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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; marcia</title>
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		<title>In solidarietà con Cuba confidano nella fine del bloqueo USA</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2021 00:31:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si avvicina sempre di più l'inizio della fine delle sanzioni del governo degli Stati Uniti contro la famiglia cubana, avverte l'attivista Carlos Lazo, coordinatore del progetto Puentes de Amor. Più di 25.500 firme sostengono la petizione (www.puentesdeamor.com) per il presidente Joseph Biden per revocare il bloqueo e alleviare il dolore della gente dell'isola in questi tempi di impatto della pandemia della COVID-19, ha detto Lazo in un’intervista con Prensa Latina.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12221" alt="carlos-lazo" src="/files/2021/07/carlos-lazo.jpg" width="580" height="386" />Si avvicina sempre di più l&#8217;inizio della fine delle sanzioni del governo degli Stati Uniti contro la famiglia cubana, avverte l&#8217;attivista Carlos Lazo, coordinatore del progetto Puentes de Amor.</strong></p>
<p>Più di 25.500 firme sostengono la petizione (www.puentesdeamor.com) per il presidente Joseph Biden per revocare il bloqueo e alleviare il dolore della gente dell&#8217;isola in questi tempi di impatto della pandemia della COVID-19, ha detto Lazo in un’intervista con Prensa Latina.</p>
<p>Quando abbiamo creato la petizione, nell&#8217;ottobre del 2020, molti ci hanno chiamato pazzi, ha commentato, riferendosi alla necessità di fare pressioni sull&#8217;allora candidato democratico che, dopo la sua vittoria, restituisse le rimesse a Cuba, riaprisse i servizi consolari a L&#8217;Avana e riattivasse il piano del ricongiungimento familiare.</p>
<p>Alcuni credevano che questa petizione non sarebbe stata firmata da nessuno, ma la nostra fede è stata rafforzata dall&#8217;amore, ha sottolineato nel ratificare la sua convinzione che &#8220;in ogni momento, le considerazioni politiche devono lasciare il posto a quelle umane&#8221;.</p>
<p>Ha detto che mentre Biden esita a mantenere ciò che ha promesso durante la sua campagna elettorale, &#8220;le nostre famiglie hanno sofferto e stanno subendo la punizione delle sanzioni economiche&#8221;.</p>
<p>La maggioranza dei cubano-americani sta dalla parte di chi ama e costruisce, per questo “chi, che si dice figlio di Dio, potrebbe augurare il male al prossimo? Chi è chiamato umano potrebbe desiderare l&#8217;olocausto della sua stessa gente? Le risposte a queste domande ci riempiono di speranza”.</p>
<p>Lazo ha accolto con favore che in questa azione e per la prima volta, persone di diverse fedi e ideologie combattono quotidianamente a Miami &#8211; e in molte altre città degli Stati Uniti e del mondo &#8211; per l&#8217;abolizione delle sanzioni contro Cuba.</p>
<p>Quella volontà si esprime nelle migliaia che sfilano in carovana, mese dopo mese, chiedendo la fine del bloqueo, ha sottolineato il professore cubano-americano.</p>
<p>Sono stati gli artefici di questa ondata di amore e insieme hanno reso possibile che questo clamore raggiungesse la Casa Bianca, e succederà, ha detto.</p>
<p>“Solleveremo le sanzioni una per una! Costruiremo Puentes de Amor tra Cuba e gli Stati Uniti! L&#8217;odio si spegnerà e l&#8217;amore prevarrà! Con tutti e per il bene di tutti! Ce la faremo!”, ha affermato.</p>
<p>Lazo e il gruppo dei membri del progetto di solidarietà che ha lasciato Miami, in Florida, quasi una settimana fa, continuano la loro marcia verso la capitale degli USA.</p>
<p>Il 25 luglio &#8211; dopo aver percorso più di duemila chilometri &#8211; sperano di incontrarsi davanti al palazzo dell&#8217;esecutivo per chiedere a Biden di porre fine al bloqueo perché sia i cubani di qua e quelli di là aspirano alla fine di questa era di martirio, sanzioni e odio”, ha concluso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Minatori spagnoli: la loro vittoria è la nostra vittoria</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jul 2012 19:32:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[lotta dei minatori]]></category>
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		<description><![CDATA[Si avvicina il giorno per dare il benvenuto alla Marcia Nera del settore minerario che arriva a Madrid dopo avere percorso centinaia di chilometri in difesa dei loro posti di lavoro e del futuro di paesi e di regioni intere. Questa marcia rappresenta la dignità che ci ha restituito il sorriso, la speranza e l'illusione di rivendicare di nuovo, con impeto rinnovato, la coscienza di classe, l'orgoglio operaio di fronte alla filosofia neoliberale della fine della storia o la post-modernità del “né a sinistra, né a destra.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5231" src="/files/2012/07/protestas-espana-reforma-laboral.jpg" alt="" width="300" height="250" />Si avvicina il giorno per dare il benvenuto alla Marcia Nera del settore minerario che arriva a Madrid dopo avere percorso centinaia di chilometri in difesa dei loro posti di lavoro e del futuro di paesi e di regioni intere. </strong></p>
