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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Leonardo Boff</title>
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		<title>Aspetti poco conosciuti di Fidel Castro</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2016 00:07:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
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		<description><![CDATA[Ogni cosa, come ogni persona, ha molte facce. Come ho già detto una volta, ogni punto di vista è diverso. Ognuno di noi occupa un posto su questo pianeta e nella società in cui vive. E da quel posto si vede la realtà che questo permette di vedere. Quindi non possiamo assolutizzare nessun punto di vista come se fosse l’unico. Da questo nascono fondamentalismi e discriminazioni. Questo modo di pensare si applica ai molti pareri che si sentono oggi sulla personalità di Fidel Castro. Ma nessuno di essi è in grado di esaurire tutti i diversi modi di vedere.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9666" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9666" alt="Leonardo Boff" src="/files/2016/12/Leonardo-Boff.jpg" width="580" height="623" /><p class="wp-caption-text">Leonardo Boff</p></div>
<p><strong>Ogni cosa, come ogni persona, ha molte facce. Come ho già detto una volta, ogni punto di vista è diverso. Ognuno di noi occupa un posto su questo pianeta e nella società in cui vive. E da quel posto si vede la realtà che questo permette di vedere. Quindi non possiamo assolutizzare nessun punto di vista come se fosse l’unico. Da questo nascono fondamentalismi e discriminazioni.</strong></p>
<p>Questo modo di pensare si applica ai molti pareri che si sentono oggi sulla personalità di Fidel Castro. Ma nessuno di essi è in grado di esaurire tutti i diversi modi di vedere.</p>
<p>C’è un altro elemento da considerare. Ogni essere umano ha le sue zone di luce e di ombra. Oppure, detto come dice la nuova antropologia: ogni essere umano è allo stesso tempo sapiens e demens. Cioè, ogni essere umano è portatore di intelligenza e di un senso della vita. È la parte sapiens. E allo stesso tempo mostra deviazioni e contraddizioni. È il momento demens. Entrambi si presentano sempre insieme. Questo non è un difetto della nostra costituzione. Si tratta di un dato obiettivo della nostra realtà umana che deve essere sempre preso in considerazione. Si applica anche quando giudichiamo la complessa figura di Fidel Castro: le sue luci e le sue ombre.</p>
<p>Voglio fare riferimento ad alcuni aspetti che mi hanno permesso una visione particolare di Fidel Castro. Il primo punto è la negazione di TINA (There Is No Alternative = non c’è alternativa). Il sistema capitalistico predominante dice che “non c’è alternativa ad esso.” Questo rappresenta il punto più elevato delle società umane. Fidel Castro ha dimostrato che il socialismo può essere una alternativa diversa dal capitalismo, ora in crisi radicale di auto-riproduzione. La furia degli Stati Uniti contro Cuba e Fidel per distruggere il socialismo cubano c’è stata per dimostrare che non ci può essere un’altra alternativa. Giusto o sbagliato, con i difetti che conosciamo, il socialismo si presenta come un altro modo di organizzare la società.</p>
<p>Un secondo punto forte di Fidel è stato il suo interesse per la teologia della liberazione. Egli ha confessato che, se a suo tempo fosse esistita la Teologia della Liberazione (iniziata a partire dal 1970), lui avrebbe preso come riferimento questa lettura per costruire la società cubana. Sotto la pressione della guerra fredda è stato costretto a schierarsi dalla parte dell’URSS, e da qui deriva l’assunzione del marxismo a Cuba. Leggeva i nostri libri più importanti, di Gustavo Gutiérrez, di Frei Betto, del mio fratello frate Clodovis e miei. Questi libri erano stati tutti segnati da lui con matite di vari colori. E accanto una lista di domande ed espressioni sulle quali voleva chiarimenti.</p>
