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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Lula da Silva</title>
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		<title>Lula libero dopo la decisione del Tribunale Supremo Federale del Brasile</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Nov 2019 02:40:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ex presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, si ritira dalla sede della polizia di Curitiba in mezzo ad abbracci ed assedio dei mezzi di comunicazione che stavano aspettando la sua uscita da quando è stata annunciata la sua liberazione alcune ore prima. Il giudice che segue il caso Lula ha autorizzato la sua liberazione questo venerdì dopo che la sua difesa facesse il sollecito presso la Giustizia Federale di Curitiba, dopo l'annullamento della prigione in seconda istanza dettata dal Tribunale Supremo Federale (STF).  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11189" alt="Lula-Libre-580x387" src="/files/2019/11/Lula-Libre-580x387.jpg" width="580" height="387" />L&#8217;ex presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, si ritira dalla sede della polizia di Curitiba in mezzo ad abbracci ed assedio dei mezzi di comunicazione che stavano aspettando la sua uscita da quando è stata annunciata la sua liberazione alcune ore prima.</strong></p>
<p>Il giudice che segue il caso Lula ha autorizzato la sua liberazione questo venerdì dopo che la sua difesa facesse il sollecito presso la Giustizia Federale di Curitiba, dopo l&#8217;annullamento della prigione in seconda istanza dettata dal Tribunale Supremo Federale (STF).</p>
<p>Accompagnato da familiari, compagni del Partito dei Lavoratori (PT) e dirigenti, l&#8217;ex mandatario è arrivato sul palco nelle vicinanze della Polizia Federale di Curitiba, stato di Paranà, per dirigersi alla popolazione che l&#8217;aspettava.</p>
<p>“Voi non sapete la dimensione del significato di stare qui vicino a voi. Io che sono stato conversando col popolo brasiliano durante la vita intera, non pensavo che ci sarebbero stati uomini e donne che, per 580 giorni, sarebbero stati qui (&#8230;) senza importargli la pioggia, il caldo ed il freddo”, ha affermato.</p>
<p>Lula ha assicurato che tutti quelli che gli gridavano i buon giorno, buona sera e buona notte per 19 mesi, “erano l&#8217;alimento della democrazia di che io avevo bisogno per resistere il lato marcio, quello che loro hanno fatto con me e con la giustizia brasiliana.”</p>
<p>Come hanno indicato le autorità, questa liberazione non annulla la condanna né gli restituisce i suoi diritti politici, poiché il leader brasiliano dovrà continuare in libertà il processo che l&#8217;include.</p>
<p>Tra le persone che si sono rallegrate per questa bella notizia, c’è il presidente cubano, Diaz-Canel, che ha detto in twitter: “È una vittoria ed un trionfo dei popoli, della solidarietà, della verità. È la sconfitta della strategia imperiale e dei suoi lacchè nei loro tentativi per screditare il leader del Partito dei Lavoratori e la sinistra in America Latina”.</p>
<p>L&#8217;ex presidentessa argentina Cristina Fernandez ha scritto in twitter: “Cessa oggi una delle aberrazioni più grandi del lawfare in America Latina: la privazione illegittima della libertà dell&#8217;ex presidente della Repubblica Federale del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva”.</p>
<p>E per concludere, il presidente Nicolas Maduro ha affermato: “È una notizia per il cuore dei popoli”, dal Palazzo di Miraflores (sede del governo venezuelano), e poi ha ricordato che Lula dà Silva insieme al leader Nestor Kirchner e Hugo Chavez sono stati i propulsori dell&#8217;integrazione dell&#8217;America Latina.</p>
<p>“È molto emozionante vedere Lula per strada, Lula è un gran leader del Brasile, dell&#8217;America Latina e del mondo”, ha detto il presidente.</p>
<p>Inoltre, Maturo ha affermato che la libertà di Lula da Silva è il risultato della resistenza dei popoli davanti agli attacchi del neoliberalismo. Ha aggiunto che d&#8217;ora in poi si staranno “ricostruendo le basi dell&#8217;unione dell&#8217;America Latina e dei Caraibi, le basi spirituali, nell&#8217;unione, nella diversità, nel rispetto, nella cooperazione.”</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Reuters</p>
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		<title>Lula: non scambierò la mia dignità per la mia libertà</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 00:59:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Brasile si gioca una partita chiave per gli equilibri internazionali, oltre che per il futuro di più di 200 milioni di brasiliani. L'incendio dell'Amazzonia e un modello di sviluppo feroce e predatorio, l'influenza delle Chiese evangeliche, l'asservimento agli USA sono il portato dei primi 9 mesi della presidenza Bolsonaro]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11134" alt="carta Lula" src="/files/2019/10/carta-Lula.jpg" width="580" height="761" />In Brasile si gioca una partita chiave per gli equilibri internazionali, oltre che per il futuro di più di 200 milioni di brasiliani. L&#8217;incendio dell&#8217;Amazzonia e un modello di sviluppo feroce e predatorio, l&#8217;influenza delle Chiese evangeliche, l&#8217;asservimento agli USA sono il portato dei primi 9 mesi della presidenza Bolsonaro.</strong></p>
