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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; lettera</title>
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		<title>Lettera di Lula al Forum di San Paolo: &#8220;Abbiamo sottovalutato la volontà delle élite di affrontarci ad ogni costo e con ogni mezzo, compresi i colpi di Stato&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 02:40:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lula da Silva]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Forum di San Paolo, giunto quest’anno alla ventiquattresima edizione, è una conferenza annuale dei partiti politici della sinistra e altre organizzazioni dell’America Latina e dei Caraibi. La fondazione di questo importante incontro annuale avvenne nel 1990 su impulso del leader rivoluzionario cubana Fidel Castro, in concerto con l’allora sindacalista e presidente del Partito dei Lavoratori brasiliano Luiz Inácio da Silva, meglio conosciuto come Lula.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10577" alt="Lula" src="/files/2018/07/Lula.jpg" width="580" height="350" />Il Forum di San Paolo, giunto quest’anno alla ventiquattresima edizione, è una conferenza annuale dei partiti politici della sinistra e altre organizzazioni dell’America Latina e dei Caraibi. La fondazione di questo importante incontro annuale avvenne nel 1990 su impulso del leader rivoluzionario cubana Fidel Castro, in concerto con l’allora sindacalista e presidente del Partito dei Lavoratori brasiliano Luiz Inácio da Silva, meglio conosciuto come Lula. </strong></p>
<p>Quest’anno è Cuba a ospitare l’importante conferenza. In questo XXIV Incontro del Forum di San Paolo viene rimarcato quanto sia importante la solidarietà internazionale per giungere alla liberazione di Lula. Attualmente detenuto in un carcere di Porto Alegre nonostante a suo carico non vi sia alcuna prova concreta rispetto alle accuse di corruzione avanzate dal giudice Sergio Moro. Anzi, un giudice ha accolto la richiesta di habeas corpus avanzata da alcuni deputati, ordinando la scarcerazione dell’ex presidente, ma con una manovra giudiziaria Lula è ancora incarcerato.</p>
<p>Secondo quanto spiegato all’agenzia Prensa Latina da Gleisi Hoffmann, presidente del Partido de los Trabajadores (PT) del Brasile, il sostegno di giuristi, intellettuali, artisti e movimenti progressisti a livello internazionale è fondamentale per reclamare con maggior vigore l’immediata scarcerazione dell’ex presidente. E permettere che possa così partecipare alle prossime elezioni presidenziali dove secondo tutti i sondaggi sarebbe rieletto con ampio margine contro tutti i suoi avversari.</p>
<p>In America Latina, fa notare Gleisi Hoffmann, è in atto una vera e propria persecuzione giudiziaria contro i leader progressisti. Oltre a Lula, basti pensare a quanto avviene nei confronti di Cristina Fernández de Kirchner in Argentina e Rafael Correa in Ecuador. Evidentemente le élite di questi paesi vogliono impedire il ritorno di determinate politiche pubbliche capaci di donare dignità e benessere alle classi più umili a detrimento di quella borghesia che invece aveva prosperato durante gli anni della tragica ‘larga noche neoliberal’.</p>
<p>La lettera di Lula</p>
<p>Dal carcere brasiliano dove è detenuto ingiustamente, e con lui le speranze del popolo brasiliano di riprendere in mano il proprio destino, Lula ha indirizzato una lettera ai partecipanti all’importante spazio di incontro per la sinistra latinoamericana che quest’anno si tiene a L’Avana.</p>
<p>«Apprezzo il sostegno e la solidarietà che avete dato alla mia persona, al mio partito PT e ad altri compagni perseguitati dalla destra in Brasile. Questa non riesce a convivere con la democrazia e con il sostegno dei media e la magistratura, vuole impedirci di tornare al governo per recuperare la dignità, la libertà e i diritti del popolo brasiliano.</p>