<p>Un altro punto importante è stato l’invito rivoltomi durante il periodo di “silenzio ossequioso”, che mi fu imposto nel 1984 dall’ex Sant’Uffizio. Mi invitò a trascorrere 15 giorni con lui sull’isola per approfondire i temi della religione, dell’America Latina e del mondo. Era amico del Nunzio Apostolico. Appena arrivato lo chiamò e davanti a me gli disse: “Boff è qui con me. Io stesso farò in modo che osservi il “silenzio ossequioso”. Parlerà solo con me”. In effetti abbiamo visitato insieme l’intera isola, avendo colloqui che andavano avanti fino a tarda notte. Avevo scritto quasi tutto questo in tre grossi quaderni perché volevo trasformare il materiale in un libro. Pochi giorni dopo il mio ritorno da Cuba, avevo lasciato i tre quaderni nel bagagliaio dell’auto per parlare brevemente con il cardinale dom Aloisio Lorscheider, ospite da un amico a Copacabana, non più di 15 minuti. Quando ritornai, vidi che il bagagliaio era stato forzato, non avevano preso niente, solo i tre quaderni. Il mio sospetto è che agenzie di sicurezza nazionali o straniere avevano portato via il materiale.</p>
<p>Un altro fatto dimostra la dimensione di tenerezza di Fidel Castro, qualcosa che molti testimoniano. Ho una nipote con un tipo di artrite che nessun medico era in grado di curare. Ne parlai con Fidel per capire se questa malattia potesse essere trattata a Cuba. Mi chiese tutti i referti medici che aveva. Lui stesso si incaricò di parlare con i medici cubani. Effettivamente non c’era alcuna cura possibile. Ogni volta che mi incontrava, la prima cosa che chiedeva era: “Come va Lola, sua nipote?” Questa memoria affettuosa e tenera non è comune nei capi di stato. Generalmente dove domina il potere non prevale l’amore né fiorisce la tenerezza. Fidel era diverso. Si rallegrò enormemente quando gli dissi che un medico brasiliano aveva scoperto un vaccino il cui effetto collaterale era quello di curare questo tipo di reumatismo.</p>
<p>Sono piccoli gesti che dimostrano che il potere non ha necessariamente bisogno di oscurare questa dimensione profonda che è la tenerezza e la preoccupazione per la sorte di un’altra persona.</p>
<p>L’eredità della sua persona carismatica rimarrà come un punto di riferimento per coloro che si rifiutano a riprodurre la cultura del capitale con le ingiustizie che lo accompagnano, di ordine sociale ed ecologico.</p>
<p>di Leonardo Boff</p>
<p>Traduzione di S.Toppi e M.Gavito</p>
<p>da leonardoboff.wordpress.com</p>
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		<title>Leonardo Boff: “Il capitalismo sarà sconfitto dalla Natura”</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 00:39:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Boff]]></category>
		<category><![CDATA[morte del capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi è un fatto innegabile e desolante: il capitalismo come modo di produzione e la sua ideologia politica, il neoliberismo, si sono infiltrati a livello globale in modo tanto consistente che sembra non ci possa essere nessuna alternativa reale. Infatti, ha occupato tutti gli spazi ed ha allineato quasi tutti i paesi verso i suoi interessi globali.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9175" alt="" src="/files/2016/03/capitalism-vs.-nature-copia.jpg" width="580" height="550" />Vi è un fatto innegabile e desolante: il capitalismo come modo di produzione e la sua ideologia politica, il neoliberismo, si sono infiltrati a livello globale in modo tanto consistente che sembra non ci possa essere nessuna alternativa reale.</strong></p>
<p>Infatti, ha occupato tutti gli spazi ed ha allineato quasi tutti i paesi verso i suoi interessi globali.</p>
<p>Da quando la società è diventata società di mercato e tutto è indirizzato al guadagno, perfino le cose più sacre – come gli organi umani, l’acqua e la capacità di impollinare i fiori – gli Stati, almeno la maggioranza, sono costretti a gestire una macroeconomia integrata a livello globale e non servire al bene comune del proprio popolo.</p>
<p>Il socialismo democratico nella sua versione avanzata di ecosocialismo è un’opzione teorica importante, ma con poca base sociale mondiale che lo implementi. La tesi di Rosa Luxemburg, nel suo libro “Riforma o Rivoluzione”, che “la teoria del collasso del capitalismo è nel cuore del socialismo scientifico”, non si è materializzata. E il socialismo è crollato.</p>