<p>In carcere rimane l&#8217;uomo che per decine di milioni di brasiliani costituisce il simbolo del riscatto, la possibilità di un futuro diverso. È Lula, l&#8217;ex presidente. Che ha scritto questa breve lettera al suo popolo, per dire una cosa tutt&#8217;altro che banale: non scambierà la libertà di cui potrebbe godere con la sua dignità. In sistemi politici che ci hanno abituato al continuo mercanteggiare anche dell&#8217;immunità dai processi (Berlusconi, Salvini, giusto per fare due nomi nostrani) è raro vedere un uomo rinunciare alla libertà per condurre fino in fondo la propria battaglia. Che condensa quelle del popolo brasiliano, il cui futuro è inestricabilmente legato a quello di un uomo, Lula.</p>
<p>Di seguito, la traduzione della lettera:</p>
<p>&#8220;Al popolo del Brasile.</p>
<p>Non scambierò la mia dignità per la mia libertà.<br />
Ciò che i giudici di Lava-Jato dovrebbero davvero fare sarebbe chiedere perdono al popolo brasiliano, ai milioni di disoccupati e alla mia famiglia per il male che hanno fatto alla democrazia, alla Giustizia e al paese.<br />
Voglio sappiate che non accetto di barattare i miei diritti e la mia libertà.<br />
Ho già dimostrato che le accuse che mi si muovono sono false. Sono loro, e non io, che sono prigionieri delle bugie che hanno raccontato al Brasile e al mondo.<br />
Dinanzi agli arbitri commessi dai giudici e da Sergio Moro, tocca ora al Tribunale Supremo correggere gli errori affinché ci sia una giustizia indipendente e imparziale. Che è diritto di qualunque cittadino.<br />
Ho piena coscienza della decisione che ho preso in questo processo, e non riposerò fino a quando non torneranno a prevalere la verità e la giustizia.</p>
<p>Luiz Inácio da Silva<br />
Curitiba, 30 settembre 2019&#8243;</p>
<p>testo di Giuliano Granato, traduzione presa dalla pagina di Potere al Popolo</p>
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		<title>Lula, 500 giorni davanti alle avversità</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Aug 2019 00:59:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si sono compiuti i 500 giorni di prigionia di Luiz Inacio Lula da Silva il 20 agosto 2019, nel mezzo di una crisi politica-economica di grandi dimensioni che sta vivendo Brasile. Le rivelazioni di Glenn Greenwald hanno dimostrato che Lava Jato è stato lo strumento giudiziario per una doppia operazione a forma di tenaglia]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11100" alt="Lula-getty-580x340" src="/files/2019/08/Lula-getty-580x340.jpg" width="580" height="340" />Si sono compiuti i 500 giorni di prigionia di Luiz Inacio Lula da Silva il 20 agosto 2019, nel mezzo di una crisi politica-economica di grandi dimensioni che sta vivendo Brasile. Le rivelazioni di Glenn Greenwald hanno dimostrato che Lava Jato è stato lo strumento giudiziario per una doppia operazione a forma di tenaglia: l&#8217;uscita del Partito dei Lavoratori dal governo, attraverso l&#8217;impeachment dell&#8217;allora presidentessa Dilma Roosseff e la prigione, con successiva inabilitazione di Lula, che, prima di essere arrestato, dominava tutti i sondaggi sulla corsa presidenziale nel suo paese. A causa di questa deformazione è stato eletto l&#8217;estremista di destra Jair Messias Bolsonaro: il triste risultato dell&#8217;annichilimento delle leve politiche nell&#8217;idea di cancellare il PT dalla mappa.</strong></p>
<p>Lula è cresciuto misurandosi con le avversità: quelle della sua infanzia, con tutte le rinunce che si possono immaginare in un nordest di esclusione; quelle di una giovane vedovanza a Sao Paulo, dove poi ha conosciuto Marisa Leticia, la sua compagna storica; quelle della prigione della dittatura militare per aver guidato gli scioperi nell&#8217;ABC di Sao Paulo; quelle dei potenti di fronte alla creazione della Centrale Unica dei Lavoratori (CUT) e poi del Partito dei Lavoratori (PT); quelle della sconfitta in molte elezioni consecutive alla presidenza del suo paese. Questi 500 giorni sono un altro tratto del cammino di queste avversità, però ora in un capitolo più avanzato della sua biografia, dove per di più ha perso sua moglie e suo nipote Arthur. In ogni caso ha la pelle indurita: sa che Bolsonaro non è altro che una congiuntura in più nello zigzagare politico e ideologico del Brasile, così come lo è Marcri in Argentina.</p>