<p>Quando Fidel ed io, nel 1990, proponemmo che la sinistra latinoamericana e caraibica dovesse riunirsi per valutare i profondi cambiamenti che il mondo aveva subito in quel momento con l&#8217;ascesa del neoliberismo in economia e la politica, il crollo del socialismo nell&#8217;Europa orientale e la fine del bipolarismo del sistema internazionale, avevamo ben chiara l&#8217;importanza dell&#8217;iniziativa.</p>
<p>Quello che noi non prevedevamo era che il Forum di San Paolo potesse crescere come è poi cresciuto e riuscisse a rimanere il più importante forum per quanto riguarda l&#8217;America Latina e Caraibi, in relazione alla sinistra, lungo questi 28 anni.</p>
<p>Questo fatto straordinario ha contribuito affinché, all&#8217;inizio del XXI secolo, molti dei nostri paesi hanno attuato programmi per combattere la povertà, rafforzare la partecipazione popolare e l&#8217;integrazione dei nostri paesi.</p>
<p>Tuttavia, nonostante l&#8217;azione dei governi che cercavano di salvare i diritti della nostra popolazione, principalmente le classi più povere e vulnerabili, governando per tutti e generando opportunità per tutti, che hanno potuto beneficiare delle nostre politiche di sviluppo nazionali e regionali. Le nostre élite non tollerano la sinistra né tantomeno l&#8217;accesso delle persone escluse ai loro diritti minimi, come cibo, salute, istruzione e alloggio.</p>
<p>Forse abbiamo sottovalutato questa intolleranza e la volontà delle élite di affrontarci ad ogni costo e con ogni mezzo, compresi i colpi di Stato, come abbiamo assistito in Honduras, Paraguay e Brasile.</p>
<p>Ho sempre detto che se vogliono lottare con noi che lo facciano politicamente, si candidino e ci sconfiggano democraticamente. Perché non abbiamo paura di loro e sapremo come affrontarli e discutere con il popolo il futuro che vogliono: che si tratti di sviluppo sovrano con giustizia sociale o resa acquiescente e concentrazione del reddito.</p>
<p>Ripudiamo le sanzioni applicate contro il Venezuela e le minacce di intervento armato fatte dal presidente degli Stati Uniti, che purtroppo la destra del continente non condanna. Al contrario, in pratica sostiene il tentativo di escludere il Venezuela dagli organismi ai quali ha il diritto di partecipare, come l&#8217;OSA o il Mercosur.</p>
<p>Per non parlare della continuità del blocco criminale contro Cuba e del modo in cui l&#8217;imperialismo tratta Porto Rico e altre isole dei Caraibi.</p>
<p>Le difficoltà che affrontiamo oggi richiedono più che mai la presenza, le posizioni e le azioni del Forum di San Paolo. Allo stesso modo, la discussione sulla congiuntura, l&#8217;importanza delle proposte della sinistra per affrontare le difficoltà, allargando il dialogo con il popolo e la sua partecipazione alla ricerca di soluzioni nazionali e internazionali.</p>
<p>Un elemento essenziale che viene posto in questo momento è l&#8217;unità della sinistra nel confronto con le élite reazionarie, sottomesse e intolleranti dell&#8217;America Latina e con l&#8217;imperialismo.</p>
<p>La difesa dell&#8217;integrazione latinoamericana, non solo come retaggio delle idee progressiste di varie epoche, è più che mai necessaria come fattore di sviluppo e di confronto con la crisi economica. Dobbiamo resistere agli attacchi contro i diritti sociali e del lavoro che si verificano in molti dei nostri paesi.</p>
<p>I nostri partiti devono difendere una politica estera con punti comuni che privilegino la nostra sovranità nazionale e regionale, la riduzione dei conflitti e una visione umanista sulla questione dei migranti e dei rifugiati.</p>
