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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; libro</title>
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		<title>Cuba salva, sempre</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 21:30:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I bambini, scevri da schemi e convenzioni sociali, con il loro linguaggio libero, spontaneo e sincero, possono sicuramente raccontarci e trasmetterci, da questa devastante esperienza della COVID-19, un messaggio positivo, che è quello della solidarietà, della fratellanza, dell’unione senza differenze di sesso, nazionalità, religione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11721" alt="coronavirus-disegni" src="/files/2020/08/coronavirus-disegni.jpg" width="580" height="387" />&#8220;I bambini, scevri da schemi e convenzioni sociali, con il loro linguaggio libero, spontaneo e sincero, possono sicuramente raccontarci e trasmetterci, da questa devastante esperienza della COVID-19, un messaggio positivo, che è quello della solidarietà, della fratellanza, dell’unione senza differenze di sesso, nazionalità, religione&#8221;.</strong></p>
<p>dal progetto &#8220;Vi presento il signor Coronavirus&#8221;</p>
<p>Oggi stiamo affrontando una nuova realtà, un cambio radicale delle più insignificanti abitudini, con l&#8217;orrendo dubbio che niente e nulla potrà ritornare come prima, quando non conoscevamo l&#8217;esistenza del coronavirus SARS-CoV-2.</p>
<p>Personalmente mi sento molto triste per la sequela di morti che ci ha lasciato, anche perché sembra una lista che non vuole mai concludersi, e perché mi rendo conto che i bambini, soprattutto i più piccoli, forse non potranno godere tanto del piacere di condividere con gli altri le loro esperienze, come invece abbiamo potuto fare noi, già adulti da un bel pezzo.</p>
<p>Questa terribile emergenza, come sappiamo, ha reso ancora più grave la profonda crisi economica mondiale, lasciando numerose famiglie, soprattutto le più povere, sul confine dell&#8217;indigenza.</p>
<p>Per dare un modesto aiuto a quelli che si trovano in questa situazione, la Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio, in collaborazione con il Comitato Gemellaggi, diretto dall&#8217;Assessore Giorgia Salvatori e con il Patrocinio del Comune di Campi Bisenzio ha deciso di promuovere un progetto &#8220;Vi presento il signor Coronavirus&#8221;.</p>
<p>Il gruppo di coordinamento del progetto, formato dalle volontarie della Pubblica Assistenza Paola Zanobetti, Federica Cresci, Mirella Magonio, ha promosso la raccolta di disegni e racconti di bambini e pre-adolescenti, dai 3 ai 14 anni, il cui titolo e guida tematica è stata: “Vi presento il Signor Corona Virus” e prevede, inoltre, la pubblicazione di un libro dallo stesso titolo, con i disegni che sono stati inviati.</p>
<p>Gli obiettivi del progetto sono: stimolare i bambini all’espressione grafica e scritta, attraverso la produzione di disegni, testi scritti, fumetti, materiale fotografico, di ciò che vivono rispetto ai cambiamenti forzati delle abitudini della vita quotidiana, determinati dalla situazione d’emergenza della COVID-19; promuovere la comunicazione e lo scambio di emozioni e vissuti tra bambini del territorio e dei paesi gemellati con il Comune di Campi Bisenzio; raccolta fondi per sostenere la Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio, attraverso la successiva vendita del libro ed una parte dei fondi sarà devoluta alle famiglie del territorio in estrema difficoltà economica a causa dell’emergenza della COVID-19. Inoltre, una copia del libro, sarà regalata a tutti i bambini che hanno partecipato, in Italia ed all&#8217;estero.</p>
<p>Il messaggio che si vuole trasmettere è che la globalizzazione è un processo d’integrazione che interessa le economie, le culture e il costume dell’intero pianeta. La rapida circolazione di idee, merci e persone ha purtroppo portato anche alla rapida trasmissione di malattie infettive che, diffuse nel pianeta, si sono trasformate in pandemia, colpendo intere popolazioni. La COVID-19 ha unito, nella drammatica situazione sanitaria, tutte le nazioni del pianeta terra. Molte persone in questo momento devono affrontare il deterioramento delle condizioni domestiche,<br />
e l’improvviso isolamento rispetto a reti di supporto formali ed informali, come amici, famiglia ed educatori. Da questa devastante esperienza possiamo apprendere e trasmettere un messaggio positivo, di unione nella distanza, perché, comunque non siamo soli.</p>
<p>I bambini che hanno partecipato sono della Piana Fiorentina e dei paesi gemellati con il Comune di Campi Bisenzio: Pallagorio-Calabria, Repubblica Araba Democratica Saharawi, Scozia, Francia, Nicaragua, Cuba. Materialmente, fino ad ora, il gruppo di coordinamento ha ricevuto i disegni dall&#8217;Italia, e dall&#8217;estero, attraverso il Comitato Gemellaggi, da Orly (Francia), dai Campi Profughi Saharawi in territorio algerino e da Cuba.</p>
<p>Ecco, Cuba, che non solo ha inviato in Italia, nelle zone più colpite, senza esitare, due brigate del Contingente Internazionale di Medici Specializzati in Situazioni di Disastri e Gravi Epidemie “Henry Reeve”, voluto dal Comandante in Capo Fidel Castro nell&#8217;anno 2005, ma ha anche partecipato senza titubare a questa raccolta di disegni per aiutare bambini meno fortunati di quelli dell&#8217;isola, che, pur vivendo in un paese del primo mondo, subiscono l&#8217;impatto di un governo capitalista, dove il punto centrale dell&#8217;esistenza è il mercato e non l&#8217;essere umano.</p>
<p>Da Cuba i disegni sono arrivati in tre forme diverse: per posta dal comune di Caimito, in provincia di Artemisa, direttamente al gruppo di coordinamento da L&#8217;Avana e dalla provincia di Villa Clara e attraverso il Comitato Gemellaggi da La Paloma, località del comune di Trinidad, nella provincia di Sancti Spiritus.</p>
<p>Il popolo cubano, da sempre educato alla solidarietà, ha voluto far sentire il suo calore umano ai bambini italiani e tra le persone che hanno partecipato vi sono anche personaggi significativi, che fanno parte della storia e della cultura di questa isola ribelle.</p>
<p>Per esempio, il direttore del gruppo musicale Buena Fe, Israel Rojas, ha inviato il disegno della sua bimba Ana Paola, che è risultata tra le prime concorrenti. Buena Fe a Cuba ha rotto gli stereotipi della canzone di autore mescolandoli con influenze della trova, il rock, il pop, la guaracha, il reggae, il flamenco e ritmi autoctoni dell&#8217;oriente dell&#8217;isola. Uno dei loro brani, &#8220;Valientes&#8221;, è stato dedicato proprio ai medici internazionalisti cubani ed il ritornello dice : &#8220;Cosa sto facendo qui? Amando questo paese come a me stesso. No, cosa dici, non c&#8217;è eroismo, sono venuto a darle un bacio al mondo e nulla più&#8221;.</p>
