse alla maggiore delle Antille.</p>
<p>Secondo il coordinatore di Puentes de Amor, chiederanno anche che l&#8217;amministrazione Biden riprenda il piano di ricongiungimento familiare sospeso da Trump nel 2017.</p>
<p>Le autorità cubane hanno più volte ribadito che il bloqueo economico che Washington mantiene nei confronti dell&#8217;isola è il principale ostacolo allo sviluppo del paese e allo stesso tempo un ostacolo sostanziale all&#8217;instaurazione di un normale e civile rapporto con gli Stati Uniti.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Al bordo del collasso: Florida rompe record di casi di COVID-19 mentre scarseggiano i letti</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2020 00:36:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Florida ha annunciato questa domenica che nelle ultime 24 ore più di 15300 persone hanno contratto il coronavirus, fatto che suppone un record non solo per quello stato ma bensì per tutti gli USA che prima non avevano mai registrato un tale aumento di casi da quando è cominciata la pandemia. Florida si è trasformata nel nuovo epicentro del virus nel paese registrando questa domenica un incremento che ha lasciato indietro il record che ha registrato California la settimana scorsa con 11694 nuovi casi giornalieri e la cifra di 11571 che ha riportato il 15 aprile New York, quando questo stato era il più colpito dal virus.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11665" alt="sognoamericano" src="/files/2020/07/sognoamericano.jpg" width="580" height="386" />Florida ha annunciato questa domenica che nelle ultime 24 ore più di 15300 persone hanno contratto il coronavirus, fatto che suppone un record non solo per quello stato ma bensì per tutti gli USA che prima non avevano mai registrato un tale aumento di casi da quando è cominciata la pandemia.  </strong></p>
<p>Florida si è trasformata nel nuovo epicentro del virus nel paese registrando questa domenica un incremento che ha lasciato indietro il record che ha registrato California la settimana scorsa con 11694 nuovi casi giornalieri e la cifra di 11571 che ha riportato il 15 aprile New York, quando questo stato era il più colpito dal virus.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Ospedali in Florida, all’80%</span></p>
<p>Il rapido aumento dei casi ha messo alle corde gli ospedali della Florida che hanno occupato un 76,4% dei letti per entrate generali ed un 81,2% dei letti di attenzioni intensive (UCI), ha indicato questa domenica l&#8217;Agenzia per l&#8217;Amministrazione dell&#8217;Attenzione Medica (AHCA).</p>
<p>La situazione è peggiore nella contea di Miami-Dade, la più popolata dello stato e dove stanno usando il 94,8% dei letti per attenzioni intensive.</p>
<p>Questa domenica, il sindaco di Miami-Dade, il repubblicano Carlos Gimenez, ha avvisato che gli ospedali della contea presto potrebbero rimanere senza letti e senza ventilatori per i pazienti più gravi.</p>
<p>“C&#8217;è stato definitivamente un forte aumento della quantità di persone che sono andate all&#8217;ospedale, di entrate nelle unità di attenzioni intensive e dei pazienti con ventilatori. Abbiamo ancora qualche capacità, ma comunque sono preoccupato”, ha manifestato Gimenez in un&#8217;intervista con la catena CNN.</p>
<p>Il consigliere comunale ha indicato che già qualche stanza di ospedale è stata convertita in unità di attenzioni intensive ed ha affermato che questo lavoro continuerà.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Crescono i contagi in 37 dei 50 Stati</span></p>
<p>I casi non sono cresciuti solo in Florida ed, in realtà, 37 dei 50 stati degli USA hanno visto aumenti significativi durante l&#8217;ultima settimana, secondo lo scrutinio indipendente dell&#8217;Università Johns Hopkins.</p>
<p>In questo modo, la cifra di nuovi contagi ha superato sabato, per il terzo giorno consecutivo, la barriera dei 60000 casi, soprattutto nel sud e nell&#8217;ovest del paese, dove gli ospedali di alcuni stati stanno per collassare.</p>
<p>Davanti al flusso di casi, il presidente dell&#8217;USA, Donald Trump, si è rifiutato di tracciare una strategia a livello federale ed il suo governo questa domenica è ritornato a chiedere alle scuole che riaprano le loro porte in agosto per il principio del nuovo corso.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Trump vuole che i bambini ritornino a scuola  </span></p>
