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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Lombardia</title>
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		<title>Diaz-Canel: Voi rappresentate la vittoria della vita sulla morte</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 23:31:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari compatrioti: Benvenuti alla patria!  
Solo alcuni minuti fa è finita la riunione che corrispondeva realizzare oggi nel Gruppo Temporaneo di Lavoro che sta dirigendo le azioni di combattimento alla pandemia, e qui siamo rimasti un gruppo di compagni per partecipare a questo ricevimento a distanza che sarà più intimo quando abbiate trascorso la quarantena; così non abbiamo voluto infrangere tutti i protocolli che ha stabilito il paese per riuscire ad evitare la trasmissione di questa pandemia.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11593" alt="medicos_italia_cuba-3-1-580x386" src="/files/2020/06/medicos_italia_cuba-3-1-580x386.jpg" width="580" height="386" />Parole pronunciate da Miguel Mario Diaz-Canel Bermudez, Presidente della Repubblica di Cuba, nel ricevimento in video ai medici della brigata Henry Reeve che si trovavano a Crema, in Italia, approdando all&#8217;aeroporto Josè Martì, 8 giugno 2020, “Anno 62 della Rivoluzione.”  </strong></p>
<p>(Versioni Stenografiche–Presidenza della Repubblica)</p>
<p>“Cari compatrioti: Benvenuti alla patria!</p>
<p>Solo alcuni minuti fa è finita la riunione che corrispondeva realizzare oggi nel Gruppo Temporaneo di Lavoro che sta dirigendo le azioni di combattimento alla pandemia, e qui siamo rimasti un gruppo di compagni per partecipare a questo ricevimento a distanza che sarà più intimo quando abbiate trascorso la quarantena; così non abbiamo voluto infrangere tutti i protocolli che ha stabilito il paese per riuscire ad evitare la trasmissione di questa pandemia.</p>
<p>Sono con noi il Primo Ministro Marrero, il Vicepresidente della Repubblica Salvador, il Vice primo Ministro Morales; i ministri della Salute e Commercio Estero, Portal e Malmierca, rispettivamente; il compagno Amado, segretario del consiglio dei Ministri, e la dottoressa Tania Margarita.</p>
<p>Noi, a nome del Generale dell’Esercito, a nome del nostro Partito, del nostro Governo e del nostro popolo, vi diamo il benvenuto a casa.</p>
<p>Il vostro ritorno ci riempie di una gioia profonda, perché siete ritornati sani e con la più umanitaria e nobile delle missioni compiuta: salvare vite.</p>
<p>Dopo più di due mesi di lavoro intenso e rischioso, ci piacerebbe molto potervi abbracciare, uno alla volta, per ringraziarvi della vostra missione eroica; ma oggi solo possiamo tentare di toccarvi il cuore con parole e dirvi con la più profonda delle nostre emozioni: Grazie!, ci ritroveremo poi in un altro ricevimento con maggiore contatto.</p>
<p>Vi rimangono da compiere sacrifici ancora più duri: come due settimane in più di isolamento e continuare a posporre l&#8217;incontro con i vostri cari.</p>
<p>Spero che in tutto questo tempo abbiano sentito l&#8217;ammirazione, l&#8217;affetto e l&#8217;orgoglio che esprime ogni applauso che il nostro popolo ha fatto per voi.</p>
<p>Voi rappresentate la vittoria della vita sulla morte, della solidarietà sull&#8217;egoismo, dell&#8217;ideale socialista sul mito del mercato. Col vostro nobile gesto e la vostra valorosa disposizione a sfidare la morte per salvare vite, voi avete dimostrato al mondo una verità che i nemici di Cuba hanno preteso tacere o tergiversare: la forza della medicina cubana!</p>