<p>La lunga storia di rapine del nostro continente conserverà come una vera vergogna questo episodio che mantiene condannato e detenuto senza prove il principale leader politico-sociale di questo continente. “Non è strano, è quello che sempre succede. Cos&#8217;è successo con San Martin? E con Artigas? Cos&#8217;è successo con tutto quello che funzionava in America Latina? Che merda è successo? Ah, 50 anni dopo era una cosa meravigliosa, però, mentre la vivevano, come è stata?” ha detto Josè Mujica un mese fa, dalla sua fattoria a Rincon del Cerro, per parlare del suo punto di vista sulla prigione del suo amico, che è stato due volte presidente del Brasile.</p>
<p>Non l’ha detto chiunque: Mujica ha sofferto dodici anni e mezzo di privazione, prigioniero e confinato nelle peggiori circostanze che un essere umano possa attraversare. Poi ha ritrovato il suo spazio, si è unito al Frente Amplio, ha vinto le elezioni parlamentari, ha aiutato a costruire la vittoria di Tabarè Vazquez e alla fine è stato eletto presidente del suo paese. Però prima di passare le consegne a Tabarè non ha lasciato la politica: ora fa campagna elettorale perché Ernesto Talvi, un erede della Scuola di Chicago, non finisca con il ciclo del FA, cosa alla quale aspira anche Lacalle Pou.</p>
<p>“Lottare, vincere, cadere. Alzarsi, lottare, vincere, cadere, alzarsi. Fino a quando non finisca la vita: questo è il nostro destino”, ha detto durante una visita in Argentina il vicepresidente dello Stato Plurinazionale della Bolivia, Alvaro Garcia Linera, raccontando delle privazioni che subiscono quelli che vogliono modificare lo status quo.</p>
<p>La perdida elettorale del “macrismo” è una buona notizia per Lula e una molto cattiva per Bolsonaro: dimostra i limiti dei governi che vogliono restringere la cittadinanza nel nome di una libertà di mercato che è sempre più messa in discussione in scala globale. Una buona notizia, 500 giorni dopo che una delle ingiustizie più grandi che abbia visto questo continente. Lontano dal volontarismo umiliato, Lula continua a resistere. E da questa trincea prepara il suo ritorno alla politica del Brasile, dalla quale hanno voluto cancellarlo. “Lottare, vincere, cadere. Alzarsi, lottare, vincere, cadere, alzarsi” direbbe ancora Garcia Linera. E&#8217; la storia dell&#8217;America Latina. E anche quella di Lula.</p>
<p>di Juan Manuel Karg</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
<p>Foto: Getty Images</p>
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		<title>Le menzogne dei fantocci di Trump</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Aug 2019 00:15:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Menzogne e capri espiatori sono le due leve fondamentali per fare politica del “trumpismo”. Si è già calcolato che il presidente statunitense dice 20 menzogne al giorno, con una produttività quasi insuperabile. I capri espiatori principali di Trump sono i messicani, responsabili di tutti i mali degli USA]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11094" alt="bolsonaro-1-580x385" src="/files/2019/08/bolsonaro-1-580x385.jpg" width="580" height="385" />Menzogne e capri espiatori sono le due leve fondamentali per fare politica del “trumpismo”. Si è già calcolato che il presidente statunitense dice 20 menzogne al giorno, con una produttività quasi insuperabile. I capri espiatori principali di Trump sono i messicani, responsabili di tutti i mali degli USA.</p>
<p>I suoi seguaci cercano di camminare in questa direzione. Bolsonaro ed i suoi fantocci mentono tutto il tempo e cercano di attribuire al PT i problemi attuali del paese, come se non avessero ereditato tre ani di governo disastroso di Temer. Allo stesso modo, la sconfitta del suo amico Macri li ha lasciati sconcertati. Un governo tanto buono che gli argentini non hanno saputo stimare, preferendo diventare un Venezuela ed esportare la sua popolazione verso Porto Alegre. (Lui non sa che tutti gli anni gli argentini vengono, ma a Florianopolis e non a Porto Alegre).</p>
<p>In un’intervista a Clarin, il ministro dell’Economia “pinochetista” di Bolsonaro, Paulo Guedes, credendo che gli argentini non sono informati sul Brasile, distilla le sue menzogne continuamente, e le più scandalose sono quelle che hanno a che vedere con Lula.</p>
<p>Un governo che ha 14 milioni di disoccupati, (fatto che non suppone nessuna preoccupazione), accusa Lula di non avere creato impieghi per i brasiliani. Lula, con il suo governo ha creato 22 milioni di impieghi formali per i brasiliani. Il PT alla fine del mandato di Dilma, in dicembre del 2014, aveva ottenuto, per la prima volta in Brasile, pieno impiego e l&#8217;economia in crescita. L&#8217;eredità che ha ricevuto Bolsonaro non è stata quella dei 12 anni di governo del PT, bensì quella dei tre anni disastrosi di Temer, responsabile della restaurazione della politica economica neoliberale.</p>
<p>Ma questo non era sufficiente, Guedes, colui che aveva promesso, insieme a Bolsonaro, durante la campagna elettorale, che l&#8217;economia brasiliana sarebbe tornata a crescere nel primo anno del suo mandato, adesso ha bisogno di uno o due anni in più, per superare la recessione. Tuttavia, per il quotidiano Clarin, Guedes sta guidando al recupero dell&#8217;economia brasiliana.</p>
