<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; massacro</title>
	<atom:link href="http://it.cubadebate.cu/tag/massacro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.cubadebate.cu</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Sep 2023 14:48:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>es-ES</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.8.1</generator>
	<item>
		<title>Cinque dati importanti sulla tragedia di Orlando</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/06/13/cinque-dati-importanti-sulla-tragedia-di-orlando/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/06/13/cinque-dati-importanti-sulla-tragedia-di-orlando/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2016 00:26:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[Isis]]></category>
		<category><![CDATA[massacro]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[Omar Mateen]]></category>
		<category><![CDATA[omofobico]]></category>
		<category><![CDATA[Orlando]]></category>
		<category><![CDATA[razzista]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=9363</guid>
		<description><![CDATA[Questo 12 giugno, il club gay Pulse, nella città di Orlando dello stato della Florida, è stato scenario di una massiccia sparatoria che rubò la vita di mezzo centinaio di persone. In quella stessa città, pochi giorni prima, la cantante Christina Grimies era stata assassinata terminando un concerto. L'attacco, considerato come “il maggiore attentato che hanno sofferto gli USA dal 11S”, è stato perpetrato da Omar Mateen, che confermò la sua lealtà all’Isis. Il terrorista è stato capace di comprare legalmente tutto un arsenale e perpetrare il massacro nonostante vari interrogatori dell’FBI su presunti vincoli col terrorismo.  
Di seguito riveliamo i 5 dati più importanti dietro questo massacro.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9365" alt="Orlando-Steve-Nesius-Reuters-tiroteo" src="/files/2016/06/Orlando-Steve-Nesius-Reuters-tiroteo.jpg" width="580" height="326" />Questo 12 giugno, il club gay Pulse, nella città di Orlando dello stato della Florida, è stato scenario di una massiccia sparatoria che rubò la vita di mezzo centinaio di persone. In quella stessa città, pochi giorni prima, la cantante Christina Grimies era stata assassinata terminando un concerto.  </strong></p>
<p>L&#8217;attacco, considerato come “il maggiore attentato che hanno sofferto gli USA dal 11S”, è stato perpetrato da Omar Mateen, che confermò la sua lealtà all’Isis.</p>
<p>Il terrorista è stato capace di comprare legalmente tutto un arsenale e perpetrare il massacro nonostante vari interrogatori dell’FBI su presunti vincoli col terrorismo.</p>
<p>Di seguito riveliamo i 5 dati più importanti dietro questo massacro.</p>
<p><span style="color: #ff0000">1. Inspirato dall’Isis</span></p>
<p>Dopo la sparatoria, l&#8217;agente speciale dell’FBI, Ronald Hopper, riconobbe che il cittadino statunitense Omar Mateen, nato a New York, aveva professato la sua lealtà all’Isis in una chiamata al servizio di emergenze 911 che fece prima di iniziare il massacro.</p>
<p>Lo stesso gruppo terroristico rivendicò la paternità. “L&#8217;attacco diretto contro il club notturno per omosessuali ad Orlando (Florida) che ha lasciato più di 100 vittime, tra morti e feriti, è stato perpetrato da un combattente dell’Isis”, afferma il comunicato del gruppo terroristico pubblicato nella sua agenzia di notizie ufficiale Amaq.</p>
<p>Tuttavia, in realtà potrebbe trattarsi di un lupo solitario che non ha vincolo diretto con l&#8217;Isis, affermarono esperti in sicurezza. Inoltre, secondo un supposto ex collega di Mateen, spesso lui realizzava commenti razzisti ed omofobici.</p>
<p><span style="color: #ff0000">2. L’FBI conosceva già l&#8217;aggressore</span></p>
<div id="attachment_9366" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9366" alt="Ronald Hopper, ufficiale dell'FBI" src="/files/2016/06/Kevin-Kolczynski-Reuters-FBI.jpg" width="580" height="463" /><p class="wp-caption-text">Ronald Hopper, ufficiale dell&#8217;FBI</p></div>
<p>Hopper rivelò che l&#8217;attaccante, di 29 anni e proveniente da una famiglia di immigranti afgani, era stato nel radar dell’FBI per anni. Tuttavia, l&#8217;agente confermò che nel momento di commettere l&#8217;attacco ad Orlando, Mateen non era sotto investigazione né vigilanza.</p>
<p>Nel 2013, l’FBI interrogò Mateen due volte per “commenti piromani” per possibili vincoli col terrorismo internazionale che presuntamente aveva fatto in una conversazione con un collega. Non si sono potuti “verificare” i commenti, benché in entrambi i casi l&#8217;aggressore cooperasse con gli investigatori, secondo l’FBI.</p>