<p>Quando voi siete partiti da L&#8217;Avana verso Crema, c&#8217;erano molte più incertezze che certezze con l&#8217;epidemia. Appena, il virus da alcuni giorni stava mettendo alla prova la nostra capacità di risposta epidemiologica, però sì c’era qualcosa molto chiaro fin dalle prime notizie sull&#8217;espansione del virus che è possibile uscire da una pandemia solo con uno sforzo globale.</p>
<p>Il mondo sollecita cooperazione e solidarietà, due risorse della volontà umana che Fidel ci ha insegnato a coltivare come principi fondamentali di una Rivoluzione al potere.</p>
<p>Il ritorno vittorioso di questa brigata di più di cinquanta persone, tra personale medico e di infermeria, ha un significato di grande valore alla luce di questi principi. Persone di tutte le latitudini, perfino nel mondo sviluppato, si sono fidati della qualità professionale ed umana dei lavoratori della salute di Cuba.</p>
<p>Voi avete rappresentato nella forma più alta questa verità che i portavoci imperiali hanno preteso nascondere, minare, seppellire con bugie ed aggressioni in un enorme, milionaria e bugiarda campagna di discredito e di attacchi infami.</p>
<p>Voi siete quell&#8217;idea giusta capace di fermare un esercito dal fondo di una grotta, della quale ha parlato il nostro apostolo Josè Martì.</p>
<p>Voi, insieme al messaggio di vita che avete lasciato nei vostri pazienti guariti, avete riportato alla moda la solidarietà quando molti credevano fosse morta la tenerezza dei popoli.</p>
<p>Nei più di due mesi in cui siete stati lontani, il paese non ha mai smesso di stare attento ad ogni messaggio trasmesso ai vostri parenti e compagni. Da qui siete stati applauditi ogni notte e, mentre le nostre autorità seguivano da vicino il vostro lavoro, si sono alzate preghiere popolari per farvi ritornare sani e salvi con la missione compiuta.</p>
<p>Professionisti di quasi tutte le discipline scientifiche ed accademiche hanno formato nel nostro paese una poderosa rete della quale sono germogliate strategie di lotta contro la pandemia, studi della sua evoluzione in tutto il paese e protocolli di attenzione ai malati ed alla popolazione vulnerabile, tra le altre cose, che c&#8217;inorgoglisce esibirvi come prova che quelli che sono rimasti qui hanno anche combattuto per essere all&#8217;altezza di quelli che sono andati a dare un bacio al mondo, come dice il testo della canzone “Valientes” del gruppo Buena Fe, che si è convertita in uno degli inni in questi giorni.</p>
<p>Solo col lavoro instancabile, sotto condizioni eccezionali, di persone di tutti i mestieri e quel talento traboccante si può spiegare la ragione per cui stiamo vincendo la lotta contro la pandemia in momenti in cui un&#8217;altra terribile pandemia, quella del bloqueo e della guerra economica, aumentano senza pietà dell&#8217;amministrazione statunitense, ancora più criminale, e per questo ancora più screditata.</p>
<p>In questi due mesi e mezzo cruciali per il mondo, ma specialmente per una nazione bloccata fino ad estremi genocidi, gli Stati Uniti ci hanno negato ed hanno ostacolato acquisti di ogni tipo, non hanno condiviso informazione né hanno agito come stabiliscono le leggi internazionali contro un attentato terroristico alla nostra Ambasciata a Washington e, nel colmo del cinismo, hanno inserito Cuba in una lista di nazioni spurie che non cooperano nella lotta contro il terrorismo. Hanno agito con particolare perfidia nella persecuzione di imbarcazioni di combustibile dal Venezuela, ed ha imposto nuove sanzioni contro investitori attuali o possibili e contro istituzioni cubane. Non rimane oramai nessun buco nella cintura che stringono attorno a Cuba.</p>
<p>Non è per caso che le brigate mediche cubane che oggi difendono la vita in 28 paesi portano il nome dello statunitense che più ha fatto per Cuba: Henry Reeve, generale di brigata del nostro Esercito Liberatore ed ispirazione permanente di quelli che, come Martì, “amiamo la patria di Lincoln, tanto quanto temiamo la patria di Cutting.”</p>
