<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; mentira</title>
	<atom:link href="http://it.cubadebate.cu/tag/mentira/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.cubadebate.cu</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Sep 2023 14:48:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>es-ES</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.8.1</generator>
	<item>
		<title>Fino a quando Mascaraque!</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/04/06/fino-quando-mascaraque/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/04/06/fino-quando-mascaraque/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 20:07:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
		<category><![CDATA[mentira]]></category>
		<category><![CDATA[papa Giovanni XXIII]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=3855</guid>
		<description><![CDATA[Ho l'impressione che una pseudo-giornalista, spagnola di nome - credo Rosario -, ci considera, a noi cubani, molto stupidi e considera che siamo un piccolo gruppo di ignoranti, di cui nessuno ascolta le notizie che dà il suo canale di televisione internazionale o leggiamo la stampa del suo impoverito paese. Per questo motivo non sappiamo che lei si dedica a dire qualunque assurdità su Cuba pensando che l'ascoltino solo fuori dall'isola e che nessuno venga a sapere dei suoi rutti sull'infelice isola calpestata dal comunismo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_3856" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-3856" src="/files/2012/04/rolandorodriguez1.jpg" alt="Rolando Rodriguez, a sinistra" width="300" height="230" /></strong><p class="wp-caption-text">Rolando Rodriguez, a sinistra</p></div>
<p>Ho l&#8217;impressione che una pseudo-giornalista, spagnola di nome &#8211; credo Rosario -, ci considera, a noi cubani, molto stupidi e considera che siamo un piccolo gruppo di ignoranti, di cui nessuno ascolta le notizie che dà il suo canale di televisione internazionale o leggiamo la stampa del suo impoverito paese. Per questo motivo non sappiamo che lei si dedica a dire qualunque assurdità su Cuba pensando che l&#8217;ascoltino solo fuori dall&#8217;isola e che nessuno venga a sapere dei suoi rutti sull&#8217;infelice isola calpestata dal comunismo. </strong></p>
<p>Questa buona signora, nell&#8217;edizione del sabato o della domenica, del telegiornale del canale internazionale della televisione spagnola, è stata capace di affermare che le relazioni con la Santa Sede avevano migliorato con la visita del papa Benedetto, e che i peggiori momenti di queste relazioni furono quelle del papato di Giovanni XXIII che aveva scomunicato il Comandante in Capo Fidel Castro. Signora, da dove lei tirò fuori questa stupida bugia! Se ci fu uno straordinario momento nelle relazioni di Cuba con il Vaticano furono quelle di Fidel Castro con Giovanni XXIII.</p>
<p>Sappia che il suo odiato Fidel Castro inviava scatole di sigari al venerato cardinale Roncalli. Inoltre, devo dire che, da parte mia, normalmente ripeto che è stato il Papa a cui devo molta gratitudine, perché è stato quello che aveva detto, quando io stavo nella difesa perimetrica della base dei missili di Guanajay, durante la Crisi di Ottobre, che pregava per i cubani. Ovviamente, ad un Papa che pregava per me, dovevo ringraziarlo, benché io non fossi credente.</p>
<p>Se la televisione spagnola avesse vergogna dovrebbe togliere questa signora da Cuba e, inoltre, dai notiziari spagnoli. Sono annoiato di ascoltare le sue bugie e, con una pazienza degna di Giobbe, non avevo mai pensato di rispondergli per questa via. Non è molto che l&#8217;ascoltai affermare che i contadini non producono perché se desiderano un pezzo di terra per coltivarla non gliela danno. Poi, non l&#8217;ho mai ascoltata parlare di uno dei grandi successi nei laboratori d’investigazione, come l’Heberprot che cura le ulcere del piede diabetico o del vaccino contro il cancro di prostata. Ma, chiaramente, questi sono risultati del terribile comunismo cubano e questo solo si deve criticare.</p>