<p>Questa domenica, la segretaria di Educazione, Betsy DeVos, è apparsa nelle principali catene di televisione per fare pressioni per la riapertura dei centri educativi.</p>
<p>“Credo che l&#8217;obiettivo deve essere che i bambini ritornino a scuola, di persona, nell&#8217;aula, perché sappiamo che per la maggioranza dei bambini, questo è il migliore ambiente”, ha detto DeVos alla CNN.</p>
<p>La responsabile di Educazione non ha dettagliato che misura di precauzione devono prendere le scuole se decidono di dare classi presenziali e neanche ha risposto alle domande sul fatto se il governo darà aiuti economici alle scuole che debbano adattare le loro infrastrutture.</p>
<p>In risposta, Nancy Pelosi, la democratica più importante a Washington, ha accusato DeVos di “ignorare la scienza” e di “non compiere il suo dovere” di proteggere i minorenni.</p>
<p>“Questo —ha detto Pelosi—è spaventoso. Il presidente e la sua amministrazione stanno giocando con la salute dei nostri bambini. Tutti vogliamo che i nostri figli ritornino a scuola, i maestri, i genitori ed i bambini, ma vogliamo che ritornino in maniera sicura.”</p>
<p><span style="color: #ff0000">Il fattore elettorale</span></p>
<p>Per alcuni analisti, con la sua spinta affinché ci siano classi presenziali, il mandatario sta tentando di captare il voto delle donne di classe media e bassa, che vogliono che i loro figli tornino a scuola per potere ritornare ai loro posti di lavoro.</p>
<p>Trump aspira alla rielezione nelle elezioni di novembre prossimo, ma nelle ultime inchieste è apparso dietro l&#8217;ex vicepresidente Joe Biden, virtuale aspirante democratico.</p>
<p>Il mandatario ha previsto di accettare la nomina del suo partito in Jacksonville (Florida), in uno stadio con capacità per 15000 persone. Per il momento, questo evento continua ad essere considerato nonostante l&#8217;aumento dei casi in quello stato.</p>
<p>Secondo l&#8217;Università Johns Hopkins, gli USA continuano ad essere il paese del mondo con più casi (3,28 milioni), mentre 135000 persone sono decedute per il virus.</p>
<p>con informazione di EFE-da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Wasp Network punzecchia a Miami</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 01:20:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Florida hanno minacciato di incendiare i cinema, se verrà esibita un giorno nelle sale di esordio, e si raccolgono firme per obbligare Netflix a ritirare il film, senza capire che il sito di download non è un canale di televisione. La gente ha l'opzione di vederlo o non considerarlo, benché lo scandalo abbia dovuto sparare l’audience di un film che è passato senza pena né gloria per il Festival di Venezia, nonostante un cast di celebrità diretto da Penelope Cruz.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11654" alt="ARCHI_766137-580x330" src="/files/2020/07/ARCHI_766137-580x330.jpg" width="580" height="330" />Da quando Netflix ha deciso di proiettare Wasp Network il 19 giugno scorso ed è arrivato al pubblico prigioniero della COVID-19, il film si è trasformato in un evento mediatico per ragioni poco convenzionali.  </strong></p>
<p>In Florida hanno minacciato di incendiare i cinema, se verrà esibita un giorno nelle sale di esordio, e si raccolgono firme per obbligare Netflix a ritirare il film, senza capire che il sito di download non è un canale di televisione. La gente ha l&#8217;opzione di vederlo o non considerarlo, benché lo scandalo abbia dovuto sparare l’audience di un film che è passato senza pena né gloria per il Festival di Venezia, nonostante un cast di celebrità diretto da Penelope Cruz.</p>
<p>Ma a Miami il tema del film si è trasformato subito in una sorte di conga anticomunista coi mass media locali ballando il ritmo conosciuto per attaccare il direttore francese, Olivier Assayas, accusandolo di fare propaganda a favore di Cuba. Il gran dettaglio è che Wasp Network narra fatti reali che hanno documentato le stesse autorità degli Stati Uniti, in un processo che è stato considerato il più lungo della storia della giurisprudenza di quel paese e nel quale hanno testimoniato tre generali, un ammiraglio, un ex consigliere presidenziale e terroristi confessi che appaiono sullo schermo come quello che sono.</p>