<p>Ci ha riempiti di sano orgoglio in questi giorni assistere ad un crescente clamore mondiale affinché queste brigate siano nominate per il Premio Nobel della Pace. Con la missione che voi avete compiuto avete contribuito fortemente a spingere questo movimento.</p>
<p>Quando il mondo sarà un luogo più giusto e sicuramente nobile si premierà tutto il sistema di salute cubano per avere trasformato in fatti la predica martiana che “patria è umanità”, alla quale hanno consacrato le loro maggiori energie e sforzi Fidel, Raul e la Generazione del Centenario, della quale siamo figli e seguaci, voi e quelli che oggi vi danno il benvenuto.</p>
<p>Un&#8217;altra volta grazie! Opere profondamente umane come quelle che voi fate ogni giorno, onorano la memoria di Martì, di Fidel e di tutti i rivoluzionari cubani; ispirano anche il nostro grido invariabile di: Patria o Morte! Vinceremo!</p>
<p>Benvenuti alla patria! (Applausi.)”</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>foto: Ismael Francisco/ Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11594" alt="medicos_italia_cuba-5-580x349" src="/files/2020/06/medicos_italia_cuba-5-580x349.jpg" width="580" height="349" /><img class="alignleft size-full wp-image-11595" alt="medicos_italia_cuba-10-580x312" src="/files/2020/06/medicos_italia_cuba-10-580x312.jpg" width="580" height="312" /><img class="alignleft size-full wp-image-11596" alt="medicos_italia_cuba-12-580x350" src="/files/2020/06/medicos_italia_cuba-12-580x350.jpg" width="580" height="350" /></p>
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		<title>Cuba invierà 53 tra medici ed infermieri per aiutare in Lombardia</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 03:02:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un totale di 53 tra medici ed infermieri arriveranno questo sabato 21 marzo da Cuba per aiutare in Lombardia, nella lotta contro il nuovo coronavirus. “L'invio di personale avrà luogo dopo la richiesta di aiuto che ha realizzato questa regione davanti alla scarsità di personale negli ospedali già traboccanti”, ha detto oggi Giulio Gallera, assessore alla Sanità della Lombardia. “Si tratta di personale altamente specializzato che ha combattuto già contro l'ebola e che sa trattare questo tipo di malattie”, ha annunciato Gallera, che  ha aggiunto che andranno “ad alleviare la situazione nell'ospedale di Crema.” ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11404" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11404" alt="Nell'entrata dell'ospedale di Bergamo, un cartello dice: siete voi i veri eroi. Onore ai medici ed infermieri!” Foto: Facebook / Clarin" src="/files/2020/03/en-la-entrada-del-hospital-580x286.jpg" width="580" height="286" /><p class="wp-caption-text">Nell&#8217;entrata dell&#8217;ospedale di Bergamo, un cartello dice: siete voi i veri eroi. Onore ai medici ed infermieri!” Foto: Facebook / Clarin</p></div>
<p><strong>Un totale di 53 tra medici ed infermieri arriveranno questo sabato 21 marzo da Cuba per aiutare in Lombardia, nella lotta contro il nuovo coronavirus.</strong></p>
<p>“L&#8217;invio di personale avrà luogo dopo la richiesta di aiuto che ha realizzato questa regione davanti alla scarsità di personale negli ospedali già traboccanti”, ha detto oggi Giulio Gallera, assessore alla Sanità della Lombardia.</p>
<p>“Si tratta di personale altamente specializzato che ha combattuto già contro l&#8217;ebola e che sa trattare questo tipo di malattie”, ha annunciato Gallera, che  ha aggiunto che andranno “ad alleviare la situazione nell&#8217;ospedale di Crema.”</p>
<p>L&#8217;ambasciatore cubano in Italia, Josè Carlos Rodriguez Ruiz, ha confermato alcuni giorni fa il sollecito di Gallera e che si era sollecitato l&#8217;aiuto alle autorità cubane competenti.</p>
