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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Medio Oriente</title>
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		<title>USA esplorano possibili vendette dopo ricevere la condanna nell&#8217;ONU</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Dec 2017 23:39:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La squadra di politica estera del presidente statunitense, Donald Trump, esplora possibili vendette dopo essere stata approvata oggi all'ONU una risoluzione che condanna la decisione del mandatario di riconoscere Gerusalemme come capitale dell'Israele.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10310" alt="votacion" src="/files/2017/12/votacion.jpg" width="580" height="336" />La squadra di politica estera del presidente statunitense, Donald Trump, esplora possibili vendette dopo essere stata approvata oggi all&#8217;ONU una risoluzione che condanna la decisione del mandatario di riconoscere Gerusalemme come capitale dell&#8217;Israele.  </strong></p>
<p>Il portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert, ha indicato questo pomeriggio in una conferenza stampa che i funzionari studieranno varie opzioni da adottare da parte dell&#8217;amministrazione, benché segnalasse che non si è deciso ancora nulla.</p>
<p>Inoltre, ha manifestato che il voto alle Nazioni Unite non sarà l&#8217;unico fattore che il governo considererà nel momento di determinare la sua relazione con paesi stranieri.</p>
<p>Non è chiaro che azioni potrebbero prendere a Washington come reazione a quello che è accaduto nell&#8217;ONU, ma tanto il mandatario come la sua ambasciatrice presso l&#8217;organismo internazionale, Nikki Haley, hanno minacciato negli ultimi giorni di sospendere l&#8217;aiuto straniero ai paesi che hanno votato contro gli Stati Uniti.</p>
<p>La misura contraria all&#8217;annuncio realizzato dal governante repubblicano agli inizi di questo mese ha ricevuto 128 voti a favore e nove contrari nell&#8217;Assemblea Generale, dove 35 membri si sono astenuti.</p>
<p>Prima di concludere il processo di votazione, Haley ha minacciato di tagliare il finanziamento all&#8217;ONU, alle sue agenzie ed ai paesi che hanno criticato la decisione di Trump su Gerusalemme.</p>
<p>“Gli Stati Uniti ricorderanno come oggi sono stati aggrediti nell&#8217;Assemblea Generale, lo faremo quando qualcuno verrà bussando alla nostra porta con l&#8217;obiettivo di servirsi dell&#8217;influenza di Washington per il suo beneficio, o chiedendo aiuto monetario”, ha assicurato la diplomatica.</p>
<p>Allo stesso modo, ha anticipato che manterranno la decisione di trasportare l&#8217;ambasciata settentrionale a Gerusalemme riconoscendola come capitale dell&#8217;Israele, e “nessuna votazione potrà cambiarlo”.</p>
<p>Ieri, Haley ha inviato una lettera alle altre nazioni per informarle che Trump le aveva ordinato di prendere nota dei paesi che hanno votato a favore della risoluzione.</p>
<p>Con l&#8217;annuncio del 6 dicembre scorso, Trump ha distrutto decadi di politica statunitense nella regione del Medio Oriente ed ha provocato una gran condanna tra i leader dell&#8217;area e di altri territori dell&#8217;orbe che hanno messo in allerta sui rischi per eventuali conversazioni di pace tra Israele e Palestina.</p>
<p>Prima della votazione di questo giovedì, 14 dei 15 membri del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU hanno appoggiato lunedì un&#8217;iniziativa che chiedeva al presidente statunitense di revocare la decisione sulla città sacra, ma Haley ha usato il diritto al veto per ostacolare la sua approvazione.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: RT</p>
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		<title>Il fantasma di un confronto generalizzato in Siria</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Apr 2017 01:46:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[attacco militare]]></category>
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		<description><![CDATA[Il fantasma di un confronto generalizzato in territorio siriano diventa praticamente un incubo concreto a partire dagli insensati atteggiamenti nella regione del Medio Oriente, propiziate dall'attacco statunitense contro una base aerea nella provincia di Homs. Dal Qatar, il canale Al Jazeera intensificò la diffusione di informazioni tergiversate su quanto accaduto in un chiaro sostegno ai gruppi jihadisti e sull’appoggio dell'Arabia Saudita, degli Emirati Arabi Uniti e della Turchia.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9882" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9882" alt="`questo è quello che resta della base siriana dopo l'attacco degli USA" src="/files/2017/04/base-siria-ataque-de-estados-unidos-3-580x435.jpg" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">questo è quello che resta della base siriana dopo l&#8217;attacco degli USA</p></div>