<p>La trama di Wasp Network comincia a L&#8217;Avana, agli inizi degli anni 90. Renè Gonzalez (Edgar Ramirez nel film), istruttore di volo in una base aerea militare, ruba un aeroplano e fugge da Cuba. Comincia una nuova vita a Miami, lontano da Olguita, sua moglie (che è interpretata da Penelope Cruz) e sua figlia piccola. Altri “disertori” cubani ben presto lo seguono ed armano una rete per infiltrarsi in organizzazioni con sede in quella città, responsabili di attacchi sull&#8217;isola, tra questi una serie di bombe contro gli hotel che ha causato la morte di un turista italiano. Invece di catturare e processare i terroristi, responsabili di crimini atroci, il governo degli Stati Uniti rinchiude e sottomette al ricatto ed al castigo gli agenti cubani.</p>
<p>È la storia di quello che è successo allo stato puro, senza opinioni o interpretazioni dello sceneggiatore e del direttore; una verità intollerabile per uno dei personaggi reali che si affaccia nel film, Josè Basulto. Lui si presentava in quegli anni come un buon samaritano, salvatore dei “balseros”(persone che abbandonavano Cuba illegalmente per via marittima e molte volte restavano varati) nello stretto della Florida, ma sosteneva anche le sue escursioni col narcotraffico, violava allegramente lo spazio aereo di Cuba e finanziava le sparatorie contro bagnanti sulle spiagge.</p>
<p>Paradossalmente, le prove dei suoi crimini non sono state consegnate loro dal Ministero dell&#8217;Interno di Cuba, ma bensì dall’FBI, che era a conoscenza di tutto quello che succedeva, come recensisce il film. Ora Basulto vocifera contro Netflix ed insegna il pugno davanti alle telecamere: “Sono totalmente d’accordo con Trump sul fatto di mettere fine alla relazione ed agli accordi con Cuba”.</p>
<p>C&#8217;è una storia che sembra puramente aneddotica di fatti che sono accaduti più di 20 anni fa, ma che è attuale se si osserva correttamente. Gentaglia come José Basulto o Luis Posada Carriles, organizzatore della serie di bombe contro gli hotel a L&#8217;Avana e del sabotaggio di un aeroplano civile in cui sono morte 73 persone, tra passeggeri ed equipaggio, non sono marginali nella società statunitense di oggi.</p>
<p>Il cubano dell&#8217;isola, che ha visto Wasp Network nel Festival del Cinema de L&#8217;Avana, nel dicembre scorso, sa che l&#8217;odio, che ha ispirato gli attacchi degli abitanti di Miami negli anni 90, impregna oggi i discorsi del presidente Donald Trump e conquista altri radicali che pullulano nei gruppi di Facebook e canali di YouTube legati al suprematismo bianco. Ancora di più, George W. Bush ha lanciato la sua guerra contro il terrorismo degli altri, mentre proteggeva in casa sua i suoi amici terroristi, ed ora Trump corteggia i piromani della Florida e diventa evasivo al momento di condannare gli estremisti di destra che hanno lasciato una scia di morti durante la sua amministrazione da Charlottesville fino a Minneapolis, passando per El Paso.</p>
<p>Un studio dell&#8217;U.S. Extremist Crime Database segnala che il 74% degli attacchi terroristi accaduti in suolo statunitense dopo l’11 settembre 2001 fino al 2016, sono stati opera dell&#8217;estrema destra. Da quando è arrivato Trump alla presidenza nel 2017, la maggioranza degli attacchi contro civili indifesi sono dei suprematisti. Il profilo dell&#8217;aggressore non varia molto: uomo bianco, inspirato da atti e discorsi violenti e con comodo accesso ad armi di assalto. È l&#8217;archetipo di Josè Basulto, che ha approfittato, come gli estremisti di destra attuali, della legge statunitense, che permette la designazione di terroristi solo per gruppi o attaccanti stranieri.</p>
<p>Lasciando da parte virtù e difetti della realizzazione, Wasp Network è insolito e coraggioso. Si concentra sul fatto di spiegare quello che è stato occultato da decadi ed ancora oggi non si vuole guardare di fronte: perché gli agenti cubani sono stati inviati negli Stati Uniti. Questo è il centro della storia che ha incendiato le reti che cercano di censurare Netflix e che ha riunito la destra contro il vicepresidente spagnolo, Pablo Iglesias. Lui ha pubblicato la locandina del film in Twitter con tre parole di precisione insuperabile: “Vista. Eroi. Filmone”.</p>
