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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Legge Helms-Burton</title>
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		<title>L’attivazione del titolo III della legge Helms Burton contro cuba un anno dopo</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2020 22:41:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esattamente un anno fa, il 2 maggio 2019,  l’amministrazione statunitense di Donald Trump attivava  il titolo III della legge Kelms Burton con cui gli statunitensi possono reclamare davanti ad un tribunale le loro proprietà nazionalizzate dal governo cubano dopo il trionfo della rivoluzione nel 1959.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11513" alt="ilustracion-ley-helms-burton1" src="/files/2020/05/ilustracion-ley-helms-burton1.jpg" width="580" height="363" />Esattamente un anno fa, il 2 maggio 2019,  l’amministrazione statunitense di Donald Trump attivava  il titolo III della legge Kelms Burton con cui gli statunitensi possono reclamare davanti ad un tribunale le loro proprietà nazionalizzate dal governo cubano dopo il trionfo della rivoluzione nel 1959.</strong></p>
<p>Il titolo III della suddetta legge, approvata nel 1996, fino ad allora non era mai stato attivato, infatti tutti i precedenti presidenti statunitensi si erano avvalsi della facoltà di sospensione. Donald Trump nella sua logica perversa di attacco a Cuba aveva deciso invece di non avvalersi di questa facoltà.</p>
<p>Ad un anno dalla sua applicazione tracciamo un bilancio. Come spesso scritto l’applicazione di tale legge pone vari problemi alle corti in cui vengono presentate le cause per la rivendicazione delle proprietà nazionalizzate dallo stato cubano. Alla data attuale sono  solo 22 le cause ancora pendenti nelle corti statunitensi, molte sono state rigettate perché la legge è inapplicabile.</p>
<p>Nel mese di settembre 2019 arriva la prima sentenza che archivia le richieste della famiglia Sanchez promossa contro il gruppo alberghiero Meliá da parte del Tribunale di Palma di Maiorca in Spagna. I querelanti pretendevano basare il loro reclamo nel supposto sfruttamento illegittimo di alcuni hotel a Cuba, costruiti su terreni nazionalizzati dalla Legge 890 del 1960, dettata dalla Rivoluzione Cubana, e gestiti dal gruppo Meliá dal finale degli anni 80 al principio degli anni 90. La sentenza risulta essere importante perché afferma che un tribunale spagnolo non è competente per giudicare, tra le altre cose, se la nazionalizzazione fatta dallo stato cubano nell&#8217;anno 1960 è stata o meno lecita. Crolla così il principio di extraterritorialità della legge.<br />
Il 2 gennaio 2020 la magistrata Cecilia N. Altonaga dello stato della Florida ha sospeso il giudizio che si doveva celebrare il 10 gennaio nel quale doveva essere analizzato il reclamo fatto dalla  famiglia Mata contro il gruppo Melia per l’uso di l’hotel Melia San Carlo ubicato a Cienfuegos da loro amministrato. . Il gruppo Melia ha presentato la richiesta di sospensione del giudizio approvato dalla giudice che ha considerato il tutto come una contraddizione del diritto internazionale, infatti il titolo III concede autorità per reclamare a cubano-americani che erano cittadini cubani nel momento in cui le proprietà sono state nazionalizzate. Questa sentenza allontana anche i giudizi presentati contro Trivago ed i gruppi alberghieri cubani Gran Caribe, Cubanacam e Gaviota.</p>
<p>Ad un anno dall’entrata in vigore del titolo III della legge Helms Burton il bilancio per l’amministrazione Trump è del tutto fallimentare. Si era sperato di strangolare l’economia cubana con una montagna di ricorsi per i risarcimenti delle proprietà nazionalizzate ma alla resa dei conti, come da molti sostenuto, la legge si basa più su fantasie che concetti giuridici reali.</p>
<p>Di seguito un articolo scritto il 13 maggio 2019 in cui si spiega nel dettaglio la legge Helms Burton.</p>
<p>La legge Helms Burton.</p>
<p>In questi ultimi mesi si è spesso parlato della Legge Helms Burton che l’amministrazione del Presidente Trump sta attuando in pieno per aumentare le pressioni sul governo cubano.<br />
Il 12 marzo 1996 il Presidente americano Bill Clinton firmò la “Legge per la solidarietà democratica e la libertà cubana”, meglio conosciuta con i nomi dei due promotori, il Senatore Jesse Helms e il Congressista Dan Burton. La genesi di questa legge va ricercata nel clima ostile che in quegli anni si era creato intorno a Cuba.  Nelle elezioni di medio termine del 1994 il Partito Democratico aveva perso entrambe le Camere che passarono in mano ai Repubblicani, nel 1995 le pressioni dei rappresentanti repubblicani della Florida, da sempre vicini agli esuli cubani di Miami, hanno fatto sì che fosse presentata una nuova legge al Congresso con lo scopo di aumentare le pressioni sulla popolazione cubana per spingerla a rivoltarsi contro il governo. La legge aveva l’obiettivo di asfissiare l’economia cubana, come del resto, tutti i provvedimenti precedenti presi dal governo americano.  Inizialmente l’Amministrazione Clinton tentò di opporsi a questa legge, ma l’abbattimento di due piccoli aerei da parte dell’aviazione cubana gli fece cambiare idea. Il 24 febbraio 1996 due aerei provenienti da Miami invasero per l’ennesima volta lo spazio aereo cubano. Nonostante gli avvertimenti del governo cubano e le rassicurazioni del governo statunitense che tali voli sarebbero terminati, le azioni continuarono. I due aerei si dedicavano a raccogliere emigrati clandestini da portare negli Stati Uniti ed a lanciare materiale propagandistico. I due aerei furono abbattuti ed i quattro piloti persero la vita.<br />
La legge Helms Burton si divide in quattro titoli. Nel primo si istituzionalizza il blocco economico, commerciale e finanziario, si definisce come lo strumento necessario di pressione verso il governo cubano al fine di indurlo ad una transizione democratica, si limitano per questo le prerogative del Presidente di limitarne gli effetti rendendolo legge dello Stato e si passa al Congresso ogni possibilità di modifica, si esortano le altre nazioni a attuare provvedimenti contro Cuba simili a quelli statunitensi. Nel secondo la legge definisce il piano con il quale gli Stati Uniti porteranno a compimento il cambio di governo a Cuba. Dopo il crollo dell’attuale governo verrà insediato un governo di transizione con a capo un Governatore nominato dagli Stati Uniti con il compito, tra l’altro, di indennizzare tutti i vecchi proprietari a cui siano state confiscate proprietà. Autorizza gli Stati Uniti ha decidere quando un eventuale cambio di governo sull’isola sarà considerato soddisfacente e potrà essere reputato democratico. Nel terzo titolo, quello che adesso il Presidente Trump vuole attivare, si da facoltà a tutti i cittadini statunitensi, anche quelli divenuti cittadini dopo l’abbandono dell’isola, di richiedere presso i tribunali statunitensi il controvalore delle proprietà nazionalizzate dal governo cubano dopo il trionfo della rivoluzione. Tale richiesta può essere fatta anche a eventuali proprietari stranieri che al momento stiano occupando le proprietà svolgendo attività con aziende cubane. Nell’ultimo titolo, il quarto, si impedisce l’ingresso negli Stati Uniti a tutti coloro che stanno occupando tali proprietà ed ai loro famigliari. La legge infine definisce Cuba una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti.<br />