<p>Così si comportano i fantocci di Trump e dell’FMI.</p>
<p>di Emiro Sader</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Padura su Lula: “Prima o poi la giustizia farà la sua parte”</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Aug 2019 23:59:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante una tournée in Brasile per promuovere il suo romanzo “La trasparenza del tempo”, lo scrittore cubano Leonardo Padura ha voluto fare visita all'ex presidente Lula a Curitiba. L'incontro è avvenuto il 15 agosto 2019, insieme all'attivista Monica Benicio, vedova di Marielle Franco. Dopo la visita, l'autore di “L'uomo che amava i cani” ha rilasciato la seguente dichiarazione pubblica, in cui esprime la sua solidarietà con l'ex presidente e raccontando alcune impressioni sull'incontro e sulla situazione del paese.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11090" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11090" alt="Monica Benicio e Leonardo Padura a Curitiba" src="/files/2019/08/benicio580x351.jpg" width="580" height="351" /><p class="wp-caption-text">Monica Benicio e Leonardo Padura a Curitiba</p></div>
<p><strong>Durante una tournée in Brasile per promuovere il suo romanzo “La trasparenza del tempo”, lo scrittore cubano Leonardo Padura ha voluto fare visita all&#8217;ex presidente Lula a Curitiba.</strong></p>
<p>L&#8217;incontro è avvenuto il 15 agosto 2019, insieme all&#8217;attivista Monica Benicio, vedova di Marielle Franco. Dopo la visita, l&#8217;autore di “L&#8217;uomo che amava i cani” ha rilasciato la seguente dichiarazione pubblica, in cui esprime la sua solidarietà con l&#8217;ex presidente e raccontando alcune impressioni sull&#8217;incontro e sulla situazione del paese.</p>
<p>Dichiarazione:<br />
“Dall&#8217;inizio della causa penale contro l&#8217;ex presidente Lula, sospettavamo che questa fosse una strategia disegnata al fine di rendere impossibile l&#8217;accesso alla disputa elettorale al candidato, il cui nome, i sondaggi davano come il più sicuro per la Presidenza del Brasile nelle elezioni del 2018.</p>
<p>Le rivelazioni che sono seguite, specialmente negli ultimi mesi, confermano il fatto che Lula sia stato criminalizzato per ragioni politiche e non puramente per ragioni legali.</p>
<p>L&#8217;incarcerazione del presidente e la sua attuale permanenza in prigione hanno aperto la porta ad una rottura in Brasile di un sistema di stato veramente democratico.</p>
<p>Credo fermamente che in nessun paese o sotto nessun sistema una persona debba essere perseguita, criminalizzata, attaccata per le sue cariche politiche. E&#8217; un diritto universale dell&#8217;uomo avere libertà di opinione politica, sempre che queste azioni, idee, attitudini non generino manifestazioni di odio, xenofobia, discriminazione o persecuzione di altre persone.</p>
<p>Dalla mia modesta posizione personale e considerandomi amico del presidente Lula da Silva, simpatizzo con tutti gli uomini e donne del mondo che hanno sofferto persecuzioni e molestie per aver difeso le loro idee sulla società e sul mondo, senza violenza.</p>
<p>Grazie alla mia visita alla sua prigione della Polizia Federale di Curitiba, ho conosciuto un Lula emozionato, un lottatore, convinto delle sue ragioni, disposto a rimanere in prigione fino a quando non potrà uscirne da uomo libero. Ha fiducia nel fatto che prima o poi la giustizia farà la sua parte”.</p>
<p>testo e foto da El Publico</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
<div id="attachment_11092" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11092" alt="Monica Benicio e Leonardo Padura a Curitiba" src="/files/2019/08/padura-580x300.jpg" width="580" height="300" /><p class="wp-caption-text">Monica Benicio e Leonardo Padura a Curitiba</p></div>
<div id="attachment_11091" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11091" alt="Monica Benicio e Leonardo Padura a Curitiba" src="/files/2019/08/padura-580x273.jpg" width="580" height="273" /><p class="wp-caption-text">Monica Benicio e Leonardo Padura a Curitiba</p></div>
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		<item>
		<title>Brasile, ex direttore generale di Odebrecht rivela di essere stato &#8220;quasi obbligato&#8221; a &#8220;costruire&#8221; una storia contro Lula</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/07/17/brasile-ex-direttore-generale-di-odebrecht-rivela-di-essere-stato-quasi-obbligato-costruire-una-storia-contro-lula/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 01:01:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Carlos Armando Paschoal]]></category>