<p>Juan Carlos Travieso, regista e membro della giunta direttiva del Festival Internazionale del Nuovo Cinema Latinoamericano de L&#8217;Avana, ha inviato un racconto illustrato e la foto di una scultura della sua bimba Lucia ed ha anche inoltrato un messaggio per i bambini della penisola: &#8220;Ci sentiamo molto felici al sapere che nostra figlia apporta con le sue storie e disegni ad una tanto nobile causa per aiutare i bambini necessitati dell&#8217;Italia. È bello che capisca fin da piccola il valore della solidarietà. La pandemia ha lasciato per l&#8217;umanità molti insegnamenti&#8221;.</p>
<p>Randy Alonso Falcon, giornalista cubano, direttore del portale web Cubadebate, il sito web &#8220;Fidel Soldado de las Ideas&#8221; e del programma della Televisione Mensa Redonda, ha inviato il disegno di suo figlio Daniel Alejandro ed ha scritto ai partecipanti: &#8220;I bambini sono stati i veri eroi in questa battaglia del mondo per la vita. Dalla loro piccola statura e dalla grandezza dei loro sogni hanno saputo affrontare i lunghi periodi di confinamento, il distanziamento sociale dagli amici, l&#8217;assenza fisica della scuola. Per alcuni, disegnare è stato un rifugio creativo e spirituale in mezzo a tanta incertezza. Conserverò con amore i disegni di mio figlio in questi mesi come uno dei pochi ricordi graditi di quest&#8217;anno 2020&#8243;.</p>
<p>Olga Salanueva, moglie di un eroe di questa isola ribelle, René Gonzalez, che con 4 compagni, ha scontato quasi 15 anni nelle prigioni statunitensi, con l&#8217;unica colpa di aver tentato di difendere Cuba dagli atti terroristi che si organizzano periodicamente in Florida, su ordine della mafia di Miami, non solo ha inviato il disegno di suo nipote, Ignacio René, ma anche coinvolto una decina di bambini, suoi conoscenti.</p>
<p>Concludo questo breve articolo dedicato all&#8217;isola che salva con le parole di Olga, proprio perché ci invita a riflettere su quest&#8217;epoca così particolare che stiamo vivendo ed aggiungo che spero che anche in Italia, non solo a Cuba, la parola solidarietà diventi la bandiera più alta da sostenere.</p>
<p>Olga scrive: &#8220;Vogliamo salutare da Cuba tutti i bambini che leggano questo libro in Italia, ed anche tutti quelli che l&#8217;hanno reso possibile con i loro disegni. Questa esperienza collettiva che vive l&#8217;umanità lascerà un&#8217;impronta nella maggioranza di noi, compresi i nostri bambini. Molti racconteranno ai loro figli ed ai loro nipoti questo momento, ed attraverso il prisma degli anni trascorsi probabilmente trasmetteranno un&#8217;immagine plasmata da esperienze posteriori. Ma nulla potrà superare la testimonianza che quegli stessi genitori e nonni hanno raccontato giusto adesso, mentre affrontano questo tempo. È proprio in tutto ciò l&#8217;importanza di questa opera. Quello che è stato registrato in lei dai bambini che hanno partecipato, perdurerà come la narrazione insostituibile di un&#8217;epoca, e speriamo sia parte del miglioramento umano che esige questa crisi mondiale&#8221;.</p>
<p>di Ida Garberi, per Cubadebate</p>
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		<title>Cuba: evoluzione di una Rivoluzione</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Dec 2019 17:11:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Andrea Puccio]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi parlerò, o meglio vi parlerà l’autore stesso di un nuovo libro sulla realtà cubana, appunto “Cuba: evoluzione di una Rivoluzione”, di Andrea Puccio, segretario del circolo di Poggibonsi e coordinatore della regione Toscana  dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. Andrea ha ripercorso tappe fondamentali della storia dell’isola, raccontando in prima persona le sue esperienze, che sono quelle di 20 anni di vita, trascorsi tra Cuba e l’Italia.
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11253" alt="COPERTINA-Libro-Puccio" src="/files/2019/12/COPERTINA-Libro-Puccio.jpg" width="580" height="806" />Vi parlerò, o meglio vi parlerà l’autore stesso di un nuovo libro sulla realtà cubana, appunto “Cuba: evoluzione di una Rivoluzione”, di Andrea Puccio, segretario del circolo di Poggibonsi e coordinatore della regione Toscana  dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. Andrea ha ripercorso tappe fondamentali della storia dell’isola, raccontando in prima persona le sue esperienze, che sono quelle di 20 anni di vita, trascorsi tra Cuba e l’Italia.</strong></p>
<p>Mi ha chiesto se volevo leggere il libro e scrivere sul suo testo: non ho potuto dire di no ad un’altra persona, che come me, ama questa isola ribelle, la difende sempre e dalla sua modesta posizione fa di tutto affinché questo progetto cubano perfettibile possa essere fino in fondo quell’altro mondo possibile.</p>
<p><strong>-Come prima domanda, sono curiosa di sapere perché tu, parafrasando Josè Martì e “Versos Sencillos”.. “con los cubanos de la isla quisiste tu suerte echar”? Perché proprio Cuba tra tutto il mondo?</strong></p>
<p>Il mio primo viaggio a Cuba risale al gennaio 1997 quando per turismo decisi assieme ad un amico di visitare l’Isla grande. Avevo sentito parlare molto di Cuba e della sua rivoluzione ed ero curioso di toccare con mano questa realtà che aveva messo in scacco gli Stati Uniti per quasi quaranta anni, Fin dal primo momento ho capito che Cuba non era il solito paese caraibico dove i turisti si recano per il clima sempre caldo o per le spiagge bianche ed i mari azzurri. La popolazione, anche in quegli anni, aveva il sorriso sulle labbra, era gentile ed affabile, la sicurezza e la tranquillità che si respirava per le strade non era comune nelle nostre città. Poi ho iniziato a capire che la vita nonostante i sorrisi era difficile a causa del criminale blocco commerciale, economico e finanziario che gli Stati Uniti hanno dal 1962 portato avanti per tentare di affossare la rivoluzione. Un blocco che compromette lo sviluppo di una nazione che ha l’umica colpa di non essersi voluta piegare alle volontà del vicino statunitense.</p>
<p>Negli anni successivi ho continuato a frequentare l’isola per capirne affondo le problematiche e per toccare con mano tutti i risultati in campo sociale ed educativo che il governo è riuscito a portare avanti nonostante il tentativo di isolamento fatto dagli Stati Uniti con le mille e mille leggi sul blocco. Risultati che hanno  trasformato il paese da una colonia statunitense in una nazione ai primi posti nel mondo in campo sanitario ed educativo.<br />