<p>Nel 2014, Mateen è stato interrogato da agenti dell’FBI sui suoi supposti contatti con Moner Mohammad Abu-Salha, probabilmente il primo attaccante suicida nordamericano in Siria inspirato dall’Isis. Quando si scoprì che i contatti con lo jihadista erano “minimi” si chiuse il caso.</p>
<p><span style="color: #ff0000">3. Armi comprate legalmente </span><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-9364" alt="" src="/files/2016/06/David-W-Cerny-Reuters-armas.jpg" width="580" height="326" /><br />
Dal momento che l&#8217;attaccante non era oramai sotto vigilanza dell’FBI, ha potuto comprare legalmente una pistola Glock ed un fucile AR-15. Secondo l&#8217;agenzia di notizie BNO, il tiratore aveva acquisito le armi l&#8217;ultima settimana, pochi giorni prima del massacro. Il presidente statunitense, Barack Obama, affermò che la tragedia è un promemoria “di come è facile per qualsiasi persona ottenere un’arma.”</p>
<p>Inoltre, l&#8217;attaccante aveva lavorato per la compagnia di servizi di sicurezza G4S Secure Solutions dal 2007 e portava un arma come parte delle sue funzioni, secondo l&#8217;azienda.</p>
<p><span style="color: #ff0000">4. La sparatoria di massa più letale degli USA: “atto di odio”  </span></p>
<p>Con almeno 50 morti e 53 feriti, il massacro di Orlando si è convertito ne “la sparatoria più letale nella storia statunitense”, secondo Obama. Il mandatario degli Stati Uniti qualificò la sparatoria come un “atto di terrore e di odio”, portato a capo da un individuo “pieno di odio.”</p>
<p>La seconda sparatoria più mortale ha avuto luogo nel 2007 nell&#8217;Istituto Politecnico ed Università Statale di Virginia ed ha rubato la vita di 32 persone. In dicembre del 2012, 26 persone, tra questi 20 bambini in età scolastica, sono stati assassinati nella Scuola Elementare Sandy Hook.</p>
<p><span style="color: #ff0000">5. Una tragedia politicizzata</span><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-9367" alt="Mike-Blake-Reuters-victimas-tiroteo-en-bar-gay-de-Florida" src="/files/2016/06/Mike-Blake-Reuters-victimas-tiroteo-en-bar-gay-de-Florida.jpg" width="580" height="326" /><br />
Dietro la tragedia, vari politici statunitensi hanno commentato il tema. Il pre-candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump ha affermato che “quello che è successo ad Orlando è solo il principio. La nostra leadership è debole ed inefficace”. “sto tentando di salvare vite e prevenire il prossimo attacco terrorista. Non possiamo darci mai più il lusso di essere politicamente corretti”, aggregò.</p>
<p>Trump reiterò il suo appello affinché l&#8217;attuale presidente degli USA dimetta, accusando il capo di Stato di “non aver voluto pronunciare le parole islam radicale ‘” e sollecitò che dimetta anche la pre-candidata alla presidenza del bando democratico Hillary Clinton.</p>
<p>Clinton tacciò la sparatoria come “un atto di terrore” che chiama ad ancora più sforzi per combattere il terrorismo ed introdurre uno stretto controllo delle armi. In risposta agli attacchi verbali di Trump, la direttrice dell’ufficio stampa della Clinton, Jennifer Palmieri, assicurò che i repubblicani non offrono mai “piani reali per mantenere sicura la nostra nazione […] solo insulti ed attacchi.”</p>
<p>Con informazioni di RT</p>
<p>Traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: Reuters</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/06/13/cinque-dati-importanti-sulla-tragedia-di-orlando/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sto dalla parte dei Nativi d’America</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/11/28/sto-dalla-parte-dei-nativi-damerica/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/11/28/sto-dalla-parte-dei-nativi-damerica/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2014 00:57:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno del Ringraziamento]]></category>
		<category><![CDATA[massacro]]></category>
		<category><![CDATA[nativi d'america]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=8283</guid>
		<description><![CDATA[Il 27 novembre è il chiamato “giorno del tacchino” (benché credo che ai tacchini non piaccia molto questo giorno!) e sto ricordando che durante i miei anni di galera nelle prigioni statunitensi, i carcerati nativi d’america boicottavano la sala da pranzo durante il chiamato “Thanksgiving Day”. Io mi univo al boicottaggio e come i nativi d’america, non entravo alla sala da pranzo della prigione, proprio quel giorno. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8284" alt="" src="/files/2014/11/amnesty.jpg" width="423" height="300" />Il 27 novembre è il chiamato “giorno del tacchino” (benché credo che ai tacchini non piaccia molto questo giorno!) e sto ricordando che durante i miei anni di galera nelle prigioni statunitensi, i carcerati nativi d’america boicottavano la sala da pranzo durante il chiamato “Thanksgiving Day”. Io mi univo al boicottaggio e come i nativi d’america, non entravo alla sala da pranzo della prigione, proprio quel giorno. </strong></p>