<p>di Rosa Miriam Elizalde</p>
<p>da La Jornada/ Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Davanti all&#8217;aggressione imperiale, la stessa convinzione di Vittoria che ci ha insegnato Fidel</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 20:14:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Governo degli Stati Uniti ha annunciato questo 17 aprile nuove misure che aumentano l'aggressione contro Cuba ed esacerbano la guerra economica, finanziaria e commerciale che successive amministrazioni imperiali hanno sostenuto, in maggiore o minore grado, dal Trionfo stesso della Rivoluzione Cubana. Si mantengono in essenza i maligni propositi raccolti nello scarno memorandum del Sottosegretario di Stato Lester D. Mallory, il 6 aprile 1960]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10929" alt="bolton-mercenarios-derrota-580-580x321" src="/files/2019/04/bolton-mercenarios-derrota-580-580x321.jpg" width="580" height="321" />Il Governo degli Stati Uniti ha annunciato questo 17 aprile nuove misure che aumentano l&#8217;aggressione contro Cuba ed esacerbano la guerra economica, finanziaria e commerciale che successive amministrazioni imperiali hanno sostenuto, in maggiore o minore grado, dal Trionfo stesso della Rivoluzione Cubana.  </strong></p>
<p>Si mantengono in essenza i maligni propositi raccolti nello scarno memorandum del Sottosegretario di Stato Lester D. Mallory, il 6 aprile 1960:</p>
<p>“L&#8217;unico mezzo prevedibile per alienare l&#8217;appoggio interno è attraverso la delusione e lo scoraggiamento basate nell&#8217;insoddisfazione e nelle difficoltà economiche… deve usarsi prontamente qualsiasi mezzo concepibile per debilitare la vita economica di Cuba. Una linea d’azione che avrà il maggiore impatto è negare denaro e somministrazioni a Cuba, per diminuire i salari reali e monetari con lo scopo di causare fame, disperazione ed il rovesciamento del governo.”</p>
<p>È la continuità della politica di odio ed irrazionalità che i settori più aggressivi e belligeranti della stablishment statunitense hanno brandito permanentemente nella loro relazione con Cuba. È il prolungamento del desiderio ancestrale, abbozzato da John Quincy Adams, di impadronirsi della frutta matura che si incontrava a poche miglia al sud del nascente impero.</p>
<p>Il Governo di Donald Trump ha scelto il confronto, invece del dialogo, le misure punitive, invece del commercio mutuamente vantaggioso; le proibizioni, invece della cooperazione. Si ritorna ai tempi del Gran Randello e della Dottrina Monroe.</p>
<p>Sono ritornati alla politica statunitense dinosauri come John Bolton, ideologo dell&#8217;isolazionismo e dell&#8217;egemonismo statunitense e giurato amante della bugia per ottenere i suoi propositi imperiali (non poche volte attraverso la guerra) che insieme alla nuova covata di opportunisti ed ossessi con cognomi come Pompeo, Rubio, Claver-Carone, riflettono chiaramente l&#8217;accento bellicista, di potere forte e ricatto imperiale che ha oggi la politica estera statunitense.</p>
<p>Le nuove misure sono state annunciate in data e scenario simbolici: lo stesso giorno in cui 58 anni fa si lanciava l&#8217;invasione mercenaria contro Cuba finanziata, armata e preparata dagli Stati Uniti; e davanti al rimanente di quella forza occupante che è stata sconfitta in appena 66 ore, trasformata poi in una spaventata truppa di cuochi che è finita per essere cambiata per conserve.</p>
<p>Le sanzioni pretendono abbattere l&#8217;economia cubana, bruciare la nostra indipendenza, far vacillare la morale del nostro popolo; e non ci sono dubbi che renderanno ancora più complessa la nostra realtà; ma non è niente di nuovo nella nostra Storia. Così abbiamo vissuto generazioni di cubani, determinati nel non lasciarci vincere da un vicino poderoso.</p>
<p>Piano contro Piano. Davanti all&#8217;aggressione ed alla perfidia si impone l&#8217;intelligenza, la creatività, lo sforzo quotidiano, l&#8217;efficienza, la ricerca di soluzioni nazionali, la razionalità, l&#8217;unità, i principi.</p>