<p><strong>Il fantasma di un confronto generalizzato in territorio siriano diventa praticamente un incubo concreto a partire dagli insensati atteggiamenti nella regione del Medio Oriente, propiziate dall&#8217;attacco statunitense contro una base aerea nella provincia di Homs.  </strong></p>
<p>Dal Qatar, il canale Al Jazeera intensificò la diffusione di informazioni tergiversate su quanto accaduto in un chiaro sostegno ai gruppi jihadisti e sull’appoggio dell&#8217;Arabia Saudita, degli Emirati Arabi Uniti e della Turchia.</p>
<p>Esattamente come è accaduto per l&#8217;invasione in Iraq, il mondo arabo è disunito, disperso in un giro di incertezza e terrore e perfino da Riad e Doha le coincidenze di criterio col regime sionista di Israele risultano evidenti.</p>
<p>Turchia mostra la sua vera faccia e ritorna a fare un giro alla rovescia, mentre risulta essere criticata da quando le sue truppe invasero Siria in agosto del 2016, con il pretesto di espellere i curdi dalle vicinanze della frontiera.</p>
<p>Come le monarchie del Golfo, dove il petrodollaro impone le sue leggi, riparate da pretesti di base religiosa, il regime di Ankara annuncia l&#8217;estensione delle sue offensive ed attraverso il territorio siriano, verso l&#8217;Iraq.</p>
<p>Quasi all&#8217;unisono ed in chiara “empatia”, l&#8217;Arabia Saudita incrementa i suoi attacchi contro Iran,con il tacito appoggio della Giordania, sede dell&#8217;ultimo Vertice della Lega Araba e nella quale si dimostrò abbondantemente la mancanza di consenso per cercare la pace, la tolleranza e la sensatezza in uno scenario di alta complessità politica e militare.</p>
<p>Sotto ipotesi e senza evidenze obiettive, senza dare tempo ad investigazioni serie e precise, la matrice dell&#8217;aggressione di Washington è stata studiata a partire da atteggiamenti carenti di valutazioni politiche ponderate, che attribuirono al Governo di Damasco un attacco chimico nel sud della provincia di Idleb.</p>
<p>Tra la metà del 2016 ed il presente anno, nessuna voce responsabile nel mondo occidentale si sollevò per censurare l&#8217;entrata delle truppe turche in questo paese e molto meno per la presenza di 2000 integranti delle forze speciali degli Stati Uniti, a 40 chilometri dentro il territorio siriano nelle vicinanze delle città di Al Bab e Manbij, nella regione a nord della provincia di Aleppo.</p>
<p>Siria denunciò più volte queste azioni, Russia ed Iran hanno fatto appelli alla saggezza e propiziarono una ed un&#8217;altra volta le negoziazioni a Ginevra, ed Astanà, in Kazakistan, ma i patrocinatori del terrorismo, già colpiti dai loro mostri, fecero “orecchio da mercante”.</p>
<p>L&#8217;aggressione statunitense, questa volta “ diretta ed annunciata”, si ripete mentre risuonano ancora le definizioni di “un errore di procedimento” per un bombardamento agli inizi del 2017 della Coalizione internazionale contro posizioni dell&#8217;Esercito siriano a Deir Ezzor, dove morirono 83 soldati ed ufficiali.</p>
<p>Questo “prova di forza” di Washington allunga, con pazienza, misura ed abilità, fino a limiti imprevedibili, una corda che tesero Russia, Siria ed Iran per propiziare la fine di una guerra imposta dal principio del 2012.</p>
<p>Nel terreno siriano si mescolano a tiri di cannone, militari turchi, dell&#8217;opposizione siriana, dell&#8217;Esercito governativo, delle forze di autodifesa curde e degli Stati Uniti.</p>
<p>Ma a questo scenario drammatico e confuso bisogna aggregare i dispersi gruppi terroristici situati alla frontiera meridionale con Giordania ed Israele, protetti dai regimi di questi due paesi e che sono riusciti a disunire il movimento palestinese, scontrandosi gli uni con gli altri e senza chiari sviluppi a favore della pace.</p>
<p>Tutto può succedere per peggiorare la situazione e molto poco per migliorarla, perché un&#8217;altra volta, i livelli di egemonia e mancanza di rispetto alla sovranità di ogni nazione volano fatti a pezzi e la Lega Araba o le Nazioni Unite, per citare solamente due esempi, sono calpestate nei principi su cui fondarono la loro creazione e poche volte hanno funzionato.</p>
<p>di  Pedro Garcia Hernandez, corrispondente di Prensa Latina in Siria</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: @arabthomness/ Twitter</p>
