<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; medicina</title>
	<atom:link href="http://it.cubadebate.cu/tag/medicina/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.cubadebate.cu</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Sep 2023 14:48:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>es-ES</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.8.1</generator>
	<item>
		<title>CORAGGIOSI: Celia, nipote del Che Guevara, in prima linea di battaglia contro COVID-19 a Cuba</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/04/28/coraggiosi-celia-nipote-del-che-guevara-prima-linea-di-battaglia-contro-covid-19-cuba/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/04/28/coraggiosi-celia-nipote-del-che-guevara-prima-linea-di-battaglia-contro-covid-19-cuba/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 03:00:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Che Guevara]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11498</guid>
		<description><![CDATA[Da Facebook c'arrivano queste immagini di Celia, nipote di Ernesto Che Guevara e figlia di Aleida Guevara in piena battaglia contro COVID-19 in uno degli ospedali de L'Avana. “Semplicità e grandezza della Rivoluzione Cubana. Orgoglio di tutti”, dicono i suoi colleghi. Molti nel mondo conoscono la figura ed il pensiero del Che a partire dal trionfo della Rivoluzione cubana ed il lavoro encomiabile ed esemplare che ha svolto, ma a volte appare solo sfumato l'antecedente della sua vocazione intellettuale ed umanista che spiega, in parte, gli obiettivi che ha perseguito durante la sua vita.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11493" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11493" alt="Celia, la nipote del Che, è quella in azzurro" src="/files/2020/04/nieta_che_covid-3-580x330.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Celia, la nipote del Che, è quella in azzurro</p></div>
<p><strong>Da Facebook c&#8217;arrivano queste immagini di Celia, nipote di Ernesto Che Guevara e figlia di Aleida Guevara in piena battaglia contro COVID-19 in uno degli ospedali de L&#8217;Avana. “Semplicità e grandezza della Rivoluzione Cubana. Orgoglio di tutti”, dicono i suoi colleghi. Molti nel mondo conoscono la figura ed il pensiero del Che a partire dal trionfo della Rivoluzione cubana ed il lavoro encomiabile ed esemplare che ha svolto, ma a volte appare solo sfumato l&#8217;antecedente della sua vocazione intellettuale ed umanista che spiega, in parte, gli obiettivi che ha perseguito durante la sua vita.  </strong></p>
<p>L&#8217;affanno del giovane Ernesto per addentrarsi nel mondo della conoscenza e della ricerca scientifica si distingue per le sue inquietudini nel campo delle scienze mediche, quando essendo studente di Medicina comincia a lavorare in un istituto famoso a Buenos Aires, in Argentina, il suo paese natale, dedicato agli studi dell&#8217;allergia.</p>
<p>Da quell&#8217;esperienza sorgono risultati di ricerca e pubblicazioni nelle quali appare come membro della squadra dell&#8217;istituzione. Senza dubbio, questa esperienza ed i risultati nel mondo delle ricerche mediche contribuiscono ad un sguardo più particolare sui metodi e tecniche necessari per intraprendere nuovi progetti di ricerca.</p>
<p>Un giorno ha detto: “Mi resi conto che per essere un medico rivoluzionario o essere rivoluzionario, la prima cosa che devi avere è la Rivoluzione.”</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: dal facebook di Wafy Ibrahim</p>
<div id="attachment_11499" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11499" alt="Celia, la nipote del Che" src="/files/2020/04/nieta_che_covid-4-580x1030.jpg" width="580" height="1030" /><p class="wp-caption-text">Celia, la nipote del Che</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/04/28/coraggiosi-celia-nipote-del-che-guevara-prima-linea-di-battaglia-contro-covid-19-cuba/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ospedali europei proveranno farmaco cubano</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/07/08/ospedali-europei-proveranno-farmaco-cubano/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/07/08/ospedali-europei-proveranno-farmaco-cubano/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jul 2012 23:14:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco cubano]]></category>
		<category><![CDATA[heberprot-p]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[ulcera del piede diabetico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=5209</guid>
		<description><![CDATA[Cuba si prepara per cominciare l'anno prossimo una test clinico fase III in vari ospedali dell'Unione Europea, con il farmaco Heberprot-P, che cura l'ulcera nei casi di piede diabetico, ha annunciato oggi uno specialista a L'Avana.
Sarà la prima volta che l'isola giunge a questo stadio del processo di ricerca in paesi del cosiddetto Primo Mondo, affermò il direttore commerciale del Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (CIGB) de L'Avana, Ernesto López, attraverso l'Agenzia d'Informazione Nazionale (AIN).