<p>I nativi d’america dicevano che quello che era il Giorno del Ringraziamento per gli anglosassoni, era un giorno di disgrazia per loro, dato che quello che gli anglosassoni celebravano era il massacro da parte di alcuni coloni anglosassoni di una tribù che celebrava la festa del mais nella località che oggi è Mystic, in Connecticut. Hanno massacrato circa 600 nativi d’america: uomini, donne e bambini. Così racconta la storia.</p>
<p>Benché per molti anni gli anglosassoni abbiano celebrato questo massacro, 100 anni dopo a New York l’hanno chiamato “Thanksgiving Day”. So che ci sono verità che molta gente buona non vuole ascoltare, ma si deve conoscere la verità o si continua a vivere ingannati. Per questa ragione mangio tacchino qualsiasi giorno, meno questo. Continuo a stare dalla parte dei nativi d’america.</p>
<p><em>di Rafael Cancel Miranda, indipendentista portoricano, condannato all’ergastolo nel 1954, per assaltare il Congresso degli USA per reclamare l’indipendenza della sua isola e liberato da un indulto di Jimmy Carter, dopo 25 anni di prigione.</em></p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/11/28/sto-dalla-parte-dei-nativi-damerica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Rio Sumpul, testimone silenzioso di un massacro nel Salvador</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/05/14/il-rio-sumpul-testimone-silenzioso-di-un-massacro-nel-salvador/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/05/14/il-rio-sumpul-testimone-silenzioso-di-un-massacro-nel-salvador/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 May 2014 21:53:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[14 maggio 1980]]></category>
		<category><![CDATA[massacro]]></category>
		<category><![CDATA[Rio Sumpul]]></category>
		<category><![CDATA[Salvador]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=7832</guid>
		<description><![CDATA[Per buona parte della popolazione salvadoregna è impossibile dimenticare il denominato Massacro del Sumpul, un massacro dove circa 600 persone innocenti sono morte, che è stato perpetrato il 14 maggio 1980 da membri dell'esercito. Il Rio Sumpul, è uno dei fiumi più belli del Salvador, ma contemporaneamente è stato testimone silenzioso di massacri indiscriminati di civili accaduti negli anni del conflitto armato.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7833" alt="" src="/files/2014/05/Sumpul.jpg" width="300" height="225" />Per buona parte della popolazione salvadoregna è impossibile dimenticare il denominato Massacro del Sumpul, un massacro dove circa 600 persone innocenti sono morte, che è stato perpetrato il 14 maggio 1980 da membri dell&#8217;esercito.</strong></p>
<p>Il Rio Sumpul, è uno dei fiumi più belli del Salvador, ma contemporaneamente è stato testimone silenzioso di massacri indiscriminati di civili accaduti negli anni del conflitto armato.</p>
<p>All&#8217;alba del 14 maggio 1980 nel casale La Arada e nei suoi paraggi soldati del distaccamento militare N°1 della Guardia Nazionale e dell’Organizzazione Democratica Nazionale paramilitare, appoggiati da elicotteri, hanno sparato senza pietà contro gli abitanti del luogo.</p>
<p>I militari realizzavano dal giorno prima un&#8217;operazione contro le guerriglie nella zona dove hanno agito con violenza ed eccessi verso la popolazione civile.</p>
<p>Si racconta che in questa voragine di morte, le donne senza tempo per fuggire, sono state torturate prima del tiro di grazia; bambini lattanti sono stati lanciati all&#8217;aria per essere il bersaglio di baionette e spari, e gli adolescenti legati per essere fucilati.</p>
<p>Davanti a tanto accanimento, numerose famiglie hanno tentato di fuggire ed hanno cercato di attraversare il Rio Sumpul per rifugiarsi in Honduras, ma dall&#8217;altro lato le truppe honduregne hanno ostacolato loro il passaggio ed i militari salvadoregni hanno fatto deliberatamente fuoco su di loro.</p>
<p>Circa 600 salvadoregni sono morti, molti affogati, soprattutto i bambini. Il Rio Sumpul, nel dipartimento di Chalatenango, si è tinto del sangue dei morti innocenti.</p>