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		<description><![CDATA[L'ex direttore generale della compagnia di costruzioni brasiliana Odebrecht, Carlos Armando Paschoal, ha dichiarato davanti al giudice di São Paulo che fu "quasi obbligato a costruire una storia" per compromettere l'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, quando si è presentato come "collaboratore" nell’inchiesta ‘Lava Jato', come riportano i media locali.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11041" alt="Lula" src="/files/2019/07/Lula.jpg" width="580" height="290" />L&#8217;ex direttore generale della compagnia di costruzioni brasiliana Odebrecht, Carlos Armando Paschoal, ha dichiarato davanti al giudice di São Paulo che fu &#8220;quasi obbligato a costruire una storia&#8221; per compromettere l&#8217;ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, quando si è presentato come &#8220;collaboratore&#8221; nell’inchiesta ‘Lava Jato&#8217;, come riportano i media locali.</strong></p>
<p>Durante un&#8217;audizione tenutasi il 6 luglio, Paschoal si riferì specificamente alle indagini che ruotavano attorno al presunto pagamento di tangenti per la ristrutturazione di una casa a Atibaia, a San Paolo, presumibilmente finanziata dalle imprese di costruzione OAS, Odebrecht e Schahin.</p>
<p>Nel febbraio 2019, la giustizia ha sostenuto che il leader del Partito dei lavoratori (PT) ha ricevuto un milione di reais ($ 270.000) per la ristrutturazione dell’immobile e ha condannato l&#8217;ex presidente a 13 anni di carcere per presunta corruzione e riciclaggio di denaro. Si tratta della seconda sentenza contro l&#8217;ex capo dello Stato brasiliano.</p>
<p>Nella sua recente testimonianza, dove ha dovuto spiegare le motivazioni che lo hanno portato a fare certe dichiarazioni, l&#8217;ex dirigente della compagnia Odebrecht, che è stato anche condannato nello stesso caso a due anni di carcere con la possibilità di lavorare all’esterno del carcere, ha fatto riferimento alla Procura della Repubblica (MPF), che lo avrebbe &#8220;costretto&#8221; a fare dichiarazioni contro Lula.</p>
<p>&#8220;Nel caso del sito [di Atibaia, la casa in questione], su cui non ho assolutamente nulla a che vedere, per esempio, mi hanno quasi costretto a fare un resoconto di quello che era successo. Ho dovuto costruire una storia&#8221;, ha riconosciuto.</p>
<p>Nel novembre 2018, l&#8217;uomo d&#8217;affari ha testimoniato, effettuando una &#8220;delación premiada&#8221; (cioè, confessare di aver commesso un crimine in cambio di pene inferiori) davanti alla 13a Corte dello stato di Paraná, dove era in servizio l&#8217;ex-giudice Sergio Moro, attuale ministro della Giustizia. Moro è ora accusato di collusione con i procuratori di &#8220;Lava Jato&#8221; per aver condannato Lula senza prove.</p>
<p>Nel rapporto &#8220;costruito&#8221;, Paschoal ha dichiarato di aver ricevuto una richiesta dal vertice di Odebrecht per &#8220;aiutare nella ristrutturazione di una casa in Atibaia, usata opportunamente dall&#8217;allora presidente&#8221;.</p>
<p>Dopo aver appreso della dichiarazione di Paschoal, l&#8217;avvocato di Lula, Cristiano Zanin Martins, ha detto che la difesa dell&#8217;ex presidente aveva già sottolineato l&#8217;esistenza di una strategia politico-giudiziaria per imprigionare il suo cliente: &#8220;Rafforza solo ciò che abbiamo affermato”.</p>
<p>Fonte: RT</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Perché hanno tanta paura di Lula libero?</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 00:58:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da un anno sono prigioniero ingiustamente, accusato e condannato per un crimine che non è mai esistito. Ogni giorno che ho passato qui ha fatto aumentare la mia indignazione, però ho fiducia in un giudizio giusto dove la verità prevarrà. Posso dormire con la coscienza tranquilla della mia innocenza. Dubito che abbiano un sonno sereno quelli che mi hanno condannato con una farsa giudiziale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10919" alt="Lula-multitud-580x387" src="/files/2019/04/Lula-multitud-580x387.jpg" width="580" height="387" />Da un anno sono prigioniero ingiustamente, accusato e condannato per un crimine che non è mai esistito. Ogni giorno che ho passato qui ha fatto aumentare la mia indignazione, però ho fiducia in un giudizio giusto dove la verità prevarrà. Posso dormire con la coscienza tranquilla della mia innocenza. Dubito che abbiano un sonno sereno quelli che mi hanno condannato con una farsa giudiziale.</strong></p>
<p>Quello che mi fa male, senza dubbio, è ciò che succede in Brasile e la sofferenza del nostro popolo Per imporre un giudizio di eccezione, hanno superato i limiti della legge e della Costituzione, indebolendo la democrazia. I diritti del popolo e dei cittadini sono stati revocati, mentre impongono il taglio dei salari, la precarizzazione del lavoro e l&#8217;aumento del costo della vita. Abbiamo consegnato la sovranità nazionale, le nostre ricchezze, le nostre imprese e perfino il nostro territorio per soddisfare gli interessi stranieri.</p>