<p>Quando abbiamo posto questo obiettivo, nessuno ha promesso che sarebbe stato facile, però abbiamo già dimostrato che possiamo vincere e attuare cambiamenti di grande importanza.</p>
<p>Tuttavia, un valore fondamentale che gli interessi economici e le élite cercano di ridurre e sottomettere è lo Stato democratico e di diritto. La nostra risposta deve essere il rafforzamento e il perfezionamento della democrazia, affinché la giustizia, la libertà e l&#8217;uguaglianza possano prosperare pienamente.</p>
<p>Vi auguro un buon incontro e voglio ribadire il mio disagio per essere qui impedito di presentare questo messaggio personalmente a causa della persecuzione politica a cui sono sottoposto a causa di una condanna assurda e kafkiana per un crimine che non esiste.</p>
<p>Vogliono impedirmi di partecipare alle elezioni di quest&#8217;anno, ma non mi metteranno mai a tacere o mi impediranno di lottare per i diritti dei brasiliani, dell&#8217;America Latina e dei Caraibi».</p>
<p>di Fabrizio Verde- da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Adolfo Pérez Esquivel – Lettera a “La Nación”</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 01:06:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
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		<description><![CDATA[La giustizia non è vendetta. Papa Francesco parla di dialogo e di curare le ferite non nel senso che dite voi ma di memoria, di verità e di giustizia. Proprio lui mi ha detto personalmente, durante un incontro a maggio di quest’anno, che sta raccogliendo tutti i documenti del Vaticano per la giustizia argentina affinché i processi che La Nación critica, possano aver luogo a favore di tutti gli argentini.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9021" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9021" alt="Adolfo Pérez Esquivel" src="/files/2015/11/adolfo-pérez-esquivel1.jpg" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Adolfo Pérez Esquivel</p></div>
<p><strong>Signor Bartolomé Mitre</strong></p>
<p><strong>Direttore de La Nación</strong></p>
<p><strong>Il giornale da lei diretto pubblica il 23 novembre un editoriale dal titolo “Basta vendetta”, che costituisce un’offesa al popolo argentino, alla sua memoria e alle vittime del terrorismo di Stato.</strong></p>
<p>Nessun organismo dei Diritti Umani e nessun familiare cerca vendetta, si rivendica invece il diritto di Verità e Giustizia rispetto ai crimini commessi di lesa umanità che devono essere giudicati e che, come lei certo non ignora, non si prescrivono con il passar del tempo.</p>
<p>Sono passati quaranta anni dall’imposizione del terrorismo di Stato in nome della Dottrina di Sicurezza Nazionale imposta in tutto il continente, con politiche di sterminio dei popoli, sparizione di persone, di bambini, torture, carcere; in molti casi, ancora oggi non si sa cosa sia successo alle vittime.</p>
<p>La mancanza di chiarezza e le bugie dell’editoriale pretendono equiparare quanto accaduto nel nostro paese con gli attacchi terroristi realizzati dall’ISIS a Parigi.</p>
<p>Le scrivo come vittima sopravvissuta del terrorismo di Stato: arrestato e torturato, ho sopportato un volo della morte il 5 maggio 1977 e mi sono salvato grazie alla solidarietà internazionale. Non avevo niente a che vedere con la violenza delle armi, ma molto con la difesa dello Stato di Diritto, della vita e della dignità del nostro popolo, mentre il giornale da lei diretto non ha avuto mai il coraggio di difendere il diritto del popolo e oggi attacca intercedendo per quelli che non hanno avuto nessuna pietà per le vittime.</p>
<p>L’editoriale dice che “La cultura della vendetta è stata predicata nei mezzi di informazione dello Stato e nelle scuole…” Vi ricordo che la memoria è necessaria per illuminare il presente e affinché non ritorni mai più l’odio, la ritorsione e la vendetta, ma qui si pretende di tornare a quei tempi di oscurantismo vissuti dalla nostra Patria.</p>