Risulta evidente che questa legge aumenta l’extraterritorialità e cerca di internazionalizzare il blocco dando la facoltà ai vecchi proprietari cubani fuggiti dall’isola di intraprendere cause giudiziarie contro lo stato cubano, le imprese cubane e gli eventuali soci esteri che hanno investito in Cuba. E’ importante notare che gli Stati Uniti hanno sempre rifiutato ogni tipo di risarcimento da parte dello Stato cubano per la nazionalizzazione delle proprietà degli esuli fuggiti, perché forse pensavano di essere in grado di risolvere il problema cubano in breve tempo.  Tutti gli altri stati esteri hanno accettato il risarcimento proposto da  Cuba per la nazionalizzazione delle proprietà dei loro cittadini. Gli Stati Uniti invitano, o meglio suggeriscono, vista l’influenza che hanno nelle politiche altrui, alle altre nazioni a intraprendere azioni e misure che servano a far pressione sul governo cubano.<br />
Il titolo III della legge in questione in realtà non è stato mai reso esecutivo fino ad oggi, infatti tutti i presidenti statunitensi si sono avvalsi della facoltà, prevista nella stessa legge, di prorogare l’entrata in vigore ogni sei mesi del titolo III. Adesso Trump ha deciso di non prorogare più  la sua applicazione.<br />
Una prima sospensione della legge per 30 giorni si è avuta a partire dal 19 marzo. In pratica il 19 marzo scaduta la proroga il Presidente Trump ha deciso di non rinnovarla fino al 17 aprile. Alla scadenza del 17 aprile si è riservato il diritto di non firmare la successiva proroga estendendone i termini. Per esercitare pressioni sull’amministrazione statunitense giovedì 14 marzo si è svolta nella Calle 8 di Miami, centro della dissidenza cubana della Florida, una raccolta di firme per appoggiare l’applicazione del titolo III e esortare il Presidente a renderlo sempre esecutivo non esercitando la facoltà di proroga.<br />
Alla notizia dell’applicazione del titolo III si sono levate schiere di critiche sull’amministrazione statunitense soprattutto dai paesi europei e dal Canada perché, secondo la legge, la richiesta di indennizzo può essere elevata anche ai soci stranieri delle imprese cubane che occupano una vecchia proprietà. Un vecchio proprietario può richiedere il valore della sua proprietà anche, ad esempio, al socio francese di una impresa cubana.<br />
La mossa di Trump, credo, non avrà nessun effetto pratico se non quello di eventualmente spaventare qualche investitore estero non tanto per il rischio di essere chiamato in giudizio ma per il clima che si sta cercando di creare intorno a Cuba. Chiaramente il governo a stelle e strisce cerca in tutti i modi di stringere la fune al collo dei cubani spaventando, credo con pochi risultati, gli investitori stranieri generando un clima ostile verso l’isola.<br />
L’unico vantaggio che Trump può ottenere da questa sua scelta è solo quella di garantirsi il voto della comunità cubana della Florida che vede in qualunque atto ostile a Cuba un ottimo argomento per concedere il proprio sostegno elettorale.<br />
Mentre a Cuba, il 17 aprile, si festeggiavano i 58 anni della vittoria di Playa Giròn a Miami, in un albergo, John Bolton, responsabile della sicurezza nazionale statunitense,, di fronte ad una platea formata da reduci della Baia dei Porci, esuli cubani e dai loro famigliari, pronunciava l’ennesimo discorso che infiammava l’animo dei partecipanti con il quale comunicava che l’amministrazione Trump avrebbe inasprito le sanzioni contro Cuba. Dal 2 maggio prossimo il governo nordamericano applicherà integralmente la legge Helms Burton.</p>
<p>Nelle norme del diritto internazionale si contempla la potestà degli stati di esercitare il principio di nazionalizzare i beni tanto di persone naturali del paese tanto di quelle straniere sempre quando non si realizzino a scopo discriminatorio e si corrisponda un giusto indennizzo. La stessa Carta dei Diritti e dei Doveri Economici degli Stati approvata dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 1974 dispone che ogni stato a la possibilità di nazionalizzare ed espropriare o trasferire la proprietà di beni stranieri, nel cui caso lo stato che adotti tale misura dovrà corrispondere una compensazione appropriata. Nel caso di controversie saranno le leggi dello stato che nazionalizza ad avere efficacia.</p>
<p>Nel febbraio 1959 lo stato cubano promulgo la legge fondamentale della repubblica nella quale si facevano proprie le norme introdotte nella Costituzione del 1940, mai applicata per mancanza delle leggi complementari, con cui si prescriveva il latifondo e si introduceva l’esproprio per cause di necessità pubblica e interesse nazionale. Cuba nazionalizzò le proprietà  statunitensi tra il maggio 1959 l’ottobre 1960 in compimento della legge agraria del 17 maggio 1959 che abolì il latifondo e la legge 851 del 6 luglio 1960 che stabiliva i metodi di indennizzazione dei proprietari. Nel 1992 gli Stati Uniti, in occasione del primo dibattito all’Onu per la denuncia del blocco applicato all’isola, dichiararono che tale provvedimento era la risposta ala nazionalizzazione da parte dello stato cubano delle proprietà statunitense.</p>
<p>Il 9 luglio 1993 il rappresentante permanente all’Onu presentò al Segretario Generale un rapporto in cui si provava che tutte le misure coercitive applicate negli anni a Cuba erano frutto della volontà degli Stati Uniti di imporre all’isola la propria forma di governo. In tale rapporto si affermava inoltre che gli Stati Uniti non avevano accettato nessuna delle proposte fatte da Cuba per raggiungere un accordo di compensazione per la nazionalizzazione delle proprietà.</p>
<p>Manca inoltre di ogni fondamento l’argomento con cui gli Stati Uniti affermano che la nazionalizzazione effettuata da Cuba fu illegale e discriminatoria in quanto in quegli anni furono nazionalizzate proprietà appartenenti a altri paesi, tra i quali troviamo Francia, Canada, Svizzera, Spagna, Gran Bretagna. Questi paesi adottarono una linea rispettosa verso la decisione dello stato cubano e iniziarono una trattativa per raggiungere un accordo economico per le proprietà nazionalizzate appartenenti ai loro cittadini. Come risulta evidente gli Stati Uniti non hanno mai accettato la nazionalizzazione delle proprietà da parte dello stato cubano ed hanno cercato in tutti i modi possibili di usare questa legittima scelta di Cuba come argomento di pressione per il cambio di governo sull’isola.</p>
<p>fonti: Prensa Latina, Cuba Debate, Cubavision</p>
<p>di Andrea Puccio</p>