<p>Noi cubani non c&#8217;arrendiamo né accettiamo leggi o imposizioni che vengano dall&#8217;impero e siano fuori dalla nostra Costituzione.</p>
<p>Nulla può materializzare meglio la nostra risposta che questo stesso giorno: 58 anni fa abbiamo lottato, abbiamo difeso il luogo più inospitale del nostro suolo, valorosi compagni sono caduti in difesa dell&#8217;appena conclamato Socialismo, ed abbiamo vinto. Come allora, non ci spaventiamo davanti alla forza dell&#8217;impero. Come allora, c&#8217;incoraggia la convinzione di vittoria che ci ha insegnato Fidel:<br />
“Patria o Morte!, perché questo è lo slogan di ogni cubano. Per ognuno di noi, individualmente, lo slogan è: Patria o Morte!, ma per il popolo che alla lunga uscirà vittorioso, lo slogan è: Vinceremo!”.</p>
<p>Editoriale di Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Bolton parlerà di Cuba davanti ai mercenari sconfitti della Baia dei Porci</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 02:35:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Sono contento di annunciare che il 17 aprile mi unirò all'Associazione dei Veterani della Baia dei Porci a Miami per fare un discorso sugli importanti passi che sta dando il Governo per affrontare le minacce alla sicurezza in riferimento a Cuba, a Venezuela ed alla crisi democratica in Nicaragua”, ha scritto Bolton nel suo account di Twitter. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10923" alt="John-Bolton-Foto-Reuters-580x327" src="/files/2019/04/John-Bolton-Foto-Reuters-580x327.jpg" width="580" height="327" />L&#8217;assessore di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, ha annunciato oggi che il prossimo mercoledì andrà a Miami per fare un discorso sulla politica del suo paese verso Cuba, Venezuela e Nicaragua.</strong></p>
<p>“Sono contento di annunciare che il 17 aprile mi unirò all&#8217;Associazione dei Veterani della Baia dei Porci a Miami per fare un discorso sugli importanti passi che sta dando il Governo per affrontare le minacce alla sicurezza in riferimento a Cuba, a Venezuela ed alla crisi democratica in Nicaragua”, ha scritto Bolton nel suo account di Twitter.</p>
<p>La sua presenza a Miami coinciderà con il 58ºanniversario dell&#8217;inizio dell&#8217;invasione mercenaria attraverso la Cienaga de Zapata, il 17 aprile 1961, che è stata sconfitta dalle Forze Rivoluzionarie dirette da Fidel Castro in poco più di 60 ore.</p>
<p>L&#8217;elezione della data e lo scenario predice, secondo gli analisti, che la Casa Bianca annuncerà nuove misure punitive contro Cuba e le altre due nazioni latinoamericane.</p>
<p>Da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Reuters</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cacciando menzogne: Un tweet perverso alla Payà</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 02:02:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La ragazzina prediletta di Luis Almagro, la controrivoluzionaria Rosa Maria Payà, è stata aizzando le reti sociali con un messaggio ben allarmista: “Cuba prepara giovani reclute per partire verso Venezuela”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10869" alt="Paya1" src="/files/2019/03/Paya1.jpg" width="580" height="806" />La ragazzina prediletta di Luis Almagro, la controrivoluzionaria Rosa Maria Payà, è stata aizzando le reti sociali con un messaggio ben allarmista: “Cuba prepara giovani reclute per partire verso Venezuela”.</strong></p>
<p>Così diceva il suo tweet del pomeriggio del martedì:<br />
“Ci allertano madri disperate:</p>
<p>‘I nostri figli che stanno svolgendo il servizio militare obbligatorio a #Cuba ci hanno chiamato per salutarci e dire che li portano in #Venezuela’ @RaulCastroR e @DiazCanelB sono responsabili per le vite di tutti questi ragazzi #NoMásImpunidad”</p>
<p>Ridicola e perversa la favorita di Almagro! La sua sfacciata manipolazione che è stata assecondata dai latrati vociferanti di ossessi squallidi venezuelani e miamensi, ha un piccolo dettaglio: il presunto modulo di reclutamento dei giovani soldati per andare in Venezuela è uno delle migliaia di fogli di firme che hanno circolato nel paese in solidarietà col Venezuela e che hanno firmato in pochi giorni più di 3 milioni e mezzo di cubani, tra loro, giovani delle FAR e del MININT.</p>