<p>L’Argentina è nota, nel mondo, per il suo progredito processo di giudizi per crimini di lesa umanità, quei crimini sono stati commessi in coordinamento con varie dittature della regione e con gli Stati Uniti nella “Operazione Condor”, con omicidi, sequestri e scomparse in diversi paesi.</p>
<p>“Nunca más” significa che non deve mai più tornare l’impunità e neanche un retrocesso rispetto agli avanzamenti di Verità e Giustizia del nostro popolo. Vi diciamo che non siamo disposti a fare neanche un passo indietro.</p>
<p>Oltre ad aver avuto un riconoscimento internazionale con il Nobel per la Pace per la lotta collettiva che abbiamo fatto contro quelle dittature, io ho fatto parte per diversi anni della giuria del Premio dei Diritti Umani che concede la città di Norimberga, in Germania, dove ebbe luogo il processo ai nazisti. Lì, gli stessi tedeschi indicavano l’Argentina come esempio per aver giudicato i suoi dittatori in tribunali ordinari e non con un tribunale ad hoc come era successo da loro.</p>
<p>L’Argentina è un esempio mondiale di dignità in materia di memoria, di verità e di giustizia; ho sempre riconosciuto che il governo uscente ha fatto molto rispetto a quel periodo. Per questo, “la vera vergogna nazionale” non è quella che dice il suo giornale, è quella di tutti quei paesi che non hanno potuto giudicare i loro dittatori e quella che tocca ai repressori che non si pentono di quello che hanno fatto o i più di cinquanta che sono sfuggiti alla giustizia.</p>
<p>Prima di dire altezzosamente che “è arrivato il momento di mettere le cose al loro posto”, dovreste rivedere le vostre contraddizioni e riguardare meglio la storia se volete esercitare quel giornalismo non militante che dite di difendere.</p>
<p>La giustizia non è vendetta. Papa Francesco parla di dialogo e di curare le ferite non nel senso che dite voi ma di memoria, di verità e di giustizia. Proprio lui mi ha detto personalmente, durante un incontro a maggio di quest’anno, che sta raccogliendo tutti i documenti del Vaticano per la giustizia argentina affinché i processi che La Nación critica, possano aver luogo a favore di tutti gli argentini.</p>
<p>Noi che abbiamo sempre combattuto per i diritti umani li difenderemo sempre insieme al popolo e davanti a qualsiasi governo. Lo abbiamo fatto quando il governo di presunti “terroristi” ha approvato la legge antiterrorista, e lo faremo con il nuovo governo, se per caso decidesse di applicarla, come si fa in Cile, contro i movimenti popolari.</p>
<p>Purtroppo, finché non rettificherete questi nuovi e gravi enunciati del vostro editoriale di oggi, mi sento obbligato a non rilasciarvi nessuna nuova intervista.</p>
<p>Un cordiale saluto di pace e bene</p>
<p>Adolfo Pérez Esquivel</p>
<p>Premio Nobel per la Pace</p>
<p>da nostramerica.wordpress.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Senatore statunitense invia lettera di appoggio al presidente Bashar al-Assad</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2015/11/17/senatore-statunitense-invia-lettera-di-appoggio-al-presidente-bashar-al-assad/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2015 23:11:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il senatore statunitense Richard Black, repubblicano della Virginia, affermò che in Siria c'è una guerra illegale di aggressione da parte di potenze straniere, determinata ad imporre un regime burattino, in una lettera inviata al presidente Bashar al-Assad. Nella missiva, pubblicata questo martedì dai mass media locali, il senatore Black riconosce sentirsi soddisfatto per la cooperazione militare russa brindata alle autorità di Damasco, per lottare contro quelli che qualificò come eserciti invasori.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9009" alt="" src="/files/2015/11/black-620x330.jpg" width="620" height="330" />Il senatore statunitense Richard Black, repubblicano della Virginia, affermò che in Siria c&#8217;è una guerra illegale di aggressione da parte di potenze straniere, determinata ad imporre un regime burattino, in una lettera inviata al presidente Bashar al-Assad.</strong></p>