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		<title>Catena di hotel Melià vince azione giudiziale negli USA per hotel a Cuba</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 21:36:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una giudice statunitense ha deciso di allontanare la catena alberghiera spagnola Melià da un reclamo interposto contro di lei in nome del Titolo III della controversa Legge Helms-Burton contro Cuba, ha informato la rivista Preferente. D’accordo con questa pubblicazione spagnola, specializzata in turismo, la magistrata Cecilia M. Altonaga, dello stato meridionale statunitense della Florida, ha paralizzato ieri un giudizio previsto per il prossimo 10 gennaio nel quale doveva essere analizzato il reclamo di una famiglia sull'uso di uno degli hotel amministrati da Melià nell'isola caraibica.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11280" alt="Melia" src="/files/2020/01/Melia.jpg" width="580" height="339" />Una giudice statunitense ha deciso di allontanare la catena alberghiera spagnola Melià da un reclamo interposto contro di lei in nome del Titolo III della controversa Legge Helms-Burton contro Cuba, ha informato la rivista Preferente.</strong></p>
<p>D’accordo con questa pubblicazione spagnola, specializzata in turismo, la magistrata Cecilia M. Altonaga, dello stato meridionale statunitense della Florida, ha paralizzato ieri un giudizio previsto per il prossimo 10 gennaio nel quale doveva essere analizzato il reclamo di una famiglia sull&#8217;uso di uno degli hotel amministrati da Melià nell&#8217;isola caraibica.</p>
<p>Il mezzo di comunicazione, che afferma avere avuto accesso al documento dell&#8217;ordine giudiziale, ha informato che la stessa sentenza allontana anche dalla causa agenzie di viaggi in Internet come Trivago, ed i gruppi alberghieri cubani Gran Caribe, Cubanacan e Gaviota.</p>
<p>Secondo Preferente, Melià ha presentato il 31 dicembre una mozione davanti al tribunale della Florida per mettere fine alla lite, una petizione che è stata considerata soli due giorni dopo dalla giudice, che dirige la causa.</p>
<p>Il processo doveva incominciare la prossima settimana, quando le parti dovevano selezionare un mediatore e programmare un&#8217;ora, data e luogo per portare a termine l&#8217;incontro, e più tardi, il 31 gennaio, dovevano presentarsi gli allegati.</p>
<p>Come parte della sua crescente ostilità verso Cuba, l&#8217;amministrazione di Donald Trump ha attivato il 2 maggio 2019 il Titolo III della Legge Helms-Burton del 1996, che permette agli statunitensi di interporre reclami nelle corti statunitensi contro persone ed entità, perfino di paesi terzi che investano nel territorio cubano in proprietà nazionalizzate dopo il trionfo della Rivoluzione, il 1º gennaio 1959.</p>
<p>La giudice ha considerato il tutto come una contraddizione del diritto internazionale, infatti questo paragrafo concede autorità per reclamare a cubano-americani che erano cittadini cubani nel momento in cui le proprietà sono state nazionalizzate.</p>
<p>A causa di questa attivazione, membri della famiglia Mata hanno introdotto una causa collettiva nella Corte Federale del Distretto Meridionale della Florida, per chiedere compensazione per l&#8217;uso del hotel Melià San Carlos, ubicato nella provincia centrale cubana di Cienfuegos.</p>
<p>Il risultato di questa settimana in Florida si produce dopo che, nel settembre scorso, Melià ha vinto una causa quando la giustizia spagnola ha ordinato archiviare nel paese europeo un reclamo presentato contro il gruppo dalla famiglia Sanchez-Hill, dovuto all’ipotetico sfruttamento illegittimo di alcuni hotel a Cuba.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Investimenti stranieri, fonte di sviluppo</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jul 2019 21:06:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In previsione del terzo periodo ordinario di sessione della IX legislatura, l'Assemblea Nazionale del Potere Popolare di Cuba (Parlamento) si è riunita questo mercoledì in commissioni permanenti di lavoro per il terzo giorno consecutivo per analizzare la realtà del paese, il suo presente ed il suo futuro. Insieme ai più di 600 deputati riuniti nel Palazzo delle Convenzioni de L'Avana c'era il presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri, Miguel Diaz-Canel Bermudez, che non ha lasciato di partecipare ai dibattiti principali di queste giornate intense.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11037" alt="APP_Díaz-Canel_01-580x330" src="/files/2019/07/APP_Díaz-Canel_01-580x330.jpg" width="580" height="330" />In previsione del terzo periodo ordinario di sessione della IX legislatura, l&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare di Cuba (Parlamento) si è riunita questo mercoledì in commissioni permanenti di lavoro per il terzo giorno consecutivo per analizzare la realtà del paese, il suo presente ed il suo futuro.</strong></p>
<p>Insieme ai più di 600 deputati riuniti nel Palazzo delle Convenzioni de L&#8217;Avana c&#8217;era il presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri, Miguel Diaz-Canel Bermudez, che non ha lasciato di partecipare ai dibattiti principali di queste giornate intense.</p>
<p>“Abbiamo affrontato più di 38 temi con azioni di alto controllo o risposta ad aspetti trattati in sessioni precedenti”, ha informato, “che incidono sulla popolazione e che si avvicinano ai problemi del paese”.</p>
<p>“La sistematicità nel seguire tutti i problemi da credibilità e rinforza la fiducia nell&#8217;Assemblea”, ha assicurato il presidente.</p>
<p>Diaz-Canel ha detto che se il lavoro dell’ANPP, organo di potere del popolo, si accompagna con l&#8217;azione di governo, si rafforza il concetto che nella nostra Rivoluzione si governa per ed attraverso il popolo.</p>
<p>Inoltre ha ricordato che data l&#8217;importanza dell&#8217;investimento straniero nello sviluppo del paese questo è oggetto di applicazione del Titolo III della Legge Helms-Burton da parte del governo statunitense.</p>
<p>Ha riconosciuto con ottimismo che “sono più evidenti le pressioni che gli effetti” dell&#8217;attivazione del Titolo III, “perché le persone, le entità che hanno scommesso per l&#8217;investimento straniero a Cuba si sono mantenute salde”.</p>
<p>Nessun investitore alberghiero se ne è andato, ha insistito, anche quando sono stati sottoposti a pressione individualmente. “E questo ha molto a che vedere con le potenzialità che ha l&#8217;investimento straniero a Cuba”, ha aggiunto.</p>
<p>“Perché noi cerchiamo l&#8217;investimento estero?” ha nuovamente chiesto il presidente cubano questo mercoledì. “Perché abbiamo bisogno di capitale, tecnologia, conoscenza per la crescita economica del paese. Però deve esserci investimento estero nei settori chiave, nei settori prioritari che sono molto ben definiti dalla legge, e sempre difendendo la sovranità, non si farà mai qualcosa che possa compromettere l&#8217;indipendenza del paese”.</p>
<p>Diaz-Canel ha spiegato ai parlamentari, con chiarezza assoluta, come l&#8217;investimento estero possa potenziare lo sviluppo a Cuba e come tutti i processi siano collegati.</p>
<p>L&#8217;unico modo in cui il paese può ottenere un capitale in valuta con la quale potenziare la produzione nazionale è esportare. Per questo, stiamo chiedendo a tutti che si identifichi cosa può essere esportato e sviluppare una vocazione esportatrice nelle nostre entità.</p>
