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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; lista paesi terroristi</title>
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		<title>Gli USA tolgono Cuba dalla lista dei paesi sponsor del terrorismo</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2015 01:00:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli Stati Uniti hanno tolto Cuba dalla lista degli sponsor del terrorismo, ha riferito una nota ufficiale. Il portavoce del Dipartimento di Stato nordamericano, Jeff Rathke, in una nota ufficiale ha detto che "i 45 giorni di preavviso al Congresso sono scaduti ed il Segretario di Stato ha preso la decisione finale di interrompere la designazione di Cuba come uno stato sponsor del terrorismo, e oggi diventa efficace, 29 maggio”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7408" alt="" src="/files/2014/01/cuba-estados-unidos.jpg" width="300" height="251" />Gli Stati Uniti hanno tolto Cuba dalla lista degli sponsor del terrorismo, ha riferito una nota ufficiale.</strong></p>
<p>Il portavoce del Dipartimento di Stato nordamericano, Jeff Rathke, in una nota ufficiale ha detto che &#8220;i 45 giorni di preavviso al Congresso sono scaduti ed il Segretario di Stato ha preso la decisione finale di interrompere la designazione di Cuba come uno stato sponsor del terrorismo, e oggi diventa efficace, 29 maggio”.</p>
<p>L&#8217;elenco è redatto unilateralmente da Washington e Cuba è stato inclusa dal 1982.</p>
<p>La nota precisa che gli Stati Uniti hanno alcune differenze con L&#8217;Avana, ma non ci sono criteri rilevanti per mantenere questa la politica e l&#8217;azione riflette la convinzione nordamericana che Cuba risponde ai criteri di esclusione.</p>
<p>Dal momento dell&#8217;avvio dei negoziati nel mese di gennaio per ripristinare le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti, Cuba ha sempre detto che la sua uscita dalla lista degli sponsor del terrorismo è una questione di giustizia elementare, non avrebbe mai dovuto essere messa in questa lista.</p>
<p>Questo atto, insieme con una soluzione per le finanze dell&#8217;Ufficio di Interessi di Cuba a Washington, che da oltre un anno non aveva una banca per le sue operazioni, sono stati due dei punti focali della parte cubana per ripristinare i legami bilaterali e l&#8217;apertura delle ambasciate.</p>
<p>Tuttavia, il ripristino dei collegamenti è solo la prima parte del lungo processo di normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi vicini, rotti da Washington da più di mezzo secolo.</p>
<p>Per Cuba, la normalizzazione dei rapporti con gli Stati Uniti passa attraverso la revoca del bloqueo di Washington contro L&#8217;Avana, la restituzione del territorio occupato della Base Navale di Guantanamo, la cessazione di trasmissioni illegali della radio e della televisione e la compensazione per i danni causati dalle misure economiche.</p>
<p>Per essere efficace, la decisione richiede la sua pubblicazione nel registro federale, il giornale ufficiale degli Stati Uniti, anche se l&#8217;ufficio diplomatico ha detto che la decisione diventa operativa immediatamente.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Quello che perdeva Cuba stando nella lista dei paesi terroristi</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2015 00:48:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei primi giorni del chiamato ‘disgelo’ tra Cuba e gli Stati Uniti, un giornalista volle verificare quanto lontano sarebbero arrivati i cambiamenti. Ha fatto questa domanda molto interessante a colei che sembrava la persona più indicata per rispondergli. Ma Roberta Jacobson non ha saputo che cosa rispondere quando gli domandarono se si toglierebbero le sanzioni che impediscono a Cuba di accedere ai prestiti della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8392" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8392" alt="foto: Ramon Espinosa/ AP" src="/files/2015/02/cuba-usa.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">foto: Ramon Espinosa/ AP</p></div>