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5210" src="/files/2012/07/medicina.jpg" alt="" width="300" height="250" />Cuba si prepara per cominciare l&#8217;anno prossimo una test clinico fase III in vari ospedali dell&#8217;Unione Europea, con il farmaco Heberprot-P, che cura l&#8217;ulcera nei casi di piede diabetico, ha annunciato oggi uno specialista a L&#8217;Avana.</p>
<p>Sarà la prima volta che l&#8217;isola giunge a questo stadio del processo di ricerca in paesi del cosiddetto Primo Mondo, affermò il direttore commerciale del Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (CIGB) de L&#8217;Avana, Ernesto López, attraverso l&#8217;Agenzia d&#8217;Informazione Nazionale (AIN).</p>
<p>López precisò che i test verranno realizzati in un centinaio di ospedali di paesi dell&#8217;Unione Europea, e dovranno essere reclutati circa 700 pazienti, a partire da un test clinico fase II effettuato in 17 presidi sanitari di Spagna.</p>
<p>Secondo gli esperti, questa è la ricerca più grande intrapresa nel mondo per l&#8217;ulcera del piede diabetico, in qualità di studio clinico effettuato con estremo rigore.</p>
<p>Attualmente, sono in fase di preparazione le condizioni del sistema produttivo per poter successivamente eseguire lo studio, molto costoso, in società con altre imprese, annunciò il direttore commerciale del CIGB, l&#8217;istituzione che sviluppò il farmaco, unico al mondo nel suo genere, insieme all&#8217; Istituto avanero di Angiologia e Chirurgia Vascolare.</p>
<p>L&#8217;Heberprot-P, che diminuisce sensibilmente le amputazioni, si è convertito nel prodotto di punta del CIGB, in quanto a volumi di vendita, e vengono attesi introiti quest&#8217;anno che superano i 100 milioni di dollari.</p>
<p>Il farmaco ha patenti ottenute in più di 40 paesi ed ha ottenuto fino ad oggi 17 registri sanitari, il permesso di utilizzo che viene concesso dai ministeri o dalle segreterie di salute pubblica.</p>
<p>Più di 70.000 pazienti di varie nazioni hanno ricevuto benefici dall&#8217;Heberprot-P attraverso strade differenti, tra cui, programmi di governo che sono stati quelli con la maggiore inclusione di persone, ma anche in mercati privati e con altre modalità.</p>
<p>A Cuba, il programma è in atto in 192 policlinici e 43 ospedali, e lo sforzo maggiore consiste nella sua estensione all&#8217;Attenzione Primaria di Salute, per cui vengono abilitate le risorse umane, dai medici di famiglia al personale d&#8217;infermeria.</p>
<p>Le statistiche negli Stati Uniti parlano di un 65% di amputazioni nei casi di ulcere più complesse, e lì costa fino a 70.000 dollari un&#8217;amputazione, comprese le spese che sostengono i pazienti dall&#8217;inizio del trattamento.</p>
<p>Preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>Traduzione di Paola Flauto</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/07/08/ospedali-europei-proveranno-farmaco-cubano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Primo trapianto eseguito completamente da un robot</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/06/26/primo-trapianto-eseguito-completamente-da-un-robot/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/06/26/primo-trapianto-eseguito-completamente-da-un-robot/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2012 21:49:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[istituto mediterraneo dei trapianti]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[la stampa]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>
		<category><![CDATA[trapianto di fegato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=5090</guid>
		<description><![CDATA[Un uomo di 44 anni è stato il primo paziente al mondo a cui è stato trapiantato il fegato durante un'operazione eseguita interamente da un robot, diretto a distanza da un gruppo di medici dell' Istituto Mediterraneo dei Trapianti (Ismett) di Palermo (Italia).
Una decina tra medici ed infermieri controllavano i movimenti del robot "Da Vinci" mentre osservavano attraverso un computer portatile le immagini tridimensionali della cavità addominale del paziente, come ha informato oggi il periodico "La Stampa".

