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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; libertà</title>
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		<title>Lula libero dopo la decisione del Tribunale Supremo Federale del Brasile</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Nov 2019 02:40:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ex presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, si ritira dalla sede della polizia di Curitiba in mezzo ad abbracci ed assedio dei mezzi di comunicazione che stavano aspettando la sua uscita da quando è stata annunciata la sua liberazione alcune ore prima. Il giudice che segue il caso Lula ha autorizzato la sua liberazione questo venerdì dopo che la sua difesa facesse il sollecito presso la Giustizia Federale di Curitiba, dopo l'annullamento della prigione in seconda istanza dettata dal Tribunale Supremo Federale (STF).  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11189" alt="Lula-Libre-580x387" src="/files/2019/11/Lula-Libre-580x387.jpg" width="580" height="387" />L&#8217;ex presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, si ritira dalla sede della polizia di Curitiba in mezzo ad abbracci ed assedio dei mezzi di comunicazione che stavano aspettando la sua uscita da quando è stata annunciata la sua liberazione alcune ore prima.</strong></p>
<p>Il giudice che segue il caso Lula ha autorizzato la sua liberazione questo venerdì dopo che la sua difesa facesse il sollecito presso la Giustizia Federale di Curitiba, dopo l&#8217;annullamento della prigione in seconda istanza dettata dal Tribunale Supremo Federale (STF).</p>
<p>Accompagnato da familiari, compagni del Partito dei Lavoratori (PT) e dirigenti, l&#8217;ex mandatario è arrivato sul palco nelle vicinanze della Polizia Federale di Curitiba, stato di Paranà, per dirigersi alla popolazione che l&#8217;aspettava.</p>
<p>“Voi non sapete la dimensione del significato di stare qui vicino a voi. Io che sono stato conversando col popolo brasiliano durante la vita intera, non pensavo che ci sarebbero stati uomini e donne che, per 580 giorni, sarebbero stati qui (&#8230;) senza importargli la pioggia, il caldo ed il freddo”, ha affermato.</p>
<p>Lula ha assicurato che tutti quelli che gli gridavano i buon giorno, buona sera e buona notte per 19 mesi, “erano l&#8217;alimento della democrazia di che io avevo bisogno per resistere il lato marcio, quello che loro hanno fatto con me e con la giustizia brasiliana.”</p>
<p>Come hanno indicato le autorità, questa liberazione non annulla la condanna né gli restituisce i suoi diritti politici, poiché il leader brasiliano dovrà continuare in libertà il processo che l&#8217;include.</p>
<p>Tra le persone che si sono rallegrate per questa bella notizia, c’è il presidente cubano, Diaz-Canel, che ha detto in twitter: “È una vittoria ed un trionfo dei popoli, della solidarietà, della verità. È la sconfitta della strategia imperiale e dei suoi lacchè nei loro tentativi per screditare il leader del Partito dei Lavoratori e la sinistra in America Latina”.</p>
<p>L&#8217;ex presidentessa argentina Cristina Fernandez ha scritto in twitter: “Cessa oggi una delle aberrazioni più grandi del lawfare in America Latina: la privazione illegittima della libertà dell&#8217;ex presidente della Repubblica Federale del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva”.</p>
<p>E per concludere, il presidente Nicolas Maduro ha affermato: “È una notizia per il cuore dei popoli”, dal Palazzo di Miraflores (sede del governo venezuelano), e poi ha ricordato che Lula dà Silva insieme al leader Nestor Kirchner e Hugo Chavez sono stati i propulsori dell&#8217;integrazione dell&#8217;America Latina.</p>
<p>“È molto emozionante vedere Lula per strada, Lula è un gran leader del Brasile, dell&#8217;America Latina e del mondo”, ha detto il presidente.</p>
<p>Inoltre, Maturo ha affermato che la libertà di Lula da Silva è il risultato della resistenza dei popoli davanti agli attacchi del neoliberalismo. Ha aggiunto che d&#8217;ora in poi si staranno “ricostruendo le basi dell&#8217;unione dell&#8217;America Latina e dei Caraibi, le basi spirituali, nell&#8217;unione, nella diversità, nel rispetto, nella cooperazione.”</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Reuters</p>