<p>Solo posso spiegarmi che questa signora consegni queste notizie false alla televisione spagnola, quando ogni notte vedo per lo meno una notizia di dozzine o centinaia di morti ad Homs, vittime di El Assad, e né uno solo di questi cadaveri sono il risultato degli spari dei terroristi infiltrati ed armati, dall&#8217;estero, per tentare di abbattere il governo siriano. Senza dubbio la televisione spagnola, signore come questa ed, anche, altri mezzi come El Pais, sono diventati agenti della Spagna nera.</p>
<p>testo di Rolando Rodriguez, Professore Titolare di Storia di Cuba. Premio Nazionale di Scienze Sociali</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/04/06/fino-quando-mascaraque/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Francesco Merlo di Repubblica e gli stereotipi su Cuba e omosessualità</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/autori/gennaro-carotenuto/2012/03/13/francesco-merlo-di-repubblica-e-gli-stereotipi-su-cuba-e-omosessualita/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/autori/gennaro-carotenuto/2012/03/13/francesco-merlo-di-repubblica-e-gli-stereotipi-su-cuba-e-omosessualita/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 19:45:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gennaro Carotenuto]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio gay]]></category>
		<category><![CDATA[mentira]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualita']]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=3482</guid>
		<description><![CDATA[Sono passati cinque anni da quando Francesco Rutelli tenne banco sui media inventando di sana pianta che a Cuba ci fosse la pena di morte per gli omosessuali. Oggi in un editoriale su Repubblica, Francesco Merlo accomuna Fidel Castro nell’omofobia a Vladimir Putin, Aleksandr Lukašenko, Silvio Berlusconi e Angiolino Alfano. Merlo non fa onore all’arguzia della sua penna già che il riferimento a Fidel Castro e a Cuba è, oramai da un quarto di secolo, muffa, pregiudizio e diffamazione. Cuba –conoscendola- può essere criticata per mille cose. Ma i suoi detrattori si concentrano a negarne soprattutto le evoluzioni e la capacità di cambiare ed essere diversa rispetto agli stereotipi negativi con i quali viene descritta.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3483" src="/files/2012/03/Fresa_y_Chocolate_thumb.jpg" alt="" width="224" height="320" />Sono passati cinque anni da quando Francesco Rutelli tenne banco sui media inventando di sana pianta che a Cuba ci fosse la pena di morte per gli omosessuali. Oggi in un editoriale su Repubblica, Francesco Merlo accomuna Fidel Castro nell’omofobia a Vladimir Putin, Aleksandr Lukašenko, Silvio Berlusconi e Angiolino Alfano.</strong></p>
<p>Merlo non fa onore all’arguzia della sua penna già che il riferimento a Fidel Castro e a Cuba è, oramai da un quarto di secolo, muffa, pregiudizio e diffamazione. Cuba –conoscendola- può essere criticata per mille cose. Ma i suoi detrattori si concentrano a negarne soprattutto le evoluzioni e la capacità di cambiare ed essere diversa rispetto agli stereotipi negativi con i quali viene descritta.</p>
<p>Cos’altro dovrà fare Fidel Castro per essere depennato dalla lista degli omofobi in servizio permanente effettivo? Dopo aver ammesso pubblicamente che negli anni ’60 la Rivoluzione commise contro i gay &#8220;una grande ingiustizia&#8221;? Dopo aver esplicitamente ripudiato gli UMAP, i campi di lavoro dove negli anni ‘60 venivano “rieducati” i giovani omosessuali? Dopo che oramai da 24 anni la legislazione cubana è stata depurata da ogni discriminazione per preferenza sessuale? Perché Merlo usa la fotografia del Fidel attuale, quasi novantenne, e non semmai quella del Castro quarantenne che probabilmente piaceva anche a lui?</p>
