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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Libia</title>
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		<title>Hillary Clinton ha dichiarato davanti la commissione legislativa per gli eventi di Bengasi</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2015 00:27:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[attacchi ambasciata]]></category>
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		<description><![CDATA[Hillary Clinton giustificò energicamente i suoi antecedenti prima, durante e dopo gli attacchi di Bengasi durante l'investigazione diretta dai legislatori repubblicani sugli attacchi letali in Libia nel 2012, nella speranza di lasciare indietro il peggiore episodio del suo adempimento come segretaria di Stato e togliere un ostacolo alle sue aspirazioni presidenziali.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8961" alt="" src="/files/2015/10/hillary-clinton.jpg" width="300" height="250" />Hillary Clinton giustificò energicamente i suoi antecedenti prima, durante e dopo gli attacchi di Bengasi durante l&#8217;investigazione diretta dai legislatori repubblicani sugli attacchi letali in Libia nel 2012, nella speranza di lasciare indietro il peggiore episodio del suo adempimento come segretaria di Stato e togliere un ostacolo alle sue aspirazioni presidenziali.  </strong></p>
<p>In un&#8217;udienza non esente di asprezze aumentarono le accuse sulle versioni mutevoli del governo quando si conobbero i primi dettagli degli attacchi nella città libica nella quale morirono quattro diplomatici statunitensi.</p>
<p>Clinton, la principale aspirante alla candidatura presidenziale democratica, iniziò la sessione dell’interrogatorio con un&#8217;esortazione affinché gli Stati Uniti mantengano il loro ruolo di leadership mondiale a dispetto delle minacce fatte contro i diplomatici statunitensi. Elogiò perfino gli sforzi dei quattro compatrioti che morirono negli attacchi, il primo ambasciatore in più di tre decadi, ma disse al Comitato su Bengasi, della Camera dei Rappresentanti che i dettagli degli attacchi sono stati oggetto di scrutinio esaustivo.</p>
<p>I repubblicani incominciarono a fare pressione sulla Clinton con domande sul suo adempimento nei mesi antecedenti agli attacchi dell’11 settembre 2012 alla missione diplomatica degli Stati Uniti a Bengasi ed ad un complesso della CIA situato nelle vicinanze, ed in che misura lei sapeva del deterioramento della situazione nell&#8217;est della Libia. L&#8217;ambiente dell&#8217;interrogatorio si mantenne più o meno su un piano civilizzato fino a quando il rappresentante repubblicano Jim Jordan accusò Clinton di ingannare deliberatamente il pubblico vincolando la violenza ad un video di internet che insultava il profeta Maometto.</p>
<p>Clinton, che si era mostrata impassibile, insinuò un sorriso di incredulità quando Jordan l&#8217;interruppe. Poi, quando ha potuto riprendere la parola, l’interrogata si limitò a rispondere che “alcune persone” avevano desiderato giustificare gli attacchi sulla base di quel video e che lei respinse tale giustificazione. La discussione passò allora sulle origini del disaccordo intorno a Bengasi e come il presidente Barack Obama ed i suoi principali assistenti utilizzarono l&#8217;attacco nelle ultime settimane della sua nuova campagna elettorale.</p>
<p>“Ci furono probabilmente varie motivazioni differenti” per l&#8217;attacco, congetturò Clinton, ed alluse ad un&#8217;epoca in cui si ricevevano dati di intelligenza contraddittori senza che sorgesse un panorama chiaro. Dirigendosi direttamente a Jordan, gli disse che “le insinuazioni che lei fa sono immeritevoli. Sento che non si adattano alla sua stessa narrativa. Posso solo dirle quali furono i fatti.”</p>
<p>Clinton non commise errori e non alzò mai la voce. Invece furono gli stessi membri del pannello quelli che si lanciarono in discussioni polemiche verso la fine della sessione di quasi tre ore e mezza. Progressivamente, Clinton si limitò ad osservare come i democratici facevano pressione per la diffusione della trascrizione completa della testimonianza privata di un assessore della Clinton, fatto che provocò l&#8217;ira del dirigente repubblicano del pannello, il rappresentante Trey Gowdy.</p>
<p>L&#8217;udienza ebbe luogo in un momento di fermezza politica per la Clinton. Il mercoledì, un possibile rivale per la candidatura democratica, il vicepresidente Joe Biden, annunciò che non entrerà nella disputa. Inoltre, Clinton si distinse in un dibattito la settimana scorsa. E Gowdy ha detto che non la convocherà nuovamente.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>La strategia del golpe continuo: intervista al prof. Juan Miguel Diaz Ferrer</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 22:31:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo incontrato a Ravenna, in occasione del terzo incontro della rete Caracas Chiama, il professore Juan Miguel Díaz Ferrer, docente di filosofia all’università pubblica di Mosca e all’istituto superiore di Relazioni Intenazionali de La Habana, che nel suo intervento ha mostrato come queste manifestazioni non sono state affatto pacifiche, ma piuttosto si sono caratterizzate come rivolte violente, chiamate Guarimbas, che hanno avuto come obiettivo militanti e politici chavisti, istituzioni pubbliche e anche normali cittadini. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8945" alt="" src="/files/2015/10/DiazFerrer.jpg" width="580" height="358" />Le proteste contro Maduro, organizzate in Venezuela dal febbraio del 2014 e durate per diversi mesi, erano state presentate dalla stampa italiana al pubblico come manifestazioni pacifiche organizzate da giovani studenti che rivendicavano più democrazia, libertà di stampa, trasparenza, internet, diritti umani.</strong></p>
<p>Un cambiamento in senso occidentale a cui un governo autoritario avrebbe risposto con la violenza e la repressione nel sangue. A sostegno di questa versione era stata preparata una grande campagna mediatica denominata SOS Venezuela, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica verso la necessità di un cambio di governo anche diretto da un intervento esterno, per porre fine alle violenze.</p>