<p>La furia di accumulazione capitalistica ha raggiunto i livelli più alti della sua storia. Praticamente l’1% della popolazione più ricca del mondo controlla circa il 90% di tutta la ricchezza. 85 opulenti, secondo l’ONG Oxfam Intermon, possedevano nel 2014 gli stessi soldi di 3,5 miliardi  di poveri nel mondo. Il grado di irrazionalità e anche di disumanità parlano da soli. Viviamo in tempi di barbarie esplicite.</p>
<p>Finora le crisi congiunturali del sistema si sono verificate nelle economie periferiche, ma dalla crisi del 2007/2008 la crisi è esplosa nel cuore dei paesi centrali, negli Stati Uniti ed in Europa. Tutto sembra indicare che non è una crisi congiunturale, sempre superabile, ma questa volta è una crisi sistemica, che pone fine alla capacità di riproduzione del capitalismo.</p>
<p>Le vie di uscita che cercano i paesi che egemonizzano il processo globale sono sempre dello stesso tipo: non cambiano mai. Ossia, continuare con lo sfruttamento illimitato dei beni e dei servizi naturali, orientati da una unità di misura chiaramente materiale (e materialista) come il PIL. E guai a quei paesi in cui il PIL diminuisce.</p>
<p>Questa crescita peggiora ulteriormente lo stato della Terra. Il prezzo dei tentativi di riproduzione del sistema è quello che i loro corifei chiamano “esternalità” (quelle che non entrano nella contabilità degli affari).</p>
<p>Queste sono principalmente due: un&#8217;ingiustizia sociale degradante con alti livelli di disoccupazione e crescente disuguaglianza; e un’ingiustizia ecologica minacciosa, con il degrado di interi ecosistemi, erosione della biodiversità (la scomparsa di 30-100 mila specie di esseri viventi ogni anno, secondo i dati del biologo E. Wilson), l’aumento del riscaldamento globale, la scarsità di acqua potabile e la insostenibilità generale del sistema-vita e del sistema-Terra.</p>
<p>Questi due aspetti stanno mettendo in ginocchio il sistema capitalista. Se si volesse universalizzare il benessere offerto dai paesi ricchi, avremmo bisogno di almeno tre Terre uguali a quelle che abbiamo, il che è ovviamente impossibile. Il livello di sfruttamento dei “regali della natura”, come chiamano i popoli indigeni andini i beni ed i servizi della natura, è tale che nel settembre passato è successo “il giorno del sovraccarico della Terra” (the Earth Overshoot Day). In altre parole, la Terra non ha più ormai la capacità, in sé, di soddisfare le richieste umane. C’è bisogno di un anno e mezzo per sostituire quello che le viene sottratto in un anno.</p>
<p>E&#8217; diventato insostenibilepericolosamente. O freniamo la voracità di accumulazione della ricchezza, per permetterle alla terra di riposare e ricostituirsi, o dobbiamo prepararci al peggio. Dato che si tratta di un super-Ente vivo (Gaia), limitato, con carenza di beni e servizi ed ora malato, ma che unisce sempre tutti i fattori che garantiscono le basi fisiche, chimiche ed ecologiche per la riproduzione della vita, questo processo di eccessivo degrado può generare un collasso ecologico e sociale di proporzioni dantesche.</p>
<p>La conseguenza sarebbe che la Terra sconfiggerebbe definitivamente il sistema del capitale, incapace di riprodursi con la sua cultura materialista  di consumo illimitato e individualista. Quello che non abbiamo raggiunto storicamente con processi alternativi (era lo scopo del socialismo), lo otterranno la natura e la Terra. Essa, infatti, si libererà di una cellula tumorale che minaccia con metastasi tutto il corpo di Gaia.</p>
<p>Nel frattempo, il nostro compito è all’interno del sistema, allargando le breccie, esplorando tutte le sue contraddizioni per garantire in particolare ai più umili della Terra gli elementi essenziali per la sopravvivenza: cibo, lavoro, alloggio, educazione, servizi di base e un po’di tempo libero. Questo è quello che si sta facendo in Brasile e in molti altri paesi. Dal male tirar fuori il minimo necessario per la continuità della vita e della civiltà. E poi, pregare e prepararsi al peggio…</p>
<p>di Leonardo Boff</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Ron Cobb/Mad Magazine</p>
<p>&nbsp;</p>
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