<p>Oggi è chiaro che la mia condanna è stata parte di un movimento politico iniziato dalla rielezione della presidentessa Dilma Rousseff nel 2014. Sconfitta nelle urne per la quarta volta consecutiva, l&#8217;opposizione ha scelto il cammino del golpe per tornare al potere, riprendendo il vizio autoritario delle classi dominanti brasiliane.</p>
<p>Il colpo dell&#8217;impeachment senza crimini di responsabilità è stato contro il modello di sviluppo con inclusione sociale che il paese stava costruendo dal 2003. In 12 anni, creammo 20 milioni di posti di lavoro, abbiamo tolto 32 milioni di persone dalla miseria, moltiplicammo il PIL per cinque. Abbiamo aperto l&#8217;università a milioni di esclusi.<br />
Abbiamo vinto la fame.</p>
<p>Quel modello era ed è intollerabile per una cupola privilegiata e precostituita della società. Ha colpito potenti interessi economici fuori dal paese. Mentre il Pre-sal ha risvegliato l&#8217;avidità  delle petroliere straniere, imprese brasiliane sono passate a contendere mercati con esportatori tradizionali di altri paesi.</p>
<p>L&#8217;impeachment è arrivato per far tornare il neoliberalismo, in una versione ancora più radicale. Per questo hanno sabotato gli sforzi del governo di Rousseff per affrontare la crisi economica e correggere i suoi propri errori. Si è affondato il paese in un collasso fiscale e in una recessione che continua. Hanno promesso che sarebbe bastato togliere il PT dal governo perché i problemi del paese finissero.</p>
<p>Il popolo ha capito subito di essere stato ingannato. La disoccupazione è aumentata, i programmi sociali svuotati, scuole e ospedali hanno perso denaro. Una politica suicida attuata da Petrobras ha portato il prezzo del gas da cucina ad essere proibitivo per i poveri ed ha portato alla paralisi dei camionisti. Vogliono far scomparire le pensioni degli anziani e dei lavoratori rurali.</p>
<p>Nelle carovane in giro per il paese ho visto negli occhi della nostra gente la speranza e il desiderio di riprendere quel modello che iniziò a correggere le disuguaglianze e che ha dato opportunità a tutti quelli che non le avevano mai avute.</p>
<p>All&#8217;inizio del 2018 i sondaggi segnalavano che io avrei vinto le elezioni al primo turno.</p>
<p>Era necessario impedire la mia candidatura ad ogni costo. La Lava Jato, che è stata uno schermo nel colpo dell&#8217;impeachment, ha investito posti e prerogative della difesa per condannarmi prima delle elezioni. Hanno registrato illegalmente le mie conversazioni, i telefoni dei miei avvocati e persino quello della presidentessa della Repubblica. Sono stato oggetto di una condotta coercitiva illegale, un vero sequestro. Hanno rivoltato casa mia, il mio materasso, hanno preso i cellulari e persino i tablet dei miei nipoti.</p>
<p>Non hanno trovato nulla per incriminarmi: né conversazioni di banditi, ne valige di denaro, né conti all&#8217;estero. Nonostante tutto sono stato condannato in un tempo record da Sergio Moro e il TRF-4, per “atti indeterminati” senza che trovassero nessuna connessione tra l&#8217;appartamento che non è mai stato mio e presunte deviazioni di soldi di Petrobras. Il tribunale Supremo mi ha negato un giusta petizione di habeas corpus, sotto pressione dei media, del mercato e persino delle Forze Armate, come ha confermato recentemente Jair Bolsonaro, il maggior beneficiario di questa persecuzione.</p>
<p>La mia candidatura è stata proibita contro la legge elettorale, la giurisprudenza e una determinazione del Comitato dei Diritti Umani dell&#8217;ONU emessa per garantire i miei diritti politici. Nonostante questo il nostro candidato Fernando Haddad ha raccolto un sostegno notevole nelle votazione ed è stato sconfitto solo dall&#8217;industria della menzogna di Bolsonaro nelle reti sociali, finanziata perfino con denaro straniero, secondo la stampa.</p>
<p>I più rinomati giuristi del Brasile e di altri paesi considerano assurda la mia condanna e indicano la parzialità di Sergio Moro, confermata in pratica quando ha accettato di essere ministro della Giustizia del presidente che lui ha aiutato ad essere eletto con la mia condanna. Tutto quello che voglio è che mi indichi anche solo una prova contro di me.</p>
<p>Perché hanno tanta paura di Lula libero, se hanno già raggiunto l&#8217;obiettivo che era impedire la mia elezione, se non c&#8217;è nulla che sostenga questa prigione? In realtà ciò che temono è l&#8217;organizzazione del popolo che si identifica con il nostro progetto di paese. Temono di dover riconoscere le arbitrarietà che hanno commesso per eleggere un presidente incapace che ci riempie di vergogna.</p>
<p>Sanno che la mia liberazione è una parte importante della riattivazione della democrazia in Brasile. Però sono incapaci di convivere con il processo democratico.</p>
<p>Luiz Inacio Lula da Silva<br />
Ex presidente della Repubblica (2003-2010)</p>
<p>Articolo pubblicato su Folha de S. Paulo</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