<p><strong>Nei primi giorni del chiamato ‘disgelo’ tra Cuba e gli Stati Uniti, un giornalista volle verificare quanto lontano sarebbero arrivati i cambiamenti. Ha fatto questa domanda molto interessante a colei che sembrava la persona più indicata per rispondergli. Ma Roberta Jacobson non ha saputo che cosa rispondere quando gli domandarono se si toglierebbero le sanzioni che impediscono a Cuba di accedere ai prestiti della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale.  </strong></p>
<p>La sottosegretaria di Stato per i Temi dell&#8217;Emisfero Occidentale riconobbe di essere un po&#8217; persa nella materia perché, fino a dove capiva, il paese caraibico “non aveva nessuna restrizione in queste istituzioni dell&#8217;ONU.”</p>
<p>Jacobson commise un piccolo equivoco, solo spiegabile in una diplomatica del suo calibro per l&#8217;estensione del programma di sanzioni e restrizioni applicate contro un paese che l&#8217;Ufficio di Controllo degli Attivi Stranieri (OFAC) del Dipartimento del Tesoro definisce come il più sanzionato da parte degli Stati Uniti.</p>
<p>Ma la proibizione alle istituzioni finanziarie non ha niente a che vedere con il classico bloqueo imposto dal 1961, bensì con la adesso ritirata designazione di Cuba come Stato Patrocinatore del Terrorismo, una misura applicata dal 1° marzo 1982.</p>
<p>Tra le altre restrizioni, l&#8217;inclusione di Cuba in questa categoria obbligava all&#8217;amministrazione di Barack Obama di opporsi al conferimento di prestiti a Cuba da parte della Banca Mondiale e di altre istituzioni finanziarie internazionali.</p>
<p>Il caso più conosciuto era l&#8217;impossibilità dell&#8217;Ufficio di Interessi di Cuba negli Stati Uniti di trovare una banca che corresse il “rischio” di assumere i suoi servizi finanziari, per i costi che implicava comprovare tutte ed ognuna delle transazioni provenienti dalla sede diplomatica di un “paese terrorista.”</p>
<p>Un altro aneddoto interessante sulla Lista: durante il processo di revisione, il Dipartimento di Stato nordamericano accettò una curiosa garanzia per comprovare il carattere non terrorista di Cuba. Un alto funzionario della diplomazia statunitense spiegò alla stampa come “i cubani hanno presentato durante molto tempo che in tanti discorsi dei loro leader, tanto Fidel come Raul, respingevano il terrorismo.”</p>
<p>di Javier Ortiz</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Presidente Obama decide di escludere Cuba dalla lista dei paesi terroristi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2015 00:57:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente statunitense, Barack Obama, ha notificato oggi al Congresso la sua intenzione di ritirare Cuba dalla lista degli stati patrocinatori del terrorismo, dove rimaneva inclusa dal 1982. Oggi il presidente degli Stati Uniti ha inviato al Congresso la relazione e le certificazioni richieste che indicano l'intenzione dell'Amministrazione di rescindere la designazione di Cuba come Stato Patrocinatore del Terrorismo (SSOT per le sue sigle in inglese), ha indicato il Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca nel suo account ufficiale di Twitter.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8547" alt="" src="/files/2015/04/Barack-Obama-580x344.jpg" width="580" height="344" />Il presidente statunitense, Barack Obama, ha notificato oggi al Congresso la sua intenzione di ritirare Cuba dalla lista degli stati patrocinatori del terrorismo, dove rimaneva inclusa dal 1982.  </strong></p>
<p>Oggi il presidente degli Stati Uniti ha inviato al Congresso la relazione e le certificazioni richieste che indicano l&#8217;intenzione dell&#8217;Amministrazione di rescindere la designazione di Cuba come Stato Patrocinatore del Terrorismo (SSOT per le sue sigle in inglese), ha indicato il Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca nel suo account ufficiale di Twitter.</p>
<p>L&#8217;organo legislativo dispone ora di 45 giorni per rispondere a questa decisione ed in caso di un rifiuto, entrambe le camere dovranno approvare un disegno di legge per decidere se si oppongono all&#8217;esclusione, ma la decisione esecutiva è irrevocabile.</p>
<p>L&#8217;uscita della lista, dove appaiono Iran, Sudan e Siria, permette, tra le altre cose, eliminare rigorose sanzioni economiche da parte di Washington contro Cuba.</p>
<p>Il 17 dicembre 2014, Cuba e gli Stati Uniti hanno annunciato la volontà di ristabilire relazioni diplomatiche ed avanzare verso la normalizzazione, occasione quando il presidente Obama ha dato istruzioni affinché si rivedesse l&#8217;inclusione di Cuba in quell&#8217;elenco.</p>