<p>Abbiamo incontrato a Ravenna, in occasione del terzo incontro della rete Caracas Chiama, il professore Juan Miguel Diaz Ferrer, docente di filosofia all’università pubblica di Mosca e all’istituto superiore di Relazioni Intenazionali de La Habana, che nel suo intervento ha mostrato come queste manifestazioni non sono state affatto pacifiche, ma piuttosto si sono caratterizzate come rivolte violente, chiamate Guarimbas, che hanno avuto come obiettivo militanti e politici chavisti, istituzioni pubbliche e anche normali cittadini.</p>
<p>Il professore ha mostrato come le Guarimbas non siano un fenomeno confinato al Venezuela, ma si inseriscono all’interno di una precisa strategia degli Usa per destabilizzare i paesi indipendenti agendo non con un intervento diretto, ma tramite gruppi di “opposizione”. Dei veri e propri colpi di stato organizzati contemporaneamente in più paesi, come si è visto per Libia, Siria e Ucraina, in cui la stampa diventa una vera e propria arma di guerra indispensabile per legittimare il cambio di governo diretto dall’esterno, dai “paesi democratici” per porre fine alla “dittatura”. Una strategia del Golpe permanente, che permette agli Usa di intervenire contemporaneamente su più paesi, esponendosi il meno possibile all’opinione pubblica e mantenendo la propria credibilità internazionale intatta, in quanto si agisce sotto la bandiera dei diritti umani, grazie alla guerra mediatica.</p>
<p>I cosiddetti “rivoluzionari democratici” non sono giovani studenti che lottano contro la presunta dittatura, ma formazioni paramilitari armate e addestrate, le cui azioni violente sono dirette verso i rappresentanti di governo, le istituzioni pubbliche e soprattutto i normali cittadini, e che spesso provengono dall’esterno e sono utilizzati da un paese all’altro. In Venezuela, infatti, hanno agito anche cittadini ucraini che erano stati coinvolti nella cosiddetta “rivoluzione del Maidan”, terminata appunto nel febbraio 2014, quando i disordini di Caracas stavano iniziando.</p>
<p><strong>Sa se questi ucraini appartenevano a una organizzazione politica?</strong></p>
<p>No, questo non lo posso dire con sicurezza, ma erano persone che, come è stato scoperto, non venivano da turisti. C’erano molte prove di ciò, che non venivano per turismo ma per unirsi alle Guarimbas. Avevano con loro volantini, report, numeri di cellulare, documenti che mostravano un legame con i Guarimberos. Il punto è: chi li manda? Chi li finanzia? Chi sta dietro queste persone?</p>
<p>In quello stesso periodo circolava dappertutto un video sull’Ucraina, ambientato nella piazza del Maidan, in mezzo agli scontri e agli spari dei cecchini, in cui compariva una giovane donna molto bella che, parlando in inglese, denunciava il regime, la repressione e chiedeva il sostegno internazionale per porre fine alla repressione del dittatore. Una montatura propagandistica. Subito dopo, lo stesso video è stato fatto in Venezuela, con uno scenario venezuelano. La stessa tecnica, identica!</p>
<p><strong>Una sorta di colpo di stato continuo?</strong></p>
<p>Sì chiaro. L’imperialismo non può tollerare la sovranità nazionale né il diritto degli stati all’autodeterminazione, e così interferisce nella politica interna degli stati con interventi esterni. E’ quello che è successo in Libia, in Siria e in altri paesi.<br />
Addirittura Obama nel suo discorso all’Onu non parla per nulla di sovranità nazionale né di stato. Evita la parola Stato. Vuole cancellare il diritto all’autodeterminazione degli Stati che invece compare nella carta dell’Onu, mentre si pone come difensore di questa carta. Parla invece di diritti umani, che sono più manipolabili.</p>
<p><strong>Sono stati utilizzati infatti in Libia dalla Clinton, come casus belli.</strong></p>
<p>Esattamente. E con il Venezuela, come per la Siria e l’Ucraina è lo stesso. Per questo utilizzano questi video, con queste donne giovani e belle che richiamano l’attenzione e la sensibilità del pubblico, che dicono “guardate quanto è crudele il regime, guardate quello che ci sta facendo, aiutateci!”, per rendere l’opinione pubblica favorevole a un intervento esterno in un paese sovrano.</p>
<p>Si tratta di una tecnica ben precisa. Questo video fa il giro del mondo, arriva al cittadino europeo che non conosce la situazione politica in Venezuela, gli fa credere che ci sia un regime cattivo che viola i diritti umani e lo sensibilizza. Crea il consenso dell’opinione pubblica per legittimare l’intervento.</p>
<p>Il discorso di Obama all’Onu è un discorso pieno di menzogne. Non parla dell’autodeterminazione degli Stati, ma parla di diritti umani, parla della famiglia. Quando lui è il presidente che più di chiunque altro ha separato le famiglie negli Stati Uniti, perché con la sua politica anti-migranti ha espulso persone che vivevano lì da 30 anni, che avevano i documenti e avevano lì le loro famiglie.</p>
<p>I genitori di queste famiglie sono stati deportati nei loro paesi di origine. Ci sono migliaia di queste situazioni in cui intere famiglie vengono distrutte. Pertanto dice una cosa e fa l’esatto contrario. Obama deve essere giudicato per le sue azioni, non per le sue parole.</p>
<p><strong>Nel suo intervento ha parlato di ucraini arrestati mentre tentavano di passare il confine con la Bielorussia. Erano armati?</strong></p>
<p>Avevano armi di tipo artigianale, quelle impiegate nelle manifestazioni, simili a quelle usate in Venezuela. Alle domande delle forze dell’ordine non sapevano spiegare esattamente cosa stessero andando a fare in Bielorussia, ma è evidente che stavano tentando di infiltrarsi nelle manifestazioni dell’opposizione e provocare violenze. Allo stesso tempo avevano preparato le telecamere della televisione per registrare gli scontri e accusare il governo della Bielorussia di reprimere con la violenza e di violare i diritti umani. Si tratta della stessa tecnica di inganno e menzogna.</p>
<p>Risulta che tutto quello che si sta denunciando qui è vivo, è una metodologia attuale. E se domani un governo progressista dovesse vincere in Italia, accadrebbe lo stesso. Oggi avremmo anche qui un Comitato di Vittime delle Guarimbas che denuncia i propri familiari assassinati da quelli che la stampa definisce “rivoluzionari”.</p>
<p>Questo è ciò che oggi si deve denunciare, questa maniera di manipolare i mass media e soprattutto le immagini, al fine di nascondere i crimini di questi gruppi e portare l’opinione pubblica dalla loro parte, di chi viola davvero i diritti umani, preparando all’aggressione imperialista.</p>