A questo punto ho deciso di mettermi in prima linea per contrastare le menzogne che i nostri mezzi di informazioni confezionano giornalmente per screditare il governo cubano e per attaccarne le politiche. Conoscendo i cubani non potevo più sopportare il continuo bombardamento mediatico atto a diffondere false notizie e per questo ho iniziato a diffondere le vere notizie sui social e ho scritto questo libro con la speranza di dare un contributo alla causa dell’autodeterminazione del popolo cubano,</p>
<p><strong>-Condivido molte opinioni sulla pericolosità della religione come oppio dei popoli, ma mi permetto di non essere d’accordo sul ruolo delle diverse chiese a Cuba. Almeno, questo succede nella capitale, dove la Chiesa cattolica sul discorso del matrimonio ugualitario si è mantenuta abbastanza silenziosa, all’opposto le diverse chiese cristiane, che invece hanno accaparrato prodotti commestibili per regalarli ai fedeli durante le riunioni manipolatrici contro la libertà di genere, nelle reti sociali hanno perfino minacciato di morte Mariela Castro, direttrice del Centro Nazionale di Educazione Sessuale (CENESEX), hanno svolto manifestazioni non autorizzate…..tu che invece vivi di più in provincia, non hai percepito le stesse cose?</strong></p>
<p>Concordo sul fatto che le diverse confessioni religiose si siano comportate in modo diverso sul matrimonio egualitario. La religione Cattolica ha tenuto un profilo più basso rispetto ad esempio alla Chiesa Evangelica.<br />
Parlando di matrimonio egualitario mi sono sorpreso che anche a Cuba ancora molte persone considerino questo argomento un tabù anche se poi quando parli con loro non hanno nessuna forma di omofobia verso le coppie dello stesso sesso. Mi sembra che questo argomento sia stato enfatizzato ad arte da coloro che frequentano le Chiese più radicali per alimentare un dibattito interno atto alla messa in discussione dello stato. Si è cercato di creare una frattura nella popolazione su un argomento del tutto marginale.<br />
Nella città dove vivo non ci sono state manifestazioni contro il matrimonio egualitario, il dibattito si è svolto nelle sedi di discussione anche se ha avuto una risonanza maggiore di quella che effettivamente avrebbe dovuto avere, come del resto è successo in tutta Cuba.</p>
<p><strong>-Non credi che questi fanatici religiosi violenti potrebbero mettere in pericolo la Rivoluzione e tentare un golpe di stato come in Bolivia o tentare di portare alla presidenza un candidato fascista come in Brasile?</strong></p>
<p>La controrivoluzione, finanziata dagli Stati Uniti, ha da sempre usato tutti i mezzi per distruggere la rivoluzione, anche la religione è stata utilizzata negli anni per questo. Le Chiese Evangeliche hanno rivestito un ruolo importante nella sovversione. Una delle azioni più vergognose compiute dal governo statunitense contro la Cuba post rivoluzionaria di Fidel Castro, avente lo scopo di destabilizzarne l’assetto sociopolitico, è senza dubbio il programma denominato “Operazione Peter Pan”, che coinvolse, tra il 1960 ed il 1962, circa 14 mila bambini cubani. Fu diffusa la falsa notizia che il governo rivoluzionario avrebbe tolto la paternità dei figli ai genitori per poi mandarli in Unione Sovietica dove sarebbero stati indottrinati al comunismo. Un prete di origine irlandese, Monsignor Bryan Walsh era il volto pubblico dell’operazione, si occupava, tra l’altro, di fornire i visti ai bambini che viaggiavano sotto un codice segreto chiamato “Never-Never Land”, l’isola che non c&#8217;è, da qui il nome di bambini Peter Pan.<br />
Visto come le varie religioni hanno consenso presso la popolazione non mi stupirei se fossero usate come veicolo per creare malcontento e divisione nella società. Vari gruppi religiosi negli anni hanno usufruito di finanziamenti provenienti dagli Stati Uniti per alimentare il malcontento nella popolazione e sono serviti per dare alloggio a controrivoluzionari vari. Al momento credo però che il consenso ed il potere che hanno questi gruppi a Cuba non sia tanto forte come ad esempio invece lo hanno in Brasile. Non credo siano in grado di mobilitare masse sufficienti per organizzare  un colpo di stato, ma comunque occorre vigilare.</p>
<p><strong>-Nel mese di luglio sono aumentati i salari statali, come tu speravi che succedesse, credi che questo aumento sia sufficiente per coprire le necessità di base dei cubani?</strong></p>
<p>Un passo importante perché come scrivo nel mio libro la questione salariale in Cuba ha creato molto malcontento nella popolazione.<br />
La differenza dei salari dei dipendenti statali rispetto a coloro che svolgono una attività per conto proprio è uno dei maggiori problemi che la riforma che ha istituito le libere professioni ha creato. Un tassista od un ristoratore guadagna molto di più di un medico o di un insegnante. Tali differenze di salario ha spinto molti lavoratori statali a lasciare il posto di lavoro che ricoprivano per dedicarsi alla libera professione privando lo Stato di molte valide figure professionali. Lo Stato, con l’aumento degli stipendi, ha tentato di arginare questa preoccupante emorragia di lavoratori. Bisogna ricordare che lo Stato non è al momento in grado di aumentare di molto gli stipendi pena la riduzione delle spese  in campo sanitario, educativo ed assistenziale in genere. Anche in questo si vedono gli effetti del blocco commerciale che soffre l’isola in quanto tale misura impedisce uno sviluppo del paese in campo economico.</p>
<p><strong>-Per il mio immenso piacere si sa già che l’anno prossimo ci sarà l’unificazione monetaria, già altre volte annunciata ma mai portata a termine. Cosa pensi al rispetto? </strong></p>
<p>Spero che l’unificazione monetaria non porti un aumento dei prezzi dei prodotti che adesso si acquistano in moneta nazionale (CUP), in Italia abbiamo un triste ricordo quando è entrato in vigore l’Euro: in due mesi i prezzi sono raddoppiati. Lo Stato dovrà istituire un gruppo specializzato di ispettori che controllino che i prezzi non lievitino artificialmente come successo in Italia al momento dell’entrata in vigore dell’Euro. Se devo essere sincero questo mi fa un po’ di paura, per il resto penso che sia una buona cosa.</p>
<p><strong>-Dal tuo libro si capisce che sei convinto che è molto meglio una critica costruttiva che degli elogi falsi e opportunisti. Anche io penso che, come diceva Fidel, “Rivoluzione è senso del momento storico, è cambiare tutto quello che deve essere cambiato”. Non credi che a volte la solidarietà con Cuba pecchi di adulazione quando vuole presentare un paese felice dove non esistono errori?</strong></p>
<p>In una parte delle associazioni che si occupano di solidarietà con Cuba ed in una parte della sinistra ancora esiste la paura di parlare con franchezza ed obiettività di Cuba. Mi riferisco in particolare a coloro che dipingono l’isola caraibica come un paradiso senza difetti. Questa posizione credo sia dannosa perché non affrontare i problemi di una società con consapevolezza ed obiettività alla fine fa il gioco di chi quotidianamente attacca il governo cubano. Mi spiego.<br />