<p>Un altro dettaglio che ci segnala un lettore, i numeri delle carte d&#8217;identità che si vedono in questo famoso modulo incominciano con numeri tra i 50 ed i 60, cioè, sono firme di cubani e cubane con 50 o 60 anni, che già da abbastanza tempo hanno finito la loro tappa del Servizio Militare.</p>
<p>Questi avversari non hanno vergogna di nulla. Ma la bugia ha le gambe corte. Questa ragazzina è una buona figlia e seguace di Washington.</p>
<p>Da Cazando mentiras</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10870" alt="Paya" src="/files/2019/03/Paya.jpg" width="580" height="446" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cuba commemora il ritorno di tutti i Cinque Eroi quattro anni fa</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 01:58:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cuba ricorda oggi il ritorno, il 17 dicembre 2014, dei Cinque Antiterroristi imprigionati ingiustamente nelle carceri degli Stati Uniti, come aveva predetto il leader Fidel Castro quando ha detto in un discorso memorabile: ¡Volveran!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10759" alt="los-cinco-antiterroristas-cubanos-foto-cuabdebate" src="/files/2018/12/los-cinco-antiterroristas-cubanos-foto-cuabdebate.jpg" width="580" height="319" />Cuba ricorda oggi il ritorno, il 17 dicembre 2014, dei Cinque Antiterroristi imprigionati ingiustamente nelle carceri degli Stati Uniti, come aveva predetto il leader Fidel Castro quando ha detto in un discorso memorabile: ¡Volveran!</strong></p>
<p>In una tribuna aperta della Rivoluzione, svoltasi il 23 giugno 2001, nel municipio del Cotorro, a L&#8217;Avana, Fidel Castro ha pronunciato la famosa frase, che è diventata realtà dopo più di 10 anni di una grande campagna di solidarietà dentro e fuori dall’isola per la causa dei Cinque cubani, come sono conosciuti a livello internazionale.</p>
<p>Fernando e René Gonzalez, due dei combattenti antiterroristi, sono ritornati in Patria, dopo aver scontato le sentenze, rispettivamente in febbraio e marzo del 2014, mentre la liberazione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e Antonio Guerrero è avvenuta il 17 dicembre di quell’anno grazie ad uno scambio di carcerati, raggiunto tra i governi degli Stati Uniti e quello di Cuba.</p>
<p>La comunità internazionale è venuta a conoscenza di tale decisione lo stesso 17 dicembre, dopo l’annuncio simultaneo degli allora presidenti di Cuba, Raul Castro, e degli Stati Uniti, Barack Obama, in comunicati in cui esponevano anche il ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra le due nazioni.</p>
<p>Durante i loro anni di reclusione negli Stati Uniti, condannati ad ingiuste e smisurate pene in processi manipolati, i prigionieri politici cubani hanno subito numerose violazioni dei diritti umani.</p>
<p>L’impedimento delle visite delle madri, delle mogli e dei figli; le dure punizioni; ed il confinamento solitario in celle di punizione per lunghi periodi di tempo senza avere commesso assolutamente nulla, non sono riusciti a rompere la loro integrità psichica e fisica.</p>
<p>L’ingiustizia che circondava questo caso ha provocato indignazione ed ha anche generato una grande ondata di sostegno internazionale, guidata da una massiccia campagna cubana, per chiedere il ritorno dei loro figli.</p>
<p>L’ostinazione del governo statunitense di mantenere in prigione questi uomini innocenti, mentre assassini confessi come Luis Posada Carriles passeggiavano per le strade di quel paese, ha anche dimostrato la doppia morale di Washington riguardo al terrorismo.</p>
<p>Nell&#8217;aprile del 2014, i Cinque hanno ricevuto il Premio Annuale per i diritti umani di Globale Exchange, nella categoria di Premio Selezionato dalla Gente.</p>