<p>Nella missiva, pubblicata questo martedì dai mass media locali, il senatore Black riconosce sentirsi soddisfatto per la cooperazione militare russa brindata alle autorità di Damasco, per lottare contro quelli che qualificò come eserciti invasori.</p>
<p>“Con l’appoggio della Russia, l&#8217;esercito siriano ha fatto passi importanti contro i terroristi”, sottolineò il legislatore nordamericano.</p>
<p>Il congressista repubblicano ha detto di essere entusiasta per la grande vittoria ottenuta alcuni giorni fa contro gli jihadisti del gruppo Isis nella base aerea di Kweres, nella provincia di Aleppo.</p>
<p>“Mi congratulo con quelli che eroicamente hanno riscattato centinaia di coraggiosi soldati siriani da una morte sicura. Sono convinto che molte di queste vittorie saranno ancora più importanti prossimamente”, aggregò nella sua lettera.</p>
<p>Black spiegò nella sua lettera ad al-Assad che il generale Wesley Clark, ex comandante supremo della NATO, rivelò nel 2001, che le potenze occidentali avevano sviluppato piani per abbattere Siria.</p>
<p>Aggregò che, tuttavia, dopo quindici anni di istigazione della sovversione militare, la NATO, Arabia Saudita e Qatar, non possono ancora presentare un solo leader rivoluzionario che goda dell&#8217;appoggio del popolo siriano.</p>
<p>Le potenze straniere non hanno il diritto di revocare elezioni legittime ed imporre la loro volontà sul paese siriano. Solo i siriani devono determinare il loro destino e senza nessun intervento straniero. Sono deluso che l&#8217;ONU ignora questa interferenza illecita nei temi interni della Siria, ha aggiunto il senatore per la Virginia.</p>
<p>Nella sua lettera al presidente siriano, Black denunciò che i terroristi continuano a ricevere appoggio militare dalla Turchia, Arabia Saudita e Qatar, che a sua volta sono alleati degli Stati Uniti, e segnalò Turchia come il patrocinatore più leale del gruppo takfirista dell’Isis.</p>
<p>Turchia ed Arabia Saudita cercano di imporre una dittatura religiosa in Siria, e se ci riescono, allora i cristiani e le altre minoranze verranno assassinate o vendute come schiavi, assicurò il congressista nordamericano.</p>
<p>Inoltre, accusò il governo degli Stati Uniti per armare la stessa organizzazione terroristica (al-Qaeda) responsabile della morte di tre mila statunitensi negli attentati successi l’11 settembre 2001, fatto che considerò come un tradimento alle vittime.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Lettera di Raul ai collaboratori che hanno combattuto l’Ebola in Africa: La Patria vi riceve con orgoglio</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2015 00:52:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo avere compiuto la missione rispettabile che vi portò fino all'Africa Occidentale sei mesi fa, perfino a rischio delle vostre stesse vite, per combattere il focolaio dell’Ebola che colpiva questo continente, siete ritornati alla Patria che vi riceve col maggiore orgoglio. A nome del popolo cubano e del mio proprio, vi trasmetto un riconoscimento per l'eroico lavoro realizzato come parte del Contingente Internazionale ‘Henry Reeve’.