Ogni anno milioni di turisti visitano l’isola e si accorgono dopo pochi minuti aver toccato il suolo di Cuba che le notizie che affollano i nostri giornali sono per la maggior parte false e tendenziose, si rendono conto che la realtà è profondamente diversa da quella dipinta dai nostri mezzi di informazione allineati alle politiche statunitensi. Questi milioni di viaggiatori allo stesso tempo però si interrogano anche su ciò che non funziona e cercano delle risposte alle loro domande. Le risposte a queste legittime domande vanno date con sincerità senza girare attorno a false ideologie, risposte che vanno date sia a chi visita l’isola sia a chi per esempio partecipa ad una conferenza su Cuba in Italia.</p>
<p>Credo che non bisogna avere paura di criticare ciò che non va perché avere paura di dare delle spiegazioni significa non aiutare la rivoluzione. Le critiche devono essere ovviamente costruttive e ben argomentate altrimenti non assolvono allo scopo per cui vengono fatte, bisogna quindi conoscere molto bene gli argomenti ed avere capacità di sintesi.</p>
<p>In alcuni ambienti il mio libro è stato criticato aspramente perché ho, in alcuni casi, criticato certi atteggiamenti della popolazione cubana. Sono stato additato per colui che non fa gli interessi della solidarietà. Credo invece di aver scritto un buon libro che affronta tutti i pregi ed i difetti della società cubana”.</p>
<p>Ringrazio Andrea per il suo modo di essere e di scrivere, per il suo coraggio ad affrontare temi spinosi di Cuba che molte volte non possono essere percepiti dai turisti frettolosi o che non vogliono essere visti da certi fanatici.</p>
<p>Che dire ancora? Cercate e leggete il libro, secondo me ne vale la pena. Informatevi con l’autore info@puccio.it</p>
<p>di Ida Garberi</p>
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		<title>Fidel e Raúl, comunione di idee</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Sep 2017 01:55:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Eusebio Leal]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
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		<category><![CDATA[prologo]]></category>
		<category><![CDATA[Raul Castro]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto con meditata attenzione le pagine di questo libro che contiene frammenti di 86 discorsi, discorsi, interventi e dichiarazioni di Raúl Castro Ruz su vari aspetti della politica internazionale, la realtà di Cuba in quel contesto, lo sviluppo economico e sociale del paese e la trascendenza del pensiero rivoluzionario.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10159" alt="portada-libro-raul-castro-n" src="/files/2017/09/portada-libro-raul-castro-n.jpg" width="580" height="497" />Frammenti del prologo del libro &#8220;Raul Castro e Nostra America. 86 discorsi, interventi e dichiarazioni&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Ho letto con meditata attenzione le pagine di questo libro che contiene frammenti di 86 discorsi, discorsi, interventi e dichiarazioni di Raúl Castro Ruz su vari aspetti della politica internazionale, la realtà di Cuba in quel contesto, lo sviluppo economico e sociale del paese e la trascendenza del pensiero rivoluzionario.</strong></p>
<p>Nell&#8217;introduzione, il giovane analista e ricercatore ci presenta una visione sintetica dell&#8217;ascendente forza e radicate convinzioni di colui a cui le circostanze di una vita marcata, sin dalla sua prima gioventù, dalla sua vocazione di ribelle, lo hanno unito a Fidel non solo da legami fraterni ma per comunione di idee.</p>
<p>***</p>
<p>Un anno prima che si celebrasse il centenario della nascita di Jose Marti, il colpo di stato militare di Batista fu, come si direbbe in buon cubano, la ciliegina sulla torta.</p>
<p>Un anno prima, un&#8217;altra onorabile promessa, Eduardo Chibás, chiamato Adalid, aveva consumato il suicidio, il 16 agosto 1951, chiudendo quello che avrebbe potuto essere una via d&#8217;uscita, una possibile soluzione politica, anche se caotica ed<br />
incoerente per la diversità degli elementi che nutrivano il suo partito.</p>
<p>A questo punto Fidel si rende più visibile, dopo la sua forgia come dirigente universitario e scrittore il cui pensiero supera le pagine del manifesto. I suoi articoli nella stampa guadagnano popolarità mentre si tempra una selettiva ed agguerrita avanguardia, punta di diamante della Rivoluzione. Dalla Colina universitaria scenderanno i giovani, nell&#8217;aprile del 1952, per la simbolica sepoltura  della costituzione democratica calpestata dall&#8217;usurpatore. E lì sarebbe apparso pubblicamente il giovane alfiere, Raul, che, nel marzo 1953, viaggerà in Europa per partecipare alla Conferenza Internazionale sui Diritti delle Gioventù, che si terrà a Vienna.</p>
<p>Mi sembra di ascoltare oggi la sua narrazione di quel viaggio che molti anni dopo supera, con il calore della viva parola, ciò che abbiamo letto delle sue testimonianze. Il suo avventuroso itinerario lo porta a Bucarest dove si preparava il Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti ed al ritorno scopre la città di Parigi, dove solo 82 anni prima, i comunardi avevano cercato di toccare il cielo con le mani. Le stesse strade attraverso le quali i bellicosi ribelli della cosiddetta Era della Rivoluzione, tra il 1789 ed il 1848; la città descritta anche da Martí nel suo opulento splendore.</p>
<p>Raul, con i suoi due compagni di viaggio, guatemaltechi, voleva imbarcarsi nel suo  inaugurale viaggio transatlantico sulla nave Ile de France, ma uno sciopero dei lavoratori li costrinse a navigare lungo le coste d&#8217;Italia e prendere, nel porto di Genova, la nave da carico e passeggeri Andrea Gritti (&#8230;)</p>
<p>Raul ha raccontato che nel lungo viaggio di ritorno a Cuba giunsero a La Guaira e con gli ultimi soldi che possedeva decise di prendere la vecchia strada degli spagnoli sino a Caracas, al solo scopo di riverire, come prima, nel marzo 1881, lo aveva fatto Martí davanti alla sua statua,  il liberatore Simon Bolivar, mentore e artefice dell&#8217;emancipazione di cinque nazioni e dell&#8217;ideale dell&#8217;unità continentale.</p>
<p>A L&#8217;Avana una lapide posta nella porta del molo di di San Francisco, oggi Sierra Maestra, ci ricorda il ritorno di Raul a Cuba, quel 6 giugno 1953, a bordo dell&#8217;Andrea Gritti. Con il Comandante della Rivoluzione Juan Almeida e per sua iniziativa, abbiamo segnalato il posto dove lo hanno arrestato quando identificato dal Bureau per la Repressione delle Attività Comuniste (BRAC).</p>
<p>***</p>