<p>Dobbiamo anche sostituire le importazioni, perché se meno spendiamo fuori, avremo più denaro che ricircola attraverso i nostri processi produttivi. Sostituendo le importazioni e potenziando le esportazioni avremo più entrate e più iniezione di risorse finanziarie nell&#8217;economia. Per questo dobbiamo riuscire a potenziare la produzione nazionale, ed una delle vie è l&#8217;investimento straniero.</p>
<p>Se otteniamo che la produzione nazionale si colleghi con l&#8217;investimento estero, quindi, l&#8217;imprenditore straniero dovrà ricorrere meno al mercato estero e di più al mercato nazionale: scendono i costi di importazione, sostituiamo le importazioni e avremo più entrate per il paese.</p>
<p>Il presidente ha fatto riferimento al settore del Turismo, “dove ci sono più investimenti esteri”. Ha commentato anche che il turismo non è nemico del paese, al contrario è una delle fonti di entrate più stabili che ci sia, con potenzialità per continuare a svilupparsi.</p>
<p>“Una parte importante delle misure che ha preso il Governo degli USA per far ruggire il bloqueo economico e le misure della Legge Helms-Burton sono orientate a limitare il turismo, ad impedire che arrivino gli statunitensi a Cuba, a fare pressione sulle agenzie di viaggio, perché sanno che ci colpiscono”, ha concluso.</p>
<p>di Oscar Figueredo Reinaldo e Dianet Doimeadios Guerrero</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>foto:Abel Padron Padilla/Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
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		<title>Legge della Riaffermazione della Dignità e della Sovranità Cubane</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2019 00:06:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 80]]></category>
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		<description><![CDATA[La Legge di Riaffermazione della Dignità e della Sovranità Cubane —Legge 80—dichiara “illecita la Legge Helms-Burton, inapplicabile e senza valore e nessun effetto giuridico” nel suo Articolo 1, e per questo risulta nullo ogni reclamo basato su di lei, di persona naturale o giuridica, chiunque sia la sua cittadinanza o nazionalità. Questa legge protegge gli imprenditori stranieri che investono a Cuba ed offre loro totale garanzia giuridica davanti all'attivazione del Titolo III della Helms-Burton.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11013" alt="ley80-vs-helms-burton" src="/files/2019/06/ley80-vs-helms-burton.jpg" width="580" height="339" />La Legge di Riaffermazione della Dignità e della Sovranità Cubane —Legge 80—dichiara “illecita la Legge Helms-Burton, inapplicabile e senza valore e nessun effetto giuridico” nel suo Articolo 1, e per questo risulta nullo ogni reclamo basato su di lei, di persona naturale o giuridica, chiunque sia la sua cittadinanza o nazionalità.</strong></p>
<p>Questa legge protegge gli imprenditori stranieri che investono a Cuba ed offre loro totale garanzia giuridica davanti all&#8217;attivazione del Titolo III della Helms-Burton.</p>
<p>“Sui principi come quelli stabiliti nella Legge 80 del 1996 (Legge di Riaffermazione della Dignità e della Sovranità Cubane), il nostro Governo garantisce che nessuna legge straniera ostacolerà l&#8217;utilizzo a favore del popolo cubano delle proprietà che sono state nazionalizzate mediante leggi che hanno conservato la totale applicazione delle norme del diritto internazionale, nel loro momento e che nessun tribunale, in nessun luogo del mondo, può ignorare impunemente”, ha detto Rodrigo Malmierca, ministro di Commercio Estero ed Investimento Straniero, il venerdì 17 maggio 2019, a L&#8217;Avana.</p>
<p>La Legge 80 è stata approvata dall&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare nel VII Periodo Ordinario di Sessioni della IV Legislatura, il 24 dicembre 1996. Di seguito, Cubadebate la riproduce integramente.</p>
<p>LEGGE DELLA RIAFFERMAZIONE DELLA DIGNITA&#8217; E SOVRANITA&#8217; CUBANE</p>
<p>24 dicembre 1996</p>
<p>Ricardo Alarcon de Quesada, Presidente dell&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare della Repubblica di Cuba</p>
<p>COMUNICA: Che l&#8217;Assemblea Nazionale nella sessione del 24 dicembre 1996 &#8220;anno del centenario della caduta in combattimento di Antonio Maceo&#8221;, corrispondente al VII periodo ordinario di sessioni della quarta legislatura, ha approvato quanto segue:</p>
<p>IN QUANTO: Negli Stati Uniti d&#8217;America è entrata in vigore la cosiddetta Legge &#8220;Helms-Burton&#8221; che ha come fine il riassorbimento coloniale della Repubblica di Cuba.</p>
<p>IN QUANTO: Cuba ha sofferto la politica imperialista degli Stati Uniti d&#8217;America impegnata ad appropriarsi di lei in diversi modi, dai tentativi di comperare l&#8217;isola dalla Spagna, l&#8217;applicazione della teoria del &#8220;destino eclatante e della frutta matura&#8221; che è riflesso nella dottrina Monroe, cercando d&#8217;impedire sistematicamente le nostre lotte per la liberazione nazionale, fino all&#8217;intervento del 1898 che ha reso vana l&#8217;indipendenza per la quale i cubani avevano combattuto a colpi di machete, coraggio, intelligenza e audacia, e convertire Cuba in una propria colonia.</p>
<p>IN QUANTO: Mediante l&#8217;Emendamento Platt e la continua ingerenza negli affari interni del paese, gli Stati Uniti d&#8217;America hanno usurpato parte del territorio nazionale con l&#8217;installazione della Base Navale di Guantanamo, hanno imposto regimi corrotti e dispotici al loro servizio, come le obbrobriose e sanguinarie tirannie di Machado e di Batista e dal 1959 aggrediscono sistematicamente Cuba con il dichiarato proposito di porre fine alla sua indipendenza, eliminare la nazione cubana e sottomettere il popolo alla servitù.</p>
<p>IN QUANTO: Il popolo cubano, fedele erede dell&#8217;indipendentismo dei “Mambises”, di operai, contadini, studenti ed intellettuali che hanno combattuto e combatteranno le pretensioni del suo nemico secolare, è disposto ai più grandi sacrifici per mantenere la sovranità, l&#8217;indipendenza e la libertà, conquistata definitivamente con il Primo Gennaio 1959.</p>
<p>IN QUANTO: Il processo di nazionalizzazione delle ricchezze e delle risorse naturali della nazione, portato avanti dal Governo Rivoluzionario in nome del popolo cubano, è stato realizzato secondo la Costituzione, le leggi vigenti ed il Diritto Internazionale, senza discriminazioni, tenendo presente il pubblico interesse e stabilendo compensazioni adeguate, che sono state concordate con una trattativa bilaterale con tutti i governi coinvolti, ad eccezione di quello degli Stati Uniti d&#8217;America che si è rifiutato per la sua politica di bloqueo ed aggressione, che ha gravemente pregiudicato gli interessi dei suoi cittadini.</p>
<p>IN QUANTO: Il popolo cubano non permetterà mai che i destini del suo paese siano retti da leggi dettate da qualche potenza straniera.</p>
<p>IN QUANTO: La Legge &#8220;Helms-Burton&#8221; è stata respinta in modo quasi unanime dalla comunità internazionale per il suo carattere violatore dei principi del Diritto Internazionale, riconosciuti nella Carta dell&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite, così come per la sua extraterritorialità in contraddizione con le norme internazionali, giacché arbitrariamente ed illegalmente pretende dettare regole cui dovrebbero attenersi altri Stati.</p>