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		<title>Lula: non scambierò la mia dignità per la mia libertà</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 00:59:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Brasile si gioca una partita chiave per gli equilibri internazionali, oltre che per il futuro di più di 200 milioni di brasiliani. L'incendio dell'Amazzonia e un modello di sviluppo feroce e predatorio, l'influenza delle Chiese evangeliche, l'asservimento agli USA sono il portato dei primi 9 mesi della presidenza Bolsonaro]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11134" alt="carta Lula" src="/files/2019/10/carta-Lula.jpg" width="580" height="761" />In Brasile si gioca una partita chiave per gli equilibri internazionali, oltre che per il futuro di più di 200 milioni di brasiliani. L&#8217;incendio dell&#8217;Amazzonia e un modello di sviluppo feroce e predatorio, l&#8217;influenza delle Chiese evangeliche, l&#8217;asservimento agli USA sono il portato dei primi 9 mesi della presidenza Bolsonaro.</strong></p>
<p>In carcere rimane l&#8217;uomo che per decine di milioni di brasiliani costituisce il simbolo del riscatto, la possibilità di un futuro diverso. È Lula, l&#8217;ex presidente. Che ha scritto questa breve lettera al suo popolo, per dire una cosa tutt&#8217;altro che banale: non scambierà la libertà di cui potrebbe godere con la sua dignità. In sistemi politici che ci hanno abituato al continuo mercanteggiare anche dell&#8217;immunità dai processi (Berlusconi, Salvini, giusto per fare due nomi nostrani) è raro vedere un uomo rinunciare alla libertà per condurre fino in fondo la propria battaglia. Che condensa quelle del popolo brasiliano, il cui futuro è inestricabilmente legato a quello di un uomo, Lula.</p>
<p>Di seguito, la traduzione della lettera:</p>
<p>&#8220;Al popolo del Brasile.</p>
<p>Non scambierò la mia dignità per la mia libertà.<br />
Ciò che i giudici di Lava-Jato dovrebbero davvero fare sarebbe chiedere perdono al popolo brasiliano, ai milioni di disoccupati e alla mia famiglia per il male che hanno fatto alla democrazia, alla Giustizia e al paese.<br />
Voglio sappiate che non accetto di barattare i miei diritti e la mia libertà.<br />
Ho già dimostrato che le accuse che mi si muovono sono false. Sono loro, e non io, che sono prigionieri delle bugie che hanno raccontato al Brasile e al mondo.<br />
Dinanzi agli arbitri commessi dai giudici e da Sergio Moro, tocca ora al Tribunale Supremo correggere gli errori affinché ci sia una giustizia indipendente e imparziale. Che è diritto di qualunque cittadino.<br />
Ho piena coscienza della decisione che ho preso in questo processo, e non riposerò fino a quando non torneranno a prevalere la verità e la giustizia.</p>
<p>Luiz Inácio da Silva<br />
Curitiba, 30 settembre 2019&#8243;</p>
<p>testo di Giuliano Granato, traduzione presa dalla pagina di Potere al Popolo</p>
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		<title>Famose personalità appoggiano campagna per la liberazione di Lula</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Sep 2018 01:40:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Famose personalità a livello internazionale sostengono oggi una campagna per la libertà dell'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, da aprile prigioniero politico nella Sovrintendenza della Polizia Federale a Curitiba. L'iniziativa, promossa dall’Internazionale Guevarista, che raggruppa varie organizzazioni politiche nella regione, è diretta dai premi Nobel della Pace, Adolfo Perez Esquivel e l'Alternativo della Pace, Martin Almada, l'ex candidata presidenziale colombiana Piedad Cordoba, ed i politologi latinoamericani Stella Calloni ed Atilio Boron, tra gli altri. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10643" alt="Lula-libre" src="/files/2018/09/Lula-libre.jpg" width="580" height="330" />Famose personalità a livello internazionale sostengono oggi una campagna per la libertà dell&#8217;ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, da aprile prigioniero politico nella Sovrintendenza della Polizia Federale a Curitiba. L&#8217;iniziativa, promossa dall’Internazionale Guevarista, che raggruppa varie organizzazioni politiche nella regione, è diretta dai premi Nobel della Pace, Adolfo Perez Esquivel e l&#8217;Alternativo della Pace, Martin Almada, l&#8217;ex candidata presidenziale colombiana Piedad Cordoba, ed i politologi latinoamericani Stella Calloni ed Atilio Boron, tra gli altri.</strong></p>
<p>Un documento intitolato “Dichiarazione di Solidarietà con il Prigioniero Politico Luiz Inacio Lula da Silva”, con centinaia di adesioni in tutto il mondo e tradotto in varie lingue, segnala che Lula è stato condannato senza prove ad oltre 12 anni di prigione per “un atto di ufficio indeterminato di corruzione”, dal giudice federale Sergio Moro.</p>
<p>Ha precisato che questa sentenza ha il chiaro obiettivo politico di escludere il fondatore e leader storico del Partito dei Lavoratori (PT) dalla contesa nelle urne prevista per l’ottobre prossimo in Brasile.</p>
<p>“Fedeli ai principi di solidarietà ed internazionalismo propri di Ernesto Che Guevara, condanniamo fermamente l&#8217;ingiusta decisione del Tribunale Superiore Elettorale (TSE) che viola i diritti civili e politici di Lula e facciamo un appello a tutte le organizzazioni internazionaliste e di sinistra a sommarsi a questa campagna”, conclude il documento.</p>
<p>Bisogna anche ricordare che, il 17 agosto scorso, il Comitato dei diritti umani dell&#8217;ONU ha indicato allo Stato brasiliano che Lula doveva avere garantito il pieno esercizio dei suoi diritti politici, perfino quelli inerenti alla sua candidatura presidenziale, “fino a che tutti i ricorsi in sospeso di revisione contro la sua condanna si siano completati, con un procedimento giusto”.</p>
<p>Tuttavia, il 1º settembre scorso, per maggioranza di voti, il TSE si è rifiutato di accettare la risoluzione ed ha declinato di registrare la candidatura presidenziale, oltre a dare un termine di 10 giorni alla coalizione “El pueblo feliz de nuevo” affinché rimpiazzasse il suo nome nelle urne elettroniche.</p>
<p>Davanti a questa situazione, la Dirigenza Nazionale del PT ha avvallato all&#8217;unanimità l’11 settembre la nomina di Fernando Haddad come nuovo candidato presidenziale di questa forza in sostituzione dell&#8217;ex dignitario brasiliano.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Dichiarazioni alla stampa di Fernando Gonzalez Llort</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2014 23:57:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io credo che in mezzo a questi momenti che sono per me realmente molto emozionanti, si impone dire alcune parole e ringraziare varie persone. Ci sono tre persone che non sono qui e sono le prime che voglio ringraziare, e sono i miei fratelli Gerardo, Ramon e Tony.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/2014/02/fernando03.jpg" alt="" width="580" height="392" class="alignleft size-full wp-image-7661" /><strong>Io credo che in mezzo a questi momenti che sono per me realmente molto emozionanti, si impone dire alcune parole e ringraziare varie persone. Ci sono tre persone che non sono qui e sono le prime che voglio ringraziare, e sono i miei fratelli Gerardo, Ramon e Tony.</strong></p>
<p>Quando non esisteva ancora il movimento di solidarietà, vederli e condividere con loro i momenti difficili è stata sempre una fonte di energia per noi nella lotta, e pertanto la mia prima gratitudine è per loro che non mi stanno ascoltando, non mi ascolteranno mai, non mi vedono, però mi leggono ed io voglio far loro arrivare il messaggio di gratitudine. Perché è un tema del quale non parliamo tra noi quando abbiamo avuto l&#8217;opportunità di vederci, ma loro non sanno neanche quanto forza e quanta energia ho ottenuto in quei momenti al vederli, al vedere il loro atteggiamento, di vedere la maniera in cui loro hanno affrontato le situazioni e dopo avere saputo, durante gli anni in prigione, come loro affrontavano le situazioni individuali nelle quali si trovavano. Pertanto la mia prima gratitudine è per i miei tre fratelli ed includo anche Renè, che sta qui perché siamo tutti parte di questo momento.  </p>