<p>La storia lo ha portato, per proprio diritto, a succedere al più importante pensatore politico ed al cubano che dopo Jose Marti conobbe, con maggior profondità, il contesto globale e le relazioni tra Cuba e USA.</p>
<p>Con Fidel ha condiviso l&#8217;insurrezione e la vittoria.  Fu, insieme a lui, fondatore del Partito Comunista di Cuba, chiave per la comprensione di una società che ha richiesto, richiede e richiederà dell&#8217;unità monolitica per sopravvivere. Ma lo ha concepito come un partito della nazione aperto al dialogo, attento alla realtà che palpita nel cuore del popolo.</p>
<p>Non teme il futuro. Ognuno dei suoi compleanni, ogni 3 giugno, pianta un albero nel giardino che di solito percorre nei suoi pochi momenti di svago.</p>
<p>Al depositare nel monolite di pietra l&#8217;urna contenente le ceneri di Vilma, le baciò con sincera devozione. Un pò audacemente gli dissi su ciò che sarebbe inevitabilmente accaduto dopo quel momento: &#8220;Generale Presidente, lei sarà ora  più amato e meno temuto&#8221; ..</p>
<p>di Eusebio Leal</p>
<p>(Originariamente pubblicato sul quotidiano Granma)</p>
<p>tradotto da Francesco Monterisi per Cubainformazione.it</p>
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		<title>Presenteranno in Francia libro “Fidel Castro, eroe dei diseredati”</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2016 00:53:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il libro “Fidel Castro, eroe dei diseredati”, la più recente opera dell'intellettuale Salim Lamrani, sarà presentata in Francia durante la tradizionale Festa di La Humanitè in settembre, informò oggi l'autore. Il materiale di 272 pagine, pubblicato da Editions Estrella, vede la luce a proposito del 90° compleanno del leader storico della Rivoluzione Cubana, celebrato il 13 agosto, e traccia la traiettoria politica della più grande figura latinoamericana del XX secolo, precisò Lamrani.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9471" alt="FidelSalim" src="/files/2016/08/FidelSalim.jpg" width="639" height="960" />Il libro “Fidel Castro, eroe dei diseredati”, la più recente opera dell&#8217;intellettuale Salim Lamrani, sarà presentata in Francia durante la tradizionale Festa di La Humanitè in settembre, informò oggi l&#8217;autore.  </strong></p>
<p>Il materiale di 272 pagine, pubblicato da Editions Estrella, vede la luce a proposito del 90° compleanno del leader storico della Rivoluzione Cubana, celebrato il 13 agosto, e traccia la traiettoria politica della più grande figura latinoamericana del XX secolo, precisò Lamrani.</p>
<p>Il testo ha come copertina un’immagine del fotografo cubano Roberto Chile e conta sulla prefazione del direttore del Le Monde Diplomatique in spagnolo, Ignacio Ramonet.</p>
<p>Nell&#8217;opera Salim Lamrani, senza dubbio il migliore conoscitore in Francia delle realtà di Cuba attualmente, ritrae il leader storico della rivoluzione cubana ed apporta uno sguardo appassionante su una delle più grandi personalità del XX secolo, segnalò Ramonet nella prefazione, d’accordo con un frammento divulgato.</p>
<p>Annunciando il libro, Lamrani sostiene che Fidel Castro è acclamato dai popoli dell&#8217;America Latina e del terzo mondo che lo considerano un simbolo della resistenza davanti all&#8217;oppressione ed un difensore dell&#8217;aspirazione dei paesi del sud all&#8217;indipendenza, alla sovranità ed all&#8217;autodeterminazione.</p>
<p>Recentemente, l&#8217;intellettuale francese dichiarò a Prensa Latina che Fidel Castro ubicò sempre la sorte ed il destino dei diseredati nel centro della sua riflessione e della sua azione.</p>
<p>Per definire il leader cubano, Lamrani risaltò tre aspetti essenziali e lo qualificò inizialmente come l&#8217;architetto della sovranità nazionale che fece realtà il sogno di Josè Martì di una Patria libera.</p>
<p>Come un secondo elemento, lo considerò il riformatore sociale che ha difeso sempre il diritto degli umili ad una vita degna, ed infine: l&#8217;internazionalista che ha esteso sempre una mano generosa ai popoli necessitati del pianeta.</p>
<div id="attachment_7244" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7244" alt="Salim Lamrani" src="/files/2013/10/francia-salim.jpg" width="300" height="254" /><p class="wp-caption-text">Salim Lamrani</p></div>
<p>Lo scrittore è autore di vari libri sull&#8217;isola caraibica, come “Fidel Castro, Cuba e gli Stati Uniti”, “Cuba di fronte all&#8217;Impero” e “ Cuba, parola alla difesa!”.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Presentano a L&#8217;Avana un libro sui Cinque: Ritratto di un&#8217;assenza</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 22:44:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' stato presentato questo venerdì a L'Avana un libro che racconta il caso dei Cinque cubani condannati negli USA, e che abbraccia la storia di questi Eroi in tutta la loro dimensione umana. Dopo due anni di profonda investigazione esce alla luce Ritratto di un'assenza, titolo del testo scritto da due giovani giornalisti Nyliam Vazquez ed Oliver Zamora, pubblicato dalla casa editrice Capitan San Luis.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8144" alt="" src="/files/2014/10/Retrato-de-una-ausencia.jpg" width="300" height="250" />E&#8217; stato presentato questo venerdì a L&#8217;Avana un libro che racconta il caso dei Cinque cubani condannati negli USA, e che abbraccia la storia di questi Eroi in tutta la loro dimensione umana.</strong></p>
<p>Dopo due anni di profonda investigazione esce alla luce Ritratto di un&#8217;assenza, titolo del testo scritto da due giovani giornalisti Nyliam Vazquez ed Oliver Zamora, pubblicato dalla casa editrice Capitan San Luis.</p>
<p>D’accordo con gli autori, la pretesa di questo nuovo testo è avvicinare Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez al lettore, al di sopra dei manifesti e dei discorsi abituali.</p>
<p>“Stiamo parlando di cinque uomini speciali che stanno vivendo una circostanza ingiusta da 16 anni e meritano essere conosciuti da un altro punto di vista”, ha riferito Vazquez, presentando il testo.</p>
<p>Oltre a questi patrioti, nel testo sono protagonisti i loro parenti, che mantengono una lotta instancabile per il ritorno di Gerardo, Ramon ed Antonio, ed hanno visto rovinare molti progetti di vita per la prolungata lontananza dei loro cari.</p>
<p>Il libro è diviso in quattro capitoli che raccolgono passaggi della storia del terrorismo contro Cuba, la partenza dei Cinque verso gli USA fino al loro arresto, il 12 settembre 1998; il fraudolento processo legale al quale sono stati sottomessi e la crescente solidarietà internazionale intorno alla loro causa.</p>