<p>Nella cultura della sinistra rivoluzionaria del Novecento, il maschilismo faceva il paio con il militarismo nell’arretratezza sull’omofobia. Le frasi omofobe attribuite a Fidel Castro o Ernesto Guevara possono essere attribuite a quasi chiunque, nato nella prima metà del Novecento, imbracciasse un fucile per una buona causa. L’omofobia era parte dell’esaltazione della virilità in un contesto nel quale il socialismo privilegiava sempre rapporti di produzione e nazione su questioni di genere e discriminazioni. L’uomo nuovo socialista era innanzitutto virile nel suo sforzo sovrumano di cambiare rapporti di produzione ingiusti. Non emenda gli UMAP ma quando a Cuba si rieducavano gli omosessuali (la pena di morte è un’infamia tutta rutelliana) la massima organizzazione mondiale di psichiatri ancora considerava l’omosessualità come una malattia mentale. Ricorda Merlo che perfino nella liberalissima California la sodomia smise di essere reato solo nel 1976 e che in una ventina di stati USA fino al 2003 ancora era previsto il carcere? Non a caso le battaglie per i diritti civili sono altro rispetto alla lotta di classe e alla lotta anticoloniale e Merlo è troppo colto e intelligente per non saperlo. La storia è andata avanti, non scusa per gli errori passati ma non può neanche essere epurata –come un film senza finale- da quanto è successo dopo. Forse a Merlo serviva solo un altro cattivone a caso da mettere con Putin e Lukašenko e ne ha preso uno, Fidel, la critica acritica del quale, per il centro-sinistra italiano, è passaggio necessario per essere introdotti nei salotti buoni.</p>
<p>La &#8220;legge di ostentazione pubblica&#8221; che discriminava gli omosessuali a Cuba, fu introdotta negli anni ’30 e cancellata nel 1988 quando a Cuba c’erano ancora in giro i sovietici e al governo c’era proprio Fidel Castro. Ovvero l’omofobo Castro è anche quello che l’omofobia di Stato ha cancellato. Quella cancellazione, 29 anni in ritardo rispetto alla Rivoluzione, racconta di un dibattito politico nell’isola che dura dalla fine degli anni ’70. Non solo, Cuba, che piaccia o no a Francesco Merlo, ha politiche pubbliche di lotta all’omofobia dall’ormai lontano 1995. Francesco Merlo ricorda che non è per colpa di Fidel Castro, e neanche di Angiolino Alfano, che in Italia è un tabù qualunque sanzione contro discriminazione, atti di omofobia o incitamento all’odio sulla base dell’orientamento sessuale mentre a Cuba tali politiche esistono? Merlo ricorda che in Italia, quando bande di fascistelli vanno a menare “i froci”, non sono previste aggravanti? E non sono previste aggravanti per quel bizantino equilibrismo che impedisce alla sinistra (il gioco di Merlo è di spiegare che i matrimoni gay sono anche di destra) di differenziarsi dalla destra per non dispiacere l’altra sponda del Tevere che non solo non vuole matrimoni, pacs, dico e quant’altro, ma è perfino preoccupata di non poter minacciare dall’altare il fuoco dell’inferno ai sodomiti finendo per colludere con i fascistelli di cui sopra.</p>
<p>È possibile che le memorie di Reinaldo Arenas, lo scrittore perseguitato come omosessuale negli anni ’60, uscito da Cuba con i marielitos nell’80 e morto in esilio di AIDS ormai 22 anni fa, vengano arbitrariamente usate per descrivere la Cuba attuale? Nel 2013 saranno vent’anni dall’uscita di &#8220;Fragola e Cioccolato&#8221;. Vent’anni fa a Cuba, un regista &#8220;di regime&#8221; come Tomás Gutiérrez Alea (fossero tutti così i registi o i giornalisti di regime!) girava un successo mondiale della cinematografia denunciando le difficoltà di un omosessuale nella Cuba degli anni ’70. Lo facevo dalla distanza di 15 anni dai fatti e di un dibattito politico e sociale che nell’isola (e anche nell’evoluzione personale del vecchio Fidel) era andato nel frattempo enormemente avanti. Due anni dopo quel film, nella conferenza internazionale di Pechino, Cuba fu l’unico paese latinoamericano a votare esplicitamente contro ogni discriminazione per preferenza sessuale. Si può glissare su tutto ciò?</p>