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8777" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8777" alt="Nell'atto di riconoscimento per i medici cubani che lottarono contro l'Ebola, presieduto da Josè Ramon Machado Ventura, sono stati decorati con l'Ordine Carlos J. Finlay 248 membri del contingente per i meriti raggiunti nel compimento del dovere" src="/files/2015/07/ebola01.jpg" width="580" height="278" /><p class="wp-caption-text">Nell&#8217;atto di riconoscimento per i medici cubani che lottarono contro l&#8217;Ebola, presieduto da Josè Ramon Machado Ventura, sono stati decorati con l&#8217;Ordine Carlos J. Finlay 248 membri del contingente per i meriti raggiunti nel compimento del dovere</p></div>
<p>L&#8217;Avana, 8 luglio 2015<br />
“Anno 57 della Rivoluzione”</p>
<p><strong>Cari compagni:  </strong><br />
<strong>  </strong><br />
<strong>Dopo avere compiuto la missione rispettabile che vi portò fino all&#8217;Africa Occidentale sei mesi fa, perfino a rischio delle vostre stesse vite, per combattere il focolaio dell’Ebola che colpiva questo continente, siete ritornati alla Patria che vi riceve col maggiore orgoglio.  </strong></p>
<p>A nome del popolo cubano e del mio proprio, vi trasmetto un riconoscimento per l&#8217;eroico lavoro realizzato come parte del Contingente Internazionale ‘Henry Reeve’.</p>
<p>Voi siete prosecutori dell&#8217;altruismo e del disinteresse personale che ha caratterizzato la cooperazione medica dell&#8217;Isola, da quando incominciò nell&#8217;anno 1963 con l&#8217;invio della prima brigata in Algeria con la direzione dell&#8217;allora ministro di Salute Pubblica, compagno Josè Ramon Machado Ventura. Durante tutti questi anni, 158 paesi hanno potuto contare sul lavoro solidale di 325710 collaboratori cubani.</p>
<p>Oggi la nostra medicina si trova presente in 68 nazioni con più di 50 mila professionisti della Salute, realtà che sintetizza i valori genuini che ha coltivato la Rivoluzione. L&#8217;aiuto brindato per ognuno dei collaboratori dell&#8217;esercito di camici bianchi si erige come un paradigma imperituro.</p>
<p>Sono significativi i risultati che voi avete ottenuto nell&#8217;attenzione medica dei malati dell&#8217;epidemia dell’Ebola, con più di 400 vite salvate ed un tasso di mortalità generale di un 24,4%, che è dimostrazione della preparazione raggiunta, della consacrazione e della dedicazione al lavoro, aspetti che sono stati riconosciuti dai governi e dagli organismi internazionali.</p>
<p>Ricevano un&#8217;altra volta le nostre congratulazioni ed un forte abbraccio,</p>
<p>Raul Castro Ruz”</p>
<p>foto:Ismael Francisco</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8780" alt="" src="/files/2015/07/ebola05.jpg" width="580" height="329" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8779" alt="" src="/files/2015/07/ebola04.jpg" width="580" height="354" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8778" alt="" src="/files/2015/07/ebola02.jpg" width="580" height="376" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Movimenti Sociali in Italia mandano una lettera a Papa Francesco appoggiando la Rivoluzione Cittadina</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 00:12:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[visita pastorale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Papa Francesco inizierà domenica 5 luglio la sua prima visita pastorale in America Latina dall'Ecuador, col cui governo sembra avere molti punti di affinità in termini di giustizia sociale, ecosistema e lotta contro la povertà. Il Santo Padre, critico della disuguaglianza sociale e della povertà, arriverà inoltre in Ecuador in un momento in cui Correa affronta proteste violente da parte dell'opposizione per le sue intenzioni di implementare due disegni di legge che incrementerebbero le imposte all'eredità ed al plusvalore immobiliare. 