<p>Zamora, anche analista di temi internazionali in spazi televisivi e della radio, ha commentato che un altro degli obiettivi del testo è arrivare al pubblico statunitense, la cui maggioranza non conosce il caso dovuto al silenzio informativo imperante nella grande stampa statunitense.</p>
<p>Ritratto di un’assenza contiene, inoltre, opere dell&#8217;artista plastico Renè Rancaño, confezionate specialmente per il libro, e fotografie inedite del fotoreporter di Cubadebate, Ismael Francisco Arceo.</p>
<p>Con informazioni dell&#8217;AIN</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Un libro che racconta il caso dei Cinque cubani condannati negli USA, e che abbraccia la storia di questi Eroi in tutta la loro dimensione umana, è stato presentato questo venerdì a L&#8217;Avana.</p>
<p>Dopo due anni di profonda investigazione esce alla luce Ritratto di un&#8217;assenza, titolo del testo scritto da due giovani giornalisti Nyliam Vazquez ed Oliver Zamora, pubblicato dalla casa editrice Capitan San Luis.</p>
<p>D’accordo con gli autori, la pretesa di questo nuovo testo è avvicinare Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez al lettore, al di sopra dei manifesti e dei discorsi abituali.</p>
<p>“Stiamo parlando di cinque uomini speciali che stanno vivendo una circostanza ingiusta da 16 anni e meritano essere conosciuti da un altro punto di vista”, ha riferito Vazquez, presentando il testo.</p>
<p>Oltre a questi patrioti, nel testo sono protagonisti i loro parenti, che mantengono una lotta instancabile per il ritorno di Gerardo, Ramon ed Antonio, ed hanno visto rovinare molti progetti di vita per la prolungata lontananza dei loro cari.</p>
<p>Il libro è diviso in quattro capitoli che raccolgono passaggi della storia del terrorismo contro Cuba, la partenza dei Cinque verso gli USA fino al loro arresto, il 12 settembre 1998; il fraudolento processo legale al quale sono stati sottomessi e la crescente solidarietà internazionale intorno alla loro causa.</p>
<p>Zamora, anche analista di temi internazionali in spazi televisivi e della radio, ha commentato che un altro degli obiettivi del testo è arrivare al pubblico statunitense, la cui maggioranza non conosce il caso dovuto al silenzio informativo imperante nella grande stampa statunitense.</p>
<p>Ritratto di un’assenza contiene, inoltre, opere dell&#8217;artista plastico Renè Rancaño, confezionate specialmente per il libro, e fotografie inedite del fotoreporter di Cubadebate, Ismael Francisco Arceo.</p>
<p>Con informazioni dell&#8217;AIN</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Sottolineano opera di Julio Garcia Luis, decano del giornalismo a Cuba</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2013 15:56:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'opera del giornalista Julio Garcia Luis (1942-2012) segna profondamente oggi il giornalismo cubano, perché le sue idee propongono un cammino da seguire in questi tempi di cambiamenti, più che necessari nella stampa cubana. Così ha affermato la direttrice della Casa editrice “Mujer”, Isabel Moya, che ha presentato oggi il libro “Rivoluzione, socialismo, giornalismo, la stampa ed i giornalisti cubani di fronte al secolo XXI”, risultato della tesi di dottorato di Garcia Luis.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_7042" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-7042" src="/files/2013/09/julio-garcia-luis.jpg" alt="Julio Garcia Luis" width="300" height="236" /></strong><p class="wp-caption-text">Julio Garcia Luis</p></div>
<p>L&#8217;opera del giornalista Julio Garcia Luis (1942-2012) segna profondamente oggi il giornalismo cubano, perché le sue idee propongono un cammino da seguire in questi tempi di cambiamenti, più che necessari nella stampa cubana. </strong></p>
<p>Così ha affermato la direttrice della Casa editrice “Mujer”, Isabel Moya, che ha presentato oggi il libro “Rivoluzione, socialismo, giornalismo, la stampa ed i giornalisti cubani di fronte al secolo XXI”, risultato della tesi di dottorato di Garcia Luis.</p>
<p>Il testo costituisce una guida per il lavoro dell&#8217;Unione dei Giornalisti di Cuba (UPEC), e benché sia stato scritto 10 anni fa, i suoi temi mantengono una validità straordinaria, ha sottolineato Moya.</p>
<p>Garcia Luis conosceva bene il potere delle parole, la loro espressione nel giornalismo e la relazione col potere politico, ha aggiunto.</p>
<p>Inoltre, è stato un pioniere negli studi di comunicazione in questa isola e riesce ad articolare nella sua opera teoria, divenire storico e realtà, ha segnalato la giornalista a carico delle rivista “Mujer”.</p>
<p>Questo libro è un materiale necessario, imprescindibile ed opportuno: da una prospettiva marxista propone modi di fare il giornalismo, senza cadere in dogmi o ricette.</p>
<p>Abborda anche la necessità di generare un sistema di stampa legittimo nel modello socialista perché conosceva l&#8217;importanza dei mezzi nella formazione del capitale simbolico.</p>
<p>Il presidente dell&#8217;UPEC, Antonio Moltò, ha catalogato il testo come un invito a guardare la stampa dall&#8217;interno ed analizzare con profondità i problemi che la colpiscono.</p>
<p>Durante più di 10 anni, Garcia Luis è stato decano della Facoltà di Comunicazione dell&#8217;Università de L&#8217;Avana ed i suoi insegnamenti accompagnano oggi varie generazioni di giornalisti.</p>
<p>E’ anche stato presidente dell&#8217;UPEC dal 1986 al 1993 e tra i premi ottenuti per il suo lavoro nella stampa, raffigura il Nazionale di Giornalismo Josè Martì per l&#8217;Opera della Vita.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Libro su operativo contro Bin Laden contraddice versione ufficiale</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Aug 2012 18:41:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un libro scritto da un'ex militar statunitense che partecipò all'operativo contro Osama Bin Laden contraddice la versione ufficiale del governo sulla forma in cui morì il leader di Al Qaeda. L'autore, Matt Bissonnette, mette in dubbio che Bin Laden potesse rappresentare una minaccia reale, quando i militari gli spararono per la prima volta, informò oggi la catena televisiva CBS.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5541" src="/files/2012/08/eeuu-libro-osama.jpg" alt="" width="300" height="444" />Un libro scritto da un&#8217;ex militar statunitense che partecipò all&#8217;operativo contro Osama Bin Laden contraddice la versione ufficiale del governo sulla forma in cui morì il leader di Al Qaeda. </strong></p>
<p>L&#8217;autore, Matt Bissonnette, mette in dubbio che Bin Laden potesse rappresentare una minaccia reale, quando i militari gli spararono per la prima volta, informò oggi la catena televisiva CBS.</p>
<p>Sembrerebbe che il leader di Al Qaeda abbia ricevuto uno sparo alla testa, quando si affacciò alla porta della sua stanza, mentre i membri del gruppo di operazioni speciali della Marina da Guerra, conosciuto con la sigla Seal, salivano su una scala stretta, verso il suo appartamento.</p>