<p>Cos’altro dovranno fare a Cuba visto che l’isola è stato uno dei primi paesi al mondo a considerare il cambio di sesso come completamente gratuito e offerto dal servizio sanitario nazionale, e visto che a Cuba è in discussione in Parlamento il matrimonio omosessuale, o in subordine l’unione civile, che nel Parlamento italiano è tuttora un tabù e del quale non si deve parlare neanche per la presidente del Partito Democratico, Rosi Bindi? Allora, cos’altro deve fare Cuba (e la Rivoluzione cubana) perché venga riconosciuto che in questi anni abbia saputo emendare la propria omofobia di Stato, eliminato leggi discriminatorie e introdotte altre che quelle discriminazioni combattono? Che colpa ne ha Cuba se in Italia abbiamo Alfano e Bindi, Berlusconi e Rutelli? Anche nel criticare Cuba ci vorrebbe un po’ di onestà intellettuale.</p>
<p>preso da www.gennarocarotenuto.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/autori/gennaro-carotenuto/2012/03/13/francesco-merlo-di-repubblica-e-gli-stereotipi-su-cuba-e-omosessualita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La traduzione come frode: come si fabbrica il mito Yoani Sanchez?</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/02/08/la-traduzione-come-frode-come-si-fabbrica-il-mito-yoani-sanchez/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/02/08/la-traduzione-come-frode-come-si-fabbrica-il-mito-yoani-sanchez/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 22:02:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Dilma Roussef]]></category>
		<category><![CDATA[mentira]]></category>
		<category><![CDATA[Yoani Sanchez]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=3028</guid>
		<description><![CDATA[Come previsto, Bloomberg e Reuters hanno sfumato la loro informazione sulla recente visita a Cuba della presidentessa brasiliana Dilma Rousseff con allusioni alla campagna di Yoani Sanchez su Twitter, in cui ha cercato di far pressione su Rousseff perché convinca il governo cubano a concedergli un visto d'uscita che le permetta di assistere ad un atto di propaganda a Salvador de Bahia (Brasile).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3029" src="/files/2012/02/yoani-dinero-yanky.jpg" alt="" width="300" height="250" />Come previsto, Bloomberg e Reuters hanno sfumato la loro informazione sulla recente visita a Cuba della presidentessa brasiliana Dilma Rousseff con allusioni alla campagna di Yoani Sanchez su Twitter, in cui ha cercato di far pressione su Rousseff perché convinca il governo cubano a concedergli un visto d&#8217;uscita che le permetta di assistere ad un atto di propaganda a Salvador de Bahia (Brasile).</strong></p>
<p>Nulla ci sorprende. Per iniziare, Sanchez ha l&#8217;egoistica sfacciataggine di insistere che tutto il mondo si occupi di lei quando, in parallelo, per oltre un decennio gli Stati Uniti hanno negato la concessione dei visti di entrata alle sue compatriote Olga Salanueva e Adriana Pérez O&#8217;Connor perché potessero visitare i loro mariti (René González e Gerardo Hernández, due dei Cinque Eroi cubani), che sono ingiustamente imprigionati. Ma che colpa ha lei se le basta scrivere un tweet perché i media accorrano sbavando e le diano lo stesso valore delle dichiarazioni di Rousseff contro il gulag di Guantanamo? In ultima analisi, queste cose formano parte di un piano di marketing che conta con la complicità dei media.</p>
<p>Tuttavia, la cosa interessante di questo tweet è che la stampa in lingua inglese non si é limitata a fare una semplice traduzione ed a diffonderla, ma ha mentito con premeditazione e slealtà. E&#8217;difficile indovinare dove ha avuto origine la frode, poiché sia Bloomberg che Reuters hanno usato parole quasi identiche.</p>
<p>Matthew Bristow e Cris Valerio hanno informato per Bloomberg nella seguente maniera:<br />
Sanchez, 36 anni, che si oppone al governo di Castro sul suo blog Generazione Y, ha alluso alla persecuzione della Rousseff da parte della dittatura brasiliana (1964-1985) all&#8217;esigere che le concedano un visto per assistere alla proiezione in Salvador di un documentario in cui lei appare. Negli ultimi quattro anni alla Sanchez è stato negato viaggiare all&#8217;estero.</p>
<p>&#8220;Ho visto una foto della giovane Dilma, seduta su una panca con gli occhi bendati davanti agli uomini che l&#8217;accusavano&#8221; ha scritto Sanchez su Twitter il 24 gennaio. &#8220;Così mi sento io ora.&#8221; [“I saw a photo of young Dilma, sitting on a bench blindfolded as men accused her,” Sanchez wrote Jan. 24 on Twitter. “I feel that way right now.”]<br />