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		<title>Nella fase di formalizzazione la proposta di Lula per il Nobel della Pace</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Nov 2018 02:32:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La campagna internazionale affinché l'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva sia dichiarato Premio Nobel della Pace nel 2019 è nella fase di formalizzazione, rivela il settimanale Brasil de Fato. D’accordo con la fonte, il Premio Nobel della Pace del 1980, l'argentino Adolfo Perez Esquivel, lavora per riunire le firme necessarie ed ufficializzare la candidatura dell'ex dirigente operaio, che compie una condanna di sette mesi per supposti atti di corruzione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10743" alt="lula-nobel" src="/files/2018/11/lula-nobel.jpg" width="580" height="386" />La campagna internazionale affinché l&#8217;ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva sia dichiarato Premio Nobel della Pace nel 2019 è nella fase di formalizzazione, rivela il settimanale Brasil de Fato.  </strong></p>
<p>D’accordo con la fonte, il Premio Nobel della Pace del 1980, l&#8217;argentino Adolfo Perez Esquivel, lavora per riunire le firme necessarie ed ufficializzare la candidatura dell&#8217;ex dirigente operaio, che compie una condanna di sette mesi per supposti atti di corruzione.</p>
<p>L&#8217;idea è che si firmi un formulario, nella pagina del Comitato Norvegese del Nobel, fino al 31 gennaio. In totale, 400 mila persone hanno aderito alla campagna dall&#8217;anno scorso, indica la pubblicazione.</p>
<p>Aggrega che Esquivel e gli altri difensori considerano Lula un lottatore instancabile contro la fame e la povertà, e la sua traiettoria l’ha trasformato in un leader mondiale per la pace e per la dignità umana.</p>
<p>Secondo lo statuto della Fondazione Nobel, una candidatura valida per il Premio Nobel della Pace richiede la firma di membri di assemblee nazionali e governi nazionali di stati sovrani, come di attuali presidenti, di rappresentanti della Corte Internazionale della Giustizia a L&#8217;Aia e del Tribunale Permanente di Arbitraggio a L&#8217;Aia.</p>
<p>Le proposte di questa giunta saranno presentate nella sua prima riunione, prevista dopo il 1º febbraio.</p>
<p>Esquivel divulga la campagna nella piattaforma Change.org e nelle reti sociali.</p>
<p>Il suo messaggio ai sostenitori della candidatura afferma: “Firma la richiesta, io l’ho già fatto, non c&#8217;è tempo da perdere nella lotta contro la fame. Dobbiamo proteggere i più vulnerabili e riconoscere il valore di quelli che hanno dato tutto, perfino la loro libertà, per costruire la pace”.</p>
<p>In Brasile, la candidatura ha l’appoggio di migliaia di persone, includendo figure della vita politica che non hanno fatto parte dei governi del Partito dei Lavoratori (PT) e non sono stati al fianco dell&#8217;ex governante, durante tutta la sua traiettoria.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Il cerchio si chiude in Brasile. Il giudice che ha incarcerato Lula entra nel governo Bolsonaro</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Nov 2018 21:16:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il giudice Sergio Moro, che ha condotto l'operazione di Lava Jato e fatto condannare a 12 anni di carcere l'ex presidente Lula Da Silva senza prove concrete, sarà il ministro della Giustizia e Pubblica Sicurezza del Brasile nel governo del presidente eletto Jair Bolsonaro. La detenzione e la proscrizione del politico più popolare nel paese hanno aperto la strada all'estrema destra per ottenere la presidenza e ora viene ricompensato con una carica.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10707" alt="Moro" src="/files/2018/11/Moro.jpg" width="700" height="350" />Il giudice Sergio Moro, che ha condotto l&#8217;operazione di Lava Jato e fatto condannare a 12 anni di carcere l&#8217;ex presidente Lula Da Silva senza prove concrete, sarà il ministro della Giustizia e Pubblica Sicurezza del Brasile nel governo del presidente eletto Jair Bolsonaro. La detenzione e la proscrizione del politico più popolare nel paese hanno aperto la strada all&#8217;estrema destra per ottenere la presidenza e ora viene ricompensato con una carica.</strong></p>
<p>&#8220;Ho accettato il prestigioso invito”, ha affermato il magistrato attraverso una dichiarazione alla stampa dopo l&#8217;incontro di persona per due ore con l&#8217;ex ufficiale militare presso la residenza del presidente eletto a Barra de Tijuca. L&#8217;oppositore politico del Partito dei Lavoratori ha affermato che l&#8217;obiettivo principale della sua amministrazione sarà &#8220;la lotta contro il crimine organizzato e il riciclaggio di denaro sporco&#8221;.</p>