<p>Questi dottori si uniranno alla decina di medici cinesi che sono arrivati oggi a Milano e che saranno inviati al nuovo ospedale di campagna che si costruirà a Bergamo, la provincia lombarda più colpita dal COVID-19.</p>
<p>“Siamo riusciti a recuperare un gruppo di medici per rendere efficiente ed effettivo l&#8217;ospedale di Bergamo, la cui costruzione è stata frenata ieri dovuto alla mancanza del personale”, ha spiegato il presidente della regione della Lombardia, Attilio Fontana.</p>
<p>Ed ha continuato: “Era inutile costruire una cattedrale nel deserto. Ora, dopo avere ricevuto la conferma dei medici, le opere si riannoderanno.”</p>
<p>Cina ha promesso l&#8217;arrivo di altri esperti e di equipaggiamenti medici nei prossimi giorni.</p>
<p>Secondo i dati di oggi, solo in Lombardia ci sono stati 209 decessi, per arrivare ad un totale di 2 168.</p>
<p>Inoltre, Fontana ha annunciato che esigerà al governo misure più rigide dopo che la delegazione cinese, diretta dal vicepresidente della Croce Rossa locale, Sun Shuopeng, assicurasse che, secondo lui, le misure erano poco strette.</p>
<p>“I nostri invitati cinesi sono attoniti nel vedere quanta gente cammina per le strade, quanti usano il trasporto pubblico, e che troppo pochi usano mascherine”, ha concluso Fontana.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>con informazione di EFE</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Un germoglio promettente cresce dal gemellaggio Lombardia-Las Tunas</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2019 01:51:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da 1997, il Coordinamento in Lombardia dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba (Anaic) e la delegazione nella provincia orientale dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP) hanno costituito un gemellaggio, che si è tradotto nel soggiorno di attivisti della nazione europea, che non solo hanno apportato aiuti materiali per calmare gli effetti del bloqueo statunitense in più di un centinaio di istituzioni di Las Tunas, ma, il fatto più importante, hanno condiviso l'impegno di costruire un mondo molto più giusto. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10939" alt="1" src="/files/2019/04/1.jpg" width="580" height="387" />Nelle giornate di scambio che si sono svolte durante tre anni consecutivi tra studenti e professori della città di Lecco ed i suoi colleghi di questa provincia dell&#8217;oriente cubano ci potrebbe essere la staffetta generazionale del gemellaggio tra la regione italiana della Lombardia e Las Tunas.</strong></p>
<p>Da 1997, il Coordinamento in Lombardia dell&#8217;Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba (Anaic) e la delegazione nella provincia orientale dell&#8217;Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP) hanno costituito un gemellaggio, che si è tradotto nel soggiorno di attivisti della nazione europea, che non solo hanno apportato aiuti materiali per calmare gli effetti del bloqueo statunitense in più di un centinaio di istituzioni di Las Tunas, ma, il fatto più importante, hanno condiviso l&#8217;impegno di costruire un mondo molto più giusto.</p>
<p>Nel 2017, abitanti di Las Tunas e lombardi hanno deciso di esplorare altre ariste negli stretti lacci coltivati, mettendosi a fuoco, soprattutto, nelle nuove generazioni dei due partner del gemellaggio. Sono così cominciati ad arrivare, ogni mese di aprile, gruppi successivi di giovani dell&#8217;Istituto Bertacchi e del Liceo Manzoni per avvicinarsi con totale libertà alla vita quotidiana nella scuola professionale d’arte (EPA) El Cucalambé, e dell&#8217;istituto superiore vocazionale delle Scienze Esatte (Ipvce), Luis Urquiza Jorge.</p>