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5091" src="/files/2012/06/davinci.jpg" alt="" width="304" height="254" />Un uomo di 44 anni è stato il primo paziente al mondo a cui è stato trapiantato il fegato durante un&#8217;operazione eseguita interamente da un robot, diretto a distanza da un gruppo di medici dell&#8217; Istituto Mediterraneo dei Trapianti (Ismett) di Palermo (Italia).</strong></p>
<p><strong>Una decina tra medici ed infermieri controllavano i movimenti del robot &#8220;Da Vinci&#8221; mentre osservavano attraverso un computer portatile le immagini tridimensionali della cavità addominale del paziente, come ha informato oggi il periodico &#8220;La Stampa&#8221;.</strong></p>
<p>Questo intervento apre la strada ad operazioni in cui vengono realizzate piccole incisioni che riducono i pericoli della chirurgia, assicurano i responsabili ospedalieri.</p>
<p>Nonostante l&#8217;utilizzo dei robot  stia diventando sempre più comune nelle sale operatorie, la novità in questo caso risiede nel fatto che i medici hanno diretto l&#8217;intervento a distanza.</p>
<p>Il robot &#8220;Da Vinci&#8221; effettuò cinque incisioni di meno di un centimetro ed una di nove per estrarre una parte del fegato del donatore e questa venne trapiantata con successo nel malato, affetto da cirrosi epatica e la cui vita dipendeva totalmente dal successo o meno dell&#8217;intervento.</p>
<p>Secondo il gruppo di medici, che è stato appoggiato dalla clinica universitaria Cisanello di Pisa (Italia), il donatore, fratello del malato, si è recuperato in nove giorni mentre il ricevente è rimasto a riposo per qualche settimana in più, come racconta il periodico torinese.</p>
<p>Preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>Traduzione di Paola Flauto</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/06/26/primo-trapianto-eseguito-completamente-da-un-robot/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scoprono cellule del feto che rimangono nell’organismo della madre per tutta la vita</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/06/08/scoprono-cellule-del-feto-che-rimangono-nellorganismo-della-madre-per-tutta-la-vita/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/06/08/scoprono-cellule-del-feto-che-rimangono-nellorganismo-della-madre-per-tutta-la-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2012 17:15:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cellule fetali]]></category>
		<category><![CDATA[diana bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[ricercatori]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[scoperta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=4739</guid>
		<description><![CDATA[Alcune cellule del feto sembrano rimanere all’interno degli organi della madre ed un gruppo di ricercatori ha identificato almeno tre tipi di tali cellule migranti, secondo un articolo pubblicato dalla rivista Biology of Reproduction’s Papers-in-Press.  
“Una gravidanza dura per sempre, perchè ogni donna che e`rimasta incinta porta dentro di sè per il resto della sua vita piccoli ricordi della gravidanza”, ha indicato Diana Bianchi, del’Università Tufts, che è la responsabile del gruppo di ricercatori.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4743" src="/files/2012/06/foto1.JPG.jpg" alt="" width="300" height="250" />Alcune cellule del feto sembrano rimanere all’interno degli organi della madre ed un gruppo di ricercatori ha identificato almeno tre tipi di tali cellule migranti, secondo un articolo pubblicato dalla rivista Biology of Reproduction’s Papers-in-Press.  </strong></p>
<p><strong>“Una gravidanza dura per sempre, perchè ogni donna che e`rimasta incinta porta dentro di sè per il resto della sua vita piccoli ricordi della gravidanza”, ha indicato Diana Bianchi, del’Università Tufts, che è la responsabile del gruppo di ricercatori.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La conoscenza dell’origine e dell’identità di queste cellule è vitale per comprenderne gli effetti potenziali a lungo termine per la salute della madre, secondo l’articolo.</p>
<p>Per esempio, sono state scoperte cellule fetali in siti di tumori delle madri, ma non si capisce se tali cellule aiutino a distruggere il tumore o ne facilitino lo sviluppo.</p>
<p>La squadra guidata da Bianchi nel Centro Medico Tufts, identificò tre tipi di cellule fetali nei polmoni dei topi durante la tappa finale della gravidanza.</p>
<p>Per effettuare lo studio gli scienziati hanno utilizzato le banche dati disponibili al pubblico al fine di estrarre l’informazione genetica rilevante con la presenza, in certi casi, di appena 80 cellule fetali.</p>
<p>I ricercatori hanno utilizzato una combinazione di due tecniche analitiche differenti al fine di caratterizzare le rare cellule fetali trovate in una popolazione mista di trofoblasti (le cellule della placenta che riforniscono i nutrienti al feto), cellule madre mesenchimali (che in seguito si sviluppano come cellule del tessuto adiposo  e osseo), e cellule del sistema immunitario.</p>
<p>Gli scienziati pensano che le cellule fetali presenti nel flusso sanguigno della madre aiutino il sistema immunitario a tollerare il feto  invece di attaccarlo.</p>
<p>L’articolo sostiene che la scoperta dei trofoblasti  e delle cellule del sistema immunitario nei polmoni materni dovrebbe aiutare gli studi futuri in tale settore, così come nella ricerca delle complicazioni relazionate alla gravidanza, come la preeclampsia, conosciuta  anche come tossiemia e che viene associata all’ipertensione.</p>
<p>Preso da <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubadebate.cu/" >www.cubadebate.cu</a></p>
<p>Traduzione di Paola Flauto</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/06/08/scoprono-cellule-del-feto-che-rimangono-nellorganismo-della-madre-per-tutta-la-vita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