<p>IN QUANTO: Un numero importante di imprenditori stranieri ha dimostrato di fidarsi di Cuba, investendo nel Paese o trattando potenziali investimenti, e costituisce un dovere utilizzare tutte le formule legali possibili per contribuire a proteggere i loro interessi.</p>
<p>IN QUANTO: L&#8217;Assemblea Nazionale, come rappresentante di tutto il popolo, ripudia la Legge &#8220;Helms-Burton&#8221; e dichiara la sua decisione irrinunciabile di adottare, in risposta, le misure che sono in suo potere per reclamare gli indennizzi cui lo Stato ed il popolo cubano hanno diritto.</p>
<p>IN QUANTO: In uso delle facoltà che le concede l&#8217;Articolo 75, inciso B, della Costituzione della Repubblica, l&#8217;Assemblea Nazionale ha approvato :</p>
<p>LEGGE Nº 80</p>
<p>LEGGE DELLA RIAFFERMAZIONE DELLA DIGNITA&#8217; E DELLA SOVRANITA&#8217; CUBANE</p>
<p>Articolo 1. Si dichiara illecita la Legge &#8220;Helms-Burton&#8221;, inapplicabile e senza valore, con nessun effetto giuridico.</p>
<p>Conseguentemente si considera nulla ogni rivendicazione che fa riferimento a lei, che venga da persona fisica o giuridica, di qualsiasi cittadinanza e nazionalità.</p>
<p>Articolo 2. Si riafferma la disponibilità del Governo della Repubblica di Cuba, espressa con le leggi di nazionalizzazione promulgate da più di 35 anni, ad un adeguato e giusto compenso dei beni espropriati alle persone fisiche e giuridiche che all&#8217;epoca godevano della cittadinanza o nazionalità degli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p>Articolo 3. L&#8217;indennizzo per le proprietà statunitensi nazionalizzate in virtù di questo processo legittimo, convalidato dalle leggi cubane e dal Diritto Internazionale, cui si riferisce l&#8217;Articolo precedente, potrà essere oggetto di un processo di negoziazione fra il Governo degli Stati Uniti d&#8217;America e il Governo della Repubblica di Cuba, sulla base dell&#8217;uguaglianza e del rispetto reciproco.</p>
<p>Le rivendicazioni di indennizzo per la nazionalizzazione delle suddette proprietà dovranno essere esaminate insieme all&#8217;indennizzo cui lo Stato e il popolo cubano hanno diritto, per i danni e il pregiudizio causati dal bloqueo e dalle aggressioni di ogni tipo, la cui responsabilità è totalmente del Governo degli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p>Articolo 4. Rimarrà esclusa dalle future possibili trattative relative agli articoli 2 e 3 qualsiasi persona fisica o giuridica degli Stati Uniti d&#8217;America che utilizzi i procedimenti e i meccanismi della Legge &#8220;Helms-Burton&#8221;, si richiami a loro o cerchi di impiegarli a pregiudizio di altri.</p>
<p>Articolo 5. S&#8217;incarica il Governo della Repubblica di Cuba di adottare le disposizioni, misure e regolamenti addizionali che risultino necessari per la totale protezione degli investimenti stranieri, presenti e potenziali, a difesa dei legittimi interessi di questi contro le azioni conseguenti alla Legge &#8220;Helms-Burton&#8221;.</p>
<p>Articolo 6. Il Governo della Repubblica di Cuba ha la facoltà di applicare o autorizzare le formule necessarie per la protezione degli investitori stranieri contro l&#8217;applicazione della Legge &#8220;Helms-Burton&#8221;, incluso il trasferimento degli interessi dell&#8217;investitore straniero ad aziende fiduciarie, entità finanziarie o fondi di investimento.</p>
<p>Articolo 7. Gli organi statali competenti, autorizzati dal Governo della Repubblica di Cuba, nell&#8217;ambito di quello disposto dai regolamenti vigenti, forniranno agli investitori stranieri che lo richiedano, l&#8217;informazione e la documentazione disponibili necessarie per la difesa dei loro legittimi interessi, contro le disposizioni della Legge &#8220;Helms-Burton&#8221;.</p>
<p>Allo stesso modo, garantiranno le menzionate informazioni e documentazioni disponibili agli investitori stranieri che le richiedano per promuovere azioni legali davanti ai Tribunali dei loro rispettivi paesi, nell&#8217;ambito di disposizioni giuridiche protettive dei loro interessi o che siano state dettate per impedire o limitare l&#8217;applicazione della Legge &#8220;Helms-Burton&#8221;.</p>
<p>Articolo 8. Si dichiara illecita qualsiasi forma di collaborazione, diretta o indiretta, finalizzata a favorire l&#8217;applicazione della Legge &#8220;Helms-Burton&#8221;.<br />
S&#8217;intende come collaborazione, fra le altre:</p>
<p>Cercare o fornire informazione a qualsiasi rappresentante del Governo degli Stati Uniti d&#8217;America o ad altre persone affinché possa essere utilizzata direttamente o indirettamente per l&#8217;applicazione di quella Legge, così come fornire aiuto ad altre persone per la ricerca o la fornitura di detta informazione.</p>
<p>Sollecitare, ricevere, accettare, aiutare nella distribuzione o beneficiarsi in qualsiasi modo di risorse finanziarie, materiali o di altra indole provenienti dal Governo degli Stati Uniti d&#8217;America o canalizzate da lui, attraverso i suoi rappresentanti o per qualsiasi altra via, la cui utilizzazione favorirebbe l&#8217;applicazione della Legge &#8220;Helms-Burton&#8221;.</p>
<p>Diffondere o agevolare la distribuzione, con il proposito di favorire l&#8217;applicazione della Legge &#8220;Helms-Burton&#8221;, di informazioni, pubblicazioni, documenti o materiali propagandistici del Governo degli Stati Uniti d&#8217;America, delle sue agenzie o dipendenze o di qualsiasi altra origine.</p>
<p>Collaborare in qualsiasi modo con emittenti radiotelevisive o altri mezzi di informazione e propaganda con l&#8217;obbiettivo di sostenere l&#8217;applicazione della Legge &#8220;Helms-Burton&#8221;.</p>
<p>Articolo 9. Il Governo della Repubblica di Cuba dovrà presentare all&#8217;Assemblea Nazionale, od al Consiglio di Stato per le sue competenze, i progetti legislativi che fossero necessari per condannare tutti coloro che in un modo o nell&#8217;altro offrano collaborazione con gli obbiettivi della Legge &#8220;Helms-Burton&#8221;.</p>
<p>Articolo 10. Si ratifica che le rimesse economiche di persone d&#8217;origine cubana residenti all&#8217;estero ai propri familiari che risiedano a Cuba non saranno colpite da nessuna tassa. Il Governo della Repubblica di Cuba dovrà adottare tutte le misure valutate opportune per facilitare queste rimesse.</p>
<p>Le persone d&#8217;origine cubana residenti all&#8217;estero potranno utilizzare conti bancari in valuta convertibile o in pesos cubani, in banche della Repubblica di Cuba, e gli interessi che percepiranno su questi conti non saranno oggetto di nessuna tassa.</p>
<p>Allo stesso modo, potranno sottoscrivere con enti assicurativi polizze di assicurazione i cui beneficiari siano residenti permanenti a Cuba. I beneficiari potranno ricevere liberamente, senza onere d&#8217;imposta, le relative prestazioni.</p>