<p>Benché il Governo cubano non lo consideri una condizione previa per riprendere le relazioni bilaterali col suo vicino settentrionale e riaprire le ambasciate nelle rispettive capitali, sì ha lasciato chiaro che considera molto importante l&#8217;eliminazione dall&#8217;elenco, dove non sarebbe dovuta mai entrare, come ha affermato pochi giorni fa in Panama il presidente Raul Castro.</p>
<p>Benché l&#8217;amministrazione del presidente Barack Obama annunciasse alcune misure per aumentare i viaggi ed il commercio con Cuba, le disposizioni risultano limitate mentre rimane intatto il basamento giuridico avallato dal Congresso per mantenere il bloqueo contro Cuba, esteso da più di mezzo secolo.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Obama: pratica per ritirare Cuba dalla lista dei paesi patrocinatori del terrorismo è finita</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2015 22:59:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente statunitense, Barack Obama, ha affermato questo giovedì che la pratica per ritirare Cuba dalla lista dei paesi patrocinatori del terrorismo è finita, poco prima del suo arrivo al Panama dove avrà un incontro col suo collega cubano, Raul Castro. La “revisione è stata completata” da parte del dipartimento di Stato, ha detto il presidente statunitense ai giornalisti a Kingston, in Giamaica, scalo previo al suo viaggio al Vertice delle Americhe che si celebra questo venerdì e sabato in Panama. Comunque, Obama ha negato che la Casa Bianca dichiari “questo giovedì” l'uscita dell'isola da questa lista, alla quale entrò nel 1982.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8539" alt="" src="/files/2015/04/barack_obama.jpg" width="580" height="330" />Il presidente statunitense, Barack Obama, ha affermato questo giovedì che la pratica per ritirare Cuba dalla lista dei paesi patrocinatori del terrorismo è finita, poco prima del suo arrivo al Panama dove avrà un incontro col suo collega cubano, Raul Castro.  </strong></p>
<p>La “revisione è stata completata” da parte del dipartimento di Stato, ha detto il presidente statunitense ai giornalisti a Kingston, in Giamaica, scalo previo al suo viaggio al Vertice delle Americhe che si celebra questo venerdì e sabato in Panama. Comunque, Obama ha negato che la Casa Bianca dichiari “questo giovedì” l&#8217;uscita dell&#8217;isola da questa lista, alla quale entrò nel 1982.</p>
<p>Il “processo è in cammino”, ha assicurato all&#8217;AFP a Washington una fonte del dipartimento di Stato. Gli esperti assicurano che l&#8217;uscita sarebbe soprattutto “un gesto simbolico” nel processo per normalizzare le relazioni tra Washington e L&#8217;Avana, iniziato quasi quattro mesi fa.</p>
<p>Questo “è stato una specie di sassolino nella scarpa nel processo di normalizzazione di relazioni diplomatiche”, ha commentato Frank Mora, direttore del Centro per America Latina ed i Caraibi della Florida International University. “Il governo cubano ha detto in varie occasioni che sì era un impedimento”, aggiunse Mora, ex incaricato dell&#8217;America Latina nel Pentagono durante il primo governo di Obama. Essere dentro la lista che completano Iran, Sudan e Siria, implica una serie di sanzioni, tra queste il bloqueo, che impediscono qualunque tentativo da parte di L&#8217;Avana di ottenere prestiti di istituzioni finanziarie internazionali.</p>
<p>USA ha fatto già notare in multiple occasioni che il processo per ristabilire negoziazioni con Cuba sarà “lento”. Rimangono ancora temi molto spinosi da risolvere come la riapertura delle ambasciate in Washington e L&#8217;Avana ed il bloqueo che soffoca l&#8217;economia cubana dal 1962. Benché non ci sia ancora niente di annunciato, Obama e Castro potrebbero accordare anche una riunione bilaterale durante il Vertice, nel quale per la prima volta dalla sua creazione nel 1994, partecipa Cuba.</p>
<p>Questo giovedì arriva anche in Panama il sottosegretario, John Kerry, che si riunirà col cancelliere cubano, Bruno Rodriguez, secondo fonti della Casa Bianca.</p>
<p>Con informazioni di Hoy</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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