<p>L&#8217;autore segnala che quando i Seal sono arrivati dove stava Bin Laden, lo hanno trovato ancora vivo sul pavimento, in una pozzanghera di sangue, con un buco visibile nel lato destro della testa, e gli spararono varie volte, fino a quando ha smesso di muoversi.</p>
<p>I Seal hanno trovato due fucili nascosti, senza essere stati usati, benché secondo l&#8217;amministrazione del presidente Barack Obama, i militari hanno sparato contro Bin Laden, solo dopo che questo era ritornato alla stanza per cercare un’arma.</p>
<p>Un portavoce della Casa Bianca citato da CBS si rifiutò di commentare l&#8217;apparente contraddizione.</p>
<p>Un&#8217;altra possibile rivelazione scomoda per il governo di Obama è che durante il volo di ritorno dell&#8217;operazione in un elicottero, uno dei Seal stava seduto sul petto del cadavere di Bin Laden, secondo l&#8217;autore.</p>
<p>Inoltre, Bissonnette afferma che nessuno dei Seal erano a favore del mandatario ed erano sicuri che la Casa Bianca avrebbe sfruttato con fini elettorali il risultato dell&#8217;assalto, che ha avuto luogo nel maggio 2011, con la direzione della CIA.</p>
<p>Oltre a tutte le osservazioni scomode per l&#8217;amministrazione democratica, i funzionari del governo temono che il testo includa informazioni segrete, perché non passò la revisione richiesta dal Pentagono, conclude CBS.</p>
<p>Il libro, intitolato “No Easy Day” doveva pubblicarsi l’11 settembre, ma gli editori decisero di anticipare la sua uscita per il giorno 4, per l&#8217;interesse che l&#8217;opera svegliò nell&#8217;opinione pubblica statunitense.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Moltiplicando un messaggio imprescindibile</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 00:54:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non potevamo immaginarlo un mese fa quando Fidel si riuniva con più di un centinaio di intellettuali di 22 paesi. Pensavamo che le preziose idee che si espressero in quel momento, sarebbero rimaste circoscritte alle pareti di quel salone del Palazzo delle Convenzioni od al massimo trascritte in brevi notizie di stampa quella notte ed alla mattina seguente.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3516" src="/files/2012/03/libro-fidel-casa-de-las-americas-16-580x386.jpg" alt="" width="300" height="200" />Non potevamo immaginarlo un mese fa quando Fidel si riuniva con più di un centinaio di intellettuali di 22 paesi. Pensavamo che le preziose idee che si espressero in quel momento, sarebbero rimaste circoscritte alle pareti di quel salone del Palazzo delle Convenzioni od al massimo trascritte in brevi notizie di stampa quella notte ed alla mattina seguente. </strong></p>
<p>Ma la convocazione del leader della Rivoluzione per moltiplicare i nostri messaggi, per diffondere la verità, per scrivere un libro, ad utilizzare l&#8217;internet come uno strumento rivoluzionario, ha messo in moto potenzialità, inventive, cooperazione e ricerca di strade non esplorate.</p>
<p>In poco tempo è stato preparato un libro stampato e digitale con la trascrizione di quel dialogo storico e profondo, riveduto ed ampliato dai partecipanti. Per la prima volta si organizzò una presentazione simultanea in 12 città del mondo di un libro uscito da una casa editrice ed una tipografia cubane. Gli intellettuali presenti nell&#8217;incontro di febbraio, la Rete di Intellettuali in Difesa dell&#8217;Umanità, i movimenti solidali e le ambasciate cubane hanno reso possibile il miracolo.</p>
<p>Ma un&#8217;immagine vale più che mille parole. Non bastava sapere che alla stessa ora si sarebbero riuniti in molti in diverse parti del mondo per accompagnare Fidel nella battaglia, per condannare la guerra e parlare della pace, per denunciare l&#8217;accelerata distruzione del pianeta da parte del consumismo vorace, per confermare che oggi il dovere è lottare. Bisognava mostrarlo, diffonderlo, avvicinare gli uni agli altri attraverso l&#8217;immagine che solidarizza ed incoraggia.</p>
<p>Cubavision Internacional ha diffuso le immagini de L&#8217;Avana. Telesur ci ha regalato momenti degli incontri a Caracas, Messico, Washington, Buenos Aires e la capitale cubana. Cubadebate operò l&#8217;inedita impresa, con la collaborazione di molti amici più o meno conoscitori dei misteri della rete, di fare fluire attraverso internet la meraviglia delle immagini che venivano da L&#8217;Avana, Caracas, Messico, Madrid, Kingston, Porto Rico, Washington, Buenos Aires. Un inedito esorcismo mediatico per la vita.</p>
<p>E per diffondere l’appello di Fidel a lottare, anche da Twitter si espanse il messaggio #savetheworld. Multipli utenti del microbloggin si sommarono al “tuitazo” convocato alle dieci della mattina di questo 14 marzo e trasformarono il citato hashtag in trending topic mondiale (temi del momento) in Twitter durante quasi un&#8217;ora, mostrando le nostre potenzialità nelle reti sociali ed il valore universale della nostra battaglia.</p>
<p>Il nostro dovere è lottare, il libro presentato ieri, è disponibile in Cubadebate ed altri siti web in spagnolo ed inglese. Presto ci saranno versioni in portoghese, francese ed italiano. Il combattimento per l&#8217;umanità continua perché “una specie è in pericolo di estinzione: l&#8217;uomo.”</p>
<p>articolo di Randy Alonso Falcon</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Storica presentazione del libro “Il nostro dovere è lottare”</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/03/14/storica-presentazione-del-libro-il-nostro-dovere-e-lottare/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 23:02:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il nostro dovere e' lottare]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il libro di Fidel Castro con gli intellettuali: Il nostro dovere è lottare, della casa editrice Josè Martì, è stato presentato questo mercoledì in uno storico lancio da varie città, in modo simultaneo ed in trasmissione diretta via Internet. Risultato di un dialogo tra il leader cubano e 117 intellettuali di 22 paesi, portato a capo in febbraio di quest’anno durante la XXI edizione della Fiera Internazionale del Libro di Cuba; questo lavoro editoriale si battezzò in maniera simultanea in 12 città del mondo, tra queste San Juan (Porto Rico), Madrid (Spagna), Washington (Stati Uniti), L'Avana (Cuba), Città del Messico (Messico), Caracas (Venezuela), Kingston (Giamaica) e La Paz (Bolivia) che trasmisero da diversi canali nel portale Justin.TV.   ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3516" src="/files/2012/03/libro-fidel-casa-de-las-americas-16-580x386.jpg" alt="" width="300" height="200" />Il libro di Fidel Castro con gli intellettuali: Il nostro dovere è lottare, della casa editrice Josè Martì, è stato presentato questo mercoledì in uno storico lancio da varie città, in modo simultaneo ed in trasmissione diretta via Internet. </strong></p>