<p>Attualmente continuano a lottare per il loro paese, ma questa volta a Cuba, in settori per promuovere lo sviluppo della nazione od in aree necessarie per promuovere la divulgazione della realtà dell’isola, di fronte alle forti campagne contro il suo processo rivoluzionario.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Studenti della Florida responsabilizzano i legislatori della violenza armata</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 01:57:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli studenti che sono sopravvissuti agli spari della settimana scorsa in una scuola media della Florida domenica hanno promesso di rendere responsabili i politici che accettano denaro dalla National Rifle Association (NRA), ed hanno deciso di fare una manifestazione di protesta il mese prossimo. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10399" alt="estduiantes-contyra-armas-580x330" src="/files/2018/02/estduiantes-contyra-armas-580x330.jpeg" width="580" height="330" />Gli studenti che sono sopravvissuti agli spari della settimana scorsa in una scuola media della Florida domenica hanno promesso di rendere responsabili i politici che accettano denaro dalla National Rifle Association (NRA), ed hanno deciso di fare una manifestazione di protesta il mese prossimo.</strong></p>
<p>“Il mio messaggio per le persone nel potere è che o sono con noi o contro di noi. Stiamo perdendo le nostre vite mentre gli adulti giocano”, ha detto Cameron Kasky, uno studente che è sopravvissuto alla sparatoria, nel programma “State of the Union” della CNN.</p>
<p>“Qui non si tratta dei repubblicani, non si tratta dei democratici, si tratta del fatto che vogliamo creare una marca di vergogna per i politici che accettano denaro dell&#8217;ANR e ci utilizzano come garanzia”, ha aggiunto.</p>
<p>Nikolas Cruz, di 19 anni, affronta 17 accuse di omicidio premeditato dopo che ha aperto il fuoco mercoledì contro la scuola media Marjory Stoneman Douglas a Parkland, in Florida, ammazzando 17 e ferendo molti altri studenti.</p>
<p>Nei giorni posteriori all&#8217;attacco, gli studenti e le autorità scolastiche hanno chiesto azioni per frenare la violenza armata.</p>
<p>Gli studenti hanno detto domenica che stanno organizzando un incontro chiamato “Manifestazione per le nostre vite”, programmata per il 24 marzo. Si organizzano anche scioperi in tutto il paese il 14 marzo ed il 20 aprile.</p>
<p>Kasky ha detto che dato che alcuni argomentano che non è corretto parlare delle leggi delle armi dopo la sparatoria, questo starà il punto centrale durante l&#8217;incontro del prossimo mese. Studenti di tutto il paese sono invitati a partecipare.</p>
<p>Emma Gonzalez, che sabato ha fatto un&#8217;appassionata richiesta pubblica di nuove restrizioni sulle armi, ha affermato domenica che ha fiducia in che finalmente gli studenti potrebbero ottenere il cambiamento</p>
<p>“Affrontiamo questo con inquietudine e determinazione ed abbiamo un sistema di appoggio incredibile intorno a noi e faremo la differenza”, ha concluso.</p>
<p>Con informazioni di The Hill- da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Bruno Rodriguez a RT: “Trump ha incolpato Cuba praticamente di tutti i mali del pianeta”</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 00:56:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cancelliere cubano, Bruno Rodriguez Parrilla, ha concesso un'intervista alla catena televisiva Russia Today nella quale si riferì al discorso pronunciato venerdì scorso dal mandatario nordamericano Donald Trump in Florida. Nelle sue parole, il diplomatico cubano ha insistito che si tratta di una politica “tipica della Guerra Fredda in un mondo che oggi è molto diverso” e che quello che sta facendo Trump è “replicare quello che hanno fatto dieci presidenti prima di lui”. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10046" alt="Bruno-Rodríguez-Parrilla-en-entrevista-con-la-cadena-Russia-Today-1-580x330" src="/files/2017/06/Bruno-Rodríguez-Parrilla-en-entrevista-con-la-cadena-Russia-Today-1-580x330.jpg" width="580" height="330" />Il cancelliere cubano, Bruno Rodriguez Parrilla, ha concesso un&#8217;intervista alla catena televisiva Russia Today nella quale si riferì al discorso pronunciato venerdì scorso dal mandatario nordamericano Donald Trump in Florida.  </strong></p>
<p>Nelle sue parole, il diplomatico cubano ha insistito che si tratta di una politica “tipica della Guerra Fredda in un mondo che oggi è molto diverso” e che quello che sta facendo Trump è “replicare quello che hanno fatto dieci presidenti prima di lui”.</p>