<p>La stessa cosa sta avvenendo con la crisi dei rifugiati. Questa è stata una crisi creata appositamente. Molti di questi rifugiati stavano in campi della Turchia. Gli Stati Uniti hanno chiesto che venissero liberati. La campagna per i rifugiati ha avuto, in parte, il proposito di persuadere l’opinione pubblica europea che di questa crisi fosse colpevole il governo siriano. La stampa faceva apparire che la gente stesse scappando dalla Siria, non a causa dell’Isis, che sta massacrando il popolo siriano, ma per colpa del presidente Assad, quando in realtà la gente sta fuggendo dalla guerra contro Assad, non per colpa di Assad. Tutte queste sono tecniche di inganno dell’opinione pubblica.</p>
<p>La stessa tecnica è stata usata per attaccare la Serbia. I mezzi di informazione rovesciavano la realtà. I profughi fuggivano dai bombardamenti della Nato, la stampa invece dava la colpa al regime di Milosevic. Prima mostravano le immagini dei profughi e poi quelle dei bombardieri NATO. Questo per fare in modo che la gente accettasse i bombardamenti della NATO, che pensasse “guarda, c’è un regime malvagio, le strade della Serbia sono piene di famiglie in fuga, qualcuno deve porre fine a tutto questo” e quindi, quando arrivano gli aerei della NATO sono i buoni di questo film hollywoodiano. Invece le famiglie fuggivano dalla guerra.</p>
<p>Si tratta di una tecnica di manipolazione mediatica che vuole mostrare la realtà al contrario, al fine di legittimare gli interventi imperialisti e far passare le vittime per carnefici, e viceversa.</p>
<p>di Clara Statello</p>
<p>da albainformazione.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nebbioso assunto</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2012 01:18:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bengasi]]></category>
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		<description><![CDATA[Confezionato inizialmente come una volgare telenovela di infedeltà che tanto normalmente si attizza nei mass media statunitensi, il caso di Petraeus ha navigato in poco tempo attraverso tante diverse variabili di versioni come i vuoti senza coperchio di questa storia.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em></p>
<div id="attachment_6056" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><em><img class="size-full wp-image-6056" src="/files/2012/11/david-petraeus-cia.jpg" alt="David Petraeus" width="300" height="250" /></em><p class="wp-caption-text">David Petraeus</p></div>
<p>Una filtrazione su “un paio di membri della milizia libica” presi come prigionieri dalla CIA, e non lo stesso scandalo su una relazione extraconiugale, sarebbe costata la nomina al generale David Petraeus. (Fonte: AFP)   di Guglielmo Tell</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Confezionato inizialmente come una volgare telenovela di infedeltà che tanto normalmente si attizza nei mass media statunitensi, il caso di Petraeus ha navigato in poco tempo attraverso tante diverse variabili di versioni come i vuoti senza coperchio di questa storia. </strong></p>
<p>Una delle protagoniste visibili, la biografa del generale, ha apportato un nuovo ingrediente affermando in una conferenza registrata nell&#8217;università di Denver che “qualcuno della CIA aveva preso prigionieri un paio di membri della milizia libica e loro (il comando dell&#8217;agenzia) pensano che l&#8217;attacco contro il consolato di Bengasi era un tentativo per liberarli.”</p>
<p>Se fosse così, e nulla per rocambolesco che sembri può sorprenderci, se proviene dalla compagnia, si starebbe alla presenza di una modalità sotto abusiva immunità diplomatica del sistema delle carceri clandestine, come quelle che si sono stabilite in Europa, per quanto il portavoce della CIA, Preston Golson, tenti di convincere che è già finito questo sinistro traffico di prigionieri.</p>
<p>Ovviamente, solo pochi possono fidarsi di questa affermazione, in presenza di un lungo curriculum di perversità, disinformazioni e segreti, nel quale si somma apparentemente il caso Petraues, apparente capo espiatorio di un assunto nebbioso e conveniente, affinché il gran pubblico non arrivi mai a toccare il fondo della verità.</p>
<p>di Hugo Rius</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Massacro in città libica di Bani Walid</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/10/25/massacro-citta-libica-di-bani-walid/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 00:37:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La città libica di Bani Walid è stata presa dall'Esercito, secondo varie relazioni contraddittorie ricevute dal canale Rusia Today. Il sito digitale della televisione assicura che circa 600 persone sono probabilmente morte nei combattimenti del mercoledì e più di 1.000 sono state ricoverate in ospedale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5931" src="/files/2012/10/Bani-Walid.png" alt="" width="300" height="250" />La città libica di Bani Walid è stata presa dall&#8217;Esercito, secondo varie relazioni contraddittorie ricevute dal canale Rusia Today. Il sito digitale della televisione assicura che circa 600 persone sono probabilmente morte nei combattimenti del mercoledì e più di 1.000 sono state ricoverate in ospedale. </strong></p>
<p>I residenti della città perseguitata stanno chiedendo aiuto alla comunità internazionale.</p>
<p>Le autorità libiche hanno affermato che le forze del Governo hanno portato a termine un assedio di 20 giorni prima di prendere controllo di Bani Walid, l&#8217;ultimo bastione dei sostenitori del regime di Gheddafi. Fonti della città hanno somministrato informazioni contraddittorie, dicendo che le milizie locali erano responsabili dello stato di assedio ed ora del controllo della zona.</p>
<p>“Continuiamo a ricevere informazioni contraddittorie. Le fonti della zona annunciano che l&#8217;Esercito si ritira dalla città malgrado denuncino massacri generalizzati. Fonti del Governo dicono che la città è caduta”, informa Paula Slier, corrispondente di RT nel vicino Libano.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Sequestro del leader tribale </span></p>