<p>Articolo 11. Il Governo della Repubblica di Cuba manterrà aggiornati i dati sugli indennizzi cui è tenuto il Governo degli Stati Uniti d&#8217;America in conseguenza degli effetti del bloqueo economico, commerciale e finanziario e delle sue aggressioni contro il paese ed aggiungerà a queste rivendicazioni i danni e pregiudizi causati da ladri, malversatori, politici corrotti e mafiosi ed, inoltre, dai torturatori e assassini della tirannia di Batista delle cui azioni si è reso responsabile il Governo degli Stati Uniti d&#8217;America promulgando la Legge &#8220;Helms-Burton&#8221;.</p>
<p>Articolo 12. Le persone fisiche che siano state vittima nella loro persona o nei beni o nella persona e nei beni dei propri familiari, delle azioni favorite od appoggiate dal Governo degli Stati Uniti d&#8217;America cui si riferisce il paragrafo seguente, potranno reclamare i corrispondenti indennizzi davanti alle Commissioni di Rivendicazione che saranno create dal Ministero della Giustizia della Repubblica di Cuba e che avranno il potere di decidere sulla loro validità, così come sul loro ammontare e sulla responsabilità del Governo degli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p>Le azioni cui si riferisce il paragrafo anteriore includeranno la morte, le lesioni e i danni economici causati dai torturatori e assassini della tirannia di Batista ed inoltre dai sabotatori e criminali al servizio dell&#8217;imperialismo statunitense contro la Nazione cubana, fin dal Primo Gennaio del 1959.</p>
<p>Il Ministero della Giustizia ha la facoltà di regolamentare la presentazione delle rivendicazioni cui si riferisce questo articolo e dettare qualsiasi disposizione a questo riguardo.</p>
<p>Articolo 13. L&#8217;Assemblea Nazionale e il Governo della Repubblica di Cuba coopereranno e si coordineranno con altri Parlamenti, Governi ed organismi internazionali, con il fine di promuovere le azioni che si ritengano necessarie per impedire l&#8217;applicazione della Legge &#8220;Helms-Burton&#8221;.</p>
<p>Articolo 14. Si convoca tutto il popolo di Cuba a continuare l&#8217;esame profondo e sistematico del piano annessionista e coloniale del Governo degli Stati Uniti d&#8217;America, sottinteso nella Legge &#8220;Helms-Burton&#8221;, al fine di assicurare che in ogni zona del territorio, comunità, centro di lavoro o di studio ed unità militare esista una profonda conoscenza delle conseguenze specifiche che per ogni cittadino provocherebbe la messa in esecuzione del suddetto piano e per garantire la partecipazione attiva e cosciente di tutti nell&#8217;applicazione delle misure necessarie per sconfiggerlo.</p>
<p>DISPOSIZIONI FINALI</p>
<p>PRIMA: Si dà facoltà al Governo della Repubblica di Cuba ed agli organismi statali competenti di dettare quante disposizioni siano necessarie al fine della messa in atto di quanto disposto nella presente Legge.</p>
<p>SECONDA: Sono superate le disposizioni di legge o di regolamento che si oppongano a quanto disposto nella presente Legge, che entrerà in vigore a partire dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.</p>
<p>DATA nella Sala delle sessioni dell&#8217;Assemblea Nazionale, Palazzo elle Convenzioni, a L&#8217;Avana, il giorno 24 del mese di dicembre 1996.</p>
<p>da Parlamente Cubano</p>
<p>presa da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Exxon Mobil vs Cuba: quello che non si è detto</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2019 01:34:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti mezzi di comunicazione stanno amplificando la notizia che la transnazionale Exxon è la prima società USA a presentare una causa contro società cubane nel quadro della posta in vigore del capitolo III della Legge Helms-Burton da parte del governo USA. Tuttavia, nessuno di questi dispacci di notizie ci dice perché e come passarono in mano cubane le installazioni che gestiva a Cuba l’antica Standard Oil Company (Esso).
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10973" alt="0eExxonMobil" src="/files/2019/05/0eExxonMobil.jpg" width="580" height="319" />Molti mezzi di comunicazione stanno amplificando la notizia che la transnazionale Exxon è la prima società USA a presentare una causa contro società cubane nel quadro della posta in vigore del capitolo III della Legge Helms-Burton da parte del governo USA. Tuttavia, nessuno di questi dispacci di notizie ci dice perché e come passarono in mano cubane le installazioni che gestiva a Cuba l’antica Standard Oil Company (Esso).</strong></p>
<p>Questo testo dello storico cubano, Eugenio Suarez, pubblicato il 10 giugno 2010 nel giornale Granma, fa la storia di come le transnazionali petrolifere presenti nell’isola agli inizi della Rivoluzione si unirono all’aggressione USA ed obbligarono il Governo Rivoluzionario a nazionalizzarle per mantenere la vitalità dell’economia violando, queste, la Legge sui Minerali-Combustibili che non inventò la Rivoluzione, ma datava 9 maggio 1938!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000">Il primo ostacolo economico contro la Rivoluzione</span></p>
<p>Nei mesi di maggio e giugno 1960 cominciò a prender forma un’aggressione economica del governo USA per frenare l’ascesa della Rivoluzione cubana. Il suo obiettivo era lasciare senza petrolio il popolo di Cuba, con le sue successive conseguenze.</p>
<p>INIZIO DELL’ AGGRESSIONE</p>
<p>Venerdì 10 giugno, davanti alle telecamere, il Comandante in capo, Fidel Castro Ruz, dichiarò che il governo USA aveva accusato il Governo Rivoluzionario di spendere la valuta straniera in armi e di non pagare i fornitori USA.<br />
Nel suo intervento, Fidel spiegò al popolo, ignaro in gran parte, di come funzionavano le operazioni commerciali internazionali, che quando si comprano i prodotti all’estero il pagamento di quella merce non è fatto ipso facto. Qualsiasi casa d’importazione va ad una banca e richiede le lettere di credito e questo documento ha un valore equivalente in dollari nella banca straniera; cioè, i dollari non escono immediatamente quando si compra, perché tale banca ha una linea di credito di 120 o 180 giorni.<br />
Tuttavia, il governo USA iniziò a far pressione sulle banche USA affinché eliminassero quella linea di credito in modo che Cuba dovesse pagare in contanti ed immediatamente. Il compagno Fidel fornì come esempio che la Bank Trust Company aveva un credito di 14 milioni in 13 banche USA; Banco Núñez, due milioni e mezzo; il Banco Agricolo Industriale ed il Banco Nazionale, 33 milioni.<br />
A Cuba, all’epoca, erano ancora operative tre grandi compagnie petrolifere straniere: The Texas Company, Esso Standard Oil SA e la Shell Oil Company di Cuba SA, denominate rispettivamente Texaco, Esso e Shell. Il 17 maggio, la Banca Nazionale di Cuba inviò una lettera a queste compagnie petrolifere spiegando che, per il saldo degli arretrati del combustibile importato e di quello che si importava giornalmente, sarebbero stati pagati immediatamente 20 milioni di $. Le tre società risposero esprimendo la loro soddisfazione e persino la loro gratitudine per questo accordo. Venti giorni dopo Esso, Shell e Texaco, in collusione con il Dipartimento di Stato USA, si unirono all’aggressione economica.<br />
IL BUSINESS DEL PETROLIO A CUBA</p>