<p>Le truppe salvadoregne non permettevano di raccogliere i corpi che sono rimasti alla mercè della corrente e degli uccelli da carogna.</p>
<p>I governi di entrambi i paesi, perfino gli osservatori dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani hanno negato il massacro. Solo la diocesi honduregna di Santa Rosa di Copan ha fatto la prima denuncia.</p>
<p>Il 24 maggio, il sacerdote honduregno Fausto Milla all’epoca della parrocchia di Corquin, in Honduras, ha denunciato il massacro, ma è stata ignorata a livello ufficiale e dalla stampa, sotto la pressione dei militari.</p>
<p>Una relazione della Commissione della Verità presentata nel 1993, segnala che il massacro si perpetrò in complicità coi corpi militari di entrambi i paesi ed anche le Conferenze Episcopali di entrambe le nazioni hanno confermato i fatti.</p>
<p>Dopo 34 anni, sopravvissuti e familiari delle vittime assicurano che non sono riusciti ancora a stabilire tutta la verità e molto meno giustizia o riparazione.</p>
<p>Ogni 14 maggio a La Arada, si onora la memoria di centinaia di persone assassinate.</p>
<p>Nel 2012, la Segreteria di Cultura ha dichiarato il luogo come Bene Culturale protetto dalla Legge del Patrimonio Culturale.</p>
<p>La risoluzione considera il valore storico del luogo per il genocidio successo, il valore sociale che gli concede l&#8217;essere oggetto di commemorazione annuale, dove si invischiano espressioni che evidenziano il ricordo implicito e la memoria collettiva.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/05/14/il-rio-sumpul-testimone-silenzioso-di-un-massacro-nel-salvador/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Massacro in città libica di Bani Walid</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/10/25/massacro-citta-libica-di-bani-walid/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/10/25/massacro-citta-libica-di-bani-walid/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 00:37:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bani Walid]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[massacro]]></category>
		<category><![CDATA[sostenitori di Gheddafi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=5930</guid>
		<description><![CDATA[La città libica di Bani Walid è stata presa dall'Esercito, secondo varie relazioni contraddittorie ricevute dal canale Rusia Today. Il sito digitale della televisione assicura che circa 600 persone sono probabilmente morte nei combattimenti del mercoledì e più di 1.000 sono state ricoverate in ospedale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5931" src="/files/2012/10/Bani-Walid.png" alt="" width="300" height="250" />La città libica di Bani Walid è stata presa dall&#8217;Esercito, secondo varie relazioni contraddittorie ricevute dal canale Rusia Today. Il sito digitale della televisione assicura che circa 600 persone sono probabilmente morte nei combattimenti del mercoledì e più di 1.000 sono state ricoverate in ospedale. </strong></p>
<p>I residenti della città perseguitata stanno chiedendo aiuto alla comunità internazionale.</p>
<p>Le autorità libiche hanno affermato che le forze del Governo hanno portato a termine un assedio di 20 giorni prima di prendere controllo di Bani Walid, l&#8217;ultimo bastione dei sostenitori del regime di Gheddafi. Fonti della città hanno somministrato informazioni contraddittorie, dicendo che le milizie locali erano responsabili dello stato di assedio ed ora del controllo della zona.</p>
<p>“Continuiamo a ricevere informazioni contraddittorie. Le fonti della zona annunciano che l&#8217;Esercito si ritira dalla città malgrado denuncino massacri generalizzati. Fonti del Governo dicono che la città è caduta”, informa Paula Slier, corrispondente di RT nel vicino Libano.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Sequestro del leader tribale </span></p>
<p>Un individuo che si trova in Italia e che suppostamente ha dei familiari a Bani Walid, ha parlato con RT dello stato attuale della città. Identificandosi come Alwarfally -in riferimento ad una tribù di Bani Walid – ha chiesto di rimanere nell&#8217;anonimato per l&#8217;intervista.</p>
<p>Assicura che ha contattato la sua famiglia nella città assediata, e gli hanno detto che la milizia si è ritirata, ma solo dopo avere sequestrato un membro del consiglio locale degli anziani che è stato nominato dai leader tribali di Bani Walid per governare la città, dopo la caduta di Gheddafi.</p>
<p>“La milizia ha sequestrato il console di Bani Walid, la sua salute è pessima”, ha detto. “L’hanno portato a Misrata e non so che cosa gli succederà. È un uomo molto buono, non aveva niente a che vedere con quello che è successo, è solo un membro del consiglio a Bani Walid.”</p>