<p>Un individuo che si trova in Italia e che suppostamente ha dei familiari a Bani Walid, ha parlato con RT dello stato attuale della città. Identificandosi come Alwarfally -in riferimento ad una tribù di Bani Walid – ha chiesto di rimanere nell&#8217;anonimato per l&#8217;intervista.</p>
<p>Assicura che ha contattato la sua famiglia nella città assediata, e gli hanno detto che la milizia si è ritirata, ma solo dopo avere sequestrato un membro del consiglio locale degli anziani che è stato nominato dai leader tribali di Bani Walid per governare la città, dopo la caduta di Gheddafi.</p>
<p>“La milizia ha sequestrato il console di Bani Walid, la sua salute è pessima”, ha detto. “L’hanno portato a Misrata e non so che cosa gli succederà. È un uomo molto buono, non aveva niente a che vedere con quello che è successo, è solo un membro del consiglio a Bani Walid.”</p>
<p>Alwarfally ha anche affermato che centinaia di persone sono morte durante l&#8217;assedio di 20 giorni.</p>
<p>“Il numero è molto grande”, ha detto. “Il giorno che le milizie sono arrivate, hanno contato circa 70 cadaveri, dopo i combattimenti. Ieri notte hanno ammazzato 600 persone. “Ci sono più di 1000 persone ricoverate negli ospedali”, ha aggiunto.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Aiuto bloccato</span></p>
<p>Il popolo di Bani Walid sta chiedendo l&#8217;aiuto della comunità internazionale, ma gli sforzi di collaborazione di Mosca sono stati fermati dagli Stati Uniti.</p>
<p>Washington ha bloccato nel Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU martedì scorso un progetto di dichiarazione proposto dalla Russia per fermare la violenza a Bani Walid. La dichiarazione chiedeva una soluzione pacifica al conflitto.</p>
<p>Nel loro assedio, le truppe tentano di fermare i responsabili della morte di Omran Shaaban, l&#8217;uomo conosciuto per catturare l&#8217;anno scorso Gheddafi. La tribù Warfalla che controllava Bani Walid, è stata accusata di sequestrare e torturare Shaaban.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Libia sempre di più vicino ad una guerra civile</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/03/31/libia-sempre-di-piu-vicino-ad-una-guerra-civile/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 23:19:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>

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		<description><![CDATA[Circa 16 persone sono morte questo sabato, assassinate da nuovi confronti tra differenti tribù nel sud della Libia, informarono fonti ufficiali e mediche. Un medico dell'ospedale di Sebha, in effetti, affermò che circa “8 persone persero la vita ed altre 50 risultarono ferite”, mentre una fonte di un gruppo tribale ha riportato la morte di “altre 8 persone.” ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3785" src="/files/2012/04/rebeldes-libios.jpg" alt="" width="300" height="250" />Circa 16 persone sono morte questo sabato, assassinate da nuovi confronti tra differenti tribù nel sud della Libia, informarono fonti ufficiali e mediche. </strong></p>
<p>Un medico dell&#8217;ospedale di Sebha, in effetti, affermò che circa “8 persone persero la vita ed altre 50 risultarono ferite”, mentre una fonte di un gruppo tribale ha riportato la morte di “altre 8 persone.”</p>
<p>“Non siamo riusciti a dormire ieri notte. Le tribù attaccarono Sebha attorno all&#8217;una di notte. La gente si armò per difendersi”, ha raccontato il medico della zona, Abdelrahman Al-Arich.</p>
<p>Da parte sua, Adem Al-Tebbaui, responsabile locale delle tribù, assicurò che il suo gruppo “rispettò la tregua, cosa che non fanno altre tribù da vari giorni”. Inoltre, Al-Tebbaui denunciò la “mancanza di elettricità e di acqua.”</p>
<p>Dopo la caduta di Muamar Gheddafi e l&#8217;instaurazione del governo del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT), nel paese africano si sono complicate le relazioni tra le differenti etnie e tribù, che, secondo gli analisti, potrebbe implicare una nuova guerra civile.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I “diritti umani” nella nuova Libia: assassinano presentatrice di televisione a favore di Gheddafi</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/02/19/i-diritti-umani-nella-nuova-libia-assassinano-presentatrice-di-televisione-favore-di-gheddafi/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 22:54:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hala Misrati, la presentatrice della televisione libica che saltò alla fama per la sua entusiasta propaganda a beneficio di Muamar El Gheddafi e per la sua difesa radicale del suo regime davanti alle telecamere, è stata assassinata in un carcere della Libia. Il suo nome si unisce a quello di molte altre vittime della violenza commessa dalle milizie che, dopo la caduta e morte di Gheddafi, dominano il paese davanti all'impotenza del governo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3196" src="/files/2012/02/libia-presentadora-tr.jpg" alt="" width="300" height="250" />Hala Misrati, la presentatrice della televisione libica che saltò alla fama per la sua entusiasta propaganda a beneficio di Muamar El Gheddafi e per la sua difesa radicale del suo regime davanti alle telecamere, è stata assassinata in un carcere della Libia. Il suo nome si unisce a quello di molte altre vittime della violenza commessa dalle milizie che, dopo la caduta e morte di Gheddafi, dominano il paese davanti all&#8217;impotenza del governo. </strong></p>
<p>Come informano mezzi locali, l&#8217;assassinio di Misrati, di 31 anni, ha avuto luogo il 17 febbraio, giorno del primo anniversario del sollevamento contro Gheddafi. Nonostante, le autorità non hanno commentato niente al riguardo.</p>
<p>Hala Misrati apparve per l’ultima volta davanti alle camere il 30 dicembre dell&#8217;anno scorso. Nella sequenza la si vedeva in silenzio, tenendo in mano un foglio con la data indicata, e col viso pieno di lividi. Gli spettatori hanno supposto che le avevano tagliato la lingua. Dopo questo fatto nessuno seppe più niente di lei fino a che informarono sul suo assassinio.</p>
<p>Il passato mese di agosto, quando i ribelli combattevano a Tripoli, Misrati diede il “do di petto” nel suo programma quando, brandendo una pistola e con lo sguardo provocatorio inchiodato nella telecamera ha affermato: “con questa arma oggi morrò o ammazzerò… non vi impadronirete del controllo del canale, né quello di Tripoli, né con quello della Libia. Proteggerò i miei compagni e ci trasformeremo in martiri.”</p>