<p>In questo 2019, il soggiorno del gruppo di studenti di Lecco è stato appena di quattro giorni e con gli spazi riservati per conoscere gli stili di vita, i simboli nazionali e le caratteristiche di entrambi i paesi, si è svolto anche un percorso in luoghi di rilevanza economica e sociale di questo territorio. Hanno visitato, tra gli altri, l’asilo infantile “Constructores del 2000” e lo zuccherificio “Majibacoa”. Come è già accaduto in occasioni anteriori, i visitatori si sono dimostrati soddisfatti per sentirsi costruttori di nuovi ponti di fraternità.</p>
<p>“È qualcosa di molto particolare, molto intenso che mi ha fatto crescere”, ha detto Caterina Saglio di 18 anni, che terminerà i suoi studi nel Liceo Manzoni tra poco, per iscriversi all’università nel corso di ingegnere aerospaziale. “Nonostante viviamo in un paese completamente differente abbiamo imparato tutti: balli tradizionali. Inoltre, formiamo nuove amicizie che rimarranno vive per sempre”, ha commentato Belkis Fajardo Prado, una ragazza della sua stessa età, ma che studia nell&#8217;Ipvce della capitale cubana delle sculture.</p>
<p>L&#8217;esperienza non è solo un arricchimento per i più giovani, ma anche i loro professori sentono che qualcosa è cambiato nelle loro vite ed in bene. Così lo crede la professoressa Giovanna Gentile, insegnante del Liceo Manzoni, che nel suo secondo viaggio a Las Tunas, si è molto emozionata ascoltando un giovane della provincia orientale cubana intonare una canzone nel suo dialetto napoletano natale, mentre visitava il campus Pepito Tey dell&#8217;Università locale.</p>
<p>Gentile ha detto di essere speranzosa che i suoi alunni possano imparare molto di come gli studenti cubani collaborano per risolvere i problemi delle loro scuole e di come partecipano a molte attività, oltre al tempo docente. Da parte sua, Alan Scopel, che era il rappresentante ufficiale del gruppo del Liceo Bertacchi, è stato soddisfatto nelle sue aspettative, che includevano non solo accompagnare i suoi alunni, ma anche esplorare opzioni di scambio accademico coi centri educativi di questa parte del paese.</p>
<p>Per i colleghi cubani le impressioni sono simili: “Ogni goccia di solidarietà è per noi importante e ringraziamo enormemente per tutto quello che hanno fatto. Questa è una delle idee più belle che ha organizzato il gemellaggio tra Lombardia e Las Tunas”, ha detto Amauri del Rio, professore dell&#8217;Ipvce.</p>
<p>“L&#8217;incontro è accaduto per la terza volta, ma ogni anno, tutti i giovani, che sono venuti hanno trasmesso le loro esperienze, il loro mondo interno, non solo la loro cultura. Diceva Josè Martì che Patria è umanità e che bello vedere che l&#8217;amore ci unisce, perché la Rivoluzione Cubana è amore!” ha detto, Nuris Cantallops, direttrice dell&#8217;EPA El Cucalambé.</p>
<p>“Ognuno di questi ragazzi di Lecco ritorna raccontando tutto quello che ha visto e per questo motivo vogliamo continuare con questi scambi. Las Tunas se lo merita”, ha affermato Ermenegildo Caimi, segretario del Coordinamento in Lombardia dell&#8217;Anaic.</p>
<p>Certamente, la globalizzazione diminuisce le distanze culturali, e, mentre si conoscevano, questi adolescenti italiani e quelli di Las Tunas hanno scoperto che ascoltano ritmi commerciali identici. Tuttavia, in seguito cominciano ad esplorare le loro proprie idiosincrasie, trovando un senso nuovo ad azioni che in altri contesti sarebbero meno rilevanti, come cantare il loro proprio Inno Nazionale o voler spiegare aspetti delle loro vite che consideravano irrilevanti. E proprio in questo, può darsi che si stia piantando il seme da cui in seguito possano germogliare nuovi entusiasmi per portare il gemellaggio tra Lombardia e Las Tunas fino ai confini del XXI secolo.</p>