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8764" alt="" src="/files/2015/07/CorreaCarandolet.jpg" width="640" height="360" />Il Papa Francesco inizierà domenica 5 luglio la sua prima visita pastorale in America Latina dall&#8217;Ecuador, col cui governo sembra avere molti punti di affinità in termini di giustizia sociale, ecosistema e lotta contro la povertà.</strong></p>
<p>Il Santo Padre, critico della disuguaglianza sociale e della povertà, arriverà inoltre in Ecuador in un momento in cui Correa affronta proteste violente da parte dell&#8217;opposizione per le sue intenzioni di implementare due disegni di legge che incrementerebbero le imposte all&#8217;eredità ed al plusvalore immobiliare.</p>
<p>Nel caso delle eredità, quello che si cerca è una migliore distribuzione della ricchezza in un paese dove il 2% delle famiglie ha il controllo di più del 90% delle aziende, mentre la chiamata legge sul plusvalore pretende porre termine alla speculazione sul valore di terreni ed immobili.</p>
<p>Oggi, un gruppo di movimenti sociali con sede in Italia hanno inviato una lettera al Sommo Pontefice appoggiano il governo ecuadoriano.</p>
<p>Di seguito riportiamo il testo completo e il nome delle associazioni firmanti:</p>
<p>(testo di Ida Garberi)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8763" alt="" src="/files/2015/07/LetteraPapa.jpg" width="640" height="1136" /></p>
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		<title>Fidel invia lettera a Diego Armando Maradona</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2015 22:53:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Maradona]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[TeleSur]]></category>

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		<description><![CDATA[Il leader della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro, ha scritto una lettera all'astro mondiale di calcio, Diego Armando Maradona, in visita a L'Avana dalla settimana scorsa per la registrazione della seconda stagione di “De Zurda”, in preparazione alla Coppa America Cile 2015.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8333" alt="" src="/files/2015/01/Fidel-carta-Maradona-1-580x326.jpg" width="580" height="326" />Il leader della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro, ha scritto una lettera all&#8217;astro mondiale di calcio, Diego Armando Maradona, in visita a L&#8217;Avana dalla settimana scorsa per la registrazione della seconda stagione di “De Zurda”, in preparazione alla Coppa America Cile 2015.  </strong></p>
<p>La missiva firmata da Fidel, datata 11 gennaio e nonostante non sia stata rivelata nel suo contenuto, è stata una notizia di TeleSur, che ha fatto circolare le foto di Maradona nel momento di ricevere il messaggio.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-8334" alt="" src="/files/2015/01/Fidel-carta-Maradona-2-580x326.jpg" width="580" height="326" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lettera del Padre d’Escoto ad Obama: Le sue belle parole le portò via il vento</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 00:25:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[HOPE]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[Padre d'Escoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Sig. Presidente, 

Quando io ero presidente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (set. 2008-set. 2009) io ho fatto incorniciare un grande poster con la sua fotografia e lo abbiamo appeso nel salone di attesa nella presidenza. Nel poster c’era scritto, in grandi lettere, la parola HOPE.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2597" src="/files/2012/01/descoto-obama.jpg" alt="" width="300" height="250" />Sig. Presidente, </strong></p>
<p><strong>Quando io ero presidente dell&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite (set. 2008-set. 2009) io ho fatto incorniciare un grande poster con la sua fotografia e lo abbiamo appeso nel salone di attesa nella presidenza. Nel poster c’era scritto, in grandi lettere, la parola HOPE. </strong></p>
<p>Le inviai anche una lettera per farle sapere quanto mi avevano impressionato le sue parole in una specie di consiglio comunale aperto a Strasburgo e come io, di tutto cuore, desideravo che lei non solo si trasformasse in un grande leader politico, ma anche in un leader etico-spirituale, seguendo i passi di Martin Luther King, Yes you can!, Con l&#8217;aiuto di Dio.</p>
<p>Tutte quelle belle parole, piene di speranza, sono state portate via dal vento. Stiamo pregando per lei, Sig. Presidente, ed anche lei deve pregare affinché le sia data la forza spirituale per essere all&#8217;altezza delle esigenze della Pace e della Vita in questi tempi tanto difficili. Per favore, Sig. Presidente, faccia tutto quello che può affinché gli Stati Uniti smettano di essere il terrorista, criminale e genocida impero in cui si sono trasformati.</p>
<p>Amore e benedizioni,</p>
<p>suo fratello,</p>
<p>Padre Miguel d&#8217;Escoto, M.M.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
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