<p>Quando i ribelli fermarono la giornalista, la sua cattura è stata celebrata dalla popolazione come se si trattasse di un parente del dittatore. Relazioni non confermate diffuse dai sostenitori di Gheddafi assicurano che la giornalista è stata violentata ripetutamente in prigione dai soldati ribelli.</p>
<p>Il Consiglio Nazionale Transitorio (CNT) non annunciò mai ufficialmente quali erano le accuse contro lei né incominciò un processo giudiziario. L&#8217;organizzazione pro-diritti umani Amnesty International sottolinea che il nuovo governo è incapace di promuovere la democrazia e controllare le milizie che mantengono a oltre 8000 persone in centri di detenzione dove sono sottomessi a torture.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Figlio di Gheddafi dalla prigione: “Non ho avuto accesso ad un avvocato”</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 18:30:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È la prima intervista di Saif al Islam concessa dalla prigione. Un assessore di Human Rights Watch, Fred Abrahams, ha avuto accesso al figlio di Gheddafi ed ascoltò di prima mano i dettagli di come funzionano le cose in Libia dopo “l’intervento umanitario.”]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_2519" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2519" src="/files/2011/12/FiglioGheddafi.jpg" alt="Figlio di Gheddafi" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Figlio di Gheddafi</p></div>
<p>È la prima intervista di Saif al Islam concessa dalla prigione. Un assessore di Human Rights Watch, Fred Abrahams, ha avuto accesso al figlio di Gheddafi ed ascoltò di prima mano i dettagli di come funzionano le cose in Libia dopo “l’intervento umanitario.”</strong></p>
<p>“Il gran problema è il mio totale isolamento. Non ho accesso alla stampa, né alla radio, né alla televisione” &#8211; disse Islam. “Devo contattare la mia famiglia o i miei amici per trovare un avvocato” &#8211; aggregò.</p>
<p>Benché le autorità occupanti abbiano promesso un giudizio con tutte le garanzie a Saif al Islam, la cosa certa è che evidenze provenienti della Libia rivelano sempre di più un ambiente di malgoverno e violazioni sistematiche dei diritti umani.</p>
<p>La stessa organizzazione Human Rights Watch, insieme ad Amnesty International, denunciarono recentemente detenzioni arbitrarie, maltrattamenti e perfino torture praticate a migliaia di detenuti, da parte dei chiamati ribelli. HRW denunciò il ritrovamento di 53 cadaveri in decomposizione appartenenti a truppe leali a Gheddafi, massacrati con assoluta impunità dai loro avversari.</p>
<p>Secondo Abrahams, lo stesso figlio di Gheddafi l&#8217;intimò di visitare ad alcune delle 10 mila persone leali a suo padre fermate a Bengasi, Misrata, Tripoli, Zawiya e Zintan. “Ci sono torture” &#8211; concluse.</p>
<p>La stessa maniera in cui Muamar El Gheddafi è stato assassinato il passato 20 ottobre, alzò la condanna di buona parte della comunità internazionale per quello che, chiaramente, risultò essere un crimine di guerra. Tuttavia, la richiesta che il cadavere fosse esaminato per redigere evidenze non è stata ascoltata dal Consiglio Nazionale di Transizione. ”Non ci sarà autopsia né oggi né un altro giorno. Nessuno aprirà il corpo di Gheddafi”, dichiarò in quel momento all&#8217;AFP il portavoce del consiglio militare di Misrata, Fathi Bachagha.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tribunale Internazionale non vede l’urgenza di un’investigazione sulla morte di Gheddafi</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 21:08:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La procura del tribunale che dipende dall'ONU informò che non investigherà in forma imminente la morte dell'assassinato leader libico Muamar El Gheddafi, giustiziato dopo essere stato catturato da soldati del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) nell’ottobre scorso. Inoltre, l'organismo indicò che stava aspettando che le autorità libiche, ora occupate dal CNT, avanzino per rischiarare questo assassinato.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2416" src="/files/2011/12/libia-gadafi1-580x4271.jpg" alt="" width="300" height="250" />La procura del tribunale che dipende dall&#8217;ONU informò che non investigherà in forma imminente la morte dell&#8217;assassinato leader libico Muamar El Gheddafi, giustiziato dopo essere stato catturato da soldati del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) nell’ottobre scorso. Inoltre, l&#8217;organismo indicò che stava aspettando che le autorità libiche, ora occupate dal CNT, avanzino per rischiarare questo assassinato. </strong></p>
<p>La procura risponde al sollecito realizzato la settimana scorsa dalla figlia del leader, Aisha Khadafi, che reclamò alla corte un&#8217;investigazione sulle morti di suo padre e di suo fratello Mutassim.</p>
<p>Nel comunicato, l&#8217;Ufficio del Pubblico Ministero conferma che rivedrà quanto accaduto in Libia e presenterà nel maggio del 2012 una nuova relazione davanti al Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU e che farà pubblica “la sua strategia mirando alle future investigazioni dei crimini di guerra commessi in Libia, compresa la morte di Gheddafi.”</p>
<p>Nonostante, il testo fatto conoscere dalla catena di notizie CNN chiarisce che qualunque investigazione “dipenderà dalle attività delle autorità nazionali libiche.”</p>
<p>L&#8217;avvocato della figlia di Gheddafi, Nick Kaufman, aveva consultato che passi si darebbero per investigare queste morti, poiché considerava che Gheddafi e suo figlio “sono stati catturati vivi ed, in quel momento, non rappresentavano nessuna minaccia per nessuno.”</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Il ruolo genocida della NATO (Quinta parte)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 15:20:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Come alcuni conoscono, nel settembre del 1969, Muammar Al-Gheddafi, un militare arabo beduino di peculiare carattere e ispirato alle idee del leader egiziano  Gamal Abdel Nasser, promosse nel seno delle Forze Armate un movimento che fece cadere il  Re Idris I della Libia, un paese desertico quasi nella sua totalità e con una  scarsa popolazione, situato al nord dell’Africa, tra la Tunisia  e l’Egitto.”]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 9 marzo di quest’anno, con il titolo “La NATO, la guerra, la menzogna e gli affari”, ho pubblicato una nuova riflessione sul ruolo di questa organizzazione bellica.</p>