<p>Alwarfally ha anche affermato che centinaia di persone sono morte durante l&#8217;assedio di 20 giorni.</p>
<p>“Il numero è molto grande”, ha detto. “Il giorno che le milizie sono arrivate, hanno contato circa 70 cadaveri, dopo i combattimenti. Ieri notte hanno ammazzato 600 persone. “Ci sono più di 1000 persone ricoverate negli ospedali”, ha aggiunto.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Aiuto bloccato</span></p>
<p>Il popolo di Bani Walid sta chiedendo l&#8217;aiuto della comunità internazionale, ma gli sforzi di collaborazione di Mosca sono stati fermati dagli Stati Uniti.</p>
<p>Washington ha bloccato nel Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU martedì scorso un progetto di dichiarazione proposto dalla Russia per fermare la violenza a Bani Walid. La dichiarazione chiedeva una soluzione pacifica al conflitto.</p>
<p>Nel loro assedio, le truppe tentano di fermare i responsabili della morte di Omran Shaaban, l&#8217;uomo conosciuto per catturare l&#8217;anno scorso Gheddafi. La tribù Warfalla che controllava Bani Walid, è stata accusata di sequestrare e torturare Shaaban.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/10/25/massacro-citta-libica-di-bani-walid/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ricordano a L&#8217;Avana il massacro degli Indipendenti di Colore</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/07/18/ricordano-lavana-il-massacro-degli-indipendenti-di-colore/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/07/18/ricordano-lavana-il-massacro-degli-indipendenti-di-colore/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 23:28:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[massacro]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Indipendenti di Colore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=5280</guid>
		<description><![CDATA[Miguel Barnet, presidente dell'Unione degli Scrittori ed Artisti di Cuba, in un atto in omaggio ai negri e meticci assassinati in quell’epoca, parafrasò i drammatici versi del poema “La Isla en peso”, del bardo Virgilio Piñera, per ricordare come dai suoi inizi la nazione cubana è stata marcata dal razzismo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5281" src="/files/2012/07/independientes-de-color.jpg" alt="" width="300" height="250" />Come una delle pagine più orrende del periodo neocoloniale cubano, è stato ricordato oggi a L&#8217;Avana il massacro dei membri del Partito Indipendente di Colore, nel centenario del brutale accaduto.</strong></p>
<p>Miguel Barnet, presidente dell&#8217;Unione degli Scrittori ed Artisti di Cuba, in un atto in omaggio ai negri e meticci assassinati in quell’epoca, parafrasò i drammatici versi del poema “La Isla en peso”, del bardo Virgilio Piñera, per ricordare come dai suoi inizi la nazione cubana è stata marcata dal razzismo.</p>
<p>“Il Presidente Josè Miguel Gomez, un liberale di gabinetto, ma razzista consumato, ha combattuto i leader dell&#8217;innalzamento accaduto il 20 maggio 1912, quando le masse negre esigevano i loro diritti civili, rubati dal Governo, sotto l&#8217;influenza dell&#8217;intervento militare statunitense”, ha ricordato.</p>
<p>La ribellione iniziata in Oriente era diretta dal generale Pedro Ivonnet, che raggiunse il grado di colonnello nell&#8217;Invasione ad Occidente, ed Evaristo Estenoz, ufficiale dell&#8217;esercito “mambì”.</p>
<p>“Pesa e svergogna il passato del quale non si parla -citò Barnet una frase di Josè Martì -, ed oggi ci riferiamo a quella triste e rovinosa pagina della storia cubana”, affermò.</p>
<p>“Fu un germoglio di disubbidienza che insegnò al potere egemonico, che relegò i negri ai più bassi strati della società senza riconoscere la scala dei valori dettata dalla misura dei loro talenti e meriti”, ha affermato Barnet.</p>
<p>Aggregò che solo col trionfo della Rivoluzione nel 1959 si è prodotta una rottura col passato.</p>
<p>“Oggi, nella battaglia contro la discriminazione ed i pregiudizi, siamo tutti compromessi, perché è garanzia per un futuro degno delle nuove generazioni”, ha continuato. All’omaggio, celebrato di fronte alla statua dell&#8217;Apostolo, nel Parque Central, ha assistito Rafael Bernal Alemany, ministro di Cultura, e riconosciuti intellettuali, artisti, etnologi e membri di organizzazioni politiche.</p>
<p>Hanno anche partecipato Ivanoa Ivonnet Gascon e Jesus Reina Ivonnet, discendenti di Pedro Ivonnet.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/07/18/ricordano-lavana-il-massacro-degli-indipendenti-di-colore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