<p>Io credo che si impone ringraziare anche il popolo di Cuba e tutti i nostri compatrioti che ci hanno accompagnati in questa lotta durante tanti anni e che continuano accompagnando, sono convinto di questo, fino a che Gerardo, Tony e Ramon stiano qui di ritorno.  </p>
<p>Io voglio approfittare di questa opportunità per chiedere scusa a tutte quelle persone che ci hanno scritto mostrandoci il loro appoggio, la loro solidarietà, specialmente i bambini ed i giovani che ci hanno fatto arrivare moltissimi lettere e che materialmente noi non abbiamo avuto tempo per rispondere a tutti ed ad ognuna lettera. Io so che alcune persone hanno potuto sentirsi magari, in qualche momento, defraudate perché non hanno ricevuto una risposta personale alla loro corrispondenza; voglio chiedervi scusa, voglio chiedere che ci comprendano che non c&#8217;era materialmente possibilità di scrivere individualmente a tante persone, ma che tutte quelle lettere, specialmente quelle dei bambini e quelle dei giovani sono state sempre uno stimolo tremendo, uno stimolo senza paragone per affrontare qualunque situazione alla quale ci hanno sottomessi.  </p>
<p>Ringraziare a tutto il popolo per la solidarietà, ringraziare le autorità cubane, a tutti i compagni e le compagne che stanno lavorando per portare avanti la campagna e la lotta per la liberazione di tutti noi, per tanti anni.  </p>
<p>Ai compagni del Ministero di Relazioni Estere, della Sezione di Interessi di Cuba a Washington che sono stati attenti negli ultimi mesi a tutto questo processo del mio ritorno, a tutti i dettagli su come si sarebbe prodotto e stavano lottando perché si producesse nella maniera più spedita possibile e nella maniera più naturale possibile.  </p>
<p>Voglio ringraziare tutti, la stampa che ha fatto un lavoro molto buono per fare conoscere la verità del caso e portare la verità il più lontano possibile. Bisogna fare ancora molto, io credo che tutti lo sappiamo e tutti sono nella migliore disposizione di farlo, non ho il minore dubbio di questo.  </p>
<p>Io so che oggi la felicità è condivisa con tutti, è una felicità che è difficile da descrivere, essere qui in Cuba, essere qui con la famiglia, è una felicità che è immensa ed allo stesso momento manca un pezzo, ed è il pezzo che rimane riservato fino a quando in questo stesso luogo stiano Ramon, Gerardo e Tony, allora la felicità sarà completa.  </p>
<p>Nel frattempo il nostro ruolo sarà fare tutto quello che è alla nostra portata affinché questa realtà arrivi il più presto possibile e potremo riunirci allora i Cinque, e riunirci tutti con le nostre famiglie e con voi, ed allora godere realmente della vera felicità totale quando staremo qui tutti i Cinque.  </p>
<p>Domanda sull&#8217;impatto di uscire dal carcere ed arrivare a Cuba  </p>
<p>    L&#8217;impatto di uscire dal carcere nel mio caso specifico, io non posso dire, vediamo, non è la stessa condizione di Renè, che René è uscito ed è andato a casa (a Miami) immediatamente dal carcere, cioè, io sono uscito dalla prigione e mi stavano aspettando un gruppo di persone di immigrazione che mi hanno preso, mi hanno praticamente arrestato, allora, io non ho sperimentato l&#8217;uscita dalla prigione come l&#8217;uscita verso la libertà, io ho sperimentato l&#8217;uscita verso la libertà quando sono sceso sulla scaletta dell&#8217;aeroplano, perché perfino fino a quell&#8217;ultimo momento io ero ammanettato nell&#8217;aeroplano, e le manette me le hanno tolte nel momento in cui l&#8217;aeroplano ha toccato terra qui. Io non ho sentito la sensazione della libertà oltrepassando la porta della prigione che è possibile sia l&#8217;esperienza che sentono gli altri, la sensazione della mia libertà è stata quando l&#8217;aeroplano ha atterrato qui e sono sceso dalla scaletta, quella è stata la vera sensazione di libertà per me.  </p>