<p>Seleziono i paragrafi  fondamentali di quella Riflessione:</p>
<p>“Come alcuni conoscono, nel settembre del 1969, Muammar Al-Gheddafi, un militare arabo beduino di peculiare carattere e ispirato alle idee del leader egiziano  Gamal Abdel Nasser, promosse nel seno delle Forze Armate un movimento che fece cadere il  Re Idris I della Libia, un paese desertico quasi nella sua totalità e con una  scarsa popolazione, situato al nord dell’Africa, tra la Tunisia  e l’Egitto.”</p>
<p>“Nato nel seno di una famiglia della tribù beduina di pastori nomadi del deserto, nella regione di Trípoli, Gaddafi era profondamente anticolonialista.”</p>
<p>“&#8230; gli avversari di Gheddafi assicurano che si fece notare per la sua intelligenza quando era studente; che fu espulso dal liceo per le attività antimonarchiche. Riusci ad iscriversi in un altro liceo e, dopo la laurea in Legge ottenuta nell’Università di Bengasi a 21 anni, entrò nel collegio militare di Bendasi, dove creò quello che fu nominato il ‘Movimento Segreto Unionista degli Ufficiali Liberi’. Concluse poi i suoi studi in un’accademia militare britannica.”</p>
<p>“ Aveva iniziato la sua vita politica con fatti indiscutibilmente rivoluzionari.”</p>
<p>“Nel marzo del 1970, tra le manifestazioni di massa nazionaliste, riuscì a far evacuare i soldati britannici dal paese e, nel mese di giugno, gli Stati Uniti abbandonarono la grande base  aerea vicina a Tripoli, consegnata ad istruttori militari egiziani, paese alleato alla Libia.”</p>
<p>“Nel 1970, varie compagnie petrolifere  occidentali e società bancarie con partecipazione di capitali stranieri furono danneggiate dalla Rivoluzione. Alla fine del 1971, la famosa</p>
<p>British Petroleum, subì la stessa sorte. Nell’area agricola tutti i beni italiani furono confiscati e coloni  ed i loro discendenti, espulsi dalla Libia.”</p>
<p>“Il leader libico si immerse in teorie estremiste  che si opponevano sia al comunismo che al capitalismo. Fu una tappa nella quale Gheddafi si dedicò ad elaborare  teorie, che non ha senso includere in questa analisi, anche se si vale segnalare che nel primo articolo del Proclama Costituzionale del 1960, si stabiliva il ‘carattere socialista’ della Jamahiriya Araba Libica Popolare.</p>
<p>“Quello che desidero è sottolineare che gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO non hanno mai sentito interesse per i diritti umani.”</p>
<p>“Le sceneggiate che si sono svolte nel Consiglio di Sicurezza, durante la riunione del Consiglio dei Diritti Umani con sede a Ginevra e nell’Assemblea Generale della ONU, a New York, sono state puro teatro”.</p>
<p>“L’ impero pretende adesso [... ] d’intervenire militarmente in Libia e colpire l’ondata rivoluzionaria scatenata nel mondo arabo.</p>
<p>“Promossa la latente ribellione libica dagli organi d’intelligenza yankee o per gli errori dello stesso Gheddafi, è importante che ora i popoli non si lascino ingannare, dato che prestissimo l’opinione mondiale avrà sufficienti elementi per sapere a cosa attenersi.”</p>
<p>“La Libia, come molti altri paesi del Terzo Mondo, è membro del Movimento dei Paesi non Allineati, del Gruppo dei 77 e di altre organizzazioni internazionali, attraverso le quali si stabiliscono relazioni, indipendentemente dal sistema economico e sociale di ogni Stato.”</p>
<p>“ In linea di massima: la Rivoluzione in Cuba, ispirata ai principi Marxisti- Leninisti e Martiani trionfò nel 1959 a 90 miglia dagli Stati Uniti, che imposero l’Emendamento Platt ed erano padroni dell’economia del nostro paese.</p>
<p>Quasi immediatamente l’impero promosse contro il nostro popolo la guerra sporca, le bande contro rivoluzionarie, il criminale blocco economico e l’invasione mercenaria di Girón, custodita da una portaerei e dalla sua fanteria di marina, pronta a sbarcare se le forze mercenarie avessero  conquistato determinati obiettivi.</p>
<p>Tutti i paesi latinoamericani, con l’eccezione del Messico, furono partecipi del criminale blocco, che dura ancora senza che il nostro paese si sia mai arreso.”</p>
<p>“Nel gennaio del 1986, sostenendo l’idea che la Libia si trovava  dietro il detto ‘terrorismo rivoluzionario’, Reagan ordinò di rompere le relazioni economiche e commerciali con questo paese.”</p>
<p>“Nel marzo del 1986 una forza di portaerei nel Golfo di Sirte, in acque considerate nazionali dalla Libia, sferrò attacchi che provocarono la distruzione di varie unità navali provviste di lancia-missili e i sistemi di radar di costa, che questo paese aveva comprato dalla URSS.”</p>
<p>“Il 5 aprile, una discoteca a Berlino Occidentale, frequentata da soldati degli Stati Uniti, fu vittima di un’esplosione con plastico e tre persone morirono: due erano soldati nordamericani, e  ci furono anche molti feriti.”</p>
<p>“Reagan accusò Gheddafi e ordinò  alla forza aerea di dare una risposta. Tre squadroni decollarono dalle portaerei della VI Flotta e dalle basi del Regno Unito e  attaccarono, con missili e bombe, sette obiettivi militari a Tripoli e a Bendasi. Circa 40 persone morirono tra le quali 15 civili  [... ] e quando un missile colpì direttamente la  residenza (del leader libico), sua figlia Hanna morì e altri due figli furono feriti.</p>
<p>Il fatto fu condannato ampliamente: l’Assemblea Generale dell’ ONU approvò una risoluzione di condanna per la violazione della Carta della ONU e del Diritto Internazionale. In termini energici lo fecero ugualmente il Movimento dei Paesi non Allineati, la Lega Araba e la OUA.</p>
<p>“Il 21 dicembre del 1988, un Boeing 747 della compagnia Pan Am che volava da Londra a New York si disintegrò in volo per lo scoppio di una bomba&#8230; “</p>
<p>“Le investigazioni, secondo gli yankee, implicavano due agenti dell’intelligenza libica.”</p>
<p>“Una leggenda tenebrosa fu fabbricata contro di lui, con la  partecipazione di Reagan e Bush padre.&#8221;</p>
<p>“Il Consiglio di Sicurezza aveva posto delle sanzioni alla Libia, che cominciarono a superarsi quando Gheddafi accettò di far giudicare condeterminate condizioni i due accusati dell’esplosione dell’aereo sulla Scozia.</p>