<p>Moro, che ha cercato di affermarsi come un &#8220;emblema anti-corruzione&#8221; negli ultimi anni, ha osservato che con &#8220;un certo rammarico&#8221; dovrà lasciare dopo &#8220;22 anni di magistratura&#8221; per accettare la proposta che Bolsonaro aveva avanzato, anche prima di essere eletto. &#8220;Tuttavia, la prospettiva di applicare un forte programma di lotta alla corruzione e contro il crimine organizzato, rispettando la Costituzione, la legge e i diritti, mi ha portato a prendere questa decisione&#8221;, ha detto il giudice che ha negato a Lula, incarcerato senza prove, tutti i ricorsi dopo il suo arresto.</p>
<p>&#8220;In pratica, significa consolidare gli avanzamenti contro il crimine e la corruzione degli ultimi anni e mettere da parte i rischi di battute d&#8217;arresto per il bene superiore. L&#8217;operazione Lava-Jato continuerà a Curitiba con i coraggiosi giudici locali&#8221;, prosegue il testo diffuso dal magistrato.</p>
<p>Moro è stato il cervello dell’operazione Lava Jato e così ha potuto imprigionare uomini d&#8217;affari e politici, concentrandosi in particolare sugli ex leader del PT. Gli arresti molte volte hanno preso come prove valide solo le cosiddette &#8220;delaciones premiadas&#8221; degli imputati stessi.</p>
<p>L&#8217;obiettivo finale era l&#8217;arresto di Lula, a cui Moro alla fine riuscì a giungere accusandolo di aver presumibilmente ricevuto un appartamento nella località di Guarujá dalla società di costruzioni OAS. Tuttavia, la condanna è arrivata senza che esistesse un singolo registro di proprietà a nome dell&#8217;ex presidente.</p>
<p>Lula, che ha governato il Brasile tra il 2003 e il 2011, doveva essere un candidato alle elezioni che si sono svolte in ottobre ed era il favorito in tutti i sondaggi. All&#8217;inizio di aprile Moro ha ordinato il suo arresto, dopo che la Corte Regionale Federale 4 ratificò la sentenza ordinata dal giudice e la estese addirittura da 9 a 12 anni di prigione.</p>
<p>L&#8217;ex presidente si consegnò e da allora è imprigionato a Curitiba. Ha mantenuto la sua candidatura fino all&#8217;ultimo momento, quando è stato proscritto dalla Giustizia Elettorale e ha nominato chi era il suo compagno di corsa, Fernando Haddad, come candidato del Partito dei Lavoratori. Haddad ha raggiunto il secondo turno con Bolsonaro, ma l’ex ufficiale militare misogino, omofobo e razzista, ha vinto con il 55 per cento dei voti.</p>
<p>da Pagina 12</p>
<p>traduzione de l’AntiDiplomatico</p>
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		<title>Brasile, imprese vicine a Bolsonaro finanziano la diffusione di fake news su WhatsApp contro il PT</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Oct 2018 02:22:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dietro l’inaspettato exploit del fascio-liberista Jair Bolsonaro vi sarebbe anche una ben studiata campagna propagandistica. Ovviamente basata sulle fake news contro Haddad, Manuela D’Avila (candidata alla vicepresidenza), Lula, e il PT. Dopo il caso delle 35 fake news contro i candidati della sinistra veicolate ad arte da Bolsonaro, stoppate dal Tribunale elettorale del Brasile, adesso emerge una campagna orchestrata tramite il servizio di messaggeria WhatsApp. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10691" alt="Bolsonarofack" src="/files/2018/10/Bolsonarofack.jpg" width="580" height="338" />Dietro l’inaspettato exploit del fascio-liberista Jair Bolsonaro vi sarebbe anche una ben studiata campagna propagandistica. Ovviamente basata sulle fake news contro Haddad, Manuela D’Avila (candidata alla vicepresidenza), Lula, e il PT.</strong></p>
<p>Dopo il caso delle 35 fake news contro i candidati della sinistra veicolate ad arte da Bolsonaro, stoppate dal Tribunale elettorale del Brasile, adesso emerge una campagna orchestrata tramite il servizio di messaggeria WhatsApp.</p>
<p>Diverse aziende sostenitrici della candidatura del novello Pinochet brasiliano del Partido Social Liberal (PSL), hanno finanziato l’acquisto di un servizio WhatsApp chiamato Massively necessario per inviare una massa di messaggi contro il Partito dei Lavoratori (PT), la formazione politica che sostiene Fernando Haddad nella corsa per la presidenza del paese sudamericano.</p>
<p>La fornitura di questo tipo di servizi, necessari per costruire una campagna diffamatoria, è illegale in conformità con la legislazione elettorale brasiliana perché è considerato un finanziamento non dichiarato. Il regolamento elettorale del paese sudamericano è chiaro e proibisce qualsiasi sponsorizzazione delle campagne elettorali da parte delle aziende, evidenzia l’emittente teleSUR.</p>
<p>Il piano diffamatorio viene poi concretizzato attraverso l’acquisto di database da agenzie di strategia digitale, operazione anch’essa espressamente vietata dal codice elettorale brasiliano.</p>
<p>I media brasiliani hanno reso noto l’identità delle aziende coinvolte nell’operazione diffamatoria contro Haddad e il PT: si tratta dei grandi magazzini Havan, Quickmobile, Yacows, Croc Services e SMS Market.</p>
<p>I contratti stipulati da queste aziende raggiungono 12 milioni di reales, circa 3,2 milioni di dollari.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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