<p>Risultato di un dialogo tra il leader cubano e 117 intellettuali di 22 paesi, portato a capo in febbraio di quest’anno durante la XXI edizione della Fiera Internazionale del Libro di Cuba; questo lavoro editoriale si battezzò in maniera simultanea in 12 città del mondo, tra queste San Juan (Porto Rico), Madrid (Spagna), Washington (Stati Uniti), L&#8217;Avana (Cuba), Città del Messico (Messico), Caracas (Venezuela), Kingston (Giamaica) e La Paz (Bolivia) che trasmisero da diversi canali nel portale Justin.TV.<br />
A L&#8217;Avana, l&#8217;atto ha avuto luogo nella Sala Che Guevara di Casa de Las Americas, con le parole di Roberto Fernandez Retamar, Presidente di Casa, Osvaldo Martinez, Direttore del Centro di Investigazioni dell&#8217;Economia Mondiale, e Gisela Alonso, Presidentessa dell&#8217;Agenzia Ambientale di Cuba.</p>
<p>L&#8217;atto, realizzato nel salone Bicentenario dell’Hotel Alba Caracas, contò sulla presenza, per il Venezuela, dello scrittore omaggiato della Filven, Luis Britto Garcia; la storiografa Carmen Bohorquez, e Francisco Sesto, ministro di Stato per la Trasformazione Rivoluzionaria della Gran Caracas.</p>
<p>In rappresentazione della nazione antillana erano presenti il presidente dell&#8217;Unione di Scrittori ed Artisti di Cuba, Miguel Barnet e la presidentessa dell&#8217;Istituto Cubano del Libro, Zuleica Romay.</p>
<p>Si possono scaricare i video delle presentazioni a queste direzioni:</p>
<p>L&#8217;Avana via<a href="http://es.justin.tv/cubadebatecu/" rel="nofollow"  target="_blank">CubaDebatecu</a></p>
<p>Washington via <a href="http://es.justin.tv/cubaenwashington/" rel="nofollow"  target="_blank">CubaenWashington</a></p>
<p>Messico via <a href="http://es.justin.tv/cubaenmexico/" rel="nofollow"  target="_blank">CubaenMexico</a></p>
<p>Caracas via <a href="http://es.justin.tv/cubaenvenezuela/" rel="nofollow"  target="_blank">CubaenVenezuela</a></p>
<p>Madrid via <a href="http://es.justin.tv/cubaenmadrid/" rel="nofollow"  target="_blank">CubaenMadrid</a></p>
<p>Kingston via <a href="http://es.justin.tv/cubaenjamaica1/" rel="nofollow"  target="_blank">CubaenJamaica</a></p>
<p>Buenos Aires via <a href="http://es.justin.tv/cubaenbuenosaires/" rel="nofollow"  target="_blank">CubaenBuenosAires</a></p>
<p>San Juan via <a href="http://es.justin.tv/cubaenpuertorico/" rel="nofollow"  target="_blank">CubaenPuertoRico</a></p>
<p>La Paz via <a href="http://es.justin.tv/cubaenbolivia/" rel="nofollow"  target="_blank">CubaenBolivia</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Il libro “Il nostro dovere è lottare” potrà essere scaricato domani da Cubadebate</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 00:23:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Il nostro dovere e' lottare]]></category>
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		<description><![CDATA[Cubadebate offrirà domani ai suoi lettori con una scarica libera, mercoledì, 14 marzo, a partire dalle 10:00 am ora di Cuba (19:00 GMT), la versione digitale del libro “Il nostro dovere è lottare” che raccoglie l'incontro del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz con più di un centinaio di intellettuali di 22 paesi, celebrato il passato 10 febbraio 2012.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3469" src="/files/2012/03/justin-tv-widget-3-1.jpg.png" alt="" width="300" height="250" />Cubadebate offrirà domani ai suoi lettori con una scarica libera, mercoledì, 14 marzo, a partire dalle 10:00 am ora di Cuba (19:00 GMT), la versione digitale del libro “Il nostro dovere è lottare” che raccoglie l&#8217;incontro del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz con più di un centinaio di intellettuali di 22 paesi, celebrato il passato 10 febbraio 2012. </strong></p>
<p>Il libro che costituisce un contundente appello alla lotta per salvare l&#8217;umanità dalle guerre, dal cambiamento climatico e da altri pericoli che la minacciano, sarà presentato simultaneamente a L&#8217;Avana e Caracas con pannelli di prestigiosi intellettuali.</p>
<p>A L&#8217;Avana, il testo stampato e la sua versione digitale saranno presentati nel Salone Che Guevara della Casa de Las Americas dai dottori Roberto Fernandez Retamar, Presidente della Casa, Osvaldo Martinez, Direttore del Centro di Investigazioni sull&#8217;Economia Mondiale, e Gisela Alonso, Presidentessa dell&#8217;Agenzia Ambientale di Cuba. L&#8217;entrata è su invito.</p>
<p>A Caracas, il battesimo del libro sarà a carico di un pannello integrato dallo scrittore venezuelano Luis Britto Garcia, Premio Alba delle Lettere e delle Arti; Farruco Sesto, Ministro di Stato per la Ricostruzione Urbana di Caracas; Carmen Bohorquez, storiografa venezuelana; Miguel Barnet, presidente dell&#8217;Unione degli Scrittori ed Artisti di Cuba; Zuleica Romay, Presidentessa dell&#8217;Istituto Cubano del Libro, e Fernando Rojas, viceministro di Cultura dell&#8217;Isola.</p>
<p>Ci saranno anche presentazioni della versione digitale del libro a Buenos Aires, La Paz, Santo Domingo, San Juan di Porto Rico, Messico DF, Washington D.C., Kingston, Madrid, Berlino e Luanda. In tutti i casi, il testo sarà presentato da prominenti personalità nazionali e partecipanti nell&#8217;incontro de L&#8217;Avana nel febbraio scorso.</p>
<p>Cubadebate offrirà la possibilità di seguire dal vivo le presentazioni a L&#8217;Avana, Caracas, Washington, Messico, Madrid e Buenos Aires, attraverso canali di Justin TV.</p>
<p>L’appello a Salvare il Mondo #SavetheWorld sarà motivazione principale di questa giornata che promette essere storica.</p>
<p>Questo evento avrà la singolarità di allacciare varie capitali via Internet, con trasmissioni dal vivo e simultanee attraverso il portale Justin.tv.<br />
Gli utenti potranno seguire quello che accade.<br />
Fino al momento, hanno confermato trasmissioni:</p>
<p><a href="http://es-es.justin.tv/cubadebatecu/" rel="nofollow"  target="_blank">L&#8217;Avana via CubaDebatecu</a></p>
<p><a href="http://es-es.justin.tv/cubaenwashington/" rel="nofollow"  target="_blank">Washington via CubaenWashington</a></p>
<p><a href="http://es-es.justin.tv/cubaenmexico/" rel="nofollow"  target="_blank">Messico via CubaenMexico</a></p>
<p><a href="http://es-es.justin.tv/cubaenvenezuela/" rel="nofollow"  target="_blank">Caracas via CubaenVenezuela</a></p>
<p><a href="http://es-es.justin.tv/cubaenmadrid/" rel="nofollow"  target="_blank">Madrid via CubaenMadrid</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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