<p>“Delegazioni  libiche cominciarono ad essere invitate alle riunioni intereuropee; nel lulgio del 199 Londra iniziò il ristabilimento delle relazioni diplomatiche piene con la Libia, dopo alcune concezioni addizionali.”</p>
<p>“Il 2 dicembre, Massimo D’Alema, primo ministro italiano, realizzò la prima visita di un capo di governo europeo in Libia.</p>
<p>“ Scomparsa la URSS con il campo socialista d’Europa, Gheddafi decise di accettare le domande degli Stati Uniti e della NATO.”</p>
<p>Agli inizi del 2002, il Dipartimento di Stato informò che erano in corso conversazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e la Libia.</p>
<p>All’inizio del 2003 in virtù dell’accodo economico sugli indennizzi realizzato tra la Libia e i paesi richiedenti, il Regno Unito e la Francia, il Consiglio di Sicurezza della ONU tolse le sanzioni del 1992 contro la Libia.</p>
<p>“Prima della fine del 2003 , Bush e Tony Blair informarono su un accordo con la Libia, paese che aveva consegnato ad esperti dell’intelligenza del Regno Unito e di Washington le documentazioni dei programmi non convenzionali delle armi, così come dei missili balistici con una portata superiore e 300 chilometri. [... ] Era il frutto di molti mesi di conversazioni  tra  Tripoli e Washington, come rivelò lo stesso Bush.”</p>
<p>“Gheddafi mantenne le sue promesse di disarmo. In pochi mesi la Libia consegnò  le cinque unità di missili  Scud-C con una portata di 800 chilometri e le cento di Scud-B, la cui gettata superava i  300 chilometri in missili difensivi a corta gettata.”</p>
<p>“Nell’ottobre del 2002 iniziò la maratona delle visite a Trípoli: Berlusconi, nell’ottobre del 2002; José María Aznar, nel settembre del 2003  Berlusconi, di nuovo, nel febbraio, agosto e ottobre del 2004; Blair, nel marzo del 2004; il tedesco Schröeder, nell’ottobre dello steso anno e Jacques Chirac, nel novembre del 2004.”</p>
<p>&#8220;Gheddafi percorse trionfalmente l’Europa. Fu ricevuto a  Bruxelles nell’aprile  del 2004 da Romano Prodi, presidente della Commissione Europea; nell’ agosto di quell’anno il leader libico invitò  Bush a visitare il suo paese; la Exxon Mobil, Chevron Texaco e Conoco Philips ultimavano la ripresa dell’estrazione del greggio attraverso joint venturs.”</p>
<p>“Nel maggio del 2006, gli Stati Uniti annunciarono la ritirata della Libia dalla lista dei paesi terroristi e lo stabilimento delle relazioni diplomatiche piene.”</p>
<p>“Nel 2006 e 2007, Francia e Stati Uniti firmarono accordi di cooperazione nucleare con fini pacifici; nel maggio del  2007, Blair tornò a visitare  Gheddafi a Sirte. La British Petroleum firmò un contratto ‘enormemente importante’, come fu dichiarato, per l’esplorazione dei giacimenti di gas.”</p>
<p>“Nel dicembre del 2007, Gheddafi realizzò due visite in Francia e firmò contratti per equipaggiamenti militari e civili, per un valore di 10.000 milloni di euro; e in Spagna, dove incontrò il presidente del Governo, José Luis Rodríguez Zapatero. Contratti milionari furono firmati anche con importanti paesi della NATO”.</p>
<p>“ Che cos’è allora che ha provocato la ritirata precipitosa delle ambasciate degli Stati Uniti e degli altri membri della NATO?”</p>
<p>Tutto appare davvero molto strano.</p>
<p>“George W. Bush, padre della stupida guerra antiterrorista, dichiarò il  20 settembre del 2001 ai Cadetti di West Point : La nostra sicurezza necessita [... ] la forza militare che voi dirigerete, una forza che dev’essere pronta ad attaccare immediatamente in qualsias¡ oscuro angolo del mondo;  la nostra sicurezza necessiterà che noi si sia pronti per l’attacco preventivo quando sia necessario difendere la nostra libertà&#8230;”</p>
<p>“Dobbiamo scoprire le cellule terroristiche in 60 paesi o più [... ] assieme ai nostri amici e alleati dobbiamo opporci alla loro proliferazione ed affrontare i regimi che patrocinano il terrorismo, cosi come richiederà ogni caso.”</p>
<p>“Aggiungo che oggi l’Afganistan, un paese  tradizionalmente ribelle è stato invaso; le tribù nazionaliste  prima alleate degli Stati Uniti nella loro lotta  contro la URSS, sono state bombardate e massacrate. La guerra sporca si è estesa per il mondo. L’Iraq è stato invaso con pretesti che sono risultati falsi, le sue abbondanti risorse di petrolio sono ora nelle mani degli yankee,  milioni di persone hanno perso il loro lavoro e sono state obbligate a sfollare, dentro o fuori dal paese, i suoi musei sono stati saccheggiati e un numero  incalcolabile di cittadini ha perso la vita o è stato massacrato dagli invasori.</p>
<p>Ritornando alla Riflessione, segnalavo:</p>
<p>“Un dispaccio della  AFP proveniente da Kabul [... ] rivela che : l’anno scorso è stato il più letale per i civili in nove anni di guerra tra i talibani e le forze internazionali in Afganistan, con quasi 2.800 morti, il 15% più del 2009, ha indicato mercoledì una relazione della ONU che sottolinea l’alto costo umano del conflitto per la popolazione.”</p>
<p>“Con 2.777 esattamente, il numero dei civili morti nel 2010 è aumentato del 15%  rispetto al 2009, indica il rapporto annuale congiunto della Missione d’Assistenza delle Nazioni Unite in Afganistan&#8230; .&#8221;</p>
<p>“Il presidente Barack Obama ha espresso il  3 marzo le sue &#8216;profonde condoglianze&#8217; al popolo  afgano per i nove bambini morti e lo hanno fatto anche il generale statunitense David Petraeus, comandante in capo della ISAF, e il segretario della Difensa, Robert Gates.&#8221;</p>
<p>“&#8230; il rapporto dell’UNAMA segnala che il numero dei civili morti nel 2010 è quattro volte  superiore a quello dei soldati delle forze internazionali, morti in combattimento nello stesso anno.”</p>
<p>E per quel che riguarda la Libia segnala:</p>
<p>In 10 giorni a Ginevra e nelle Nazioni Unite sono stati pronunciati più di 150 discorsi sulle violazioni dei diritti umani, che sono poi stati ripetuti milioni di volte dalle televisioni, radio Internet e dalla stampa scritta.</p>
<p>“Il Ministro delle Relazioni Estere di Cuba, Bruno Rodríguez, nel suo Intervento del 1º marzo del 2011 di fronte ai Ministri delle Relazioni Estere riuniti a Ginebra, ha detto:</p>