<p>Sul suo incontro con Raul:  </p>
<p>    Primo fra tutti è un onore per me, ed è un onore per cui lo ringrazio, un gesto per cui ringrazio molto che il compagno Generale dell’Esercito, Raul, si sia preso il disturbo di venire fino a qua a ricevermi ed a salutarmi, realmente è un gesto che ringrazio e che mi riempie di gratitudine e che mi compromette anche allo stesso momento, nella lotta ed a dare tutto per il ritorno dei miei fratelli. È realmente un gesto che riempie ad uno di umiltà e di gratitudine.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi  <img src="/files/2014/02/fernando1.jpg" alt="" width="444" height="600" class="alignleft size-full wp-image-7662" /><img src="/files/2014/02/fernando01.jpg" alt="" width="580" height="384" class="alignleft size-full wp-image-7663" /><img src="/files/2014/02/fernando02.jpg" alt="" width="580" height="394" class="alignleft size-full wp-image-7664" /></p>
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		<title>Fernando Gonzalez già è arrivato in Patria. L’hanno ricevuto Raul, dirigenti della Rivoluzione e familiari</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2014 21:05:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il lottatore eroe della Repubblica di Cuba, Fernando Gonzalez Llort è arrivato a mezzogiorno di oggi a Cuba, dopo compiere integralmente la lunga ed ingiusta condanna alla quale è stato negli Stati Uniti. Fernando è stato ricevuto dai suoi parenti arrivando a suolo cubano. Posteriormente, è stato ricevuto dal Generale di Esercito Raul Castro Ruz, Primo Segretario del Comitato Centrale del PCC e Presidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri, altri membri dell'Ufficio Politico e del Consiglio di Stato, ed i parenti dei Cinque Eroi Cubani.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/2014/02/RaulFernando1.jpg" alt="" width="300" height="225" class="alignleft size-full wp-image-7655" /><strong>Il lottatore eroe della Repubblica di Cuba, Fernando Gonzalez Llort è arrivato a mezzogiorno di oggi a Cuba, dopo compiere integralmente la lunga ed ingiusta condanna alla quale è stato sottomesso negli Stati Uniti. </strong> </p>
<p>Fernando è stato ricevuto dai suoi parenti arrivando a suolo cubano. Posteriormente, è stato ricevuto dal Generale dell&#8217;Esercito Raul Castro Ruz, Primo Segretario del Comitato Centrale del PCC e Presidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri, altri membri dell&#8217;Ufficio Politico e del Consiglio di Stato, ed i parenti dei Cinque Eroi Cubani.  </p>
<p>Lui è uscito ieri dal centro correttivo federale di Safford, in Arizona, ed è stato messo a disposizione dei servizi di immigrazione per iniziare il processo di deportazione verso Cuba.  </p>
<p>È il secondo dei Cinque che compie la pena imposta, dopo Renè Gonzalez.  </p>
<p>Fernando, Renè, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero e Ramon Labañino sono stati arrestati nel 1998 quando stavano monitorando gruppi che pianificavano in territorio nordamericano ed eseguivano azioni terroristiche contro Cuba.  </p>
<p>I tre ultimi continuano prigionieri in penitenziari degli Stati Uniti, a dispetto di un&#8217;ampia campagna mondiale che reclama la loro liberazione.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi <img src="/files/2014/02/1-12-580x773.jpg" alt="" width="580" height="773" class="alignleft size-full wp-image-7656" /></p>
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		<title>LIBERATO FERNANDO GONZALEZ DOPO COMPIERE UN’INGIUSTA CONDANNA</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Feb 2014 19:23:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come sapeva il nostro popolo, il combattente cubano, Fernando Gonzalez Llort, è stato liberato nel giorno di oggi, compiendo integralmente la sua ingiusta e lunga condanna. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7651" style="width: 298px" class="wp-caption alignleft"><img src="/files/2014/02/fernando.jpg" alt="Fernando Gonzalez Llort" width="298" height="250" class="size-full wp-image-7651" /><p class="wp-caption-text">Fernando Gonzalez Llort</p></div><strong>Come sapeva il nostro popolo, il combattente cubano, Fernando Gonzalez Llort, è stato liberato nel giorno di oggi, compiendo integralmente la sua ingiusta e lunga condanna.  </strong></p>