<p>Poco dopo il trionfo della Rivoluzione, si crea l’Istituto Cubano del Petrolio (ICP) per attuare la politica del Governo Rivoluzionario per quanto riguarda il combustibile. Per l’economia cubana questa decisione fu molto favorevole, poiché il petrolio che si raffinava a Cuba era comprato all’estero dalle stesse compagnie che, essendo proprietarie delle raffinerie, erano allo stesso tempo proprietarie di grandi depositi di petrolio in altri paesi. La Esso, la Texaco e la Shell avevano un favoloso business poiché, dei milioni di $ che Cuba spendeva in combustibile, queste compagnie, acquistando il loro stesso petrolio, guadagnavano diversi milioni di $ in più; e dopo che lo raffinavano, dopo guadagnavano non meno di ulteriori 20 milioni di $ nella sua vendita nel paese.<br />
Di fronte a questa situazione, il Governo Rivoluzionario decise acquistare direttamente il suo petrolio pagando il giusto prezzo. Pertanto, la prima azione consistette nel rivolgersi al mercato internazionale per acquistare il petrolio necessario per le prime prove.<br />
Il petrolio si trovò. Una compagnia indipendente USA del Venezuela vendeva il barile a $ 2,10, mentre le tre società operanti a Cuba acquistavano il barile di greggio, dalle loro case madri, al prezzo di $ 2,80. Cioè, 70 centesimi più caro lo stesso barile. Che per milioni di barili ammontava a milioni di $.<br />
Dopo la transazione apparve un altro ostacolo. Poiché queste compagnie petrolifere controllavano la navigazione, la società indipendente che vendette il petrolio non poté adempiere per mancanza di navi. Fidel spiegò questo incidente nel suo intervento e dopo aver fornito i dettagli e che si trattava di un atto d’insolita provocazione, espresse:<br />
“Fu il primo ostacolo che ci posero. Perciò abbiamo comprato da una società dall’Unione Sovietica un petrolio migliore, di 33 gradi, ad un prezzo molto più conveniente, risparmiando 88 centesimi di $ al barile.<br />
Cuba ha il diritto di acquistare il petrolio al prezzo più basso che può sul mercato mondiale, e poi consegnarlo alle raffinerie per la sua lavorazione a Cuba. Ma le compagnie straniere non si rassegnano a perdere l’affare della rivendita dalla società madre alla sua filiale di Cuba. E quando le abbiamo informato che una parte dei quattro milioni di tonnellate di petrolio, che è il consumo di Cuba, sarebbe stato acquistato in un altro mercato, in coincidenza con dichiarazioni aggressive da parte del Dipartimento di Stato USA, ci inviano tre comunicazioni congiunte dicendo che non avrebbero raffinato il petrolio dell’Unione Sovietica. Cioè, si arrogano una facoltà che compete solo allo Stato. Non vogliono raffinare il petrolio dell’URSS dopo che il Governo Rivoluzionario ha cercato di acquistare quel combustibile dalle compagnie USA e boicottarono l’acquisto. In Argentina si compra anche petrolio nell’URSS e si raffina nel paese, e loro non hanno agito nello stesso modo. Ma questi andarono al Dipartimento di Stato ed è per questo che procedono così.”<br />
Insieme alle dichiarazioni provocatorie, la Esso, Shell e Texaco iniziarono il ritiro dei loro ingegneri e tecnici che lavorano nelle raffinerie, ed incoraggiano la defezione di specialisti cubani ed operai qualificati che lavorano nei loro impianti. Così, queste compagnie violano le leggi cubane in un assurdo boicottaggio e rifiutano di raffinare il petrolio sovietico.<br />
Il capo della Rivoluzione manifestò la necessità di affrontare questo problema con molta calma e spiegò l’esistenza di questo ostacolo per lasciare il paese senza combustibile e come il Governo Rivoluzionario si proponeva dar battaglia contro questa manovra monopolistica.<br />
Da parte loro, i lavoratori delle raffinerie manifestarono il loro totale sostegno alle misure adottate dalla Rivoluzione. A loro, il compagno Fidel chiese mantenere un atteggiamento di allerta e vigilante per evitare qualsiasi tipo di sabotaggio contro queste raffinerie. Ed alle compagnie, disse loro:<br />
“sappiano che questo è un paese sovrano e che il Governo Rivoluzionario è disposto a far rispettare le leggi della Repubblica.<br />
Che davanti a questa situazione decidano o rettificano, rettificare sì, la decisione presa o che cada su di loro la colpa che poi non dicano che fu il Governo Rivoluzionario che aggredì, occupò e confiscò.<br />
Cosicché il Governo Rivoluzionario raccoglie il guanto, restituisce loro il guanto e che loro decidano la propria sorte.”<br />
QUESTO NON PUO’ ESSERE PERCHE’ TI TOLGO DA QUI</p>
<p>Di fronte alle denunce di Fidel, il popolo si unisce per sostenere la sua Rivoluzione. Con la caratteristica giocosità dei cubani presero il nome delle tre società: Esso, Shell e Texaco, ed elaborarono una frase che iniziò a essere cantata da tutti: Esso no puede Shell porque Texaco de aquí. (Questo non può essere perché ti tolgo di qui).<br />
In ore notturne del 24 giugno, nella sua abituale conferenza per i canali di Televisión Revolución e le emittenti del FIEL, Fidel informò che le compagnie petrolifere non avevano risposto alle sue proposte del passato 10 giugno, ma che rimaneva loro un po’ di tempo per riconsiderare. Dovevano raffinare il petrolio che il Governo cubano consegnasse loro.<br />
A queste società solo gli si stava esigendo il rispetto della Legge sui Minerali-Combustibili, del 9 maggio 1938, che nel suo articolo 44, paragrafo 3, afferma: “I loro impianti saranno obbligati a raffinare petrolio dello Stato quando il Governo così lo richieda, l’accordo, stabilendosi tra loro la corrispondente ripartizione se le quantità da declinare così lo richiedono o lo impongono. In modo che sia possibile raffinare tutto il petrolio necessario e ad un prezzo che non ecceda il costo dell’operazione, più un ragionevole beneficio industriale”.<br />
Pertanto, non si trattava di una questione di scelta. Le compagnie petrolifere erano legalmente obbligate a raffinare il petrolio dello Stato cubano da una legislazione firmata 22 anni prima. La posizione del Governo Rivoluzionario fu determinante: le compagnie dovevano raffinare il petrolio e questa decisione non era negoziabile. Fidel riaffermò che se quelle compagnie pensavano che Cuba esitasse, avrebbero sofferto le conseguenze del loro deplorevole errore.<br />
Quattro giorni dopo, alle 19:10 del 28 giugno, il Governo Rivoluzionario dettò la Risoluzione N° 188, firmata dal Primo Ministro, Fidel Castro Ruz, questo trascendentale documento, dopo dei suoi cinque CONSIDERANDO, risolve:</p>
<p>Primo – Disporre che l’Istituto Cubano del Petrolio (ICP) colloca le quantità di petrolio grezzo necessarie per garantire il funzionamento dell’impianto di raffinazione di The Texas Company. (West Indies) Ltd. e che questa è conforme con le forniture di combustibili che le corrispondono.<br />
Secondo – Che nel caso di rifiuto della menzionata società, ad adempiere e rispettare le Leggi del nostro Paese e le disposizioni che nel quadro di esse emanarono dal Governo Rivoluzionario del popolo di Cuba, l’Istituto Cubano del Petrolio (ICP) procederà a prendere possesso di detta impresa adottando le misure necessarie al fine di mantenere in produzione la raffineria e l’ineludibile osservanza delle Leggi della Repubblica.<br />