Nel frattempo Jeff Franks della Reuters scriveva:</p>
<p>La scorsa settimana, Sanchez ha annunciato su Twitter che aveva visto una fotografia della &#8220;giovane Dilma, seduta su una panca con gli occhi bendati davanti agli uomini che l&#8217;accusavano. Così mi sento io ora.&#8221; [Last week, Sanchez wrote on Twitter that she had seen a photograph of “young Dilma, sitting on a bench blindfolded as men accused her. I feel that way now.” "]</p>
<p>Senza dubbio si tratta di un&#8217;immagine irresistibile: una giovane donna con gli occhi bendati, vessata da uomini urlanti. Si, è molto commovente, tranne per il fatto che questa foto non esiste.</p>
<p>Questo è esattamente ciò che Sanchez ha detto su Twitter:<br />
&#8220;#cuba ho visto di @Dilmabr giovane seduta sul banco degli accusati e giudicata da uomini con il volto coperto. Così mi sento io ora.&#8221;</p>
<p>La traduzione fraudolenta di Bloomberg e Reuters alterò il verbo &#8216;coprire&#8217; con &#8216;bendare&#8217;, che non è un errore innocente date le circostanze di un processo militare. Ma va ben oltre l&#8217;alterazione del significato, poiché in inglese non sono i giudici accusatori che &#8220;si coprono il volto&#8221;, ma Rousseff che &#8220;ha gli occhi bendati&#8221;.</p>
<p>Menzione speciale merita la poverissima scrittura di Yoani Sanchez, che grida per alcune lezioni di grammatica. La stampa in spagnolo non ha potuto resistere a ritoccare il suo tweet. Il quotidiano argentino La Nacion lo ha migliorato così:</p>
<p>&#8220;Ho visto la foto di Dilma seduta sul banco degli accusati e sotto processo da uomini che si coprono il volto. Così mi sento io ora.&#8221;<br />
(Si noti che la versione de La Nacion ha 129 caratteri, spazi inclusi, ancora sotto la soglia dei 140 che permette Twitter)</p>
<p>E qui sotto c&#8217;è la foto. Dilma non ha gli occhi bendati. Due uomini in uniforme militare nascondono la loro faccia alla macchina fotografica con le mani.</p>
<div id="attachment_3030" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-3030" src="/files/2012/02/dilma-rousseff-300x411.jpg" alt="Dilma Rousseff" width="300" height="411" /><p class="wp-caption-text">Dilma Rousseff</p></div>
<p>Grazie a Wikileaks, da qualche tempo, sappiamo che la finta intervista di Yoani Sanchez a Barack Obama fu in realtà un prodotto fabbricato dalla Sezione di Interessi degli Stati Uniti a L&#8217;Avana, non da lei. Come é possibile che una blogger cubana possa contare sull&#8217;aiuto di un team di quel calibro; il personale diplomatico di una superpotenza messo a sua disposizione e una stampa corporativa che altera e affina i suoi tweets?</p>
<p>Chi ha cercato la foto di Rousseff negli archivi e non ha esitato a equiparare il Dipartimento per l&#8217;Immigrazione di Cuba con la dittatura militare del Brasile, con una falsa traduzione, concepita per disinformare e convertire il giorno per giorno di Yoani Sanchez in qualcosa di tragico e struggente?</p>
<p>Il marketing ha imparato, molto tempo fa, la vecchia legge psicologica della contiguità, secondo la quale gli esseri umani tendono ad associare idee o immagini con idee o immagini che immediatamente le precedono e, quindi, il martirio che evoca la fabulazione di Dilma Rousseff di fronte, con gli occhi bendati, ai latrati dei militari brasiliani non è lì per caso, ma bensì per creare nel lettore l&#8217;effetto di realtà che Yoani Sanchez è la nuova martire della nostra epoca, perché non dobbiamo dimenticare che quasi tutto il mondo suole far per buona la versione offerta dai media e che quasi nessuno avrà preso la briga di cercare la foto.</p>
<p>Allora chi c&#8217;è dietro questo inganno? Si accettano scommesse.</p>
<p>scritto da Manuel Talens e Machetera (Tratto da Tlaxcala)</p>
<p>preso da resistenciasiempre.blogspot.com</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/02/08/la-traduzione-come-frode-come-si-fabbrica-il-mito-yoani-sanchez/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