<p>Questa marcia rappresenta la dignità che ci ha restituito il sorriso, la speranza e l&#8217;illusione di rivendicare di nuovo, con impeto rinnovato, la coscienza di classe, l&#8217;orgoglio operaio di fronte alla filosofia neoliberale della fine della storia o la post-modernità del “né a sinistra, né a destra.”</p>
<p>La lotta mineraria, come quella dei cantieri navali o quella che sorge dalle grandi concentrazioni industriali, per la sua coesione, per la sua fermezza, sono sempre state l&#8217;obiettivo da colpire tanto per i governi sociali-liberali come per gli apertamente neoliberali.</p>
<p>L&#8217;accanimento con cui la Prima Ministro britannica Margaret Thacher, la santificata icona del liberalismo, ha combattuto i sindacati minerari è stato un esempio chiaro e la sconfitta di quella lotta operaia, una debacle per l&#8217;insieme della sinistra nel Regno Unito.</p>
<p>Per questo motivo non mi sembra per niente strano che al principio della legislatura del Partito Popolare, la cui direzione stabilita è una guerra contro le libertà ed il concetto pubblico della società, si sia cercato il conflitto aperto contro la comunità mineraria in un tentativo di disalberare i pochi settori organizzati che rimangono nel movimento operaio.</p>
<p>Nelle zone minerarie esiste un&#8217;alta adesione sindacale con marcato senso di classe che ancora si lega con la stessa società. Nonostante la smobilitazione prodotta da certe cupole che, in molti casi, dimenticarono le loro origini e si trasformarono in gestori di servizi per una classe che si è creduta “media”, a dispetto delle corruzioni o della burocratizzazione, quando si attacca l&#8217;insieme del carbone, questo risponde con mobilitazioni serie nelle riunioni e sulle strade.</p>
<p>È in questo muscolo dove molti ci sentiamo specchiati, stufi di inghiottire con tranquillità 18 riforme lavorative, disgustati di vedere “calpestare i tappeti”, da un patto dietro l’altro,… infine, di vedere il suicidio di organizzazioni che si costruirono con sangue e prigione, arrese al servizio degli interessi del lato progressista del bipartito, quello che ha creato disoccupati e precari, esattamente come la destra.</p>
<p>Per questo motivo non è facile per il Partito Popolare possa piegare una forza che va unita ed il cui appoggio sociale cresce all&#8217;unisono della sua dimostrazione di potere, in mezzo ad un deserto di incapacità generalizzata per rispondere con successo agli attacchi selvaggi contro settori tanto basilari come l&#8217;educazione e la sanità.</p>
<p>In una situazione di aggressione costante con un alto livello di repressione contro studenti, professori e movimenti sociali, sta risultando quasi impossibile criminalizzare le azioni di difesa che realizzano i minatori davanti alle forze antisommossa della Polizia o della Guardia Civile.</p>
<p>Uomini, donne, giovani, famiglie intere che, inoltre, sanno combattere di fronte ai manganelli, pallottole e gas lacrimogeni. No, non è tanto facile ottenere che oneste famiglie lavoratrici, appoggiate da regioni intere siano visti come terroristi della “kale borroka.”</p>
<p>Con ogni chilometro percorso, con ogni giorno di reclusione nelle gallerie, con ogni blocco sulla strada, con ogni manifestazione, il settore minerario sta dandoci un corso di recupero sulla materia lotta, quella dove siamo stati bocciati o dove non ci siamo presentati.</p>
<p>Quella forza, quell&#8217;unità, ha l’obbiettivo necessario di unire lotte e recuperare coscienza. Insieme, quando capiamo la nostra classe e c&#8217;uniamo operai, disoccupati e studenti non c&#8217;è chi ci può fermare.</p>
<p>Necessitiamo, più che una nuova forma di lotta, una pulizia nelle strutture ed un ritorno all&#8217;origine, per sapere chi siamo e per difendere il fatto che la ricchezza del paese si metta al servizio del popolo.</p>
<p>So che la Madrid degna riceverà come si merita questi lottatori e lottatrici che magari saranno capaci di annerirci di nera dignità e che questo colore sia tendenza nelle prossime mobilitazioni.</p>
<p>Il settore minerario in lotta deve vincere. Loro lottano già, noi, ognuno di noi, dobbiamo dargli tutta la nostra solidarietà attiva. La loro vittoria è la vittoria di tutti.</p>
<p>preso da Hablando Republica</p>
<p>scritto da Javier Couso</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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