Nella mattina del 29 giugno, le raffinerie della Texaco, a Santiago de Cuba e a L’Avana, cominciarono a processare il petrolio dello Stato cubano, dopo essere stata assunta, la direzione di questa società, da funzionari dell’Istituto Cubano del Petrolio.<br />
La notizia che l’ICP aveva preso possesso delle raffinerie della Texaco, provocò un grande giubilo tra i lavoratori, che immediatamente organizzarono atti di sostegno al Governo Rivoluzionario.<br />
Il giorno dopo, due nuove risoluzioni, la N. 189 e 190, entrambe del 30 giugno, con lo stesso contenuto della n. 188 del 28 giugno, sono firmate dal Primo Ministro, Fidel Castro Ruz. In questo caso, la prima per prendere possesso della Compagnia Petrolifera Shell di Cuba, S. A., e la seconda con lo stesso obiettivo della Esso Standard Oil S. A., se si rifiuteranno di adempiere e rispettare le leggi cubane si raffinare petrolio acquistato dal paese.<br />
In un’azione congiunta, nella mattina del 1 luglio, furono poste sotto controllo le raffinerie delle compagnie petrolifere straniere Esso e Shell per non adempiere la Legge sui Minerali Combustibili, rifiutando di raffinare il petrolio acquistato dallo Stato cubano. Si riaffermava così la sovranità politica e l’indipendenza economica della nostra Patria nel suo desiderio di un destino migliore.<br />
Le tre risoluzioni si interposero dinnanzi al primo ostacolo economico. “Loro -disse Fidel- “rimasero senza raffinerie e noi non rimaniamo senza petrolio”.</p>
<p>di Eugenio Suárez Pérez</p>
<p>da www.granma.cu</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>L’Unione Europea è contraria alle misure unilaterali degli USA contro Cuba</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2019 22:51:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle informazioni più discusse in questi giorni in Europa dal punto di vista economico è quella che le autorità del vecchio continente sono contrarie alla riattivazione della Legge Helms-Burton contro Cuba. Varie fonti segnalano che l'Unione Europea (UE) respinge tale decisione che si applica a partire dal 2 maggio 2019. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10971" alt="mogherini" src="/files/2019/05/mogherini.jpg" width="580" height="386" />Una delle informazioni più discusse in questi giorni in Europa dal punto di vista economico è quella che le autorità del vecchio continente sono contrarie alla riattivazione della Legge Helms-Burton contro Cuba.  </strong></p>
<p>Varie fonti segnalano che l&#8217;Unione Europea (UE) respinge tale decisione che si applica a partire dal 2 maggio 2019.</p>
<p>Si tenta di imporre sanzioni ad aziende di tutto il mondo che facciano commerci coi beni confiscati dalle autorità cubane dopo la Rivoluzione del 1959, commentano i mass media.</p>
<p>Al rispetto, l&#8217;Alta Rappresentante di politica estera e di Sicurezza Comune dell&#8217;UE, Federica Mogherini, ha segnalato che tale misura suppone una violazione degli impegni assunti negli accordi UE-Stati Uniti del 1997 e del 1998.</p>
<p>Entrambe le parti, in quel momento, si sono impegnate a rispettare senza interruzione gli accordi firmati.</p>
<p>Mogherini in un comunicato previamente deciso coi 28 paesi dell&#8217;Unione, riflette la critica profonda alle misure di Washington contro L&#8217;Avana.</p>
<p>Ha segnalato che il blocco lascia chiaro che “l&#8217;applicazione extraterritoriale di misure restrittive unilaterali contravviene il Diritto Internazionale”.</p>
<p>Inoltre, avvisa l&#8217;amministrazione di Donald Trump che la decisione di attivare il Titolo III della Legge Helms-Burton, “originerà frizioni non necessarie e debiliterà la fiducia e la prevedibilità dell&#8217;associazione transatlantica”.</p>
<p>L&#8217;UE “ricorrerà a tutte le misure adeguate per abbordare le conseguenze della sua applicazione, compresi i suoi diritti nell&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) e l&#8217;uso dello statuto del blocco”, clausola creata nel 1996 per proteggere gli interessi europei dalle sanzioni economiche.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;Unione Europea continuerà a lavorare coi suoi soci internazionali che anche “hanno manifestato la loro preoccupazione” per le misure di Washington, insiste il documento.</p>
<p>Tale decisione di Trump incrudisce le restrizioni economiche, commerciali e finanziarie degli Stati Uniti contro Cuba stabilite da quasi 60 anni e che respingono la maggioranza dei governi.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Gli Stati Uniti vogliono indurire il bloqueo contro Cuba</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2019 18:49:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cancelliere cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha respinto con fermezza e categoricamente, l’annuncio del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti di sospendere per soli 45 giorni l’applicazione del Titolo III della Legge Helms-Burton. Questo annuncio costituisce un ricatto politico e una mostra di ostilità irresponsabile, che vuole indurire il bloqueo contro Cuba.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10800" alt="brunorodriguez" src="/files/2019/01/brunorodriguez.jpg" width="580" height="386" />Il cancelliere cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha respinto con fermezza e categoricamente, l’annuncio del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti di sospendere per soli 45 giorni l’applicazione del Titolo III della Legge Helms-Burton. Questo annuncio costituisce un ricatto politico e una mostra di ostilità irresponsabile, che vuole indurire il bloqueo contro Cuba.</strong></p>
<p>È un brutale attacco al Diritto Internazionale, ha affermato il Cancelliere cubano nel suo account in Twitter.<br />
Il Capitolo III: Protezione dei Diritti delle Proprietà dei Nazionali Statunitensi, stabilisce in maniera arbitraria e violando le norme internazionali, il permesso ai nazionali nordamericani di denunciare nei tribunali degli Stati Uniti tutti gli stranieri che «trafficano», con proprietà «nordamericane» a Cuba.</p>
<p>La legge definisce come «proprietà nordamericane» quelle nazionalizzate legittimamente dal Governo Rivoluzionario dopo il 1º gennaio 1959.</p>
<p>Nel termine «trafficare» s’include l’investimento in queste proprietà ed anche, per maggior oltraggio contro Cuba, l’ampliamento successivo, così come «il beneficio» che possono avere dalle produzioni che ne derivano.<br />
Inoltre proibisce alle corti nordamericane di ricorrere alla Dottrina dell’Atto di Stato, principio riconosciuto internazionalmente, che protegge il processo cubano di nazionalizzazione.</p>
<p>La legge assegna al Presidente l’autorità discrezionale di sospendere per sei mesi questo Titolo o le azioni legali che lui stabilisce, sempre che giustifichi al Congresso che è a favore della «democrazia» in Cuba e risponde agli interessi della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti.</p>
<p>Il Presidente può applicare qualsiasi delle due sospensioni ogni sei mesi, indefinitamente.</p>
<p>da Cubainformazione</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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