<p>“Non vedo pragmatismo, perché persiste nel realizzare atti che hanno dimostrato in 50 anni che portano al risultato contrario che si cerca”, allerta il cancelliere. Inoltre, sottolinea che gli USA non potrebbero articolare “una politica efficiente” verso America Latina ed i Caraibi “senza andare verso le normalizzazioni delle relazioni con Cuba”. “L&#8217;America non è più grande se il presidente Trump persiste nel mutilare i diritti civili degli statunitensi. È retrogrado proibire i viaggi degli statunitensi a Cuba”, aggiunge.</p>
<p>Inoltre, Rodriguez afferma che i paesi europei appoggeranno Cuba su questa situazione, poiché loro stessi si vedrebbero colpiti da queste misure.</p>
<p><span style="color: #ff0000">“Incolpa Cuba di tutto”</span></p>
<p>Rodriguez critica che la politica degli USA ha “una doppia morale”, perché non si può parlare di diritti umani e contemporaneamente difendere il bloqueo contro Cuba. Secondo il cancelliere, il discorso di Trump è stata “una battuta di caccia alle streghe”. “Ha incolpato praticamente Cuba di tutti i mali del pianeta. Non incolpò Cuba del cambiamento climatico perché non lo riconosce, ma c&#8217;incolpò di tutto il resto”, indica.</p>
<p>In relazione alle accuse che segnalano L&#8217;Avana per il suo supposto ruolo nella situazione di instabilità attuale in Venezuela, Rodriguez afferma che “gli assessori del presidente Trump sottovalutano il popolo venezuelano e la Rivoluzione Bolivariana”. “Pensano che gli altri potrebbero agire come ha fatto storicamente il governo degli USA interferendo nelle elezioni, imponendo dittature sanguinanti (…) trattando i governi come se fossero marionette”, conclude Rodriguez Parrilla.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://youtu.be/S-40HCtlRd4" >clicca qui per vedere tutta l&#8217;intervista</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cuba difende il diritto di dare asilo ai lottatori per i diritti civili</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 01:49:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cancelliere di Cuba, Bruno Rodriguez, ha difeso oggi a Vienna il diritto del suo paese a concedere asilo politico a lottatori per i diritti civili statunitensi, e chiarì che quelle persone non saranno restituite agli Stati Uniti. “In uso della legge nazionale e del diritto internazionale, e della tradizione latinoamericana, Cuba ha concesso asilo politico o rifugio a lottatori per i diritti civili negli Stati Uniti”, assicurò Rodriguez in una conferenza stampa offerta nella capitale austriaca. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10041" alt="Bruno rodriguez" src="/files/2017/06/Bruno-rodriguez.jpg" width="580" height="325" />Il cancelliere di Cuba, Bruno Rodriguez, ha difeso oggi a Vienna il diritto del suo paese a concedere asilo politico a lottatori per i diritti civili statunitensi, e chiarì che quelle persone non saranno restituite agli Stati Uniti.</strong></p>
<p>“In uso della legge nazionale e del diritto internazionale, e della tradizione latinoamericana, Cuba ha concesso asilo politico o rifugio a lottatori per i diritti civili negli Stati Uniti”, assicurò Rodriguez in una conferenza stampa offerta nella capitale austriaca.</p>
<p>Il capo della diplomazia cubana ha sottolineato inoltre che nessuno di questi rifugiati sarà consegnato alle autorità nordamericane.</p>
<p>“Ovviamente queste persone non saranno inviate negli USA, perchè gli Stati Uniti mancano di base legale, politica e morale per reclamarli”, affermò.</p>
<p>Inoltre, il ministro di Relazioni Estere chiarì che i cittadini statunitensi che commisero delitti a Cuba, come il sequestro di aeronavi, furono puniti da tribunali cubani e stanno compiendo lunghe pene di privazione di libertà.</p>
<p>D’accordo con Rodriguez, negli ultimi anni il governo della nazione caraibica restituì agli Stati Uniti 12 cittadini nordamericani fuggitivi dalla giustizia di quella nazione, “per decisione unilaterale ed in atto di buona volontà”.</p>
<p>Il tema degli statunitensi rifugiati a Cuba riscosse notorietà dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, venerdì scorso ruppe l&#8217;avvicinamento tra Washington e L&#8217;Avana iniziato due anni fa, e mise tra le condizioni per riannodare il dialogo bilaterale la devoluzione di quelle persone.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Twitter</p>
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