<p>da Periodico 26</p>
<p>testo e foto di Istvan Ojeda Bello</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10943" alt="5" src="/files/2019/04/5.jpg" width="580" height="387" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10942" alt="3" src="/files/2019/04/3.jpg" width="580" height="387" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10941" alt="2" src="/files/2019/04/2.jpg" width="580" height="387" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10940" alt="4" src="/files/2019/04/4.jpg" width="580" height="387" /></p>
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		<title>Lombardia-Las Tunas: un abbraccio di 20 anni</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/03/27/lombardia-las-tunas-un-abbraccio-di-20-anni/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Mar 2017 00:33:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[20º anniversario]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 27 marzo non è più un giorno qualunque per una regione del nord dell'Italia e questa provincia dell'oriente cubano. Vent’anni fa Lombardia e Las Tunas hanno firmato ufficialmente il loro gemellaggio, evento che rappresentò solo l'inizio di un vincolo fecondo, che sorpassa i semplici contatti bilaterali. Gli antecedenti tuttavia, si ubicano nell'estate del 1995. Sergio Nessi, attivista italiano della solidarietà con Cuba arrivò sull’isola caraibica con un'importante donazione di medicine. Lui lo ricorda così: “Carlos Tristà, che era il responsabile dell'Italia nell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP) mi propose di andare a Las Tunas. Ci sono andato ed ho conosciuto Georgina (l’allora delegata dell'ICAP nel territorio) che mi ha fatto da guida; visitai l'ospedale Ernesto Guevara ed altri luoghi.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9841" alt="AAIC" src="/files/2017/03/AAIC.jpg" width="580" height="387" />Il 27 marzo non è più un giorno qualunque per una regione del nord dell&#8217;Italia e questa provincia dell&#8217;oriente cubano. Vent’anni fa Lombardia e Las Tunas hanno firmato ufficialmente il loro gemellaggio, evento che rappresentò solo l&#8217;inizio di un vincolo fecondo, che sorpassa i semplici contatti bilaterali.  </strong></p>
<p>Gli antecedenti tuttavia, si ubicano nell&#8217;estate del 1995. Sergio Nessi, attivista italiano della solidarietà con Cuba arrivò sull’isola caraibica con un&#8217;importante donazione di medicine. Lui lo ricorda così: “Carlos Tristà, che era il responsabile dell&#8217;Italia nell&#8217;Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP) mi propose di andare a Las Tunas. Ci sono andato ed ho conosciuto Georgina (l’allora delegata dell&#8217;ICAP nel territorio) che mi ha fatto da guida; visitai l&#8217;ospedale Ernesto Guevara ed altri luoghi.</p>
<p>“Nel 1996 ed i primi mesi del 1997 si decise che, dopo un accordo firmato da quelli che erano i presidenti dell&#8217;ICAP Sergio Corrieri in quel momento e dell&#8217;Associazione di Amicizia Italia-Cuba (AAIC) Arnaldo Cambiaghi, il coordinamento regionale della Lombardia dell&#8217;AAIC si sarebbe gemellato con Las Tunas”. Questo è stato solo il principio.</p>
<p>Come riassumere due decadi?</p>
<p>“La cosa più importante è la relazione di amicizia e di solidarietà che si sono stabilite tra Lombardia e Las Tunas”,</p>
<div id="attachment_9842" style="width: 323px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-9842" alt="Nay Caballero Hernandez" src="/files/2017/03/nay_caballero_0001.jpg" width="323" height="448" /><p class="wp-caption-text">Nay Caballero Hernandez</p></div>