<p>L&#8217;Eroe della Repubblica di Cuba è stato trasportato dal centro correttivo federale di Safford, in Arizona e messo a disposizione dei servizi di immigrazione per iniziare il processo di deportazione verso il nostro paese.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Lezione sulla libertà di stampa: colpiscono ed arrestano i giornalisti che seguono Occupy Wall Street</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 01:01:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[libertà]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre migliaia di manifestanti sono usciti sulle strade il giovedì per protestare contro Wall Street, i giornalisti sono stati un'altra volta bersaglio della violenza della polizia e delle detenzioni, d’accordo con una nota di The Huffington Post. Vari reporter hanno denunciato in Twitter ed, in alcuni casi, alla televisione, le situazioni di violenza della polizia contro di loro, in quello che sembrava essere una ripetizione di una scena simile a quella di due giorni fa, quando i giornalisti sono stati colpiti ed arrestati con la forza a New York, dopo lo sfollamento di un accampamento a Manhattan.  ]]></description>
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<div id="attachment_2155" style="width: 277px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2155" src="/files/2011/11/keith-gessen.jpg" alt="Keith Gessen colpito dalla polizia" width="277" height="250" /><p class="wp-caption-text">Keith Gessen colpito dalla polizia</p></div>
<p>Mentre migliaia di manifestanti sono usciti sulle strade il giovedì per protestare contro Wall Street, i giornalisti sono stati un&#8217;altra volta bersaglio della violenza della polizia e delle detenzioni, d’accordo con una nota di The Huffington Post. </strong></p>
<p>Vari reporter hanno denunciato in Twitter ed, in alcuni casi, alla televisione, le situazioni di violenza della polizia contro di loro, in quello che sembrava essere una ripetizione di una scena simile a quella di due giorni fa, quando i giornalisti sono stati colpiti ed arrestati con la forza a New York, dopo lo sfollamento di un accampamento a Manhattan.</p>
<p>Lucy Kafanov, una reporter della catena di televisione RT, ha detto che è stata colpita con un manganello della polizia mentre cercava di filmare le proteste. Lei aveva la sua credenziale di giornalista chiaramente visibile, ma è stata colpita ugualmente. Ha detto anche che lei è stata testimone della violenza contro un altro reporter della rete Indymedia che risultò “buttato contro la parete” ed arrestato.</p>
<p>“Non sembra che la polizia stia facendo una distinzione tra la stampa ed i manifestanti”, ha detto. Altri giornalisti hanno informato di incidenti simili.</p>
<p>“Ho visto colpire un uomo con un manganello. Ho tentato di fare una foto, ma la polizia mi afferrò e mi trascinò per tutta la strada”, ha scritto l&#8217;editore di DNAInfo, Julie Shapiro nel suo Twitter. “La polizia di New York si è accanita dietro una barricata contro un fotografo”, diceva un&#8217;altra relazione.</p>
<p>Il Daily Cáller ha detto che due dei suoi reporter sono stati “assaltati” dalla polizia con bastoni.</p>
<p>Josh Stearns, un membro di un gruppo indipendente che ha dato seguito alle detenzioni dei giornalisti che coprono il Movimento Occupy, stima che almeno 26 giornalisti sono stati fermati da quando cominciarono le proteste due mesi fa. Il giovedì, il numero sembrava che andasse aumentando sostanzialmente.</p>
<p>Inoltre, in un&#8217;immagine divulgata in Twitter si vede Keith Gessen, editore della rivista N +1, tirato al suolo dalla polizia. Gessen ed altri due giornalisti hanno detto che erano stati fermati, e che possiedono un video dove si apprezza Gessen arrestato dalla polizia.</p>
<p>scritto da Jack Mirkinson del The Huffington Post</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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