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		<title>Noam Chomsky: gli USA sono i creatori di Isis</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2014 23:31:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Noam Chomsky, riconosciuto scrittore e filosofo degli Stati Uniti, ha criticato la politica statunitense in Medio Oriente ed ha collegato la nascita dell’Isis con l'intervento di questo paese in Iraq. In un'intervista concessa a Truthout ha sostenuto che “l'apparizione dell'Isis e la diffusione generale della yihadismo radicale è una conseguenza abbastanza naturale del martellamento di Washington sulla fragile società dell'Iraq". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8156" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8156" alt="Noam Chomsky" src="/files/2014/10/Noam-Chomsky-copia.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Noam Chomsky</p></div>
<p><strong>Noam Chomsky, riconosciuto scrittore e filosofo degli Stati Uniti, ha criticato la politica statunitense in Medio Oriente ed ha collegato la nascita dell’Isis con l&#8217;intervento di questo paese in Iraq.  </strong></p>
<p>In un&#8217;intervista concessa a Truthout ha sostenuto che “l&#8217;apparizione dell&#8217;Isis e la diffusione generale della yihadismo radicale è una conseguenza abbastanza naturale del martellamento di Washington sulla fragile società dell&#8217;Iraq&#8221;.</p>
<p>“Credo che gli Stati Uniti sono uno dei creatori fondamentali dell&#8217;Isis. (…) I loro interventi distruttivi nel Medio Oriente e la guerra in Iraq sono state le cause di base della nascita dell&#8217;Isis”, ha dichiarato Chomsky.</p>
<p>In un&#8217;altra parte delle sue dichiarazioni ed in allusione al cessate il fuoco accordato il mese scorso di agosto tra il regime dell&#8217;Israele ed il Movimento di Resistenza Islamica Palestina (HAMAS), ha denunciato l&#8217;inadempimento del regime usurpatore, mentre la parte palestinese, secondo il linguista nordamericano, “lo compie.”</p>
<p>Tenendo in conto l&#8217;appoggio militare, economico, diplomatico ed ideologico di Washington al regime di Tel Aviv, ha accusato le autorità israeliane di portare avanti le loro politiche espansioniste nei territori occupati palestinesi “lasciando i palestinesi in angoli smembrati.”</p>
<p>In riferimento alla recente aggressione israeliana contro il popolo palestinese della Striscia di Gaza, durante la quale sono morti più di 2160 persone, ha criticato la somministrazione di armamenti da parte degli USA al regime di Israele.</p>
<p>“In un momento dato, le armi israeliane sembravano stare esaurendosi, e gli USA hanno somministrato gentilmente al regime di Israele armi più sviluppate, fatto che gli ha permesso di continuare l’attacco”, ha accusato.</p>
<p>Nei 51 giorni di aggressioni israeliane, iniziate agli inizi del mese scorso di luglio contro la nazione palestinese a Gaza, non solo hanno perso la vita almeno 2160 palestinesi, come abbiamo riferito in precedenza, ma 11.100 sono risultati feriti e le infrastrutture di base sono risultate seriamente danneggiate.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Creatore chiave</span></p>
<p>Chomsky assicura di essere d’accordo con le recenti dichiarazioni dello scrittore ed ex agente della CIA, Graham Fuller, che ha accusato gli USA di essere uno dei “creatori chiave” del gruppo terroristico, come risultato della guerra contro l&#8217;Iraq, intrapresa nel 2003.</p>
<p>“La situazione è un disastro per gli USA, ma è un risultato naturale della loro invasione “, ha detto Chomsky.</p>
<p>“Una delle gravi conseguenze dell&#8217;aggressione degli Stati Uniti e del Regno Unito è stata quella di fomentare i conflitti settari che stanno spezzando ora l&#8217;Iraq in frammenti, e che si sono estesi per tutta la regione con conseguenze terribili”, aggrega l’accademico.</p>
<p>Chomsky fa notare che il fanatismo religioso non si diffonde solo nei paesi del Medio Oriente, ma anche negli USA, fenomeno del quale responsabilizza in parte il Partito Repubblicano.</p>
<p>“Non ci sono molti paesi nel mondo dove la gran maggioranza della popolazione creda che la mano di Dio guida l&#8217;evoluzione, e dove quasi la metà di loro pensi che il mondo è stato creato poche migliaia di anni fa”, ha detto.</p>
<p>“E man mano che il Partito Repubblicano è diventato tanto estremo servendo i ricchi ed il potere delle corporazioni che non può ricorrere all&#8217;opinione pubblica affinché appoggi le sue politiche reali, si è visto obbligato a ricorrere a questi settori come una base di elettori, dando loro un&#8217;influenza sostanziale nella politica”, ha denunciato Chomsky</p>
<p>con informazione di Russia Today ed altre agenzie</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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