<p>dice Nay Caballero Hernandez, attuale delegato dell&#8217;ICAP nella provincia. E precisa: “Le brigate di lavoro volontario Giovanni Ardizzone, i gruppi, le delegazioni ed i dirigenti hanno visitato nel territorio un numero apprezzabile di istituzioni, centri ed organismi e mantengono relazioni con loro. Questo ha permesso che a Las Tunas si conosca bene il gemellaggio ed anche che gli amici della Lombardia conoscano i risultati della Rivoluzione praticamente, con i loro stessi occhi”. “Noi”, chiarisce, “impariamo da loro, dalla loro cultura e ci siamo nutriti molto di tutto ciò, delle cose che sono positive.”</p>
<p>A metà degli anni 90, gemellaggi simili a questo si stabilirono tra le differenti regioni italiane e le province cubane. Ma, che cosa rese possibile che quello tra Lombardia-Las Tunas abbia fruttificato nel tempo?</p>
<p>Senza segni di regionalismo e con molto orgoglio, Caballero Hernandez pensa che “ciò si deve in primo luogo al lavoro del Coordinamento dell&#8217;AAIC in Lombardia e dei 19 circoli che l&#8217;integrano ed ovviamente ad ognuno dei suoi membri, che sono migliaia. È la regione che ha più affiliati dentro l&#8217;Associazione. Il suo grande sforzo, la sua sistematicità, la sua responsabilità e la loro serietà in questo lavoro sono le responsabili di tutto ciò”.</p>
<p>“Contemporaneamente abbiamo corrisposto a questo impegno attraverso gli organismi e le istituzioni della provincia, e di una gran quantità di persone che a nome di queste istituzioni, ma anche col loro sforzo personale, col loro appoggio, hanno reso possibile che il gemellaggio trionfi e dia i suoi frutti.”</p>
<p>E’ chiaro che per gli amici italiani l&#8217;esperienza è stata altrettanto arricchente. Da Lodi, Franco Tonon, titolare del Circolo dell&#8217;AAIC in questa città della Lombardia, emerge che “essere in contatto con questa esperienza storica e politica importante mi ha aiutato ad essere ancora più determinato e mi da fiducia nella lotta che sto facendo nel mio paese.”</p>
<p>“Con regolarità”, dice, “parliamo dell&#8217;internazionalismo nei documenti, negli slogan. Dipingere la parete di una scuola insieme ad un lavoratore cubano non è solo fare qualcosa di utile, uno si sente parte di qualcosa di importante, della lotta di tanti compagni nel mondo.”</p>
<p>Tonon ricorda quelli che fecero molto e ci hanno abbandonato fisicamente: “parlo di Gianni Montemartini e Margarita Caperdoni. Due compagni che amarono molto Cuba e che con il loro esempio, sono stati indispensabili per l&#8217;esistenza del nostro Circolo a Lodi e per i 20 anni di amicizia con Las Tunas.”</p>
<p>Ed il futuro del gemellaggio?</p>
<p>Tra il 14 ed il 19 aprile prossimi ci sarà la celebrazione ufficiale, che porterà a Las Tunas il maggiore gruppo di amici della Lombardia che si sia visto da molto tempo.</p>
<p>“Questo anniversario”, insiste Caballero Hernandez, “è un punto di partenza perché dobbiamo approfittare del calibro delle esperienze accumulato durante queste due decadi. Non è tutto perfetto. Ci sono alcune direzioni di lavoro che non sono  sufficientemente solide come per sentirci soddisfatti. Sappiamo che queste direzioni dovremo perfezionarle, congiuntamente.”</p>
<p>Franco, come il resto dei brigatisti, conta i giorni che mancano per il nuovo incontro.</p>
<p>“Sempre”, conclude, “ci sarà la grande forza del nostro impegno nelle brigate di lavoro volontario a Cuba. Specialmente ci sarà la nostra battaglia in Italia, contro le bugie e la disinformazione della stampa contro Cuba. Conoscendo meglio l&#8217;esperienza della Rivoluzione Cubana, il suo stile di vita, il suo desiderio di libertà ed indipendenza, staremo sempre al suo fianco.”</p>
<p>testo e foto di István Ojeda Bello</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>preso da www.periodico26.cu</p>
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