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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; la stampa</title>
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		<title>Vergognoso attacco Usa al Venezuela: &#8216;La Stampa&#8217; megafono delle fake news statunitensi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 00:33:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
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		<description><![CDATA[La fake news quotidiana sul Venezuela è quella riguardante le sanzioni comminate dal governo degli Stati Uniti al vicepresidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Tareck El Aissami, perché secondo l’ufficio OFAC del Dipartimento del Tesoro statunitense avrebbe favorito il trasporto e il trasferimento di sostanze stupefacenti dal 2008, anno in cui ricopriva il ruolo di Ministro degli Interni nel governo guidato dal Comandante Hugo Chavez. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9774" alt="MaduroTarik" src="/files/2017/02/MaduroTarik.jpg" width="580" height="290" />La fake news quotidiana sul Venezuela è quella riguardante le sanzioni comminate dal governo degli Stati Uniti al vicepresidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Tareck El Aissami, perché secondo l’ufficio OFAC del Dipartimento del Tesoro statunitense avrebbe favorito il trasporto e il trasferimento di sostanze stupefacenti dal 2008, anno in cui ricopriva il ruolo di Ministro degli Interni nel governo guidato dal Comandante Hugo Chavez. </strong></p>
<p>Una vera e propria fake news, come indicato in apertura di articolo, su cui ovviamente si è gettato a capofitto il circuito informativo mainstream italiano. Tra i vari pezzi balza all’occhio quello del quotidiano torinese ‘La Stampa’, in cui si riporta in maniera acritica senza controllarne la veridicità, quanto affermato dall’ufficio statunitense. Strano per un quotidiano in prima linea nel combattere propaganda e fake news. Forse il problema riguarda la provenienza delle notizie e il tema trattato più che la veridicità della notizia stessa. Insomma, nulla di nuovo, rispetto alla classica doppia morale più volte evidenziata e denunciata.</p>
<p>Bisogna innanzitutto evidenziare come l’OFAC funzioni più come uno strumento geopolitico che nella lotta al narcotraffico visto che scorrendo la lista dei paesi accusati possiamo trovare Cuba, Corea del Nord, Iraq, Iran, Zimbabwe e non nazioni dove vi sono governi con solidi legami con il narcotraffico come Paraguay, Perù o Colombia.</p>
<p>Vi è inoltre da segnale una grossa incoerenza nel racconto fatto dall’OFAC: Tareck El Aissami avrebbe stretto un’alleanza con il cartello messicano ‘Los Zetas’, il narcotrafficante venezuelano Hermagoras González Polanco e il capo colombiano Daniel Barrera, attraverso Walid Makled. ‘El Loco’ Barrera, vincolato alla struttura paramilitare ‘Los Rastrojos’  e accusato di essere il responsabile dell’assassinio del narcotrafficante colombiano Wilmer Varela &#8211; alias Jabon &#8211; è stato però arrestato in Venezuela ed estradato in Colombia nell’ottobre del 2012. Chi era a quel tempo il Ministro degli Interni del Venezuela? Tareck El Aissami era il ministro dell’epoca e quindi il principale responsabile della cattura di Barrera.</p>
<p>Una notizia facile da ricercare in rete, ma evidentemente i nostri cacciatori di bufale de ‘La Stampa’ erano troppo impegnati a indagare sugli hacker russi. Così come i debunker italici.</p>
<p>Altro aspetto importante è quello riguardante il ruolo dell’imprenditore venezuelano Samark López Bello, che vive in negli Stati Uniti, in Florida, ed è accusato dall’OFAC di essere il collaboratore logistico del vicepresidente venezuelano. Secondo quanto riportato da ‘El Estímulo’ (media di opposizione al chavismo) López Bello nega le accusa ed annuncia azioni legali in sua difesa.</p>
<p>Intanto, il Ministro degli Esteri della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodriguez, attraverso la tv di Stato Venezolana de Televisión (VTV), ha fatto sapere che il Venezuela «respinge e condanna le azioni arbitrarie dell’OFAC del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti contro il vicepresidente Tareck El Aissami» evidenziando che «El Aissami è uno stimato criminologo che si è distinto per la sua lotta al narcotraffico».</p>
<p>La diplomatica venezuelana ha inoltre segnalato che il Venezuela è «uno dei paesi che ha effettuato il maggior numero di sequestri di droga negli ultimi anni, come confermato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite». Mentre il Presidente Nicolás Maduro, oltre a dare appoggio incondizionato ad El Aissami, ha ricordato che durante la sua gestione del Ministero degli Interni furono catturati 102 capi del narcotraffico e 21 di essi consegnati agli Stati Uniti.</p>
<p>Ovviamente anche queste notizie sono ‘sfuggite’ ai sempre attenti colleghi de ‘La Stampa’. Senza ombra di dubbio non si tratta di una dimenticanza voluta.</p>
<p>di Fabrizio Verde</p>
<p>da L&#8217;Antidiplomatico</p>
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		<title>Primo trapianto eseguito completamente da un robot</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jun 2012 21:49:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[istituto mediterraneo dei trapianti]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[la stampa]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
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		<category><![CDATA[robot]]></category>
		<category><![CDATA[trapianto di fegato]]></category>

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		<description><![CDATA[Un uomo di 44 anni è stato il primo paziente al mondo a cui è stato trapiantato il fegato durante un'operazione eseguita interamente da un robot, diretto a distanza da un gruppo di medici dell' Istituto Mediterraneo dei Trapianti (Ismett) di Palermo (Italia).
Una decina tra medici ed infermieri controllavano i movimenti del robot "Da Vinci" mentre osservavano attraverso un computer portatile le immagini tridimensionali della cavità addominale del paziente, come ha informato oggi il periodico "La Stampa".

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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5091" src="/files/2012/06/davinci.jpg" alt="" width="304" height="254" />Un uomo di 44 anni è stato il primo paziente al mondo a cui è stato trapiantato il fegato durante un&#8217;operazione eseguita interamente da un robot, diretto a distanza da un gruppo di medici dell&#8217; Istituto Mediterraneo dei Trapianti (Ismett) di Palermo (Italia).</strong></p>
<p><strong>Una decina tra medici ed infermieri controllavano i movimenti del robot &#8220;Da Vinci&#8221; mentre osservavano attraverso un computer portatile le immagini tridimensionali della cavità addominale del paziente, come ha informato oggi il periodico &#8220;La Stampa&#8221;.</strong></p>
<p>Questo intervento apre la strada ad operazioni in cui vengono realizzate piccole incisioni che riducono i pericoli della chirurgia, assicurano i responsabili ospedalieri.</p>
<p>Nonostante l&#8217;utilizzo dei robot  stia diventando sempre più comune nelle sale operatorie, la novità in questo caso risiede nel fatto che i medici hanno diretto l&#8217;intervento a distanza.</p>
<p>Il robot &#8220;Da Vinci&#8221; effettuò cinque incisioni di meno di un centimetro ed una di nove per estrarre una parte del fegato del donatore e questa venne trapiantata con successo nel malato, affetto da cirrosi epatica e la cui vita dipendeva totalmente dal successo o meno dell&#8217;intervento.</p>
<p>Secondo il gruppo di medici, che è stato appoggiato dalla clinica universitaria Cisanello di Pisa (Italia), il donatore, fratello del malato, si è recuperato in nove giorni mentre il ricevente è rimasto a riposo per qualche settimana in più, come racconta il periodico torinese.</p>
<p>Preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>Traduzione di Paola Flauto</p>
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