<p>“La coscienza umana condanna la morte di persone innocenti in qualsiasi  circostanza e luogo. Cuba condivide pienamente la preoccupazione  mondiale per le perdite di vite di civili in Libia e desidera che il suo popolo incontri una soluzione pacifica e sovrana alla guerra civile che c’è lì, senza nessuna ingerenza straniera, e che garantisca l’integrità di questa nazione.&#8221;</p>
<p>“Se il diritto umano è il diritto alla vita. Il Consiglio sarà pronto a sospendere i Membri degli Stati che scatenano una guerra?”</p>
<p>“Sospenderà quegli Stati che finanziano e forniscono aiuti militari usati dallo Stato ricevente in violazioni  flagranti e sistematiche dei diritti umani e in attacchi contro la popolazione civile, come avviene in Palestina?”</p>
<p>“Applicherà queste misure  contro i paesi poderosi, che realizzano esecuzioni eztra giudiziarie nei territori di altri Stati, con l’uso di alte tecnologie, come munizioni intelligenti ed aerei senza pilota?”</p>
<p>“Che cosa accadrà con gli Stati che accettano nei loro territori carceri illegali e segrete e che facilitano il transito di voli segreti, con persone sequestrate o che partecipano ad azioni di tortura?”</p>
<p>“Siamo contrari alla guerra interna in Libia  e a favore della pace immediata, del  rispetto pieno della vita e dei diritti di tutti i cittadini, senza interventi stranieri che servirebbero solo al prolungamento del conflitto e agli interessi della  NATO.”</p>
<p>Ieri, 31 ottobre, è avvenuto un fatto che, tra tanti altri, testimonia la mancanza totale d’etica nella politica yankee.”</p>
<p>“L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, ha appena adottato una decisione coraggiosa:  dare all’eroico popolo della Palestina il diritto di partecipare come membro attivo nell’UNESCO. 107 Stati hanno votato a favore, 14 contro e 52 si sono astenuti, Tutti conoscono perfettamente il perchè.”</p>
<p>“La rappresentante degli Stati Uniti in quest’istituzione, seguendo le istruzioni del Premio Nobel della Pace, ha dichiarato immediatamente che: ‘A partire da questo istante il mio paese sospende tutti gli aiuti economici all’Organizzazione’. destinata dalla ONU all’ educazione, la scienza  e la cultura.</p>
<p>L’ accento drammatico con cui la signora ha annunciato la decisione è stato totalmente inutile. Nessuno si è sorpreso per l’attesa e cinica decisione.</p>
<p>Ma fosse stato poco, basterebbe il dispaccio della  AFP proveniente da Washington, nel pomeriggio di oggi,  alle 16:05:</p>
<p>“Dopo il Vertice del G20 (&#8230;) il presidente (Obama) e il presidente Sarkozy parteciperanno ad una cerimonia a Cannes per celebrare l’alleanza tra gli Stati Uniti e la Francia, ha indicato  la presidenza statunitense, precisando che ‘i dirigenti incontreranno anche soldati  statunitensi e francesi che hanno partecipato insieme all’operazione in Libia.”</p>
<p>Proseguirà prossimamente.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2011/11/firma-de-fidel-1ro-de-noviembre-de-2011-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></p>
<p><strong>Fidel Castro Ruz </strong><strong></strong></p>
<p><strong>1º novembre  2011</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Ore 16.32</strong></p>
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		<title>La Libia soffre il furto di 10.000 antichità di valore incalcolabile</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 23:21:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[furto]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[tesoro]]></category>

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		<description><![CDATA[La Libia ha perso una collezione unica di patrimonio culturale e storico, i chiamati ‘Tesori di Bengasi '. Alcuni delinquenti sono riusciti ad introdursi nella Banca Commerciale Nazionale della Libia e rubare migliaia di monete d’oro ed argento che risalgono all'epoca greca, ed altre antichità che potrebbero essere l'orgoglio di qualsiasi museo del mondo.]]></description>
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<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_2035" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2035" src="/files/2011/11/LibiaMonete.jpg" alt="Monete del Tesoro del Bengasi" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Monete del Tesoro del Bengasi</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La Libia ha perso una collezione unica di patrimonio culturale e storico, i chiamati ‘Tesori di Bengasi &#8216;. Alcuni delinquenti sono riusciti ad introdursi nella Banca Commerciale Nazionale della Libia e rubare migliaia di monete d’oro ed argento che risalgono all&#8217;epoca greca, ed altre antichità che potrebbero essere l&#8217;orgoglio di qualsiasi museo del mondo. </strong></p>
<p>Si sa che i criminali hanno sottratto 7.700 monete d’oro, argento e bronzo, molte delle quali sono state coniate nell&#8217;epoca di Alessandro Magno (IV secolo a.C.). Ugualmente, sparirono statuette ed altri oggetti di bronzo, avorio e vetro, braccialetti, medaglioni, collane, anelli, pendenti ed altri adornamenti: circa 10.000 opere d&#8217;arte in totale elaborate dai maestri dell&#8217;antichità.</p>
<p>La maggioranza dei tesori sono stati incontrati tra gli anni 1917 e 1922 durante gli scavi del tempio di Artemide a Cirene, che è stata una colonia greca nella costa settentrionale dell&#8217;Africa.</p>
<p>Si può concepire un&#8217;idea del valore di questo tesoro tenendo conto che una sola moneta simile a quelle presenti nella collezione è stata venduta in un&#8217;asta a Parigi per 431.000 dollari in ottobre di quest’anno.</p>
<p>Sembra che il furto sia stato perpetrato nel maggio del 2011, ma solo oggi è stato reso pubblico. Il CNT forse ha occultato i fatti per non rovinare la sua immagine a livello mondiale o forse non ha avuto tempo sufficiente per controllare i fondi della banca.</p>
<p>L&#8217;archeologo libico Hafed Walda che lavora nel King&#8217;s College di Londra, crede che gli stessi impiegati della banca abbiano partecipato al furto. Secondo lui, si sono approfittati del caos che regnava nel paese dopo che il regime di Gheddafi stesse traballando ed incominciassero i conflitti armati coi ribelli.</p>
<p>Gli esperti considerano questo saccheggio uno dei più importanti in tutta la storia dell&#8217;archeologia. I delinquenti sono ricercati dall&#8217;Interpol e dall&#8217;UNESCO.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>&nbsp;</p>
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